Studi di genere
Prima lezione (01/03/18)
Donne contro Trump
Me Too: Movimento messo in moto da una generazione giovane, senza leader ed esploso di colpo.
Golden Globes Oprah – mette a fuoco quello che sta accadendo.
Molestie nello spazio pubblico - défendre une liberté d’importuner. Catherine Millet come a salvaguardare la sessualità. Bisogna condannare il moralismo bacchettone.
Les porcs ont raison de s’inquiéter « Gioco del puritanesimo » → è comune che qualsiasi critica fatta al modo di trattare le donne abbia come risposta “non siamo puritane”.
Libertà sessuale – puritanesimo, sembra non esserci una via di mezzo.
Cultura dello stupro: “Vi siete alleate coi porci”. (The Guardian articolo)
Italia. Oltre 120 donne dello spettacolo hanno scritto una lettera “Dissenso comune”. 500 giornaliste a sostegno delle attrici.
Il movimento ha toccato un mostro sacro del mondo occidentale, OXFAM, al suo interno ci sono stati abusi/molestie sessuali. Eventi simili si sono verificati per Medici senza frontiere.
Femminicidio: assassinio di una donna in quanto donna.
Convenzione di Istanbul: modi per permettere alle donne di denunciare, senza avere ripercussioni negative.
Seconda lezione (06/03/18)
Per quanto riguarda la cultura occidentale, quello della discriminazione delle donne è un problema di vecchia data. Il filosofo al fondo di tutto è Aristotele. Egli inaugura un atteggiamento di “ordine” tra il soggetto e il mondo. Dichiara che nell’organizzazione della generazione umana è chiaro che le donne sono la “materia” alla quale l’uomo dà la “forma”. È la prima di una serie di opposizioni binarie (uomo-donna, forma-materia, ecc.).
Questa visione del mondo forma le categorie con le quali, inconsapevolmente, siamo soliti guardare il mondo. L’inconsapevolezza fa sì che si tratti di un continuum, ovvero di qualcosa di impercettibile perché ciò che è naturale non è visto. Il fatto che le donne siano inferiori agli uomini è una normalità non pensata, un dato vero e proprio. Donne → corpo; uomini → intelletto.
Hegel riconosce l’importanza del contributo del genere femminile.
Secondo la cultura occidentale, ciò che è cultura deve necessariamente staccarsi dal corpo, quasi come se il corpo fosse un ostacolo.
L’Umanesimo, in linea di principio, è un movimento che non può che riconoscere pari dignità a donne e uomini ma solo in linea di principio e ciò che è solo in principio e non in pratica non funziona. Non può attecchire su una cultura già determinata come lo è quella occidentale.
Durante l’Umanesimo, molte donne facenti parte degli strati alti della società e anche dei ceti borghesi, cominciano a scrivere e pubblicare. Si apre la querelle des femmes. Ciò modifica in parte la percezione delle donne.
L’Illuminismo ha al centro l’educazione e l’istruzione. Si può cominciare a pensare che le donne non siano inferiori. Rousseau dice che le donne devono essere educate per servire il soggetto maschile.
La Rivoluzione francese segna il punto di rottura con il quale tutto cambia grazie ai suoi principi. Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Con la nascita dell’idea di cittadinanza, il cittadino è un soggetto autonomo che ha un rapporto autonomo con lo Stato, quindi ha dignità e autosufficienza di per sé, si tratta di una novità. Comincia a chiarirsi che i principi non bastano: uomo e cittadino dovrebbero rappresentare un concetto universale ma non è così, non includono anche le donne e le cittadine, non si tratta di un maschile collettivo.
Olympe de Gouges scrive la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Mary Wollstonecraft (madre di Mary Shelley) critica l’Émile di Rousseau.
La patria potestà/autorità maritale c’è stata fino al 1974.
L’importanza della Rivoluzione per il ruolo delle donne è data dal fatto che non si tratta di una donna isolata più evoluta e sofisticata a vedere il problema, bensì si tratta di un vero e proprio movimento sociale. Non va infatti dimenticato che il ruolo delle donne durante la Rivoluzione è stato rilevante (es. massaie, tricoteuses, pétroleuses più tardi ecc.).
La borghesia è una classe importante; le donne borghesi sono colte. Il movimento del percorso fatto dalle donne viene definito “carsico” (va sotto il terreno ma poi riemerge). Il primo e il secondo suffragismo vennero definiti come ridicoli. Il movimento deve essere carsico proprio per ridurre la sua svalutazione (ovvero la non presa d’atto della sua importanza).
Terza lezione (08/03/2018)
In Italia c’è la minor quota di donne che lavorano in Europa anche se studiano di più e meglio. Per lo stesso lavoro prendono anche meno soldi. Se aumentasse l’occupazione femminile, ci sarebbero subito più punti nel PIL. Facciamo meno bambini di tutti perché le donne non trovano lavoro. Ci sono pochi figli, spesso unici e arrivano anche tardi. Il livello di violenza sulle donne e di femminicidi è altissimo, al contrario delle denunce, che sono poche.
Uno dei modi in cui si svaluta la forza della donna, che cerca di reagire alle ingiustizie, è il ridicolo. Quando le donne alzano la voce si dice che siano invidiose perché vorrebbero avere l’autorità maschile.
1800 → secolo della borghesia che consente alle donne di accedere alla cultura e c’è anche lo sviluppo del romanzo: rappresenta la società e il rapporto uomo-donna. La nuova famiglia mononucleare si basa su una piccola struttura, in cui l’uomo comanda e la donna è sottomessa. Il matrimonio è visto come la massima aspirazione per le donne. Nell’800 una donna senza uomo non può esistere, sussistere.
Si sviluppa in questo nuovo mondo un individualismo proprietario che prevede la nascita di una nuova figura: l’amore materno. Esso è naturale, istintuale. È nell’800 che nasce come figura che definisce e santifica la donna. Nascono nuovi rapporti tra madri e figli. Fare la madre significa vivere per i propri figli e si arriva a percepirsi come madri mentre i maschi non sono padri, solo individui.
Nell’800 la figura della madre è usatissima in tutta la letteratura rinascimentale. Mentre si costruiva l’unità nazionale bisognava trovare qualcosa che unisse. Si stabilisce un essere tutti fratelli, figli di una stessa madre. È ciò che univa (fratelli d’Italia), di fronte a culture, lingue diverse. Quindi, la madre è anche una figura simbolica. Si produce un’uguaglianza sghemba tra madri e mogli.
Il nuovo Stato italiano (per due anni) appena creato punta sull’istruzione obbligatoria. Nel 1876 si apre la possibilità per le donne di andare all’università. Prima alcune donne (soprattutto facoltose) potevano provare ad andarci, ma l’accesso è veramente aperto, almeno teoricamente, nel ’76.
Solo nel 1920 anche le donne possono avere accesso all’insegnamento secondario, prima potevano insegnare solo fino alle elementari.
Alla fine del 1800 nascono le prime associazioni di donne che chiedono diritti e cominciano ad essere concessi piccoli diritti. Ma senza quello di voto la cittadinanza non c’è e inizia a porsi il problema del voto. Cominciano a esserci riviste e una vera e propria politica in cui le donne iniziano a prendere parola. C’è un periodo di grande crescita culturale nel Paese, in cui le donne cercano spazio.
È chiaro che se non ti sposi non esisti → ne derivano problemi, come matrimoni sbagliati. Le donne si incontrano, discutono di questi problemi. Sono molto diverse e secondo Mazzoni il matrimonio è una schiavitù legalizzata, c’è qualcuno che decide per loro. Altre sottolineano la figura materna come madri della nazione. Le donne socialiste, nel partito socialista, considerano le richieste femministe, l’emancipazione, un danno, un abbaglio.
Nel giro di alcuni decenni, nell’800, cambia tutto. Con la Rivoluzione francese e i cambiamenti successivi, si pongono domande che prima non si erano mai poste. L’ancien régime è un altro mondo, dopo inizia una realtà molto più simile alla nostra. Si formano leghe socialiste, cattoliche e nasce lo scontro tra la questione femminile e quella di classe che attraversa tutto il ‘900.
La Mazzoni considera “la questione femminista” a 360°. Dice che non sarà la Rivoluzione a risolvere la questione delle donne. Comincia a farsi strada anche l’idea che ci sia una specificità della questione femminile e che vada affrontata. Pian piano tutte le associazioni di donne, anche se ci sono moltissime differenze, vogliono tutte la stessa cosa: il suffragio. Ma papa Pio X lo ritiene un errore. Le donne fino ad allora erano state chiuse in casa, mentre adesso iniziano ad incontrarsi e parlare.
Nel 1908 si ha il primo congresso nazionale, ci sono moltissime donne in rappresentanza di tante altre (i numeri vanno dunque moltiplicati). Nel momento in cui si avvicina la Prima Guerra Mondiale, tutte le forze politiche dibattono sull’interventismo/non interventismo e le donne lavorano per la pace.
Altro dibattito – diritto o no al divorzio. Poi la ricerca alla paternità: per moltissimo tempo c’era il divieto alla ricerca della paternità (basterebbe solo questo per capire gli squilibri di potere). Questa ricerca alla paternità divideva anche le donne, che tra le altre cose, hanno diversa capacità intellettuale. Nessuno parla mai di sessualità. Anche sulla prostituzione e sul suffragio si discute molto.
Si ottengono delle leggi di tutela del lavoro: non si può lavorare prima dei 12 anni, ma queste non si applicano nel lavoro agricolo e a domicilio. Nelle leggi del lavoro le donne vengono sempre accomunate ai bambini. Nel 1904 Mirabelli si alza in parlamento e chiede che alle donne sia dato il voto amministrativo.
Importanza del romanzo: già nella seconda metà del ‘700 ci sono molte donne che scrivono e nell’800 il panorama diventa molto ampio. Tra i romanzi di successo ci sono molte donne, Austen, Brontë, ecc. non in Italia, però se si prova a rileggere questi testi ci si accorge di come il romanzo è attraversato dalle domande fondamentali di cui parliamo – donne piene di ribellioni e la complessità di ciò che richiedono. I romanzi permettono anche a chi legge di capire cosa sta leggendo. Nella confusione delle emozioni, la letteratura aiuta a mettere a fuoco. Anche moltissimi uomini mettono a fuoco, basti pensare a mme Bovary. Non è interessante solo sapere i dati, ma anche come ciò che accadeva veniva incamerato ed elaborato.
Alle donne molto spesso era vietato di leggere i romanzi, erano corruttivi, solo le donne sposate potevano leggerli. Per essere considerate sul serio, e non come libretti per femmine, pubblicavano sotto pseudonimi maschili.
Lettura – Bronte, “Jane Eyre” si descrive un rapporto di subalternità attraverso la voce di una donna. Il lettore è spinto a vederla dal suo punto di vista. Ci spiega la complessità delle relazioni.
Altro testo – lettera del 1839 da Maria Drago a suo figlio Mazzini. Molte madri nell’unificazione appaiono sulla scena politica proprio in quanto madri. Nella lettera la madre entra in merito a moltissime questioni che riguardano il figlio. Donne dalla fortissima personalità, come la madre di Mazzini, dicono di essere le uniche a comprendere i figli. Si crea una specie di simbiosi tra madre e figlio. C’è una devozione malata dalla madre verso il figlio.
Le donne hanno un enorme potere, ma nel loro spazio e purché vi rimangano. Quando chiedono il voto amministrativo vengono fischiate. Negli stessi anni, negli USA, nel 1848 nel Seneca Falls si riuniscono le suffragette americane. Doppia morale nella sessualità: il tradimento è un crimine per la donna, ma per l’uomo no. Le suffragette chiedono necessariamente il voto, anche se non basta, perché ad esempio il voto non risolve il problema della doppia morale. Ancora adesso ci sono pochissime donne alla produzione di legge, quindi le donne obbediscono a leggi su cui loro non hanno voce in capitolo.
Lettura – Mill: “La frode del contratto matrimoniale”. Si paragona la condizione delle donne a quella di schiavi. Lui parla della sistemazione giuridica inglese, ma molto simile a quella di tutti gli altri.
Lettura – Mazzoni – quando nel 1865 è stato promulgato il codice Pisanelli, che propone dei principi liberali-borghesi, ma sul piano dei diritti sociali, è indifferente alle richieste delle donne (fu accolto male questo codice delle donne). Le donne vengono escluse dal codice da ogni pubblico ufficio. Vi sono escluse perché possano occuparsi delle faccende della casa. Già con la sua ironia, la Mazzoni, esprime grande distacco. Gli stereotipi sulle donne sono ancora oggi vigenti e legati a questi processi culturali complessi.
Quarta lezione (13/03/2018)
Filosofia – Ottavia Nicolini. Rapporto (o non rapporto) che le donne hanno avuto con la disciplina principe del pensiero, la filosofia. Pochissime donne filosofe. Hannah Arendt non si definisce una filosofa, bisogna arrivare a lei perché la donna entri nello stato di filosofa, è stata bistrattata da molti ma ce l’ha fatto.
- Sono le donne ad essere disinteressate alla filosofia?
- È un problema di tradizione/traduzione del canone per cui le donne si sono occupate della filosofia ma non sono entrate nel canone?
- Nella filosofia, se andiamo a leggere quello che gli uomini hanno scritto delle donne, possiamo notare un problema di fondo: la tradizione filosofica si è tradotta in un atto di femminicidio/matricidio. Il pensiero filosofico ha dovuto eliminare la donna al suo interno per poter diventare quello che è.
Testo di Caterina Botti. Antica Grecia → primo matricidio Nonostante Platone.
Testo di Adriana Cavarero, parte dedicata alla servetta di Tracia che ride del primo filosofo, Talete, quando vede che cade in un pozzo. Questo testo marca con forza l’estraneità delle donne alla filosofia.
Illuminismo. Nell’illuminismo si pone con forza il problema dell’uguaglianza, si inizia a tematizzare la questione della donna-uomo in un’ottica di uguaglianza-differenza. Le filosofie femministe, A. Cavarero, approccio teorico. Paradosso dell’uguaglianza: le donne sono uguali ma diverse dagli uomini. Rousseau, Émile, libro V. propone e parla dell’educazione dell’uomo nuovo, l’opera è dedicata a un suo alunno ideale, Emilio. L’ultimo libro, il quinto, è dedicato a Sophie, la compagna ideale di Emilio. È stato dedicato in primis alle madri del periodo, per dire quale educazione poter dare ai figli. L’educazione non costrizione è solo per l’uomo, la donna deve limitarsi ad essere la moglie ideale del grande uomo.
Nell’800 ci sarà la distinzione tra sfera pubblica e sfera privata. Chimamanda Ngozi Adichie, 15 consigli per crescere una bambina femminista.
Contemporaneità. Rosi Braidotti – Soggetto nomade. Articolo – la differenza che abbiamo attraversato, scuola francese degli anni ’90, teorie del gender americane. Come creare dei nuovi immaginari, come uscire da questa dicotomia di genere maschile/femminile.
Quinta lezione (15/03/2018)
Dibattito sul voto – cosa c’è dietro. Chi ha diritto al voto, cioè, chi è cittadino? Suffragio universale vuol dire che tutti possono votare, anche gli analfabeti. Il primo suffragio universale è chiamato impropriamente così: dovrebbe chiamarsi suffragio universale maschile, solo i maschi votano.
È importante a tutti i livelli per ogni soggetto la riflessione sulla lingua: chi la usa, come la si usa, cosa ci consente di fare. Vale a livello più personale, quanto sono in grado di esprimere i miei sentimenti con la lingua, e non solo. Il fatto che le donne ottengano il diritto di voto, cambia le cose non solo per loro, ma per tutti. Dire suffragio universale è una cosa non vera, è un clamoroso falso, un’espressione altamente carente. Stiamo parlando di un processo, cominciato già da tempo, e che continua tuttora. Non siamo in grado di intervenire finché non siamo capaci di definire chi siamo/vogliamo essere.
Il dibattito sul voto comincia con la nuova Italia. Cominciano ad esserci moltissimi cambiamenti, anche perché c’è stato qualcosa che ha determinato il cambiamento: l’istruzione femminile. Anche in questo momento, nei Paesi più poveri, la chiave del cambiamento della civiltà dei Paesi è l’accesso all’istruzione. Lentamente si è andato formando un movimento delle donne che ha diverse componenti che esprimono una diversa concezione del cittadino e della cittadina. Le donne cercano faticosamente di formare un comitato pro suffragio. Però, com’è sempre stato, nel momento in cui la società civile è scossa da problemi grossi, ciò tende a produrre delle spaccature.
La storia insegna che nulla è mai cambiato nella società se non quando tutte le donne si sono alleate indipendentemente dai loro ideali politici. Si vede l’intervento molto interessante di alcuni uomini che pensano e si rendono conto che è molto difficile negare in via di principio che le donne debbano accedere al voto quando sono istruite e quando c’è stata una legge per la qu...
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