Aquisizione di una notizia di reato
Gli organi legittimati ricevono informazioni. Notizia di Reato = informazione che gli organi ricevono. Il magistrato deve poi ricavare degli elementi di prova. Si svolgono le indagini, all’esito delle quali il giudice effettua una valutazione prognostica, sulla base degli elementi che ho raccolto durante la fase investigativa. L’azione penale è una pretesa punitiva, che può essere esercitata con successo solo se la sentenza è una condanna. Altrimenti non troverà mai applicazione la pretesa punitiva perché non è stata riconosciuta la responsabilità penale. In questo caso non si può punire. In questo caso il pm ha invano esercitato l’azione penale.
Individuo fonti e ne traggo elementi di prova. Con questi elementi devo in dibattimento dimostrare la colpevolezza del soggetto. Me nelle indagini io raccolto prove nel segreto istruttorio, in modo limitato, nel dibattimento la difesa dell’imputato esplicherà al massimo le sue facoltà. In questo caso gli elementi di prova devono essere esibiti in contradditorio.
Fonte prova personale e prova documentale
Fonte prova personale va assunta. La prova documentale invece va acquisita. Consulenza tecnica è il mezzo per ricavare dalla fonte gli elementi. Così anche l’interrogatorio.
Fase delle indagini
Nella fase delle indagini ci si occupa della individuazione delle prove. Si ricercano tutte le potenziali fonti di prova che possono riferire elementi utili alla ricostruzione del caso e alla verifica dell’ipotesi accusatoria. All’esito c’è una valutazione prognostica: stabilisce se gli elementi sono sufficienti all’esercizio dell’azione penale. Prognostica perché si tiene conto di un dato incerto. Questi elementi saranno acquisiti con regole diverse rispetto a quelle del dibattimento. Perché non ci sarà nella prima l’intervento della difesa. Io raccolgo gli elementi ma ho fatto tutto da solo. Ma nella fase del dibattimento cosa succederà? Cosa deciderà di fare la difesa? Se la valutazione prognostica ha esito negativo si avrà una richiesta di archiviazione. Altrimenti si arriva a decisione. Per ogni notizia di reato si arriverà a una pronuncia. Se il pm esercita azione penale ci sarà necessariamente processo.
Fase dibattimentale
Fase dibattimentale, e assunzione degli elementi di prova, può essere preceduta dalla fase dell’udienza preliminare, per i casi più gravi. La sua funzione è sottoporre al vaglio di un giudice, che è imparziale, estraneo all’interesse in gioco, il giudice potrebbe quindi discostarsi dal pm. Si apre con una richiesta di un rinvio a giudizio, perché sono convinto di dimostrare la sua colpevolezza. Il giudice può accogliere la richiesta del pm, e quindi emettere decreto per accogliere il rinvio a giudizio. “Anche secondo me l’accusa è sostenibile in processo“. Oppure fa sentenza di non luogo a procedere, al giudizio dibattimentale, ci sono ragioni che rendono inutile lo svolgimento del dibattimento, allora il Gip rigetta la richiesta di rinvio a giudizio del PM.
Udienza preliminare
Se non è prevista la fase dell’udienza preliminare. Se tra la fase delle indagini e il dibattimento c’è l’udienza preliminare.
Per i reati meno gravi <4 anni, danneggiamento ecc ecc. Si passa dalle indagini al dibattimento quando non è prevista. Si usa in questi casi il decreto di citazione diretta a giudizio del Pm. In questo caso, se non c’è questo filtro di un organo giudiziale, la verifica dell’accusa del pm avviene con la decisione che conclude il procedimento. Nell’altro caso ovviamente si evita un processo inutile che funge anche da salvaguarda economica di un processo che costa. Questo si basa sulla ragionevolezza e sul principio dell’art 3 cost.
Scelta del legislatore
La scelta del legislatore è ragionevole: non si pone in contrasto con l’art 3 della cost, perché la diversità di trattamento tra gip e non è sorretta da una ragione, che il senso comune ritiene plausibile. Per questo Gip si usa solo per i reati più gravi.
Acquisizione delle prove
Per i reati più gravi il reato allora deve essere filtrato dall’organo giurisdizionale, Gip. Le prove vanno acquisite nel fascicolo dibattimentale. Oppure si procede in udienza all’assunzione delle prove testimoniali e sottoposte all’esame dibattimentale. Acquisizioni prove personali e assunzione prove documentale.
Sentenza
Dopo l’assunzione di tutte le prove richiesta delle parti il giudice pronuncerà sentenza.
Ruolo del Gip
Il Gip interviene con un ruolo di garanzia. Interviene quando l’attività da compiere rischia di violare beni garantiti costituzionalmente. Il secondo quando si devono compiere attività probatorie che avranno valenza nel dibattimento. Interviene all’esito delle indagini se c’è la richiesta della archiviazione.
Riapertura del processo
Ad libitum non si può riaprire così. Occorre un presupposto un NOVUM probatorio, quantomeno stabile è il procedimento che ha definito il procedimento penale, peno pregnante deve essere questo novum per riaprire questo processo. Forza di giudicato è la capacità di resistenza rispetto al novum. Se il giudicato è assolutorio, non c’è novum che tenga. Il processo non si riapre. Il novum serve per superare il vaglio di ammissibilità. Perché non è detto che il processo si concluda così come vuoi.
Impugnazione della sentenza
Una volta pronunciata sentenza c’è una sorta di mistero. Perché la sentenza può però essere impugnata. I gradi impugnazione sono due uno di merito e impugnazione di legittimità ovvero appello o ricorso per cassazione. Perché si controlla la sentenza impugnata. Perché si ritiene che questa non sia corretta. Ma questo è un non senso. Perché altrimenti dovrebbe essere ex ufficio. In realtà lo devono fare le parti. Il giudizio di appello, è un giudizio essenzialmente cartolare, cioè giudica sugli atti del primo processo. La struttura del nostro procedimento penale è molto particolare. Perché l’assunzione delle informazione è un controllo inquisitorio.
Sistema accusatorio e inquisitorio
Accusatore- Giudice, Ricerca Prova , Segretezza, difesa assenza formazione prova. Carcerazioni ante iudicium (libertà personale come regola). In Italia c’è un sistema accusatorio il quale comporta che Il giudice per decidere può utilizzare solo gli elementi di prova dove ha partecipato anche la difesa. Il principio che sorregge invece un sistema inquisitorio (e noi abbiamo un paese con forte tendenza inquisitoria), - Chi procede è l’autorità fino al processo di primo grado. Fa tutto l’autorità e l’imputato deve affidarsi all’autorità statale perché ha interesse a ripristinare l’ordine violato. Detenuto in attesa di giudizio. Se tu fai da solo tutto allora è normale che io ho bisogno di gradi di giudizi.
Sistema di common law
I veri sistemi di common law invece sono accusatori puri perché c’è una commissione che partecipa alla decisione. Per esempio partecipano 16 cittadini, l’imputato può anche partecipare alla formazione di questa giustizia. In Italia abbiamo cambiato il processo rendendolo tendenzialmente accusatoria, ma abbiamo tenuto però la struttura propria dei sistemi inquisitori. Non interveniamo perché tutto sommato il sistema regge ancora, siamo un popolo di inquisitori. Oggi invece si partecipa attivamente alla partecipazione della prova, non come prima dove il giudice decideva prettamente su un dato di prova cristallizzato non in sua presenza.
Impugnazione per ridurre l'errore
Funziona il fatto che si può ancora ritenere l’impugnazione, ottima per colmare l’errore commesso dal giudice precedente, si vuole RIDURRE il margine di errore. Non si può avere perfetto perché è fatto da uomini. Giudice primo grado, istruttoria, elementi, sentenza, motiva il convincimento. Appello verifica quanto la motivazione del giudice di primo grado resista ai motivi dell’appellante. I motivi di appello per questo devono essere specifici. Altrimenti si ripeterebbe il processo ma questa volta su base cartolare. Invece si devono indicare i motivi specifici, per i quali ritieni che la sentenza sia ingiusta. E l’appello risponde sulla base di questa domanda.
Appello e ricorso per cassazione
Distinzione tra appello e ricordo per Cassazione. Questo è lo sviluppo del processo in verticale e non in orizzontale. Esiste il Grado di merito e di legittimità, e quindi l’appello e il ricordo per Cassazione. La Cassazione è unica rispetto al territorio nazionale, ed è a Roma. I giudici di appello invece sono sparsi a base territoriale. Controllo di Merito e di Legittimità, devono essere distinte, perché la caratteristica comune ad entrambe è la funzione di controllo di entrambe. Questo controllo è di merito e di legittimità. Merito è il fatto (Ferraioli) Legittimità è il diritto. Ma non spiega niente. Nel merito stiamo parlando di una decisione di secondo grado che giudica, tutto basandosi su un fatto. Questo fatto la res iudicanda è l’oggetto della imputazione. Ma per decidere deve valutare il fatto e poi valutare anche il contesto normativo, per quindi distinguere fatto da diritto non significa niente. Dobbiamo invece ragionare in termini di prova o meglio Elementi di Prova e cioè i dati cognitivi raccolti duranti il processo sul quale il giudice baserà la sua decisione. L’appello è il controllo sul giudizio mentre in corte di cassazione il controllo di legittimità consente un controllo limitatamente sulla decisione (controllo sulla sentenza) resa dal giudice. Qual’è la differenza? Il giudice di primo grado ha raccolto le prove, ed ha espresso un suo giudizio in base agli elementi di prova raccolti legittimamente. Il giudice di appello può riformulare la sentenza impugnata resa dal primo giudice esprimendo un giudizio di attendibilità alternativo sugli elementi di prova legittimamente acquisiti. (ritiene di non credere ai testimoni) → c’è una valutazione degli elementi di prova, che può essere liberamente rivalutata e alternativamente rispetto alla decisione presa precedentemente in primo grado. Il giudizio in Cassazione, ha un giudizio più ristretto per quello si chiama ricorso. L’ipotesi è che la corte di appello ha valutato la prova in modo opposto rispetto al giudice di primo grado, ma comunque ha dichiarato cmq il soggetto colpevole perché in entrambi i casi non era possibile fraintende lo sparo di una pistola. Non si può chiedere alla Corte di Cassazione l’alternatività e plausibilità degli elementi le prove. Esso è il giudice che controlla il Provvedimento, che per superare il vaglio di legittimità, deve avere tre requisiti.
- Non deve essere inficiato da errori di diritto, sostanziale o processuale, che prescindono dall’accertamento del fatto oggetti di imputazione. (che non c’entrano niente con l’oggetto di imputazione). Es. Tizio si era messo in macchina, ubriaco, 120kmh in centro abitato, e questo risulta pacifico il giudice di merito ritiene omicidio doloso. La corte di cassazione può annullare perché il fatto vada valutato come omicidio colposo. Fermo il fatto, si guardano le norme di diritto, sostanziale o processuale. Altrimenti di parlerebbe di merito. Es. il giudice ha illegittimamente rifiutato di ascoltare un teste. La motivazione deve esse di mero Diritto.
- Il provvedimento impugnato, è giocoforza motivato. C’è un rapporto di intima connessione tra motivazione impugnazione. L’impugnazione è possibile solo in riferimento ad un provvedimento motivato. Chi impugna rifiuta l’iter logico utilizzato nella decisione. I provvedimenti immotivati non sono impugnabili. La motivazione per reggere al giudizio di legittimità deve avere il requisito, DEVE ESSERCI, deve avere un minimo di completezza. -> se manca, e cioè difetta di passaggi logici essenziali, allora io posso contestarla. La motivazione è viziata da una incompletezza insanabile. Difetta di passaggi argomentativi che il giudice di legittimità può rilevare, tanto che questa si considera inesistente pure essendo esistente. Quindi il secondo requisito è che DEVE RISPONDERE A REQUISITI DI LOGICITA E NON CONTRADDITORIETA. È contraddittoria quando alcuni suoi passaggi sono tra di loro in contrasto, o la premessa è in contrasto con la conclusione. Ricordiamo che la corte rileva una contraddizione insanabile. Deve anche essere LOGICA, nel senso che deve essere un riscontro con le massime di comune esperienza. Quando si giudice l’illogicità della decisione allora di parla di legittimità, quando invece si giudica sulla minore logicità di un ipotesi decisionale, allora si parla del merito.
- Non si devono andare in legittimità, a rivalutare gli elementi di prova. Solo il ricorso e il provvedimento impugnato sono importanti. Non devo rileggere nessun atto, prova ecc. ecc. Quindi io in corte di appello devo valutare se ci sia contraddittorietà e logicità del provvedimento. La motivazione però potrebbe essere priva di illogicità, e non contradditoria, ma il giudice potrebbe anche basare il suo giudizio su elementi che non erano elementi di prova. Scrivere in sentenza a ma dagli atti deriva b. In questo caso tutto è logico, ma se c’è stato travisamento della prova, il giudice di legittimità può accedere agli atti non per rivalutare gli elementi ma per controllare la rispondenza degli elementi di prova richiamati in sentenza e quelli reperiti dagli atti (unico caso in cui la corte di appello può accedere agli atti del processo. Quando ci sia stato travisamento del dato probatorio, degli elementi della prova, (non ha menzionato in sentenza quello che era dagli atti o viceversa) da parte del Giudice Di Merito. Il Dato Travisato, deve essere di tale forza da scardinare l’intero ragionamento del giudice di merito, da ribaltare il giudizio almeno apparentemente. Allora il controllo di legittimità è un giudizio sul provvedimento. Ma se io devo fare la legittimità comunque sia per fare questo controllo, devo anche andare ad accertare dei fatti, per accertare l’utilizzo delle giuste normale a quel caso completo. Allora è assolutamente inconcepibile di distinguere fatto e diritto. Chi applica il diritto non può prescindere dal fatto.
Accertamento dei fatti
Ma in tutto questo devi prescindere dall’accertamento di fatto che sono fuori dal tema e dal capo di imputazione. Non devi accertare fatti che non ti servono. Devi accertare che la decisione ci sia, che la motivazione non sia palesemente contraddittoria, che non sia illogica, che il giudice non abbia barato gli elementi di prova.
Riti alternativi e fasi del procedimento
Lezione del 10/11/2014, RITI ALTERNATIVI E FASI DEL PROCEDIMENTO INDAGINE ---- UDIENZA PRELIMINARE -----DIBATTIMENTO ( PROCEDIMENTO ORDINARIO ) Ci sono però dei modelli differenziati, attraverso l’introduzione di riti alternativi. Essi riguardano (Le varianti) solamente il procedimento penale di primo grado. Non esistono riti negli altri gradi del processo. Oggi parleremo dei riti alternativi in un modo sistematicamente più semplice. Più avanti perovedremo anche una sistematica diversa, in base ad un criterio diverso da quello manualistico che affrontiamo oggi. Distinzione manualistica dei riti alternativi: Bisogna tener presente la fase dibattimentale, perché alcuni rendono più rapido l’accesso al dibattimento, e altri riti che evitano la fase dibattimentale. Ps. Sentenza di non luogo a procedere, è rebus sic stantibus, perché se le cose cambiano potrebbe essere riaperto il processo. (Udienza preliminare) Cosi come stanno le cose l’accusa non è sostenibile nel giudizio. Per ricorso di cassazione può essere impugnata. Anche la sentenze di non luogo a procedere non sono sentenze nel merito. Nella Prima Categoria, noi includiamo il giudizio immediato, e il giudizio direttissimo. Nella seconda categoria, includiamo l’applicazione di pena su richiesta delle parti (patteggiamento), giudizio abbreviato, decreto penale di condanna, oblazione.
Funzione dell'indagine preliminare
Qual’è la funzione dell’indagine preliminare e della udienza preliminare? Una volta acquisita la notizia di reato, bisogna accertare se è necessario celebrare il dibattimento in presenza di una notizia di reato. Nella fase di indagine lo fa il Pm, nella seconda udienza preliminare, ovviamente la verifica è portata avanti dal giudice dell’udienza preliminare (questa udienza è prevista solamente per i reati più gravi con pena più di 4 anni, quelli minori non prevedono nessuna udienza preliminare, negli altri casi il pm c’è un decreto di citazione diretta a giudizio). Nella normale invece c’è un rinvio giudizio (casi superiori a 4 anni). Tutte e due queste fasi comunque adempiono alla funzione. Questa ordinariamente è di competenza del Pm. Che dopo la notizia del reato ne verifica la fondatezza, attraverso le fonti di prova che confermano o smentiscono le ipotesi di reato. A questo punto una volta convinto che ci sia necessità di svolgere il processo, esercita l’azione penale o con il decreto di citazione diretta a giudizio, o attraverso il rinvio al giudizio al GUP. (< 4 oppure > 4). Per questo la verifica può essere o monofasica o bifasica abbiamo detto a seconda la faccia solo il PM o anche il GUP. Notizia di reato valutata dal PM, formulazione dell’imputazione, poi va al GUP che va a verificare nuovamente la necessità del dibattimento.
Riti e accesso al dibattimento
Da che cosa sono caratterizzati i riti che consentono un accesso più rapido al dibattimento? Da una situazione di evidenza della prova che è espressione non corretta, ma può aiutarvi a capire, essa va intesa come evidenza, sin dalle prime battute delle indagini, della sostenibilità...
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