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Appunti Letteratura italiana

Appunti di letteratura italiana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Bisello dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea in scienze della formazione primaria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. E. Bisello

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meraviglia. parola del poeta coglie la sostanza della realtà nominata., è spesso la

parola non è quella convenzionale. Teoria della ricapitolazione.

Idea, principio che la poesia sia un alter ego dell’infanzia, ha origine nella poesia

romantica e poi si sviluppa nel ‘900 come spiegano i saggi di erminia ardissino.

Arcitesto, schiller poesia ingenua e sentimentale, scrive che il b è l’unico come il poeta

ad avere un rapporto con la natura armonico. autore ottocentesco. L’uomo adulto è

alienato dalla natura, è alienato in città. Non così il b che è il solo a mantenere

un’armonia con la natura. Equivalenza, così come il b mantiene un rapporto di vicina

con la natura, allo stesso modo il poeta rimedia questo rapporto di armonia con la

natura prima della separazione, lacerazione violenta fra l’uomo e la natura. Leopardi

influenzato da questa idea, che parlerà dell’uomo disincantato, distaccato dalla natura

a causa della ragione. 1 fase del suo pensiero. Scrive che la natura è scomparsa

dall’umanità. Bambino possiede l’integrità che poi viene perduta crescendo. Il poeta o

è bambino, ingenuo come i poeti antichi o la cercherà. Primo caso poeta ingenuo,

secondo sentimentale.

2 – 5

Simmetria tra età dell’uomo e del singolo. Testo di riferimento il culto della

fanciullezza, Boas formulato negli anni 70, periodo in cui è diffusa nuovo studio

dell’infanzia in seguito all’immersione delle nuove scienze pedagogiche. Fa un’analisi

ordinata sulle visioni dell’infanzia dall’età classica. Boas dichiara che è facile sostituire

il fanciullo all’uomo primitivo cronologico. equiparazione fra b e adamo, primo uomo.

Idea che Primitivismo attribuisce un valore positivo, di verità a tutto quello che è

all’origine del percorso, arcaico. Se la teoria primitivismo non trova delle verità

verificabili le inventa. Nella tradizione cristiana questo modo di pensare fu compensato

dal 1 capitolo della genesi Nell’eden adamo è creato perfetto in armonia con il

creatore poi però qualcosa si inclina, peccato originale. Idea origine perfetta. Base

teologica, teologica – cristiana che sta alla base del primitivismo.

Sul piano storico la tendenza nostalgica verso il uomo primordiale nell’europa

occidentale avrà un maggior fervore con le scoperte geografiche, indios. attenzione

mai venuta meno. Prime scoperte 500.

Considerazione dell’antichità classica, dove c’erano dei germi del primitivismo che si

declinava diversamente. Leggenda dell’età dell’oro, virgilio i tempi in cui regnava

saturno. Idea di un’età prima della storia in cui l’uomo viveva in perfetta armonia con

la natura, la terra dava spontaneamente il cibo. Mito dell’età dell’oro ovvero età di

Crono. i regni di saturno nella letteratura latina. Primitivismo sostiene che sia possibile

recuperare l’uomo primigenio con l’arte.

Cristianesimo =con la sua nascita, nuovo materiale per la fanciullezza. Gesù insiste

sulla purezza dei fanciulli che avranno il regno dei cieli

Risalta la figura del bambino. Capitolo 18, libro di matteo se non vi convertite e

diventate come i fanciulli non guadagnerete il regno dei cieli. Ovvero recuperare la

loro ingenuità.

Parte letteratura medievale immagina una forma di saggezza non appresa con

l’insegnamento.

800 – 900 Estetica branca della filosofia che si occupa dell’arte in ogni sua forma,

pittura letteratura ecc. alla fine dell’80 la filosofia e la riflessione sull’arte matura un

principio secondo cui la bellezza, la sensibilità no ansia frutto di un apprendimento

intellettuale ma sia innato sia innato dall’età infantile. Teorizza da corrado ricci che

scrive un saggio l’arte dei bambini fine 800. Ricci paragona i disegni dei b e dei popoli

primitivi. Altri studi riguardano il b come artista a fine 800, dove si dice che il

selvaggio e il b condividono una immaginazione viva che fa si che i b attribuiscano

all’apparenza un valore di realtà, sovrappone il segno artistico e la realtà. Teorema

storiografico di boas secondo cui alla base del secolo del fanciullo vi sia il primitivismo.

Giustificazione razionale dell’equivoco poggia su una accettazione acritica della legge

della ricapitolazione. Descrizione ciceroniana del b come specchio della natura.

Durante il secolo X- IX e poi anche nel 20 identificazione del fanciullo con il primitivo fu

completa.

Parte di ricognizione sui testi che non vanno slegati dalla teoria.

- U. Saba, Le 4 stagioni; sopra un ritratto di me bambino; il carretto del gelato;

- G. Giudici, Nelle sole parole che ricordo

- A. Gatto, bambino allo specchio, quel bambino, al mio bambino leone

- E. Montale, un mese tra i bambini, fine dell’infanzia

1 sezione descrizione dell’infanzia, Saba che esordisce nei primi del 900. 4 stagioni

= età della vita.

2 sezione perdita dell’infanzia

3 sezione morte prematura

4 sezione poeta – fanciullo veggente

5 sezione il padre

6 sezione padre – figlia la morte del padre

Filastrocche e ninne – nanne

1 sezione

Umberto Saba:

Mengaldo fra i primi a dare molta importanza a Saba, che a differenza del canone

valido era posto ai margini rispetto, non rientra nella triade quasimo, ungaretti e

montale. poeta sui generis, x questo mengaldo fa fatica a definirlo all’interno della

storia letteraria. Poeta neoclassico, appartato. Poeta nato a trieste quasi più

asburgica che non italiana. svevo e saba grandi letterati del primo 900, 2 grandi

appartati ma la loro collocazione geografica. Come svevo i critici letterari dicono

che non scrive un buono italiano, xk a trieste forte presenza del tedesco e

resistenza dialetto triestino. per il suo carattere di essere marginale, a trieste arriva

tardi influsso del simbolismo francese. Non subisce l’influenza né di D’annunzio né

di Pascoli. I suoi modelli di riferimento sono classici, petrarca. Saba intitola la sua

raccolta del 1921 canzoniere che si richiama al testo di petrarca, titolo che fa

trasparire una discendenza poetica. Mengaldo nella sua ricostruzione mostra che il

canzoniere è un’opera su cui lavora molto. Nel 1921 esce la 1 edizione. Nel 45 esce

la 2, aumentata e ripensata in alcune sue partizioni. Non ha a che vedere con la

linea simbolista e decadentista. Richiama la tradizione lirica del 700 e 800. Il fatto

di subire un certo ritardo letterario, viene compensato però da una maggiore

vicinanza alla cultura mitnicaeuropea. il suo parlare tedesco lo rende percettivo agli

scritti di Freud e nietzche. Egli stesso va in analisi e il tema dell’infanzia è in lui un

nodo costante. Apparente quotidianità della sua poesia. Da un punto di vista

lessicale La sua poesia non è aulica, non usa dei termini aulici, è un lessico molto

piano, molto d’uso. La sintassi e la metrica sono molto elaborate. celebrazione del

quotidiano e innalzamento del quotidiano a materia degna. Idea della poesia come

autoconfessione, scrittura di sè. sovrapposizione fra scrittura e percorso analitico.

Elemento di autoconfessione nella scrittura che è legata ad una formula di

esorcismo di tante paure. Si scrive per fugare le paure dell’io bambino. Forte il

tema legato alla madre. Infanzia travagliata. nasce da una madre ebraica e padre

cattolico. Padre lo abbandona prima della nascita. Madre autoritaria, fredda

incapace. si contrappone alla figura paterna. contrapposizione fra la madre e la

balia slovena Peppa Sabaz. Assume il nome della balia, figura adorata dal poeta.

Le quattro stagioni

Poesia come inizio perché è dichiaratoria non solo della prima età, prima della

storia, astorica, ma anche di quelle a venire viste come età del decadimento. Saba

in tutta la sua esperienza pratica la poesia senza soluzione di continuità e la sua

poetica è incentrata sull’autoanalisi e sull’autobiografia di fondo. Canzoniere

definito dalla critica come romanzo di una vita povera di avvenimenti ma piena di

risonanze interne. Realismo della poesia, nell’autoconfessione e forte

conservazione rispetto alla tradizione poetica. Il Canzoniere è una raccolta che

aspira a fare della poesia il ritratto della totalità dell’esistenza. Linguaggio

apparentemente quotidiano improntato all’estrema limpidezza. Linguaggio

comprensibile che però conserva la tradizione. Registro colloquiale su cui si innesta

un linguaggio letterario, che parte dal canone. Poesia di sentimento, di riflessione

sul significato. La psicoanalisi si fonda sull’ interpretazione dei vissuti dei vissuti

infantili. I 2 aspetti non vanno disgiunti.

Abbiamo tante anastrofi, iperbati, enjambements . Interviene molto sulla sintassi.

Prime 4 strofe. Infanzia verde prato associa il colore verde alla speranza. Età in

cui tutto ancora deve realizzarli, il b ha tutta la vita di fronte a sé. A tempo

complemento di relazione. Età perfetta in cui non c’è consapevolezza del tempo.

L’uomo e l’animale sono una cosa sola. Cosmo in cui tutto

Età piena di meraviglie, in cui il b è meravigliato da tutto.

Introduzione di un animale non a casa. Usa l’agnello perché è simbolo

dell’innocenza.

Riferimento ad una vita scandita da ritmi naturali. Il sole quando nasce porta

l’allegra fame. E lunghi sonni al suo tramontare.

Staticità mossa, messa in crisi dalla giovinezza. Saba si richiama a un mito, mito di

ulisse dantesco, eroe dell’avventura che x tutta la vita non cessa il viaggio per

esplorare il mondo. Sovrapposizione tra giovinezza e figura di ulisse. Giovinezza

mare tempestoso. inversione con il soggetto al termine

Ricorsività del tempo, ciclicità del quotidiano.

Età adulta in antitesi alla turbolenza giovanile. Età dedicata alla costruzione

fabbrile attraverso il lavoro. Nella ripresa dell’età dell’oro poeti come virgilio. Nella

luce ogni cosa splende

Spunto leopardiano, molto presente la sua presenza. Primo sistema, della natura e

delle illusioni.

Constatazione che riguarda l’amministrazione del tempo.

Anastrofe. Erboso prato si riferisce alla sepoltura

Sopra un ritratto di me bambino: testo autobiografico, con andamento sentenzioso.

Termina con l’identificazione. Che si appoggia ad una nave finta. Idea del bambino

che si meraviglia di tutto. Presente contrassegnato

7 – 5

Saba con Ungaretti inaugura il 900 poetico. Prosa importante per capire la sua poetica,

Il piccolo berto, confessione autobiografica in cui racconta l’esperienza della

psicoanalisi.

IL CARRETTO DEL GELATO

Fa riferimento al complesso di Oreste trattato dai tragici greci (Eschilo) che racconta di

un matricidio per vendetta. Il mito è travestito da un manto poetico. Il mito affonda le

radici nella biografia dell’autore. Infatti abbiamo detto dell’infanzia di Saba. La madre

è stata abbandonata dal padre prima della nascita del bambino. Il b è affezionato alla

balia. Figura del padre, lontana e controversia. Visto con gli occhi della madre è un

elemento riprovevole, negativo, dall’altro è oggetto di un amore nascosto. Saba lo

incontrerà in età adulta, e dopo questo incontro rifiuterà il cognome del padre e si

assumere quello della balia.

Il carretto del gelato siamo di fronte ad un sogno ad occhi aperti

Componimento semplice e lineari. In questa visione mentale in cui si inscena un

simulato suicidio del bambino per vendicarsi della severità della madre. Emerge quindi

la severità austera della figura materna che contrappone alla balia. Quando Saba

diventa maggiorenne rifiuta il cognome del padre e ciò rinforza l’odio verso il padre.

Rifiuto ma anche amore quasi inconfessato per non far dispiacere la madre. Poesia che

Inscena un b che tenta il suicidio.

Mito di Oreste: figlio di Agamennone e Clitemnestra che generano elettra e ifigenia

sacrificata quando costui è in procinto di partire per Troia. La madre dopo questo

sacrificio giura di vendicarsi e nel momento adatto lo uccide. Oreste è ancora bambino

quando accade questo ussoricidio. oreste uccide la madre per vendicarsi. oreste

uccide la madre per vendicarsi. conta ricordare l’uccisione della madre.

GIOVANNI GIUDICI 1924 / 2011. Per esperienze storiche e culturali appartiene ad un

altro periodo storico. Esordisce poeticamente in un’età matura. Esordio in medias res

che colpisce. Le sue prime 2 raccolte sono accolte positivamente dalla critica

letteraria. 1 La vita in versi 1965, 2 Autobiologia 1969. Giudici

scrive in un periodo storico contrassegnato dal boom economico (anni 60) e la sua è

una poesia che ha un filo di continuità rispetto alla lirica di Saba. Come la lirica di Saba

esprime una linea antinovecentesca, che si discosta dalla linea principale (ermetismo,

canone ritenuto il più importante fino agli anni ‘60) affermazioni di Pasolini. Saba non

si è mai potuto ascrivere, si è sempre discostato, x questo i critici lo accostano alla

linea antinovecentesca. Giudici si raccorda a questa linea che si propone di dare voce

all’uomo medio che esprime il nuovo periodo storico contraddistinto dal boom

economico, da un’industrializzazione e acculturazione di massa e il predominio delle 2

chiese. 2 chiese = forte cultura cattolica / scuola ideologica e politica, che affascina,

quella comunista che sfocia nell’iscrizione al partito comunista. Giudici definisce

questa ideologia come una seconda chiesa. Dal punto di vista poetico, come Saba,

Giudici, piega il verso tradizionale alla poisaicità dei temi. Usa un tono medio,

contrario all’aulicità. Nelle sue poesie si raffigura uno spiccato valore di

rappresentazione di sé però straniata, rappresentazione di sé vista in distacco,

difficoltà di riconoscersi come materia e soggetto della propria scrittura.

Rappresentazione con una sorta di estraniamento, l’autore si guarda dall’alto. La sua

poesia può essere definita come un interrotto dialogo. Questo Notato dalla critica

come la critica Lorenzini che sottolinea l’aspetto drammaturgico della poesia di Giudici

che assume un valore teatrale. Il poeta come un regista mette in scena l’attore. Da un

alto regista, da un lato attore. Mette in scena la propria voce. Proprio per questo il

Tono della sua poesia può essere vista come un racconto teatralizzato. Un altro

aspetto importante è l’attività di traduttore di poesia, traduce dal russo, come tanti

altri autori. Attività che ‘’contamina’’ il lavoro di poesia, poiché la poesia letta entra in

‘’circolo’’, subisce l’influenza della parola degli altri.

POESIA DI GIUDICI

La poesia non ha un titolo vero e proprio. Richiama la poesia di Saba e questo

ricondursi a Saba viene teorizzato da giudici nel testo, la ballata della lingua. In questo

componimento criptico sono omessi dei passaggi. Sullo sfondo vi sono delle Tracce

dell’educazione cattolica che ricevette a Roma dai padri giuseppini. Esiti di questa

educazione si riversano nella sua poesia, di quel sapere, formule della liturgia ed

emerge dalla poesia il dialogo a distanza con il canone biblico, denominato ‘’il grande

codice’’. Esiste un saggio ‘’il grande codice’’ di un autore americano il quale afferma

che la bibbia rappresenta un codice che fonda al pari dei classici la letteratura

occidentale. Anche per Giudici è così, infatti la memoria dei racconti biblici torna

costantemente. I cardini della sua opera letteraria sono: formazione cattolica,

Adesione al marxismo e impiego nell’industria, si occupava delle pubbliche

amministrazioni presso l’olivetti di Ivrea.

Il componimento raffigura il sé bambino che assiste ad una formula di catechismo che

la madre sta cercando di impartire e riproduce lo stupore che prova il b di fronte ad

una formula che non conosce e da qui nasce un tentativo di ricostruzione di cosa

accade nel bambino al sentire di quelle parole.

ALFONSO GATTO

Nasce nel 1909 e muore in un incidente nel 1976. Autore poliedrico infatti pratica

anche la pittura. Nasce a salerno da genitori calabresi e intraprende studi universitari

a Napoli che non porterà a termine perché inizia una sorta di pellegrinaggio nelle varie

città, una città cruciale è Milano. Milano, negli anni 30, è sotto il regime fascista infatti

Gatto viene imprigionato per antifascismo. Nel ’38 si sposta a Firenze e con Pratolini

dirige una rivista ermetica Campo di Marte. Gatto Viene associato all’ermetismo anche

se nella seconda parte la supera. Produzione poetica suddivisa in 2 parti: 1 anni 30 – 2

anni 50. I suoi primi 2 libri di poesia editi negli anni 30 sono accolti favorevolmente

dalla critica, soprattutto da Montale che nel ’25 aveva pubblicato la prima edizione di

Ossi di seppia. Oltre al poeta Gatto fa anche il critico e il pittore. La sua vita è molto

movimentata. Dopo Milano e Firenze approda a bologna anni ’40 dove fa l’insegnante

in un liceo e nel ’43 partecipa alla resistenza con le brigate del partito comunista da

cui si distacca negli anni ’50. Tema che accumuna molti intellettuali del periodo.

1 raccolta 1932 Isola dove si forma una prima grammatica ermetica del poeta, in

questa raccolta Gatto dà vita ad un proprio linguaggio con delle espressioni, delle

formule standard proprie dell’Ermetismo.

2 raccolta 1937 Morto ai paesi. Queste raccolte vengono poi radunate nella siloge

definitiva del 1961.

Oltre a queste raccolte ha una produzione parallela da un punto di vista editoriale.

Tema della descrizione dell’infanzia, è un tema ricorrente sia nella produzione

canonica che in quella infantile. Raccolte di poesia per bambini. 1945 Il sigaro di fuoco.

2 1963 Il vaporetto.

C’è anche una raccolta di prose 1943, in cui riprende ricordi infantili, ricordi dove si

racconta della morte prematura del fratello, teme ricorsivo in Gatto presente

soprattutto nella 3 sezione. Altre 2 raccolte anni 50 la forza degli occhi e osteria

flegrea. La produzione degli anni ’50 si discosta dalla precedente, xk dal secondo

dopoguerra abbandona l’ermetismo per andare verso un tono narrativo. La critica ha

visto una sorta di romanzo lirico.

ISOLA ricerca di una assolutezza, espressione perfetta che può mirare ad

esprimere l’assoluto e che abbia anche un valore assoluto.

Come si traduce questa ricerca di assolutezza linguaggio molto rarefatto. Lapidario,

ma usa termini molto sovrasignificanti. Linguaggio assoluto xk atemporale. Allusivo.

Viene interrotto come da improvvise rivoluzioni. Mengaldo parla di improvvise

accensioni di vissuto, all’interno di questo linguaggio ad un certo punto viene

interrotto da immissioni narrative che si rifanno all’infanzia. Mengaldo dice che è una

poetica dello spazio vuoto, rivisitato da ricordi e da epifanie, che esprimono l’incanto

dell’età infantile ma anche il distacco dal mondo dell’infanzia evocato miticamente.

Dice che in Gatto convivono 2 vene, da un lato l’influenza da parte di Pascoli con il suo

impressionismo, dall’altro presenza dell’ermetismo che si fonda sull’accostamento

analogico di immagini che sembrano non avere un impianto logico. Sono immagini

legate ad un rapporto solo con la mente dell’autore e che quindi risultano difficile da

cogliere. Questo accoglimento alogica, lo fa accostare al surrealismo. Funziona per

suggestioni analogiche.

8 – 5

Alfonso Gatto, poesie tratte dal Vaporetto e dal Sigaro di fuoco. Poetica nella 1 parte

ermetica, 2 parte anni ’50 si avvicina a una misura più narrativa e meno allusiva,

criptica tanto che la critica ha visto in lui un romanzo poetico. Adesione alla linea

antinovecentesca, termine coniato da Pasolini e inaugurata da Umberto Saba. Poeti

che non si chiamano alla corrente prevalente. 2 parte tentativo di immettere dati della

quotidianità in una visione surreale legato all’accostamento analogico di immagini.

Convivono in lui surrealismo e argomenti quotidiani. Infatti Alcuni poesie sono

generate da dati autobiografici (sezione 3 morte del fratello Gerardo). Prosa Sposa

bambina illuminante per capire la sua poetica e cosa sta alla base di alcune soluzioni

poetiche. La critica dice che in Gatto si può notare compresenza di poesia vera e

propria con il poema in prosa genere praticato nel simbolismo francese con

Baudelaire. Definita Poesia dal forte estro analogico, accostamento di immagini

apparentemente non legate da un legame logico. Mengaldo: impressionismo

decantato e arioso. Impressionismo ovvero accostamento di immagini che costellano

l’intera poesia.

AL MIO BAMBINO LEONE

Osteria flegrea. Dal punto di vista strutturale ci troviamo di fronte a 2 parti che

riguardano il punto di vista di chi descrive e l’oggetto descritto. 1 parte descrizione del

b avviene da un punto di vista oggettivo, come se a descrivere fosse un osservatore

esterno. 2 parte assume il ruolo di un osservatore soggettivo. 2 parte più accentuata

appropriazione personale. Io che si rivela essere il padre dal fanciullo descritto.

EUGENIO MONTALE

L’arco compositivo di Montale è molto ampio. Ossi di seppia 1925 1 raccolta, primo

dopo guerra con un clima storico terribile, anno successivo al delitto Matteotti. È un

antifascista. Sviluppo del totalitarismo e del fascismo. 4 raccolta Satura 1971,

paesaggio storico completamente diverso. Anni del boom economico, proteste

studentesche, rivendicazioni femministe. Satura, anni del benessere economico,

industria di massa, emigrazione di operai dal sud al nord per la grande industria,

aumento demografico. Montale vede questo benessere con un grande senso di

preoccupazione perchè vede tutti i rischi insiti nella società dei consumi e di massa, il

fatto che in questa società la cultura è marginale perché chi svolge un lavoro critico

come gli intellettuali sono messi a tacere da una società che vuole tutti i cittadini

organici e conformi al potere. Critica anche in Satura questa nuova fase storico,

sostanzialmente decadente. Anni in cui gli italiani imparano l’italiano dalla televisione

di massa. Abbandono del dialetto tramite i mass media. Satura è un titolo che viene

ripreso dalla letteratura latina. La lanx satura in latino era una specie di pasticcio con

tante cose, un piatto misto con tanti ingredienti. Montale lo adotta perchè questa

raccolta raduna materiali eterogenei, toni diversi, fusi nella stessa raccolta. In questa

raccolta, a differenza delle precedenti, prevale un tono narrativo. Registro prevalente è

una cadenza argomentativa molto logica, quasi l’argomentazione procede x

dimostrazioni come se si trattasse di ragionamenti filosofici. uso anche di definizioni

esatte, quasi lapidarie. Infatti la critica l’ha considerata una raccolta di aforismi che a

volte ha un carattere autorevole. È una raccolta che si suddivide in 2 parti: Xenia che

erano dei doni votivi nell’antichità, doni che i romani si scambiavano durante i

saturnali, ma qui M li considera come un regalo in memoria della moglie che era

appena morta. Richiamata con un epiteto affettivo che equivale a MOSCA.

La 1 sezione, Xenia, è seguita dalla 2 Satura che dà il titolo all’intera raccolta. Proprio

per il tono narrativo e x gli spunti dati da fatti di cronaca, comuni, ha fatto propendere

la critica che ha affermato la facilità di lettura di Satura. (raccolta precedente Bufera è

molto marcata sull’analogia e si rifà a Dante). Qui tono giornalistico, Poesia concepita

come intervento morale sulla società che definisce in decadenza attraverso le armi

dell’ironia e della satura. Uso del sermo umilis ovvero linguaggio umile, discorso

quotidiano quasi colloquiale. Altro punto, Montale è un traduttore, abile, e traduce

preferibilmente dall’inglese. Traduce Heinze oden. Si ispira da una poesia di Heinze

among school children per Un mese tra i bambini che gli consente di osservare

appunto i bambini e di darne ripetute definizioni.

Esame 2 parti distinte: analisi testuale o commento. Altre 4 teoria. Iniziare dall’analisi

strutturale.

LA FARANDOLA DEI FANCIULLI, da Ossi di seppia

La farandola è una danza, un girotondo molto vivace, antica danza provenzale quasi

persa. 8 versi contro + di 100 modulati nella Fine dell’infanzia. Viene descritta questa

danza su un greto del fiume o di un ruscello. Si riconduce alla descrizione della sua

infanzia ligure soprattutto in fine dell’infanzia. Danza paragonabile al rigoglio di vita

che scoppia sull’arsura, che germoglia da un terreno arido. Cespo umano è il cespuglio

umano, i b crescevano nell’aria pura e in uno sterpeto.

La farandola dei fanciulli sul greto

era la vita che scoppia dall'arsura.

Cresceva tra rare canne e uno sterpeto

il cespo umano nell'aria pura.

il passante sentiva come un supplizio

il suo distacco dalle antiche radici.

Nell'età d'oro florida sulle sponde felici

anche un nome, una veste, erano un vizio.

Cambia il punto di vista. Osservatore che vede questa danza e che si vede separato

dalle radici dell’infanzia. Radici del cespo umano. Età d’oro perfetta dell’infanzia dove i

fanciulli non avevano alcuna necessità. Questi fanciulli crescono ma la loro vita è uno

stadio non definita, senza nome e fatto di una nudità che lo rende semplice, nudità

simbolica. Spunti diversamente sviluppati in fine dell’infanzia.

FINE DELL’INFANZIA

Metrica tradizionale con versi ipermetri ovvero con numero di sillabe superiori rispetto

alla misura canonica. Ci sono elementi fonetici e lessicali molto aspri. Ad esempio c’è

un dantismo che è di roccia, rocciare. Ci sono dei termini onomatopeici. Per

comprendere questo componimento è importante una lettera del ’24 scritta dal poeta

all’amico Angelo Barile, è una lettera di chiarimento. Montale scrive nello stesso anno

in cui compone fine dell’infanzia. È una lettera di chiarimento. Spesso M faceva una

sorta di autointerpretazione. L’ha fatto soprattutto per le Occasioni e per Ossi di

seppia. Dice che il poeta ha spiato il primo sorgere del dubbio nelle anime infantili

tema già presente in Satura quando i bambini iniziano a dubitare che non esista la

trascendenza, che non vi sia nessun principio divino. Tema ricorrente. La sua ipotesi è

che il dubbio scettico si insinui già nell’infanzia. Montale aggiunge che questo dubbio,

che con il ricordo l’età infantile della felicità, della sicurezza, che è interiore, è nel

ricordo dell’adulto che si genera l’idillio. Non è un Montale leopardiano x cui il bambino

vive in una bolla felice e quando cresce la ragione distrugge questo velo di illusione. X

lui il dubbio è già insito nell’età infantile. Ma allora da dove viene il mito dell’età

dell’oro? Per lui è un mito che proviene dall’adulto che ricorda l’età infantile. Non

esiste di per sé l’età infantile, ma è un mito generato dall’adulto che ricorda. È l’adulto

che mitizza questa memoria di qualcosa di perfetto, di un rapporto con la natura

basato sull’armonia, sul rapporto di fiducia. In tutta la poesia è presente la memoria

delle ricordanze di Leopardi con la variazione che riguarda il generarsi di questo mito.

Prime strofe sono 2 fasi descrittive contraddistinte da una specie di ingordo di oggetti,

non vi è la descrizione classica del mito dell’infanzia come una specie di eternità

semplice e perfetta, ma questo ricordo è ricco di oggetti.

Nella 3 strofa predomina l’elenco che è accumula ansia di accumulare, del vuoto.

Principio orrore del vuoto (che riguarda 1-2-3 strofa).

Quarta strofa molta pronunciata la citazione delle ricordanze di Leopardi.

5 strofa c’è una specie di ritorno al presente però sempre all’interno della rievocazione

della fanciullezza.

6 strofa stessa cosa

7 forte cesura che spezza il poemetto in 2 parti. Subentra il disincanto, la disillusione.

Cambiano i tempi verbali 1 imperfetto, 2 passato remoto che vuol dire che quel

passato si è chiuso per sempre.

OSSI DI SEPPIA: uno dei critici + autorevoli per Montale si chiama luigi blasucci, che

nota un dato quantitativo ovvero l’impotenza che conta di 109 versi, testo + lungo

della raccolta. È un testo con i verbi quasi tutti al passato, quello di fine dell’infanzia è

un passato remoto dal punto di vista della prospettiva dei tempi e indicano una linea

dinamica mentre l’imperfetto tempo della durata del passato, dominante nelle prime 6

strofe ed è legato alla ricostruzione dell’infanzia nel paesaggio ligure. Il passato

remoto domina le ultime 2 strofe e segna la separazione dallo stato infantile.

Nella 1 parte quella che descrive l’infanzia gli eventi avvenivano quasi ciclicamente,

per sottolineare la mancanza del tempo secondo i bambini che vivono in un eterno

presente, che non hanno sviluppato il senso del passare del tempo. 2 parte, gli eventi

si verificano una sola volta e poi mai più.

9 – 5

Profilo poematico che segna una cesura rispetto al primo Montale quello di ossi di

seppia e al secondo quello delle Occasioni. Qui predomina un tono ironico, autoironico.

È un poeta che ha una precoce fortuna.

Fine dell’infanzia

Incipit coincide con un momento descrittivo che ripercorre l’itinerario esplorativo che

percorre il bambino e questo modo di seguire i percorsi del b dà il periodo ovvero

Riproduce lo spazio infantile, che via via si va ampliando.

Montale concepisce l’incanto dell’infanzia si su una base leopardiana, ma l’incanto

infantile è rappresentato con un accumulo di oggetti. Oggetti non tutti felici però. In

questi oggetti infatti sorge qualcosa di inquietante ovvero la visione critica che si

instaurerà nell’età adulta. La visione disincantata dell’esistenza.

1 strofa parentesi descrittiva con ingordo di oggetti dove si ha un’immagine di vita

senza residui perché vissuta tutta nel presente.

Seconda sezione che si concentra sulla fine, perdita dell’infanzia.

Autore dei frammenti lirici. Dittico. La critica affermò che è un frammento lunghissimo,

con un lungo sviluppo. 2 poesie che rappresentano un dittico sull’infanzia. Rebora è

un poeta difficile. Clemente Rebora è uno dei grandi poeti del primo 900 con Ungaretti,

e appartiene nella 1 fase della sua esperienza alla rivista La voce (1908 – 1913),

esperienza che lo influisce sulla elaborazione poetica per il gusto del frammento e il

gusto di una certa concentrazione espressiva che incide sulla concezione della sua

poesia che è stata definita dalla critica fortemente autobiografica. Uno dei suoi primi

critici Gianfranco Contini nota che è vero la sua poesia è autobiografica ma non conta

tanto gli eventi in sé quanto un’analisi interiore, molto ragionativa. Rebora supera poi

l’esperienza de La voce per trovare una vena personale. subisce una forte influenza

dalla 1 guerra mondiale. Irreparabilità esperienze della guerra. L’esperienza lascerà su

di lui delle tracce perpetue, infatti è stato colpito alla testa e avrà disturbi nervosi x

tutta la vita.Rebora si converte in età adulta e la sua inquieta ricerca di assoluta sfocia

prima in una conversione al cattolicesimo e poi nel sacerdozio nel 1936. Muore a

Stresa in convento dopo un’estenuante malattia. Del 1913 sono i suoi Frammenti lirici


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AUTORE

mary.ris

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico - 4 anni)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mary.ris di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bisello Ermelinda.

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