Storia e critica della televisione
No man's land: Mutamenti dello statuto del testo televisivo
Il concetto di "No man's land", ovvero terra di nessuno, rappresenta i mutamenti dello statuto del testo televisivo tra tecnologia e soggetti sessuati.
Programma del corso
È convinzione ancora oggi diffusa, anche tra le studiose e gli studiosi di media e comunicazione e tra le/i professionisti del settore, che l'azione storica e sociale dei media consista nell'azione dei loro contenuti. La televisione, secondo questa prospettiva teorico-interpretativa, sarebbe stata, a partire dal secondo Novecento, il più “potente” tra i media per la quantità di destinatari raggiunti dai suoi contenuti, e si troverebbe oggi in una sua seconda età dell’oro grazie al processo di digitalizzazione che ha reso fruibili i suoi contenuti in ogni momento, in ogni luogo e su ogni device (anytime, anywhere, anyhow). È corollario di questa convinzione che la televisione abbia avuto storicamente, e ancora abbia oggi, un ruolo primario nel processo storico-sociale di costruzione/definizione dei ruoli di genere, sia diffondendo rappresentazioni stereotipate di essi sia, a partire dai tardi anni Novanta in forma più o meno episodica, proponendo nuove declinazioni di essi.
Prima parte: Analisi critica dei fondamenti teorici
Nella prima parte, l'analisi critica dei fondamenti teorici impliciti alla tradizione interpretativa oggi dominante nel campo degli studi di comunicazione e media. Verifica dei vincoli interpretativi che quella tradizione di studi impone alla nostra concezione della storia dei media (cronologia storica VS storia, continuità storica VS fratture storiche, telespettatori VS soggetti).
Seconda parte: Riformulazione critica
La seconda parte prevede una riformulazione critica dei fondamenti teorici di quella tradizione di studi attraverso la riconfigurazione del suo campo concettuale, condotta alla luce degli strumenti della storia dei media, con particolare riferimento ai concetti di sistema dei media e di matrice dei media. Analisi del caso della storia del medium televisivo sulla base del campo concettuale riconfigurato.
Terza parte: Esame del ruolo dei contenuti televisivi
Nella terza parte del corso, la nuova prospettiva interpretativa, così delineata, verrà applicata all’esame del ruolo dei contenuti televisivi nel processo storico di media-lunga durata che, dagli anni Sessanta del Novecento, ha visto le dimensioni sessuate dell’esperienza umana riconfigurarsi nell’esperienza sociale dei soggetti, diventando oggetto di contesa politica esplicita nel movimento neo-femminista e nei movimenti transessuale, lesbico, e omosessuale.
Mutamenti dello statuto del testo televisivo
Analisi dei mutamenti dello statuto del testo televisivo nella transizione dal broadcasting analogico al digitale televisivo terrestre (1999-2012). Obiettivo è riconoscere gli elementi di storicità che qualificano l’agire storico del testo televisivo, ovvero il mutare della forma della sua azione storica. Il mutamento delle condizioni storiche determina le modifiche del testo televisivo. Per poter studiare l’agire storico del testo televisivo bisogna “smontare” il nostro sapere esperto e irriflesso in tema di comunicazione e media.
La televisione tra essenza e struttura
Storia della radio e della televisione in Italia. Costume, società e politica di F. Monteleone (1992) Monteleone si domanda se sia possibile fare la storia della “cosa” più effimera e labile che esista che sparisce risucchiata dalla voracità di milioni di consumatori. Il '900 è il secolo in cui per la prima volta i prodotti e le idee vengono messi a disposizione di tutti assumendo un ruolo centrale nella vita delle masse. L’età delle masse si diffuse tra 1880 e 1920. Le masse sono quantificabili e indicano la frammentazione dei soggetti interessata all’azione dei media, mentre la folla è una manifestazione fenomenica delle masse composta da esseri umani che sembrano aver perso coscienza di sé. Fra i prodotti della cultura di massa la radio e la televisione hanno determinato la fisionomia dell’immaginario sociale, in quanto hanno stabilito una crescita sociale senza precedenti.
La scrittura come il medium opera per separazione, al fine di individuare il singolo ed elevarlo dalla massa.
Che cos’è la televisione. Il piccolo schermo fra cultura e società: i generi, l’industria, il pubblico M. Grasso e M. Scaglioni (2003) I due studiosi di comunicazione affermano quanto sia difficile dare una definizione del medium elettrico in quanto è sempre più indistinguibile da altre sfere un tempo distinte quali la politica, la sfera pubblica e privata, la vita e la realtà stessa. La televisione si è mimetizzata con le altre sfere diventando trasparente tanto da sembrare un oggetto banale su cui non vale la pena interrogarsi troppo seriamente. Questa appartenenza della TV all’universo del senso comune e dell’ovvio rende dunque la domanda che cos’è la televisione difficile da configurare.
Il termine massa è scomparso ed è emerso un “NOI”, i due autori si riconoscono come appartenenti alla massa ed anche all’apparato elettronico.
Storia delle televisioni in Italia. Dagli esordi alle web tv I. Piazzoni (2017) La TV viene definita come un crocevia gremito, un’attività editoriale e una matrice di una combinazione di testi che la rende strumento di un rapporto tra imprese e telespettatori oltre che cinghia di trasmissione tra il potere e i cittadini. Muta il ruolo del pubblico che non è più un recipiente passivo e immobile, ma è una stratificazione di individui e di gruppi attivi, partecipanti e in movimento. La TV è un “racconto popolare permanente” (“il mondo intero è un palcoscenico” Shakespeare), un luogo allo stesso tempo immaginario e reale in cui si realizza un mondo con cui una comunità in un dato momento storico si definisce, si riconosce e si drammatizza.
Tutti e quattro gli autori affermano che la televisione sia dotata di un’essenza intrinseca difficile da definire perché complessa, ma che si sarebbe storicamente manifestata a livelli diversi e con continuità giocando un ruolo strutturale sul piano sociale, politico, culturale ed economico della storia del paese. Tutti e quattro riconoscono una componente tecnologica nella storia della televisione che ne avrebbe potenziato l’essenza. La storia della televisione dunque è seconda, ausiliaria, derivata e priva di un fondamento proprio in quanto è ad esempio storia economica delle aziende televisive, storia giuridica della regolamentazione del servizio televisivo, storia culturale dell’evoluzione del linguaggio televisivo. I mutamenti di cui la TV dà conto sarebbero quelli da cui è stata storicamente investita diventandone strumento e non quelli che avrebbe generato.
Televisione = Medium/Mezzo di comunicazione = strumento atto a trasferire contenuti. Questo modo di concepire la televisione si adatta bene a qualsiasi medium (radio, web, Facebook) tranne il telefono perché lo scambio di contenuti avviene fra due persone. Quando definiamo mezzo di comunicazione di massa identifichiamo implicitamente la rilevanza sociale dell’azione di un medium con la quantità di destinatari dei suoi contenuti. Il significato che oggi viene attribuito al prefisso mass del termine mass media è molto diverso da quello che esso aveva quando il termine mass media fece la sua comparsa negli anni ’20 nell’ambito degli studi di marketing statunitensi. Il termine mass media è stato progressivamente sostituito dal termine media.
Concetto di massa e media
In origine il concetto di massa che prese forma negli anni ’30 nell’espressione mass media non aveva connotazioni quantitative e non era riconducibile al fenomeno delle masse. Il concetto di massa indica un insieme indeterminato e indeterminabile di persone, ovvero non qualificabili in ragione della loro appartenenza a uno o più target o a diversi strati sociali. A partire dagli anni ’90 il termine mass inizia ad essere utilizzato dagli studiosi con nuove specifiche connotazioni quantitative. Ad esempio, comunicazione e potere. Castells parla di mass self-communication per indicare l’esito della transizione da una modalità di distribuzione dei contenuti definita broadcasting (=uno a molti) al social-casting (= molti a molti).
Telefono: I primi studi che misero in luce la rilevanza sociale dell’azione del telefono sono della metà degli anni ’70 in corrispondenza dello sviluppo della rete internet (attraverso il doppino del telefono i personal computer si connetteranno alla rete internet). La penetrazione del telefono nelle società industriali raggiunse oltre il 90% delle abitazioni e il telefono divenne il medium elettivo per la realizzazione di computer assisted (CATI) sondaggi, ricerche di mercato. Negli anni ’80 la metodologia CATI che si occupava di raccogliere a computer i dati raccolti via telefono diede ai sociologi la sensazione di avere a portata di mano l’intera società. Tuttavia, con l’avvento del cellulare il sogno dei sociologi di poter interloquire casa per casa svanisce. La portabilità (possibilità di mantenere il proprio numero anche se si cambia gestore) rende il telefono un medium personale e con ciò lo introduce nella nuova area di governo della privacy. Il numero del telefono fisso era considerato “pubblico”, mentre il numero di telefono del cellulare è considerato privato.
Grafici e telecomunicazioni
- Grafico sulle telecomunicazioni dal 1920 al 2015: telecomunicazioni = qualsiasi procedimento di trasmissione rapida a distanza di informazioni mediante (telefonia, telegrafia) (radio, televisione) conduttori elettrici oppure onde hertziane. Compaiono anche DVD e VCR anche se non sono telecomunicazioni.
- Dalla metà degli anni ’70 radio, tv e telefono raggiungono oltre il 90% delle abitazioni degli USA. Questa tendenza accomuna tutti i paesi industrializzati.
- Grafico sulla diffusione sociale dell’uso della TV dal 2000 al 2006: nel 2006 la TV risulta essere in Italia il medium con la maggiore diffusione sociale con il 93%, l’ampiezza della sua diffusione è indice della sua rilevanza sociale. Anche la radio è considerata un medium socialmente rilevante con il 71%, il cellulare invece rimane un medium socialmente rilevante con il 57%.
- Grafico sulla diffusione sociale dell’uso del telefono dal 1997 al 2002 in Italia: nella seconda metà degli anni ’90 la diffusione del telefono era equiparabile a quella del televisore con il 90%. La diffusione sociale del cellulare è rapidissima: entra nella vita degli italiani sommandosi al telefono e non sostituendolo, muta lo statuto del medium telefono che passa da medium domestico e familiare ad essere medium mobile/portatile e personale.
Nonostante la rapida diffusione del cellulare, gli studiosi di media e comunicazione non lo considerano un medium dall’azione socialmente rilevante. Esiste infatti accanto all’universo dei mass media, quello dei media interpersonali che si distingue in base allo schema di distribuzione dei contenuti. MASS MEDIA= uno a molti, MEDIA INTERPERSONALI= uno a uno.
Il nostro sapere esperto e irriflesso ha iniziato a conoscere la pertinenza del telefono nel campo degli studi di comunicazione con la diffusione dello smartphone, ovvero quando l’apparecchio telefonico ha accolto la funzione di terminale della rete internet. Il nostro sapere esperto e irriflesso identifica la comunicazione con lo scambio di contenuti e di conseguenza i media con gli strumenti atti a trasferire contenuti. Questa concezione è diffusa in tutto il mondo, anche se non è sempre stato così.
Concezione della comunicazione
Nel Grande Dizionario Enciclopedico UTET (1967-1976) definiva la comunicazione e non il medium: “fin dalle epoche più remote la circolazione degli uomini e il trasporto di prodotti hanno costituito uno dei fenomeni più importanti della vita sociale”; “Le vie di comunicazione possono essere naturali o artificiali, terrestri, marittime o aeree”; “Importanti servizi moderni sono quelli della posta, del telefono, del telegrafo, della radio e della TV in quanto permettono la trasmissione delle notizie nelle varie regioni della Terra, ma questi servizi sono stati sostituiti da quelli radiotelegrafici e radiotelefonici che consentono di comunicare le notizie con la velocità della luce permettendo al mondo di riunirsi cronometricamente in un punto solo”; “Anche la TV è largamente diffusa che consente trasmissione di suoni ed immagini”.
La concezione della comunicazione come forma di relazione risale all’800 quando si parlava di comunicazione elettrica che fosse in grado di azzerare la rilevanza dello spazio nelle relazioni umane. In questa prospettiva il concetto medium individua la forma della relazione che si definisce tra i soggetti attraverso di esso indipendentemente dai contenuti che si scambiano. La concezione della comunicazione come trasferimento di contenuti inizia ad apparire negli anni ’20 con lo sviluppo del broadcasting radiofonico, ma solo negli anni ’40 nasce il concetto di medium come strumento atto a trasferire contenuti in coincidenza con il radicamento dei sistemi di broadcasting radiotelevisivi in tutti i paesi industrializzati. Le due diverse concezioni della comunicazione permettono di governare aspetti diversi di essa.
Rivista TIME “The Info Highway” (16/09/1993) rappresenta in copertina un flusso di programmi televisivi come se fosse un’autostrada dell’informazione su cui non circolano più merci e dei soggetti. Questa nuova concezione ci permette di spostare il fuoco dall’azione dei contenuti all’azione della tecnologia, in quanto il medium dà forma alla comunicazione intesa come relazione tra il soggetto e i suoi simili, tra il soggetto e la realtà e con se stesso. In questo modo si definiscono le condizioni stesse di operatività dei contenuti conformando il contesto di relazioni, personali e sociali in cui si attua il processo. Noi oggi concepiamo internet come un mass media in ragione dei contenuti che trasferisce e ci pare strano pensarlo come una via di comunicazione che dà forma alle nostre relazioni personali e sociali.
Quattro mesi prima il 30/04/1993 il CERN (Conseil européen pour la recherche nucléaire, europeo) laboratorio di fisica di Ginevra aveva posto sotto licenza libera il suo progetto del WEB (World Wide Web). Internet prese forma a partire dagli anni ’60 finanziato dagli americani che volevano continuare ad operare nel caso di un conflitto con la rete ARPANET. Tuttavia, gli scienziati non la utilizzavano per cui il CERN decise di aiutarli inventando il WEB che permetteva di raccogliere in forma ordinata alcune info in un’interfaccia sì generò un’accelerazione dei processi intellettuali che ebbe una ricaduta anche sul piano dei finanziamenti.
WEB = protocollo dell’internet VS INTERNET = infrastruttura sotto forma di rete di server collegati fra loro (macchine). WEB è il modo di governare dati trasmessi in rete che sono riconoscibili attraverso i browser. È nato prima l’internet e poi il web perché web è protocollo dell’internet.
Campo concettuale
Questo campo concettuale fonda la nostra concezione dei media e della comunicazione di tutto il mondo e sul quale appoggia il nostro sapere esperto ed irriflesso. Accomuna tutti gli studi che riguardano il Paradigma della Comunicazione di Massa. Quando definiamo il medium come strumento atto a trasferire contenuto ai destinatari (maschi e femmine) nominiamo la base tecnologica del medium, proprio nominandola facciamo astrazione da essa. La tecnologia è l’angolo cieco della nostra concezione dei media. I diversi media si basano su tecnologie differenti, ma le differenze fra le varie tecnologie sono irrilevanti perché comunque il loro esito è il trasferimento di contenuti. Lo stesso atteggiamento nei confronti della tecnologia.
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Appunti presi a lezione di Storia e tecnica della televisione integrati con le slide
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Appunti lezioni Storia della radio e della televisione
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Appunti - Storia della radio e della televisione
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Appunti storia della radio e della televisione