Appunti completi letteratura spagnola I
Che cos'è un testo letterario?
È una storia, al centro di esso vi è una vicenda (qualcosa che è accaduto).
- Vicenda
- Destinatario
- Narratore
- Pubblico
La narrazione → poética
Autor → afferma il principio di autoría.
Vi sono quattro categorie relative al testo letterario →
- Tiempo
- Espacio
- Acción
- Personaje
(Mímesis → identificazione)
Autodiegési
Tiempo → prende in considerazione due aspetti quali il ritmo (digressioni, flashback) e il tiempo (in linea generale).
Espacio → rappresentazione.
All’inizio del 1900 nasce la critica letteraria, prima si effettuavano semplici letture. Si sviluppano così delle teorie quali ad esempio:
- Strutturalismo → studio della struttura di un’opera.
- Teoria delle funzioni → in particolare si prende in considerazione Propp il quale considera il personaggio come un semplice ingranaggio dell’opera, ha carattere funzionale. È inutile l’identificazione in esso. Egli studia un repertorio di fiabe e vi riscontra delle funzioni ricorrenti chiamate temi. Ne sono individuati 47 tra i quali troviamo:
- Agente
- Antagonista
- Emissario
- Messaggero
- Vendetta
- Amore
- Bosco
La sua teoria è ora superata ma è il punto di partenza per giungere a qualcosa di più complesso come la semiotica per la quale ogni testo ha una sua logica e coerenza, la variazione caratteriale del personaggio deve essere sempre giustificata.
Cos’è il tema?
Esso è un argomento come può esserlo, ad esempio, l’amore, l’odio, il rancore, la vendetta o l’uomo. Nel trattare un tema vi sono i motivi intesi come le modalità di sviluppo di un tema specifico.
Amore → Motivi → Lettera, Tradimento, Giardino, Anello, Duello, Viaggio, Confessione, Lutto.
Introduzione storica alla Spagna dal 711
Si può parlare propriamente di Spagna solo a partire dal 1469 con il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. Prima del 1479 la situazione in Spagna è la seguente: caduto l’impero romano, in Italia giungono varie popolazioni barbare mentre in Spagna giungono i Visigoti che giunsero soprattutto da nord, dalla Francia.
711 → in Spagna giungono gli Arabi e conquistano l’intera Spagna e vi diedero il nome di Al-Andalus, ossia terra di luce. L’impero musulmano divise i vari territori conquistati in califfati.
Nel 1479 cadde Granada. L'influenza francese ed italiana sarà determinante per lo sviluppo della cultura spagnola, inoltre la letteratura spagnola sino a 1500 sarà caratterizzata dal realismo. A metà del 1800 nascono i primi filologi che si pongono il problema circa l'uso originario della lingua per cui confluiscono varie teorie:
- Marcelino Menéndez y Pelayo → in uno studio si espone la teoria tradizionalista. La tradizione hispano-romana è intesa come continuazione del latino senza alcuna interferenza da parte di altre culture. La teoria va vista nell'ottica del nazionalismo, epoca in cui si tendeva ad esaltare i tratti peculiari di una razza. Tale teoria si appoggia su elementi come l'anonimato e il collettivismo, vi è una certa austerità morale nelle opere che è tipico del mondo latino, l'elemento bellicista che caratterizza l'epica sarebbe sempre da riferirsi alla tradizione latina. Tuttavia, sono tralasciati alcuni elementi.
- Dámaso Alonso → sostiene che la teoria tradizionalista lasciasse da parte l'aspetto dell'idealismo (si pensi al don Quijote) ricorrente nella letteratura spagnola.
- Amerigo Castro → nella metà del 1900 egli inizia a riflettere sulla cultura araba e ebraica difendendo la potenza della cultura araba perché già un altro filologo, Samuel Sterne, aveva iniziato a trovare testi di matrice araba. I componimenti ritrovati recavano l'ultimo verso non in arabo ma in una lingua veicolare, il mozárabe. Essa era in caratteri arabi ma possedeva alcuni elementi latini e iberici. I componimenti sono detti moaxaja, sono colti, di vario tema. All'interno di esso vi era la jarcha o khargiut ed è molto popolare, spesso è di tema amoroso. A cantare l'amore è un uomo che esprime però l'amore provato da una donna. È una donna che confessa alla madre, al vento il suo amore per un uomo che l'ha abbandonata. Ciò prende il nome di habibi, allora significava “amico” mentre ora significa “amore mio”. In questo caso il tema è l'amore, mentre i motivi sono l'abbandono, la lontananza, il dolore. Sempre in riferimento alla jarcha, si tratta di un ritornello scritto in una lingua accessibile a tutti perché spesso si trattava dell'amore tra un arabo e uno spagnolo. Si diceva fosse un qualcosa che gli arabi sentissero dalle amanti spagnole e che in qualche modo riproducevano in forma scritta mozárabe.
I castristi trovano una continuità tra jarcha-cantiga e il villancico. La cantiga è un componimento scritto in gallego-portogués e si divide in due tipologie: de amor (de amigo) e escarnho (satire per offendere qualcuno). Il villancico era una filastrocca scritta in castigliano.
Edad media (fasi)
- Alta (V-X secolo)
- Plena (XII-XIII secolo)
- Baja (XIV-XV secolo)
- Jarchas
- Cantigas
- Villancico
- Juglaría
- Clerecía
- La Celestina
- Coplas
- Prosa
Corte (nobiltà, sovrani, parte del clero) → Iglesia (ambiente ecclesiastico, collegi ecclesiastici) → Universidad (tende all’universalità del sapere).
- Literatura alta edad media → letteratura delle origini.
- Coincide con la pubblicazione del Cid Campeador. Vi è lo sviluppo della prosa.
- Coesistenza della lirica come las coplas, prosa e della letteratura esemplare. Le opere trattano la questione morale da una prospettiva differente. Non si indica ciò che si deve fare ma ciò che non si deve fare. Il tutto assume un carattere ambiguo. È il periodo in cui nasce la stampa e che contribuisce ad una più semplice diffusione dei libri. Vi è, inoltre, un avvicinamento tra le due classi sociali dei poveri e dei ricchi.
Cos’è l’epica?
L'epica è un tipo di letteratura a carattere fortemente nazionalista all'interno di essa c'è un forte messaggio politico-sociale. La letteratura, intorno al epoca tardo romana/Medioevo, rispondeva al mestiere del giullare (Mester de juglaría). Infatti, la trasmissione orale era affidata quasi interamente al giullare, egli è quasi l'autore dell'opera epica, aveva le qualità di improvvisare e cambiare.
Epos deriva dal greco “parola”, “racconto”. Il racconto descrive le vicende di un certo personaggio relazionato ad un altro. Ben presto, questa parola verrà affiancata da gero ossia fatto degno di essere noto. Per cantar de gesta si intende il canto dei fatti degni di essere noti. Essi sono quelli che coinvolgono un cavaliere, un condottiero quindi in qualche modo è legato alla politica. La struttura epica prevede un protagonista, la peregrinazione, le battaglie l'amore.
In merito all’arrivo dell'epica in Spagna confluiscono diverse teorie e si configurano come un problema politico. La prima teoria è quella tradizionalista che vuole il Cid Campeador come primo documento scritto dell'epoca e si configura come punto di arrivo di una tradizione precedente già esistente. Il testo venne ritrovato nel 1307, la teoria fa capo a Menéndez Pidal. In un genere letterario ormai decaduto come las crónicas vi erano riferimenti all'epica. Nelle glosas emilianenses c'è un riferimento alle roncesvalles. Il Cid è una testimonianza scritta di storie già conosciute ma trasmesse solo per via orale. La seconda teoria è quella individualista e fa capo a Josef Bieder. Egli sostiene che dall'anno 1000 in poi inizia ad esistere l'epica. Il Cid Campeador e la Chanson de Roland danno vita a un nuovo genere dell'epica.
La figura del giullare
Caratteristiche →
- Bravo raccontatore
- Voce gradevole
- Ottima pronuncia
- Capacità di modulare la voce
- Ottima memoria
- È un fabulatore
- È un bravo acrobata poiché simula battaglie
- È un bravo atleta
- Sa cantare
Ogni giullare doveva cantare 1000 versi. Per anni l'epica servirà da specchio per i principi, essi individuavano nello sviluppo delle vicende epiche un modello da seguire. Nasce la figura dell' héroe. Le peculiarità dell'epica spagnola sono il realismo, la forte storicità dei testi con qualche libertà, il verso confuso (cuaderna vía) irregolare con rima assonante.
Fonti epica spagnola
- L'epica spagnola deriverebbe da quella francese secondo Gaston Paris perché il ciclo carolingio è antecedente e intorno all'anno 1000 si apre un varco provenzale tra spagnoli e francesi.
- L'epica spagnola sentirebbe di una forte radice araba secondo Ribera.
- Pidal sostiene la presenza di qualche elemento arabo ma l'epica spagnola deriverebbe dall’epica germanica. Questa è la madre di tutte le epiche.
Si sono individuati dei cicli dell'epica.
- Fase arcaica (X secolo-1140): epica breve con versi brevi (500-600 versi per poema).
- 1140-1236: momento di maggior successo dell'epica.
- 1236-1500: trasformazione dell'epica, essa comincia a perdere di interesse e vi è il frazionamento per cui l'epica è sia crónica che romance.
Genesi testuale del Cid Campeador
Nasce dalla tradizione orale. Parla di un personaggio realmente esistito ossia un vassallo del re Carlo VI. Il ritrovamento è dovuto a Pedro Abbat che lo ritrovò all'interno di un codice giuridico, l'autore è ignoto. Interviene, dunque, Pidal che afferma l'esistenza di due autori per questo testo:
- Un autore che curava la parte storica
- Un autore che curava la parte romanzesca
I due corrisponderebbero a San Estéban de Gormez e ad un monaco appartenente alla cultura araba, Medina Coeli. Si tratta di un sistema misto, tipico medievale. Gli autori erano entrambi colti e provavano sentimenti di empatia. Si tratta, tuttavia, pur sempre di ipotesi soprattutto in merito ad una parola presente nel testo "escrivir", significava scrivere ma anche trascrivere per cui Pedro Abbat ritrova il testo, lo trascrive e ne acquisisce la paternità. Riflettendo sullo schema del testo ci sono due assi narrativi per cui innanzitutto vi è la vicenda personale e politica del Cid e infine il racconto familiare, amoroso che vede il Cid alle prese di tre donne: Jimena, Sol e Elvira.
Sono molto presenti le donne nel poema, le figlie del Cid sono legate poi a personaggi negativi ossia los infantes de Carrión. La loro nobiltà sta decadendo, non hanno possibilità economiche. Il Cid, in particolare, è un infanson, non nobile per nascita ma ha disponibilità economiche. Quest'opera certamente presenta una tematica sociale.
Strategie linguistiche - L’epiteto
Il Cid è il personaggio più importante. Basti pensare all'epiteto di "mio cid" inteso come conosciuto, famoso. Il nome del Cid è sempre accompagnato da un epiteto che lo definisce e lo caratterizza. È certamente prevalente rispetto agli altri personaggi. Difatti ciò non succede con personaggi secondari. Il testo è diviso in tre tiradas ossia tre cantate dei giullari.
- Destierro → il Cid viene accusato di aver trattenuto dei tributi e viene esiliato. Prende coscienza del suo esilio e inizia a conquistare dei villaggi o a fare altre azioni per riscattarsi. Il racconto inizia in medias res in quanto la prima pagina è andata perduta.
- Bodas → unione delle figlie del Cid con los infantes de Carrión episodio del leone, caratterizzazione degli infantes de Carrión il cui obiettivo è umiliare le figlie del Cid e abbandonarle in un bosco.
- Afrenta de Corpes (oltraggio dei querceti) → Il Cid comprende che gli infanti non erano brave persone nell'episodio del leone in cui non dimostrano di essere dei cavalieri. Egli chiede ad un emissario di controllarli e questi vedrà ciò che sta succedendo alle figlie del Cid per cui ci sarà un affronto ai due.
Cantare primo
Fin dall'inizio notiamo una nota di patetismo che si configura come un alto grado di drammaticità. Il Cid è solo ed abbandonato, in sua compagnia vi è solo una persona, Álvar Fáñez. Il Cid contempla la città che deve lasciare, è triste di lasciare la città ma ostenta la sua tristezza con un gran senso di misura. Compare successivamente una cornacchia che, secondo la simbologia, si tratta di un cattivo presagio. Il Cid era molto conosciuto, le persone di Burgos lo riconoscono e piangono invocando il perdono del re in quanto credono nell'innocenza del Cid. In particolare, c'è un editto del re emanato durante la notte secondo cui nessuno può offrire dimora al Cid, pena la perdita di tutti i beni. Una bimba si avvicina al Cid e gli riferisce dell'editto.
Verso 40 → strumento linguistico "en buen ora cinxiestes espada" "colui che cinse la spada!". È un'espressione che lo va a caratterizzare, lo definisce.
Il Cid è costretto ad abbandonare la sua gente, è escluso. Attorno a lui una schiera di persone ma è completamente solo. Ora egli ha bisogno di armi per riscattarsi per cui dovrà ottenere dei soldi e lo farà mediante un inganno.
Periodizzazione dell’epica
- Il ciclo dei conti di Castiglia → rivolto ad essi o riguardanti essi. In contrasto con la teoria individualista. Testi: Siete infantes de Lara de Cid → “Cantar de mio Cid”, “Cantar de Sancho”.
- Ciclo
- Ciclo francese → ambientazione francese ma da una prospettiva diversa, si pensi alla storia di Carlo Magno visto come perdigiorno, ubriacone.
Continuazione analisi del Cid Campeador (Cantare primo)
Appare un nuovo personaggio, Martín Antolínez. È l'unico a ricevere un epiteto. Sfida l'editto regio per aiutare il Cid che considera valoroso e gli chiede di portarlo con sé. Il Cid è consapevole del suo destino da esiliato, non ha disponibilità economiche ed è costretto a ricorrere a mezzi illeciti per potersi procurare il denaro e chiede a Martín di riempire delle arche piene di sabbia fingendo siano d'oro e rivenderle a due ebrei, Rachel e Vidas (si noti il carattere antisemita dell'opera). La zona riservata agli ebrei era Sefarad. I due non vedono l'ora di arricchirsi e Martín si avvicina ad essi e chiede di dare denaro in cambio di tutti gli averi del Cid, i due accettano. Il Cid promette ai due che diventeranno molto ricchi con quelle arche. I due, per il peso, non riescono a sollevare le due arche, sono molto contenti, baciano la mano del Cid continuamente sebbene l'editto dica che non bisogna parlare al Cid ma il Dio che si venera è quello del denaro. Il Cid condurrà delle campagne militari, otterrà successi e la fama di condottiero ma ciò che conta è l'ottenimento del bottino. Le battaglie hanno un ritmo incalzante.
Cantar tercero → Cantar de las bodas
Luogo: Valencia
Ritmo: decelerato, il canto appartiene probabilmente al ciclo carolingio.
Il Cid vuole che le due figlie si sposino.
Verso 112 → Scena di rilassamento, spesso nelle case degli aristocratici c'erano animali feroci in gabbie e in questo caso un leone riesce a scappare dalla gabbia. Gli altri accorrono in aiuto del Cid mentre Fernán González non aveva dove scappare per cui si nasconde sotto il banco, Diego González esce dalla porta avendo paura di morire. Il Cid va incontro al leone, lo sfida e questi gli si piega riconoscendone la sua autorità. Gli infantes si sentono umiliati e al centro delle burla. È da questo episodio che il Cid inizia a sospettare che i due siano dei felloni e ha un’ulteriore conferma quando i due non partecipano alla campagna di Buqur. Il loro obiettivo è di umiliare le due figlie del Cid per una forma di riscatto sociale, oltraggiano le due donne perché considerate inferiori socialmente. Il Cid chiama suo nipote, Felen Munoz, per controllare le figlie affinché stiano bene con i due infanti dei quali, naturalmente, non si fida. Si descrive, successivamente, un bel luogo dove si dovrà svolgere la prima notte di nozze, cercano gli infanti di stare soli con le donne per oltraggiarle. Si rivolgono ad esse e rivelano loro di volerle oltraggiare, le spogliano e vogliono cinghiarle. Le due donne chiedono di essere giustiziate, tuttavia non sono ascoltate e vengono picchiate. Il cugino guarda la scena, non può intervenire, chiama il Cid. Le due sono moribonde e vengono lasciate così, interviene il cugino e le rincuora rivelando che ha chiamato i rinforzi.
1200: Perché è importante?
- Si abbandona quella concezione legata al concetto di origine, ci si avvicina all'occidente, in maniera talvolta brusca.
- Reconquista: durante le origini (700-1200), la Spagna aveva una buona parte centrale. Questa, compresa Toledo, viene conquistata, sia territori cristiani che arabi (odierna Andalusia, parte del Portogallo e regioni dell'est, Baleari).
La conquista di Toledo è importantissima perché viene fondata la capitale del Regno di Castiglia. Essa è legata al re Alfonso X, figlio di Ferdinando III, che opta per una politica inclusiva. Fu uno scarso condottiero, grazie ad egli viene fondata una biblioteca chiamata Cámara Real.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti letteratura Spagnola I
-
Appunti completi Letteratura spagnola
-
Appunti Letteratura spagnola 1, test
-
Letteratura Spagnola - Appunti