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Appunti di tutte le lezioni di Storia delle Dottrine Politiche del professor Berti riguardanti: Platone; Aristotele; s. Tommaso; Marsilio da Padova; Niccolò Machiavelli; Thomas Hobbes; John Locke; Benjamin Constant; Alexis de Tocqueville; Pierre-Joseph Proudhon; Karl Marx. John Locke, Montesquieu, Voltaire, Jean-Jacques Rousseau, Cesare Beccaria. Compresi di concetti centrali evidenziati.

Esame di Storia delle dottrine politiche docente Prof. F. Berti

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alla classe media.

Abbiamo gli elementi per capire la classificazione che fece nella Politica, dove esalta il governo

ideale in astratto o del monarca o della aristocrazia(nel secondo, nel terzo e nel settimo e

nell'ottavo) nel libro quarto e quinto dice che il governo migliore dipende dalle circostanze storiche,

la monarchia, l'aristocrazia o la politia, nel sesto libro di ce che il governo migliore è la politia.

Capiamo la coerenza di questa distinzione: prima da una concezione astratta, poi dalla concezione

dei momenti storici, poi nel sesto si dice che il governo è migliore perché è la più facile da

realizzare in quanto in ogni società c'è una classe media, che può garantire una certa stabilità.

9.10.17

SAN TOMMASO

Epoca 1200, età importante per il conflitto tra la chiesa e il sacro romano impero.

Medioevo non solo l'epoca buia che si ricorda, ma Attorno all'anno 1000 nasce in Europa il comune,

le città si ripopolano, nascono le università ecc.

In questo periodo i cui vive San Tommaso nasce anche un pensiero laico.

A favore dell'impero ci sono molti religiosi, molti francescani.

La sua posizione è quella di un grande mediatore di cultura e di pensiero, tra le stanze della chiesa e

dell'impero, tra le stanze della fede e della ragione. E' nato a Roccasecca provincia di Frosinone, di

famiglia nobile, entra nell'ordine dei domenicani, insegna in diverse università tra cui Napoli e la

Sorbona di Parigi.

Confronto/scontro tra civiltà

La civiltà occidentale verso l'esterno ha esso stesso avuto degli scontri di civiltà. Confronto con la

cultura arabo-mussulmana, che era ad un passo in avanti rispetto a quella europea e bizantina.

Essa ha prodotto una quantità di sapere enorme, a Baghdad commentavano e traducevano i greci.

Nei primi secoli del dominio in Spagna si segnala una crescita culturale impressionante.

Poi inizia il declino, impossibilità di sviluppare il commercio mercantile, sopravvento tendenze

clericali su razionaliste(prende il sopravvento la teologia), inizia molto prima della colonizzazione e

ne è la causa di essa. I commentatori arabi sono superiori di quelli europei.

Dilemma nel conciliare il testo di un filosofo pagano con una prospettiva trascendente del

monoteismo, il problema è la concezione aristotelica e platonica, dell'uomo come animale politico,

strumento che permette all'uomo di raggiungere la felicità; San Tommaso invece vedo l'uomo come

un animale sociale che raggiunge la felicità e realizza la sua natura all'interno della società nello

Stato.

“SUMMA TEOLOGE”

Autore vede due pericoli opposti:

-cultura dei francescani: valore della povertà, essi volevano un ritorno ad una chiesa tutta spirituale,

questo poteva significare per lui uno sbilanciamento verso la fede.

-della scuola filosofica dell'Averroismo latino, centro importante a Padova, interpretava il pensiero

di Aristotele in una chiava materialistica(tendenza filosofica che dice che esiste solo la dimensione

materiale), sbilanciamento verso la ragione

Punto d'incontro tra la fede e la ragione, che per S.Tommaso non sono in contrasto, ma vanno nella

stessa direzione.

Cose importanti:

-mediatore tra fede e ragione, soprattutto nel punto sulla legge

-cultura araba e bizantina che ha portato molte opere in occidente

Definizione di legge per S.T.

La legge è un ordine della ragione, orientata al bene comune e promulgata da colui che ha cura della

comunità.

Ciò che caratterizza la legge dunque è perché ha un contenuto razionale. Nella concezione

imperativistica l'importante è l'essere legittima o illegittima. Per essere giusta invece la legge per T

deve avere un contenuto razionale. C'è un contenuto razionale se riflette la visione cristiana, l'ordine

razionale che Dio ha dato all'universo.

Ci sono vari tipi di legge:

-legge eterna: legge che regola l'intero universo(creato). Noi non possiamo conoscere per intero

questa legge eterna, due soli soggetti possono conoscerle nella loro interezza: Dio, beati.

In questo cerchio dove al centro c'è la legge eterna, ci sono due cerchi più piccoli:

-in una c'è la legge divina, legge scritta che è una parte della legge eterna e che l'uomo può

conoscere, si trovano nelle sacre scritture: Bibbia(nell'antico testamento).

-nell'altro cerchietto c'è la legge naturale legge non scritta che l'uomo può ricostruire attraverso la

struttura razionale del suo pensiero. 10.10.17

Fuori dal grande cerchio della legge eterna c'è la legge umana, che fanno gli uomini. Il rapporto con

la legge eterna è di imitazione, legge che si ispira alla legge cristiana, se una legge umana è ingiusta

quindi contraddice la legge cristiana, in quel caso il cristiano deve ubbidirle comunque perché

mantiene la sua validità giuridica benché perda quella morale. Se invece la legge umana viola la

legge divina(che è una legge scritta) è ammessa la ribellione: diritto di resistenza alla legge ingiusta.

MARSILIO DA PADOVA

Precursore della laicità moderna(distinguere la sfera politica da quella religiosa, legge religiosa non

coincida con la legge).

-teocrazia: le leggi religiose coincidono con quelle civili, il potere è affidato a chi è legittimo

rappresentante della divinità(es. Oggi stato islamico, stato del vaticano, iran)

-cesaropapismo: il potere politico detiene il potere religioso

Marsilio è laico, ma tende al cesaropapismo. Nato nel 1275, figlio di giuristi, studia medicina,

insegna in Francia alla Sorbona, nel 1324 scrive l'opera “Defensor pacis”, un trattato anticlericale. Il

papa lo scomunica, lui scappa alla corte di Ludovico il bavaro in Baviera, imperatore non

riconosciuto del sacro romano impero(800 dall'incoronazione di Carlo Magno). Ludovico scende

con il suo esercito fino a Roma con Marsilio e quando entra a Roma, gli dice di farsi incoronare da

rappresentante della nobiltà del popolo romano, giustificando questo cambiamento riprendendo la

lex regia d'imperio(epoca romana), importante viene invertito lo schema della sovranità. 11.10.2017

IL DIFENSORE DELLA PACE

“ ”

Inizio spiegazione del titolo: individua la figura istituzionale: il potere politico, che difende

• la pace. Per pace intende la pace sociale, che non ci siano conflitti nello stato. Pace del

borghese, egli dunque si fa interprete della borghesia che nasce quando nascono i comuni.

Questa nuova classe sociale vuole la pace sociale(prima vi erano solo gli aristocratici e il

clero, i primi avevano un ideale cavalleresco, i secondi hanno un ideale diverso). Perché ciò

si realizzi, diventa essenziale la salvaguardia della pace (a cui si richiama il titolo stesso

dell’opera marsiliana) e lo strumento di cui lo Stato si avvale per garantirla è la legge.

Prima parte: per M la legge è un comando munito di sanzione. Connettendo il concetto di

• legge a quello di sanzione e alla sua applicabilità immediata, Marsilio restringe la nozione di

legge al solo ambito umano, escludendo quello divino. Concezione opposta a S. Tommaso,

egli ha una concezione imperativistica, la si caratterizza per la sua struttura completamente

formale e non per il suo contenuto. Ci sono due tipi di leggi: legge umana e la legge divina,

toglie alla chiesa la possibilità di avere un potere politico.

1. Legge umana: fatta dagli uomini, con lo scopo della pace sociale. Chi è autorizzato a

decidere i premi e le punizioni? Lo Stato, il potere politico, unico potere autorizzato a

decidere e giudicarci in merito alle leggi umani.

2. Legge divina: fatta da Dio, comunicata attraverso i profeti, il campo di applicazione non è in

questa vita, ma in quella ultraterrena chi ci giudica è Dio. La chiesa dunque non ha nessun

potere coercitivo in questo mondo.

La laicità di M la vediamo anche nella distinzione che fa tra gli atti comandati immanenti, atti

comandati transitivi.

Atti comandati immanenti: se uno ha un pensiero negativo, però mi limito solo a pensarlo

• senza agire, questo rimane impunito in questo mondo, perché verrà successivamente

giudicato e punito da Dio.

Atti comandati transitivi: se si va oltre dal pensiero all'azione, lo stato ha in questo caso la

• possibilità intervenire, solo nelle relazioni intersoggettive, per M quindi il diritto ha natura

intersoggettiva, cioè l'azione non rimane dentro me stesso, ma coinvolge gli altri. 16.10.2017

Continuo Marsilio

La concezione di Stato

Teorico della democrazia diretta.

Ci sono due poteri(laicità e democrazia):

1. Il potere legislativo è detenuto dall'insieme dei cittadini(attività sporadica). Nel Medioevo le

leggi sono prevalentemente consuetudinarie. Si sviluppano i comuni, nascono delle nuove

forme di potere che sono i consigli dei cittadini. Improponibile che 400 persone formino una

legge. La formazione della legge per M perciò ha due momenti:

un gruppo ristretto di persone, fa una stesura della legge

• la legge va nell'assemblea popolare che con un voto di tipo referendario approva o respinge

• la proposta

2. Il potere esecutivo è un potere che richiede un'attività costante, un gruppo di persone che in

maniera continua eserciti la funzione di governo. Perciò è affidato ad un gruppo molto

ristretto di persone, non al popolo(che lavorano ecc.)

Seconda parte

Rapporti tra potere politico e chiesa

La sua posizione è che Gesù è venuto sulla terra da un altro momento, predicando di disprezzare il

potere e il denaro perché il mondo è un altro. Non per avere un potere coercitivo. Perciò chi è il suo

successore devono essere coerenti quindi poveri e senza potere.

Inoltre dice che non esistendo nelle scritture una figura del papa con potere politico e con potere

coercitivo, con struttura gerarchica, la chiesa deve avere una struttura … con cariche elettive

composta prima di tutto dall'insieme dei fedeli, che poi eleggono le cariche della Chiesa. Il papa

quindi può essere deposto dai fedeli.

Questa è la sua posizione laica.

Mostra la sua tendenza cesaropapista, però quando dice che se il papa diventa una minaccia allo

stato, l'imperatore può deporlo e istituire una nuova elezione. Papa funzione di coordinamento.

Siamo nel tredicesimo secolo.

MACHIAVELLI

Se delle circostanze storiche lo costringono bisogna avere azioni anche moralmente discutibili.

Prendere gli uomini per quello che sono(prendere la realtà per quello che è realismo politico), non

per quello che si vorrebbe che fossero, la natura umana non cambia è sempre la stessa.

I valori ultimi non si possono realizzare completamente insieme, ma delle circostanza possono

portar a dover scegliere tra due valori(o la pace o la libertà), spesso si è costretti a scegliere tra due

mali, il male minore.

Periodi di vita tra medioevo ed età moderna.

3ererre

Età della formazione degli stati nazionali, caratteristica tendenziale monopolio della forza del

diritto: tende a centrare su di sé il diritto, potere di far le leggi, potere di imporre le tasse.

In Italia c'erano una molteplicità di Stati, ognuno con un esercito, molto debole che gli

costringevano a pagare degli eserciti di mercenari, Italia era una terra di saccheggio per spagnoli,

francesi e tedeschi.

M entra in politica come ambasciatore per la repubblica fiorentina. Mandato in Francia, che aveva

un potere assoluto con un esercito che combatte per la patria; nel 1512 la seconda repubblica di

Firenze cade, viene mandato al confine, torturato e scrive i suoi libri principali:

1. Il Principe(1513)

2. Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio(1513-1519); primi 10 libri della storia di Roma

scritto dallo storico Tito Livio, tratta della Roma antica

Lo scopo della politica per M è l'arte per conquistare il potere o il detenere il potere. 18.10.2017

L'ottimista antropologico pensano che gli uomini siano governati dalla ragione.

Coloro che sono pessimisti al contrario pensano che coloro che sono governati dalle passioni, in

quanto gli uomini non sono in grado di autogovernarsi, governo con la forza. Machiavelli è

pessimista, anche se lui si definisce solo realista.

La realtà sarà sempre disordinata perché gli uomini tendono sempre alla discordia. La politica ha il

compito di dare ordine a chi non ce l'ha.

Nelle 2 opere:

Nel “Principe” si mostra un teorico del governo assoluto. Egli giustifica la sua idea dicendo

• che se la società è particolarmente corrotta è necessario un governo di tipo assoluto.

Nei “Discorsi” sostiene invece un governo repubblicano. Se invece la realtà politica presenta

• determinate caratteristica come quella romana, allora il governo può essere di tipo

repubblicano.

Dipende quindi dalle circostanze storiche e dai consumi di una nazione.

“IL PRINCIPE”

Fa pensare che Machiavelli sia il primo teorico della politica. O repubbliche o principati(o ereditari

o nuovi), gli stati si conquistano di solito o con eserciti propri o altrui, o con la virtù o con la

fortuna.

Primo autore in cui troviamo l'utilizzo moderno della parola stato: entità politica separato da quello

della società che ha il monopolio della forza e del diritto.

Ci sono due forme di governo:

1. principato(potere di una persona)

2. repubblica(potere di più persone)

Il principato può essere a sua volta o ereditario o nuovo. I principati nuovi possono essere

conquistati con le milizie proprie o altrui. Nelle azioni umane importanti sono la fortuna e la virtù:

-Fortuna: che può condizionare o limitare la forza dell'uomo

-Virtù: da opporre alla fortuna, essere bravo a dominare la situazione, capacità del politico di

dominare gli eventi, essere politicamente abili, il fine del politico è la conquista del potere

Rivoluzionario che rompe con la tradizione trattatistica dove morale e politica erano presi assieme.

Per M invece la politica e la morale sono due cose differenti e il politico per essere un buon

politico deve seguire le regole della politica, regole che sono diverse dalle regole dell'etica. La

morale si fonda sulla distinzione tra bene e male, il politico di questo se ne deve disinteressare e

pensare solo a ciò che è efficace o inefficace.(machiavellico=cinico distante dalla morale, fine che

giustifica i mezzi)

Cosa deve fare il principe(non ereditario) per conquistare il potere? Deve eliminare i suoi avversari,

guardando sempre il male minore, il delitto è lecito in politica perché il fine del politico è

raggiungere il suo scopo(meglio qualche vittima subito che tante domani), per lui è meglio essere

temuti che amati, per la natura dell'uomo. Il politico non ha l'obbligo di fare ciò che ha promesso

prima di raggiungere il potere. Per il principe è meglio apparire buono che esserlo. Comunque è

importante avere il consenso dei sudditi per mantenere il potere. Si può pensare al bene comunque,

ma prima viene l'obbiettivo del potere. 23.10.2017

Essere un bravo politico significa

Se il principe può conquistare il potere all'interno di una cornice morale lo fa, ma di solito è

costretto a comportarsi diversamente, in maniera immorale, scegliendo spesso il male minore.

Principe come un attore deve fingere per aver il consenso dei cittadini, due modi di governare:

dell'uomo utilizzando il metodo razionale, ma deve anche saper utilizzare il modo della bestia,

cioè governare la maggior parte degli uomini che non seguono la ragione, ma le passioni(deve saper

essere sia volpe che leone, astuto e forte, la volpe è in grado di fuggire alle trappole che le mettono

per catturarla, invece il leone cade nelle trappole, ma la volpe se si trova davanti un nemico

maggiore non sa fronteggiarla, quindi il principe deve essere entrambi)

Il principe si conclude con un appello a Lorenzo? dei Medici perché riunifichi l'Italia centro-

settentrionale, perché l'Italia del sud era l'unica area geografica che M vedeva strutturato come uno

stato moderno, mentre quella centro-settentrionale era più frammentata e deve essere unita per

fronteggiare le invasioni degli eserciti stranieri.

Domande esami:

1. rapporto tra morale e politica di Machiavelli

2. Machiavelli tra assolutismo e repubblicanesimo

“I DISCORSI SOPRA LA PRIMA DECA DI TITO LIVIO”

Si chiama così perché discorsi c'è una riflessione sopra i primi dieci libri di Tito Livio della storia di

Roma dello storico padovano, maggiori storici dell'antica Roma. Riflette sul regime repubblicano,

mentre nel principe si teorizza lo stato monarchico assoluto.

Stato repubblicano che si può instaurare quando c'è una realtà politica non corrotta, quando la

morale del popolo non è corrotta, soprattutto dalla chiesa. Regime per lui preferibile, rispetto a

quello assolutistico monarchico.

1. Qual'è il motivo per cui si dice che il principe esprime una realtà moderna? Politica

separata dalla sfera etica. Nei Discorsi l'aspetto moderno concerna l'idea di libertà come

conflitto, visto come un qualcosa di positivo entro un certo limite. Libertà indisgiungibile

dall'idea di conflitto.

2. Perché la repubblica romana ha garantito la libertà politica per secoli, mentre quella di

Firenze solo 14 anni? Nella Roma antica repubblicana, i conflitti in particolare il conflitto di

classe è stato incanalato su binari costituzionali, mantenendo la libertà, non negando il

conflitto, ma era regolamentato, ogni classe sociale aveva il suo posto, la sua rappresentanza

nello stato romano. Patrizi e plebei avevano i loro rappresentanti, cercando di mettersi

d'accordo, per non sfociare in guerra civile.

3. Terzo aspetto, dimensione anticlericale di M. Lo stato romano si fonda su tre elementi: gli

ordini(struttura costituzionale dello stato), i costumi(l'etica del popolo), la religione.

-gli ordini: struttura costituzionale legata al concezione del conflitto, ognuna parte sociale con la

sua rappresentanza, l'esecuzione del potere esecutivo era affidata a delle figure monarchiche(parte

monarchica) i consoli, (parte aristocratica) il senato e la parte democratica del popolo dei tribuni

del popolo.

-i costumi: morale pubblica romana fondata sull'idea d'obbedienza alle autorità e alle leggi

-la religione: insegnava le virtù guerriere, combattere, amare la patria e sacrificarsi per essa quando

era necessario. Critica radicale alla chiesa cattolica. Il cristianesimo ci ha resi più cattivi e più

deboli, con la morale del porgere l'altra guancia funziona nel privato, ma non nella politica. I papi

poi non sono utili alla unificazione dello stato, lo stato della chiesa, che occupava lo stato centrale,

era troppo grande per permettere ad altri l'unificazione, ma troppo piccolo per unificarla lei stessa.

HOBBES

giusnaturalismo moderno,

1. importante la scoperta dell'America

2. a rivoluzione di tipo scientifico. Incontrò Galileo Galilei, e stupito positivamente approvò il

metodo scientifico e prendere questo metodo delle scienze naturali e portarlo nella sfera

politica.

3. Situazione di guerra civile in cui vive Hobbes nell'Inghilterra del Seicento(2 rivoluzioni;

prima anni '40 rivoluzione cruenta, il re viene decapitato, seconda con Locke) principio di

“il Leviatano”

autorità attaccato su tutti i fronti. Opera 1651. In questa opera è

preoccupato per la disgregazione dell'autorità, il suo valore più importante è l'ordine.

Cercare un rimedio e inventa un nuovo modello, modello hobbesiano di spiegazione della

nascita del pensiero politico. Fino a lui il modello prevalente era quello aristotelico(uomo

animale politico per natura) e alla base dello stato ci sono le famiglie. H che era

giusnaturalista dice invece che alla base della società non ci sono le famiglie, ma gli

individui. Queste persone sono immaginate a viver in uno stato di natura; basi del

giusnaturalismo: stato di natura, contratto sociale e stato politico.

Lo stato di natura dove gli uomini sono liberi e uguali; non credono che sia esistito, ma è un'ipotesi

della ragione che bisogna fare per spiegare la nascita dello stato politico. Per H poco dopo diventa

una situazione bellicosa. Condizione che diventa intollerabile e quindi gli uomini decidono di

uscirne per ottenere la pace e vivere un altro tipo di condizione, gli uomini si mettono d'accordo

attraverso un contratto sociale, e nasce il potere politico.

Elementi del modello giusnaturalista: stato di natura, contratto sociale e infine stato politico. Il

potere politico è frutto di un accordo volontario(elemento fondamentale). Per Aristotele è un

evoluzione necessaria della società non vi è una volontarietà. Essendo un accordo c'è un consenso

tra le parti. Il potere sale dal basso verso l'alto. Si nota il periodo in cui vive H di guerra civile,

modello dei rivoluzionari con strumento la Bibbia per giustificarsi.

H invece dice che non vale per interpretarla a proprio modo per sovvertire l'autorità. Quindi

l'autorità si giustifica dal basso e utilizzando il metodo scientifico e applicarlo alla sfera politica.

Motivo della sua riflessione politica

Situazione in cui vive, nel periodo della prima rivoluzione inglese per la maggior parte, vede questa

nuova classe emergente, la borghesia, che attacca il principio di autorità:

1. i nobili e il re, sul piano/monopolio politica

2. potere della chiesa anglicana, monopolio religioso

3. monopolio economico dei nobili

Questo sbriciola il completo assetto dell'autorità e si chiede come si può ricostruire la struttura in

modo più solida. 24.10.2017

Era un rivoluzionario, uno che vuole abbattere il sistema e sostituirlo con uno nuovo.

Rivoluzionario nel metodo.

Criticato perché considera gli uomini liberi e uguali per natura e che il potere di conseguenza viene

dal basso. Idea del contratto sociale, idea potenzialmente eversiva perché è un contratto volontario,

e altrettanto volontariamente potrebbero cambiarlo.

Origine dei diritti umani nascono come diritti di libertà come teoria giusnaturalistica, concezione di

una società formata da individui. L'individualismo è la teoria filosofica che ha fatto nascere i diritto

dell'uomo, attribuire al singolo diritti on sé indipendentemente dal gruppo a cui appartiene. Il

giusnaturalismo laico di Hobbes concepisce gli uomini come individui, titolari di alcuni diritti che

non possono essere revocati ceduti ecc.

Lo stato di natura

E' un ipotesi della ragione, H è affascinato dalla fisica, materialista(esiste solo la materia) vede

questi uomini nello stato di natura come corpi in movimento, si muovono in base al principio

dell'utile si attraggono e si respingono. Questi uomini hanno un unico diritto: il diritto su tutte le

cose, che vuol dire però anche diritto su tutti i corpi. Si crea un conflitto reale o potenziale tra gli

uomini ciò sfocia in una sorta di guerra permanente, di tutti contro tutti. Lo stato di natura è per

costituzione bellicoso, è un pessimista antropologico. Abbiamo questa condizione di guerra tutti

contro tutti, e per ottenere la pace

Lo stato di natura non è mai esistito, ma ci sono casi accaduti:

-guerra civile

-la società internazionale(sovrani dotati di ciascuno dello ius, sono come gli uomini considerati

nello stato di natura)

La prima legge di natura è di fare la pace, lo si fa rinunciando allo ius in omnia(diritto su tutte le

cose)i patti devono essere essere osservati e conservati. Fare un contratto sociale, concepito nella

forma degli accordi bilaterali, per conservare la vita siamo disposti allo ius in omnia per conservare

il diritto alla vita. Unico diritto che gli uomini non rinunciano che è il motivo per cui fanno il

contratto stesso. Dopo il contratto c'è solo uno che ha lo ius in omnia, il sovrano.

Questo sovrano, rappresentato come il Leviatano, come un essere gigantesco su un territorio con in

mano una spada(potere politico) e dall'altra la pastorale(il simbolo del potere religioso). 25.10.17

ius inomnia diritto su tutto.

Lo stato può ordinare lo stato capitale(H è a favore), però entra in contraddizione con il diritto alla

vita del cittadino. Il cittadino può scappare, è l'unico caso in cui dice Hobbes è legittimato.

Questa sovranità data al sovrano è irrevocabile, ci vorrebbe il consenso di tutti i sudditi per revocare

il potere sovrano. Però non è sufficiente perché sarebbe necessario il consenso anche del sovrano.

Sovranità:

-indivisibile

-irrevocabile

-irresistibile

Potere economico, politico e religioso. La proprietà privata non è un diritto naturale quindi, tuttavia

è un bene che lo stato lo conceda per non rischiare delle rivoluzioni.

Il sovrano emette delle leggi su determinati ambiti e il cittadino ci si deve sottomettere, mentre è

libero in solo ciò che non è soggetto a legge.

LOCKE

Inglese vissuto una generazione dopo Hobbes.

Due trattati sul governo

Scrive: “ ”, giusnaturalismo, base diritti umani.

Egli ha una visione dalla parte del cittadino: lo stato deve avere un potere limitato e i cittadini

devono possedere alcuni diritti, tra cui la libertà, che lo stato non può assolutamente togliere. Locke

diventa un'esponente del partito rivoluzionario per destituire il sovrano. Partecipa ad una congiura e

va in esilio in Olanda.

Torna quando c'è la seconda rivoluzioni inglese(la rivoluzione gloriosa, perché c'è pochissimo

spargimento di sangue ed inizia uno stato liberale)

Differenza con Hobbes

Stato di natura è una condizione che si deve pensare per capire com'è nato il potere e come si

sviluppa. Diritti primari: vita, libertà e proprietà. Diritti secondari: diritto di punire e il diritto di

farsi giustizia da sé.

Problemi che possono sorgere per i diritti secondari:

1. eccesso di reazione per applicare questi diritto

2. non è in grado di reagire

Difetto colmato da contratto sociale 30.10.2017

digressione dottrine politiche

A che domande rispondono le varie teorie politiche:

1. Liberale: Quanto potere deve avere chi comanda? Poco.

2. Democratica: Chi è chi deve essere il titolare legittimo della sovranità? Il popolo.

3. Socialista: Come costruire una società in cui vige la giustizia sociale?

4. Nazionalismo: Come bisogna fare perché una determinata nazione si imponga sulle altre,

riesca a conseguire un'unità, indipendenza nazionale? (teoria sovranista, sovranità dello stato

nazionale)

5. Nazismo: Come fare perché una determinata nazione(razza) prevalga sulle altre?

6. Fascismo: Come fare a finché la nazione italiana possa imporsi sulla sfera internazionale,

come conciliare capitale e lavoro, e garantire un certo stato sociale?

Lezione

Nel primo trattato si occupa di negare la teoria che i re assoluti derivano il loro potere da Dio.

Viene preso di mira Robert Filmer, aveva scritto “Il patriarca”, la sua tesi è che all'inizio di tutto c'è

Dio, egli ha conferito un potere assoluto ad Adamo, che l'ha trasmesso hai suoi successori i

patriarchi(Abramo, Isacco e Giacobbe), fino arrivare ai monarchi assoluti. Perciò essi sono

legittimati ad esercitare un potere assoluto perché l'hanno ricevuto in ultima istanza da Dio. Questa

teoria non piace a Locke, il quale dimostra che non vi sia un passo i cui si dice che Dio ha conferito

un potere assoluto ad Adamo ecc., inoltre non sono solo i monarchi ad essere figli di Adamo, perciò

perché solo loro sono privilegiati? Questo tentativo di giustificare il potere dei monarchi viene

confutata da Locke.

Secondo trattato

Si espone la sua teoria giusnaturalistica. Egli dice che gli uomini sono tendenzialmente ragionevoli,

in questo stato di natura l'uomo ha dei diritti primari(vita, libertà e proprietà) e secondari(giustizia

da sé e punire), legata alla giustizia c'è l'agire e punire, se non sono in grado però questo diritto

rimane un po' incompiuto, o reagisce in maniera eccessiva, perciò non c'è giustizia e bisogna uscire

dallo stato di natura che è in una condizione di incertezza(per difetto quindi nell'esercizio dei diritti

secondari). Si esce con il contratto sociale.

La proprietà privata

Locke teorizza la proprietà privata come un diritto naturale, nella Bibbia però si afferma che è la

terra è data in comune agli uomini;

Egli giustifica la proprietà privata con due argomentazioni:

1. Come prima motivazione egli fa riferimento al passo della bibbia dove vi è scritto che

ciascuno è proprietario di se stesso ed essendo proprietario di ciò che fa e ciò che lavora,

quelle cose sono estensione di me, perciò la proprietà privata è giustificata(lavoro come

fonte di proprietà)

2. Il secondo motivo, leggendo la lettera di San Paolo dove si afferma che Dio ha donato i beni

agli uomini affinché gli uomini ne traggano godimento, quindi significa che non bisogna

sprecare le cose, si crea dunque un limite alla proprietà privata(non posso produrre più di

quanto uso), trova una soluzione anche a questo: è vero questo, però non tutti i beni sono

deperibile, ci sono beni che posso adoperare e accumulare, le monete, e quindi posso anche

accumulare i beni deperibile perché gli possono vendere. Primo filosofo liberale, proprietà si

fonda sul lavoro, e possibilità di accumulazione infinita, giustificazione del liberalismo

politico e della versione economica: il capitalismo.

Contratto sociale

Cos'è che crea il problema nello stato di natura? I diritti naturali secondari: diritto di punire e farsi

giustizia da sé. Gli uomini rinunciano a questi diritti per tutelare i diritti primari e per essere

garantiti dallo stato, lo stato politico che nasce ha dei poteri più ampi dello stato teorizzato da

Hobbes, stato con potere limitato perché deve tutelare questi diritti primari che rimangono all'uomo.

Inoltre deve avere dei poteri divisi, il potere legislativo deve essere diviso da quello esecutivo,

subordinato al legislativo e federale come potere diplomatico. Legislativo esercitato dal parlamento

e quello esecutivo esercitato dal monarca. Anche i governanti devono sottostare alle leggi. Egli

teorizza anche il diritto costituzionale? Sì, inteso in senso inglese, ci sono delle norme.

Si pone il problema democratico? Il popolo è sovrano e deve eleggere i propri rappresentanti, ma

questo popolo sono i proprietari, visione classista, deficit di democrazia che può essere colmato

immettendo dei principi democratici nella dottrina di Locke. Le teorie possono essere integrate, ma

con dei limiti.

Per Locke esiste un sesto diritto naturale: appello al cielo, diritto di resistenza. Appellarsi al cielo

significa ad appellarsi al giudice dei giudici, Dio, perché quando vi è una tirannide non c'è un

giudice equo bisogna appellarsi a lui, e fare resistenza e ribellarsi per ripristinare il vecchio modo di

vivere liberale. 31.10.2017

“PRIMA LETTERA SULLA TOLLERANZA” 1689

-tolleranza: tollerare, permette che al suo interno ci sia chi professa la propria religione, implica un

superiore e un inferiore

-la libertà religiosa: significa che lo stato si astiene da prendere parte

Locke sostiene nonostante il titolo il concetto di libertà religiosa, per aver per ciò uno stato laico

non confessionale vi è la necessità di separare lo stato dalla chiesa.

Tutte le confessioni religiosi per L devono poter esercitare all'interno di uno stato il proprio

culto(fanno eccezione i cattolici e gli atei, i primi perché influenzati più dal Papa che dal sovrano

inglese, per questo possono essere cattivi cittadini; gli atei sono potenziali cattivi cittadini perché

non credono alla sacralità degli atti, anche loro quindi non possono avere libertà religiosa)

Differenza

-rivoluzione/riforma: Riformisti vivono in una determinata società e vogliono migliorarla, non

stravolgere. La rivoluzione invece rifiuta la società attuale e passata e vuole rifondarla su basi

completamente diverse(possiede una visione utopica). Per creare questa società bisogna creare un

uomo nuovo.

-libertà/liberazione: moto di liberazione non necessariamente porta ad un regime libero(differenza

tra la rivoluzione americana e francese)

liberazione: tipo moto di liberazione da una potenza occupante o da un governo

• oppressivo(spesso straniero); es. liberazione in Italia 1945 sbarco degli Americani, guerra

civile contro il fascismo e il nazismo. Il partito che ha contribuito di più, rispetto al poco

contributo dello stesso partito di liberazione, è stato il partito comunista che non lottavano

per la liberazione, ma l'instaurazione dello stato comunista. 6.11.2017

LA RIVOLUZIONE AMERICANA

Rivoluzione solo dal punto di vista costituzionale. Movimento di liberazione per l'instaurazione di

una società libera.

Non è servita da esempio per le rivoluzioni successive, perché una rivoluzione vuole trasformare

una società, e in America non vi è nessuna trasformazione della società. Non era sentita la necessità

di trasformare la società, è stata una guerra di indipendenza dall'Inghilterra e un cambiamento a

livello costituzionale, ma in continuità con la tradizione inglese. Scoppia la guerra d'indipendenza,

che viene dichiarata formalmente da Thomas Jefferson(proprietario di schiavi) e in seguito viene

scritta la dichiarazione d'indipendenza, dove per la prima volta si vede una tutela dei diritti: in

particolare il diritto alla felicità, “il sogno americano”, la felicità non è un progetto politico ma è

una dimensione che attiene alla sfera privata, diritto di tutti. Tutti gli uomini sono stati creati uguali,

ma ciò si contraddice con la presenza di schiavi.

Costituzione che limita tutti i poteri dello stato, anche il potere legislativo. Le 13 colonie si danno

delle costituzioni scritte.

Essa è divisa in due parti:

1. la dichiarazione dei diritti(prima invenzione tutela dei diritti),

2. l'organizzazione dello stato.

Introdotto un sistema repubblicano tendente al democratico, secondo inventori della democrazia

liberale.

Terza invenzione la Corte costituzionale, acquisisce un potere: juditioal review, revisione giudiziaria

delle leggi.

1887 Philadelphia creazione dello stato federale, affianca quella dei singoli stati, con competenze

dello stato centrale. Per governare dovettero fare ricorso alla rappresentanza e al federalismo, per

governare uno stato vasto si necessita un potere forte centrale e di autonomia degli stati. Nella

Costituzione federale non era presente la dichiarazione dei diritti, ma si trova il diritto di possedere

e portare armi, diritto di difendersi da una tirannia del potere centrale. 7.11.2017

LA RIVOLUZIONE FRANCESE

Dura 10 anni finisce con un colpo di stato di Napoleone, uno dei motivi perché scoppia era per un

problema fiscale, per la difficoltà dello stato di far quadrare i conti(società divisa in classi rigide,

rimanevi nella classe di nascita). Pagavano di più i poveri, i nobili pagavano pochissimo e il clero

faceva un donativo all'anno. Lo stato aveva sempre più difficoltà a racimolare soldi, si provano

delle riforme, ma falliscono. Il motivo principale però fu con l'affermazione dell'illuminismo, che

portò senza volerlo alla delegittimazione del potere (libro sulle vicende della contessa Du Barry con

la sua relazione con il re, si toglie la sacralità dell'istituzione monarchica). Le classi medie inoltre

non credevano più nel sistema, perciò il sistema scoppiò.

Differenza con la rivoluzione americana, volontà di abbattere i privilegi e cambiare la società, cosa

che non hanno fatto gli americani.

Tre momenti costituzionali forti: la nascita della costituzione, il tentativo di costituzione dei

giacobini e il tentativo di costituzione dopo la fase del popolo, tutte però sbilanciate verso il potere

legislativo.

La rivoluzione subisce un processo di accelerazione con i giacobini con Robespierre. Vogliono

instaurare in regime egualitario, instaurano una forma di dittatura tra il 93-94, portano avanti una

politica terroristica. Visto che vedevano molti nemici della rivoluzione, crearono una teoria del

complotto, le circostanze impongono che per difendere la rivoluzione bisogna governare con il

terrore. Istituito il tribunale rivoluzionario, con processi sommari. Processo di epurazione, che alla

fine coinvolsero gli stessi giacobini. Nel 95 si arrivò ad una piega più moderato. Alla fine di questo

processo rimane in piedi una sola istituzione: l'esercito rivoluzionario che prese il potere con

Napoleone.

Dinamica rivoluzionaria che fu ripresa dalle altre rivoluzioni. 8.11.2017

CONSTANT

Campagna contro il pensiero di Napoleone.

Autore centrale per capire le tematiche sull'emergere della laicità e cultura dei diritti.

Riflette su esperienze politiche concrete, primo che si pone il problema sul perché la rivoluzione

francese ha due facce(1.fase'89 dichiarazione dei diritti dei diritti dell'uomo, libertà e liberazione e

2.fase quella del terrore e trionfo della dittatura sulla libertà, furono alcuni di quelli che avevano

proposto la rivoluzione)? Come mai si cambiò all'esatto opposto? Egli risponde che se è successo

questo è perché ciò che l'ha preparata intellettualmente, l'Illuminismo, aveva qualcosa di ambiguo.

L'Illuminismo non è stato abbastanza chiaro su cosa si doveva intendere per libertà. Le ambiguità

della rivoluzione si spiegano con quelle dell'Illuminismo Lui afferma quindi che bisogna limitare

tutti i poteri dello stato, anche quello del popolo.

Di positivo l'illuminismo aveva la cultura dei diritti dell'uomo, l'idea di progresso: gli uomini sono

artefici del loro destino e quindi la società può cambiare e migliorare.

Di negativo egli afferma che non sia stato chiaro sul concetto della libertà, che viene confusa con

l'autorità. 13.11.2017

Liberale “puro”, libertà individuale. Cerca di trovare un sistema politico per proteggere gli individui

dall'abuso del potere, con esempio della rivoluzione francese, con due volte 89 liberazione 93

terrore, spiegata dall'ambiguità del movimento illuminista che non ha definito i confini tra autorità e

libertà. Paletti al potere con degli ambiti di cui non si deve occupare lo stato.

Autore chiuso alle istanze del socialismo e alla partecipazione politica.

Opere:

Principi di politica

“ ”

Quanto potere dobbiamo dare allo stato con Montesquie dice che la libertà è poter fare tutto ciò che

le legge non proibiscono, per Constant non è una definizione adeguata di libertà.

Critica a Rousseau sulla sovranità assoluta, incompatibile con la libertà e bisogna limitare il potere

di qualunque governante anche se questo governante è il popolo. Per lui ogni potere dello stato deve

avere dei limiti ben precisi perché il principio della sovranità popolare è un principio di garanzia,

non un espressione della libertà, anche il popolo può mandare ha morte.

Per lui la definizione di libertà è: ciò che gli individui hanno diritto di fare e che la società non ha il

potere di proibire. Lo stato non può occuparsi di tutto perché ci sono degli ambiti che devono essere

sottratti al potere dello stato: i diritti dell'individuo e delle minoranze.

Limiti che deve avere lo stato:

-deve avere dei poteri limitati

-non devo fare leggi di etica

-si deve occupare della difesa, la giustizia, opere pubbliche

Della libertà degli antichi con quelli dei moderni

“ ” cerca di capire qual è il significato

della libertà per il mondo antico e quello moderno. Risposta completamente diversa, gli antichi

vedono la libertà come partecipazione al potere (libertà positiva) ero libera quanto ero un cittadino e

potevo partecipare. La libertà/democrazia diretta nel mondo antico è possibile per tre motivi:

1. la dimensione della città: le città erano piccola e con un numero limitato di cittadini,

2. la schiavitù: che lavoravano per i cittadini

3. totale identificazione del cittadino con lo stato, società quasi tutte guerriere

Queste condizioni nel mondo moderno non esistono più, non esistevano più le città/stato vi ero gli

stati nazionali, ci si basava sul commercio, i cittadini non erano più concentrati sulla sfera politica.

La libertà dei moderni è invece il diritto di essere sottostanti soltanto alla legge...libro è

fondamentalmente legato alla libertà individuale e i diritti connessi: pensiero, parola ecc. Si esercita

nella sfera sociale, privata. Gli antichi, con eccezione di Atene, non conoscevano questa libertà.

Per C le libertà per cui possono godere i moderni sono 2: la libertà quella individuale e la la libertà

politica, esercitata con la rappresentanza, che ha la funzione di garanzia di quella individuale.

C afferma che ci sia un rischio che a lungo andare con l'uso spropositato della libertà individuale si

abbandoni la sfera pubblica. Con questo però si perde la garanzia della libertà, la partecipazione

politica e di conseguenza anche la perdita della libertà individuale.

Errore della rivoluzione francese, impiantare in un corpo moderno una testa antica. Critica di C a

Rousseau.

TOCQUEVILLE

Vive in una Francia in cui c'è già stata la rivoluzione. C'è un ritorno all'indietro, ma non si ritornerà

mai indietro, si divide il periodo pre e post rivoluzione. I valori precedenti continuano a rimanere

nella testa di molte persone, ma quel tipo di società non c'è più.

Va in America con un incarico ufficiale dallo stato francese e si stupisce principalmente della sua

uguaglianza nelle condizioni.

Si definisce un liberale di tipo nuovo che si apre alle istanze democratiche.

La democrazia in America

Pubblica l'opera “ ”. In America vede che non ci sono classi sociali

fisse e quindi fa una previsione questo tipo di società moderno americana democratica è il futuro.

In America la libertà e la religione sono cresciute insieme, mentre in Europa visto che hanno preso

strade diverse questo porterà all'abbandono della religione.

Aspetti che nota:

-positivi: decentramento amministrativo, il federalismo rapportato invece alla Francia che era

centralista(limita il potere dell’amministrazione centrale e controllata dall’esecutivo e quindi si

limita l’influenza che può esercitare la maggioranza); libertà di stampa; vitalità della società civile;

primato della Costituzione(espressione del popolo e limita tutti i poteri dello stato)

-negativi: potere della maggioranza(definita tirannide della maggioranza, pressione che mette la

maggioranza sulla minoranza, con il rischio di emarginazione)

Favorire i diritti individuali a lungo andare secondo lui porterà a dissertare la sfera politica, che si

comporrà sempre di più da gente mediocre, sempre meno preparate ecc. tendenza della società

democratica porta ad un individualismo estremo porta ad un poco interesse nel bene pubblico.

In Europa prevede che essendoci un tradizione di centralismo politico, la democrazia:

-principio di eguaglianza viene portato all'estremo nella società democratica. Creando un

conformismo di massa.

-”Nuovo dispotismo”, vede una tendenza alla massificazione(consumismo), società che si va

industrializzando, critica il processo di industrializzazione nuova figura dell'operaio di fabbrica,

parla per la prima volta dell'alienazione operaia. L'imprenditore tendono ad essere

deresponsabilizzati e vedono gli operai come intercambiabili e oggetti.

Come soluzione propose, partendo dal presupposto che crede che la democrazia è un sistema

politico positivo, non è tutta una menzogna, è un sistema vero, ma è imperfetto, ci sono dei mali che

non si riescono a cancellare, dei problemi, ma si possono contenere:

-bisogna sempre vigilare sulla libertà di stampa, che sia effettiva

-decentramento , il comune è l'espressione naturale della democrazia

-vitalità della società civile, mantenere il pluralismo, tenere forte il mondo associativo 15.11.2017

SOCIALISMO

Come si fa a costruire una società socialmente più giusta? Socializzando quasi tutti i mezzi di

produzione e distribuendo almeno in parte la ricchezza.

Nasce nell'800 con l'industrializzazione, però ci sono state anche prima delle esigenze socialiste(es.

Religioni monoteiste). Come dottrina politica ha un inizio, ma non ha una fine, perché ci sarà

sempre il problema sull'ingiustizia sociale. La forma più estrema del socialismo è il capitalismo si è

sviluppato in paesi poco sviluppato(Russia 90% contadino), smentisce la tesi della

industrializzazione come causa.

Distinzione tendenza riformista(migliorare il sistema capitalismo) e rivoluzionaria(distruggere il

capitalismo e la democrazia “borghese”).

1. Socialismo riformista: socialdemocratici

2. Socialismo rivoluzionario: due correnti marxisti(da vita a due correnti: comunismo,

Lenin/Stalin e socialdemocrazia) e anarchici.

Crollando il comunismo ha fatto cadere anche le varie correnti socialiste, anche quelle che lo

criticavano.

PROUDOH

Unico di estrazione proletaria. Uno dei primi teorici del socialismo, definito da Marx un'utopista.

Dal suo pensiero si sono originati il socialismo riformista e l'anarchismo.

Primo che usa la parola anarchia dal punto di vista positiva, quindi fu un autore socialista che si è

definito per una buona parte della sua vita anarchico(non assenza di principio e assenza di autorità).

Mancano 5 minuti 20.11.2017

SEMINARIO DEMOCRAZIA IN AMERICA LATINO 21.11.2017

continuo P

Parla delle origini dell'uguaglianza e sfruttamento, diversa da quella di Marx, gli operai sono

sfruttati dai datori di lavoro. La forza collettiva è più forte di quella individuale. Il datore di lavoro

paga uno a uno, non paga il lavoro collettivo, e rimane un profitto che spiega lo sfruttamento degli

operai. P propone il superamento del capitalismo e di una società fondata sulla proprietà privata(“la

proprietà è un furto”) e arrivare ad una società socialista in cui i mezzi di produzione sono in

mano ai lavoratori. Non arriva però mai ad una visione comunista, che comportava una negazione

della libertà individuale, e afferma che se si realizzerà sarà lo stato più poliziesco. Il comunismo che

porta una centralizzazione del potere porterà ad una dittatura infinita, stato unico

proprietario(proprietà, sapere, economia) e ciò contribuirà alla soppressione della libertà

individuale. Prima fase della critica totale della società esistente, fase anarchica.

Seconda fase modifica la sua idea perché arriva alla conclusione che nessuna società potrà mai

eliminare tutte le contraddizioni politiche ed economiche, neanche la società socialista. E'

impossibile è un utopia. Per cui nella seconda fase dice che lui è anarchico, ma l'anarchia non è

completamente realizzabile, diventa un ideale regolativo, una bussola. Mirare a raggiungere un

ideale più vicino: la società federalista, dove il potere è decentrato(reintroduce il potere politico).

Rivaluta la proprietà privata, per essere un contrappeso al potere dello stato(la proprietà delle

imprese nelle mani dei lavoratori, produzione socializzata, per socialismo), ma ci deve essere

competizione per il mercato. Forma di socialismo liberal democratico. Da rivoluzionario diventa

riformista.

MARX

Tradizioni intellettuali che contribuiscono a formare il pensiero di Marx è la tradizione socialista e

filosofia classica tedesca(specialmente l'idealismo di Hegel). Idealismo reazione filosofica al

romanticismo, che fu una reazione all'illuminismo. Ideale romantico opposto alla visione

individualista della filosofia illuminista, perché si fonda sul recupero della totalità organica, che

ritroviamo nella versione razionale del romanticismo, l'idealismo, in Marx. Il comunismo per M è

un ritorno alla società organica, che è proiettata verso il futuro, contrariamente ai romantici che era

per il passato. Filosofia di M che prende spunto da quella hegeliana, aveva evidenziato che la realtà

è contraddittoria, in particola H aveva criticato la logica aristotelica che non prevedeva la

contraddizione come elemento fondante della realtà. Per H la realtà si fonda sulla contraddizione,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lombmarti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Berti Francesco.

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