Indice
- Linguistica generale vs glottologia
- Sincronia vs diacronia
- Lingue storico-naturali vs lingue artificiali
- Esame diacronico
- Livelli di analisi di una lingua
- Fonetica - fonologia
- Morfologia
- Sintassi
- Semantica
- Lingua vs dialetti
- Apparato fonatorio
- Fonetica vs fonologia
- Consonanti
- Modo di articolazione
- Luogo di articolazione
- Vocali
- Posizione della lingua
- Come si producono le vocali
- L’alfabeto
- Classificazione delle lingue
- Come classificare le lingue
- Classificazione genealogica delle lingue neoromanze o neolatine
- Sostrato
- Classificazione delle lingue in base alla struttura della parola
- Isolanti
- Agglutinanti
- Flessive
- Polisintetiche
- Morfologia
- Le grandi aree della Romania
- Iberomania
- Galloromania
- Italoromania
- Dacoromania
- Carta dei dialetti d’Italia
- G.I. Ascoli e la tipologia linguistica
- Dopo Ascoli
- Atlanti linguistici
- Morfologia
- Nome/sostantivo
- Genere del nome
- Numero del nome
- Formazione delle parole
- Derivazione
- Composizione
- Area grigia
- L’articolo
- La lingua della comunicazione nella politica, pubblicità, giornali, radio, TV, cinema, canzone, nuovi media, tecnologia
- Questioni terminologiche
- Lingue/dialetto
- Diglossia/triglossia
- Bilinguismo/plurilinguismo
- Idioletto
- Competenza attiva/passiva
- Competenze del parlante medio
- Registri della comunicazione
- L’italiano e le altre lingue
- Trasmissione e motivazione del prestito
- Superstrato
- Adstrato
- Analisi logica e analisi grammaticale
Fondamenti di linguistica
Perché lingua: principale organo della fonazione e ci consente di modulare i suoni. La linguistica è lo studio della produzione, modulazione, e organizzazione del suono da parte della lingua. La lingua non è un blocco uniforme, uguale, immutabile, ma si presenta sotto forme diverse, cambia, non ha regole. Questa variazione è innanzitutto visibile lungo l’asse del tempo: nella diacronia.
Lingua = codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capace di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.
Fonazione = produzione dei suoni del linguaggio.
Linguistica = disciplina che studia la lingua, l’organizzazione (linguistica teorica) e l’evoluzione (linguistica storica) del fenomeno linguistico.
Linguistica generale vs glottologia
Linguistica generale: linguistica sincronica descrittiva. Si occupa piuttosto dei fenomeni linguistici legati alla sincronia, alla contemporaneità.
Ling. generale = linguistica sincronica = ling. teorica.
Linguistica sincronica = descrive il fenomeno linguistico in un dato momento del suo sviluppo. Quindi essa fotografa la grammatica, lo stato della lingua, lo stato delle sue strutture, lo stato degli elementi significativi (che sono propri di quella lingua) in un certo momento storico di una determinata lingua.
Spiega com’è fatta e come funziona una lingua, il sistema linguistico.
Glottologia: descrive l’evoluzione della linguistica diacronica, comparata.
Glottologia = linguistica diacronica = ling. storica
Parola di origine greca: Glotto “glos” = lingua, Logia organizzazione. Termine nato nell’800, ad opera di storici della lingua che usano il metodo comparativo fra lingue classiche e moderne. Vanno a studiare le regole di comportamento della lingua attraverso la comparazione tra le varie lingue ed in particolare tra le lingue classiche (antiche) e le lingue moderne. I primi glottologi (o linguisti o comparatisti) hanno grande considerazione di questo confronto e il fatto che ci sia un’evoluzione della lingua. La prospettiva storica appartiene alla glottologia. Studiano l’evoluzione delle lingue e dei rapporti fra loro. È l’organizzazione della lingua. Spiega perché le forme di una determinata lingua sono fatte così.
Variazione in diacronia = ogni lingua conosce cambiamenti nel suo lessico e nelle sue strutture in relazione al passare del tempo e alle modificazioni che avvengono nella storia della cultura e della società. All’insieme di tali cambiamenti si dà il nome di mutamento linguistico, ed il settore della linguistica che se ne occupa è la linguistica storica/linguistica diacronica.
Sincronia e diacronia
Per indicare due diverse condizioni con le quali guardare le lingue e i fatti linguistici in relazione all’asse del tempo.
Sincronia: origine greca: syn con // cronia “chronos” = tempo (in greco antico).
Considerazione delle lingue e degli elementi della lingua, guardando a come essi si presentano in un determinato momento storico, a prescindere da quella che è stata la loro evoluzione temporale e i mutamenti che in questa si sono avuti.
Diacronia: origine greca: dia attraverso // cronia tempo.
Considerazione delle lingue e degli elementi della lingua lungo lo sviluppo temporale, nella loro evoluzione storica.
Crono padre di Zeus. Il padre di quello che dopo sarebbe diventato il capo del Pantheon greco. Crono era il padre che mangiava i propri figli, Zeus per puro miracolo si salvò in quanto la nutrice gli diede da mangiare un sasso al posto del piccolo Zeus.
Perché ricorriamo alle parole greche per parlare della nostra disciplina? Molta terminologia greca si usa non solo in linguistica ma anche per moltissime discipline scientifiche. Dipende dal fatto che i greci per primi affrontano queste discipline/materie. Per cui nel momento in cui uno osserva un certo fenomeno, cerca di spiegarlo anche a parole. La lingua è fondamentale in cui è la via per rappresentare le cose, ne facciamo esperienza, le possiamo trasmettere, le organizziamo e le possiamo capire meglio. Quindi la scienza si può trasmettere attraverso la lingua e serve la terminologia esatta. I greci per primi hanno affrontato la rappresentazione teorica in quel determinato settore. Noi usiamo la terminologia greca perché abbiamo già una base che ci descrive certi fenomeni. Non abbiamo il bisogno di creare parole nuove. Qual è la lingua che ci dà parole nuove? L’inglese. Utilizzato per descrivere fenomeni, eventi di novità. L’inglese ci dà i termini che descrivono al meglio un fatto/evento.
La capacità dell’uomo di parlare è innata, una delle caratteristiche fondamentali dell’homo sapiens. Perché l’uomo rappresenta attraverso la lingua ciò che è il suo orizzonte esperienziale. Ma soprattutto la lingua consente di trasmettere l’informazione.
Lingue storico-naturali vs lingue artificiali
Lingue storico-naturali: naturali in quanto dipendono dalla natura dell’uomo; storico in quanto si tratta di una capacità che passa attraverso il filtro dell’arbitrarietà, del contatto, della sovrapposizione fra lingue, passa attraverso la sovrapposizione di tanti fattori. La lingua si forma attraverso la storia. Essa è in continuo divenire (= cambiamento). Lingue che sono del tutto arbitrarie, non ci sono motivi perché una lingua segua un certo sviluppo piuttosto che un altro. 6000/7000 lingue nel mondo. La lingua è in continua evoluzione, con massimo grado di evoluzione.
Lingue artificiali: lingue pensate “a tavolino”.
- Lingue pensate come delle strutture che nascono già perfette. La lingua è quella e deve svolgere quella funzione lì. Non ha bisogno di una riflessione metalinguistica in quanto è stata creata. Un esempio di lingua artificiale sono i linguaggi macchina, per trasferire un ordine.
- Esperanto: creazione di una lingua che potesse essere neutrale rispetto alle lingue naturali. Nasce dall’idea che “non è giusto” che una lingua si imponga sulle altre, che colonizzi gli spazi comunicativi delle altre lingue.
Segno linguistico = elemento che serve per comunicare (per condividere, rendere comune). Unità fondamentale della comunicazione.
Comunicazione com + uno = dal latino “mettere insieme, rendere uno, unire”. Passaggio di informazione intenzionale o non intenzionale all’interno di una comunità di soggetti. Essa assume i caratteri più diversi: può essere “in presenza” (uno di fronte all’altro) o “non in presenza” (es. al telefono). Ci sono anche comunicazioni che vanno in un solo senso: radio, tv ecc. Quindi ci sono diversi strumenti che possono permettere la comunicazione.
Attori della comunicazione: emittente e ricevente.
Esame diacronico
Tipico dell’esame è il processo dell’etimologia (= studio del significato delle parole). Attraverso di esso, capiamo il suo significato vero. Cercare di ricostruire la storia e spiegare le modifiche eventualmente avvenute nel significante e nel significato di una parola.
Esempi:
- Domus/casa
- Equus/caballus/ippos
- Langue/parole
domus/casa: domus = “casa” (latino); in italiano non esiste la parola “domus” ma ci sono alcune parole che provengono da essa... ad esempio “duomo” (= domus episcopi => la casa del vescovo), domicilio, domestico, domiciliari, addomesticare...
Casa: in latino era la casa per i poveri.
Perché in italiano si usa la parola casa invece di domus? Entrambe definiscono la casa, ma si usa “casa” per via della frequenza di quell’elemento. Se in una città c’è 1 domus e 100 case, quel luogo fatto di 4 mura con un tetto dove si può vivere si chiamerà casa.
La lingua sceglie l’elemento che è maggiormente rappresentato. Non è una questione qualitativa ma quantitativa.
equus/caballus: equus: era il cavallo addestrato per la guerra (dalla parola derivano equino, equestre ecc.)
Caballus: era il cavallo da lavoro. Elemento più rappresentativo per il popolo, per tale motivo oggigiorno lo chiamiamo “cavallo”.
Ippos: cavallo (ippodromo, ippica, ippoterapia...)
Langue/parole: Importante fare la distinzione fra: sistema astratto e realizzazione concreta. Tale distinzione si presenta secondo 3 terminologie:
- Opposizione fra langue e parole
- Opposizione fra sistema ed uso
- Opposizione fra competenza ed esecuzione
- Primi termini (langue, sistema, competenza): insieme di conoscenze mentali, di regole interiorizzate nel codice della lingua, che costituiscono la nostra capacità di produrre messaggi in una certa lingua.
- Secondi termini (parole, uso, esecuzione): atto linguistico individuale, ovvero la realizzazione concreta di un messaggio verbale in una certa lingua.
Langue: riferimento teorico di un certo termine. Parole: realizzazione concreta e personale di un’impressione.
Al linguista interessa la “langue”, per studiarla però il linguista deve partire dalla “parole”, che gli fornisce i dati osservabili da cui ricavare le leggi del sistema.
Ciò significa porre l’astrazione a l’idealizzazione come momento necessario dell’analisi scientifica: partendo dalla loro manifestazione concreta il linguista opera su oggetti d’indagine astratti, ideali.
Anche per la linguistica, quando osserviamo una cosa in due determinati momenti diversi del suo sviluppo, che cosa può succedere? O resta com’è oppure cambia. Nei termini della linguistica questi due fattori si chiamano conservazione e innovazione. Es. Il Sardo è una lingua conservativa perché conserva (ad esempio) l’indicazione di “domus” per indicare la casa. Il sardo conserva un elemento che invece viene perduto dalle altre lingue.
Livelli di analisi di una lingua
- Fonetica e fonologia
- Fonetica: fone, dal greco “voce”= studio del suono in cui esso si produce.
- Fonologia: organizzazione dei suoni, come si distinguono fra di loro.
- Morfologia: morfè, dal greco “forma”= studio di una struttura di una parola, quindi l’organizzazione della forma delle parole.
- Sintassi: dal greco “mettere vicino”= ordina l’insieme delle parole, studio della struttura delle frasi. Infatti le parole all’interno di una frase non hanno un ordine casuale, ma seguono delle regole.
- Semantica: studio del significato delle parole che cambia nel tempo, che ha accezioni diverse sulla base anche del contesto in cui noi inseriamo una parola.
I termini “fonetica” “fonologia” “morfologia” e “semantica” sottolineano la parte o la sottodisciplina da essi studiata. Fonetica/fonologia + semantica = elementi più esterni, in quanto sono l’interfaccia con la realtà esterna. Morfologia + sintassi = livelli/componenti interni. Il sistema si organizza secondo i principi che governano le facoltà di linguaggio.
Dizione: dictio, dal latino “dicere” -tio = suffisso intensivo, ovvero “dire in modo più forte”. L’attenzione al modo in cui diciamo delle cose. Il modo in cui viene trasmesso un messaggio.
Prefissi: prima della radice. Affissi sono morfemi grammaticali combinati con una radice. Suffissi: elemento aggiunto dopo la radice ed è fisso.
Lingua vs dialetti
Si differenziano per la diffusione, la grammatica, lo scritto, la standardizzazione? La lingua ha un uso ufficiale mentre il dialetto no.
Diffusione: area sufficientemente grande. Non vale come classificazione, non è un criterio linguistico.
Grammatica: riguarda più lo studio che l’essenza della lingua.
Scritto: non vale come criterio. Ci sono popolazioni/paesi che non hanno una lingua scritta ma c’è. Lo “scritto” non è decisivo. Ci sono lingue che non hanno nemmeno una tradizione scritta ma ciò non significa che non abbiano una letteratura.
Ufficialità: unico criterio che può far distinguere una lingua da un dialetto. Le lingue svolgono certe funzioni che i dialetti non svolgono (insegnamento scolastico, insegne stradali ecc.).
Il serbo-croato è la 1° lingua dell’ex Jugoslavia. Fino agli anni ’90 c’era la letteratura serbo-croata. Quando poi i paesi si divisero, nacquero le lingue serba e croata. Fra esse non vi sono differenze, il riconoscimento dei due stati è di due lingue completamente uguali ma differenti (anche il Bosniaco e il Montenegrino).
Italiano parte delle lingue romanze (o neolatine) insieme a francese, spagnolo (castigliano), portoghese, romeno ed altre lingue minori come il catalano, provenzale ecc.
Famiglia lingue indoeuropee: lingue romanze + germaniche + slave + baltiche + indo-arie + iraniche + isolate.
Lingua standard: lingua nazionale ed ufficiale di un paese. Essa è dotata di una norma prescrittiva, con manuali di riferimento (dizionari, grammatiche…), testi, per lo più con tradizione letteraria. Adottata come modello per l’insegnamento scolastico.
Dialetto: varietà di lingua di uso prevalentemente orale, di estensione areale e con una diffusione demografica minore rispetto alla lingua standard. Esistono due varietà differenti di dialetto:
- Dialetti linguistici strettamente imparentati con la lingua standard, ma aventi una loro struttura e storia autonoma. Tali sono i dialetti italiani (o italo-romanzi). Si possono definire “lingue sorelle” dell’italiano.
- Dialetti nati dalla diversificazione su base territoriale di una certa lingua dopo che questa si è diffusa in un certo paese (es. dialetti inglesi d’America).
Apparato fonatorio
Apparato fonatorio = insieme degli organi e delle strutture anatomiche utilizzate dall’uomo per parlare. Il suono viene prodotto dalla fuoriuscita d’aria all’esterno, tramite l’espirazione (= flusso d’aria egressivo). Il diaframma (che si trova sotto i polmoni) contraendosi in su porta all’emissione dell’aria. L’aria partendo dai polmoni, passando attraverso i bronchi e successivamente attraverso la trachea, raggiunge la laringe (in corrispondenza del pomo d’Adamo). Esistono suoni che si realizzano mediante inspirazione (= flusso d’aria ingressivo) o senza la partecipazione dei polmoni (suoni avulsivi, in lingue africane). Nella laringe, dove ha inizio il “tratto vocale”, l’aria incontra le corde vocali (la parte della laringe dove si trovano le corde vocali si chiama “glottide”). Queste ultime nella fonazione (= produzione dei suoni del linguaggio) possono contrarsi e tendersi avvicinandosi l’una all’altra, e riducendo o bloccando il passaggio dell’aria. L’aria passando per le corde vocali, arriva nel cavo orale dove si modulano i suoni e si ha l’emissione di fiato.
Diaframma in giù => l’aria entra.
Diaframma in su => l’aria esce.
Fonetica & fonologia
- Modo di articolazione (come vengono prodotti i suoni).
- Luogo dell’articolazione (dove avvengono).
- Mobilità di singoli organi delle fonazioni (la posizione della lingua).
Fonetica: phône (greco) “voce, suono”. Parte della linguistica che si occupa dello studio della componente fisica e materiale della comunicazione verbale. Quindi come sono fatti fisicamente i suoni di cui le lingue si servono.
La fonetica si suddivide in tre gruppi a seconda del punto di vista da cui si guarda ai suoni del linguaggio:
- Fonetica articolatoria: modo in cui vengono articolati i suoni.
- Fonetica acustica: consistenza fisica e la trasmissione dei suoni.
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Appunti di fondamenti di linguistica e glottologia
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