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Storia delle dottrine politiche

Corso per autoriesame

Durata: 1 ora e 30 minuti, 4 domande. Ripasso finite le lezioni pre appello settimana di rientro dalle vacanze. Incontri durante le lezioni di approfondimento. Libri: 1 obbligatorio e 1 a scelta, appunti, pagina moodle slide, brani di testo.

San Tommaso e Marsilio da Padova

Più importante pensatore politico di tutto il Medioevo, momenti importanti come la nascita delle università, rinascita delle città.

Grecia Antica

Platone

Importanti cose inventate: la politica e la democrazia, secondo il modello antico (democrazia diretta, perché i cittadini che prendevano decisioni erano un gruppo ristretto). Prima dei greci c'era il potere rappresentato come rapporto comando-obbedienza, la politica esprime un tipo di potere, ma è invece uno spazio di mediazione in cui i soggetti che sono rappresentativi della società prendono decisioni che riguardano la società stessa. Questo tipo nasce dai greci e lo spazio di mediazione più ampio è quello della democrazia, dove la possibilità di dibattere è affidata ad una quota significativa della cittadinanza.

Ad Atene c'è stato lo sviluppo più avanzato del processo democratico, dove ha vissuto per molti anni Platone (428 a.C.-347 a.C.). La Grecia aveva una struttura confederale, una serie di città autogovernate, ognuna con una propria costituzione, struttura che crollerà proprio perché era assente un potere centrale. È stata la città che per un periodo è stata predominante sulla Grecia, ma nel periodo di Platone aveva perso l'egemonia nei confronti di Sparta. Atene è in crisi in quel periodo e dopo la morte di Socrate, spinge Platone su opinioni antidemocratiche (la democrazia mise a morte il maestro). Tenterà di realizzare un ideale di stato a Siracusa. Ad Atene fonda una sua scuola filosofica: l'Accademia, in cui insegna e avrà come allievo Aristotele.

Motivo ispiratore

Platone è un aristocratico di provenienza, e non riesce ad accettare che Atene sia degenerata in un governo democratico, il suo scopo è quindi di avere un governo aristocratico, in cui chi governa sono coloro che possiedono una conoscenza e un sapere superiore. E questi pochi sono i filosofi. Tre testi di riferimento (dialoghi esoterici): La Repubblica (opera in 10 libri), Il Politico, Le Leggi.

"La Repubblica"

Testo della maturità di Platone, tema centrale è la ricerca della giustizia e la ricerca dello stato giusto e di conseguenza l'idea dell'uomo giusto. Approccio organicista: la società come un organismo umano, non c'è la differenza tra uomo e stato, lo stato è un uomo in grande.

Il primo libro della Repubblica inizia con Socrate che torna da una festa dal porto di Atene (il Pireo), arriva ad una festa ad Atene e discutono sulla giustizia, finché non arriva Trasimaco, sofista, che dice che la giustizia è l'utile del più forte, significa che non c'è una giustizia effettiva, perché chi è al governo decide ciò che è giusto.

Idea platonica della dottrina delle idee

Socrate aveva come oppositori i sofisti, scuola filosofica che insegnava l'arte della persuasione. Essi si basavano interamente su questa tecnica, non insegnavano la verità o la giustizia, ma come convincere le altre persone. Da questa nasce una concezione relativista, non c'è una verità oggettiva. Socrate, che usa il dialogo dialettico confutatorio, crede che esiste una realtà oggettiva, universale che unifica il mondo dei fenomeni e questa realtà per Socrate è il concetto. Platone prende questa prospettiva, ma la sviluppa: per lui esiste una realtà universale, ma è di tipo ontologico (che attiene alla dimensione dell'essere, che esiste) e si chiama idea, per Platone esistono quindi due mondi, quello che noi vediamo e abbiamo un'esperienza sensibile di queste cose, e la dimensione metafisica, che rappresenta il mondo delle idee, non è un concetto o un'astrazione della mente, ma è il vero mondo. In questo mondo ci sono una serie di idee, incorruttibili ed eterne, perché sono immobili. Ciò che diviene (tutto ciò che è sensibile) invece si corrompe. Chi può entrare in contatto con questo mondo sono solo i filosofi, essi possono vedere con gli occhi dell'anima ed ispirarsi ad esso.

Lo stato per Platone

È l'idea di Stato. Questo stato ha tre classi:

  • La classe superiore, governante: i filosofi, che comandano;
  • La classe dei guerrieri, coloro che difendono;
  • Classe dei produttori, il popolo, che devono sottostare alle prime due.

Tre classi come sono quelle dell'animo umano:

  • La facoltà razionale, che ha come virtù la saggezza;
  • La facoltà di tipo irascibile, virtù è il coraggio;
  • La facoltà concupiscibile, virtù la temperanza.

La giustizia si ha nel rapporto tra queste tre facoltà:

  • Le classi sono in armonia, in cui ciascuno fa il compito per cui è preposto, le classi sono poste in ordine gerarchico.

Mito della biga alata (guidata dall'auriga) nel Fedro

Trainata da due cavalli (uno bianco, uno nero) e vola verso il mondo delle idee. Il cavallo nero rappresenta l'anima concupiscibile, l'anima legata al mondo dei sensi e non vuole andare nell'iperuranio, e spinge verso il basso. Il cavallo bianco rappresenta l'anima irascibile e spinge verso l'iperuranio. L'auriga guida con polso fermo (rappresenta l'animo razionale), per portare i cavalli nella stessa direzione, nel mondo delle idee. Lettura politica antidemocratica (perché mostra come la parte che rappresenta la facoltà del popolo, quella del cavallo nero, deve essere guidata e non può comandare).

Specifica inoltre che le prime due classi (quelle governanti), devono vivere in regime di comunione dei beni, comunismo sia dei beni che degli affetti (in questo prospetta l'uguaglianza tra donne e uomini). Platone vuole risolvere un problema di tipo filosofico-politico (non socio-economico come quello marxista), come fare in modo che le classi che tengono il potere svolgano al meglio il loro lavoro, perciò non devono quindi né avere né proprietà privata né famiglia, dedicarsi completamente allo stato. Che fine fanno le relazioni affettive? La terza classe deve avere entrambi. Per le prime due classi lo stato deve programmare gli accoppiamenti, in modo tale che la “razza” si perfezioni nel corso del tempo, non c'è una libertà di scelta. I figli vengono sottratti alla nascita e viene data un'educazione consona al proprio ruolo. Fine solo volto alla riproduzione. È possibile la mobilità sociale dei figli se hanno una predisposizione diversa dalla loro classe di nascita.

Uguaglianza tra uomo e donna

Non c'è una differenza attitudinale tra uomo e donna, può sia governare che fare la guerriera. La donna è svincolata dagli impegni materni.

Mito della caverna

Davanti alla parete dentro la caverna, ci sono gli schiavi rinchiusi alla nascita, che sono costretti a guardare la parete, dietro gli schiavi c'è un muro e dei personaggi fanno passare delle statuine, gli schiavi vedono per tutta la vita delle ombre, che sono quindi ombre di riproduzioni, pensando quindi che siano l'unica realtà, ad un certo punto uno di questi schiavi si libera e si gira e vede le statuine e il fuoco che le fa proiettare, vede anche una luce, esce e si imbatte in uno specchio d'acqua e vede il riflesso delle cose al suo interno, e crede che questa sia la realtà.

Significato (dal punto di vista politico):

  • Prospettiva antidemocratica, metafora dell'ascesi verso la verità, e quante sono le forme della conoscenza umana.
  • Ci sono varie forme di conoscenze che possono essere disposte in maniera gerarchica: dentro la caverna vi è la conoscenza sensibile, superiore c'è conoscenza dell'opinione che ci facciamo a mano a mano che i nostri sensi si accumulano, poi c'è la conoscenza di tipo scientifico-matematico e infine vi è la conoscenza della filosofia, che si accede dopo un lunghissimo apprendistato che poi porta i migliori intorno ai cinquant'anni a governare lo stato.

Colui che governa è superiore alla legge

Perché l'unico riferimento che ha il filosofo per governare è il mondo delle idee, non vi sono alcune leggi che gli governano, ma solo la visione del mondo delle idee che gli ispira nell'operazione del governo. Questa visione viene ribaltata nella fase finale della sua vita.

Lo schiavo liberato deve tornare nella caverna per dirgli qual era la vera realtà, ma il rischio è che venga ucciso (metafora della figura di Socrate). Nell'opera Platone teorizza la superiorità del filosofo rispetto alla legge, questa significa che il filosofo ha come unico metodo di riferimento il mondo delle idee, nessuna legge può costringerlo a comportarsi in una determinata maniera. L'idea espressa nella Repubblica funziona solo se c'è una rigida programmazione, educazione delle classi dirigenti, in particolare i filosofi (50 anni). Punto su cui ruota è il primato sulla filosofia e che il filosofo non può essere sottoposto alle leggi. Nelle opere successive fa una marcia indietro e recupera l'idea della sovranità della legge, superiore al filosofo. Perché lo stato ideale funziona se governano i filosofi, ma se per errore finiscono chi non è filosofo e non possono accedere al mondo delle idee e lo stato non funziona più. Un errore ci può essere perché non è perfetto, ma si ispira all'idea di stato e sono gli uomini a tradurre questa idea, che per la maggior parte sono prigionieri del mondo dei sensi. Perciò bisogna cautelarsi rispetto a chi detiene il potere, al fine che non detenga tanto potere e quindi i governanti devono essere sottoposti alla legge.

"Il Politico"

Dialogo dove sostiene inizialmente un punto di vista simile alla Repubblica, il politico/filosofo è superiore alla legge. Come per esempio il medico che trova una nuova cura, la applica anche se va contro alla tradizionale cura, il politico/filosofo non deve tener conto delle leggi poste. Altro esempio del marinaio che trova un'altra rotta e segue quella e non le carte nautiche.

Per ora siamo in sintonia con quello trovato nella Repubblica, a certo punto però Platone dice che in realtà a ben considerare il buon governo è il governo in cui chi detiene il potere è sottoposto alla legge, mentre cattivo è quello di coloro che non sono sottoposti alla legge. Perché si cambia? Non è detto che al potere vadano sempre i migliori, i filosofi, ma persone che non possono ispirarsi all'idea di stato. Quindi non bisogna attribuire troppo potere a chi comanda, così da poter essere controllato. Politica un'attività di tipo pratico.

"Le Leggi"

L'ultimo dialogo scritto da Platone, l'unica opera che non ha come protagonista Socrate, ma un cretese, un ateniese e uno spartano, rappresentavano le più importanti “costituzioni” greche (norme fondamentali che regolano le polis). Vengono confrontate tra di loro, e su quali potrebbe essere la costituzione ideale da dare ad una nuova colonia. Alla fine del suo persona dice che per un giusto bilanciamento tra libertà (Atene) e autorità (Persia): se fondato sulla famiglia e proprietà privata. Concezione ideale di stato ad una più idealistica. Legame tra Platone e Aristotele.

Aristotele

Miglior allievo di Platone. Filoso per eccellenza dell'occidente. Nato nel 384 a.C, non è ateniese. In quanto straniero viene considerato inferiore. Entra nell'accademia di Platone e Platone gli dà l'incarico di raccogliere tutte le costituzioni greche, ciò che ci rimane tra tutte è quella di Atene. Aristotele che non può diventare cittadino ateniese, viene richiamato in Macedonia a fare da precettore di Alessandro. Poi ritorna ad Atene, e vi è una situazione diversa, nel 338 il re Filippo sconfigge i greci e riunifica il mondo greco. I greci era da tempo che cercavano di unirsi, ci riesce un macedone che le unifica a prezzo della libertà, perché con l'esercito garantisce la pace e ordine, ma una pace che da un potere centralizzato che spoglia le città dell'autonomia politica, non esistono più le città stato, ma ...amministrative. È un errore logico pensare che possano coesistere una totale libertà, uguaglianza e giustizia. Torna ad Atene e fonda una scuola che chiama Liceo, che dirige fino ad un anno prima della sua morte, nel periodo in cui i greci tendono di ribellarsi al nuovo padrone del regno macedone. Pensando che potessero ucciderlo in quanto straniero, va via da Atene. Scrive anche lui dei dialoghi, in queste opere esoteriche rivolte a chi sta fuori della scuola, sono rimaste quelle esoteriche all'interno della scuola, opere abbastanza disarticolate e difficili da interpretare. Opera “La Politica”, dove Aristotele dice che l'uomo è un animale politico.

"La Politica"

Problema di carattere interpretativo, scritta in anni diversi.

  • Primo libro: introduttivo
  • Secondo e terzo: forma di governo ideale, che è l'aristocrazia, o monarchia del re filosofo
  • Quarto, quinto e sesto: la forma di governo migliore dipende dalle circostanze
  • Settimo e ottavo: costituzione ideale dal suo punto di vista

Modello aristotelico

L'uomo è un animale politico per natura in quanto possiede la ragione. Aristotele spiega la nascita dello stato utilizzando lo stesso elemento concettuale per spiegare i fenomeni naturali. Principio per spiegare la realtà: la natura ha uno sviluppo finalistico, è in divenire che ha un fine. Concezione teleologica: prendiamo qualunque essere vivente, ognuno ha qualcosa in comune nel suo sviluppo: ogni organismo grazie ad un impulso iniziale (causa efficiente) e si sviluppa in una certa direzione (causa finale) ogni organismo vivente passa dalla materia alla forma, dalla potenza all'atto.

  • Dalla potenza all'atto: il risultato finale è predeterminato dal livello potenziale (dalla condizione di partenza) è un processo necessario
  • Sul piano politico significa che l'uomo non può modificare niente di questo processo.

La polis non è dato immediato nella natura, ma frutto di un processo storico/naturale. Ci deve essere una forma embrionale di polis che è in potenza per arrivare alla polis in atto. La prima forma di aggregazione umana è la famiglia (in potenza), poi per soddisfare più bisogni è necessario che le famiglie si uniscano per creare unità più grandi che a chiama villaggi o tribù. Evoluzione necessaria. I villaggi non riescono ad avere un'autosufficienza, quindi devono unirsi tra di loro e formare la polis. La polis è la politica in atto, non esistente immediatamente, ma è frutto di un processo necessario. (D: che cos'è la definizione aristotelica dell'uomo come animale politico) La dimensione politica è interna alla natura umana, ma si sviluppa attraverso un percorso che porta ad essere in potenza all'atto.

Per famiglia si pensa anche alla proprietà privata, in quanto per essere tale deve avere una sua proprietà. Non si può dividere perché lo compongono nel suo insieme. Non accetta quindi le tesi di Platone nella Repubblica. Aristotele dice anche non si può eliminare perché si determinerebbe una situazione di grande ingiustizia, in quanto permette di attribuire le cose secondo un merito, mentre il principio comunistico, lo applica indipendentemente ed è ingiusta.

Rapporti di potere all'interno della famiglia

Tre rapporti (chi comanda e chi obbedisce):

  • Marito sulla moglie: rapporto soft, la moglie non è una schiava, però il marito comanda e sta un po' sopra alla moglie. Rappresentazione nella polis come le cariche politiche sui cittadini.
  • Padre sui figli: non è anche questo un potere dispotico, è quello che nella polis nella forma monarchica è tra il monarca e i sudditi.
  • Padrone e lo schiavo: a favore della schiavitù anche se è legittimata in base all'intelligenza, in quanto lo schiavo è colui che è incapace di progettare il proprio futuro e autosufficiente, gerarchie delle intelligenze. Questo rapporto non lo troviamo in una corrispondenza in ambito greco, i greci non sono un popolo di schiavi per natura, ma lo sono gli orientali e i persiani (dispotismo orientale) ed essi quindi hanno bisogno di un despota che gli governi. Dispotismo orientale ha un contenuto razzistico negativo, ma ha un fondamento storico, anche politicamente incorretto.

Continuo Aristotele

Tre aspetti sulle forme di governo: 6 forme di governo, 3 buone corrette e 3 degenerate, classificazione distinzione dei governi

  • Dal punto di vista quantitativo, quanti comandano: di 1, di pochi, di molti;
  • Punto di vista qualitativo: le forme di governo da 3 diventano 6, forme di governo corrette e degenerate, per gli antichi la visione della storia era una visione di tipo ciclico, inizio buono, poi inizio degenerazione fino al ritorno del punto di partenza, non storia come progresso, ma come una ruota. Forma buona di 1 che governo: monarchia, questa forma degenera e diventa tirannide; governo buono di pochi: aristocrazia, poi degenera e diventa l'oligarchia; governo di molti: politia/politeia (costituzione in italiano), poi degenera e diventa democratica.

Due domande

  • Che cosa distingue la forma buona e la forma cattiva? Governo buono il governante o i governanti perseguono il bene comune, nella forma degenerata si persegue il proprio interesse particolare.
  • Che cos'è il governo di molti? E perché la democrazia è la...
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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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