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Letteratura tedesca

Introduzione

Nel settecento tedesco troviamo diversi movimenti letterari e filosofici. In questo periodo letteratura, filosofia e religione si influenzano tra loro ed è in questo periodo che spicca, tra le altre correnti, l’Illuminismo, ma solo una parte dialoga con le altre.

Aufklärung

Il termine Illuminismo deriva dal latino “lumen”, concetto che accomuna le varie lingue europee. L’immagine della luce accomuna nelle diverse lingue europee la designazione dell’epoca oggi riconosciuta come inizio o, più esattamente, come laboratorio della modernità: l’età dei Lumi o Illuminismo. In tedesco, Aufklärung, dal verbo aufklären, letteralmente «chiarire».

Secolo in cui la letteratura, la filosofia e la religione si intrecciano maggiormente. Illuminismo: corrente che spicca nel corso del ‘700 (in realtà solo una parte). Illuminismo = età dei Lumi. Nel lessico di Caspar Stiler, Aufklärung è l’irrompere del sole quando il cielo è coperto. Il significato meteorologico è ancora vivo alla fine del XVIII secolo, quando nel 1792 viene incisa per un fortunatissimo «calendario tascabile» stampato a Gottinga («Göttinger Taschen-Kalendar») la più celebre immagine dell’Aufklärung. La Germania viene rappresentata in maniera rurale, come un paesaggio di campagna, distante dal paesaggio industriale della Francia e dell’Inghilterra.

In questo momento storico c’è come una fioritura dei media, con conseguente maggiore diffusione di cultura e sapere. L’Illuminismo ha i suoi albori alla fine del ‘600; il secolo centrale per la corrente è il ‘700, ma trova continuatori anche all’inizio dell’800. L’ultima opera illuminista è segnata nel 1803, quando Johann Gottfried Seume pubblica il suo bellissimo resoconto di viaggio: “Passeggiata a Siracusa nell’anno 1802 (Spaziergang nach Syrakus im Jahre 1802)”.

Viaggi d'istruzione

Il viaggio era una delle esperienze fondamentali per la formazione degli intellettuali. Ci sono tantissimi intellettuali tedeschi che compiono “il Tour” in Italia, ad esempio. La particolarità del viaggio di Seume sta nel fatto che, a differenza di tutti gli altri viaggiatori tedeschi, questo è un viaggio compiuto quasi esclusivamente a piedi, quindi l’autore non si concentra solo sulle bellezze architettoniche e naturali del paese ma si sofferma anche su aspetti sociali più “vicini” come i disagi e le differenze tra i vari ceti sociali. Oltre a Seume, altri hanno viaggiato in Italia, come Archenholz, il quale scrisse il resoconto di un viaggio in Inghilterra e in Italia.

Delius, scrittore contemporaneo, scrive un suo “Viaggio a Siracusa”, un romanzo ambientato nella DDR, dove mette in scena una fuga rocambolesca verso l’Italia.

Relazioni culturali tra Italia e Germania

I casi di viaggi di italiani dall’Italia alla Germania evidenziano che il sapere della Chiesa in Germania veniva trasmesso da generazione in generazione mentre in Italia no. L’Illuminismo non è un corpus di teorie riducibile a forme riassuntive, non è un sistema compatto né omogeneo. L’illuminismo non è soltanto il secolo della ragione, in realtà c’è una forte presenza di una componente sentimentale.

Situazione in Germania nel ‘700

La Germania del ‘700 viene politicamente definita “MOSTRUM”: definizione di Samuel Pufendorf, figlio di un povero pastore luterano che giunge a ricoprire la prima cattedra al mondo di “diritto naturale e delle genti”. Il maggiore trattato sistematico di Pufendorf si intitola “De iure naturae et gentium”, pubblicato in 8 libri, narra le vicende di una famiglia di pastori protestanti. Il termine era assolutamente preciso per indicare l’Impero risalente a Carlo Magno, il Sacro Romano Impero. In latino significa cosa incredibile, strana, un fenomeno contro natura, “mostruoso”, appunto.

Mentre in Francia Luigi XIV, il celebre Re Sole, sul trono dal 1661 al 1715, offriva l’esempio paradigmatico della centralizzazione dei poteri, l’imperatore del Sacro Romano Impero era elettivo e regnava solo di nome. Nel 1648 viene firmata la Pace di Vestfalia con cui si concludeva la Guerra dei Trent’anni (1618-1648). È il momento in cui l’imperatore perde il suo potere effettivo.

La Germania era una congerie di 300 unità politico-territoriali autonome, indipendenti e diverse per condizioni economiche. Unità in sostanza autonome, disparatissime per assetto, estensioni e condizioni di vita: principati elettorali e non elettorali, principati secolari ed ecclesiastici, granducati e ducati di vario tipo – fra cui il più importante, il ducato di Prussia, diviene regno nel 1701 e che fu fondamentale per lo sviluppo dell’Aufklärung. In questo periodo sale al trono Federico II il Grande, egli fu un grande intellettuale e si ispirava alla Francia.

Contributo della stampa

Le vicissitudini dinastiche e specialmente le guerre di successione – quella spagnola del 1701-1714, quella austriaca del 1740-1748 e la Guerra dei sette anni, dal 1756 al 1763, vinta dalla Prussia di Federico II – modificano i confini: non modificano però il dato di fatto essenziale. “Deutschland” e “deutsche Nation”, “nazione tedesca” nell’età dei Lumi non sono entità politiche, la loro esistenza è solo sul piano culturale.

Ciò che univa la Germania non era la politica ma la cultura. Per questo motivo era fondamentale il ruolo della stampa; perché la cultura deve essere scritta per essere trasmessa. Il Sacro Romano Impero viene attraversato per trent’anni (1618-1648) in lungo e in largo da eserciti stranieri: esce dalla Guerra dei trent’anni prostrato anche nelle istituzioni culturali e con una lingua ancora da costruire.

Il ruolo della Bibbia

Il connubio tra stampa ed illuminismo è evidente, si era creato un nuovo pubblico di lettori e si erano sviluppati nuovi modi di leggere libri e scritti critici. In nessun'altra area europea la stampa era così fiorente e gli illuministi ne erano consapevoli. Fondamentale per lo sviluppo della lingua e della letteratura; è il libro dei libri, è la BIBBIA: perché fu tradotta in tedesco (NON ancora in italiano), tutti potevano accedervi e leggerla. La Bibbia fonda la lingua tedesca. La Bibbia nella traduzione di Lutero (1483-1534) a costruirla: l’unico libro che nei territori protestanti è in ogni casa. In tedesco Bibel diventa Fibel (abbecedario) il libro sul quale si impara a leggere e a scrivere, offre una lingua scritta comune al di là delle fortissime divisioni secondo ceto sociale.

Religione e cultura letteraria

In Germania erano presenti 3 confessioni religiose: cattolici, luterani, riformati (Calvino). Ai laici cattolici era preclusa la lettura della Bibbia. La Bibbia tradotta da Lutero apparteneva alla religione protestante e i cattolici non potevano leggerla. Gli esponenti della grande cultura letteraria non sono -per decenni- cattolici. Molti Aufklahrer (illuministi) sono figli di pastori protestanti; nascono culturalmente nelle biblioteche dei loro padri, conoscono lì, in originale, anche i classici della letteratura.

Filologia e pubblicazioni periodiche

La religione e la filologia (scienza che si occupa dello studio e dell’analisi dei testi) costituiscono la segnatura della scoperta tedesca degli antichi con evidente divergenza rispetto alla Francia. Ovunque in Europa vi è un rapporto di profonda solidarietà tra stampa e Lumi: ovunque si crea un nuovo pubblico di lettori, si affermano nuovi usi della lettura e nuove maniere, più libere e critiche, di leggere. Gli illuministi tedeschi erano perfettamente consapevoli del ruolo-chiave della stampa in relazione al particolare atlante politico. Le testimonianze più lucide si hanno nel decennio concluso dalla Rivoluzione francese.

Christhop Martin Wieland e la libertà di stampa

Nel 1788 Christhop Martin Wieland, massimo esponente della narrativa (in prosa e in versi) dell’Aufklärung scrive che “più di tutti gli altri popoli è la Nazione tedesca ad avere motivo di essere protettrice della libertà di stampa”. Caratteristica dell’area tedesca è l’altissimo numero di riviste. L’impennarsi del grafico delle riviste e del grafico della produzione di belles-lettres coincide.

Belles-lettres: riguarda quello che oggi noi intendiamo con letteratura nel '700 con letteratura si intende ciò che viene scritto in qualsiasi ambito scientifico “tutto ciò che viene scritto”.

Lettera e riviste nel Settecento

La lettera diventerà fondamentale nell’illuminismo perché era molto duttile e si prestava a continue trasformazioni ed elaborazioni. A volte vengono pubblicati, sotto forma di lettera, dei saggi filosofici: per non rivelare la loro vera identità, vengono mascherati e scritti in forma di lettere personali.

Le riviste sono essenziali per la trasmissione dei saperi. Vengono viste dagli Aufklärer come il mezzo che ha maggiormente contribuito alla diffusione di conoscenze utili al bene comune. Le riviste divengono un forum dei dibattiti illuministici: la più celebre caratterizzazione dell’Illuminismo, quella formulata da Kant nel 1784, si trova in una rivista. È la rivista mensile “Berlinische Monatsschrift” dove era stata sollevata la domanda: “Che cos’è l’Illuminismo?”

Immanuel Kant e l'Illuminismo

Nella sua risposta (Beantwortung der Frage: “Was ist Aufklärung?”) Kant scrive: “L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso (Aufklärung ist der Ausgang des Menschen aus seiner selbst verschuldeten Unmündigkeit). Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. [...] Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell’Illuminismo”.

Il ruolo delle riviste

Le riviste sono mobili, leggere e facili da trasportare; sono il mezzo più mobile dell’epoca che precede la rivoluzione industriale, il che ha maggiormente contribuito al costituirsi di un mercato letterario e alla nascita di un nuovo tipo di scrittore: lo scrittore che viveva dei proventi della sua attività intellettuale. Le riviste sono portatrici, mediatrici e catalizzatrici delle idee illuministiche, danno un’enorme spinta al processo di standardizzazione linguistica nazionale in un organismo pluricentrico quale è la Germania. La necessità di comunicazione transterritoriale impone infatti una lingua scritta unitaria soggetta a regole valide in tutti i singoli territori. La stampa periodica è stata la forma di pubblicazione che più di ogni altra ha influenzato e modificato lo sviluppo della letteratura del XVIII secolo.

Giornalismo nel Settecento

La nascita del giornalismo nel senso dei Lumi: il fenomeno giornalistico fa la sua apparizione in Europa nei cosiddetti “giornali di notizie” del Seicento. A Lipsia si pubblicano dal 1682 gli “Acta Eruditorum” (poi “Nova Acta Eruditorum”) dove pubblicano anche giganti del pensiero quali Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716), Christian Wolff (1679-1754) e Lodovico Antonio Muratori (1672-1750). Ma gli “Acta Eruditorum” si rivolgono agli specialisti, sono una rassegna delle pubblicazioni erudite apparse in tutta Europa, utili a informare contenutisticamente gli studiosi delle varie discipline.

Christian Thomasius e l'influenza della stampa

Un discorso nuovo anche nell’ambito cruciale delle pubblicazioni periodiche comincia solo con Christian Thomasius (1655-1728), allievo di Pufendorf, si forma sui suoi scritti e si lega ad una forte distanza pedagogica nonché con il concetto di libertà di scegliere quello che sia il meglio. Guardava soprattutto ai modelli francesi, per lui rappresentavano una condotta prudente ed elegante. I suoi studenti appartenevano per lo più al ceto alto-borghese. Per imitare il pensiero francese scrive un saggio: “Discorso su come imitare i francesi nella vita e nei rapporti pubblici” (1687/88). Alla base del corso vi è una raccolta di 300 aforismi scritti da un gesuita spagnolo intitolate “manuale sull’arte della prudenza”.

Le pubblicazioni di Thomasius

Il manuale di Thomasius fa scalpore perché non è scritto in latino ma in tedesco. Il giovane giurista dell’Università di Lipsia fonda i “Monatsgespräche” (“Conversazioni mensili” 1688-1690) dove il dialogo è botta e risposta, crea un duplice effetto di azione e reazione. Importante è un’edizione del 1690 pubblicata in 3 volumi. Intitolata “Pensieri franchi…” tratta molti argomenti, ma in modo particolare libri nuovi e parole chiavi: pensieri e conversazioni. Svolge un importante intervento contro la persecuzione degli eretici e delle streghe. A causa dei suoi attacchi, Thomasius viene costretto a interrompere la redazione del suo “Journal” e a lasciare l’Università sassone a causa degli attacchi concentrici dei teologi, dell’autorità accademica e del nuovo atteggiamento antropocentrico.

L'uomo al centro

L’uomo al centro: il nuovo atteggiamento antropocentrico. Per lungo tempo l’Aufklärung è stata diffamata come piatto e ottuso razionalismo, esaltazione unilaterale di una ragione astratta, cecità nei confronti di tutto ciò che è “l’altro” dalla ragione: passioni, impulsi, sensazioni… Intelletto e sensi, cuore e ragione, Vernunft (ragione) e Gefühl (da sentire) sono invece poli ugualmente importanti nell’Illuminismo.

I salotti in Germania nel ‘700

Importanza dei salotti in Germania nel ‘700: sono una forma culturale di grande rilevanza creati su modello francese o inglese. Molto importanti perché a fine secolo vi partecipavano soprattutto ebrei e donne ebree (non avevano accesso alle biblioteche) utilizzavano i salotti delle loro case per discutere di libri e ne nascevano anche nuovi. Questo accade solo in Germania, situazione diversa nel resto dell’Europa. Queste conversazioni mensili si svolgevano al di fuori dell’università, si discuteva partendo da libri molto conosciuti e così si comincia a diffondere lo spirito del razionamento.

Gotthold Ephraim Lessing

Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781), è il massimo esponente dell’Illuminismo tedesco; uomo di teatro, critico e saggista, anche lui compie il viaggio in Italia nel 1775. Bibliotecario, acquisterà tanti libri che in Germania non venivano venduti. Insieme coltissimo e insofferente al sapere libresco, impersona in maniera esemplare questo nuovo Umanesimo dei Lumi. Ridurre l’Aufklärung a esaltazione unilaterale della ragione significa falsificarne la ricchissima fisionomia. Da questa falsificazione dipendono le vecchie etichette di “preromanticismo”, di “irrazionalismo” o di “superamento dell’Aufklärung”.

Gottfried Wilhelm Leibniz

Leibniz mette in discussione il primato della teologia. È un grande innovatore che spazia negli studi in diversi ambiti. Nel 1700 fonda a Berlino la Teutsche Sozieitat, da cui più avanti si sviluppa l’Accademia prussiana delle scienze. Accademia: istituzione extra-universitaria in cui vengono coltivate le scienze, spesso concorre con l’università. Prima di fondare l’accademia pubblica uno scritto in cui esorta i tedeschi a tenere in esercizio il loro intelletto e la lingua.

Christian Wolff

Wolff, di formazione fortemente matematica, insegna matematica e filosofia, intende applicare il metodo matematico analitico a tutto il sapere. Nel 1721 scrive un discorso sulla filosofia pratica dei cinesi.

Pietismus

Oltre cent’anni intercorrono tra la definizione di Kant e il movimento di rinnovamento religioso che si sviluppa all’interno del Protestantesimo che viene detto Pietismus. Il Pietismo si presenta pluriforme fin dall’inizio. Ha radici antiche; recupera l’eredità della mistica barocca e dà un forte contributo al formarsi di una soggettività religiosa, al rapporto individuale con Dio. È alternativo alla «chiesa di pietra»: una chiesa protestante, diventata quasi arida, allontanata dalle esigenze di ciascun singolo, che con le sue dispute teologiche, retaggio della Guerra dei Trent’anni, le sue sottigliezze razionalistiche, la sua rigidità, era avvertita come assai lontana dalle esigenze del cuore.

Pia desideria

Il Pietismo ha come documento di fondazione i Pia desideria del teologo luterano Philipp Jakob Spener (1635-1705). L’esplicativo sottotitolo dei Pia desideria è: “Desiderio autentico di una riforma gradita a Dio della vera chiesa evangelica”. Qui si legge: “Tutto il nostro Cristianesimo consiste nell’uomo interiore o uomo nuovo”: il sentire dell’uomo viene messo al centro. Ha come cellula genetica gli incontri tenutisi regolarmente a partire dal 1670 attorno a Spener per leggere, meditare e commentare la Bibbia. I partecipanti a tali incontri venivano designati inizialmente dagli altri, in senso negativo ed ironico, come pietisti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

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