26.2.18
INFO NOTA DI LETTURA:
Sintesi, tesi, come costruisce l’oggetto, voci, retorica, othering (=costruire gli altri attraverso stereotipi)
Banca dati Gestor
L’etnografia è ancorata a diverse prospettive teoriche dell’antropologia.
Nozione di normale vs chi è fuori dalla norma.
Entrare nell’antropologia
Etnografia si basa sulla descrizione di ciò che percepisco e su ciò che so
Attori sociali vivono situazioni diverse: famiglia-parentela-violenza quotidiana o simbolica-disuguaglianza-
corporeità
Noi costruiamo il nostro sapere a partire dalle relazioni interpersonali.
Plutarco “L’arte di ascoltare” (Antichissima Grecia)
S.Agostino
Ricoeur filosofo francese “Soi même comme un autre » (fenomenologia)
Riflessività critica per costruire una conoscenza legata alla realtà di cui si fa esperienza
GEERTZ antropologo (1987-2010) “Interpretazione di culture”
Costituisce il turning point del passaggio dall’antropologia come scienza positiva a scienza ermeneutica.
Scienza positiva: visione positivista-scienza monotelica, che mira a creare leggi universali.
Scienza ermeneutica: descrizione del singolo-scienza idiografica in cui l’azione crea un “meaningful text”.
Dibattito tra scienze dure (biologiche, utilizzo metodo scientifico-distanza tra soggetto conoscente e
oggetto conosciuto) e scienze sociali (“humanities”, letteratura-poesia, raccontare storie attraverso testi
letterari lo sociologia).
Fine 800=ISTITUZIONALIZZAZIONE ANTROPOLOGIA
3 CARATTERISTICHE: etnografia,
1.modo di costruire/metodo di inchiesta/ricerca = fieldwork (lavoro sul campo) to get the
native point of view. Non esiste una descrizione pura
2.prospettiva analitica e teoretica su cui si basa l’interpretazione
3.interdisciplinarità: l’antropologia ha forme proprie di rappresentazione [monografia etnografica]
(modalità di restituzione del sapere
CRISI ANNI 90:
-Di legittimazione
-Di rappresentazione (relazione tra l’esperienza e la sua narrazione)
-Degli effetti (cercare la dimensione etica per contribuire al bene collettivo)
Concetto di differenza (Gupta-Ferguson): differenze gender, categorie sociali/religiose. Le differenze sono
COSTRUITE, NON DATE. Bisogna poi vedere l’uso che ne facciamo.
n.b.: intersezionalità= l’incontro delle grandi problematiche delle categorie sociali, che ci dicono come
comportarci
27.2.18
Visione film-documentario “First contact” (primo incontro)
E’ l’incipit storico dell’incontro tra Occidente e popoli primitivi diversi dai nostri. Per molti infatti
l’antropologia nasce con la scoperta delle Americhe. questioni epistemologiche = “Chi sono?”
E’ la storia dell’incontro dei cercatori d’oro con gli abitanti delle terre inesplorate e interne della Nuova
Guinea negli anni 30. Gli antropologi hanno convocato i due per intervistarli e sapere riguardo questo
“primo incontro”.
Contesto: Gli australiani vanno verso la Nuova Guinea per cercare l’oro e arricchirsi (corsa all’oro-
“Eldorado”). Portano missionari per convertire i primitivi e sfruttano la manodopera a basso costo (cheap
labour). Con la crisi del 29 se ne tornano in patria. Questi due cercatori incontrano però una “huge
population” che non aveva mai visto l’uomo bianco.
Appunti film:
1930, gli indigeni provano terrore e poi stupore alla vista dell’uomo bianco. L’uomo bianco uccide
l’indigeno per paura e autodifesa, dice, non per l’oro.
La Nuova Guinea diventa e la sua zona inesplorata diventa una colonia dei bianchi, in cui gli australiani si
recano per civilizzare. Nel 1926 si scopre l’oro e si crea la prima draga per l’estrazione. “IL CAPITALE PORTA
CIVILTA’”, dicono. Con la crisi i bianchi rientrano.
I due fratelli nel documentario dicono che hanno interesse a stare li (depressione economica), parlano di
“promised land” quindi di “febbre dell’oro”. Decidono di spingersi verso le terre interne che si credevano
disabitate e con una camera documentano ciò che vedono e vivono (documenti storici).
L’idea è entrare in un luogo sconosciuto per conoscerlo. Gli indigeni gridano per avvertire dell’arrivo dei
bianchi.
“first shot”=primo contatto (primo piano in foto)
Per gli indigeni i bianchi erano spiriti (antenati), infatti mancava la conoscenza del mondo esterno: dicono
“il fulmine è arrivato”, quando l’uomo bianco arriva, perché pensavano di essere gli unici uomini. Sono
curiosi, parlano a gesti tra loro, pensano che le donne siano nascoste negli zaini dei cercatori.
Problema della nudità vs vestiti dei bianchi
Quando se ne vanno, gli indigeni sono dispiaciuti per la loro partenza e iniziano a seguirli solo per un po’.
Problema pelle diversa.
Prima sono curiosi, poi iniziano a volere di più (armi, conchiglie, cibo)
“Their attitude” “Padrone Mick” non si spara a donne e bambini, ma ha ucciso molte persone per difendere
i portatori (erano stranieri e avrebbero rischiato di essere uccisi dagli indigeni). Se si uccideva però c’era
un’inchiesta governativa.
Per esplorare le zone ignote usano un aereo (“uccello”). Gli indigeni si mostravano amici portando cibo e
livellavano il terreno per creare la pista d’atterraggio, in cambio ricevevano conchiglie: il primo aereo, per
portare provviste, terrorizza gli indigeni “la nostra fine è arrivata”.
Grammofono=scatola di fantasmi (paura)
Bambola=curiosità
Con una guerra tribale i popoli si disperdono, c’era quindi una terra di nessuno piena d’oro e così i fratelli
hanno l’autorizzazione a estrarlo.
Stupore davanti a un cavallo, all’acqua salata.
Prima dell’arrivo dell’uomo bianco ognuno è padrone di se stesso, dopo l’uomo bianco diventa il padrone.
Non conoscevano i soldi, volevano solo conchiglie.
I forestieri prendevano le donne e davano in cambio armi e cibo. Le donne avevano paura di far sesso, non
pensavano che loro fossero uomini “veri”, ma che fossero spiriti.
Erano colonizzatori, dicono che non volevano la felicità degli indigeni.
Discussione
Bianchi hanno un linguaggio molto economico, gli indigeni parlano a gesti.
“Noi pensavano di essere gli unici uomini”=caduta dell’illusione—incontro con l’alterità
Ciò che percepisco vs ciò che so
Le donne sono un mezzo di scambio (prima venivano nascoste dagli indigeni)
Ci sono due punti di vista diversi: “lo sguardo incrociato”=far parlare coloro che sono sempre stati in
silenzio a causa dell’etnocentrismo (=centralità dell’uomo civilizzato).
Nel conoscere bisogna considerare il differenziale tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto. C’è un
rapporto violento, infatti nella scena finale il maiale viene ucciso.
Entrambi però cercavano i loro interessi “economici”: bisogna capire come si strutturano i rapporti di
potere nelle società.
C’è leggerezza nella percezione dell’uccisione dell’Altro e un uso degli oggetti diverso (ex. Confezione
scatola Kelloggs sulla fronte come decoro).
Bisogna interpretare a partire dal mio “orizzonte simbolico”; fare esperienza significa esporsi a dei rischi
(Gadomer).
Il first contact indica l’uscita dalla familiarità del mio mondo, anche dalla percezione che abbiamo del corpo,
perché nulla è scontato.
28.2.18
Protagonisti:
Gold prospector (il “normale” secondo la prospettiva dominante)
------------------------------------- Portatori ------------------------------------------------- LINEA DI FRONTIERA
Abitanti degli altipiani (il “diverso”, l’alterità etno-culturale)
Il Regista è associabile all’antropologo e il Pubblico alla comunità accademica.
La storia continua anche oggi, con coloro che vengono considerati “normali” secondo la prospettiva
dominante (normotipo) e coloro che rappresentano l’alterità, il diverso, anche all’interno della medesima
città o contesto. In una situazione d’indagine, esistono l’outsider e l’insider.
Il first contact permette di sollevare diversi interrogativi con cui rileggere il dispositivo di conoscenza
etnologica e il progetto di conoscenza del quale intende essere portatore. Gli approcci possono essere
differenti, e partono da Malinowski, che diceva “To gasp the native point of view” intendendolo però in un
senso positivista, interessato alla collettività ma senza l’instaurazione di un legame.
L’ermeneutica adotta invece un approccio maggiormente interessato all’individuo e alla relazione con esso.
L’esperienza è la negazione della familiarità, il mutamento di conoscenza, e comporta un’accettazione del
rischio. Comprende i concetti di:
- Erlebnis (vissuto immediato);
- Erfahrung (progressivo movimento nel tempo, processo di apprendimento, avventura);
- Fahrt (viaggio);
- Gefahr (pericolo).
6.3.18
Michel de Certeau: storico, antropologo gesuita “L’écriture de l’histoire” (il 4° capitolo diventa un testo a
parte=”La scrittura dell’altro”).
Riflessione antropologica: perché pensare gli altri come totalità?
Analogia tra passato e presente: concetto di estraneità, come qualcosa che mi sfugge e non è prevedibile
nel mio mondo. L’estraneità non può essere assoluta, altrimenti ci sarebbe impossibilità di contatto.
Gadamer (filosofo tedesco-ermeneutica) parla del “tu” che mi sorprende.
IL TUTTO/UNITA’ E’ PRECEDENTE ALL’INCONTRO E SCOPERTA DELL’ESTRANEO?
No, la totalità è l’effetto dell’incontro. La modernità ci mostra che ci sono tanti orizzonti: “Mi scontro con il
proprio solo quando incontro l’estraneo”. Cerco di spiegare il comportamento riportandolo alla totalità,
non al singolo.
DIBATTITO-NACIREMA:
Sono emerse varie idee: stregoni come cultura sarda, religione cattolica (ostia-liturgia-lingua
incomprensibile latina-idea del corpo-tomba), pagani del Sud America, rito del trucco+medici, influencers.
In realtà Horace Miner (vedi pdf) parla di NACIREMA nell’articolo “Body ritual among the Nacirema” in
“American anthropologist” (1956), una tribù sconosciuta del Messico (Navajo)
-mouth-rite (=lavarsi i denti) questa tribù è affascinata dalla bocca, it’s a ritual torture
-“a very unique tribe”
-latipso ceremonies (=hospital)
Qui Miner ha volute parlare in maniera nascosta degli Americani: gli antropologi creano culture inesistenti,
così Miner cerca di descrivere l’altro e evidenziare le contraddizioni interne e mostrare le differenze. I
selvaggi rivelano qualcosa della mia storia. L’antropologo parla della propria cultura e la rende esotica. Il
problema è il linguaggio nella scrittura moderna, è il problema dell’interpretazione.
CHI E’ L’ALTRO?
Distinzione alter (l’altro tra due) e alius (l’altro) in latino.
Come pensare l’appartenenza all’umano con la differenza visibile e tangibile? Come pensare l’altro che non
è simile a me, ma che è legato a me. Si può negare il legame o accentuare la differenza o la solitudine.
Concetto di estraneo:
vs “altro”=lo stesso (io sono uguale a me stesso e altro) e non implica estraneità
ex. Una mela non è estranea alla pera.
Rinvia a processi di inclusione e esclusione: è ciò che appartiene ad altri/appare fuori da un ordine/è di
altro genere. Per parlare di differenze in antropologia, c’è un processo di identificazione reciproca.
L’estraneo è il “tu” che mi sorprende e non posso dedurlo dal mio mondo, è l’esperienza inattesa,
Concetto di “assolutezza” è impossibile nel senso di totalmente slegato: si deve parlare non di “absolutely
different”, ma di “radical different”, ovvero di differenza non prevedibile ma parte del mio orizzonte.
In che modo negoziare l’alterità senza ridurla, ma comprendendola per quello che è?
Sartre “A tout homme, tout l’homme”.
7.3.18
Nacirema – articolo del 1956 ancora utilizzato da banche dati americane come esempio di antropologia,
mostra come è facile creare una realtà esotizzante (=come è facile « othering ») a partire dal banale
(« Nacirema »-« hospital ») le parole che usiamo per descrivere l’altro.
Riflessione sull’assolutezza della differenza :
« We were absolutely different » :
Noi pensiamo l’antropologia come disciplina istituzionalizzata, costituita come su una prospettiva analitica
e etnografica. La restituzione pubblica dell’esperienza dell’incontro è determinante per orientare le
interpretazione (Maya, druidi…)
Libro di Fabietti mostra scuole dell’antropologia, considerazioni teoretiche, sul modo di fare filmwork. Ci
sono dei testi tradotti sui principali autori [da leggere ]. Trasformare la lettura lineare/cronologica in una
lettura sincronica.
Non esiste un totalmente altro, altrimenti non c’è relazione !!
Si preferisce parlare di « radicale », non nel senso di irrelato, ma non prevedibile e deducibile dal mio
mondo. E’ un garda-feu questo al « cannibalizzare ». I cannibali hanno sconvolto i primi scopritori.
Montaigne : Ogni mondo giudica in base alle proprie regole. Studiando i cannibali si capisce che è un
sistema che ha il suo senso. “Ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi”
L’istanza etica, dove si colloca?
La ricerca antropologica si pone alla fine del 20° secolo come una pratica di ascolto, di rispetto dell’alterità,
ma non si può essere portatori di una visione universale. Ci incontriamo non con culture, ma con persone
concrete che sono inserite in società gerarchizzate. Prima scoperta dell’antropologo, scopre che non fa
antropologia dell’altro, ma in realtà dell’antropologia dell’antropologia dell’altro: ogni società ha i suoi
criteri per definire nel suo modo chi è lo stesso e chi è altro. [relativismo culturale]
Lo sguardo antropologico e la sua importanza nel mondo professionale. Questo sguardo implica una presa
di posizione personale, non un approccio tecnico. Implica un cambiamento nel modo di pensare e nella vita
intellettuale.
La questione della differenza si è sempre posta: ogni società si è chiesta chi è l’altro.
Es. Per l’uomo greco avere la “lingua molle”, balbettare, è grave (=”barbari”, come delle bestie), perché
l’incapacità di parlare è l’incapacità di parlare, segno di una minorità. Noi facciamo sempre scale
gerarchiche: il problema per l’antropologo è capire sempre la gerarchia.
De Gerandò ha scritto”Le visiteur du pauvre”, primo testo francese in cui fa una etnografia della povertà a
inizio 800. Faceva parte degli “ideologues”, coloro che studiavano la formazione delle idee, andando a
studiare bambini, sordomuti e selvaggi, perché avevano meno strutture e sovrastrutture. Il sordomuto non
ha linguaggio e deve accedere a tutto un orizzonte.
Secondo Aristotele, i “barbari”, che è un termine che indica inferiorità, sono i berberi del nord, gli sciiti del
giorno d’oggi. Noi siamo in una prospettiva gadameriana: quelle cose che studiamo della storia dicono
qualcosa su di me. I greci usano nel 4° secolo questo termine per applicarlo a uomini considerati inferiori
culturalmente e mentalmente. L’incapacità di essere locutore non è solo una questione linguistica:
l’ideologia sulla lingua dice sull’ideologia sul mondo.
Sant’Agostino “il linguaggio è segno e effetto del peccato originale, perché prima non ce n’era bisogno”.
Usare la lingua vuol dire essere capace di tessere legami sociali, il barbaro non vive i legami. I legami sociali
sono le chiare evidenze della ragione umana, essere capace di stabile rapporti. La polis è il massimo dei
legami sociali.
LA POLIS-ANALOGIE CON OGGI
Aristotele dice che non sono considerati membri attivi della città coloro di cui la città ha bisogno per
sopravvivere, schiavi e bambini. Lo sfruttamento e la disuguaglianza è all’origine persino della polis. I
barbari non hanno questa capacità, non condividono tutti i valori della polis. Stabilire i criteri con cui si può
avere accesso alla città/diventarne membri/come avere la residenza (oggi). Ancora oggi mettiamo questi
limiti per accedere alla città.
La prima teoria della diffusione culturale è negativa: la differenza è stata considerata come degradazione
dal giardino primordiale e della monogenerazione di Adamo ed Eva (vedi Bibbia) durante il Rinascimento.
Dietro la gerarchia c’è una visione di mondo, del rapporto tra corpo e psiche: l’interpretazione della
differenza porta alla luce l’orizzonte su cui non ci poniamo.
Mary Douglas: l’anormale definisce i limiti della categoria che non lo contiene. [definizione per “via
negationis”]. Quando si definisce il barbaro, si definiscono i limiti e frontiere dell’uomo greco.
“Where is the dirt there is the system” (=dove c’è disordine, c’è ordine). Questa è la sua nozione di
purezza: puro e impuro è ciò che è a posto e ciò che è fuori posto. L’anormale è contaminante, è un
impuro, non bisogna averne rapporti (=lebbroso, prigioniero). Goffman: si mette segno su un b
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