Estratto del documento

Appunti letteratura per l'infanzia: Prof. Bacchetti

Introduzione

Due scrittori importanti per l'infanzia furono Rodari e Pennac, i quali erano due insegnanti; il primo per un periodo più breve, a differenza del secondo. Pennac ebbe esperienze con studenti molto eterogenei. Affermavano entrambi che si dovesse leggere molto; in particolare gli insegnanti ad alta voce.

“Come un romanzo” di Daniel Pennac (Bollati, Borieri): Pennac era francese e in questo libro fornisce un trattato di pedagogia sulla lettura. Secondo lui la lettura doveva essere qualcosa di libero; non si poteva obbligare i bambini a leggere. Doveva essere in qualche modo l'insegnante ad appassionare alla lettura. “Ciò che conta è la storia e l’intreccio letterario”, quindi, secondo Pennac, ai bambini era concesso anche saltare delle parti. Un libro è qualcosa di inerte, per lui, sono solo i lettori a dare valore semantico alla storia, sommando ciò che si legge all'esperienza personale. L’autore vero del testo è il lettore.

Quando nasce la letteratura per l'infanzia?

È una disciplina che nasce tardi: dopo che venne scoperta l’infanzia, da Rousseau in poi. Prima di Rousseau il bambino era considerato un adulto in miniatura. Rousseau, un illuminista e pre-romantico del '700, scopre nell'“Emilio” e mette a fuoco l'immagine dell'infanzia in chiave pedagogica e non scientifica. Egli percepisce per la prima volta le differenze tra l’adulto ed il bambino. Quest'ultimo ha un’identità diversa dall’adulto sotto il profilo emotivo e cognitivo; infatti non è affatto un adulto in miniatura.

Un altro contributo importante è stato dato da J. Piaget, con la scoperta dello sviluppo cognitivo del bambino. Egli ha identificato diversi stadi:

  • Stadio senso motorio (da 0 a 18/24 mesi): Si sviluppano i primi schemi senso-motori, che si consolidano in 3 step: prima agisce sul proprio corpo, poi sul mondo circostante e infine introduce delle variazioni nelle azioni sugli oggetti.
  • Stadio pre-operatorio (da 18/24 mesi a 6 anni): Si sviluppa la capacità rappresentativa e con essa il gioco simbolico, l’imitazione ed il linguaggio verbale grazie all’attività rappresentativa.
  • Stadio operatorio concreto (da 6/7 anni a 11/12 anni): Supera i limiti della percezione e sviluppa il pensiero operatorio e reversibile. Riesce così a trarre inferenze e a comprendere trasformazioni e nozioni.
  • Stadio operatorio formale (da 11/12 anni): Il bambino inizia ad operare sul piano astratto, è così in grado di operare su immagini astratte trasformandole e traendone ipotesi (pensiero ipotetico-deduttivo).

Piaget e la sua epistemologia genetica (studi sugli stadi dello sviluppo cognitivo) hanno inoltre rappresentato la base dei programmi statunitensi scritti da Bruner. Gli stadi più importanti per l’attività lettura sono quelli di senso e quello operatorio-concreto. Solo alla fine della scuola primaria (11-12 anni) si arriva al concetto di astrazione; per questo è fondamentale evitare storie che ne fanno uso.

Il contributo di Andersen

Han Christian Andersen, scrittore danese, famoso per le sue storie con un fondo fiabesco, inserisce spesso nelle sue storie temi drammatici (piccola fiammiferaia e sirenetta). Le sue fiabe hanno un finale tragico, manca una componente fondamentale: lieto fine. Le fiabe con un lieto fine sono quelle più amate dai bambini, perché c’è una personificazione ed un’immedesimazione dei bambini nei personaggi. Sul piano psicologico inoltre questo ha delle ripercussioni, per questo tali tipologie di fiabe sono quindi da evitare. C’è inoltre un linguaggio metaforico, incomprensibile per i bambini che non hanno ancora capacità di astrazione negli anni della scuola primaria.

La pedagogia e la nascita della pediatria

Un altro testo da evitare nella scuola primaria è il “Piccolo principe”, il quale raccoglie all’interno ampi temi filosofici sul senso della vita, è ricco di metafore e per questi motivi non è adatto ai bambini così piccoli. È apprezzabile invece in età avanzata (secondaria di primo grado).

La pediatria nasce alla fine dell’800, un altro elemento che ha influenzato la nascita della letteratura per l’infanzia. In precedenza il bambino era curato dagli stessi medici che curavano gli adulti. La pediatria riconosce quindi a pieno la diversità tra adulti e bambini. La letteratura dell’infanzia nasce quindi dal riconoscimento dell’infanzia.

Con l'affermazione della borghesia

La nascita di questa disciplina ha però un presupposto ideologico: un elemento caratterizzante della borghesia europea fu l’ascesa sia sul piano economico che sul piano politico, che avviene inizialmente in Inghilterra con la prima rivoluzione industriale di metà '700, ma che esplode poi nella seconda metà dell’800.

Il romanticismo europeo della prima metà dell’800 (Sturm und Drang) e il grande sviluppo industriale della seconda metà dell’800 influenzarono il contesto culturale. “Il gatto con gli stivali” ad esempio è la metafora del borghese che si intrufola in un mondo che non è il suo, che si dà da fare per salire di rango e che cerca di imitare la nobiltà (classe in decadenza, a partire dalla Rivoluzione francese).

La borghesia aveva dei principi pedagogici: doveva educare i figli a diventare gentiluomini, come lo erano i figli della nobiltà. Vi erano delle scuole da frequentare, delle mete da visitare. Si scopre il tempo libero dal lavoro, per questo la società si riorganizza. I nobili avevano una concezione negativa del lavoro; per il borghese il lavoro invece assume un carattere di dignità, che innalza il soggetto (Homo Faber: che produce). La letteratura per l’infanzia in questo periodo aveva un grande contenuto ideologico ed aveva il compito di formare il borghese, il gentiluomo, ad immagine e somiglianza del nobile.

Un ruolo importante ebbe anche il dominio cattolico in Italia (forte fino al 20 settembre 1870: Breccia di Porta Pia). La chiesa aveva un ruolo fondamentale nella formazione degli italiani, dei loro principi e dei loro valori. I valori cattolici sono risultati fondanti anche nella letteratura dell’infanzia fino agli anni 50 del 900. Tale ideologia di fondo era fondamentale per il programma educativo dei genitori. Attraverso la letteratura per l’infanzia i genitori hanno veicolato i precetti nei quali credevano loro. Erano libri che condizionavano il modo di vivere dei bambini.

La letteratura per l'infanzia in Italia

La prima cattedra di letteratura per l’infanzia in Italia venne creata a Bologna e venne affidata ad Antonio Faeti. Egli diede agli studi un carattere interdisciplinare, collegando la letteratura agli studi storici europei. La coniugazione che fa Faeti è tra letteratura da una parte e cinema e fumetto dall’altra. Faeti ha scritto due libri importanti: “Storia della letteratura dell’infanzia” e “In trappola con il topo”. Quest’ultimo è una delle opere più importanti per comprendere il legame tra letteratura ed immagini.

Come si articola la letteratura per l'infanzia

È un campo ampio che ha da un lato la produzione di opere, dall’altro le metodologie e la didattica della letteratura per l’infanzia (come si insegna a leggere e come si lavora su e con il testo). La letteratura per l’infanzia oggi copre tutti i generi letterari, così come i libri per gli adulti, spaziando dalla fantascienza alle scritture scientifiche. Anche la letteratura per l’infanzia spazia tra i generi, ma il più importante è il genere fiabesco, che si radica nella notte dei tempi insieme ad altri generi, dai quali la fiaba si distingue.

  • Il mito: Genere che nasce con l’uomo, che guarda ai grandi problemi dell’esistenza umana (chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?). Ha una profondità di carattere filosofico.
  • La leggenda: Soprattutto di carattere religioso. Importanti sono le parabole, fondamentali nella tradizione popolare e orale.
  • Favola: Genere che dalle origini ha un forte imprinting educativo. All’interno c’è una storia breve che somiglia alla fiaba, ma ha un forte valore educativo e formativo. La sua finalità è indicare principi, valori e stili comportamentali.
  • La fiaba: È una storia breve in cui si intersecano due elementi di narratività: il reale descrittivo ed il fantastico. Il fantastico si insinua nella descrizione realistica.

Ci sono poi degli elementi specifici:

  • L’animazione: Il mondo vegetale e gli oggetti si animano e prendono vita.
  • L’antropomorfizzazione: Gli animali parlano. C’è una metamorfosi che porta l’animale ad essere umano.
  • Finalità: È l'elemento caratterizzante che distingue la fiaba dalla favola. La fiaba educa, ma non ha come scopo principale quello di instillare principi e valori. La fiaba insegna a vivere, non ha l’imprinting educativo della favola. Ha una finalità educativa più blanda.
  • Contiene tutti gli elementi della formazione umana. Ha, seppure una storia breve, delle figure chiave, emblematiche nel percorso di formazione del soggetto.
  • Agisce attraverso la comunicazione: sempre orale, anche se la fiaba è scritta. L’oralità c’è sempre, perché la fiaba viene letta, che comporta un processo di affabulazione, una trasposizione di sentimenti da chi la legge a chi la recepisce.
  • È un potente mezzo educativo: ha al suo interno dei paradigmi di crescita. Ha delle pratiche di inizializzazione alla vita; attraverso la fiaba si impara a vivere.

La natura della fiaba

Ha in sé delle matrici culturali profonde. Ci spiega storicamente la storia dei popoli, la cultura, le tradizioni. La storia fa parte del tessuto culturale che affonda nei popoli.

Struttura della fiaba

Se ne sono occupati diversi autori:

  • Freud: Che collega il sogno alla fiaba.
  • Bruno Bettelheim: Psicanalista che attraverso la fiaba curava i bambini autistici, tratta di questo argomento nel libro “Il mondo incantato”. Bethleem fece dei focus su diverse fiabe, ad esempio Cappuccetto Rosso, offrendo delle interpretazioni che sconvolsero gli studiosi. Secondo lui il mantello rosso era simbolico, simbolo del passaggio biologico nella vita di una bambina da tale a donna.
  • Italo Calvino: Fornì il suo contributo in merito a tale argomento. Raccolse le fiabe italiane, sotto incarico di Giulio Einaudi, in una raccolta chiamata “Le fiabe italiane” che uscì nel 1956. In questa raccolta vennero tradotte in italiano da Calvino tutte le fiabe italiane che prima erano in dialetto, partendo dalle fonti ufficiali, senza modificare le fiabe analizzate. Un’altra opera di Calvino fu un saggio chiamato “Sulla fiaba”, che fornì la sua interpretazione sulla fiaba.
  • Vladimir Propp: Autore russo che scrisse "La morfologia della fiaba". Egli studiò la struttura della fiaba, disse che era sempre uguale, nonostante cambiassero i dettagli, il telaio era sempre uguale. Per Propp esistevano 31 tappe della storia (non tutte fondamentali):
    • Incipit/Inizio: Momento in cui inizia il viaggio, il distacco, la fuga.
    • Incontro con l’oggetto magico (nelle fiabe di magia).
    • Fondamentale è la fine della storia, che è sempre a lieto fine. C’è un paradigma di fasi, che può prevedere delle eccezioni, ma il lieto fine è imprescindibile.
  • Max Lüthi: Fu uno studioso della fiaba popolare europea che scrisse il testo omonimo uscito nel 1947. Studia con grande impegno un fenomeno che avviene nella storia della fiaba, e che mette a nudo l’interrogativo sul luogo di nascita della fiaba. Alcuni pensavano che fosse nata in India, altri pensavano che fosse migrata da un luogo ad un altro. Quest’ultima ipotesi è la più accreditata perché ha subito delle varianti nel corso della sua storia: trasporta in più contesti (sociale, religioso) e viene modificata di conseguenza. Anche il fatto che fosse stata per gran parte del tempo orale comportava inevitabilmente il fatto che potesse essere modificata. Lüthi studiò come la fiaba si fosse modificata.
  • Stith Thompson: Studiò, analogamente a Lüthi, come la fiaba si fosse modificata nel tempo e scrisse “La fiaba nella tradizione popolare”.

Complessità della fiaba

C’è un pluralismo di livelli cognitivi ed espressivi:

  • Un aspetto descrittivo/realistico, ma c’è anche l’aspetto simbolico/metaforico.
  • C’è una stratificazione di piani semantici (interpretazione del testo). Chi legge assimila concetti, nelle fiabe più complesse è difficile comprenderli.
  • C’è un meta-discorso: un discorso che va oltre, come quando si parla di una cosa e se ne intende un’altra.

Analisi di alcuni aspetti complessi della fiaba

  • La complessità sta nel racconto legato all’oralità e alla scrittura: C’è un passaggio storico dall’orale allo scritto che elimina la possibilità di chi racconta di cambiare la fiaba. La fiaba orale è una fiaba popolare, legata a quelle figure (solitamente donne) che viaggiavano di paese in paese per il racconto/recitazione delle fiabe, spesso queste interpreti modificavano le fiabe. Erano delle interpreti capaci, in grado di immedesimare i personaggi e di trasmettere i loro sentimenti. Anche gli analfabeti avevano dei repertori, tramandati oralmente. Tutto questo durò tantissimo, fino al 700/800, quando i tassi di analfabetismo erano altissimi.

Si passa alla scrittura grazie a 2 momenti:

  • Nel 1500 Giambattista Basile scrisse il “Pentamerone”, letteralmente “5 giornate” (diverso dal Decamerone, che prevedeva 10 giornate) erano 5 giornate in cui dei cortigiani si raccontavano delle storie in dialetto napoletano. È un capolavoro di fiabe per adulti per soddisfare il gusto delle corti europee. La svolta della fiaba scritta avviene tra 1600 e 1700 quando la fiaba diventa un genere di corte, non più popolare; diventa un passatempo per i cortigiani.
  • Alla fine del 1600: 1697 Charles Perrault pubblicò una monumentale raccolta di fiabe che si intitolano “Les cabinet des fées”. Fu un’opera di svolta per la letteratura dell’infanzia perché oltre ad essere scritta, in questo caso, la fiaba era rivolta ai bambini, non più agli adulti nobili. Queste fiabe ci aprono uno spaccato nel mondo francese del 600/700, in cui sta sorgendo una classe sociale importante sia sul piano economico che politico: la borghesia. È il ceto medio di coloro che ascendono per i commerci in moneta (che portano alla nascita della finanza).

Il borghese non ha nobiltà ma è rampante, ha lo scopo di ascendere a livelli di prestigio sociale (dovuto ai soldi e non più alla casta). Nella fiaba vediamo la società a tutto tondo, rappresenta l’elemento storico realistico; la fiaba fa sognare il popolo, contrapponendo alla povertà lo sfarzo della ricchezza. Nella raccolta di fiabe di Perrault fondamentale alla fine era l’elemento finale di morlité, che contrariamente al passato esplicitava il messaggio morale che si aveva intenzione di comunicare. Dopo questo passaggio la fiaba viene abbandonata dagli adulti e diventa genere dell’infanzia.

  • La fiaba è un viaggio iniziatico, che fornisce gli input per imparare a vivere.
  • Nella fiaba ci sono dei processi di magia.
  • C’è la dimensione del fantastico.
  • Il valore educativo/formativo della fiaba.

Le tappe e le svolte della storia della fiaba tra '700 e metà del '900

  • Prima Tappa: Fratelli Grimm: Wilhelm e Jacob. Erano due accademici tedeschi che si occupavano della fiaba come studiosi della lingua tedesca. Loro raccolsero tra il 1814 e il 1856 una raccolta enorme della fiabistica tedesca. Mandarono dei loro informatori nelle varie regioni della Germania, che raccolsero oralmente, dagli anziani, le fiabe della tradizione tedesca. Ottennero grandi quantità di fiabe che trasferirono in forma scritta con molte variazioni rispetto al testo orale. Fu una raccolta che ebbe un presupposto di ricerca accademica: cercavano il Volk tedesco, lo spirito tedesco. Questo è stato interpretato da alcuni come anticipatore dell’ascesa del nazismo. In queste fiabe emerge il mondo medioevale della Germania, il contesto di povertà, la miseria, la precarietà e le foreste. Le fiabe dei fratelli Grimm uscirono in un’edizione completa nel 1856; anno per anno uscivano per strenne, regalate dalle banche.
  • Seconda Tappa: Quando nella metà del '900 Antoine de Saint-Exupéry scrisse il “Piccolo Principe”. Compie una svolta, iniziando la fase della fiaba contemporanea, che riassume la complessità del mondo contemporaneo. È una fiaba introspettiva, che analizza i personaggi, a differenza di tutta la fiabistica precedente. Questo è dovuto al fatto che vive in un’epoca in cui l’uomo è tormentato, caratterizzato da solitudine. Il piccolo principe scava nella psiche dei personaggi e ritrae il mondo contemporaneo, è una fiaba filosofica.

Filoni della letteratura per l'infanzia

Il periodo che va dal 1881 al 1886 è il momento della grande produzione letteraria italiana per l’infanzia.

  • Filone di Collodi: Pinocchio: Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini) nasce nel 1826 e muore nel 1890, veniva da una famiglia molto umile con madre sarta e padre cuoco dipendente dei conti Ginori. L’istruzione...
Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 1 Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti letteratura per l'infanzia Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher education97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bacchetti Flavia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community