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Economia e gestione delle imprese

Quali tipologie di risorse sviluppare?

Come costruire l'immagine del prodotto? Non si possono dare risposte episodiche. Le azioni non possono essere fondate sulla mera intuizione. Le scelte devono essere: coerenti, meditate, sostenibili.

Strategia quadro complessivo di scelte

La strategia è una "scienza" per individuare vantaggi nei confronti dei concorrenti.

Tre livelli di strategia

  • Corporate strategy: la strategia definisce in quali ambiti di mercato operare. Decidere in quali settori entrare (amministratore delegato e pochi altri).
  • Business strategy: la definizione delle modalità attraverso le quali competere in un preciso spazio.
  • Strategia funzionale

Gli stakeholders

  • Esterni (rilevanza secondaria)
  • Interni (rilevanza primaria): 1) portatori di capitale di rischio, 2) consiglio di amministrazione, 3) alta direzione, 4) quadri intermedi e lavoratori.

Strategia

  • Definire gli obiettivi.
  • Fare un'analisi (raccolta ed elaborazione delle informazioni) interna ed esterna.
  • Momenti di sintesi (dove si valutano le diverse opzioni e si individua quella connotata da maggiore coerenza rispetto alle risultanze emerse in fase di analisi).

La strategia attribuisce ruoli chiari e definiti alle singole unità dell’organizzazione e sintetizza i risultati dell’analisi strategica in documenti di programmazione economico-finanziaria a breve (budget) e a medio/lungo termine (piano industriale, business plan) che rappresentano gli strumenti di controllo in itinere dell’andamento della gestione.

Analisi interna

  • Definizione degli obiettivi
  • Scelta della strategia
  • Pianificazione e budgeting
  • Implementazione e controllo

Analisi esterna

Non serve parlare di strategia quando c’è il mercato di concorrenza perfetta (frammentazione di domanda e offerta; perfetta informazione; unica modalità di produzione; prodotto indifferenziato; un solo prezzo); quando c’è un monopolio (assenza di pressioni competitive). Entrambi questi casi sono molto rari.

Perché è importante definire bene obiettivi chiari e comuni?

Per finalizzare gli sforzi compiuti da tutti i membri dell’organizzazione. Le imprese si esprimono in modo diverso. Spesso il profitto è considerato l’obiettivo principale delle imprese, in realtà no. Il profitto è un obiettivo d’impresa ma non è quello principale. Bisogna tenere conto dei diversi tipi di imprese quando si tratta della questione degli obiettivi.

Natura degli obiettivi

  • Obiettivi di natura economica.
  • Obiettivi intermedi (il cui raggiungimento non è un fine autonomo, a solo la premessa per raggiungere gli obiettivi a lungo termine).

Tipi di obiettivi

  • Obiettivi economici
  • Obiettivi non economici
  • Obiettivi intermedi
  • Obiettivi a breve termine/a medio-lungo termine

Obiettivi economici: remunerare correttamente i fattori della produzione (lavoratori, ammortamento (capitale fisso), azionisti…). Le imprese hanno obiettivi diversi in base alla tipologia d’impresa; queste si diversificano in base a: dimensione, settore di attività, assetto proprietario, quotazione (o non) sui mercati borsistici (l’obiettivo principale delle imprese quotate in borsa è quello di remunerare i propri azionisti), sfera geografica di azione, modello di gestione, natura proprietaria. C’è una differenza tra assetto proprietario (chi è il primo azionista) e la natura proprietaria (percentuale di azioni possedute).

La mission è la ragion d’essere e l’identità di un’impresa. Esplicita ed esalta la propria “competenza distintiva”.

Obiettivi non economici

Esempi di imprese con obiettivi non economici sono le imprese pubbliche. L’impresa pubblica è un’impresa il cui primo azionista è lo Stato. È uno strumento di intervento diretto dello stato nell’economia. Le ragioni dell’intervento pubblico: beni pubblici puri (ordine pubblico, difesa, giustizia); monopoli naturali (c’è necessariamente un unico fornitore) (ad esempio l’acqua); esternalità negativa (l’attività di impresa può provocare danni alla collettività); informazione imperfetta e incompletezza del mercato.

Le organizzazioni no-profit (UNIPV). Sono aziende con obiettivi non economici (es.: assistenza a soggetti bisognosi, salvaguardia del patrimonio artistico e culturale). La responsabilità sociale dell’impresa si manifesta con l’esplicitazione e il rispetto di principi che fanno dell’impresa un soggetto legittimato e che sia in grado di incidere positivamente sulla comunità sociale nella quale essa opera.

Definizione di stakeholder

Modelli di capitalismo: 2 modelli di riferimento: europeo; anglosassone.

Modelli di capitalismo

  • Modello anglosassone: maggiore propensione a lasciare all’operato del mercato la soluzione dei problemi di allocazione delle risorse e di erogazione di prestazioni alla collettività. (ad es.: l’università negli USA costa tra i 40 e i 60mila $ all’anno perché lo stato lascia la scelta al singolo privato; sanità privata; carceri 50% circa privati).
  • Modello europeo: maggiore intervento dello stato e maggiore ruolo dei sistemi di welfare. (ad es.: l’università in Italia costa poco perché lo stato paga la differenza tra quello che paga lo studente e il "prezzo" di mercato; sanità pubblica; carceri pubblici).

Interazioni tra stakeholder in differenti modelli di impresa e di capitalismo

In Italia la maggior parte delle imprese sono a gestione familiare. In Italia il 96,72% delle imprese sono PMI (Piccole Medie Imprese).

Divisione delle imprese per dimensione

  • Micro imprese: 0-9 dipendenti (in Italia sono in percentuale le più numerose).
  • Piccole imprese: 10-49 dipendenti.
  • Media imprese: 50-249 dipendenti.
  • Grande imprese: +250 dipendenti.

Il settore manifatturiero è il settore più rilevante in termini di numero di occupati (29%) e fatturato (30%). Un fattore importante nel sistema italiano è la produttività. La produttività del lavoro è definita come valore aggiunto per ore lavorate. Tra il 2014 e il 2015 la produttività del lavoro in Italia è diminuita dello -0.3 mentre negli altri principali paesi della UE (Germania, Francia, Spagna, Inghilterra) è aumentata.

I settori in cui si concentrano le maggiori esportazioni italiane sono: tessile e abbigliamento, metalli e meccanica strumentale, mezzi di trasporto. I beni di lusso e la moda restano i settori trainanti dell’export italiano.

Corporate governance

La "Corporate Governance" è l’insieme dei meccanismi attraverso cui l’impresa viene governata e controllata. Gli organi della Corporate Governance si assicurano che l’impresa raggiunga gli obiettivi fissati e che le attività dell’impresa siano trasparenti nei confronti degli stakeholders.

I principali meccanismi di Corporate Governance

  • Concentrazione dell’azionariato
  • Consiglio d’amministrazione
  • Protezione legale degli investitori

Nelle imprese familiari c’è un assetto proprietario molto concentrato cosicché in questi casi il consiglio d’amministrazione acquisisce molta più importanza. Spesso però i membri della famiglia di maggioranza fanno parte anche del consiglio d’amministrazione. Queste imprese hanno una struttura piramidale.

Esempi di Corporate Governance che non funzionano

Nel 1990 Pirelli, cercando di scalare la maggiore concorrente Continental, fallisce il colpo. Allora Pirelli lascia la gestione a suo cugino Marco Tronchetti Provera che ha usato la liquidità della Pirelli per investire nell’altro settore.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mustino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Denicolai Stefano.
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