Estratto del documento

Importanza della poesia nella scuola primaria

Importanza della poesia nella scuola primaria, ma anche della prosa, la poesia è molto più vicina al bambino a volte, piuttosto che agli adulti. Come si può notare nella predisposizione alle filastrocche, infatti, la poesia non è fatta solo di contenuti, ma trasmette delle idee non tanto grazie al suo contenuto ma grazie agli elementi del suono, del ritmo. Ovviamente non tutta la poesia, soprattutto la contemporanea. La poesia contemporanea è considerata difficile, poiché non si coglie un significato, spesso incomprensibile. Il maestro deve scegliere testi adatti alla comprensione dei bambini, non necessariamente semplici da comprendere.

Il tema dell'infanzia nel '900

Il tema dell'infanzia è un tema centrale e molto sentito nel corso del '900, perché all'improvviso l'infanzia si pone al centro dell'interesse. L'infanzia non è un'età protetta, infatti, ad esempio, nell'antichità era un'età proibitiva. Derivazione etimologica di infanzia, infans latino, vero latino fari vuol dire parlare dire, e la preposizione premessa è negativa. L'infante è colui a cui manca la parola, colui che non parla ancora, incapace di esprimersi con la parola. Il bambino è il lattante che non può esprimere i suoi bisogni, il suo pensiero attraverso il linguaggio, ma si esprime in altre forme inarticolate. Grandi cambiamenti culturali che all'inizio del '900 inaugurano l'attenzione sull'infanzia. In tutta l'antichità è svalutata, non sono mai rappresentati perché non esistono, sono ritenuti selvaggi da plasmare con la paideia, con l'educazione e formazione classica. Questa svalutazione perdura in epoca medievale e moderna. Solo nel '900 con gli studi pedagogici e psicologici; si ricordi l'interpretazione dei sogni in cui Freud afferma che alla base della nevrosi o altri disturbi psichici vi siano dei problemi vissuti durante l'infanzia. Si inizia a parlare dei diritti dei bambini solo nel 1924, poi indicazione dell'ONU che parla di diritto alla felicità. Solo negli anni '20 si inizia a pensare che il bambino sia un uomo da sbocciare, ma che l'infanzia vada salvaguardata e che va preservato e capito.

Influenza dell'infanzia sulla poesia del '900

Il corso riflette su una straordinaria fonte di ispirazione che ha avuto l'infanzia per la poesia del '900, praticato da molti poeti. L'età infantile è così presente perché è il momento in cui l'uomo incontra i primi segni delle cose, basti pensare ad alcuni poeti come Giovanni Pascoli, poeta che fa del fanciullo la controfigura del poeta perché il bambino per la prima volta si accosta alla realtà con uno sguardo da Adamo, autorale, perché la sua mente non è pregiudicata da nessuna ideologia, nessuna esperienza. Bambino = poeta, poeta è una figura cruciale per la comprensione della realtà che condivide con il bambino la capacità di guardare la realtà con uno sguardo vergine, senza pregiudizi. Equivalenza ricorrente nel '900, anche se questa idea ha un'origine antecedente. Fin dal romanticismo viene maturata questa idea e le parole del poeta sono illuminanti perché non filtrano la realtà. Dirà Pascoli nella prosa del fanciullino che il poeta così come il bambino è un nuovo Adamo. È necessario richiamare il libro della Genesi in cui si racconta che Adamo ed Eva nell'Eden, Adamo può dare il nome alle cose grazie a Jahvè, il quale dà ad Adamo il potere di dare i nomi a tutto il creato. L'atto di imporre i nomi era quindi un atto di proprietà, dominio di tutto il creato.

Un poeta Edoardo... Condivideva una constatazione, diceva che ormai la disabitudine nei confronti della poesia a causa degli altri mezzi di comunicazione, le persone leggono sempre meno. È la scuola l'habitat in cui i bambini possono venire a contatto con la poesia che rischia l'estinzione. Nomi più importanti della letteratura del secondo '900: Caproni, Pasolini, Zanzotto che sono stati tutti insegnanti. Importanza per i bambini del contatto con i bambini. Due esempi critici contemporanei: Bertoni, invece, ha scritto un saggio nel 2012 che si intitola La poesia contemporanea, in una sezione fa un'indagine sulla lettura delle scuole e dice che in un'indagine su alcune classi elementari su bambini tra 3 e 10 notano intorno al 2010 che i bambini conservano una pulsione all'uso vivo, musicale del linguaggio, sintomo di un bisogno di poesia secondo gli studiosi. Quando la poesia diventa una materia di studio, la poesia diventa uno studio letterario e non viene più assaporata.

Visione dell'infanzia nella storia della cultura

La letteratura è vista come uno specchiamento idealista della realtà. La peculiarità della letteratura è che crea visioni del mondo che agiscono sulla realtà. Ad esempio, alla fine del '700 iniziano a farsi sentire delle voci sui diritti delle donne, hanno in questo periodo grande importanza per sensibilizzare i lettori, i romanzi. Ad esempio, quelli di Rousseau. Perché gli uomini capiscono che il pregiudizio è alla base di visione della vita. Presupposti filosofici che hanno influenzato l'immagine dell'infanzia. Aspetti importanti della filosofia. Un elemento importante risalente all'età moderna, dal '600 (rivoluzione scientifica) in avanti, è usata una metafora che usa un filosofo Gianbattista Vico, autore della Scienza nuova 1725, è un'equiparazione fra l'età dell'uomo e l'età del mondo, piano ontogenetico e piano filogenetico, ovvero che tutta la storia dell'uomo è vista in termini biologici, organologici come se fosse il passaggio dall'età infantile e poi via via le varie età rappresentano gli stadi di crescita dell'intera umanità, piano filogenetico aspetto sociale relativo a tutta l'umanità, piano ontogenetico legato al singolo. Principio della filosofia della storia.

Importante è anche il saggio Padri e figli nell'Europa medievale e moderna, prima edizione francese del 1960, tradotto in italiano nel 1967. Autrice: Aries, capostipite studi successivi, sostiene che la scoperta dell'infanzia risale alla modernità, infatti nell'antichità era qualcosa di immaturo, di incognito, il bambino non esiste. Nella cultura moderna i presupposti che hanno condizionato l'immagine dell'infanzia sono: Vico fa risalire l'uso della poesia nella Scienza nuova agli stadi più primitivi dell'umanità, è come se la poesia fosse già connaturata all'infanzia. Vico dice che le tribù primitive, i primi uomini erano muti, si esprimevano con vocalizzi non articolati, ma poi con il passare del tempo gli uomini iniziano ad esprimersi come gli scilinguati, ovvero i balbuzienti che hanno problemi con la lingua e questo il ritmo è vicino alla poesia, l'equipara alle cantilene che usano il linguaggio poetico. Ad esempio, la lirica proviene dall'accompagnamento musicale con la lira. Corrispondenza tra il singolo e la specie umana. Quindi il ciclo temporale è modellato su quello biologico, tutta la storia dell'umanità è descritta in termini biologici. La pedagogia serve alle scienze speciali per interpretare l'antropologia e di tutte le scienze che si occupano dell'uomo prima della scrittura.

Il ruolo della fantasia nell'infanzia

Prima comune denominatore è che la vita interiore del bambino e del primitivo è caratterizzata dalla fantasia dove tutto è evidente e quasi animato. Fantasia in termini etimologici. La fantasia o capacità fantastica è la capacità creativa che sta alla base dell'immaginazione del bambino. È fondamentale su questo parametro lo studio di Boas che scrive un saggio nel 1973 intitolato Il culto dell'infanzia. Nota che l'infanzia in chiave di primitivismo, interpretazione infanzia come stadio primitivo, può essere pensata in un senso duplice, non solo positivo. Può essere considerata età dell'innocenza, un sapere intuitivo, superiore a quella razionale oppure può anche essere negativa come età di barbarie, dell'ignoranza, barbarico e della ferocia che va portata alla civiltà. Boas ha citato in luce le connessioni profonde tra l'immagine del bambino e l'artista in generale, ha approfondito la relazione fra culto del bambino ed esaltazione dell'arte primitiva, vi sia un luogo comune, ovvero si è portati a ritenere l'arte primitiva più vera, vi è un'esaltazione di entrambe. Uno delle principali di questa tendenza è la prosa di Giovanni Pascoli. Al centro della sua produzione vi è la meraviglia, ovvero quello stupore incantevole che si prova quando si incontra una cosa per la prima volta. Idea condivisa anche da Cristina Campo che scrisse dei saggi importanti sulla poesia che viene assimilata all'infanzia, afferma che la scienza e i nuovi mezzi di comunicazione portano a far spegnere la libera invenzione del bambino perché sono mezzi iconici che usano prevalentemente le immagini. Un altro filosofo Bart sarà della stessa opinione. Spunto recente bisogno di educare alla fonte scritta. Per Bart è necessario che i bambini giochino per costruire delle proprie idee, critica la plasmazione del bambino senza poter creare un mondo a sua misura.

Infanzia e arti nel '900

Nel corso del '900 altre fonti, ad esempio quelle dell'arte, riflettono sull'infanzia, anche il cinema. L'enigma di Kaspar Hauser... Film consigliato rielabora il mito secondo cui il bambino sia proprio l'uomo primitivo, e si rifà ad una storia avvenuta in Germania, enigma del protagonista adulto ritrovato dopo tanti anni che era stato abbandonato e che non aveva mai avuto rapporto con l'umanità. Era un uomo bambino. Racconta dello shock dell'uomo nei confronti della città contemporanea. È come l'uomo primitivo che si ritrova nell'età moderna, senza uno sviluppo. Un altro mito riprende Erodoto, mito dei parguli, pargulis bambinelli, Psammetico, mito tramandato da Erodoto.

Mito: racconta che il re egiziano Sammedico era ossessionato dall'antichità delle sue stirpe, aspirava a far sì che il popolo egizio fosse il primo popolo, contesa con i Greci, Persiani che rivendicavano questo ruolo. Allora ordina un esperimento, che due gemelli neonati siano strappati alla madre e collocati in una foresta senza avere rapporti con i fanciulli. Incarica un pastore di portare il fabbisogno alimentare senza parlare con questi bambini. I bambini crescono, nello stato selvaggio. Un giorno il pastore si reca dai bambini, e un bambino pronuncia "becos", che nella lingua orientale vuol dire pane. Quindi il bambino richiede il pane in maniera spontanea. Conclusione: bambino non condizionato, risultato i bambini allo stato brado ha innato in sé la lingua dell'uomo, uomo frigio, mediorientale, grosso modo Turchia. Primo popolo fosse stato quello frigio. Primo luogo: prima lingua parlata.

Il '900: secolo dei bambini

Femminista svedese che pubblica il manifesto Il secolo dei fanciulli. Il '900 definito anche secolo breve, età dell'ansia. Dichiarazione, un auspicio, perché questo manifesto auspica che avvenga un cambiamento sociale, politico, estetico che presentava i diritti universali ma anche i diritti dei bambini. Prendendo ispirazione dal manifesto di Hellen P la nostra società ha fatto grande riferimento che ha voluto studiare le visioni collettive dell'infanzia che si sono riversate nel mondo. Utopie mondo dei bambini.

Punti di svolta nei diritti dell'infanzia

Punti di svolta per la legislazione in materia dei diritti dell'infanzia che si situano dopo la prima guerra mondiale e prima della seconda. Direttive a protezione dei bambini. Il '900 è il secolo nel quale si sussegue una serie di emendamenti per supportare e sostenere i diritti dell'infanzia a partire dalla dichiarazione di Ginevra del 1924 per arrivare alla dichiarazione dei diritti del fanciullo in cui per la prima volta si parla di diritto alla felicità, gioco e studio. Gioco visto come un diritto del bambino che con il gioco sollecita la propria immaginazione. 1989 tappa importante convenzione sui diritti dell'infanzia, anno caduta muro di Berlino, decreta il diritto all'ascolto dei bambini che anche in campo giuridico possono essere uditi come testimoni. Dal 1959 al 1970 periodo significativo, ad esempio 1968 manifestazioni studentesche, diritti delle donne, anni in cui si mette in discussione l'ordinamento etico, morale e si mette in crisi il principio di autorità. Idea chiave della presa di parola, per cui anche gli studenti possono prendere la parola. Si mette in crisi l'autorità e la cultura dei padri. È l'epoca dei figli. Capovolgimento dei valori, crisi valoriale.

Tra anni '60 e '70 anche la riflessione sull'infanzia fa dei passi in avanti, in Francia Foucault ragiona sulle minoranze di genere, bambini, folli e donne e filosofi futuri trattano la decolonizzazione (emancipazione) dell'infanzia, mondo da vedere come uno stadio a sé che per essere compreso va studiato. Uno di questi pensatori Roland Barthes, pensatore francese, grande semiologo. Una delle raccolte più significative Miti d'oggi in cui studia le "mitologiche" di questi anni che cerca di smontarli proponendo un modello alternativo. Fa delle riflessioni provocatorie sulla concezione del bambino nella propria contemporaneità.

Infanzia e letteratura contemporanea

Parla dell'incapacità della sua epoca contemporanea che non è in grado di concepire l'infanzia come alterità. Dice che nell'età classica il bambino non contava nulla, età greca e latina, si sperava solo che l'infanzia fosse breve per arrivare alla pienezza dell'età adulta, età della ragione nella quale si sarebbe potuto parlare dell'uomo. Filosofia unicista che non considera tutto ciò che esce fuori dall'idea di uomo. Infanzia ritenuta tempo morto, di cui non si poteva dire nulla. Barthes dice che a portare alla ribalta il ruolo del bambino è stato l'800, che lo porta a visibilità perché lo associa ad un bisogno di innocenza. In ciò ha avuto un ruolo importante la cultura romantica, l'eroe romantico, personaggio antisociale. In questa età post romantica in Italia decadentismo → D'Annunzio estetica decadente, Pascoli erede del simbolismo francese. L'800 ha inventato l'innocenza, che prima era sconosciuta. A fine '800 cambia lo statuto dell'intellettuale, che perde il suo aspetto sacro, si sente un marginale rispetto alla società. Movimento di ripiegamento in una specie di rifugio, regressione allo stadio infantile. L'infanzia associata all'innocenza; accanto all'idea del genio ribelle trova un buon ruolo anche l'ingenuo bambini. Figure esule, pazzo, folle, genio incomprese. Per tutta la modernità l'infanzia è un mito associata all'irresponsabilità. Età infantile concepita discontinua rispetto all'età adulta, perché si perde una sorta di Eden, paradiso che nell'uomo adulto tace. Conclude dicendo che l'infanzia perdura soltanto in una forma residuale nel poeta, colui che riesce a conservare il fanciullo nonostante l'età adulta.

Influenza della società sui bambini

Alla base sistema capitalista che riduce il bambino ad un consumatore, soprattutto nei giochi infantili. La contemporaneità di Barthes riguarda gli anni '60 e '70, dice che nei suoi anni la letteratura si occupa dell'impegno politico, forte ideologia. Parola d'ordine impegno politico. Sostiene che in quegli anni la letteratura era talmente occupata dell'impegno politico che non poteva accostarsi al tema dell'infanzia, che era decaduta, poco interesse, anni in cui altre scienze si occupano dell'infanzia scienze psicopedagogiche. Il bambino diventa oggetto scientifico, storiografico di nuove discipline, per altre diventa un oggetto decorativo propagandistico per distrarre, nei cinema, pubblicità, fotografie artistiche. Ci si accorge che il potere primo del bambino è il potere decorativo, che diventa un "divo sociale". Bambini strumentalizzati come elementi per blandire, deve ammorbidire, il bambino è visto come una copia in piccolo dell'uomo. Due potere del bambino immagine: intenerisce l'adulto. Sfruttati dalla società dei consumi per il mercato, piccoli modelli. Terzo stadio contemporaneità: Seconda metà del '900: (antichità visione antropomorfa del) bambino misconosciuto, è visto come un bambino in potenza che deve passare all'atto.

Il ruolo del giocattolo

La cultura europea in questo periodo vede il bambino come una specie di altro se stesso, come dimostra l'uso del giocattolo che rappresenta la volontà di far diventare i bambini degli ingranaggi da far funzionare bene. Giocattolo rappresenta non i bambini ma la volontà di plasmare. Società che vuole plasmare i futuri uomini ad essere passivi. Giocattoli diffusi = microcosmi adulti. Visione di una società che riproduce passivamente l'egemonia dei poteri forti che vogliono dei cittadini obbedienti, privi di pensieri critici. Il giocattolo è sempre socializzato, formato dalle tecniche della vita adulta. Questi giocattoli non lasciano spiragli alla creazione, per preparare il bambino ad accettare tutto prima ancora che inizi a ragionare, in modo tale da fargliele accettare automaticamente. Le femmine preparate all'attività domestica e di madre. Così il bambino può introdursi solo come proprietario, consumatore o utente, mai creatore. Non crea oggetti significanti. Il bambino genera vitalità con la sua mano, attività stravolta dai giocattoli a causa di un imborghesimento della visione del bambino. Uso strumentale delle cose, in realtà andrebbero scoperte. Il bambino non deve nemmeno inventare i valori dell'essere adulti. Il bambino non crea oggetti significanti. Il bambino vorrebbe crearli, inventarli. C'è anche una parte sui materiali, che dovrebbero essere naturali.

Filosofo contemporaneo Agemben, ragiona sull'origine del concetto di infanzia che proviene da infans. Infanzia descritta soltanto dalla sua negazione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 21
Appunti Letteratura italiana Pag. 1 Appunti Letteratura italiana Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura italiana Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura italiana Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura italiana Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura italiana Pag. 21
1 su 21
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mary.ris di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bisello Ermelinda.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community