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Esame del 27 settembre 2017

Esame: rispondere a due domande tra le tre proposte. La prova integrativa orale è prevista se la prova scritta ha avuto un esito superiore al 24. La durata dell’esame è di un’ora. Prove di simulazione d’esame durante il corso. C’è la piattaforma Moodle.

Ordinamento giuridico internazionale

  • Potere legislativo: a chi viene demandato?
  • Destinatari delle norme prodotte?
  • Quali garanzie forniscono?

Ordinamento giuridico: l’insieme di norme giuridiche che sono poste in essere in determinati nodi e che regolano una determinata realtà sociale. "Dove esiste una collettività di soggetti questi tendono a darsi delle regole al fine di avere una convivenza pacifica."

Pluralità e relatività degli ordinamenti giuridici

Nel contesto mondiale vi è una pluralità e relatività degli ordinamenti giuridici: ogni stato ha il suo ordinamento. Inoltre, all’interno di un medesimo ordinamento giuridico vi possono essere diverse interpretazioni della stessa norma. Es. le unioni civili non erano possibili in Italia, altresì erano possibili in altri stati. Tutto ciò che è legale in uno stato non è detto che lo sia in un altro ordinamento.

Ordinamento internazionale

Produce le regole che regolano la convivenza tra gli stati e gli altri ordinamenti. Es. L’ordinamento EU ha le sue leggi, le sue fonti e i suoi modi di rapportarsi con gli stati. Es. 2: La Santa Sede è uno stato con un doppio ordinamento diviso tra quello concernente il governo del suo Stato e il diritto canonico che regola le relazioni tra i cattolici. Es. il matrimonio concordatario: quando si firma in chiesa ha valore anche per lo stato italiano  Sono accordi internazionali.

Regole del diritto internazionale

  • Rispetto dei confini: vengono definiti i confini, oltre i quali non si può più esercitare la forza pubblica.
  • Salvaguardia delle relazioni diplomatiche: ambasciatori sacri e inviolabili. Tale norma è reciproca tra gli stati al fine di evitare conflitti.
  • Eventuale cooperazione per la nascita di organizzazioni internazionali (nascono quando gli stati vogliono costruire qualcosa assieme).
  • Norme per la salvaguardia dei diritti umani.

Parità e soggetti principali

Il diritto internazionale è fatto tra soggetti pari, non esiste un’autorità superiore e quindi un’autorità giudicante. Gli stati infatti sono pari tra loro. Il loro rapporto è simile a quello che intercorre tra coinquilini: infatti, mentre all’interno di un contesto statale esistono delle leggi cui i cittadini sono sottoposti e, in caso di illecito, rispondono ad un’autorità giudiziaria a loro superiore, nel contesto internazionale gli stati possono essere giudicati solo se danno il loro consenso (non esiste un’autorità giudicante a loro superiore, esiste solo se autorizzata dagli stati medesimi).

Il concetto di parità fra gli stati è un elemento strutturale, essenziale metro di misura. Il modo in cui le norme vengono prodotte deve essere compatibile con il principio di sovranità che è inviolabile. Qualsiasi stato che riconosca un’autorità sovrana non è ancora strutturato/pronto per far parte di un organismo internazionale. Tutte le garanzie devono essere basate sul principio di parità.

Funzionamento delle corti internazionali

  • Intervengono solo se autorizzate dagli stati che ne riconoscono l’autorità e si assoggettano ad esse.
  • Funzionano solo se gli stati sono concordi, a contrario del diritto interno statale nel quale se si subisce un torto esiste un’autorità giudiziaria che lo regolamenta.
  • Non sempre possono intervenire se il torto è stato fatto da un ente il cui stato non ha firmato per la costituzione di quell’autorità giuridica internazionale.
  • Sono diverse e ognuna ha un ambito di competenza specifico e funziona solo in un determinato ambito e solo di concerto con gli stati.
  • Giudicano individui e non stati. Es. il genocidio può essere considerato dalla corte penale internazionale come colpa degli stati e i giudizi nei confronti degli individui. Le corti penali decidono sugli individui che spesso sono i capi di stato.

Garanzie nel diritto internazionale

Se uno stato ritiene di essere stato offeso da un altro stato, le opzioni sono:

  • Accordo tra i due stati.
  • Art. 2.4 Nazioni Unite: vietato l’uso della forza per risolvere controversie internazionali, prima della 1GM era comune tra gli stati.
  • Autotutela: rispondendo all’illecito con un altro illecito. Lo stato che ha subito l’illecito è lui che accerta unilateralmente l’esistenza di un illecito. Tale elemento è compatibile con principio di parità.

Le fonti del diritto internazionale

Accordi:

  • Devono essere compatibili con il principio di parità.
  • Gli stati necessitano di regole per la reciproca convivenza.
  • Funziona solo presso coloro che lo hanno stipulato. Es. trattato di non proliferazione nucleare applicato solo agli stati che lo hanno accettato.

Infatti, Corea del Nord e Iran assunsero internazionalmente l’obbligo di non costruire la bomba atomica e quindi ora stanno violando un accordo internazionale. Altri Paesi stanno infatti costruendo bombe atomiche ma non avendo firmato il trattato sono esenti da critiche. La Corea è uscita dal trattato pensando di poter fare quello che vuole ma in realtà è ancora vincolata se ha iniziato lo sviluppo atomico prima dell’uscita dall’accordo, perlomeno fino a quando ne faceva parte violava un accordo preso. Gli stati esterni al trattato non possono essere vincolati. "Pacta inter alios acta."

Consuetudine: metodo di formazione delle norme giuridiche derivate da un modo conforme nel tempo di comportarsi negli stati. Dopo un periodo di formazione si costituisce una vera norma giuridica. Es. le garanzie rispetto agli ambasciatori inizialmente erano regolate dalla consuetudine e ora sono tutelate da una normativa.

Gli stati possono accordarsi per la costituzione di organismi internazionali che possono legiferare con fonte sovraordinata rispetto agli stati. Non esiste una gerarchia fra le fonti come nell’ordinamento statale tranne che per le norme di "ius cogens" che sono sovraordinate assieme agli accordi.

"Ius cogens: le norme consuetudinarie che sono poste a tutela di valori considerati fondamentali e a cui non si può in nessun modo derogare. Lo "ius cogens" è percepito dai membri della cosiddetta comunità internazionale (gli Stati in particolare) come diritto assolutamente inderogabile."

I soggetti nel diritto internazionale

Essere soggetti ad un ordinamento giuridico vuol dire avere l’attitudine (struttura) ad essere titolari di situazioni giuridiche soggettive (diritti e obblighi) create dal particolare ordinamento giuridico in oggetto. Nel diritto interno è il cittadino ad essere soggetto al diritto interno dalla nascita. Art. 1 Codice Civile. Nell’ordinamento internazionale i soggetti sono quelli posti in una condizione di parità, ovvero quelli che hanno guadagnato l’attitudine di essere parimenti titolari di un potere su un determinato territorio e indipendenti da qualsiasi autorità a loro esterna tranne quella determinata con accordi.

Struttura impostata dal sistema Westfaliano: L’autorità delle organizzazioni internazionali deriva da un accordo. Aderire all’EU è una modalità di esercitare la sovranità, infatti l’UK se non avesse l’autorità non potrebbe uscirne.

Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Fa parte del consiglio d’Europa, non dell’UE. Perché l’Italia è stata giudicata? Quando ha dato il suo consenso ad essere giudicata? "Ha firmato la convenzione europea sui diritti dell’uomo."

  • La Corte europea dei diritti dell’uomo (Strasburgo) può ricevere anche i singoli ma sempre su accordo preventivato. (Firma preventivata della Convenzione europea sui diritti dell’uomo)
  • Corte internazionale di giustizia (L’AIA), è un organo delle Nazioni Unite e giudica solo controversie fra stati, no individui.
  • Corte di giustizia dell’UE (Lussemburgo), organo dell’UE.

Effettività nel diritto internazionale

Uno dei caratteri fondamentali che regolano gli ordinamenti:

  • La parità è uno dei fondamenti principali della struttura degli ordinamenti internazionali.
  • Ma cosa segna il momento di ingresso in questa comunità internazionale (Il nome stesso di comunità internazionale implica la parità dei singoli stati)?
  • Dal momento nel quale questo ente è titolare di una piena indipendenza sull’ambito esterno e autorità nel piano interno.

Come uno stato si accredita come ente paritario? Serve proprio l’effettività, quindi una situazione di fatto.

  • Lo diventa chi si presenta come un ente effettivamente indipendente da ogni altro stato ed esercita sul piano interno senza interferenze interne, una sovranità sulla popolazione interna.
  • La parità si guadagna con l’effettività.
  • Noi come individui siamo enti fisici indipendenti, tuttavia nell’ordinamento interno esistono anche delle persone giuridiche (Enti titolari di obblighi e doveri ma sono entità giuridiche) come ad esempio delle compagnie o società commerciali (Vodafone, Wind), sono entità create dal diritto.
  • Se soddisfano dei requisiti, delle entità possono diventare dei soggetti di diritto.

Un esempio di requisito è il possedere un capitale sociale. Le persone giuridiche quindi esistono e sono soggette all’ordinamento e nascono sulla base di una legge che dice quali sono le condizioni che devono sussistere poiché una compagnia possa lavorare come persona giuridica. Le società commerciali sono chiamati in modo diverso nei vari stati (In Italia SPA, in Inghilterra LTD, Francia SA).

Nell’ordinamento internazionale non esistono regole di questo tipo. Uno stato per essere tale non viene sottoposto a dei requisiti particolari. "Assenza di norme giuridiche che diano luogo allo stato nell’ordinamento internazionale."

  • Nell’ordinamento internazionale non esiste una autorità superiore, quindi dobbiamo escludere che ci sia una autorità competente a fissare dei criteri per uno stato.
  • La nascita di uno stato è diversa dalla nascita di una persona giuridica interna ad uno stato.
  • Gli stati nel diritto internazionale non sono delle entità giuridiche, perché non sono creabili sulla base di norme giuridiche.
  • Lo stato quindi garantisce la sua esistenza sulla base dell’effettività.
  • Il parallelo con lo stato e il diritto interno è da fare con le entità fisiche e i soggetti di diritto (I singoli che vivono alla pari fra di loro).
  • Uno stato quindi: Deve farsi rispettare sul piano internazionale garantendo i confini con un esercito adeguato.
  • Deve garantire un ordinamento interno capace di garantire l’obbedienza anche media della popolazione (Un regime totalitario basta che sia approvato da una parte della popolazione, non per forza 100%).
  • Quando una entità si presenta in questa veste emerge in forma paritaria e può essere titolare delle forme giuridiche poste in essere dagli ordinamenti internazionali.

La mancanza di uno di questi requisiti espropria il titolo di stato e diventa qualcos’altro:

  • Può essere assimilato ad un altro stato mediante invasione e conquista.
  • Può unificarsi anche senza spargimento di sangue (Esempio fra Germania EST e OVEST che si sono fusi nella Germania Unificata) (Germania EST è diventato un LAND della Germania Ovest).

"Distinguiamo 2 cose: Il concetto di stato e il concetto di regione (LAND)." "Poi distinguiamo anche gli stati federali."

  • Stato indipendenti sovrani sono stati come l’Italia e la Francia (Sulla scena internazionale si contano e sono circa 190).
  • Il concetto di sovranità è un attributo dello stato in quanto soggetto nazionale, di uno stato che si presenta come unico esercente dell’autorità.
  • Una regione invece riceve dalla legge la possibilità di avere una certa autonomia.
  • Autonomia agli enti sub-statali è concessa dagli ordinamenti statali con limiti e controlli (L’autonomia può essere anche ritirata o limitata).
  • La sovranità uno stato se la prende mentre l’autonomia è concessa da una autorità superiore.

EXTRA

  • Anche lo stato ISIS assoggetta un territorio anche se nessuno lo considera uno stato… tuttavia è una autorità indipendente ma comunque ricadrebbe sulla categoria soggetti. Nessuno sa se l’ISIS si comporti come vero stato ma di fatto nei suoi territori l’ISIS governa.
  • Esempio di Sealand, il sedicente ducato nel mare del nord che venne non riconosciuto dal governo tedesco.
  • Non riconosciuto sulla base che non possedevano presupposti per il futuro comune.
  • Esempio Catalogna, non viene concessa l’indipendenza ma è disposta a fornire più autonomia. Deve essere preso in considerazione se la Catalogna può affermare la propria indipendenza con il diritto di autodeterminazione ma che si contrappone con il principio dell’integrità statale.
  • Tuttavia il diritto di autodeterminazione è applicato a chi è stato sottoposto a dominio coloniale (UK e Francia), straniero (URSS) o razzista.
  • Un’altra questione sono i territori di Israele, che non sono conquistati ma occupati (Palestina e Gaza). Vuol dire che uno stato occupa durante una operazione bellica per un determinato periodo. Tuttavia l’occupazione secondo l’ordinamento internazionale deve avere un fine: O se ne va e permette l’autoproclamazione di un altro stato oppure resta e lo conquista.
  • Gli israeliani li occupano dal 1967 e non li annette perché la popolazione ebraica non sarebbe più predominante, inglobando una buona fetta musulmana. Tuttavia l’ordinamento internazionale impedisce di stabilire istituzioni permanenti nei territori occupati, ciò che Israele ha fatto.
  • Quindi l’occupazione è un'altra questione a cui uno stato può essere soggetto, in questo caso non la Palestina che non è uno stato ma paesi come Francia e Belgio che nella seconda guerra erano stati annessi.
  • L’occupazione più recente avvenne con Saddam Hussein con l’annessione del Kuwait.

Lo stato federale

  • È uno stato che si forma alla base di un accordo fra stati indipendenti sovrani che si accordano per la creazione di una federazione.
  • Gli stati restano entità autonome quindi il rapporto tra stati federati è regolato fra l’ordinamento federale.
  • Gli USA ad esempio come soggetto internazionale sono gli stati uniti d’America, e non i singoli stati che sono solo attori dell’ordinamento interno. Possiedono poteri molto ampli e garantiti dalla costituzione, competenze molto più ampie dalle regioni italiane perché lo stato unitario ha concesso le autonomie regionali.
  • Se si usa un termine federalismo in Italia si intende un ampliamento dei poteri regionali e non un accordo fra stati indipendenti.
  • Questi stati indipendenti con la federazione perdono il potere di essere attori indipendenti e paritari sul teatro internazionale. È quindi l’ultimo atto di vita dei singoli stati, è il primo atto dello stato federale.

Unione Europea

A questo punto, l’Unione Europea in che posizione si trova?

  • Il nome stesso implica una futura federazione: Unione = Federazione.
  • Il trattato UE implica che il processo per la completa unione non avverrà subito ma pian piano.
  • L’idea che l’Unione si formi effettivamente come stato federale ma in questo momento vacilla.
  • Manca molto alla federazione, soprattutto il fatto che l’orgoglio nazionale degli stati europei è troppo forte e troppo antico.
  • Non esiste soprattutto una politica estera comune perché l’unione europea può parlare di politica estera solo se tutti e 28 sono d’accordo e non lo sono praticamente mai.
  • In certi punti sono tutti unanimi (Sanzioni Corea Nord), nella questione del Kosovo no ad esempio.
  • Un trattato che dà vita ad una federazione è un trattato internazionale ma, dopo quel trattato, gli altri sono regolati dal diritto interno.

4/10/2017 L’esempio della Catalogna: è una regione con molte autonomie. È un’entità definita, controllata dal diritto interno, i poteri sono concessi da una costituzione interna. I rapporti col governo sono regolati col diritto costituzionale.

Autodeterminazione dei popoli

Il diritto all’autodeterminazione è il diritto di decidere da sé quale debba essere il proprio destino. Casi in cui si applica:

  • Popoli posti sotto un dominio coloniale: si autodeterminano come entità autonome rispetto allo stato dominante.
  • Popoli posti sotto un dominio razzista (Es. Apartheid Sudafrica).

Tale diritto ha un’applicazione ristretta poiché gli stati non possono permettere la formazione di movimenti secessionisti al loro interno che potrebbero ledere alla "sovranità dello Stato". Gli stati altresì possono concedere a determinate minoranze l’indipendenza oppure delle condizioni di amplia autonomia (es. Trentino Alto Adige). Un territorio per diventare indipendente deve dichiararsi come tale (dichiarazione dell’indipendenza). Es. Kosovo in cui altri stati esteri hanno dato il riconoscimento.

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher r.deluchi96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Pietrobon Alessandra.
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