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Letteratura latina medievale - professoressa Guglielmetti a.a. 2020-2021 Lezione 1

02.03.2021

Letteratura latina medievale

Il corso da 6 cfu dovrebbe terminare il 21 aprile

Parte per sei CFU (sia per studenti frequentanti che non frequentanti):

1) P. Chiesa, Elementi di critica testuale, seconda edizione, Pàtron, Bologna, 2012,

limitatamente ai capitoli I, II e IV.

2) P. Chiesa, La letteratura latina del medioevo. Un profilo storico, Roma, Carocci, 2017.

N.B. 1

Gli studenti che si presenteranno all'esame come frequentanti, seguendo e ascoltando tutte le

lezioni e i materiali del corso svolto in questo semestre, possono evitare le seguenti parti del

manuale di P. Chiesa. La letteratura latina del medioevo:

- cap. 2: tutte le sezioni in corpo minore intitolate "Altri autori e opere di [e il rispettivo luogo]"

nei paragrafi 2.2-2.6 (pp. 76-7, 80, 83-4, 94) e l'intero paragrafo 2.7

- cap. 4: paragrafi 4.8, 4.12 e 4.15

- cap. 3: "Altri autori e opere di età carolingia", pp. 135-6

- Appendice "Nel laboratorio della letteratura".

3) Dispensa: Antologia di testi (disponibile dall'inizio di febbraio 2021 nella pagina dedicata a

Letteratura latina medievale nel sito Ariel).

4) lettura in italiano di una fra le seguenti opere o parti di opere nell'edizione consigliata (altre

edizioni non sono adeguate e non potranno essere usate

Date appelli: 9 giugno, 24 giugno, 19 luglio, 6 settembre. 24 maggio appello straordinario

………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Navigatio s. Brendani, romanzo d’avventura ambientato in Irlanda, VIII secolo:

L’isola era cinta da una muraglia. Procedendo un poco oltre, alla distanza di un tiro di fionda o quasi

udirono il rombo, come di tuono, dei mantici che soffiavano, e il rintonare dei martelli contro il metallo

e le incudini

Non abbiamo l’originale, abbiamo 140 manoscritti tutti diversi: uno non ha la parte iniziale, l’altro

cambia la sintassi della frase, l’altro ancora ha una forma latina corretta e più o meno fedele ecc.

Cambia il senso:

c’è il muro?

Ci sono i martelli?

Mantici, fogli o foglie?

Incudini o carboni?

Cambi la lingua dell’autore:

ablativo assoluto sbagliato o elegante subordinata?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Autori del medioevo latino sono 15.000 solo quelli a cui si è riuscito a dare un nome. L’ambito

cronologico di cui ci occupiamo va dal VI secolo (primo secolo della letteratura medievale) fino al XIV,

escludendo l’umanesimo. Ci occupiamo anche di testi che oggi non sarebbero classificati come

letteratura, vedremo testi che riguardano la trasmissione del sapere, testi che en commentano altri e

generi proprio del medioevo come Le vite di Santi che nascono insieme al nuovo mondo creato dal

cristianesimo. Scritto di tipologie divere per avere idea ampia di cultura medievale, il mondo mentale

degli uomini del medioevo. Fenomeni del tardo antico che hanno onda lunga di riflesso sul medioevo.

Il primo fenomeno è la trasformazione data dall’imporsi del cristianesimo.

È stato elemento di frattura, di stacco sotto più profili, di carattere politico, sociale, portando valori

opposti e diversi da quelli che vi erano prima, soprattutto sul fronte letterario. Il cristianesimo nasce

nel I sec d.C., il suo raggio diffusivo coincide con Impero Romano ma anche oltre.

Maria Beatrice De Zuani

Letteratura latina medievale - professoressa Guglielmetti a.a. 2020-2021

La cartina presenta all’interno dell’Impero Romano come si allarga in un secolo. L’avanzata non è

pacifica, c’era un conflitto tra la religione e l’impero stesso, conflitto con aspetti politici rilevanti: i

cristiani inizialmente sono precipiti dall’esterno ma anche da loro stessi come corpo estraneo

all’interno della società: non partecipano agli stessi riti, rifiutano di sacrificare agli dèi, all’imperatore,

questi sono riti non accessori al cittadino romano, ma sono ciò che lo rendono tale.

Si comincia quindi con la repressione, persecuzioni larga scala. La prospettiva cambia con l’editto di

tolleranza (editto di Costantino) nel 313 autorizza il cristianesimo come religione, pone fine alle

persecuzioni; nonostante tutto el comunità cristiane si espandono, essi non sono più trascurabili, ci

sono membri delle classi alte sono cristiani e gli imperatori si rendono contro che politicamente gli

conviene essere alleati e non contrapposti. Addirittura, nel 380 d.C., l’imperatore Teodosio con editto

di Tessalonica il cristianesimo diventa l’unica religione ammessa. Importate è anche come si pone

l’imperatore nei confronti della chiesa, istituzione che incarna la religione. Un momento significativo 2

di questo rapporto riguarda Costantino, vi era un contrasto dottrinare che stava spaccando la comunità

cristiana. La forma ufficiale prevede che vi era un dio unico che è trino (padre, figlio e spirito santo). La

persona teologicamente più complessa è il figlio (Gesù, umano, uomo ma figlio di dio) coesistono

l’essere umano e il divino. Nel IV secolo d.C. però la chiesa si divide su due letture di questa figura.

Ario afferma che il figlio era uomo che aveva ricevuto da dio un’adozione a figlio (ontologicamente

inferiore). Verrà definita come eresia ariana ma era un problema ampio e presente, per questo nel 325

si riunisce un concilio per chiarire quali delle due dottrine accettare. Concilio di Nicea presieduto

dall’imperatore constatino. Il massimo rappresentate del potere politico si propone come colui che

guida la vita della chiesa. Non siamo sicuri che Costantino sia battezzato, ammesso e non concetto si

configura come atto puramente politico, non ci capiva una mazza di teologia. C’è quindi un

conflitto/alleanza tra papato e impero. Una tale sovrapposizione la vediamo agire a livello legislativo.

Se prendiamo in considerazione a raccolta di leggi, il codex Giustiniano del VI secolo, troviamo degli

estratti che ci raccontano molto, cosa è cambiato nel tempo.

In questa sezione viene trattato come gestire i culti non cristiani (disposizione del 357 d.C.) Antologia,

pagina 28, testo 12, Dal Codex di Giustiniano (Disposizioni del IV-V sec. contro i culti non cristiani):

Disposizione degli imperatori Valentiniano I,

Disposizione dell’imperatore Costanzo II (357) Teodosio I, Arcadio (391)

A chiunque, sottoposto a questa legge, divenuto Chiunque tradisca la santa fede e il santo battesimo

giudeo da cristiano che era, partecipi a comunità seguendo una superstizione eretica, sarà

sacrileghe, se l’accusa viene provata, siano allontanato dal consorzio civile: non avrà più diritto

confiscati i beni. di essere testimone a un testamento altrui, come

abbiamo già altrove stabilito, non potrà succedere a

nessuno in eredità, non potrà essere nominato

erede da nessuno.

Disposizione dell’imperatore Costanzo II (354) Disposizione degli imperatori Graziano,

Si è stabilito di chiudere immediatamente i templi, in Valentiniano e Teodosio I (385)

tutti i luoghi e le città, e di togliere così a tutti coloro Nessuno abbia l’ardire di compiere sacrifici per

che si trovano in quella perdizione, vietandovi trarre ingannevoli auspici esaminando il fegato e le

l’accesso, la possibilità di compiere le loro malefatte… viscere, o, peggio ancora, per conoscere il futuro

Chi non si atterrà a questa disposizione sia punito con con quella pratica abominevole. A chi cercherà di

la morte, e le sue sostanze siano confiscate. conoscere la verità sul presente o il futuro contro

Ugualmente siano puniti i governatori locali che questo divieto si applichino pene molto severe.

trascurino di agire contro questi crimini

Disposizione degli imperatori Onorio e Teodosio II

(423)

Raccomandiamo in particolar modo ai cristiani, quelli

che lo sono veramente e quelli che si dice che lo siano,

di non portare attacchi,

Maria Beatrice De Zuani

Letteratura latina medievale - professoressa Guglielmetti a.a. 2020-2021

Anche in letteratura il cristianesimo è il fondamento in cui tuti si riconoscono. Il testo è la bibbia, il libro

sacro. È una novità in quanto il politeismo greco e latino non avevano bisogno di libri sacri.

Siamo al punto che chiunque voglia continuare a seguire i culti tradizionali, pagani è un criminale da

punire con la condotta a morte. Dalla legge successiva capiamo qual era l’atteggiamento nei confronti

di queste persone. Dopo la progressione di divieti in cui non si poteva più essere pagani i cristiani,

alcuni, erano diventatati talmente arroganti nella loro egemonia da compiere violenze contro quelli

delle altre religioni. Il potere pubblico deve mettergli dei paletti e sottolineare che solo a loro spettava

il compito di far rispettare alle leggi e non ai cittadini. (quando si fa una legge non la si fa per un timore,

per un qualcosa che forse, in futuro potrà avvenire, lo si fa perché già succede. Siamo molto vicini a

quel 415 d.C. quando la filosofa Ipazia venne massacrata in modo brutale da una setta cristiana

aggressiva e invasata ad Alessandria d’Egitto)

In questo nuovo mondo in cui il cristianesimo è diventato la cultura unica, quella comune e ha 3

instaurato un’unità religiosa, è chiaro che anche nella letteratura questo diventa un riferimento

obbligato (ci sono testi che si occupano di argomenti più laici) ma il riferimento in cui tutti si ritrovano

è questo. Il testo in cui tutti si ritrovano e riconoscevano era uni nuovo, inesistente, la Bibbia, il libro

sacro che racchiudeva i contenuti della religione. Questo era già un elemento di alterità rispetto a come

funzionava la religione antica: il politeismo greco e latino non aveva bisogno di libri sacri, mentre in

questo caso si instaura un concetto per cui un testo scritto ispirato direttamente da dio anche se scritto

materialmente da un uomo, racchiude tutto ciò che il fedele deve sapere, tutti i contenuti della fede

sotto ogni punto di vista dottrinale, morale. Questo testo, in una larga parte, recupera la bibbia ebraica

(i cristiani riconoscono più libri di quanti gli ebrei riconoscano come sacri):

1) Antico testamento sono 46 libri scritti per la maggiore in ebraico, parte in aramaico, gli ultimi

in greco (più recenti, quelli che gli ebrei spesso non riconoscono). Di fronte a tutto questo il

cristiano latino non è in grado di leggerlo. L’intera bibbia ebraica era già stata tradotta in greco

secoli prima nel III secolo a.C., traduzione chiamata “dei Settanta” perché secondo la leggenda

sarebbe stata realizzata da settanta dotti che lavoravano in parallelo. I latini hanno quindi una

doppia possibilità: la bibbia ebraica pressoché inaccessibile e la bibbia già tradotta in greco.

2) Nuovo testamento: 27 libri scritti dai cristiani stessi, vangeli, atti degli apostoli, epistole di San

Paolo e di altri apostoli (21 libri) e apocalisse, scritti in greco.

Si presenta però un problema: il cristianesimo non è una religione che si deve diffondere tra un élite

di persone colte con precettori e scuole in cui imparano il greco, è una religione che per sua vocazione

deve essere universale il più possibile, fin dalla predicazione di Gesù si capisce che è presente una

centralità del concetto di predicare agli umili, quasi una preferenza per questi ultimi, c’è quindi

l’esigenza culturale delle comunità riguardo una traduzione (i colti possono leggersi i testi sacri in greco,

ma per predicare alle persone comuni è indispensabile avere una versione latina). Non c’è all’inizio un

progetto uniforme per cui vi è una traduzione unica e si diffonde, all’inizio ognuno fa da sé. Vi sono le

cosiddette veteres antiche latine, un corpus di tante traduzioni in latino di singoli testi, di libri,

occasionali, geograficamente sparsi, realizzati nei primi secoli. Ad un certo punto però si avverte la

necessità di uniformità e interviene la figura di Gerolamo, uno dei padri della chiesa che tra fine IV e

inizio V secolo d.C. riprende le traduzioni latine già esistenti, la traduzione greca dei Settanta ma

riprende anche i testi originali ebraici (impara quindi l’ebraico) e sulla base di questo da una

sistemazione in latino quasi a tutta la bibbia. Questa traduzione viene chiamata dai moderni Vulgata,

quella che si divulga di più, progressivamente si impone sulle altre.

Anche la Vulgata però è tradotta in un modo completamente diverso da come si scriveva il latino di

solito. Vi è infatti un problema: quando nel mondo latino si traduceva un’opera greca, il concetto era

non di restituire parola per parola ma dare una versione che rispondesse alle norme retoriche e

sintattiche del latino creando un equivalente dell’originale greco, traduzione definibile ad sensum non

ad verbum. Con la bibbia però questo non è possibile, se è vero che la bibbia viene da Dio, se ogni

singola parola che sia in greco o in ebraico è ispirato da Dio, uno non può mettersi a fare rielaborazioni

stilistiche o sintattiche. Le traduzioni sono estremamente fedeli, ed essendo fedeli fa si che in latino

siano un qualcosa che alle orecchie di chi frequenta le scuole di retorica sono intollerabili.

Maria Beatrice De Zuani

Letteratura latina medievale - professoressa Guglielmetti a.a. 2020-2021

Gerolamo ritocca qualcosa ma non lo riscrive in un latino diverso: creavit al posto di fecit, sostituisce

degli aggettivi, toglie la ripetizione. I cristiani si rendevano conto che questo poteva diventare un

problema di incompatibilità con un certo pubblico più elevato e rischiavano di perdere dei possibili

adepti facendoli inorridire già solo con il modo in cui erano scritti i loro testi. Sulla bibbia (essendovi il

vincolo di Dio) non vi era sostanzialmente soluzione. Resta quindi il problema di come trovare una

mediazione per riuscire a parlare a tutti, anche ai colti. Soluzione rintracciabile nella possibilità di

scrivere testi altri, a parte la bibbia, la chiesa progressivamente crea una serie di testi complementari

teologici, apologetici che cercano di contrattare le obiezioni fatte da filosofi, pensatori pagani; una

costellazione di testi nuovi dove non vi è il vincolo “parola di Dio”. Alcuni autori scelgono di scrivere

usando un latino puro e secondo le norme classiche, per altri questo pone un conflitto, credono infatti

di dare troppo rilievo alla forma a scapito del contenuto: non far avvertire appieno quanto diversa

fosse la proposta del cristianesimo rispetto alla cultura antica (proposta dove il concetto di umiltà e 4

farsi vicini ai più semplici è fondamentale). Dopo vari tentativi il punto d’equilibrio viene raggiunto da

Agostino (da qui prende spunto il come si scrive durante tutto il Medioevo).

Agostino era Africano e la striscia più settentrionale dell’Africa nel mondo antico fino al VII secolo era

parte di un ambito Mediterraneo unificato, parte dell’Impero Romano e un territorio quindi in cui si

parlava greco nella parte orientale e latino in quella occidentale (il latino poi si estende come lingua

amministrativa anche nella parte orientale). Ad Alessandria agostino è vescovo. Vi sono personaggi,

pensatori, generi letterari fondamentali che sono africani, nel medioevo questo mondo scompare

dall’orizzonte. Agostino riparte dalla dottrina antica dei tre stili e la rilegge diversamente.

Dottrina secondo la quale a seconda del contenuto, bisognava applicare un registro stilistico e

linguistico diverso:

1) A contenuto alto, tragico doveva corrispondere uno stile più nobile

2) Vi era uno stile medio per contenuti mediani

3) Stile più umile per contenuti più bassi

Nel caso della bibbia tutti i contenuti sono i più altri possibili, contenuti che trasmettono niente meno

che le indicazioni che portano la salvezza dell’anima, non c’è nulla di più alto; di conseguenza non può

più essere valido il criterio precedente. Il criterio con Agostino diventa quindi il destinatario: i tre livelli

di stile si commisurano, si calibrano non sul livello del contenuto ma sulla cultura del destinatario.

Se viene scritto un trattato per persone colte, può essere utilizzato uno stile molto elevato, ma se viene

composto un sermone destinato a essere predicato a tutti i fedeli, compresi quelli incolti, bisogna usare

uno stile adatto a loro (il sermo umilis), dove umile utilizzato con accezione negativa nel mondo

romano è invece nobile nel cristianesimo, l’umiltà è una qualità fondamentale (Cristo, il figlio di Dio, è

il primo che si umilia divenendo uomo e sottoponendosi alla morte in croce).

Il fatto che Agostino trasmetta questa proposta libera la letteratura del medioevo che si può esprimere

su tanti registri diversi. L’autore nella Navigatio non era un ignorante, ha scelto il sermo umilis avendo

delle esigenze e dei suoi orizzonti comunicativi. Lezione 2

03.03.2021

(PPT)

La scuola e la lettura dei classici

Abbiamo visto come l’avvento del cristianesimo abbia cambiato il sistema culturale e convezioni

letterarie. Per atri aspetti invece il medioevo cristiano si pone in continuità con il mondo classico, a

partire dalla scuola. Il cristianesimo non porta con sé un mutamento de

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/08 Letteratura latina medievale e umanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Beatrice_DeZuani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Guglielmetti Rossana.
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