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LETTERATURA ITALIANA SP MOD. 1

Tiziano Zanato

APPUNTI

INTRODUZIONE

07/02/2022

Firenze non è un principato, è un comune nel secondo quattrocento. Sarà

importante parlare di Lorenzo de' Medici anche come uomo politico.

Prima parte del corso → Biografia di Lorenzo per periodi. A 20 anni succede

al padre.

Testi di riferimento:

1. testi con le opere: L, Medici, poesie;

2. Giulio Busi, Lorenzo de medici, una vita da magnifico, mondadori, 2017.

prima parte: biografia narrativa. Seconda parte: di fonti, testi utilizzati

capitolo per capitolo.

Esame: orale, prima domanda: lettura di un testo, poesia o prosa, e poi

commentare, parafrasare e spiegare ciò che si ha letto. Seconda domanda:

qualcosa che riguarda in generale Lorenzo, es. storia redazionale del

“commento” ecc.., quali sono le conseguenze della congiura dei pazzi

Data:

sull'opera di Lorenzo ecc.. tra il 21 e il 23 di marzo

PRIMA LEZIONE

Biografia

Pezzo dei ricordi (sono una scrittura tipica delle famiglie alto borghesi, per cui

il capo famiglia spesso scriveva alcuni elementi, date ricorrenze importanti

per la sua famiglia), sono annotazioni biografiche/familiari. L'intestazione dei

narrazione breve nel corso di mia vita e alcune altre cose di

ricordi:

importanza degne di memoria per lume e informazione

(definizione di ricordo)

di chi succederà cominciata il 15 marzo 1472

(di chi verrà dopo, figli, nipoti),

(questo 1472, non è il 1472, perchè è il 15 di marzo, è una datazione secondo

il costume di firenze, l'anno comincia il giorno della incarnazione di cristo nel

seno di maria cioè il 25 di marzo. Quindi se lorenzo ha scritto 15 di marzo

1472, noi dobbiamo tradurlo come 1473 (il nostro). È una datazione more

Ricordi:

florentino). Così cominciano i

«Truovo per libri di Piero nostro padre ch’io nacqui addì primo di gennaio

1448 [= 1449 in stile comune]; et ebbe detto nostro padre di monna

Lucrezia di Francesco Tornabuoni nostra madre sette figliuoli, quattro

maschi e tre femmine, de’ quali restiamo al presente [= 1473] quattro, dua

maschi e dua femmine, ciò è Giuliano mio fratello, d’età d’anni <19>, e io,

d’anni 24, e la Bianca, donna [= moglie] di Guglielmo de’ Pazzi, e la

Nannina, donna di Bernardo Rucellai»

prima di mettersi a scrivere questo testo, ha in m,ano un codice, un

manoscritto in cui suo padre Piero aveva scritto alcune date relative alla

nascita dei figli quindi anche quelle alla sua nascita. Trovo nei libri di nostro

padre (con i fratelli) piero, che io nacqui il giorno primo gennaio 1448 (nostro

1449), ed ebbe detto nostro padre della madre lucrezia, il padre ha sposato

lucrezia figlia di francesco tornabuoni, nostro padre ebbe da sua moglie 7 figli,

(i fratelli di lorenzo), 4 maschi e tre femmine, e al presente siamo rimasti 4, 3

sono morti (probabilmente morti in fasce), i figli sono questi che cita, Giuliano,

Bianca (moglie di Guglielmo de' Pazzi), e la Nannina (moglie di Ruccellai).

(Bianca e Nannina più vecchie di lorenzo, giuliano è il più giovane). Abbiamo

un quadro della famiglia di lorenzo.

Lorenzo è il primogenito maschio di famiglia di mercanti banchieri, sono

mercanti che fanno i soldi e poi cominciano a prestarli e quindi diventano

banchieri, le grosse fortune che si sono accumulate con i commerci vengono

poi utilizzate per attività bancarie. Erano originari del mugello, a Nord

firenze, quindi erano dei provinciali inurbati, famiglia non nobile, di buona

borghesia, alta. Il fondatore della dinastia dei medici è Averardo detto Bicci

(metà del 300).

Tavola IMG genealogica (moodle) → da averardo nasce giovanni, da giovanni

Cosimo il vecchio, poi suo figlio Piero il Gottoso (malattia dei medici, Gotta,

malattia renale, per la troppa carne mangiata, tanta caccia, morì di Gotta), e

poi suo figlio Lorenzo il magnifico (la malattia dei medici è la malattia dei

ricchi), (Maria: figlia illegittima). Giuliano fu ucciso durante l congiura dei

pazzi, aveva avuto un figlio, Giulio che poi diventerà papa dopo il cugino

Giovanni, sarà papa Clemente VII. La famiglia medici finisce con caterina

(regina di francia) moglie di enrico II e con alessandro duca di firenze che

viene ucciso. Per arrivare a Cosimo I, il granduca di Toscana (riconosciuto a

metà 500), bisogna prendere il ramo a destra di Lorenzo.

Cosimo il vecchio: nonno del magnifico, facitore della fortuna dei medici,

capace di ampliare l'aspetto finanziario bancario,. Aprì una serie di filiali del

banco medici in italia a Roma, a Napoli, a Venezia, a Pisa e a Milano e poi in

europa filiali in Francia (Ginevra, Lione, Avignone) e a Londra. Cosimo nel

1433 fu mandato in esilio, ci fu un attentato alla sua vita, scappò e fu mandato

in esilio, nel 33 la famiglia rivale quella degli Albizi, avevano preso il

sopravvento. Con una serie di manovre astute Cosimo riuscì a ritornare a

firenze nel 34 e a caccia i suoi nemici da firenze, Gli albizi e gli strozzi, gli

strozzi furono mandati a napoli e a ferrara e qui avranno un grande futuro.

(lucia strozzi, madre di matteo maria boiardo).

Dal 34 in poi Cosimo è il vero signore di firenze, signore privato, stando nel

suo palazzo, governa firenze che ufficialmente ha i suoi governatori, le varie

balie, le giunte, gli assessori, quindi rimane un privato cittadini perchè firenze

è repubblica, sono le magistrature fiorentine che nominano gli ambasciatori

dopo aver sentito che ne pensa cosimo. Tutto passa attraverso il palazzo di via

larga (palazzo medici riccardi oggi a firenze). Cosimo di fa erigere il palazzo e

questo era l'espressione esteriore del potere di cosimo (per farsi erigere

questo palazzo aveva fatto abbattere una ventina di piccole case nella zona).

Nel 1457 c'era stato l'insediamento ufficiale, quando lorenzo aveva 8 anni,

lorenzo passa lì la sua vita.

Lorenzo, ritratto, del ghirlandaio, è quello in centro con i capelli neri, con un

naso brutto. Ritratto realistico a sentire da quello che ci dice niccolò Valori (di

famiglia potente fiorentina, primo biografo di lorenzo. La biografia di valori

venne scritta in prima redazione poco dopo la morte nel 92, è una biografia

prima latino e poi volgare). Parte in volgare che riguarda la fisionomia di

lorenzo:

Dalla Vita di Niccolò Valori:

«Fu Lorenzo di grandezza più che mediocre, nelle spalle largo, di corpo

solido e robusto e di tanta agilità che in questo ad alcuno non era secondo;

e benché nelle altre esteriori dote del corpo la natura li fussi noverca

[‘matrigna’], non di meno, quanto alle interiori qualità, madre benigna se

gli dimostrò. Fu, oltre a questo, di colore ulivigno e la faccia, ancor che in

quella non fussi venustà, non di meno era ripiena di tal degnità che a’

riguardanti induceva reverenzia. Fu di vista debole, aveva el naso depresso

[‘schiacciato’ o ‘rincagnato’] et al tutto era dell’odorato privato […]. Ma

tutti questi difetti e mancamenti, se così chiamare si possano, con le dote

dell’animo e perspicace ingegno ricoperse».

era alto di statura, spalle largo, non c'era uno che stesse davanti a lui per

agilità pur con il corpo robusto, in agilità era abile, e non è stato fortunato

come bellezza esteriore, non era troppo bello, ma per le doti spirituali la

natura fu madre benigna perchè ne aveva molte di qualità intellettuali. E oltre

a questo fu di colore ulivigno, scuro, nonostante che nella faccia non ci fosse

bellezza, la faccia era piena di espressione nobile che a chi lo guardava era

portato a riverirlo, a sentirsi inferiore di fronte a lui. Ci vedeva poco e male,

aveva il naso depresso (schiacciato) che gli portava anche dei problemi di

fonazione e sentiva poco gli odori e i profumi.

Ma tutti questi difetti fisici con le doti dell'animo e con intelligenza ricoprì, li

metteva in secondo piano, emergevano le sue doti interiori.

Carattere: fu un ragazzo portato a eccellere, impulsivo nelle sue azioni,

ambizioso nei suoi progetti e impaziente di ogni limite.

Educazione: verso i 5 anni fu affidato a un precettore privato, il primo fu

gentile becchi, era un religioso, ecclesiastico, originario di urbino, chierico

potè fare carriera grazie ai medici, graxzie ai medici arrivò a essere vescovo

di Arezzo, ora fa da precettore a lorenzo (diventa dopo vescovo). Becchi scrive

diverse cose anche in latino, era anche un intellettuale, e diede la prima

educazione umanistica a lorenzo. Imparare a scrivere, a leggere e dopo il

volgare insegnargli anche il latino e i metodi, la didattica consisteva in leggere

i principali autori latini e anche quelli volgari principali (dante, petrarca e

boccaccio). A 11 anni lorenzo leggeva come ci dice becchi in una lettera a

piero padre di lorenzo: lorenzo legge ovidio e giustino (storico romano, latino

meno complicato di livio), scrive che si diverte, si diletta molto tra le favole e

la storia romana. Lorenzo Non ricevette nessun insegnamento di carattere

tecnico e mercantile.

Altri maestri: dopo arriva anche Marsilio Ficino, Cristoforo Landino e Angelo

Poliziano (5 anni più giovane di lorenzo).

Cristoforo Landino: sarebbe diventato prof,. Dello studio fiorentino (uni di

firenze), lorenzo poté seguire i suoi corsi di poetica e retorica rivolte alla

latinità classica, tenne corsi su cicerone, orazio, giovenale, virgilio, ma anche

sul canzoniere di petrarca. Scrisse anche vari commenti che poi arrivarono a

stampa di orazio o di virgilio e fu un grande commentatore: il commento più

importante del 400 a dante alla commedia fu quello di landino che arrivò a

stampa nel 1481 e diventò un best seller, fu stampato e ristampato, fu

utilizzato anche come una sorta di piccola enciclopedia portatile, nello

spiegare passi e personaggi della commedia quindi si potevano trovare

informazioni da piccola enciclopedia tascabile. È un commento in volgare,

quelli a orazio sono in latino. Landino fu anche un poeta e un prosatore latino,

scrisse un canzoniere d'amore in latino intitolato “Xandra, (Sandra)” e fra i

trattati che lui scrisse c'è un dialogo di tipo ciceroniano disputatotiones

calandulenses (?) e tra i vari personaggi importanti entra anche lorenzo.

Marsilio Ficino → grande filosofo platonico, lui fu incaricato da cosimo de

medici (anche marsilio era un chierico anche poliziano lo sarà), e

sovvenzionato da cosimo che nel 1462 lo incaricò di tradurre tutto platone, dal

greco in latino. Cominciò la traduzione completa di platone e ficino fu anche

prolifico scrittore di trattati che vedremo che alcune opere minori di lorenzo

siano delle traduzioni in versi di lettere e trattatelli in latino di ficino. Ficino è

un filosofo e la sua opera principale è la theologia platonica, in cui cerca una

conciliazione tra platone e la teologia del suo tempo (aristotelica), conciliare

sul piano metafisico aristotele e platone.

Giovanni Argiropulo: greco bizantino venuto in Italia con la diaspora, aveva

portato codici greci, fu chiamato a insegnare dfalettica ed etica allo studio

fiorentino ed era un aristotelico. Riproduzione di manoscritto (moodle),

insegnò a lorenzo soprattutto filosofia.

Lorenzo ebbe contatti con artisti come Leon battista alberti: nel 59 dedica a

lorenzo i suoi trivia senatoria, è un opuscolo sull'arte oratoria, l'oratoria la

dialettica e la retorica sono studiate nei giovani a quel tempo.

Formazione di Lorenzo → quasi da umanista, come se lui fosse destinato a

diventare un altro poliziano, cosa che non poté fare per i suoi doveri politici

dopo la morte del nonno cosimo nel 64 prende il potere piero che però è tanto

ammalato che si muove male anche fisicamente, quindi spesso lorenzo

sostituisce il padre anche in ambasceria, quindi lorenzo poi se ha avuto un

educazione di carattere umanistico dovrà pensare alla politica, nel 69 muore il

padre e a 20 anni prende in mano il potere e fino a quel momento ha scritto

varie opere poetiche e dice che non può più permettersi di fare il poeta perchè

deve occuparsi della politica, cosa che smentirà un mese dopo perchè

ricomincerà a scrivere. Il lorenzo politico per forza, il lorenzo poeta per

passione personale. SECONDA LEZIONE

08/02/2022

Prendere il libro in versione kindle, la versione cartacea non si trova, per il

volume di Busi.

Periodo della formazione di Lorenzo → è invitato a partecipare in alcune

apparizioni pubbliche, occasioni politiche ad esempio durante il periodo della

sua pre adolescenza nel 59, a 10 anni, a firenze arriva galeazzo maria sforza,

duca di milano, e a lorenzo viene fatto recitare un discorso di saluto al duca,

scritto dai suoi precettori. Poi Lorenzo sfila in alcune armeggerie, nome

tecnico di sfide in nome di pace, sorta di tornei, e il momento clue del torneo

si faceva con armi speciali che non uccidevano. Queste armeggerie, la parte

da sottolineare è quella iniziale quando c'era una manifestazione in cui i

partecipanti si presentavano con i loro stemmi e si presentavano con vestiti

lussuosi, con pietre preziose, i vari stendardi venivano fatti dipingere da

pittori di vaglia, era un occasione di ostentare la propria ricchezza, il proprio

potere. Lorenzo vi partecipa fin da giovane a queste presentazioni di

armeggerie. Poi parteciperà come vero e proprio cavaliere più avanti.

Nonostante la sua giovane età è fatto segno di una serie di richieste e aiuti di

favori da parte di molti personaggi di molte astrazioni sociali, gli arrivano

lettere di richieste. La prima lettera dell'epistolario è una lettera di

raccomandazione di un personaggio qualsiasi e siamo il 18 novembre nel

1460, 11 anni, e comincia già a raccomandare persone. La maggior parte del

tempo libero lo passa divertendosi e a studiare con una cerchia di amici

stretta, amici che avrà anche più avanti da adolescente e da giovane, la

cosiddetta brigata degli amici, questa brigata si renderà palese in alcune

opere, ad esempio nel simposio, o nell'uccellagione di starne. Tra le avventure

amorose, sono flirt, gentile becchi, precettore principale di lorenzo, in una

lettera del 66 mandata al padre di lorenzo, (16 anni), aveva incontrato la sua

bella, lucrezia donati, colei che canterà nel suo canzoniere, gentile rimprovera

lorenzo di andare lorenzo spiacevoleggiando a femmine (facendo cose

disdicevoli con le giovani). Tra queste si insinua un amore importante, per

Lucrezia Donati, che di solito si considerava sua coetanea, nata verso il 49, se

non ché come ci fa notare busi a pagina 273:

in base a questo documento Lucrezia avrebbe 2 anni di più di Lorenzo, però

questa citazione va interpretata: abbiamo una dichiarazione di redditi che si

faceva a Firenze, dove si presentavano i componenti della famiglia, i loro beni

e in base a questa auto dichiarazione pagano un certo tipo di tasse. Anche

questo signor Manno che viveva nel quartiere di San Giovanni, il gonfalone

Vaio è una porzione di questo quartiere. Data 1458, se è 59 (in base al

costume fiorentino), allora Lucrezia è nata nel 1448, quindi più vicina all'età

di Lorenzo. Era l'ultima figlia di questo Manno Donati, il padre non aveva tanti

soldi per la dote della famiglia, lei era stata promessa sposa dal 52 (quando lei

aveva 15 anni), promessa sposa a un esule fiorentino, niccolò ardinghelli,

famiglia avversa a cosimo de Medici, per quello niccolò ardinghelli era in

esilio, e quindi per il fatto di essere in esilio aveva accettato di sposare sta

ragazza anche s e non aveva una grande dote e il matrimonio avvenuto nel 65.

date in cui è più intenso il rapporto d'amore poetico con Lorenzo. Il promesso

sposo era sempre fuori firenze, in occasione delle nozze si festeggiò anche un

autoguadagno che aveva fatto niccolò con i suoi commerci. Un ducato era

circa 100 euro di oggi. Sappiamo alcune cose su questo matrimonio grazie alle

lettere di un altra donna, alessandra macinghi strozzi, nel 34 gli strozzi erano

stati allontanati da firenze al ritorno di cosimo, infatti i figli di alessandra

erano tutti a napoli e una buona parte della sua esistenza la passò a napoli e

poi tornò a firenze. Qui scriveva ai figli tenendoli informati, spettegolando su

lorenzo e lucrezia, e sottolineava come appunto lorenzo fosse il cavalier

servente di lucrezia e che aveva piacere che il marito se ne stesse all'estero.

Lucrezia era molto bella. Lorenzo nel suo canzoniere, dedicherà alle mani di

lei un sonetto, secondo domenico de robertis questa dama del mazzolino

(scultura) è da identificarsi con lucrezia. (Andrea del Verrocchio, Dama dal

mazzolino).

A Lucrezia comincia a dedicare i primi suoi scritti poetici facendone poi il "suo

unico amore". La sua donna principale nel senso platonico e petrarchesco

della definizione. Dopo la morte di Cosimo, cominciano a cambiare i ritmi e le

attività che Lorenzo deve svolgere pubblicamente. Leggiamo un pezzo dei

Ricordi di Lorenzo:

Da Lorenzo de’ Medici, Ricordi «Cosimo nostro avolo, uomo sapientissimo,

mori a Careggi addì primo d’agosto 1464, d’età d’anni 76 in circa, molto

lacerato [‘ridotto a mal partito’] dalla vecchiezza e dalle gotte, con

grandissimo dolore non solamente di noi e di tutta la Città, ma

generalmente di tutta Italia, perché fu uomo famosissimo e ornato di molte

singolari virtù. Morì in grandissimo stato [‘condizione sociale’], quanto

cittadino fiorentino di cui sia memoria. Fu seppellito in Santo Lorenzo. Non

volle far testamento, né volle pompa funebre; nondimanco, tutti i Signori

d’Italia mandorono a onorarlo e a condolersi della sua morte, e intra gli

altri la Maestà del Re Luigi di Francia commisse [‘

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nora96_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Zanato Tiziano.
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