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dell’encefalo che impediscono una buona articolazione, ma non compromettono la

programmazione del messaggio verbale.

Caratteristiche:

 Ridotta intellegibilità

 Disforia

 Ipernasalità

 Anomalie ritmo e volume

 Alterazioni costanti

o APRASSIA ARTICOLATORIA: deficit di programmazione e sequenziamento dei movimenti

Caratteristiche:

 Eloquio scandito

 Disprosodia

 Alterazioni variabili al contesto

 Sindrome di disintegrazione fonetica, assordamento (b/v/d/ trasformate in g/f/t)

DISTURBI DELLA PROSODIA

La prosodia fornisce informazioni di tipo paralinguistico (emozionali-affettive) e linguistiche

(contrasti tonali, accentuazioni lesscali, ecc.). Si distinguono:

 Disturbo in produzione: piattezza prosodica, intonazione inadeguata

 Disturbo in comprensione del tono: es difficoltà a riconoscere frasi interrogative

DIFFICOLTA’ FONOLOGICHE

In produzione: errori di selezione (eloquio fluente) ed errori di combinazione (eloquio non fluente)

In comprensione: difficoltà a discriminare tra e/o identificare fonemi

 PARAFASIE FONEMICHE: omissioni, aggiunte, sostituzioni, trasposizioni (produzione di una

non parola)

 PARAFASIE FORMALI: sostituzione di fonemi con produzione di una parole esistente nella

lingua italiana (ad esempio cavolo al posto di tavolo)

 NEOLOGISMI FONEMICI: bimtino al posto di bambino

 CONDUTES D’APPROCHE: cercare di avvicinarsi progressivamente alla parola bersaglio

(alvevero – albebero – albero)

 GERGO FONEMICO: combinazione di fonemi senza senso compiuto

DIFFICOLTA’ LESSICALI

Difficoltà di produzione della parola nell’eloquio spontaneo o in denominazione:

 Anomie, latenze anomiche (più tempo per dire una parola)

 Parole tuttofare

 Circonlocuzioni (“quella cosa per mangiare la minestra”)

 Conduite d’approche (piatto, forchetta, coltello per dire cucchiaio)

 Parafasie verbali (vaso e non cucchiaio)

 Parafasie semantiche (parola associata semanticamente a quella da pronuciare)

 Gergo semantico (“ho visto il sole con il gatto sordo”)

Deficit di recupero lessicale o perdita lessicale

DIFFICOLTA’ GRAMMATICALI

Difficoltà nella produzione/comprensione delle parole grammaticali:

- AGRAMMATISMO (a. non fluenti): omissione di parole grammaticali, linguaggio

telegrafico, struttura frasale semplificata)

- PARAGRAMMATISMO (a. fluenti): sostituzione di funtori grammaticali (es. il

bambino hanno fame) o errori di concordanza.

ALTRI FENOMENI QUALITATIVI

 AUTOMATISMI: elementi lessicali brevi o frammenti sillabici, stereotipie

 PERSEVERAZIONI: elemento lessicale appropriato in un certo contesto, prodotto in modo

ricorrente

 ECOLALIE: il paziente ripete ciò che è stato detto o l’ultima pezzo della parola detta

AFASIE NON FLUENTI

AFASIA DI BROCA

 Lesione dell’area 44 (circonvoluzione anteriore)

 Semplificazione della struttura frasale; possibile agrammatismo;

 È compromessa la comprensione di frasi, ma non di singole parole;

 Possibile aprassia articolatoria

 Fenomeni associati:

 Aprassia buccofacciale

 Aprassia ideomotoria (meno presente)

 Possibile aspetti depressivi (no aprassia ideativa e anosoagnosia)

 Possibile emiparesi dx (volto e arto superiore dx)

AFASIA TRASCORTICALE MOTORIA (inerzia verbale)

 Lesione area 45

 L’eloquio spontaneo è compromesso; possibile agrammatismo

 No deficit di comprensione, ripetizione e denominazione

 No aprassia e anosognosia

 Possibile emiplagia dx

AFASIA GLOBALE

o Possibile aprassia articolatoria

o Deficit di comprensione, ripetizione e denominazione; sintomi più gravi rispetto all’Afasia

di Broca

AFASIE FLUENTI

AFASIA DI WERNICKE

- Lesione area 22 (parte anteriore giro temporale superiore)

- Eloquio fluente

- No aprassia articolatoria e agrammatismo

- Paragrammatismo

- Errori fonologici e lessicali

- Deficit di comprensione, denominazione e ripetizione

- Fenomeni associati:

 Anosoagnosia

 Aprassia ideomotoria e ideativa

 Emianopsia dx

 No aprassia buccofacciale

AFASIA DI CONDUZIONE

Lesione area 40 – fascicolo arquato (disconnessione tra area di Broca e area di Werkicke)

Possibile paragrammatismo

Deficit di ripetizione

Qualche errore di denominazione (errori fonologici)

No anosoagnosia e aprassia

Possibile emianopsia

AFASIA TRANSCORTICALE SENSORIALE

 Lesione area 37-39

 Deficit di comprensione

 Possibile deficit di denominazione

 Ripetizione preservata, ma non attribuzione di significato per deficit di comprensione

 Possibile paragrammatismo

 Fenomeni associati: possibile anosoagnosia, aprassia ideativa e ideomotoria, emianopsia

AFASIA AMNESTICA

 Lesione aree af. Trascorticale sensoriale, ma danno più liee

 Deficit di rievocazione e denominazione

 Qualche errore di comprensione

Afasia transocorticale mista (cortico-sottocorticale F P T con relativo risparmio area di Broca,

Wernicke e del fascicolo arquato): deficit comprensione e produzione, risparmio ripetizione, non

fluente con marcata ecolalia

Afasie sottocorticali (lesione talamo, nuclei della base, sostanza bianca circostante):

 Lesione pallido (uno dei nuclei della base): a. transcorticale motoria

 Lesione talamo: perseverazioni, ecolalie, parafasie semantiche e anomie, comprensione

buona

PRINCIPI DI VALUTAZIONE

Si valuta:

1. Eloquio spontaneo

2. Prove per le diverse modalità

1. Cosa valuta?

- Come interagisce in un contesto comunicativo

- Contenuto informativ, pragmastico, comprensione e analisi

- Diff. Articolatorie

- Deficit fonetici, lessicali, morfosintattici

- Elementi automatici

2. Prove specifiche

 Ripetizione: lettere, sillabe, non parole (prove fonologiche), parole e frasi e

complessità fonemica (lessicali). Errori di tipo: fonologico (parafasie fonetiche,

fonemiche, neologismi, effetto complessità fonologica), sintattico (omissioni,

scambi/aggiunte particelle grammaticali), lessicale-semantico (parafasie

semantiche).

 Denominazione: denominazione a confronto (figure-oggetti), verificare parole per

frequenza d’uso, lunghezza, categoria semantica e grammaticale; denominazione su

definizione verbale, compiti di fluenza verbale su stimolo fonologico (lettera) o

categoria.

TEST DI DENOMINAZIONE (Novelli et al.): denominazione di oggetti (32

figure) e denominazione su descrizione)

BOSTON NAMING TASK: denominazione di 60 oggetti di difficoltà crescente

in base alla frequenza d’uso.

 Comprensione orale:

LIVELLO FONOLOGICO: discriminazione e identificazione di sillabe, di parole

fonologicamente simili (es. “DA-TA”, “VINO-PINO”)

LIVELLO SEMANTICO-LESSICALE: associazione parola-figura, classificazione in categorie,

descrizione, attribuzione, giudizi di relazione semantiche, ordini verbali (es “si tocchi il

braccio destro…)

LIVELLO SINTATTICO: correzione di frasi anomale, ordinamento di parole in una frase,

accoppiamento figura-frase, ordini verbali.

Test preliminare al livello sintattico sono le prove di decisione lessicale: elenco di parole e non

parole (distinguere parole da non parole).

TEST DEI GETTONI (TOKEN TEST – DE RENZI):

Scopi:

 Indice di comprensione del linguaggio orale;

 Indice di gravità dell’afasia

Vantaggi:

 Di facile e veloce somministrazione

 Buona discriminazione afasia/non afasia

 Sensibile e deficit lievi

 Può essere usato con soggetti a bassa scolarità

 Non è influenzato da deficit intellettivi

 Sensibile a difficoltà di comprensione sintattica (risente della MBT)

Importante è mantenere l’ordine delle parole (tocchi il cerchio giallo piccolo)

BATTERIE PER I DISTURBI DEL LINGUAGGIO

Approccio neuro-linguistico

1. Esame del linguaggio (comprende prove di espressione e comprensione orale, lettura e

scrittura)

2. Aachen Aphasie Test (AAT)

3. Boston Diagnostic Aphasia Examination (BDAE) (compromissione di ciascuna unità

linguistica e nelle principali modalità)

Approccio psicolinguistico

A. Batteria per l’analisi dei Deficit Afasici (BADA) (non è adatto per afasici gravi e pazienti con

bassa scolarità)

B. Esame Neuropsicologico per l’Afasia (ENPA) (adatto per afasici gravi perché più ridotti)

7) DISTURBI DEL LINGUAGGIO SCRITTO

Due vie utilizzate per la scrittura e la lettura:

VIA SEMANTICO-LESSICALE: analisi visiva dello stimolo – identificazione delle lettere (lessico

ortografico di entrata – lettere assemblate che abbiamo già indetificato) – sistema semantico –

lessico di uscita fonologico – buffer fonemico (produzione della parola)

VIA FONOLOGICA: analisi visiva – conversione scritta/suono (attribuzione suono a ciascun

grafema), cioè segmentazione grafemica, conversione, assemblaggio suoni – buffer fonemico

(produzione parola)

DISTURBI DELLA LETTURA

DISLESSIE CENTRALI

 DISLESSIA SUPERFICIALE (O LETTURA FONOLOGICA): disturbo della lettura di parole non

regolari e che costituiscono eccezioni di pronuncia; il paziente è in grado di leggere le non

parole. Cercano di leggere le parole presentate attraverso la conversione grafema-fonema e

quindi la lettura delle parole regolari è migliore di quelle non regolari. Commette errori

ortografici come sostituzioni, eliminazioni o aggiunte di lettere. Effetto lunghezza. SEDE DELLA

LESIONE: lobo temporale posteriore sx

 DISLESSIA FONOLOGICA (O LETTURA VISIVA): incapacità di leggere le non parole e le parole

sconosciute, mentre viene conservata la capacità di leggere parole che fanno parte del

vocabolario usuale del paziente. Commettono errori morfologici e non sanno leggere le parole

funzione (e, per, ecc) perché prive di significato e non immaginabili visivamente). Effetto

lessicale. SEDE DELLA LESIONE: lesione parieto-occipitale sinistre (comprende anche il giro

angolare e parte delle aree sottocorticali).

 DISLESSIA DIRETTA O IPERLESSIA O LETTURA SENZA COMPRENSIONE: disturbo della lettura

che comporta un’incapacità di leggere le non parole e una mancata comprensione delle parole

che però vengono lette correttamente.

DISLESSIE PERIFERICHE

o DISLESSIA DE NEGLECT: disturbo dell’elaborazione visiva delle parole che comporta la

mancata elaborazione di una parte del campo visivo, generalmente la sx.. Errori nella

lettura perché non presta attenzione alle porzioni di parole che si trovano nel lato negletto

dello spazio.

o DISLESSIA ATTENZIONALE: questi pazienti sono in grado di leggere le parole (es. CASA), ma

non le lettere che le compongono (C-A-S-A) (non riescono a denominare le singole lettere

se fanno parte di una parola, ma riescono a farlo se vengono presentate separatamente e

non in serie). SEDE DELLA LESIONE: lobo parietale sx.

o DISLESSIA LETTERA PER LETTERA (ALESSIA PURA): la lettura delle parole può avvenire solo

attraverso la lettura separata delle singole lettere che compongono la parola stessa.

Processo di lettura simile ai bambini: non leggono l’intera parola, ma le sillabe. SEDE DELLA

LESIONE: lobo occipitale inferiore anteriore

DISTURBI DELLA SCRITTURA

DISGRAFIA LESSICALE (SUPERFICIALE): difficoltà a scrivere le parole irregolari; vengono

scritte come si pronunciano senza tener conto delle unicità orografiche. Errori

fonologicamente plausibili ma errata corrispondenza suono-ortografia.

DISGRAFIA FONOLOGICA: errori nella scrittura di non parole. Effetti lessicali

DISGRAFIA ALLOGRAFICA: disturbo nella selezione dell’allografo (maiuscolo/minuscolo). Il

paziente non ricorda come si scrive una parola. Può comportare deficit di produzione

(perdita dell’allografo e difficoltà di accesso), di selezione (allografi realizzati bene ma non

corretti – misto maiuscolo/minuscolo e sostituzioni di lettere), post allografici (deficit di

trasmissione delle informazioni ai programmi grafo-motori). SEDE DELLA LESIONE: parieto-

occipitale sx.

DISGRAFIA APRASSICA: deficit nella realizzazione dei movimenti specifici per la

realizzazione grafica delle lettere, in assenza di deficit di conoscenza della forma delle

lettere e deficit sensomotori primari. Errori: distorsioni, omissioni e inserzioni di tratti,

ripetizioni, sostituzioni e dislocazioni di tratti. SEDE DELLA LESIONE: parietale sx (giro

angolare e lobulo parietale superiore), area premotoria anteriore

BUFFER GRAFEMICO: mantiene la rappresentazione ortografico per il tempo necessario alla

realizzazione fisica. 8) APRASSIA

Disordine dell’esecuzione volontaria di movimenti/gesti in assenza di:

- Disturbi elementari sensomotori o danni delle vie o delle aree motorie e sensoriali

primarie;

- Compromissione delle capacità percettive

- Disturbi di comprensione

- Grave deterioramento mentale

E’ causata da una dissociazione automatico-volontario (frequenza 30-50% nei soggetti cerebrolesi

sx).

CLASSIFICAZIONE:

 Aprassia degli arti

 Aprassia orale o bucco-facciale

 Aprassia del tronco

 Aprassia costruttiva

 Aprassia dello sguardo – della marcia

 Aprassia dell’articolazione

 Aprassia dell’abbigliamento

CONSIDERAZIONI ANATOMICHE

L’aprassia è rara e meno grave se associata a lesioni frontali.

Il centro prassico si trova nel lobo parietale sx e in esso convergono vie di canali sensoriali

indipendenti secondo la modalità con cui il gesto è richiesto: dalla corteccia temporale se l’ordine

è verbale; dalla corteccia occipitale se l’ordine è visivo; da quella parietale se lo stimolo è tattile.

Il lobo parietale sx è collegato direttamente, e non solo attraverso l’area premotoria di sx, al lobo

parietale dx, alla corteccia premotoria laterale dx e a strutture sottocorticali.

Lesioni sottocorticali (talamo e nuclei della base) possono causare AIM (20% dei casi).

DISSOCIAZIONI IN AIM (Rothi et. Al, 1991)

1. Discriminazione VS produzione di gesti: solo alcuni pazienti aprassici presentano deficit di

discriminazione indipendentemente dalla gravità del disturbo di produzione gestuale. Tale

associazione consegue a lesioni parietali sx (VS lesione anteriore con solo deficit di

produzione).

2. Deficit selettivi per modalità - visiva/verbale: alcuni pazienti eseguono gesti su ordine

verbale a non sono capaci di comprendere o discriminare gesti presentati visivamente.

Questi pazienti presentano una lesione occipito-temporale.

3. Comprensione VS Imitazione di gesti alcuni pazienti imitano bene i gesti ma non sono in

:

grado di comprenderli o discriminarli; l’imitazione può avvenire tramite una via “non

lessicale” di imitazione gestuale. Questa imitazione non lessicale può essere mediata da

una via diretta tra il sistema visivo e la corteccia premotoria.

APRASSIA IDEOMOTORIA

 Incapacità di tradurre la sequenza motoria conosciuta nel corrispondente programma

motorio – difficoltà a trasformare la rappresentazione di un movimento in una sequenza

corretta di atti motori (conoscenza della sequenza di eventi ma non esecuzione del gesto).

 Il paziente non riesce ad imitare o eseguire:

 Gesti non simbolici (es. “metta la mano sul mento”);

 Gesti simbolici intransitivi (“faccia il segno della croce);

 Gesti simbolici transitivi (“si pettini i capelli);

 Pantomime: dimostrazione dell’uso di un oggetto in presentazione visiva, tattile o

verbale.

 Lesione corteccia inferiore premotoria laterale sx e del corpo calloso (interessa solo la

mano dominante)

VALUTAZIONE:

1. Test per l’AIM (De Renzi, Motti, Nichelli, 1980) – imitazione: prove preliminari (braccio

alzato, mano aperta in avanti, dita divaricate/ a pugno in avanti)- movimenti delle dita –

movimenti della mano o dell’arto (assegnazione punteggio da 0 a 3)

2. Versione ridotta

ALTERAZIONE DEI GESTI PIU’ FREQUENTI NELL’AIM

1. La mano viene usata come oggetto

2. Perseverazioni (ripetere il geto appena eseguito)

3. Il gesto contiene elementi estranei oppure manca di tratti fondamentali

4. Il gesto è sostituito da un altro

5. Il gesto è preceduto da movimenti abortivi e mai portati a termine

6. Gesto goffo, con esitazione o incertezza

7. L’azione, quanto più è complessa, non è ottenuta disponendo dei singoli gesti nella

corretta successione.

APRASSIA IDEATIVA

o Incapacità di rappresentare mentalmente/programmare il gesto o la sequenza di

movimenti da compiere

o No conoscenza della sequenza di eventi motori, si esecuzione del gesto su imitazione

o Incapacità di usare singoli oggetti o oggetti multipli in un’azione complessa; difficoltà a

rievocare il movimento adeguato per l’oggetto.

o Correlati anatomici: corteccia temporo-parieto-occipitale sx, frontale sx e sottocorticali

(nuclei della base)

TEST DI VALUTAZIONE

 Test di utilizzazione di oggetti (modalità verbale, visiva e tattile);

 Test d’uso focalizzato di più oggetti.

AI come deficit primario non determinato da:

Demenza: si riscontra per lesioni focali sx; non si sono differenze tra i pazienti AI e i

pazienti senza AI in test di intelligenza;

Agnosia: gli oggetti sono denominati, manipolati e gli errori non indicano

“incomprensione” dell’oggetto quanto de modo di usarlo;

Grave AIM: dissociazione tra i test di imitazione di gesti e test di utilizzazione di oggetti e

tra imitazione e prova con oggetti multipli.

ERRORI PIU’ FREQUENTI NELL’AI:

1. Perplessità

2. Maldestrezza

3. Omissioni

4. Errori di localizzazione

5. Uso erroneo di oggetti

6. Errori di sequenza

APRASSIA ORALE O BUCCO-FACCIALE (ABF)

 Disordine del movimento volontario dell’apparato faringo bucco-facciale: incapacità di

eseguire su richiesta movimenti non verbali e azioni come fischiare, soffiare, schioccare la

lingua;

 Frequenza 40% nei cerebrolesi sx

 Lesione dell’apercolo frontale emisfero sx

 Dissociazione tra aprassia orale e aprassia degli arti

 Frequente l’associazione con l’Afasia di Broca, ma può presentarsi come disturbo selettivo

e isolato; può dissociare anche dall’aprassia articolatoria sia per insorgenza che per

decorso clinico.

 Valutazione: esecuzione di azioni su comando verbale o imitazione.

 Errori: sostituzioni semantiche, movimenti addizionali orali o corporei, esecuzione

incompleta o assente, conduce d’approche, perseverazioni.

9) DISTURBI DELL COGNIZIONE SPAZIALE

APRASSIA COSTRUTTIVA

Consiste in un disturbo delle attività di costruzione, composizione e disegno in cui la forma

spaziale prodotta non è adeguata (in assenza di aprassia del movimento).

Nell’aprassia costruttiva:

- La forma spaziale del prodotto non è corrispondente al modello in assenza di deficit

visuo-percettivi elementari

- Diverso dai disturbi di programmazione motoria

- Si tratta di un’alterazione delle connessione tra funzioni visuo-spaziali e gli

engrammi cinestesici

- Gli studi riportano AC dopo lesioni dell’emisfero dx, ma l’incidenza nei due emisferi

è uguale (lesione parietale). Ciò che cambia è il disturbo che si manifesta a seguito

di lesione dei 2 emisferi: lesione sx disturbo della programmazione motoria,

disturbi intellettivi, disturbi dell’analisi spaziale; lesione dx deficit di elaborazione

visuo-spaziale

Probabili cause dell’AC:

- Eminattenzione;

- Deterioramento cognitivo

- Deficit visuo-percettivi

- Deficit di programmazione motoria

FUNZIONI COINVOLTE NEI COMPITI COSTRUTTIVI:

 Funzioni attentive

 Funzioni percettive (elaborazione visiva, conoscenza di oggetti nella memoria semantica,

sensibilità tattile);

 Funzioni visuo-spaziali

 Funzioni motorie

 Funzione esecutive (MBT visuo-spaziale)

Quindi: analisi visiva spaziale, pianificazione, monitoraggio dell’azione motoria.

COME SI RIESCE A COPIARE UNA FIGURA COMPLESSA

1. Lo stimolo da copiare deve essere percepito

2. Deve essere elaborato nella sua totalità

3. Deve essere riconosciuto

4. Deve essere analizzato nelle sue caratteristiche spaziali

5. Il processo di riproduzione deve essere pianificato

6. La riproduzione deve essere eseguita

DIFFERENZE QUALITATIVE

- CEREBROLESI DX: tendono a eseguire disegni con orientamento sbagliato e con

elementi disposti in confusa relazione reciproca a causa di disturbi visuo-spaziali;

- CEREBROLESI SX: semplificano i disegni, riducendo i dettagli ma conservando la

disposizione spaziale originale a causa di disturbi di esecuzione o di

programmazione motoria;

- PAZIENTE CON SINDROME DEMENZIALE: tendono ad addossare la copia al

modello, cioè a riprodurre la copia utilizzando parte del modello oppure a passare

la matita sulle linee del modello (CLOSING-IN)

LOCALIZZAZIONE INTRA-EMISFERICA

- Lesione posteriore parieto-occipitale (deficit visuo-spazili), ma anche frontali (deficit

di programmazione dei movimenti) e sottocorticali (gangli della base)

- L’AC può essere presente anche in agnosia visiva appercettiva, amnesia (nella copia

differita) e NSU

VALUTAZIONE

Può essere valutata tramite copia di disegni (es. Figura di Rey), disegni a memoria con o senza

suggerimenti, tracciare i contorni di una figura e composizione di strutture 2D o 3D.

CLOSING-IN: il paziente si limita a scarabocchiare il modello, ricalcandone più volte i contorni,

utilizza le linee come punto di partenza per il disegno. E’ caratteristico delle forme di AC delle

demenza.

ATASSIA OTTICA

 Deficit di movimento nel raggiungimento di uno stimolo da parte dell’arto superiore

(agnosia visuo-motoria senza agnosia visiva).

 Deficit della cinematica (fase di trasporto), della prensione e della manipolazione di

oggetti;

 Può interessare un solo campo visivo (atassia visuo-motoria unilaterale) o entrambi

(bilaterale);

 Errori di localizzazione con deviazione ipsilesionale, errori di prensione e manipolazione;

 Deficit modalità-specifico, limitato al raggiungimento con la mano guidato da stimoli visivi:

riguarda la modalità visiva. Infatti se lo stimolo è stato esplorato tattilmente, non compare

atassia ottica.

Pazienti con lesioni parietali posteriori dx:

puntano con la mano dx in condizioni di

 Closed loop (con controllo visivo del movimento)

 Open loop (senza controllo visivo)

Errore minore in open loop, soprattutto a sx controlesionale

MOVIMENTI DI INDICAZIONE

a) Pazienti con lesioni emisf sx/raggiungimento con la mano sx: errore ipsilesionale verso sx in

entrambi gli emicampi visivi

b) Pazienti con lesioni emisf dx/raggiungimento con la mano dx: errore ipsilesionale verso dx

in entrambi gli emicampi visivi

Incapacità di correggere il movimento mentre viene compiuto (con lo stimolo che si sposta –

disturbo della correzione online del movimento)

10) SINDROME FRONTALE

Insieme di svariati sintomi, di entità variabile che includono alterazioni di personalità e di funzioni

cognitive conseguenti a danno delle regioni prefrontali.

Il lobo frontale comprende l’l’area prefrontale motoria (parte più anteriore del lobo frontale) e

l’area premotoria (anteriore all’area motoria).

SINTOMATOLOGIA

1) Disturbi motori

2) Disturbi cognitivi: disturbi delle funzioni di controllo e delle funzioni cognitive di base

(deficit di memoria, attenzione, astrazione e inventiva)

3) Disturbi di personalità e di comportamento

Disturbi motori:

 Ipocinesia (=rallentamento o riduzione dei movimenti spontanei del corpo) e ipercinesia

 Problemi nell’esecuzione di movimenti di destrezza

 Alterazioni del programma motorio: stuck-in-set

 Incapacità di inibire le risposte (go/no go, reversal learning) o un movimento

 Aprassia magnetica (incapacità di inibire il richiamo proveniente dall’ambiente),

buccofacciale e melocinetica

 Comportamento di inibizione e di utilizzazione

 SINDROME DA DIPENDENZA AMBIENTALE: Imitazione (il paziente imita i gesti dell’e.

nonostante sia stato istruito a non farlo) e Utilizzazione incidentale o indotta (il paziente

deve toccare e utilizzare tutti gli oggetti che trova)

 Mano aliena (sensazione di estraneità dell’arto controlaterale alla lesione) e conflitto

intermanuale (la mano controlaterale alla lesione fa il contrario di quello che fa l’altra

mano)

 Ricerca visiva disorganizzata

 Grasping o impersistenza motoria (incapacità di mantenere una posizione per qualche

secondo)

APRASSIA FRONTALE

Deficit di esecuzione di azioni naturali sequenziali (es. impacchettare un regalo o preparare un

vassoio); difficoltà a rigettare alternative sbagliate evocate dagli stimoli ambientali.

PERSEVERAZIONI: ripetuta produzione involontaria di una precedente risposta (motoria o verbale)

che non risulta più adeguata allo stimolo attuale. Può essere:

- Continua: incapacità di inibire un movimento (elementare) iniziato;

- STUCK-IN-SET: incapacità di modificare uno schema di risposta precedente anche

dopo l’introduzione di un nuovo comportamento;

- Ricorrente: produzione ripetuta di una risposta già emessa.

DISTURBI DI MEMORIA:

 Dissociazione fra rievocazione libera e riconoscimento;

 Deficit strategici e cronologici

 Suscettibilità all’interferenza

 Source amnesia (amnesia per la fonte)

 Disturbi di metamemoria (consapevolezza)

 Intrusioni e confabulazioni fantastiche (per colmare vuoti di memoria/bugie involontarie)

 Prove da fare: breve racconto, apprendimento di lista di parole o supraspan,

riconoscimento di parole o figure

DISTURBI DI ATTENZIONE

Distraibilità

Disturbi di attenzione sostenuta (continuous performance test)

Dist. Attenzione divisa (trail making task= unire i puntini e poi alternare lettere e numeri e

metterle in ordine, dual task)

Dist. Attenzione focale e selettiva (go/no go, matrici attentive, stroop test)

DISTURBI DI ASTRAZIONE: incapacità di sviluppare ragionamenti astratti partendo dai dati e stimoli

concreti (Test di Weigl: capacità di individuare un elemento comune per formare gruppi) – The

winsconsing card sorting test

DEFICIT DI INTENTIVA: incapacità di generare risposte secondo una logica inusuale

DEFICIT DI CRITICA DI GIUDIZIO: non riesce a fornire risposte fondate o plausibili in

comportamenti che richiedono di usare conoscenze precedenti (test di stima cognitiva)

DEFICIT DI INTELLIGENZA: comportamenti che richiedono una condotto coerente con le istruzioni

ricevute o l’obiettivo da raggiungere (es storie assurde, prove non verbali)

DEFICIT DI PIANIFICAZIONE: capacità di operare secondo regole, pianificando in funzione di quanto

previsto successivamente (es. Torri di Londra, labirinti).

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO

 Sindrome apatico-cinetica-abulica: pseudo-depressiva (simula una depressione maggiore)

 Sindrome euforico-maniacale: di tipo pseudo-patico. In generale ridotta motivazione

(apatia fino abulia), disturbi di disinibizione, disturbi affettività (depressione o mania)

 Disturbi della motivazione:

 Sindrome apatica primaria: riduzione dei contenuti di pensiero, perdita di iniziativa,

indifferenza verso problemi personali e sociali, perdita di interesse verso persone o

novità, perdita di reattività emotiva agli stimoli, anedonia (incapacità di percepire ogni

forma di appagamento)

 Disturbo da disinibizione: impulsività, comportamenti inappropriati (alterazione della

condotta sociale e personale, trascuratezza, affaccendamento afinalistico,

comportamenti ossessivo-compulsivi, violazione delle regole sociali), aggressività,

sociopatia acquisita (deficit della cognizione sociale)

 Disturbi affettivi: depressione con labilità emotiva, assente coscienza di malattia

SINDROME DISESECUTIVA

Le funzioni esecutive rappresentano una funzione di controllo che serve per guidare il

comportamento. Piuttosto che svolgere operazioni cognitive specifiche, hanno il compito di

controllarle.

VALUTAZIONE DEI DISTURBI COMPORTAMENTALI

- Neuropsychiatric Inventory

- Questionario disesecutivo

- Test dei 6 elementi (dettare un percorso, denominare figure, fare calcoli) – prove

che vanno svolte in modo misto

- BADS (Batteria per la valutazione della sindrome disesecutiva comportamentale):

situazioni il più vicino possibile alla vita quotidiana (comportamenti che richiedono

programmazione e pianificazione). Test: giudizio temporale (es quanto vive un

cane?), rule shift card (riconoscere carte secondo regole precise), programma

d’azione, ricerca di una chiave, mappa di uno zoo, test dei sei elementi,

questionario disesecutivo.

11) DISTURBI DI MEMORIA

BREVE TERMINE – IMPLICITA

Memoria a breve termine: verbale/spaziale

Memoria a lungo termine:

 Esplicita

 Episodica: retrospettiva – prospettica

 Semantica (concetti)

 Implicita: condizionamento, priming, procedurale

DEFICIT MEMORIA BREVE TERMINE VERBALE

o Cause: ictus, traumi, tumori

o Sede della lesione:

 Parietale inferiore (sx) (più frequente)

 Temporale postero-superiore

o Può essere riscontrato casualmente (ad esempio in pazienti con pregressa afasia di

conduzione)

o A volte difficoltà a comprendere frasi complesse (es. nel test dei gettoni “tocchi i cerchio

grande giallo) oppure a capire i resti di calcoli matematici

CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI CON DEFICIT MBT VERBALE (MAGAZZINO FONOLOGICO)

Riduzione dello span di memoria (da 4 cifre a 2,38 circa) immediata per sequenze non

strutturate di materiale uditivo-verbale

Miglior prestazione con presentazione visiva dello stimoli (nei soggetti normali è migliore

con presentazione uditiva) – dist. Modalità specifico

Il deficit non è attribuibile ad un disturbo di analisi fonologica e a problemi di produzione

della risposta verbale

Manca effetto di somiglianza fonologica con presentazione visiva ed effetto lunghezze delle

parole con entrambe le presentazioni

SI VALUTA CON: span (uditivo-verbale, visuo-verbale, pointing), effetto somiglianza fonologica e

lunghezza delle parole, discriminazione fonemica, consapevolezza fonologica, velocità di

articolazione, span visuo-spaziale, esame di linguaggio (per escludere afasia di conduzione) 4

prove di MLT.

DEFICIT MEMORIA BREVE TERMINE VISUO-SPAZIALE

COMPONENTE VISIVA: aspetto visivo di un oggetto o di una scena, colore, forma, dimensione, ecc.

localizzazione di un elemento rispetto ad un altro d un particolare punto di vista in presentazione

statica; emisfero occipitale sinistro

COMPONENTE SPAZIALE: percezione o sequenza di movimenti da una posizione a un’altra della

scienza o i processi di modificazione della posizione di oggetti quando un osservatore si muove da

una prospettiva ad un’altra; temporale, parietale, occipitale destro

MEMORIA NON DICHIARATIVA: l’espressione dell’avvenuto apprendimento si realizza attraverso

una modificazione del comportamento. Realizzabile in assenza di consapevolezza:

- Condizionamento: classico, operativo, volutativo;

- Priming

- Apprendimento procedurale

DEFICIT MEMORIA IMPLICITA

1. MALATTIA DI PARKINSON: deficit selettivi dell’apprendimento procedurale (rotor pursuit

learnig – se la velocità è costante, la prestazione è normale. Diventa deficitaria se la

velocità cambia)

2. MALATTIA DI HUNTINGTON: normale riconoscimento di parole, ma non migliora la lettura

rapida di parole speculari con la ripetizione – rotor pursuit learning – apprendimento

sequenze motorie ripetitive non si avvantaggia della prevedibilità dei movimenti.

DEFICIT DI MEMORIA A LUNGO TERMINE (MLT)

MEMORIA ANTEROGRADA: ricordi relativi al periodo successivo all’esordio della malattia/trauma

MEMORIA RETROGRADA: ricordi relativi al periodo antecedente all’esordio della malattia/trauma

AMNESIA GLOBALE

E’ presente:

- Amnesia anterograda

- Amnesia retrograda

- Intelligenza/linguaggio/MBT normali

- Capacità di apprendimento residua

- Anosognosia e confabulazione

DEFICIT DI MEMORIA EPISODICA

Lobo temporale mediale:

- Rimozione chirurgica

- Encefalite erpetica

- Anossia

- Infarto cerebrae post.

Diencefalo:

 Sindrome di Korsakoff (amnesia da alcolismo)

 Infarto talamico

Area fronto-basale:

Aneurisma

Neoplasia

Il lobo temporale mediale comprende il complesso ippocampale formato da ippocampo,

amigdala, corteccia peririnale, corteccia entorinale, corteccia paraippocampale.

VALUTAZIONE AMNESICO GLOBALE

 Span (deve essere normale)

 Prove di apprendimento verbale e visuo-spaziale

 Prove di intelligenza (devono essere normali)

 Questionari di memoria autobiografica e di eventi remoti e/o riconoscimento di volti

famosi

 Fluenza verbale e prova di denominazione

 Prove di riconoscimento (parole e figure)

 Anterograda verbale (nome e indirizzo, rievocazione della conversazione precedente)

 Anterograda non verbale (apprendimento percorsi, riconoscimento di volti, figura di rey,

test delle facce ricorrenti)

 Retrograda: eventi famosi, riconoscimento di volti famosi

TEST NEUROPSICOLOGICI: Batterie globali, Apprendimento liste di parole e coppie di parole, Breve

racconto, Apprendimento di una sequenza visuo-spaziale o apprendimento supraspan (Test di

Corsi), Apprendimento di un percorso su un labirinto, Questionario di memoria

retrograda/anterograda

TEST DI BUSCHKE-FULD

Apprendimento supra-span di una lista di 15 parole.

SI valuta il totale di parole rievocate nelle prime 18 prove, poi il totale delle rievocazioni stabili

della MLT nelle prime 18 prove e infine il totale delle parole rievocate nella prova differita (dopo 5

minuti)

TEST DI GROBER-BUSCHKE

Vengono presentati 16 disegni, 4 alla volta, di oggetti concreti ciascuno di una categoria semantica

diversa.

SI fornisce il nome della categoria e si chiede di indicare l’esemplare di quella categoria.

Successivamente, rievocazione con cue semantico (il somministratore dice quale è la parola) dei 4

item. Al termine, rievocazione libera della 16 parole. Le parole non rievocate sono testate usando

il cue categoriale.

TEST DELLE 15 PAROLE

1. Liste non correlate semanticamente (rievocazione immediata, differita, oblio,

riconoscimento)

2. Liste correlate semanticamente (come sopra)

Figura di Rey

RICORDI DI EVENTI REMOTI NEGLI AMNESICI: LEGGE DI RIBOT= i ricordi più lontani, sono

rievocati più facilmente; in alcuni pazienti questo è meno evidente perché dipende comunque

dall’eziologia del deficit. Gli eventi più remoti sarebbero ricordati più facilmente perché più

ripassati e quindi esistono più tracce.

MEMORIA STRATEGICA: deficit che riguarda l’organizzazione soggettiva e il monitoraggio della

risposta. Si valuta con:

- Rievocazione libera e riconoscimento (normale= non devono usare strategie che

facilitino la codifica e il richiamo; non si deve generare informazioni)

- Origine dell’informazione

- Ordinamento temporale dei ricordi

- Giudizi di frequenza

AMNESIA E METAMEMORIA

Frontale:

 Scarsa consapevolezza

 Non si rendono conto delle strategie (feeling of knowing)

Amnesici non frontali:

 Consapevolezza del deficit

 Conoscono le strategie

MEMORIA NON DICHIARATIVA NEGLI AMNESICI

Prove preservate:

- Apprendimento abilità motorie, cognitive e percettive

- Priming semantico e percettivo

- Condizionamento classico

AMNESIA GLOBALE TRANSITORIA (AGT O TGA)

Un paziente sano improvvisamente sviluppa una grave perdita di memoria. Ripete le stesse

domande e immediatamente dimentica le risposte.

Può manifestarsi amnesia retrograda da poche ore a molte anni.

L’attacco dura fra le 4 e le 12 ore.

Il recupero dei ricordi più lontani avviene prima rispetto a quelli più recenti. Non ricorderà l’evento

amnesico.

CRITERI DIAGNOSTICI

1. Gli attacchi devono essere riportati da un osservatore affidabile che sia stato presente per

la maggior parte dell’episodio.

2. Deve esserci stata una netta amnesia anterograda (non apprendono nessuna informazione)

3. Non devono esserci: riduzioni dello stato di coscienza (se ci fosse stato sarebbe stato

confusionale), perdita dell’identità personale (diagnosi differenziale rispetto a forme

psicotiche), altri disturbi cognitivi (afasia, aprassia)

4. Non devono esserci sintomi e segni neurologici focali

5. Assenza i caratt. Epilettiche

6. Risoluzione entro 24 ore

7. Anamnesi negativa per traumi cranici recenti e crisi epilettiche

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

Durante l’agt…

 Deficit memoria verbale e visuo-spaziale

 Memoria semantica compromessa, tranne eventi pubblici riferiti ad un preciso periodo e

denominazione di personaggi famosi

 Span e memoria implicita normali

 Ridotta fluenza verbale

Dopo l’agt…


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciccina.ale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Papagno Costanza.

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