APPUNTI DIRITTO AMMINISTRATIVO
La pubblica amministrazione cura gli interessi della comunità mentre il diritto amministrativo è condizionato
dall’Unione Europea e serve per muoverci con consapevolezza nel mondo degli enti pubblici che erogano
servizi pubblici (trasporto, polizia, esercito, ecc..) e li fa autore nel meccanismo di comprensione dei
funzionamenti che ci circondano, collaborare con essi per tutelarsi nei confronti dell’amministrazione che
emana provvedimenti.
L’ordinamento giuridico:
Permette la co-esistenza tra gli individui;
È dato da una pluri-soggettività di persone, normazione e organizzazione teoria istituzionalista
di Santo Romano e la teoria opposta si basa sulla norma;
Caratterizzato da pluri-soggettvità, normazione e organizzazione;
I soggetti si organizzano sulla base di norme che si danno per la tutela dei propri interessi,
come per esempio un’organizzazione mafiosa che rappresenta un ordinamento giuridico
(contro lo stato).
L’ordinamento statale:
È l’ordinamento istituzionale primario (ce ne sono altri);
Persegue i fini della sopravvivenza.
Gli interessi della collettività sono curati dallo STATO che è un ordinamento sovrano in quanto non deriva da
nessuno. Esso può limitare la sua sovranità quando aderisce ad altre istituzioni.
Unione Europea ha potere limitante, è sovraordinata allo Stato e cura l’interesse della comunità
ESEMPIO:
con la normazione. Le fonti del diritto sono norme che regolano la collettività. Qualsiasi atto o fatto che è
idoneo a produrre norme giuridiche (le norme modificano o rinnovano l’ordinamento giuridico il quale esprime
come deve avvenire la modifica o il rinnovamento). Le regole di comportamento sono vincolanti per tutti e
dotate nella maggior parte dei casi di sanzioni. Il timore di tale sanzione fa scattare la norma. La norma senza
sanzione è rara.
TIPOLOGIE DI FONTI
FONTI DI COGNIZIONE FONTI DI PRODUZIONE
Documenti che consentono di conoscere legalmente la Sono atti e fatti idonei a produrre norme giuridiche.
narrativi dell’ordinamento
norma e raccolgono i testi
giuridico.
ESEMPIO: nel bollettino e nella gazzetta ufficiale ci Si distinguono in fonti atto e in fonti fatto.
vengono pubblicate anche le modifiche. coincidono con l’atto scritto
FONTI ATTO:
FONTI FATTO: coincidono con l’atto non scritto
ESEMPIO: la consuetudine è un fatto ripetuto nel
tempo e può diventare norma.
Sulla produzione ci indicano i procedimenti e i soggetti da seguire per l’emanazione delle fonti da seguire. Ci
L’articolo dice che occorre prima
dicono come si può emanare il diritto (ART. 77-come fare un decreto-legge).
una legge-delega poi si emana il decreto legislativo. La fonte sulla produzione è strumentata a fonte di
produzione.
RAPPORTO TRA LE FONTI DEL DIRITTO COSTITUZIONE E LEGGI
COSTITUZIONALI
FONTI INTERNAZIONALI E
COMUNITARIE
FONTI PRIMARIE
FONTI SUB-PRIMARIE
FONTI SECONDARIE
I criteri che stabiliscono questo rapporto sono:
non contraddizione dell’atto sub-legislativo
RAPPORTO DI GERARCHIA: (sotto la legge) alla
legge;
RAPPORTO DI COSTITUZIONALITÀ: nessun atto può contrastare la Costituzione;
RAPPORTO DI COMPETENZA: riguarda la situazione di distribuzione orizzontale
all’interno
delle fonti (esempio: delle fonti primarie).
La legge (fonte primaria) è un accordo con la legge regionale (fonte primaria), si distinguono per competenza:
le legge è dello Stato mentre la legge regionale è della regione. La Corte costituzionale è il giudice della
legittimità delle leggi. Il criterio cronologico è un atto normativo più recente che abroga quello precedente, se
c’è un contrasto vale quello più recente, sono escluse le leggi speciali.
LA COSTITUZIONE
Ci dice quali sono gli atti che possono produrre diritto. Le fonti del diritto le troviamo anche nelle esposizioni
preliminari del Codice civile. La costituzione è stata fondata il 1° giugno 1948 mentre il Codice civile nel 1942
(epoca fascista) e deriva da principi organizzati da diritto romano.
Nella regola primaria si ha la costituzione ma vengono assunte anche norme del Codice civile. È un fatto al
quale l’ordinamento giuridico attribuisce il potere di fare sorgere o modificare o estinguere una fonte, un atto
normativo o un articolo.
LE FONTI INTERNAZIONALI E COMUNITARIE
Si trovano tra la costituzione e le fonti primarie e si trovano sullo stesso piano. Fanno eccezioni le fonti del diritto
europeo che si distinguono in:
nome proprio della legge (nome proprio dell’atto normativo primario
REGOLAMENTI:
interno) del parlamento europeo. Il regolamento emanato dal parlamento è immediatamente
efficace, vincolante per i cittadini e prevale su ogni fonte interna; l’unico limite è la
la quale non deve essere contrastata. Nell’assemblea generale sono rappresentati
Costituzione,
gli stati membri mentre nel parlamento europeo sono rappresentati i cittadini;
DIRETTIVE COMUNITARIE: sono emanate con più frequenza perché sono atti
normativi dell’Unione Europea a efficacia diretta. Lasciano agli stati membri un tempo di circa
tre anni per adeguarsi a recepire la direttiva emanata adeguando il loro ordinamento interno.
Esistono direttive self-executive che si applicano subito e sono subito vincolanti. Tutte le
norme a contrasto sono abrogate e prevalgono le leggi della costituzione.
FONTI PRIMARIE
Sono costituite dalla legislazione ordinaria (prevista dagli articoli 70 e seguenti) che è un atto ordinativo con cui il
parlamento esprime la volontà del popolo nel regolare la collettività. Si suddivide in:
ATTI NORMATIVI: sono generali e astratti. Non sono emanati solo dal parlamento;
dall’art.
LEGGI REGIONALI: la cui materia di competenza è indicata 77;
(ART. 77 COMMA II) *.
DECRETO LEGGE: è emanato dal governo
*Il decreto-legge deve essere presentato alle camere per la conversione in legge, anche se le camere sono
sciolte; il parlamento deve convertire il decreto entro 60 giorni (VACATIO LEGIS). Può inoltre
modificare la legge prima di convertirla.
FONTI SUB-PRIMARIE
Vedono interessato il governo al quale può essere delegata la funzione amministrativa, in base all’art. 76. Il
governo emana il decreto legislativo (contiene oggetto, limiti e tempo per disciplinare la materia) che contiene
una legge delega. La differenza fra decreto legge e decreto legislativo è che: il decreto legge è emanato dal
governo e poi il parlamento lo approva invece per il decreto legislativo il parlamento precisa tempo, oggetto,
e delega al governo di fare la legge, l’eccesso
ecc... di delega al di là dei confini disciplina più oggetti. La legge
regionale in manovra di legislazione corrente è nell’art. 117 comma II. Lo Stato emana la legge cornice che le
regioni, rispetto allo Stato, devono rispettare e disciplinare in base al loro territorio. I principi di fondo sono
uguali ma poi vengono confermate a ciascuna regione.
ESEMPIO: referendum abrogativo-referendum confermativo che modifica la costituzione prevede la
partecipazione della collettività alla formazione della legge e il popolo acconsente alla modifica della
costituzione.
FONTI SECONDARIE
I regolamenti devono essere conformi agli atti che vengono prima (principio di conformità), sono esecutivi e
disciplinano l’aspetto pratico. Nell’ambito della distinzione fra fonte atto e fonte fatto le ultime sono più
antiche, sono fonti non scritte da cui proviene il diritto scritto. Le fonti fatto sono gli usi e la consuetudine che
si basa su un comportamento, su un fatto e sta alla base del nostro diritto, è importante per il diritto
amministrativo in quanto si basa su fatti, è asistematico, in quanto ha un’unica legge generale, non ha un
codice ma ha una piccola legge di una zona di articoli. Si basa su 2 presupposti, il fatto diventa norma quando
una collettività per lungo tempo (diuturnitas) osserva un completamento nella convinzione che esso sia
dettato: dalla legge (opinion iuris) o dalla necessità (opinion iuris ac necessitatis).
ESEMPIO: DIRITTO DI LEGNATICO (raccogliere la legna sul territorio dello Stato) oppure DIRITTO
DI PASCOLARIO (far pascolare il bestiame) per dargli una certezza giuridica vengono raccolti elenchi
contenuti nelle camere di commercio. Importanti sono le sentenze della Corte costituzionale. Sono fonti
atipiche ovvero scaturiscono da un provvedimento del giudice (emana sentenze); nella Corte costituzionale
crea il diritto, è una fonte atipica, una sua sentenza può abrogare una norma che è contraria alla costituzione.
Modifica l’ordinamento giuridico e crea il diritto. Una norma modifica crea o esegue altre norme. Può anche
emanare sentenze più complesse (sentenze manipolative).
Le sentenze possono essere di due tipi:
SENTENZE INTERPRETATIVE DI ACCOGLIMENTO: quando accoglie il
ricorso. Prima il giudice verifica se la nostra lamentela è incostituzionale, se la ritiene tale
solleva la questione di legittimità costituzionale davanti alla corte, che si pronuncerà se
accoglie la doglianza del giudice con una sentenza interpretativa e afferma che
l’interpretazione fornita dal giudice è incostituzionale e quindi nessun giudice e nessun privato
potrà più interpretarla così come è stata lamentata. La norma scritta rimane la stessa ma
quell’interpretazione è incostituzionale e non potrà più essere fornita da nessun oggetto;
SENTENZE INTERPRETATIVE DI RIGETTO: quando non accoglie il ricorso.
La corte stabilisce che l’interpretazione è conforme alla costituzione e potrà essere fornita da
tutti i soggetti dell’ordinamento giuridico.
ripresentare la questione di legittimità costituzionale sotto un altro profilo o con un’altra
I soggetti potranno
sfumatura.
FONTI ATIPICHE
Fra esse oltre alle sentenze della Corte costituzionale vi è anche:
SENTENZA ADDITIVA: in cui la Corte costituzionale afferma che la norma è
incostituzionale nella parte in cui non prevede che “la corte scrive ciò che la norma deve
prevedere”. La norma può essere in parte costituzionale e in parte non costituzionale o viceversa.
Dal giorno di pubblicazione in gazzetta ufficiale, la norma contiene anche quella frase. Da
precisare che il diritto privato prevede posizioni dualistiche di parità, il diritto penale vede lesi gli
interessi sensibili del privato e il diritto amministrativo vede contrapposte due posizioni
diseguali: privato (soggezione) e pubblica amministrazione (podestà);
consiste nel trovare nell’ordinamento la norma, regola, adeguata al
INTERPRETAZIONE:
fatto da disciplinare, il nostro ordinamento non ammette il vuoto: tutte le situazioni che
colpiscono i cittadini sono regolate dal diritto, ci possono essere dei fatti che non sono
disciplinati dal governo, ovvero che non trovano corrispondenza con una norma. Per colmare
questo vuoto ci soccorre l’interpretazione i cui principi li troviamo nelle disposizioni preliminari
le preleggi. L’interpretazione ci può inoltre aiutare a comprendere un testo
al Codice civile,
normativo. – –
PRIMO CRITERIO LETTERARIO il significato è fatto dalle parole.
“il caso dell’ovvero” – “l’aggredito può sparare ovvero può
ESEMPIO: essere interpretato in modo esplicativo
ma in realtà è alternativo”. – – si deve vedere la collocazione della legge
SECONDO CRITERIO SISTEMATICO .
– – si deve capire quale fosse l’intenzione del legislatore ovvero la finalità
TERZO CRITERIO RATIO
della norma a tutela di quale situazione giuridica. Compete al giudice in particolare quando ci sono controversi
(intenzione del legislatore). – –
QUARTO CRITERIO ANALOGIA per analogia = casi simili.
tutela dell’acqua e tutela del suolo idrologico.
ESEMPIO:
Fuori dalla gerarchia delle fonti ma comunque importanti soprattutto per il diritto amministrativo sono
le: CIRCOLARI: regolano le autorità dei pubblici dipendenti e sono ordinate dai ministeri di
competenza; sono atti esplicativi delle norme, non sono vincolanti per i soggetti estranei, ma
sono rivolte solo ad alcune competenze; sono un atto ministeriale della pubblica
amministrazione, emanate dai ministri per il loro settore e vincolano solo parzialmente i
destinatari. Non devono contenere costituzioni; non devono costringere i destinatari a compiere
attività CONTRO-LEGIM. La legittimità delle circolari può essere contrastata nei confronti
del ministero affermando che è CONTRO-LEGIM (lo stesso principio si applica agli ordini). Se
le circolari mi spingono ad avere dei comportamenti contro la legge posso contrastarle.
dell’ordinamento
ORDINANZE SINDACALI E PREFITTIZIE: sono atti innovativi
giuridico, incidenti sulla situazione dei privati come se fossero atti normativi perché vengono
emanati dal sindaco e dal prefetto al di fuori dei parametri legislativi che regolano l’attività della
pubblica amministrazione cioè vengono emanati nei casi di necessità e urgenza. In questi casi il
sindaco adotta provvedimenti contingenti diretti alla collettività (per questo sono quasi atti
normativi).
ESEMPIO: ordinano il divieto di passaggio su alcune zone. Il sindaco con poteri di urgenza agisce al di là
del principio di legalità e fa come un legislatore autoritario, senza sentire il cittadino. Il consiglio di Stato a
causa di abusi che si sono verificati, ha affermato che le necessità e le urgenze devono concretizzare un
pericolo imminente.
La legge regolamenta l’attività della pubblica amministrazione.
INDIVIDUAZIONE DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il diritto amministrativo disciplina i rapporti fra il cittadino e la pubblica amministrazione in via generale e
primaria, disciplina il perseguimento degli interessi della collettività da parte della pubblica amministrazione
ovvero quei soggetti che nella storia di ripartizione dei poteri eseguono la legge per realizzare l’interesse della
collettività. Hanno potere esecutivo.
dal latino “minister” ovvero colui che amministra a cui serve un’autorità superiore, è il
Amministrazione deriva
soggetto subalterio. All’origine l’autorità era il re, poi con l’evoluzione del diritto amministrativo è diventato il
popolo sovrano con i suoi rappresentanti. Il diritto amministrativo è il corpo di regole che ha ad oggetto un
corpo servente al servizio del popolo sovrano e tutte le regole che disciplinano l’autorità e l’organizzazione del
corpo servente.
DISTINZIONE TRA DIRITTO CIVILE E PUBBLICO
DIRITTO CIVILE: per antonomasia il diritto nasce come diritto civile che deriva da quello romano. È lo ius
è il “droit
comune perché si applicava a tutti (soggetti privati operatori pubblici); DIRITTTO PUBBLICO:
pubblic” e nasce in Francia come corpo di leggi speciali, sottratto al diritto comune che disciplina i rapporti tra
sovrano e popolo/sovrano e suddito.
Ancora oggi il diritto amministrativo è un gruppo di regole sottratte al diritto comune, tant’è vero che l’art. 1
comma 1bis della legge 241 del 1990 afferma che “la pubblica amministrazione nell’adozione di atti di natura
non autoritativa, agisce secondo le norme del diritto privato (ius comune). Quando agisce con atti autoritativi
non segue il diritto privato ma un diritto speciale (diritto amministrativo). La distinzione tra diritto pubblico e
civile consente di individuare gli stati a diritto amministrativo o gli stati a diritto comune (common law) dove in
origine manca una sistemazione del diritto scritto e de civil law verso una maggiore considerazione del
precedente giurisprudenziale. Bisogna cercare l’equilibrio tra civil law e common law. Il precedente
giurisprudenziale è particolarmente importante nel diritto amministrativo, dove non vi è un’abbondanza di
e non scritti. L’atto generale e astratto disciplina il rapporto tra
articoli/normative e si basa sui principi generali
privati e il nome proprio dipende dal soggetto che lo emana. Lo stato a diritto amministrativo trae origine da tre
ordinamenti:
abbiamo preso la divisione dei poteri e il principio di legalità
ESPERIENZA BRITANNICA:
(principio cardine). Dall’ordinamento del common law prendiamo il PRINCIPIO DI LEGALITÀ
(trova il suo fondamento nella Magna Carta, in cui vi era affermato che nessuno poteva essere
imprigionato senza una disposizione legislativa e vi era affermato il principio tributario secondo cui
nessuna tassa poteva essere imposta senza una legge che la consentiva contro l’abitudine di imporre
dazzi) e il PRINCIPIO DI DIVISIONE DEI POTERI (in particolare tra legislativo ed esecutivo
che fa nascere la più moderna monarchia parlamentare. La teorizzazione della divisione dei poteri
sarà fatta da Montesquieu ma nasce in Inghilterra.
ESPERIENZA FRANCESE DELLO STATO ASSOLUTO: abbiamo preso il carattere
speciale del diritto amministrativo, l’instabilità dell’esercito e la burocrazia; il ruolo strategico
perché storicamente lo stato assoluto francese nasce tra il 1600 e il 1700 nel momento di folclore di
feudale (l’esercito obbediva a colui che lo
Luigi XIV perché il re aveva bisogno di un esercito
pagava di più e non fedele al re) inoltre aveva la necessità che l’esercito indossasse un’unica divisa
come simbolo dell’unità nazionale per identificare lo stato nazione. Lo slancio unitario deriva dal
DIRITTO PUBBLICO (DROIT COMUNE): era il diritto dei privati e non andava bene perché era il
diritto degli uguali. Occorreva un diritto speciale che regolava il rapporto tra s
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