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Lezione 1 - 10/03/2015

Origini dell'antropologia culturale

L' antropologia culturale si è formata come scienza universitaria a partire dalla seconda metà del XIX secolo. È una scienza relativamente giovane, nata nelle università britanniche, quelle francesi e con un certo ritardo in alcune italiane, nel clima storico del consolidamento del colonialismo occidentale. Ha avuto legittimazione scientifica nel momento in cui una serie di centri di studio e di ricerca attinenti il mondo occidentale hanno avuto la possibilità di stabilire contatti continui, sistematici con realtà culturali molto distanti diverse dal dominio occidentale, cioè nel momento in cui una serie di informazioni concernenti civiltà molto diverse da quelle occidentali potevano essere disponibili e affluivano costantemente verso le capitali europee.

Questa nascita accademica non coincide con la nascita del problema che sta alla base dell'antropologia culturale → rapporto con la diversità dei modi di vivere, diversità culturale. Il tema della diversità dei modi di vita aveva una certa importanza anche nel Medioevo, era oggetto di una forma di elaborazione.

Riferimenti letterari e culturali

Es: "Il Nome della Rosa" di Umberto Eco tratta il tema della diversità in ambito medievale. A un certo punto del romanzo uno dei protagonisti vede per la prima volta il portale della facciata di un'antica chiesa custodita all'interno dell'abbazia. Nel timpano che sormonta il portale è rappresentata dalla scena in cui Gesù Cristo abbraccia e domina su di sé l'intera ecumene, nel bassorilievo sono rappresentati tutti gli elementi del mondo umano conosciuti.

Umberto Eco interpreta la mentalità medievale descrivendo ciò che vede: sopra la testa di Cristo sono rappresentati i popoli del mondo destinati a ricevere la Buona Novella → popoli conosciuti frammisti ad abitanti del mondo sconosciuto. Grazie alla conoscenza del mondo medievale di Umberto Eco possiamo disporre di alcune informazioni che ci permettono di "fotografare" i problemi dell'antichità nell'ambito della diversità culturale → risolta con il respingimento della diversità umana nel mostruoso, inaccettabilità di condizioni considerate abominevoli.

In Umberto Eco sembra esserci una risposta di tipo opposto → la realtà umana con tutte le sue diversità fa parte di un disegno generale più grande, tutto è creazione intenzionale di Dio.

Concetti chiave dell'antropologia

Nella sensibilità medievale la diversità culturale attraversa confini molto incerti → l'incertezza è figlia delle conoscenza dell'epoca, non era possibile accedere a una conoscenza sistematica delle varie culture umane. Giulio Angioni nell'ambito del suo ultimo libro "Dire, fare, sentire" ha proposto questa definizione: l'antropologia si occupa dell'uguale e del diverso. Si occupa di tutto ciò che è riconoscibile come elemento unitario dell'esperienza umana comune in diverse storie e in diverse realtà culturali, ma allo stesso tempo colloca la ricerca di questa uguaglianza, di questa unità dell'esperienza del genere umano nell'ambito del riconoscimento delle differenze che emergono tra i gruppi umani.

Proverbi e riflessioni

A questo punto fa menzione di due proverbi di senso comune che esprimono questa consapevolezza:

  • Tutto il mondo è paese → proverbio che ha una notevole estensione, è stato citato in tanti modi e in tante esperienze filosofiche; esprime ciò che è riconoscibile nell'ambito delle possibilità delle scelte umane nelle varie esperienze. Questo esprime l'attitudine dell'antropologia a riconoscere la presenza di una serie di problemi culturali affrontati da molti gruppi sociali, utilizzando spesso uguali modalità di esposizione, per questo tutto il mondo sembra paese.
  • Paese che vai, usanza che trovi → ogni singolo paese produce una sua diversa usanza, un diverso modo di vivere.

L'antropologia e l'etnologia

1. L'antropologia studia l'essere umano in società. L'antropologia è prima di tutto una scienza sociale, è una scienza vicina a tutte le scienze della società (sociologia, storia, psicologia sociale, discipline economiche). Studia la variabilità dei modi di vita in termini sociali e culturali. Considera le esperienze umane di qualsiasi genere, purché siano leggibili in quanto prodotto di una situazione sociale. Ciò che privilegia l'antropologo nello studio degli esseri umani sono l'insieme dei suoi comportamenti, dei suoi valori, delle sue esperienze che si riconducono alla situazione sociale in cui esse vivono e nascono. Lo scopo della disciplina è quello di riconoscere nei comportamenti individuali tutto ciò che fa riferimento a un insieme di comportamenti che vengono appresi socialmente.

2. L'antropologia e l'etnologia studiano la variabilità di forme di vita umane in termini sociali e culturali. Problema dello studio della variabilità del modo di vita in termini sociali e culturali. Riconoscere nei comportamenti individuali una serie di comportamenti che vengono appresi socialmente. Esse analizzano: comportamenti, modi di pensare, forme di organizzazione sociale in quanto fatti sociali e culturali:

  • Comportamenti → (pratiche economiche, cerimoniali, rituali, sessuali). Le azioni umane sono rilevanti per l'antropologo quando sono azioni che hanno a che fare con un qualsiasi processo di apprendimento sociale dei comportamenti stessi. I comportamenti umani studiati dagli antropologi sono frutto di un processo di apprendimento, di un'educazione. Per esempio processi di produzione tecnica, linguaggio ecc.
  • Modi di pensare → (visioni del mondo, credenze religiose, mitologie). Concetto a doppio fondo. I modi di pensare interessano gli antropologi in quanto oggetto di esternazione. I modi di pensare sono importanti come modelli interiori e diventano ancora più importanti nel momento in cui sono oggetto di una forma di esternalizzazione simbolica, nel momento cioè in cui o attraverso il linguaggio o attraverso altre forme espressive (grafica ecc.) quello che viene concettualizzato viene portato a un livello di conoscenza verso l'esterno. Per esempio interesse nello studio delle civiltà extraoccidentali o "primitive" verso racconti in forma orale o testi, mitologie delle società, in cui raccontano la loro origine.
  • Forme di organizzazione sociale → (rapporti di parentela, di produzione, organizzazioni politiche). Ci sono elementi dei modi vita culturali di ogni gruppo umano che non possono essere oggetto di una visione diretta, perché non riguardano direttamente il dominio dell'apparenza. Uno di questi elementi culturali che non hanno un'apparenza diretta sono, ad esempio, i sistemi di organizzazione della parentela, cioè tutto ciò che culturalmente le società elaborano per regolare i vari ordini ai fatti concernenti la riproduzione umana e alla successione tra le generazioni è oggetto dell'interesse dell'antropologia, e non sono fenomeni che si possono assimilare né ai comportamenti diretti, né ai modi di pensare, ma sono problemi di coordinamento della vita sociale percepibili sulla base di indizi indiretti.

Riflessioni di Claude Levi-Strauss

Es: Claude Levi-Strauss ha fatto una riflessione importante sul tema dell'uguale e del diverso nell'ambito della parentela: a fronte dell'enorme diversità di forme di matrimonio, di forme di strutturazione della parentela, di linee di discendenza matrilineari o patrilineari, a fronte di una grandissima varietà di matrimoni liberi, troviamo in tutta la documentazione etnografica disponibile al tempo in cui Levi-Strauss conduceva le sue ricerche un elemento costante → presenza di una rigida regola esogamica. In ogni gruppo umano il partner riproduttivo si cerca al di fuori del proprio gruppo: presenza dell'universalità della regola della proibizione dell'incesto, in modo tale da attivare rapporti di conoscenza e di scambio con altri gruppi, per estendere e migliorare la qualità della cooperazione. Forma di regola inconscia, non ha strettamente a che fare con la degenerazione delle nascita. Il principale oggetto di scambio secondo Levi-Strauss erano le donne.

Approccio olistico dell'antropologia

Atteggiamento olistico dell'antropologia nei confronti della cultura. Interesse sistematico verso tutti gli aspetti dell'esperienza umana in ambito sociale. OLISMO → esprime da un lato l'attitudine a includere nel quadro della cultura lo studio di tutte le esperienze umane; dall'altro lato è un metodo di interpretazione scientifica di questa realtà culturale, lettura e spiegazione complessiva della realtà, approccio di tipo interpretativo-metodologico.

Lezione 2 - 16/03/2015

Studio della differenza e della diversità culturale

Uno dei modi di comprendere i problemi che si pone la disciplina è lo studio della differenza e della diversità culturale. Porre al centro della riflessione il problema dei modi di vita → problema sentito da molto tempo nella storia dell'Occidente, datato almeno all'epoca di Erodoto. Nel Medioevo l'approccio con culture diverse è problematico → rappresentazione di uomini mostruosi (ne "Il Nome della Rosa" la mostruosità è dovuta a un volere superiore).

Approccio olistico

L'antropologia studia comportamenti, modi di pensare, forme di organizzazione in quanto fatti sociali e culturali, in una prospettiva olistica. OLISMO → volontà dell'antropologia a includere nel quadro dei comportamenti, dei modi di pensiero e delle forme di organizzazione sociale la totalità dell'esperienza dell'uomo in quanto essere sociale, anche fatti apparentemente irrilevanti o secondari (per esempio modi di cucinare, il rapporto tra figlioccio e padrino, il gioco, il tempo libero). Occuparsi di questi problemi in maniera tale che le spiegazioni e le interpretazioni date a un aspetto particolare di una società non entrino in contraddizione e siano coerenti con la spiegazione che gli antropologi portano verso altri aspetti. Attenzione verso il tutto come oggetto d'interesse ma anche attenzione verso il tutto come coerenza complessiva delle spiegazioni che si danno a queste diversità culturali.

Antropologia italiana e internazionale

L'antropologia italiana ha avuto uno sviluppo e una storia differente rispetto a quella britannica, francese, nordamericana, spagnola o tedesca, bisogna considerare queste differenze. Nella tradizione nordamericana esiste una divisione tetrapartita dell'antropologia:

  • Bioantropologia
  • Antropologia culturale
  • Archeologia
  • Antropologia linguistica

Bioantropologia

1) Bioantropologia: Seguendo una tradizione che in Europa si è persa, negli Stati Uniti gli antropologi devono avere una preparazione di tipo fisico-antropologico. Gli antropologi devono avere nozioni di fisiologia umana (problemi relativi a fabbisogni alimentari, nozioni relative a patrimoni genetici, esposizione a determinate malattie causate dall'ambiente). Ha una storia molto lunga per quanto riguarda il rapporto tra antropologi culturali e antropologi fisici → fino ai primi decenni del XX secolo in molti casi gli antropologi culturali erano anche antropologi fisici; quando si recavano presso le popolazioni del mondo extraoccidentale registravano dati di carattere anatomico, documentavano la presenza e la costanza dei caratteri delle cosiddette "razze" umane, intese come forme di definizione di specie legate a una costanza di una serie di caratteri fisici e somatici, che fino agli anni 40 sono rimasti come elementi accettati nello studio delle varie categorie di Homo sapiens sapiens. Nelle prospettive moderne, la nozione di razza è stata eliminata, se n'è verificata l'inconsistenza e ha dato luogo a una disciplina, la bioantropologia, che si occupa di tutta una serie di elementi concernenti l'aspetto della vita fisica e fisiologica degli esseri umani senza preoccuparsi della definizione di razza. I discorsi sulla nozione di razza hanno creato molti collegamenti con una certa storia sociale e ideologica, soprattutto dell'Occidente, e in tutto il lungo periodo in cui alcuni stati come Italia e Germania hanno codificato, per esempio con le leggi razziali del '38, l'idea di difendere una razza, l'antropologia è stata coinvolta da alcuni suoi esponenti nel discorso razzista. Alcuni dei suoi esponenti hanno dato aiuto nello svilupparsi di politiche e ideologie connesse al razzismo come ideologia degradata del rapporto tra i gruppi umani. In particolare la bioantropologia si occupa delle questioni relative a:

  • Razze
  • Paleoantropologia
  • Primatologia → studio dei primati; le specie viventi più prossime agli esseri umani ci possono dire molte cose riguardo ad alcuni aspetti relativi al modo di socializzare e incorporare i saperi.

Archeologia

2) Archeologia: Nella tradizione nordamericana è considerata una disciplina molto vicina all'antropologia culturale, in Italia ha avuto uno sviluppo differente, le due discipline sono più distanziate. Alcuni elementi di interesse dell'archeologia hanno un riscontro importante anche con la prospettiva antropologica, in primo luogo l'interesse per i manufatti, cioè ciò che viene restituito dal passato preistorico; analizzato in molte circostanze con prospettive e strumenti simili a quelli che gli antropologi usano per studiare gli artefatti dei gruppi umani contemporanei. Interesse verso paletnologia → aspetti relativi allo studio dello sviluppo degli umani come specie, che porta spesso a fare degli importanti parallelismi tra lo sviluppo di certe abilità presenti anche nelle culture contemporanee rispetto alle competenze e ai saperi attinenti agli uomini preistorici.

Antropologia linguistica

3) Antropologia linguistica: Le forme del linguaggio si studiano in rapporto ai gruppi sociali, i quali possono essere studiati sulla base delle competenze di lessici, delle forme di comunicazione che sono loro proprie. In Europa situazione diversa → esiste etnolinguistica collegata all'antropologia culturale.

Antropologia culturale

4) Antropologia culturale: Si distingue dall'antropologia sociale: la differenza è legata all'oggetto di studio, mettono in rilievo sfumature diverse:

  • Antropologia culturale: Taglio di studio più legato al tema dei prodotti umani. Insieme degli esiti di artefatti/dispositivi che possono essere considerati nel momento in cui si separano dall'uomo e ne diventano la traccia (anche prodotti immateriali come la danza e la poesia).
  • Antropologia sociale: Attenzione sui rapporti tra esseri umani che si collegano alla produzione di questi artefatti. Stabilire forme di status, di rapporti (per esempio il problema delle caste sudamericane, l'organizzazione della parentela). Sono due livelli in certi momenti difficilmente separabili.

Sociologia e antropologia sociale

Sociologia e antropologia sociale si sono influenzate a vicenda nel corso della loro evoluzione. Inizialmente la differenza era molto evidente: la sociologia si occupa di società complesse a partire dalla Rivoluzione Industriale; l'antropologia si occupa di società non complesse, dei "selvaggi", di società limitate basate su forme di evoluzione lenta. Oggi l'antropologia si occupa, per esempio, di società urbane, mercato (anthropology at home → applica discorsi tarati su realtà limitate, no macrofenomeni). La sociologia ha assunto tecniche molto connesse agli strumenti degli antropologi, è ancora incentrata sul tema della complessità.

Etnologia ed etnografia

Concetti molto rilevanti in antropologia, discipline interne all'antropologia.

  • Etnologia: Studio di popoli distinguibili come gruppi culturali. La parola "etnologia" ha assunto diversi significati, si può partire indicando l'etnologia come forma di studio comparato delle realtà culturali. Mette in rilievo l'attitudine comparativistica (distinguere similitudini e differenze fra diversi gruppi sociali in modo sistematico). Nella tradizione italiana parlare di etnologia significa occuparsi di società diverse da quelle occidentali.
  • Etnografia: Parola connotata dal senso metodologico del termine. Ciò che distingue l'antropologia è il metodo dell'antropologo, che svolge la sua ricerca sul campo: si reca in una realtà fisica diversa da quella in cui vive e opera, e costruisce un'etnografia, cioè le documentazioni che costituiscono la traccia di questa realtà. Gli antropologi costruiscono da soli i loro documenti in base all'osservazione diretta dei dati → lavorano sul presente, su gruppi sociali umani vivi, contemporanei. Devono necessariamente entrare in contatto con le persone che vogliono studiare, producono interviste e dialoghi. Interviste → forme di dialogo molto lunghe e articolate, che vengono trascritte e diventano parte dell'etnografia.

Antropologia e ricerca sul campo

L'antropologia è nata prima della ricerca sul campo. Gli antropologi ottocenteschi non svolgevano in modo diretto ricerca sul campo, i loro libri erano costruiti come trattati di taglio comparativo, che accostavano e discutevano fonti tratte da una vasta e varia letteratura sui popoli antichi e primitivi: racconti e resoconti di mercanti, missionari, funzionari coloniali, naturalisti e altri viaggiatori che, trovandosi in paesi esotici, descrivevano in modo più o meno approfondito gli usi e costumi delle popolazioni locali.

Lezione 3 - 17/03/2015

L'antropologia è un prodotto dell'evoluzione della cultura occidentale. Tuttavia ci sono realtà culturali altrettanto complesse che hanno sviluppato discorsi sulla diversità/differenza tra le culture. L'antropologia si è presto arricchita nella tradizione occidentale: dopo tutto l'Ottocento gli approcci antropologici hanno dato vita a un interesse verso...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eli.M09 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Tiragallo Felice.
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