Wednesday, 23 February 2022
ECONOMIA E GESTIONE DELLA BANCA (1)
SISTEMA FINANZIARIO
1. Introduzione e salari finanziari
Sistema finanziario = complesso integrato di contratti, intermediari e mercati (es: la
borsa) finanziari (banca è l’intermediario finanziario principe), autorità di
regolamentazione e vigilanza, banche centrali, esistenti in un dato luogo in un dato
momento.
Le banche non possono svolgere attività assicurativa. La produzione assicurativa è
diversa dalla distribuzione assicurativa -> le banche possono vendere polizze ma
non possono costruirle loro stesse, solo mediante una compagnia assicurativa
controllata che entra nel gruppo.
Funzioni svolte da un sistema finanziario:
Funzione di allocazione del risparmio (funzione creditizia), realizza il
• trasferimento di risorse dal risparmio agli investimenti.
Funzione monetaria, assicura il funzionamento del sistema di pagamenti (es:
• quando la banca ci da il libretto degli assegni).
Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria (es: la banca
• centrale sulle imprese non ha alcun potere poiché non governa l’economia reale
ma ha potere di intervento sulle banche utilizzando soprattutto il tasso di
interesse a cui le banche possono finanziarsi presso la banca centrale. Se la
banca centrale abbassa questi tassi quando le banche hanno bisogno di
liquidità, le banche possono rendere più conveniente l’accesso al credito da
parte delle imprese e quindi le imprese, ottenendo finanziamenti meno onerosi,
possono disporre di più risorse per aumentare gli investimenti e di conseguenza
crescere).
Merton -> funzioni dei sistemi finanziari
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I mercati possono essere:
- Diretti -> la forza contrattuale delle parti è determinante nella definizione del
prezzo. Es: ho bisogno di un prestito e lo chiedo in banca. Anche Draghi ha
bisogno di un prestito. Il tasso di interesse che ottengo sul finanziamento è lo
stesso rispetto a quello che può ottenere Draghi? NO perché Draghi ha nei
confronti della una banca una forza contrattuale maggiore rispetto alla mia.
Esempi sono il credito e i depositi.
- Aperti (indiretti) -> non è decisiva la forza contrattuale delle parti nella
definizione del prezzo. Es: Berlusconi vuole comprare dei bot. Anch’io voglio
comprarli. Le condizioni a cui entrambi le compriamo sono identiche perché
sono mercati su cui il prezzo scaturisce dall’incrocio di correnti di domanda e
offerta così ampie che il singolo soggetto non è in grado di influenzare il
prezzo. Esempi sono i mercati
Monetario, dove vengono scambiate attività finanziarie nel breve
periodo, quindi 12 mesi ovvero 18 mesi per le banche. La prassi
dice che devo considerare 12 mesi di vita residua -> è il mercato nel
quale vengono scambiate delle attività finanziarie aventi vita residua
fino a 12 mesi.
Finanziario, dove vengono scambiate delle attività finanziarie oltre il
breve periodo, con vita residua superiore ai 12 mesi.
Dei cambi, mercato delle valute e dei rapporti di cambio.
Internazionale dei capitali, anche detto euro-mercato (euro=Europa).
Vengono negoziati gli euro-crediti (in questo caso è un mercato
diretto, vale il discorso fatto in precedenza) e le euro-obbligazioni
(mercato aperto). Si trova tra i mercati aperti poiché il volume delle
euro-obbligazioni è maggiore.
Le banche sono più attive sui mercati aperti.
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Le famiglie normalmente sono in surplus (=avanzo finanziario) se le considero
globalmente, come settore istituzionale. Esistono però famiglie in deficit. Viceversa,
le imprese come settore istituzionale sono in deficit e hanno bisogno di
finanziamenti. Questi due soggetti si possono collegare mediante:
• Circuiti indiretti -> collegamento mediato da intermediari finanziari, ad esempio
da una banca.
• Circuiti diretti -> tramite dei mercati finanziari (circuito “puro”) oppure
“intermediato” da intermediari finanziari che intervengono sui mercati finanziari.
La banca porta a casa delle commissioni che accumulate possono essere
utilizzate per le unità in deficit.
Collegamento indiretto => il trasferimento di risorse avviene per il tramite di banche
e di intermediari creditizi. Per questi operatori la funzione di intermediazione è
effettuata con l’interposizione del proprio bilancio.
I depositi rappresentano invece una passività perché in linea di principio deve
corrispondere un tasso di interesse sul conto corrente. Sono nella passività dello SP
della banca e vengono utilizzati da essa per concedere prestiti. Per la banca i
prestiti sono delle attività.
Nel momento in cui la banca si comporta in questo modo fa l’asset trasformer -> va
a trasformare le risorse che ottiene. ES: delle famiglie portano in banca 200€ e sono
disposte a lasciarli per 2 anni. La banca ha queste risorse da prestare. Può
succedere che l’impresa abbia bisogno di 160€ per tre anni. Allora la banca
trasforma le durate, gli importi, e ha bisogno di trovare dei soldi che coprano l’anno
che rimane. Inoltre, viene trasformato il rischio nel senso che per chi ha dato i soldi
aumenta il rischio che la banca non riesca a restituire i soldi. Sono comunque
situazioni limite. Nel momento in cui presta i soldi, la banca si porta a casa un
rischio che non è lo stesso a prescindere dall’impresa a cui presta. Ci posso essere
imprese molto sane che rimborsano sicuramente e imprese che sono in una
situazione diversa che potrebbero avere problemi di rimborso. In questo caso
cambia il tasso di interesse sul prestito. Se finanzio un soggetto più rischioso voglio
un tasso di interesse più alto.
Collegamento diretto => le passività finanziarie (es: emetto un’obbligazione) create
dalle unità in disavanzo finanziario (tipo le imprese) trovano una contropartita diretta
nelle attività ammesse allo stato patrimoniale delle unità in avanzo finanziario. Sono
necessari agenti o intermediari che facilitino l’incontro tra domanda e offerta. Gli
intermediari agiscono come asset brokers, cioè svolgono un servizio che consente
di accedere ai mercati finanziari.
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Settore istituzionale = gruppo omogeneo di persone fisiche e giuridiche (unità
istituzionali) che dispone di autonomia e capacità decisionale in campo economico-
finanziario e che, fatta eccezione per le famiglie, tiene scritture contabili separate.
- Società non finanziarie: imprese (private e pubbliche).
- Società finanziarie: banche, assicurazioni, fondi pensione, istituzioni centrali
e intermediari non bancari.
- Amministrazioni pubbliche: centrali e locali.
- Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie:
consumatrici e produttrici.
- Resto del mondo: estero.
Un individuo parte dal conto delle operazioni correnti. Mi porto a casa dei ricavi e
ho dei consumi. Il saldo tra i due è il risparmio, se i ricavi superano i consumi. Esiste
però anche un conto patrimoniale dove sono presenti nell’attivo le attività finanziarie
e gli investimenti reali, e nel passivo le passività finanziarie e il patrimonio netto. Il
mio risparmio è un flusso che va a stratificarsi all’interno del patrimonio netto.
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Saldo finanziario (SF) = risparmio (S) - investimenti (I) = variazione AF - variazione PF
Se si ha un saldo finanziario positivo -> unità in surplus. Se contrario, unità in
deficit.
Saldi finanziari dei vari settori:
Famiglie (+), società non finanziarie (-) e società finanziarie: SF = S - I
Amministrazioni pubbliche: SF = (T - G) - I. Sono sempre e strutturalmente in
disavanzo, ma possono non esserlo. T sono le tasse e G la spesa pubblica.
Resto del mondo: SF = M - X. Dipende se un paese è più importatore o
esportatore. Nel momento in cui un sistema è chiuso, cioè non c’è interscambio
con altri soggetti, il saldo finanziario del settore estero è nullo. Nel momento in
cui il saldo finanziario del settore estero non è pari a zero, e quindi il sistema è
aperto, allora il saldo finanziario in somma algebrica di tutti i settori istituzionali
equivale al saldo finanziario del settore estero.
Il saldo finanziario consente di collegare le diverse unità istituzionali. Il saldo
finanziario e la sua ampiezza sono segnaletici delle necessità di trasferimento di
risorse tra le diverse unità istituzionali. Il fabbisogno di trasferimento dipende da:
capacità di risparmio delle famiglie, capacità di auto-finanziamento e di
investimento delle imprese, gestione del deficit delle amministrazioni pubbliche e
investimenti pubblici, interscambio con l’estero.
Il rapporto tra risparmio e investimenti si realizza con l’interazione tra unità
istituzionali che presentano un saldo finanziario di segno opposto. Tanto più il saldo
finanziario è ampio, tanto più diventa fondamentale il ruolo degli intermediari nel
trasferire le risorse. Come si trasferiscono le risorse? Attraverso dei contratti
finanziari.
Se il saldo finanziario è nullo non è che non servono trasferimenti, avrò comunque
pagamenti e incassi da fare, rischi da coprire.
La composizione di attività e passività di ciascuna unità istituzionale dipende da
tanti fattori: demografici e di educazione finanziari, scelte di investimento e
finanziamento dei diversi settori, trasformazione strutturali del sistema finanziario,
modelli di sviluppo economico perseguiti.
Tre concetti di ricchezza:
• Ricchezza finanziaria netta = AF - PF
• Ricchezza totale lorda = AF + AR (attività reali)
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• Ricchezza totale netta = lorda - PF = patrimonio netto
2. Le componenti
CONTRATTI FINANZIARI = depositi bancari, obbligazioni, titoli di Stato, prestiti
bancari. Vengono chiamati “attività finanziarie”.
Possono scaturire da contratti bilaterali (informazioni riservate, tipicamente diffusi
nei mercati diretti) e contratti di mercato (informazioni pubbliche, tipicamente in
mercati aperti).
Sotto l’attività finanziaria esiste un contratto che può essere tipicamente di credito
(titoli di Stato, obbligazioni, depositi bancari), di partecipazione (azioni con diritti
patrimoniali e amministrativi) o assicurativo (polizze vita, morte, danni).
La durata dei contatti può essere breve (max 12 mesi), media (da 1 a 10 anni) o
lunga (oltre 10 anni o perpetua).
L’informazione è la base per dar vita ad un contratto di natura finanziaria. È sia di
tipo input, in quanto i processi decisionali degli operatori si basano su informazioni,
che di tipo output, perché il prezzo di ciascuna attività finanziaria incorpora
informazioni dato che è il frutto del processo decisionale stesso.
Le attività finanziarie devono rendere e non è detto
che ci sia un tasso di interesse. Esso è presente
su alcuni tipi di strumenti e può essere di varie
tipologie. Il rendimento va sempre ponderato per il
rischio. Più alto sarà il rendimento di un’attività
finanziaria, più rischiosa sarà quest’ultima. Il
rischio può essere finanziario o non finanziario.
Normativa a cui facciamo riferimento è il “TUB”, il testo unico bancario. Inoltre,
facciamo riferimento anche al “TUF”, il testo unico della finanza, che disciplina
l’attività che la banca fa per se stessa o per i propri clienti sui mercati finanziari. Nel
momento in cui la banca compra per se o per un cliente un titolo, essa fa
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un’operazione disciplinata a livello normativo del TUF, ovvero quando interviene su
mercati prettamente finanziari.
Gli strumenti finanziari, secondo il TUF sono:
- Valori mobiliari, categorie di valori che possono essere negoziati nel mercato
dei capitali quali azioni, obbligazioni, titoli di stato con vita residua superiore a
12 mesi.
- Strumenti del mercato monetario, categorie di strumenti normalmente negoziati
nel mercato monetario, quali buoni del tesoro, certificati di deposito e carte
commerciali.
- Quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio
- Contratti derivati
Viene spesso usata la terminologia prodotti finanziari, cioè gli strumenti finanziari e
ogni altra forma di investimento di natura finanziaria (es: polizza assicurativa con
natura finanziaria). Essi hanno una caratteristica in comune, cioè devono consentire
in modo trasparente a chi li negozia di conoscere le regole che sono alla loro base.
Quindi, esiste un obbligo di presentare tutte le caratteristiche del prodotto
finanziario ogni volta che lo si offre al pubblico degli investitori, per evitare che si
sottoscriva in maniera non consapevole.
I mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari.
Sui mercati si possono attuare dei meccanismi di trasferimento di risorse da unità in
surplus e unità in deficit. La distinzione importante è quella tra mercato primario e
mercato secondario.
Primario è quello sul quale per la prima volta viene lanciato un determinato
strumento finanziario. I soggetti che lanciano nuovi strumenti possono essere
lo Stato, le banche, perché vogliono reperire risorse finanziarie in cambio
dello strumento che lanciano sul mercato. Le unità di deficit sono quelle che
lanciano sul mercato nuovi strumenti finanziari. Vogliono coprire un deficit
mediante un flusso che verrà dalle unità in surplus che acquisteranno sul
primario.
Secondario è quello in cui vengono scambiati strumenti finanziari già emessi.
Non mi finanzio sul secondario, attuo semplicemente degli scambi. Quindi le
unità in deficit non portano a casa delle risorse. Esso assicura liquidità agli
investitori e consente la valutazione nel continuo dei titoli emessi.
I mercati monetari consentono il trasferimento di disponibilità liquide dai fornitori di
fondi agli utilizzatori, per brevi periodi di tempo, a costi/rischi contenuti.
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Nel mercato dei capitali avviene il trasferimento di fondi a medio-lungo termine fra le
unità in surplus ed in deficit.
I mercati possono essere regolamentati o non regolamentati. Per quelli
regolamentati esiste un regolamento che ne disciplina il funzionamento (es: mercati
di borsa relativi a vari strumenti finanziari). Sono disciplinati del TUF e dal
regolamento ad esempio della borsa italiana, in generale che approfondisce le
macro indicazioni del TUF. Per quanto riguarda i mercati over the counter, il prezzo
viene fuori all’incontro tra domanda e offerta individuali. La determinazione del
prezzo è bilaterale. Su quelli regolamentati dall’incontro tra massime correnti di
domanda e di offerta.
Esistono i mercati all’ingrosso (Wholesale), dove mi porto a casa grandi quantità ad
un prezzo contenuto, e al dettaglio (retail). Gli operatori più professionali, quelli
istituzionali, li troviamo sui mercati all’ingrosso.
Affinché un mercato sia efficiente è necessario che esso sia:
1. Ampio -> ampi volumi di ordini
2. Spesso -> fitta distribuzione dei prezzi
3. Elastico -> reattività degli ordini per limitare variazioni i prezzo
4. Trasparente
Esistono diversi operatori presenti sul mercato
• Brokers, operano esclusivamente per conto di terzi, facilitando lo scambio e
l'incontro tra domanda e offerta.
• Dealers, operano per conto proprio ed assolvono la funzione di rendere liquido
il mercato di particolari attività finanziarie, assicurando la continuità degli
scambi. Detengono un proprio portafoglio. Esprimono inoltre dei prezzi di
acquisto (bid) e prezzi di vendita (ask) e quindi si fa controparte sia di chi vuole
acquistare sia di chi vuole vendere.
• Market makers, operatori che agiscono per conto proprio, che si sono
impegnati a rendere pubbliche le condizioni di prezzo a cui sono disposti a
negoziare, quotando i prezzi a cui intendono acquistare e vendere i lotti minimi
delle attività finanziare di cui sono impegnati a fare mercato nei mercarti
regolamentati. Ogni giorno propongono su quel nuovo strumento dei prezzi di
acquisto e di vendita. In questo senso fanno mercato perché aiutano a
costruire scambi su quel determinato strumento. Focalizzano il loro impegno su
pochi strumenti quotati.
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Gli intermediari finanziari possono anche
offrire servizi e attività di investimento, per i
quali si porta a casa una commissione.
Nel sistema finanziario esistono una serie di intermediari finanziari che sono regolati
e vigilati da determinati soggetti. Questi intermediari sono: banche, intermediari
creditizi non bancari, società veicolo per la cartolarizzazione (trasformazione in titoli
di determinate attività finanziarie), società di gestione del risparmio, società di
intermediazione mobiliare (relativamente ai valori mobiliari prima citati), compagnie
di assicurazione, istituti di moneta elettronica e di pagamento.
banche
Le possono fare tanto, quasi tutto, ma ci sono certe attività che sono a loro
vietate perché a livello normativo esiste una riserva di attività riconosciuta a certi
soggetti. ES1: una banca può produrre una polizza assicurativa? No, può distribuirle
ma la produzione assicurativa è riservata a specifici soggetti, le compagnie di
assicurazione. Esse possono far parte di un gruppo bancario. ES2: una banca può
gestire un fondo comune di investimento? No, la gestione è riservata alla società
della gestione del risparmio. La banca non può produrre fondi comuni.
autorità di vigilanza
Le sorvegliano le attività di regolamentazione. È necessario che
non ci siano fallimenti bancari perché possono esserci delle conseguenze sociali
molto importanti.
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Oggi la vigilanza non può
essere solo a livello
domestico. È stato
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Appunti Economia e gestione della banca
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Appunti lezione Economia e gestione della banca
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Appunti lezione Economia delle Aziende di Credito (o Economia e gestione della banca)