Estratto del documento

Economia politica

Cos'è l'economia politica?

Economia nasce come economia politica, polis, studio della società, politico come organizzazione della società. Chiamarla economia politica, 1774 quando pubblicato "Delle ricchezze delle nazioni" di Adam Smith. Poi economia e basta per rendere l'economia una disciplina il più possibile scientifica, in quel periodo la scienza principale era la fisica, meccanica classica, tentativo di usare questo metodo anche per l'economia affinché diventasse una scienza. Sbagliato perché l'economia studia una realtà estremamente complessa e mutevole. Il primo manuale di economia l'ha scritto Senofonte, che scrisse economia, dove veniva spiegato come gestire la terra, la casa.

L'economia politica come scienza sociale

L'economia politica è una scienza sociale, chi la studia le scelte perché all'interno della nostra società abbiamo imprese, profit e no profit, famiglie, individui, lo stato, e tutte queste entità fanno scelte spesso quantitative. Il comportamento economico è quindi una sequela di decisioni, scelte: la scelta razionale è la scelta efficiente, e l'economia studia come all'interno di una determinata società vengono prese delle decisioni. Anche la non scelta è una scelta. Sono necessarie perché le risorse sono scarse, ovvero l'economia, è qualcosa di strumentale. L'obiettivo è quindi la produzione e la distribuzione di beni (cose fisiche) e servizi (qualcosa di intangibile ma che viene consumato in alta quantità: prevenzione medica, visita medica, il servizio di un avvocato ecc.)

Per produrre beni e servizi servono risorse: umane, conoscitive, capacità organizzative, risorse fisiche. Se queste risorse non fossero scarse (non poche in senso stretto ma in senso di poche rispetto alla richiesta) non esisterebbe il problema economico perché si può avere tutto quello che si vuole nelle quantità che si vuole. Ma non possiamo avere tutte quello che vogliamo quindi dobbiamo scegliere (allocare) come usare queste risorse.

Definizione di economia

ECONOMIA: 1920, Lionel Robins: L'economia è quella scienza che studia l'allocazione delle risorse scarse nei loro possibili usi alternative. Posso impiegare le risorse per fare cose diverse, ma non posso fare tutto. Come le alloco? come le metto per impiegarle? Problema: in che modo le impiego e dove le metto? Problema fondamentale dell'efficienza, che non vuol dire efficacia!

Efficacia, efficienza e ottimalità

EFFICACIA: Una scelta è efficace se raggiunge il proprio obiettivo.

EFFICIENTE (efficienza o economicità): Non in sé, ma in relazione ad un'altra scelta. Una scelta è più efficiente di un'altra, A è più efficiente di B se (B) rispetto alla seconda (A) mi dà lo stesso risultato a un prezzo inferiore.

OTTIMALITÀ: (Scelta migliore date le condizioni). Dobbiamo fare una scelta efficiente all'interno dei nostri valori. L'ottimalità è definita in base ad un dato contesto, definito a sua volta dalle norme di comportamento, il comportamento economico che è una sequela di scelte.

Produzione e mercato

Produzione in economia: il processo produttivo va dall'inizio fino alla vendita finale che arriva al consumatore.

Se io vieto la produzione di vino in Francia: La proibizione crea una scarsità artificiale nell'offerta di vino: ce n'è molto meno. Però quando un prodotto è scarso rispetto alla domanda si alza automaticamente il prezzo. Creando una scarsità artificiale al posto di creare un disincentivo creo un incentivo. Vengono creati problemi a dismisura: mafia.

Scelta fondamentale: cosa deve essere prodotto e in quali quantità? Problema: crescente immaterialità della produzione. Rispetto al passato il consumo di cose immateriali è aumentato moltissimo: in salute, benessere, assicurazioni, vacanze, tempo libero.

Se noi immaginiamo un sistema economico chiuso in un anno si produce un certo quantitativo di servizi, che si chiama PNL (Prodotto nazionale lordo). Se sommiamo tutto ciò che viene prodotto. Il reddito è uguale al prodotto.

Redistribuzione e intervento dello stato

Il mercato non è tutta l'economia ma il luogo in cui si incontra domanda e offerta: Lo stato interviene in due modi sul mercato: come acquirente, in realtà però non consuma perché per linguaggio economico sono solo le famiglie ad acquistare, lo stato quando acquista fa un investimento perché serve a produrre altri servizi. L'investimento è ciò che va a confluire nel capitale produttivo. Il capitale possiamo indicarlo come la sommatoria degli investimenti.

Modello di mercato

Le relazione e le scelte sul mercato sono una componente fondamentale sul nostro sistema economico. Per spiegare come avvengono le decisioni sul mercato c'è uno schema teorico base ma che è idealizzato, che è il modello (rappresentazione teorica) della concorrenza perfetta/competitivo di base: l'ipotesi (qualcosa che deve essere verificato) di fondo è che sul mercato vi sia interazione e che gli individui quando si trovano sul mercato siano razionali e che siano egoisti, agendo nei propri interessi. Sono due soggetti che si incontrano sul mercato: individui/famiglie massimizzare i loro interessi ed imprese, che vanno sul mercato per massimizzare il profitto.

I soggetti che vanno sul mercato sono perfettamente razionali e hanno una perfetta conoscenza dei loro obiettivi e della conoscenza della possibilità che mi offre il mercato e so quanto mi dà in utilità ogni prodotto. Sapendo calcolare tutti questi fattori effettuo delle scelte. Questo modello serve per studiare gli aspetti competitivi.

Tipi di mercato

MERCATO (in senso generico, non di perfetta concorrenza, che è un caso mercato): Ogni generica situazione in cui avviene uno scambio, ma esistono vari tipi di mercato.

  • Mercati dei prodotti (dei beni e servizi), le famiglie domandano.
  • Mercato del lavoro in cui si scambia la forza lavoro. Le famiglie non domandano ma offrono.
  • Mercato dei capitali finanziari, i risparmiatori che offrono e coloro che domandano il risparmio altrui, che sono o le imprese.

I mercati non sono sempre esistiti. Un elemento essenziale del mercato è lo scambio volontario. Imposte: pagate sulla base non volontaria ed è già questo uno scambio. Le tasse vengono pagate in base a un servizio che lo stato fornisce, è una tariffa si può dire. Ci sono moltissimi scambi che non sono di mercato, il prof ci sta offrendo un servizio.

Caratteristiche del mercato del prodotto

Il mercato del prodotto è uno, per ogni prodotto c'è un contratto, il contratto di lavoro ha una durata più lunga.

Il modello economico

MODELLO: Il modello è una rappresentazione semplificata della realtà che ci aiuta a spiegarla e a prevedere il futuro. Il modello può essere espresso in tre modi: (es. modello di funzionamento di mercato): sul mercato si incontrano due soggetti: quelli che offrono e richiedono prodotti (domanda e offerta); mercato del bene x: esiste la domanda di x e l'offerta di x.

Da cosa dipende la domanda di x? Ipotizzo che la domanda dipenda in modo causale da una variabile principale, Px, prezzo di x, se il prezzo aumenta la domanda diminuisce (processo indiretto). L'offerta anche dipende dal prezzo, però in modo diretto, più alto è il prezzo è più alta è l'offerta. Il mercato è in equilibrio quando domanda e offerta sono uguali, perché non c'è un eccesso di offerta e la domanda non è superiore all'offerta.

Scrivo che DX (Domanda del bene x) = f(Px)f1<0 = a-bpx (a e b sono parametri, Px Dx sono variabili: sa varia b varia d) posso scrivere che Sx (s=offerta) = f(Px)f1 >0. Dx=Sx

Verbale: difetto di troppe parole che creano confusione.

Economia positiva e normativa

L'economia si può distinguere in due grandi regni: economia positiva (studia i fenomeni, è quello che faremo noi) e normativa (si basa su valutazioni, è meno positiva quindi. Dice cosa bisogna fare per migliorare il sistema, basandosi su valutazioni e quindi valori studia l'auspicabilità di certi eventi).

Microeconomia e macroeconomia

L'economia positiva la dividiamo in microeconomia, che studia il funzionamento dei singoli mercati, come funziona il mercato del bene x, come si formano le istituzioni, come si sceglie sui singoli mercati, è la parte teorica che da i fondamenti, macroeconomia studia la funzionalità di un mercato complesso.

Principio della razionalità della scelta: quello che ci interessa è la scelta razionale, quindi dobbiamo fare una serie di riflessioni sul principio di razionalità. Le scelte non razionali non ci interessano. Due categorie di razionalità:

  • Razionalità dei fini (obiettivi)
  • Mezzi per raggiungere i fini: Dati gli obiettivi io vado a vedere se c'è congruenza con quanto viene fatto per raggiungere quell'obiettivo. Che questi sia buono o cattivo non ci interessa. È questo che studiano gli economisti, non i fini in sé.

Contraddizione tra efficienza ed equità. Il comportamento razionale nell'approccio economico è quello che evita le incongruenze nei processi decisionali. Il soggetto ha informazioni, e noi vediamo se le risorse vengono utilizzate in modo congruente con i suoi obiettivi.

Ci sono diversi mezzi per raggiungere i fini, e l'economia ne sceglie uno e non tiene conto degli altri. L'economia storicamente è figlia di un certo filone, i primi maestri insegnarono filosofia, la filosofia morale, che altro non è che un problema di scelta. Adam Smith era professore di filosofia morale, e meglio è ancora è figlia dell'utilitarismo inglese, anche se i maggiori esponenti erano scozzesi (britannici).

L'utilitarismo inglese ha avuto molti studiosi italiani, Beccaria ad esempio, oppure Hobbes, Bentham. È una razionalità della scelta dettata dall'interesse individuale.

Razionalità strumentale e procedurale

Mezzi: Razionalità strumentale pura:

  • I soggetti economici posseggono obiettivi ben definiti;
  • I soggetti economici vengono identificati in base ai loro obiettivi (ad es l'impresa è quella società che vuole massimizzare il profitto, la famiglia il benessere ecc);
  • Non basta avere obiettivi bisogna che siano chiari e bisogna saperli confrontare, sulla base del raggiungimento degli obiettivi. E ci si rende conto che spesso la scelta è tra due cose che mi piacciono. Punto debole: Saper riconoscere la qualità.

Analisi costi beneficio: Ogni scelta x ha un costo e un beneficio.

Razionalità procedurale: Due modi per studiarla: la più usata dagli economisti, deriva dagli studi fatti da uno scienziato, H. Simon, premio Nobel per l'economia: le persone elaborano una semplificazione del processo della scelta: avendo noi risorse limitate temporali e di denaro, non siamo in grado di acquisire ed elaborare molte informazioni. Anche se fossimo persone perfettamente razionali non usiamo tutte le informazioni a causa dei costi. Tenendo poi conto che non siamo perfetti ne usiamo ancora meno, costo in termini di tempo. Adottiamo quindi misure semplificate. → razionalità limitata: non risultano scelte ottimali ma scelte soddisfacenti.

Spesso le procedure che utilizziamo non sono frutto della nostra testa, ma sono frutto di un impatto sociale, ci comportiamo in un certo modo perché siamo condizionati socialmente, anche se a volte non ce ne rendiamo conto.

Scelta strumentale e impatto sociale

La nostra scelta strumentale è composita, caratterizzata da:

  • Razionalità strumentale pura
  • Razionalità limitata
  • Impatto sociale

Razionalità espressiva: È creativa. L'homo oeconomicus è colui che sceglie attraverso la scelta razionale pura.

Non considerare i COSTI NON ESPLICITI: Costo/opportunità. Considerare COSTI NON RILEVANTI/ costi non recuperabili. Normalmente la scelta economica non è una scelta si/no, ma quanto.

Analisi marginalistica

L'analisi economica viene chiamata marginalistica, basata sulle variazioni: devo diminuire il mio consumo? aumentarlo? o lasciarlo invariato? Lavoro sul margine della quantità che ho. Se vario il consumo, la produzione, me ne deriva un beneficio o no? L'economia indica questo aspetto con Δ: (delta) indica la variazione. Vado a calcolare non l'utilità della mela ma l'utilità di una mela in più, o di una mela in meno. E l'utilità che me ne deriva (positiva/negativa (una in più, in meno)) la definisco marginale.

Se noi utilizziamo il criterio costo beneficio razionale stiamo in realtà adottando un comportamento massimizzante. Il comportamento economico viene e visto come un comportamento che tende a massimizzare. Se cerco di andare al meglio cerco di massimizzare. Anche se non siamo in grado di avere un comportamento massimizzante abbiamo sempre un comportamento che tende al meglio, un comportamento massimizzante oppure un comportamento minimizzante: dato il prodotto minimizzare il costo.

Comportamento massimizzante e vincoli

È un comportamento massimizzante ma non assoluto. Il massimo del benessere comporta due vincoli:

  • Vincolo di reddito;
  • Vincolo di tempo;

Rappresentazione dei vincoli

Per rappresentare vincoli ci sono due modi:

  • Rappresentarlo con formule, equazioni, funzioni
  • Graficamente. Limite: posso rappresentare solo due variabili.

Vincolo di tempo: Ho indicato tutte le possibilità teoriche di utilizzo nel tempo.

Vincolo di reddito: Info: Il mio reddito: se è 0 la mia scelta è sul livello 0; (R): il reddito è la variazione periodica della mia ricchezza. R: reddito disponibile per la spesa. Io guardo quanto c'è sul mio conto corrente oggi e so quanto è la mia ricchezza; faccio una rilevazione a un momento dato. So quanto è la ricchezza al 28 gennaio, febbraio, ecc, è una variabile di stock. So quanto c'è sul mio conto, che può variare. Variabile di flusso: vale per un dato periodo.

Per calcolare il vincolo di bilancio monetario prenderò in considerazione il reddito, ad esempio mensile. Px, Py (prezzo di x e di y).

Se y è fumo e odio fumare mi pongo sull'asse delle x, in base al Reddito. Viceversa se non amo x mi pongo su y. La pendenza è data dal rapporto dei prezzi, e la scelta sarà lungo il vincolo di bilancio.

Analisi aggregata e macroeconomica

I vincoli di bilancio e di tempo sono utili per un'analisi aggregata (→analisi di un intero sistema economico, non il singolo, è una valutazione macroeconomica). → curva/frontiera delle possibilità produttive quando prendiamo conto un sistema economico, capiamo che ha delle risorse e dei limiti. La frontiera della possibilità mi indica i limiti potenziali di un sistema economico.

Principi della produttività

Principi della produttività: si pretende la rappresentazione con una curva. Se il sistema lavora nel modo migliore possibile si porrà su una delle due frontiere (l'asse insomma): quale? Dipende dalle scelte politiche. Se voglio andare verso destra devo aumentare k, l o tutti e due riesco a far variare tutti i fattori produttivi: periodi di lungo periodo non riesco a far variare tutti i fattori produttivi: periodi di breve periodo.

In economia esiste un fenomeno che viene chiamato trade-off: se si usano le risorse per massimizzare qualcosa si deve rinunciare a qualcos'altro. Se vado sulla frontiera delle possibilità faccio un grosso trade-off.

Principio della mano invisibile

Principio della mano invisibile. È vero, è un soggetto economico ma, a date condizioni, fa l'utile collettivo. Ognuno di noi opera sul mercato in perfetta concorrenza. Fu introdotto da Adam Smith: il birraio non produce la birra per far piacere a noi ma lo fa perché può guadagnarci.

Il macellaio idem ecc. Tutti questi produttivi perseguono il loro interesse individuale. Questi vorrebbero venderci tutto al più alto prezzo possibile, ma così facendo ci sarebbe troppa concorrenza, e quindi uno tende a portarlo al minimo dati i costi. La concorrenza porta all'efficienza e ad un controllo degli altri compratori.

Scambio volontario e specializzazione

Lo scambio volontario può portare a miglioramenti collettivi a livello internazionale. Il mercato favorisce la specializzazione: Nessuno è un produttore generico. Non solo i singoli possono specializzarsi ma anche i territori, delle nazioni. Anche questo è possibile se esiste un mercato. Se non ci sono vie di comunicazione i beni non si possono scambiare: serve quindi tecnologia di conservazione del prodotto.

Interdipendenza economica

Interdipendenza economica: elemento fondamentale per spiegare lo sviluppo, crea benefici NON è un fattore negativo. Atteggiamenti acritici contro il commercio internazionale è positivo. Possiamo dimostrare che lo scambio VOLONTARIO crea un surplus: grazie allo scambio internazionale ci sono complessivamente più prodotti sul mercato.

Concetti di vantaggio

Concetti:

  • Vantaggio assoluto: Si può dire che un paese ha un vantaggio assoluto rispetto a un altro paese se ha maggiori capacità di produrre il bene. Possedere magari capacità produttive di un determinato prodotto.
  • Vantaggio comparato: Essere relativamente più efficienti nella produzione del bene x rispetto alla produzione del bene y.

Esempio di vantaggio comparato

Esempio fittizio: Rappresentiamo la situazione del paese a e del paese b. Immaginiamo che nel nostro sistema economico mondiale ci siano solo due paesi e immaginiamo che si producano solo due beni. I beni sono x e y, rappresentiamo il paese A e il paese B. 30/40 frontiera delle possibilità: se il paese vuole produrre solo y prende tutte le ore lavoro che ha per produrre y arriva a 30 unità di prodotto, lo stesso discorso vale per x, ma in questo caso c'è un vantaggio comparato per x (40).

Il paese B se usa tutte le ore lavoro per produrre y produce 20 milioni, se impiega le forze per produrre 10. In questo caso è più produttivo, c'è un vantaggio in y (20).

Vantaggio assoluto: A, pur avendo un vantaggio comparato in x, A ha un vantaggio...

Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 53
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 1 Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Economia Politica prof Goglio UNITN Trento corso A/L 2016 Pag. 51
1 su 53
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.baisi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Goglio Silvio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community