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FRANCIA : Burgundi (est) e Franchi. I Franchi si convertono presto al cattolicesimo a fine V

secolo, un unicum nel panorama europeo, qui la chiesa non deve attuare la cristianizzazione e

inoltre le condizioni del territorio franco favoriscono il suo sviluppo (economia, centri urbani, ecc.

molto fiorenti). I nobili franchi scatenano lotte all’interno del territorio e questo è stato anche

oggetto della letteratura con Gregorio di Tours. La precoce conversione ha scaturito un effetto

particolare: una produzione letteraria molto ampia con decadenza culturale e scolastica. Questo è

accaduto perché i franchi non avevano subito un vero processo di romanizzazione e restarono

barbari, avviene perciò una politicizzazione delle strutture dove solo gli uomini di chiesa possono

accedere a una formazione ecclesiastica e la letteratura rivela questo imbarbarimento.

1. Avito di Vienne: nobile romano con formazione classica solidissima. Scrive un’opera

poetica divisa in 5 canti e a sua volta divisa in 2 sezioni. Narra più temi cristiani, Cristo è al

centro dell’opera, è la salvezza. L’uomo ha perduto il paradiso perché ha voluto cercare la

sapienza (figura di Satana) e questo lo allontana dalla fede originaria. Noè e Mosè sono

due figure di purificazione.

2. Venanzio Fortunato: poeta, amico di Gregorio di Tours, vescovo di Poitiers. Formazione

ravennate. In rapporto con i Franchi e con Radegonda, regina franca che morto il marito si

fa monaca, fitta corrispondenza di affetti e devozione. Scrive agiografie in versi e prosa:

Martino di Tours.

3. Cesario di Arles: monaco a Lérins e poi vescovo di Arles, controlla il territorio gallico,

scrive molte opere cristiane come lettere, quasi 300 sermoni ispirati da Agostino e scritti

con una tecnica retorica scandita e breve, sperimentale, lingua latina semplice perché

dovevano essere compresi da tutti. Si teorizza il rifiuto del classicismo per non limitare il

popolo che diventa oggetto e destinatario, preoccupazione pastorale rivolta ai fedeli. Fonte

storica connessa alle vicende degli uditori a lui vicini. Ho scritto una Regula per i monaci e

una per la sorella monaca, è la prima regola monastica femminile.

4. Gregorio di Tours: [lettura in classe] contemporaneo di Gregorio Magno, gallo-romano,

vescovo di Tours, primo testimone del cambiamento storico avvenuto quando i germani si

convertono al cristianesimo, sua opera capitale è la Storia dei Franchi, la prima epopea

germanica in latino, 10 libri divisibile in 3 sezioni:

- 1° libro: origini del mondo;

- 2° - 4° libro: IV - metà VI secolo;

- 5° - 10° libro: VI secolo, avvenimenti vissuti da lui, l’autore è testimone e i

documenti vengono usati solo per ampliare le notizie.

Non si trovano giudizi sui germani, ma racconta della loro primitività e ferocia che diventano

protagoniste della storia. Narrazione affascinante, tratta di violenza e crudeltà, della

contrapposizione tra male (sete di potere dei potenti) e bene (chiesa e la fede cristiana),

un’alternanza continua tra questi ultimi due aspetti. Narra la storia locale restringendo

l’ottica degli avvenimenti, procede per singole scene usando dei flash. I miracoli sono

presenti come parentesi di speranza (vedi capitolo 28), la narrazione finisce spesso con ma

torniamo agli avvenimenti (realtà). L’autore sembra disincantato, è cinico e ironico. Indagini

psicologiche sintetiche sui personaggi del libro. Il linguaggio è innovativo: prosa dell’arte,

Gregorio cerca di far corrispondere alla narrazione crudele un linguaggio aspro e crudo,

una saggia costruzione linguistica. Il latino evolve e in lui è evidente questo sviluppo verso

un linguaggio più medievale e meno classico, un latino imbarbarito, ma Gregorio giustifica

subito questa rusticità e denuncia la decadenza culturale dei germani. Gregorio sconsolato

sospende la narrazione nel libro X senza aver trovato una soluzione di fronte a tanta

violenza e sete di potere dei Franchi, la fede è l’unico spiraglio di luce.

Scrive anche due opere agiografiche: Liber in gloria martyrum e Liber in gloria

confessorum,scritte entro la stessa cornice culturale della Historiae.

INGHILTERRA IRLANDA

(Angli e Sassoni) E (Celti): L’Irlanda non fu mai stata

colonizzata dai romani e c’erano i Celti che furono evangelizzati da Patrizio nel IV-V secolo, poi da

altri movimenti monacali tra cui Agostino mandato da Gregorio Magno. I celti erano divisi in clan e

ognuno di questi aveva un druido (stregone), erano molto vicini alla forza della natura, i fili erano

dei poeti addetti a tramandare la cultura celtica. Nasce qui in monachesimo irlandese che come

caratteristica particolare non conoscevano il latino e quindi non potevano leggere i testi sacri.

Perciò venne attuato un sistema rigido di studio (grammatica latina), conservazione e produzione:

svilupparono un latino particolare. La letteratura è di tipo isperico: difficile, complessa, ampollosa,

un impasto linguistico tra latino classico e termini desunti da altre lingue e dal volgare.

I monaci irlandesi peregrinarono in Scozia e nel continente portando la loro fede e cultura. Questo

da vita a un importante fenomeno letterario e nuovi impulsi.

1. Culumcille.

2. Colombano: monaco irlandese che fondò i monasteri di Roxeille e S. Gallo in Francia, e

Bobbio in Italia. Scrisse la Regola di Colombano che fu presa come modello fino al periodo

carolingio. Prevedeva ferrea obbedienza all’abate, necessità di studio e viaggi-studio per

diffondere la cultura nei territori non cristiani.

3. Gilda il Saggio: inglese, scrisse De excidio Britanniae la più antica cronaca britannica con

annunciati i castighi di dio per la corruzione civile ed ecclesiastica del popolo. Opera di

storiografia ecclesiastica, vicina all’agiografia.

S VII ( + )

ECOLO APPUNTI LIBRO

Periodo più duro dell’alto Medioevo. Ci sono due grandi cambiamenti:

a. l’Impero romano sta peggiorando economicamente e questo causa il progressivo

dissolversi dell’organizzazione statale, crisi interne e lotte per le successioni;

b. i centri urbani vengono abbandonati per la campagna e decadono, i proprietari terrieri si

stabiliscono nella curtis che aveva autonomia economica (produzione e consumi), questo

ridusse fortemente gli scambi nelle città, perlopiù in natura, e le attività commerciali con

aree geografiche lontane (difficoltà trasporto mal organizzato e pericolo arabo nel

Mediterraneo).

In Occidente le tre grandi tradizioni (romana, cristiana e germanica) cercano nuovi equilibri in tutta

Europa, uno sforzo che assorbiva le energie degli intellettuali.

Produzione letteraria del VII secolo: migliore produzione letteraria nella Penisola Iberica e nelle

Isole. Spagna e Inghilterra avevano delle scuole vescovili che raggiungevano anche i livelli più alti

al di fuori della vita ecclesiastica. Forte incremento in:

a. agiografia: schemi standardizzati;

b. visioni: personaggi ecclesiastici;

c. studi linguistici: grammatiche, glossari, ecc. per la salvaguardia del latino contro i

cambiamenti gemanici (nascono lingue romanze differenti);

d. testi giuridici: i regni germanici regolano il rapporto con i cristiani, questi scrivono in latino le

loro leggi.

ITALIA: l’Italia è invasa dai Longobardi e dai Bizantini, la produzione letteraria è scarsa e il

papato e in continua lotta per il mantenimento degli equilibri con questi popoli. Venezia, Ravenna,

Roma e sud Italia sono sotto Costantinopoli e c’è molta vivacità artistica e letteraria portata da

intellettuali e artisti orientali, ma non stimola un’importante letteratura latina. Nello Stato

longobardo vi è un vuoto letterario. Pochi testi liturgici ed epitafi. Difficile ricavare un quadro

d’insieme per questo secolo. Importante è l’Editto di Rotari, una raccolta di leggi del 643, la

prefazione Origo gentis Longobardorum (671) è un trattato sulle origini dei longobardi, una fonte

storica usata successivamente da Paolo Diacono.

Da menzionare l’opera di uno Stefano: Rhythmus de Synodo Ticinensi, narra in versi i meriti dei re

Longobardi del VII secolo.

AFRICA: non menzionata.

 PENISOLA IBERICA: sotto il quasi totale dominio visigotico, solo qualche provincia è

ancora dominata da Costantinopoli finché anche queste non furono conquistate dai re dei Visigoti.

Nel VI secolo si convertono i Visigoti grazie all’azione di Leandro da Siviglia, fratello di Isidoro e

amico di Gregorio Magno. Nel VII secolo i regnanti visigoti sono favorevoli a uno sviluppo culturale

per un ceto colto e perciò vi fu una straordinaria fioritura letteraria. La fusione tra elementi

germanici e romani fu veloce e ben presto i Visigoti si convertirono al cristianesimo.

1. Isidoro: [lettura in classe] uno dei maggiori rappresentanti dell’erudizione medievale.

Istruito dal fratello Leandro (orfani di padre) ricevette una formazione ampia e severa,

episcopale, susseguì il vescovato a Siviglia dopo Leandro (600). Riorganizzò la chiesa

spagnola e la sua cultura, raccolse i canoni nell’Hispana (diritto), organizzò il IV concilio di

Toledo (633), aveva rapporti con la corte visigotica. La sua produzione letteraria è molto

ampia e unitaria nell’impostazione, fu un impegno di raccolta di testi antichi che durò fino

alla sua morte (636). Realizzò una sintesi del sapere romano per la conservazione e la

formazione della nuove elite politica visigotica, fa uso della cultura classica in modo

nazionalistico per una conoscenza globale e unitaria. Lo fa in modo semplice e adatto alla

comprensione di molti. Il metodo grammaticale è fondamentale per Isidoro. Tutta la sua

opera è una proposta organica si sistemazione della cultura ai fini della formazione.

a. Produzione ecclesiastica: grande familiarità con testi sacri dimostrati da numerose

opere e dalle tecniche di interpretazione, in particolare quella esegetica teologica e

morale.

- Allegoriae quaedam sacrae Scripturae : tra i sui numerosi testi religiosi questo ha

maggiore rilievo perché da l’interpretazione allegorica e tipologica di quasi 250

personaggi della Bibbia e dei nomi.

- Liber numero rum qui in sacris Scripturis occurunt : analizza valore mistico e

religioso dei numeri.

- Sententiae : meditazioni attinte da Agostino e Gregorio Magno su Dio, Anticristo e il

male (libro 1°), sapienza, fede, carità e predestinazione (libro 2°), diavolo,

preghiera, monaci, rapporti fra re e sudditi (libro 3°).

b. Produzione storiografica:

- De viris illustri bus : prosegue opera di Gennadio aggiungendo varie biografia, 13 di

illusti uomini ecclesiastici o letterati spagnoli, tra cui Leandro.

- Chronica maiora : espone sommariamente avvenimenti dall’origine dal mondo al

615 con attenzione a guerre, eresie, miracoli e personaggi politici e culturali.

- Storia dei Visigoti, Vandali e Suebi : usa fonti scritte, narra delle origini e degli

episodi importanti fino al 620/625 (due versioni: difficile dire se sono entrambe di

Isidoro). Prevale un senso nazionalistico.

c. Produzione enciclopedica: sezione più importante, comprende tre opere che

corrispondono nei titoli ai capitoli della grammatica tardo antica: le differenze fra le

parole simili, le etimologie e i sinonimi.

- Differentiarum libri duo : composto da De differentia verborum (parole: elenco

alfabetico con 600 parole simili con differenze nel significato o grafia o pronuncia)

e De differentiis rerum (trattato dottrinale con temi cristiani confrontati: differenze

fra demoni, angeli e uomini, fra uomini e bestie, fra parti del corpo umano).

- Origines o Etymologiae : opera principale, 20 libri (terminati da Braulione dopo la

morte di Isidoro). Cerca attraverso l’etimologia di risalire alle radici e alla verità

originaria per conservare e diffondere conoscenze altrimenti perdute di diversi

campi del sapere. Lavoro di schedatura che cerca nei testi antichi la storia della

parola in linea con interpretazioni allegoriche e tipologiche. Esposizione piana e

chiara con carattere unitario. Una grammatica di tutto il sapere con un progetto

sistematico. I libri sono divisi per argomento (vedi schede o pagina 25 libro), una

ripartizione incoerente ma forse non voluta da Isidoro. Fonti svariate da testi che

oggi sono perduti, quindi il suo testo è oggi doppiamente importante: ci informa sul

livello di informazione dell’alto Medioevo e per la trasmissione di passi di opere

altrimenti ignote. Fondamentale per la ricchezza di dati e per la delineazione

puntuale della vita e conoscenze di questo periodo storico.

- Synonimorum libri duo o De lamentazione animae peccatricis : combinazione di

esigenze grammaticali e problemi spirituali affrontati in un dialogo fra l’anima e la

ratio (ragione) con uno stile diverso rispetta alle altre sue opere, abbandona le

rime e usa minime variazioni sostituendo di volta in volta un termine con il suo

sinonimo (stilus Isidorianus). Ogni concetto viene quindi esposto con espressioni

sinonimiche diverse secondo un criterio grammaticale e concetti dottrinali.

Obiettivo sell’opera è dimostrare con la lingua e la sua conoscenza siano

indispensabili per il perfezionamento morale dell’uomo. Unisce cultura classica e

quotidianità cristiana.

- De ordine creatura rum e De natura rerum : argomenti più scientifici ma non

ovviamente fondati. Tratta del calcolo calendario, stagioni, sole, luna, segni del

tempo, fisica, geografia, fiumi, terremoti, ecc. traendo informazioni da testi anche

letterari e quindi privi di intenzioni di esattezza scientifica.

2. Braulione: amico e allievo di Isidoro, vescovo di Saragozza, riordinò gli scritti del maestro

e questo da vita a molteplici discussioni a riguardo, sull’originalità delle opere di Isidoro

nell’assegnazione delle sezioni della produzione enciclopedica. Scrisse molte lettere per re

ed ecclesiastici spagnoli.

Toledo è il centro culturale con maggiore rilievo, caratterizzato dall’apporto importante di tre

vescovi che si distinguono per la loro produzione letteraria:

3. Eugenio: prevalentemente poeta, formazione culturale con Braulione, nominato vescovo di

Toledo nel 646 componendo trattati teologici (perduti) e due libri letterari, uno in versi e uno

in prosa che rielaborano il Satisfactio di Draconzio, preceduti da una lettera in prosa con

l’esposizione dei criteri a cui si è attenuto. Modelli sono Orazio, Marziale, ecc. Una

riedizione aggiornata poeticamente e religiosamente (precisazioni dogmatiche). Oggi esiste

solo quello in versi e forse non tutto completo. 100 carmi con introduzione con vari tipi di

metro. Argomenti vari tra cui scientifici, morali, ecc. Ci rimangono anche due lettere, una

per Braulione.

4. Ildefonso: successore di Eugenio, monaco poi abate, vescovo nel 657. Scrisse molte

opere in prosa e versi, oggi perdute. Importante è De virorum illustrium scriptis dove narra

14 bibliografia di personaggi spagnoli tra cui Isidoro, anche lo stile è ritmato e rimato come

quello isidoriano del libro dei sinonimi, schematico e ripetitivo.

5. Giuliano: personalità più interessante, vescovo nel 679, allievo di Eugenio. Molte opere

sono andate perdute, quelle rimaste ci delineano un personaggio polemico con una rara

sensibilità di storico. Attacca gli Ebrei nel Contra Iudaeos, pur essendo di origine ebraica,

attacca il papa quando ritiene errate le sue posizioni. Sostenitore della metrica classica e

anti prosa dell’arte medievale, per questo scrive una grammatica per cristianizzare questa

tendenza. Fortemente nazionalista, si avverte questo nell’opera Historia Wambae regis:

opera interessante, monografia sulla rivolta del 672-673 sul confine franco-spagnolo, con

vittoria dei visigoti, esalta la figura del regnante Wamba. Testo tendente al drammatico con

inserzioni di dialoghi e lettere, stile curato.

Ho scritto delle opere grammaticali che influirono soprattutto l’area insulare, opere religiose

sulla morte e le contraddizioni tra Nuovo e Vecchio Testamento (attribuzione discussa).

6. Valerio del Bierzo: autore di un Epitameron narra di visioni e racconti di monaci con intenti

moralistici ed edificanti, ottima qualità di narratore, con lui si conclude il momento migliore

della letteratura spagnola, la figura di Isidoro graverà troppo pesantemente sui secoli

successivi condizionando e limitando l’originalità letteraria.

FRANCIA: periodo del fenomeno dei Re fannulloni nelle regioni dei popoli dei Franchi, i

sovrani tendono a delegare i loro compiti a i loro maggiordomi che diventano lentamente sempre

più potenti (Arnolfingi). Produzione letteraria scarsissima. La cultura si conservava solo nei

monasteri dei monaci irlandesi, sempre più numerosi, fondamentali per la conservazione delle

tradizioni classiche, letteratura e scienze.

1. Virgilio Marone grammatico: dibattiti su origini e datazione, ma probabilmente gallo

secondo alcuni riferimenti trovati all’interno delle sue opere, vissuto a metà secolo. Dibattiti

anche sulla provenienza e sulla formazione culturale. Scrive degli Epitomi (12 su 15) e

delle Epistole (8): opere grammaticali con citazioni inventate da fonti note come Isidoro,

gioca sulle fonti, persona molto intelligente che si diverte con la lingua, critica con questo

suo atteggiamento la grammatica, il gusto per una scrittura difficile e complicata e i testi

dell’epoca, con sottili ironie. Fittizie anche le descrizioni dei luoghi, si è cercato di codificare

le sue invenzioni fantastiche attraverso rapporti allegorici. Persona di grande cultura rivolge

le sue opere a lettori colti come lui che sanno demitizzare e irridere la mentalità medievale.

Autore elitario. Enorme successo: pur raccontando bugie molti presero le sue citazioni per

verità, in particolar modo i monaci irlandesi che non capirono il carattere scherzoso.

2. Teodofrido: monaco e abate a Luxeuil e Corbie, vescovo forse ad Amiens.

- Versus de sex aetatis et mundi principio : 25 strofe, fonti sono la ibbia e Isidoro,

lingua e struttura metrica medievali.

- Versus de Asia et de universi mundi rota : opera in versi, probabilmente di

Teodofrido (inizio VIII sec.), fonte Isidoro, latino medievale. Descrive molto la Gallia,

quindi probabilmente scritta qui.

3. Pseudo-Fredegario : è una raccolta di opere storiografiche con 4 libri.

- 1° libro: rifacimento cronaca di Ippolito (III secolo), elenco papi e relativa cronaca

fino al VII secolo;

- 2° libro: unisce parti di diverse fonti (cronaca Girolamo, Idazio, storia Vandali, ecc.);

- 3° libro: storia dei Franchi di Gregorio di Tours;

- 4° libro: prosegue racconto di Gregorio di Tours.

Opera complessa e poco organica, scritta da tre autori in zone francesi diverse e anche

negli intenti storici. Questa raccolta è una delle poche fonti sulla storia del VII secolo ed

ebbe molta fortuna successivamente quando altri autori la proseguirono con cronache

dell’VIII secolo. Importante il riferimento alla leggenda dell’origine troiana dei Franchi e della

diffusa incultura.

INGHILTERRA E IRLANDA:

Inghilterra: Agostino portò in Inghilterra la corrente romana, vi erano dei regnanti colti che

incrementarono le scuole (Canterbury era la più prestigiosa), la chiesa operava accanto ad essi

vivacemente, stimolata dalla disputa monachesimo celtico (rigoroso e anti anglosassoni) e

monachesimo agostiniano (evangelizzazione), alla fine prevalse quello celtico grazie a Vilfrido e a

Teodoro di Tarso (anche se nemici acerrimi: contesa sul togliere o lasciare il potere al vescovo).

1. Aldelmo: nato nel 640 nel Wessex, famiglia regale, ricevette un’istruzione completa e

raffinata. Studiò con il monaco irlandese Maeldubh (fondatore monastero di Malmesbury) e

a Canterbury (cultura greca), probabilmente conosceva anche l’ebraico. Nel 675 divenne

abate di Malmesbury. Andò a Roma e nel 705 fu nominato vescovo di Sherborne. Morì nel

709. Ruolo fondamentale per definire i rapporti culturali tra le due isole: Aldelmo ebbe il

merito di rovesciare la situazione culturale del predominio irlandese. Costituì una scuole

inglese (Beda). La sua produzione letteraria è frutto di una grande tradizione culturale

acquisita durante la sua formazione, dai greci ai latini altomedievali, fondando così una

nuova cultura inglese influenzata dai mondi più disparati, religiosi e profani. Aldelmo è il più

antico poeta latino in Inghilterra, la sua produzione tecnica è spesso monotona, ma Beda

ne esalta le doti di erudito e lo dichiara il primo classico della letteratura inglese.

- De virginitate : trattato in prosa e versi , modelli tratti da Bibbia e storie dei martiri,

più altri importanti autori letterari. Opera indirizzata alla chiesa.

- Epistola ad Acircium : una fra le numerose lettere scritte da Aldelmo, questa è un

vero e proprio trattato, un manuale di prosodia e metrica con una parte dedicata agli

enigmi. Opera dedicata al re Aelfrido, propone di unificare il sud con il nord

dell’Inghilterra. Costruita come un dialogo fra un maestro e un discepolo con teorie

ed esemplificazioni tratte da fonti antiche e altomedievali su vari argomenti. La parte

degli enigmi ha 100 indovinelli, più semplici e chiari di quelli africani di Simposio,

argomenti molteplici (oggetti, natura e cristianesimo). I versi vanno dai 4 ai 16

esametri, eccetto l’ultimo che conta 83 versi.

Irlanda: continuo sviluppo culturale della chiesa cristiana con presenza di letteratura epica celtica

(rifacimenti più tardi), una spia della formazione culturale dei regnanti laici (volgare). Si elaborano

vari generi sul latino dei missionari e per studiarlo leggevano le grammatiche latine in lingua

originale, un grande sforzo teorico (inventarono le tabelle dei verbi) perché devono studiare una

lingua partendo da zero. Una realtà del tutto particolare, probabilmente anche a causa di influenze

esterne, forse di Virgilio grammatico che ha avuto un peso importante sulla successiva letteratura

latina irlandese.

Tipico della loro tradizione è l’esegesi biblica che ha caratteri particolari: breve, semplice, concisa,

ma si trovano vari generi conservati dalla grande tradizione monastica.

1. Ailerano: si occupa dell’interpretazione mistica dei nomi dei progenitori di Cristo (Bibbia)

con l’uso delle etimologie (usate anche da Isidoro), come ad esempio per Abramo = padre

eccelso, anche Cristo viene chiamato così. È una letteratura trasversale non una

interpretazione sistematica, ma un elenco alfabetico dei nomi per i suoi studenti.

2. Columba: fonda il monastero di Iona dove successivamente l’abate Adamnano (abate di

Iona) scriverà la sua agiografia, Vita Columbae, 3 libri con 2 prologi (apertura con modestia

e nome di Colomba = spirito santo). L’opera si basa su fonti orali e scritte e le sistema non

in ordine cronologiche ma tematico:

- 1° libro: profezie;

- 2° libro: miracoli;

- 3° libro: visioni.

Adamnano da l’immagine di un profeta, un monaco con poteri straordinari. Scrive anche di

un viaggio in Terrasanta, il De locis sanctis , sulla base di notizie ricevute dal vescovo gallo-

romano Arculfo, l’opera si intitola Sui luoghi santi, descrive le città più note con l’apporto di

piantine e disegni dei luoghi, desunte anche queste, ma importante testimonianza artistica

sull’aspetto delle antiche città (Costantinopoli, Alessandria, Gerusalemme, ecc.).

3. Colombano: monaco che viaggio nel continente e fondò vari monasteri. Jona di Bobbio

scrive la sua agiografia, monaco irlandese, usa fonti orali e scritte. Descrive la vita e viaggi

di Colombano, la vita attiva, i legami politici. Opera importante per fonti storiche. Jona

evidenzia l’amore di Colombano per l’ascetismo. A fine opera scrive due piccole biografie di

Aluxil e Abobbio, sucessori di Colombano.

Per quanto riguarda la poesia sono importanti due raccolte di origine irlandese:

- Enigmi bernensi

: 60 enigmi tratti da fonti classiche (Catone, Cicerone e Aristotele)

con soluzioni molto difficili, probabilmente scritti da un monaco irlandese di Bobbio

perché la metrica era diffusa nell’Italia longobarda (ritrovato a Berna).

- De duodecim abusivis saeculi : opuscolo anonimo elenca ed esamina i 12 principali

difetti del mondo, scritto in modo semplice, modelli la Bibbia e Isidoro.

- Hisperica famina : nasce in Irlanda questo genere letterario assai particolare per

l’impasto linguistico (vocaboli tratti da latino, greco, gaelico, parole inventate), al

limite della comprensione, la lingua appare molto artificiosa. Sono 14 composizioni

con un totale di 612 versi che descrivono la vita quotidiana secondo un ottica

monastica, probabilmente scritte a metà secolo (citazioni di Isidoro). La

composizione ha l’andamento ritmato e assonante. Scritte in Irlanda ma si è

pensato anche al Galles (forte tradizione celtica). La questione Hisperica famina è

ancora aperta, le ipotesi sul significato di questa particolare raccolta sono state

molte ma non soddisfano un’interpretazione d’insieme dell’opera.

- Rubisca e Adelphus adelpha : opere simili all’Hisperica famina nella tecnica.

- Antifonario di Bangor : inni sacri scoperti in un codice di Bobbio dal Muratori. 100

brani (VI-VII secoli), varietà di metrica ed erudizione teologica e letteraria, parole

celtiche non latinizzate messe qua e là nei versi. Alcuni testi sono delle

propagande del cristianesimo monastico nello scontro con la religione dei preti.

Altri trattano degli abati e del fondatore del monastero Congill.

S VIII (appunti + libro)

ECOLO

L’Inghilterra e l’Irlanda sono i centri maggiori fino alla prima metà del secolo e i Carolingi

sviluppano la loro tradizione culturale a partire dalla seconda metà del secolo.

Produzione letteraria del VIII secolo:

INGHILTERRA: supremazia letteraria. Avviene un rovesciamento culturale che mostra un

strano silenzio irlandese e l’Inghilterra è invece attivissima per effetto di una serie di situazione

favorevoli: i regnanti, le scuole, i monasteri, l’influenzati di Adelmo (enigmi gusto linguistico

elegante), uso della grammatica a misura di un non latino (invenzione tabelle verbi), l’agiografia

agostiniana, Eusebio (abate monastero di Yarrow: 60 enigmi) e Tatuino (40 enigmi).

Nel VII secolo l’Inghilterra fu cristianizzata da Agostino e altri monaci inviati da Gregorio Magno

che portarono con sé libri e fondarono molte scuole per insegnare la religione e il latino. La prima

scuola fondata dai monaci romani fu Canterbury e ben presto i nuovi maestri inglesi fondarono

altre scuole sull’isola. Molti studiosi da tutto il paese giungevano nelle scuole e anche da altre parti

del continente, tra cui Teodoro (Costantinopoli, lingua greca) e Adriano (Libia, lingua greca) che

fondarono assieme un’altra scuola a Canterbury, presto all’avanguardia nella produzione letteraria

europea. Aldelmo fu il loro migliore allievo. Questi tre personaggi delinearono la fisionomia

culturale e letteraria latina del secolo VIII. Fu in questo secolo che i missionari inglesi, fra cui

Vinfrido, fecero quello che fece Agostino nel VII secolo: si spostarono in Olanda e Germania per

fondare dei monasteri e delle scuole, portarono con se testi di Aldelmo e Beda necessarie per i

monaci inglesi. Alcuino, inglese, guidò la riforma della Chiesa voluta da Carlo Magno.

Vinfrido, Beda e Alcuino realizzarono le opere migliori di questo secolo. La letteratura di Aldelmo

(VII) influenzò fortemente questo secolo, in particolar modo il De virginitate, molti prosatori fecero

proprie le sue invenzioni, anche gli enigmi furono imitati da Tatuino, Eusebio e Vinfrido.

Problema urgente era realizzare delle grammatiche latine per non latini, quelle esistenti erano tutte

pensate per latini e non adatte a principianti, bisognava trovare gli strumenti adatti per

l’insegnamento e per comporre versi e prosa. Aldelmo fu il primo anche in questo con l’Epistola ad

Acircium che include due trattati sulla grammatica. Vinfrido, Tatuino e Beda lo seguirono.

1. Vinfrido: maestro presso il monastero di Nursling, si trasferì successivamente in Germania

per delle missioni. Nel periodo inglese compose un alto numero di opere in latino, talento e

capacità di insegnamento.

- Ars grammatica : grammatica latina ampiamente usata sull’isola e nel continente,

struttura semplice e chiara, la prima grammatica con i paradigmi verbali nella forma

delle tavole.

- Caesurae versuum : breve trattato di metrica sull’accento, l’arsi e la tesi su modello

di Aldelmo; qui e nella grammatica dimostra conoscenze di fonti classiche.

- Epistolae : sostanzioso corpus, in quelle giovanili dimostra un’influenza di Aldelmo,

narra di visioni e ammonisce moralmente.

- Enigmata : 20 enigmi metrici, ispirato da Aldelmo, ritrae virtù e vizi dell’uomo che

parlano in prima persona, il messaggio è incorniciato da un acrostico. Apre la

raccolta con un prologo metrico i cui vizi e virtù sono ritratti allegoricamente. I suoi

enigmi sono frutto ormai di una tradizione consolidata degli enigmi, diversamente

dallo scatto intellettuale di Aldelmo.

2. Tatuino: arcivescovo di Canterbury, contemporaneo di Vinfrido.

- Ars grammatica : grammatica con scopo pedagogico su modello tardo antico ma

sostituendo esempi tratti dal vocabolario cristiano per illustrare le caratteristiche

grammaticali della lingua italiana.

- Enigmata : 40 enigmi metrici incorniciati da un acrostico, narra di concetti astratti

organizzati schematicamente per riflettere la nostra comprensione e interpretazione

della verità cristiana, intendeva dare al lettore una nuova percezione attraverso la

contemplazione dell’apparato cerimoniale cristiano di ogni giorno, ma il suo

programma non fu rispettato. Eusebio proseguì con altri 60 enigmi per portare a

100 gli indovinelli (modello di Aldelmo), narra di soggetti cosmologici e di animali

mostruosi. La teratologia era particolarmente trattata in ambito anglosassone, ne è

un esempio Liber monstrorum di un anonimo, tre libri che narrano di mostri, animali

giganteschi e rettili, descritti con distaccata e sgomenta meraviglia. Opera che

contiene molte astrusità concettose, ma che fu molto popolare nel continente nei

secoli successivi.

In questo secolo inizia a svilupparsi in campo letterario anche la Narthumbia con una serie di

produzioni agiografiche nei centri di Whitiby (prima vita di Gregorio Magno: eccentrica, notizie

improbabili, aneddoti sconnessi), Lindisfarne (Vita di San Curberto) e Ripon (Vita di Vinfrido).

Questi centri rimangono comunque ai margini, di fronte soprattutto alla produzione dei monasteri

gemelli Wearmouth-Jarrow e del suo maestro Beda.

3. Beda il venerabile: [lettura in classe] figura anglosassone importante, non si spostò mai

dalla sua terra natale. Da bambino fu messo nel monastero di Jarrow e Wearmouth

(monasteri gemelli) e vi rimarrà per sempre. Educazione cristiana, studia scrittori latini e

pochi classici, non si pone il problema della classicità, per lui la cultura è solo cristiana.

Nella storia ecclesiastica degli angli ci descrive la sua vita. Scrive per i sui monaci e il

problema anche per lui è la cristianizzazione dei germani. Opera vastissima.

- De orthographia (trattato di ortografia): Beda era un ottimo maestro, amava questa

cosa, la sua più grande preoccupazione era per la precisione e per la chiarezza,

perché tutti possano accedere ai suoi scritti e leggere i testi sacri. Un manuale

pensato per i suoi monaci.

- De arte metrica : trattato con citazioni di poeti latini cristiani, molto diffuso fino al

XVI secolo.

- De schematibus et tropis : trattato sulle figure retoriche con esempi tratti dalla

Bibbia.

- De temporum ratione : trattato sul computo ecclesistico, una chiara e completa

introduzione a questa materia impenetrabile.

- Esegesi biblica : Beda è considerato l’ultimo Padre della Chiesa per questa sua

produzione letteraria, commentò numerose opere bibliche, in particolar modo i

testi sacri non facilmente accessibili, li scrive in modo chiaro e semplice per i suoi

monaci perché tutti comprendano le sacre scritture. Per questo riprendeva degli

estratti dagli autori patristici spiegandoli in modo più semplice, risultando così

fortemente dipendente dalla tradizione. L’opera risulta comunque originale, evita

spiegazioni allegoriche e propende verso quella filologica, per spiegare in

significato letterale delle parole del testo sacro.

- Martyrologium : primo martirologio storico, ogni santo ha una breve storia che

racconta brevemente la vita e il martirio desunte da antiche passiones e vitae

sanctorum (originale ha solo santi di gennaio-luglio, altri manoscritti fortemente

interpolati). Si dimostra un resoconto accessibile sei principali santi e martiri,

influenza su martirologi più tardi.

- Vitae sancti Felicis , Passio sancti Anastasii, due vite di San Cutberto.

Bedadescrive i santi come destinatari della potenza di Dio e della sua virtus

depurando le storie da dettagli superflui e ponendo l’attenzione sul significato

morale dei miracoli e sul loro posto nel disegno divino, il santo è per Beda uno

strumento potente, ma privo di personalità.

- Historia ecclesiastica gentis Anglorum (Storia ecclesiastica degli angli): per Beda

la storia è il perno su cui ruota tutta la sua opera, che coincide con la storia

cristiana, è una chiave di lettura politica e religiosa. A differenza di Gregorio

Magno e Gregorio di Tours l’ottica è totalmente cristiana perché gli angli sono stati

cristianizzati presto e velocemente, sono il popolo guidato da Dio e quindi parte

della storia cristiana. Beda è orgoglioso di essere anglo. L’opera è scritta in modo

semplice e chiaro per i suoi monaci, usa ampie citazioni con una capacità

incredibile di selezionarle e di legarle in modo originale, anche se c’è qualche

zoppicatura nelle espressioni il linguaggio è piano e scorrevole. Narra

dell’introduzione, del consolidamento e della crescita della Chiesa cattolica in

Inghilterra (dalla missione gregoriana 597 a Beda 731), con un solido ottimismo di

fondo. L’andamento è cronologico ma a volte usa dei flash per narrare vicende

importanti in base alle finalità della storia. Per raccogliere più materiale possibile

scrive a tutti i monasteri inglesi per avere informazioni dai loro archivi e per

attendibilità confrontandole, una ricerca scientifica completata da una

presentazione moderna dell’opera: prefazione con ringraziamenti, citazioni con

fonti attestate e chiusura opera con curriculum vitae. Beda cita i nomi delle fonti

per modestia e per un atteggiamento storico corretto. L’opera è divisa in 5 libri,

ognuno inquadra un’importante sviluppo storico. L’Historia di Beda divenne una

lettura fondamentale per tutto il medioevo (oggi 100 manoscritti) e fonte importante

per Inghilterra antica.

- Poesia : Beda scrisse anche molte poesie, ma oggi abbiamo solo frammenti e lo

sappiamo grazie al curriculum vitae dell’Historia. Grazie alle trascrizioni di

Cassander, un liturgista fiammingo, siamo a conoscenza di alcuni inni per diverse

occasioni, apparentemente semplici e dismesse ma frutto di modifiche metriche e

stilistiche.

La composizione poetica più nota è la vita di San Cutberto: 979 versi. In quanto

molto difficili, le poesie di Beda sono state studiate poco.

GERMANIA: l’azione missionaria anglosassone diede alla Germania un forte impulso

culturale, azione che fu dovuta principalmente a Vinfrido (qui detto Bonifacio), fondò diocesi e

monasteri importanti, basi per la propagazione della nuova cultura, nel IX centri culturali

importantissimi. Volontari ecclesiastici da tutta l’isola partivano per andare a insegnare latino e

portando con se il patrimonio librario di noti autori quali Aldelmo e Beda e ben presto la produzione

libraria in Germani prese un buon avvio. La corrispondenza di Bonifacio raccolta dall’inglese Lullo

(successore arcivescovo di Magonza) ci mostra come avvenne la missione anglosassone:

Bonifacio richiedeva volontari e libri. Con la sua incredibile capacità organizzativa Bonifacio mutò

in questo secolo il panorama culturale del continente. La sua missione produsse un corposo

patrimonio di letteratura latina, soprattutto da parte di missionari inglesi.

1. Villibaldo: prete a Magonza, scrisse la vita di Bonifacio fornendoci un resoconto molto

dettagliato del martirio su informazioni di Lullo. Influenza aldelmiana nella prosa che oscura

la semplicità narrativa, restò comunque popolare.

2. Ugeburga: scrisse due vite di Vinnebaldo e Villibaldo (tutti e tre fratelli). La Vita sancti

Willibaldi narra principalmente il viaggio compiuto da esso in Terra Santa, l’autrice si è

basata sugli appunti del fratello. Latino aldelmiano, ampolloso pieno di grecisimi e arcaismi,

spesso sbaglia l’uso della grammatica. Una voce femminile comunque pienamente distinta

e che ha pochi paralleli.

Al di fuori della missione anglosassone ci sono giunte poche testimonianze di attività letterarie ed

erudite. Raccolte annalistiche sono state scritte in diversi centri francesi e tedeschi, ma i più

importanti sono quelli franchi. Libro da menzionare: Liber historiae Francorum, racconta di origine

troiane dei franchi e storia, latino mediocre, probabilmente composto in un centro mediocre.

IRLANDA: strano silenzio culturale in questo secolo, in contrasto con la fioritura del VII

secolo, studiando il secolo IX si nota una prosecuzione della cultura latina e quindi per l’VIII secolo

è solo un problema di mancanza di testimonianza. Gli annali vengono mantenuti in questo periodo.

L’opera di spicco di questo secolo è la Navigatio Sancti Brendani, un adattamento in latino di un

racconto in volgare irlandese, narra di San Brendano che va alla ricerca della Terra promessa. Lo

scopo dell’opera era educativo in quanto il latino è elementare, comunica senso di rispetto per la

preghiera e obbedienza all’abate. L’autore anonimo fornisce un quadro dell’escatologia cristiana,

molto popolare (100 manoscritti) e ci informa che le scuole irlandesi producevano ancora opere

letterarie e che si stavano formando noti autori poi alla corte di Carlo tra cui Virgilio di Salisburgo.

1. Ferghilo (Virgilio di Salisburgo): irlandese, vescovo di Salisburgo, lasciò la patria per

andare in missione in Germania, in conflitto con Bonifacio (Vinfrido) che gli impediva di

diventare vescovo di Salisburgo, due lettere per il papa Zaccaria lo testimoniano. Il suo

nome è stato associato al libro Cosmographia, il trattato geografico più notevole del

Medioevo, anonimo (firmato Geografo Istriano), narra della creazione dell’universo e di

viaggi compiuti dall’autore, si sofferma particolarmente sull’Irlanda, e questo elemento fa

pensare a una sua opera pur non avendo altre sue opere latine per il confronto stilistico.

L’opera è sicuramente di questo secolo. L’opera è una delle più bizzarre dell’VIII secolo.

FRANCIA: la produzione letteraria francese fiorisce nella seconda metà del secolo con le

riforme di Carlo Magno e per quanto riguarda la prima metà del secolo è scarsa di testimonianze.

1. Crodegango: arcivescovo a Metz, noto per la Regula canonicorum, una guida normativa

per i canonici delle cattedrali su modello benedettino. Influenza nei secoli successivi.

Con l’ascesa al trono di Carlo Magno (768) la situazione cambia drasticamente in meglio: per

ristabilire lo studio del latino nel suo regno invitò a corte studiosi da tutta Europa, divenne così

punto focale della produzione letteraria. Carlo con l’appoggio degli intellettuali attuò una riforma

della scuola, della disciplina ecclesiastica e della liturgia, mentre negli scriptoria franco-tedeschi

fioriva la produzione manoscritta (minuscola carolina), copie di contemporanei o testi classici greci

(amore per l’antico di Carlo), la Regola di Benedetto acquistò fama grazie ai Carolingi che la

diffusero in tutto il loro regno. La produzione letteraria patrocinata da Carlo negli ultimi decenni

dell’VIII secolo fu molto elevata.

2. Pietro da Pisa: grammatico del re, soppiantato poi da Alcuino (secondo lo storico

Eginardo). Arrivò alla corte di Carlo quando era già anziano, per questo la sua produzione

letteraria è modesta.

- Ars grammatica : tradizione delle grammatiche di Vinfrido e Tatuino.

- Poesia : esiguo corpus dedicate soprattutto all’amico Paolo Diacono, scambio

ironico tra i due autori.

3. Paolo Diacono: l’autore italiano altomedievale più prolifico dopo Gregorio Magno. Nato a

Cividale, contatti con i Longobardi a Pavia fino a quando nel 774 Carlo Magno conquistò il

regno longobardo, Paolo si ritirò nel monastero di Montecassino, finché non andò in

Francia a chiedere a Carlo di liberare suo fratello e per questo motivo restò per un periodo

breve nella sua corte. Paolo abbracciò molte discipline letterarie.

- Ars grammatica : tradizione delle grammatiche di Vinfrido e Tatuino. Probabilmente

scritta a corte.

- Omeliario : raccolta di 244 omelie voluto da Carlo, ordinate secondo l’anno liturgico,

due volumi (estate-inverno) con omelie antiche di Agostino, Gregorio Magno e

Beda. Diffuso nel regno franco.

- Poesia : piccolo corpus di poesie del periodo francese, scambio poetico con Pietro

da Pisa e suppliche a Carlo di liberare il fratello, nasce così l’idea di comunicare con

il re tramite i versi, la poesia divenne il mezzo tipico per la comunicazione a corte

grazie anche al corpus di Paolo.

- Historia Romana : composta in Italia, prosegue, con 6 libri, i 10 libri della storia di

Eutropio (fondazione Roma - IV secolo tardo) giungendo fino al tempo di

Giustiniano, usa fonti tratte da diversi autori tra cui la Historia di Beda. Paolo amplia

l’ambito storico dando un panorama dell’Italia del tempo. Narra del declino

dell’Impero romano e la nascita di quello contemporaneo di Paolo.

- Scrive le gesta di tutti i vescovi di Metz, prima opera di questo genere, un elenco dei

vescovi di una diocesi.

- Scrive due biografie di Gregorio Magno, basandosi su quella di Withibi: accentua il

carattere di monaco e papa.

- Historia Langobardorum : il suo più grande lavoro storico, composta in Italia, prima e

dopo il periodo francese. La fonte più importante oggi per la storia dei Longobardi. 6

libri che narrano delle origini del popolo (Scandinavia) fino all’ingresso in Italia e la

dominazione, non racconta dell’invasione carolingia, si ferma alla morte di

Liutprando. Paolo usa diverse fonti storiche tra cui Gregorio di Tours, Beda, Isidoro.

L’opera è arricchita da passaggi narrativi potenti, tratti da leggende germaniche che

rendono il racconto avvincente e memorabile, gli danno un’atmosfera profana e

manca il classico sostrato cristiano che si trova in molte altre storiografie. Paolo è

interessato al popolo, un interesse laico.

4. Paolino: teologo , diventò patriarca di Aquileia.

- Contra Felicem Urgellitanum : trattato di 3 libri sull’eresia dell’adozionismo (dogma).

- Scrive altri trattati sui dogmi: uno sulla questione dell’iconoclastia nell’Impero

romano d’Oriente e l’altro sulla questione dell’aggiunta o meno del figlioque (spirito

santo). Per quanto riguarda la questione dell’iconoclastia, in Oriente vi era una forte

bipolarità tra Stato e Chiesa, quest’ultima dichiarava la religione una cosa astratta e

lontana dalla sfera politica, le immagini erano viste come idoli quindi pagane. In

Occidente la situazione era diversa, la Chiesa doveva far fronte ai germani ed era

quindi necessario esprimere la religione e i suoi concetti con una comunicazione

visiva, vicina alla sensibilità culturale dei barbari pagani (idolatravano). Secondo

Paolino Cristo come uomo è percettibile con tutti i sensi quindi anche l’immagine

sacra è valida teologicamente come strumento di conoscenza. Questo non era

condiviso dal Impero d’Oriente che vedeva nelle immagini sacre disegni per

ignoranti.

Tutte queste questioni sono state dibattute da Paolino e altri teologi come Teodulfo

d’Orleans presso la corte di Carlo Magno.

- Liber exhortationis : compendio dei valori cristiani del laico, anticipa il genere dello

specchio dei principi (IX secolo).

- Poesia : esiguo corpus poetico di natura dogmatica e temi biblici.

5. Alcuino di York: il più grande studioso della corte di Carlo che diede forma alla politica

culturale dell’impero. Inglese, monaco a York. Dopo un viaggio a Roma incontrò Carlo a

Parma che gli chiese di andare alla sua corte. Qui vi trascorse tutta la sua vita dai 40 anni

in poi. Abate di Tours e principale consigliere di Carlo. Produzione letteraria eccezionale,

capacità di assimilare opere di altri autori con molta originalità, in tutti i generi che affrontò

(didattica, commenti, agiografia, teologia, opere laiche sulla vita cristiana). Preoccupazione

per l’insegnamento scolastico, raccolse testi per le basi formative dei suoi alunni.

- Lettere : più di 230 lettere dell’ultimo periodo della sua vita (fine VIII secolo), grazie a

queste si possiamo fare un idea precisa delle personalità presenti a corte e della

personalità intima dell’autore.

- De orthographia : compilazione di scritti precedenti sulla materia di Cassiodoro e

Beda, fa un elenco alfabetico. Trattato importante per la spiegazione delle parole

che venivano più confuse, spiega come vanno scritte e pronunciate. Per Alcuino era

fondamentale la grammatiche che doveva essere insegnata al copista perché non

storpi le parole e gli accenti. Per quanto riguarda la didattica Alcuino la trasformò

introducendo nuovi testi e nuove materie (logica, dialettica, retorica), diede una

nuova forma all’insegnamento e per questo scrisse molti libri a riguardo. Tutte le

sue opere didattiche sono redatte a dialogo, eccetto il De orthographia, elemento

importante e fondamentale per Alcuino.

- Poesia : 124 poesie di vario genere, una sola (la più lunga: basata sulla storia

ecclesiastica di Beda, sulle glorie storiche di York), è stata composta dall’autore in

Inghilterra, le altre sono tutte del periodo francese. La maggior parte di queste sono

epistole poetiche per gli intellettuali della corte carolingia. Sono componimenti

caratterizzati da una intensa intimità che descrive il rapporto con i sui amici, gli

diede a tutti dei soprannomi, non lascia ben capire se è un amore omoerotico o

spirituale (Cantico dei Cantici). Anche il lessico ha delle sottili gradazioni intime.

Con i suoi allievi traspare la figura di un anziano e apprensivo genitore preoccupato

per il benessere dei suoi studenti e perché non vengano dal mondo esterno

mondano e dalla politica, amava la compagnia dei suoi allievi. Quando iniziò a

insegnare alla corte di Carlo aveva già 50 anni e questo da luce su alcune poesie

sulla sua dolorosa consapevolezza dei contrasti tra gioventù e vecchiaia, sulla

fugacità della vita e dei suoi piaceri. Queste ultime poesie sono il miglior prodotto

dell’alto Medioevo. Dalle poesie si capisce che amò la vita intensamente, quelle

scritte negli ultimi anni della sua vita sono estremamente commoventi.


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof D'Imperio Francesca Sara.

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