Introduzione al corso di letteratura per ragazzi
Modulo 1: Corso 15 febbraio – 23 marzo
Una lezione è da recuperare. Appelli disponibili per esame scritto (domande aperte e chiuse) e possibile orale aggiuntivo: 9 aprile, 12 giugno, 26 giugno, 16 luglio.
Libri di testo per orientarsi
(Non da studiare a memoria):
- Introduzione alla letteratura italiana (non specifico, ma da pagina 138 a 218)
- Letteratura per l’infanzia (pagine da definire, per sapere il contesto politico/sociale di ogni autore)
- Materiale online
Letteratura per l’infanzia e grandi classici
L'immagine di Voldemort: immagine della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra, dove vennero consacrati i grandi classici della letteratura per l’infanzia straniera (non Italiana).
Ma perché consacrare proprio la letteratura per l’infanzia e non i grandi classici? Perché essa è la base della letteratura classica dell’Italia dell’800, 900. Questo nuovo stile nasce infatti antecedentemente a questo periodo ed il suo scopo è quello di educare ed informare il cittadino (VS oggi ha una funzione ludica ed informativa nei confronti dei bambini).
Questa corrente letteraria dunque si evolve e cambia, ma il messaggio resta quasi sempre attuabile a qualunque tempo. [Es: La gatta Cenerentola, film modernissimo, che prima era solo un’opera di Basile, oggi trasmette ancora un forte messaggio moderno].
Il ruolo dell’Italia
L’Italia, anche se non venne celebrata alle Olimpiadi di Londra, è in realtà la base, la nascita della fiaba con Basile ed i personaggi che lo seguirono (come Moravia, Calvino, …). La fiaba francese nasce infatti proprio come una rielaborazione dell’opera di Basile da parte di Charles Perrault.
Introduzione alla fiaba
[Nata dalla cultura popolare, ha un messaggio facilmente identificabile ed analizzabile]
Favola vs fiaba
[La differenza per la letteratura italiana è fondamentale, mentre per quelle estere non lo è]
Fiaba: Narrazione che proviene dalla narrazione popolare con racconti connotati dall’elemento della magia. Essa segue un particolare schema che è stato studiato e formalizzato (infatti i personaggi sono solo esseri umani e fantastici, e non vi è mai una morale, ma ad agire è la sorte. Inoltre vi è spesso la narrazione di un sapere popolare, rapportato tramite dei proverbi popolari conclusivi del racconto). [Es nella prima edizione di Cenerentola di Basile, la ragazza buona e gentile decapita la matrigna per errore, chiudendole la testa in un baule in legno, e sposa il principe. Non morale, ma azzardo!]
Personaggi caratterizzati dalla totale impermeabilità al trauma: loro vedono e subiscono o fanno azioni violente, ma nel momento in cui il tutto finisce essi subiscono come un reset totale (non si scandalizzano, torna tutto alla normalità). Questa caratteristica la ritroveremo appunto nel romanzo nero ottocentesco (Romanzo Il Monaco: dove Agnes partorisce un mostro dopo essere stata rapita e stuprata, ma quando arriva il suo fidanzato a salvarla, tutto torna normale e i due si sposano) e la perderemo totalmente nei film di Garrone.
Favola: Composizione in prosa o in versi, con protagonisti animali antropomorfi ed oggetti che si comportano come uomini. Essa ha invece un forte messaggio morale.
La fiaba per Propp
Propp (1895/1970 San Pietro Burgo) nella “Morfologia della fiaba” [effettua uno studio antropologico, oltre che culturale riguardo alla tradizione popolare]: spiegazione della struttura tipica del racconto (egli identifica le 31 funzioni costanti della fiaba), ma omissione del fatto che tutti gli elementi normali (e reali) appartenenti ad essa, vengono modificati dalla cultura popolare e dalle credenze.
- 31 funzioni costanti (allontanamento, ...)
- 7 personaggi comuni a tutte le fiabe (protagonista, antagonista, elemento magico, ...)
Da tali elementi nasce la dinamica della fiaba.
Fanciulla perseguitata
Elemento tradizionale, ma caratterizzato da azioni e vicende insensate. [Es: una regina muore lasciando il marito inconsolabile, ma fa promettere all’uomo di non sposarsi se non con una donna bella come lei. Lui vede la figlia, che però impaurita fugge e si taglia le mani. Le mani sono consegnate al padre sconvolto. A fine fiaba, con l’aiuto di un fiume magico le mani le ricrescono e diviene Santa, Sant’Uliva. Non vi è un filo logico]
Mito vs leggenda
Mito: Racconto di carattere sacrale, estremamente veritiero
Fiaba: Racconto inventato! Ma quando il mito perde il suo carattere sacrale diviene esso stesso fiaba
La fiaba per Jolles
Andres Jolles (scrittore olandese che vive durante il periodo fascista) in “Forme semplici” (1930) spiega che le costanti narrative non esistono solo nelle fiabe, bensì esse sono ovunque nella letteratura e passano di popolo in popolo. Egli ne identifica 8:
- Leggenda sacra
- Leggenda profana
- Il mito
- L’enigma
- La sentenza
- Il caso memorabile
- La fiaba
- Lo scherzo
Esse passano attraverso i secoli senza cambiare struttura o significato. Questo perché le forme semplici sono autoreferenziali (VS metatestuali)! Mito e fiaba sono sullo stesso piano e fanno parte dello stesso gruppo della leggenda sacra e della leggenda profana (VS Propp che le gerarchizza). [Es: La favola della fanciulla perseguitata arriva in Europa grazie alla geografia (racconto sacro) di San Uliva]
Autoreferenziale vs metatestuale
Nella leggenda profana ogni volta che c’è bisogno di un’informazione aggiunta, la narrazione si sospende (come nell’epica antica) e si danno le informazioni necessarie (struttura autoreferenziale, tipica della tradizione orale). Questo però varia nella narrazione moderna, dove ci si basa su una struttura metatestuale, ovvero io introduco qualcosa senza una vera e propria spiegazione precedente (perché si fa riferimento ad un patrimonio culturale condiviso tra lettore e scrittore. Basti pensare alla pubblicità moderna).
Perché questo si scopre solo nel 1970, benché scrisse nel 1930?
È escluso dalla storia della letteratura, in quanto fascista interventista. Quando Hitler si suiciderà ed arriveranno gli Americani nel suo paesino, lui si suiciderà, dando così vita alla fama del suo libro, che sarà però pubblicato sotto forma totalmente anonima.
La fiaba per Wetterheim
Bruno Wetterheim (Psichiatra, ex deportato che morirà suicidato del periodo fascista) spiega che si può passare dal mito alla fiaba tramite una sorta di osmosi. (inizialmente non viene preso in considerazione, in quanto si dice che alterasse i risultati di molti esami) Si concentra sul significato e sul messaggio psicanalitico del testo (come fece Freud coi sogni). Così nasce la psicologia dello “Sposo animale” (Es: La bella e la bestia), ovvero la riscrittura del mito di Amore e Psiche (passaggio diretto da mito a fiaba).
All’eroina viene proposto uno sposo apparentemente mostruoso a causa della magia. L’eroina lo accetta, ma vi è un’ulteriore problema, ovvero l’ostilità della madre dello sposo nei confronti della ragazza. Bella è catturata da una bestia, che un tempo era un principe e quando se ne innamora, Gastone si mette in mezzo.
Perché questo passaggio diretto?
Perché come ci ha spiegato Hoffman non vi sono differenze gerarchiali tra i generi, ma sono tutti sullo stesso piano, quindi vi è un mutamento trasversale e diretto (che può avvenire tra tutti i generi, non solo tra fiaba e mito).
La fiaba per Benoist
Luc Benoist (1893/1980 Francia) nel 1975 scrive “Segni, simboli e miti” nel quale, per la prima volta, viene spiegato cosa è un simbolo. Per lui il simbolo è una realtà indipendente dalla realtà che veicola. Esso diviene dunque una sorta di contenitore, che può essere riempito o svuotato di significati diversi, senza però perdere il significato di simbolo (questo è dovuto al rapporto del simbolo con il nostro inconscio). [Es: la Svastica prima rappresentava l’adorazione al sole, poi è divenuto simbolo nazista]
La stessa cosa vale per la narrazione, che può essere letta ed interpretata in maniere differenti, senza perdere il suo significato simbolico. [Es: significato della triade coloristica rosso, bianco e nero che varia a seconda del contesto. In cappuccetto rosso il colore è simbolo di innocenza della bambina, di pericolo causato dal lupo; ma con Basile questo diviene sinonimo di passione ed erotismo]
Aarne e Thomsom
Con quest’idea di simbolo e con (1867/1925 Helsinki) (1885/1975 Stati Uniti) le funzioni di Propp si avvalgono di significato simbolico. Essi scrivono infatti una sorta di catalogo di trame ben precise per fiabe (storie di magia, storie di animali fiabeschi, storie dell’orco stupido, …), che ancora oggi è preso in considerazione per scrivere e studiare la letteratura per l’infanzia.
Reazione Greimas
(1917/1922 Parigi) cerchiamo di creare una struttura dove inserire tutte le trame (di qualsiasi tipologia). Non bisogna quindi più concentrarsi sulla costante simbolica, ma su un qualcosa di più generale, dove il simbolo perde significato. Questo porta però a non creare delle parentele e dei legami tra le diverse trame. Ciò che evidenziato in questa struttura innovativa sono i punti di forza della fiaba, ovvero “la funzione contrattuale” e “la differenza tra il manipolatore ed il manipolato” (Io personaggio ti propongo un patto che non manterrò, ma tu lettore sai che l’eroe lo onorerà. Il problema che io personaggio lo so, tu lettore anche, ma l’eroe non ne sa niente ed agisce solo grazie alla magia). Per quanto riguarda la performance del soggetto passivo, esso riceverà un premio in maniera conscia o inconscia. Questa azione risulta sempre sproporzionata rispetto alle abilità del personaggio, ma ad un certo punto il tutto succede ugualmente, anche se non vi è moralità e si tratta di un fatto inconfessabile (qua tutto può essere raccontato). [Es: Corvetto di Basile Un re violento chiede al suo cortigiano buono ed onesto di sterminare un’intera famiglia di orchi “civilizzati”. Egli agisce in maniera indifferente e torna vincitore.]
Trasformazioni nel tempo
Tutto ciò varierà nel tempo (dal 1700 in poi), nel momento in cui il messaggio dovrà acquisire moralità e l’inconfessabile verrà censurato. [Es: Basile e la vera storia della gatta con gli stivali, “Cagliuso”]
Orco sciocco: prima di morire, viene raggirato VS Ma con Basile tutto si trasforma e l’orco diviene estremamente astuto e civilizzato come un uomo [Es: “Il cunto dell’orco” di Basile]. La trasformazione di Basile verrà però perduta, e si tornerà all’orco cattivo ed alle streghe brutte.
Letteratura per ragazzi, lezione 2, Venerdì 16 Febbraio 2018
Introduzione al "cunto dei cunti"
“Lo cunto dei cunti”:
- Giorgetiello acciaccare
- La pulce
- La cerva fatata
- La vecchia scorticata
- Cagliuso
- La gatta cenerentola
- I tre cedri
- L’orsa
- Sole, Luna e Talia
Storia del manoscritto
Raccolta in dialetto napoletano (dialetto non esistente e non riconosciuto: dialetto fittizio solo ispirato al vero napoletano) ispirata al Decameron di Boccaccio (è un continuo discorso con lui).
Basile (1566/1632): funzionario di corte (alta casta) che frequenta l'Accademia Napoletana [non si farà mai corrompere, perché per lui la miglior paga è l’arte].
Inedita
L'opera è perché mai è stata pubblicata e rivista o riletta (infatti i nomi cambiano di pagina in pagina, i lupi diventano volpi, ecc...) La pubblicherà la sorella (cantante), ma a causa della mancata rilettura non avrà successo.
1674, Pompeo Sarnelli
(1649/1724 Bisceglie, vescovo, Marsiglio Renione da Renopoli è lo pseudonimo) la correggerà e la renderà corretta:
- Cambia titolo (Lo trattienimento de pecerille Cunto dei cunti)
- Corregge gli errori (nomi personaggi,...)
- La pubblica a nome di Basile, ma aggiunge tre citazioni che rendano unica questa nuova edizione e ricordino la sua famiglia Sarnelli (è quasi una seconda firma)
Molto successo e traduzione in altre lingue (no in Italiano, ma Francese)! Il vescovo cercherà di scrivere un'opera sua, ma non avrà successo.
1800, Benedetto Croce
(1866/1952 Napoli) la traduce in Italiano.
Perché il titolo "Cunto dei Cunti"?
Il Cunto dei Cunti dialoga con il Decameron per questo motivo viene talvolta chiamato Pentamerone. La struttura è molto simile al Decameron per cui c’è un racconto cornice da cui si generano le fiabe. Il racconto si sviluppa in 5 giornate (a differenza del Decameron, che sono 10) con 10 fiabe al giorno (come nel Decameron), per un totale di 50 fiabe (nel Decamerone 100), interrotte da 4 egloghe (mentre nel Decameron abbiamo le canzoni che interrompono):
- La Coppella (strumento per capire se l'oro era vero o meno = diviene strumento per capire di che pasta le persone sono fatte)
- La Tintura (è il reciproco della Coppella = la Tintura che fa apparire una persona come non è)
- La Stufa (la noia = tutto nella vita prima o poi stufa)
- L'Uncino (il secchio per tirare su l'acqua dal pozzo = strumento attraverso il quale ognuno di noi può essere attirato e comprato, corrotto. Ma lui qua si cita esplicitamente dicendo che il suo prezzo è l'arte, ma mai si è fatto comprare!)
Tra le quattro egloghe vi è legame, ma esse sono l'opposto della fiaba e rappresentano la realtà vera e trama:
Cunto dei cunti = 50esima storia che fa da cornice alle altre quarantanove
Personaggi
Racconto cornice
Il racconto della cornice, infatti, narra la vicenda della principessa Lucrezia, detta Zoza, una principessa triste che si trova nella condizione di non riuscire più a ridere. Invano il padre si sforza di strapparle un sorriso, facendo venire a corte una gran quantità di saltimbanchi, buffoni e uomini di spettacolo: Zoza non riesce ad uscire dal suo perenne stato di malinconia. Un giorno, però, mentre si trova affacciata alla finestra della sua stanza, scoppia a ridere allorquando vede una vecchia cadere, e poi compiere un gesto osceno di rivalsa e di protesta. La vecchia però si vendica della risata della giovane principessa con una maledizione: Zoza potrà sposarsi solo con Tadeo, un principe che a causa di un incantesimo giace addormentato in un sepolcro in uno stato di morte apparente, e che riuscirà a svegliarsi solo se una fanciulla riuscirà a riempire in tre giorni un'anfora con le sue lacrime. Zoza inizia a cercare Tadeo per malinconia quasi inconscia (elemento fiabesco) e, durante questi sette anni, incontra tre fate che le regalano tre automi. Raggiunta la città inizia l'impresa; l'anfora è quasi colma quando ella, stremata dalla fatica, si addormenta. È allora che una schiava moresca si sostituisce a lei, versando le ultime lacrime in modo da svegliare il principe, e si fa sposare. Zoza però riesce a infondere nella schiava il desiderio di ascoltare fiabe, attraverso l’uso dei tre automi, e Tadeo per accontentare la moglie dà l'incarico a dieci orribili vecchie di narrare una novella ciascuna al giorno, per cinque giorni. Alla fine, però, Zoza si sostituisce all'ultima novellatrice, raccontando la propria storia come ultima novella. Così il principe viene a conoscenza dell'inganno che le è stato teso, condanna a morte la schiava moresca e sposa Zoza.
Personaggi principali
- Zoza (nome parlante: fondo della botte, lo schifo): principessa che non ride mai (ciò significa che non ha ancora raggiunto la maturità sessuale).
- Re De Valle Pelosa.
- Paesana: gioca un ruolo chiave perché lanciando la maledizione a Zoza la rende consapevole della sua malinconia.
- Un paggio del re: da cui scaturisce il litigio con la vecchia.
- Tadeo: è il principe dormiente, di cui Zoza è destinata ad innamorarsi per colpa della maledizione.
- Lucia: schiava nera, che sveglia Tadeo dal suo sonno versando le lacrime mancanti nel secchio, approfittando del sonno di Zoza.
- Zeza sciancata, Cecca storta, Meneca gozzosa, Tolla nasuta, Popa gobba, Antonella bavosa, Ciulla musuta, Paola scerpellata, Ciommetella tignosa e Iacova squarquoia: sono le novellatrici delle 5 giornate. Sono donne del bassofondo popolare, ognuna contraddistinta da un evidente difetto fisico.
Caratteristiche dei personaggi
- I personaggi hanno dei nomi parlanti:
- Zoza: materia torbida, fondiglio, feccia, fango, lo schifo
- Lucia: nome la cui paretimologia popolare significa “portatrice di luce”
- Tadeo: stolto, sciocco. M. Petrini e P. Guaragnella ricordano l’affinità semantica con Peruonto e Antuono.
- Zeza sciancata, Cecca storta, Meneca gozzosa, Tolla nasuta, Popa gobba, Antonella bavosa, Ciulla musuta, Paola scerpellata, Ciommetella tignosa e Iacova squarquoia: tutti i nomi richiamo all’impossibilità di trattenere la verità.
Gli automi
Nell’arco dei 7 anni in cui Zoza cerca Tadeo, viene in contatto con 4 fate, che le forniscono una castagna, una noce e una nocciola, da utilizzare in caso di bisogno. Da questi escono gli automi che utilizzerà per architettare la trappola attorno a Lucia. Utilizza così gli automi per...
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Letteratura per ragazzi (versione completa ma più breve)
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Modulo sugli automi - Letteratura per ragazzi - appunti
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Termofluidodinamica - Appunti
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Appunti di Letteratura greca