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APPUNTI LEZIONI LETTERATURA GRECA

Ulisse, intelligente astuto, compare nell'Iliade quando la guerra non è conclusa. Lì ha un canto in

cui racconta la sua avventura come spia con Diomede.

L'Iliade e l'Odissea à gli unici poemi giunti a noi che affrontano uno dei tanti temi dell'epoca =

guerra di Troia: una città in Asia minore, sullo stretto di Dardanelli. Per gli antichi questa guerra è

realmente successa à darono anche il giorno esatto della caduta di Troia che avvenne in epoca

remota. Ci sono varie date che corrispondono con il nostro calendario: 1334 a.C. o 1184 a.C.

(Versione più accreditata nel passato.). Pensavano che anche gli eroi fossero realmente esistiti in

un tempo più remoto in cui era più possibile per i mortali incontrare gli dei.

1870 à scoperta della città di Troia grazie a Schliemann à rovine di una antica città e identifica uno

strato con evidenze di incendi e distruzioni datato attorno al 1200 come la città di Omero. Trova

anche un tesoro di gioielli.

1876 à rovine di Micene, metà II millennio a.C.

1938 à dopo l'abbandono riprendono gli scavi. Sistemano le datazioni e lo "strato di Omero"

corrisponde ad un villaggio e non ad una città, si pensa che non sia Troia. [M.Finley -> la guerra di

Troia non è mai avvenuta].

1988 à Korfmann si convince di aver trovato le prove dell'esistenza della città

CIVILTÀ MICENEA

Ritrovato un archivio in lineare B (tavolette di argilla) à scrittura sillabica decodificata da Ventris

(architetto UK) e scopre che i micenei erano greci perchè queste tavolette erano scritte in greco

(anche se scritte in alfabeto diverso).

BASILEU (re in greco) e ANAX à usata da Omero e dai micenei (=signore supremo di palazzo). Si

trovano nelle tavolette anche i nomi di alcuni personaggi e divinità e le città più importanti sono

proprio quelle che Omero indica = Pilo (Peloponneso) e Micene.

Impero degli Ittiti à lingua decodificata à battaglia di Quaddesh à re Muwatalli II (1295-1272)

combatte la battaglia à negli archivi si trova una lettera che scrive ad un principe di una città

satellite chiamato Alaksandros (= nome greco di Paride, principe di Troia, figlio di Priamo) della

città di Wjlusa.

Re Hattusili III (successore) à scrive lettera in cui dice di avere dei problemi con una popolazione

in un territorio chiamato Ahhiyawa (= Achaia = Achei). Forse luogo al di là dell'Egeo, zona di

Wjlusa.

Per cui i poemi raccontano gli eventi di una guerra fra gli Achei e un territorio dentro la zona di

influenza degli Ittiti (1600-1200). 1 di 14

~ 1200 à crollo dei Miceni e degli Ittiti (distruzione dei palazzi) à gli egizi nei testi parlano di un

popolo del mare che porta distruzione nel mediterraneo (gli egizi riescono a sconfiggerli). Contatti

fitti far le sponde del mediterraneo.

Gli archivi micenei si sono conservati grazie agli incendi che hanno cotto l'argilla à probabilmente

le tavolette venivano raschiate ogni anno per essere poi utilizzate, quindi si sono conservate le

tavolette relative solo all'ultimo anno di vita dell'archivio del palazzo. Nell'archivio viene trovato il

comando all'esercito di presiedere la costa.

490-480 à impero persiano invade la Grecia, vittoria contro l'Asia à idea che Troia sia stata una

guerra contro l'Asia (V sec. a.C. Secondo Erodoto).

Troiani e greci hanno una cultura simile, in Omero non c'è conflitto o separazione netta.

1986 à trovato testo ittita che inizia con "Quando vennero dall'alta Wjlusa" à frase uguale trovata

nel poema omerico à possibile influenza derivata da cultura orientale sia negli schemi che nelle

situazioni e lessico à Guilgamesh = saga ittita del III millennio à alcuni hanno sottolineato molto la

somiglianza tra questo e quello omerico.

Omero à anche gli antichi avevano notizie vaghe e contraddizioni sulla sua figura à secondo la

tradizione è cieco e si suicida per non aver risolto un indovinello, così dalla disperazione si uccide.

Non si sa quando e se è vissuto, Erodoto dice che è vissuto 4 secoli prima di lui quindi nel IX sec.

Iliade ed Odissea furono scritti (trascritti) nel VI sec. a.C.

Parry à 1902-1035, filosofo, ritiene che non si può capire come sono nati i poemi basandosi

solamente sui testi degli antichi, ma bisogna cercare paralleli con la poesia tradizionale dei nostri

tempi (dei suoi) à lo trova in Jugoslavia à poesie a fondo storico che venivano recitati a folle

pubbliche da cantori perlopiù analfabeti che raccontava la memoria.

Osservando queste lui ritenne che la poesia di Omero nacque in questo modo = tradizione orale

cantata e improvvisata in occasioni pubbliche.

Scrittura alfabetica à ~800 a.C. à Per 600 anni non è stata trovata traccia della scrittura greca.

Nel 1200 scompare la lineare B con la scomparsa dei palazzi micenei e quindi i poemi si sono

tramandati oralmente.

Achei (Miceni) VS. Troiani (Ittiti) nella guerra di Troia. 2 di 14

Ci si pone la domanda di chi sia Omero e quando siano stati scritti i poemi  QUESTIONE

OMERICA

G.B. Vico  grande filosofo italiano. Poema omerico espressione di una cultura collettiva, di genio

collettivo.

Suddivisione cultura greca:

- 1200-800 a.C.  Fase di oralità pura, forse no possibile composizione scritta dei testi anche

perchè viene abbandonata la lineare B

- 800-400 a.C.  auralità fase in cui c’e la scrittura ma non viene usata per trasmettere e

comunicare la poesia (la poesia può anche essere stata scritta dall’autore ma viene

trasmessa oralmente)

- 400 a.C. in poi  nasce la scrittura in ambito letterario. Nascono anche canzonieri

Tra le ultime due fasi  Platone (scrisse molto), ma sostiene che ora che si inizierà a scrivere non ci

si ricorderà più di niente. Lui sostiene che le cose più importanti vanno dette a voce, perfino lui

stesso le tramandava ai suoi discepoli.

Mousikè = tutte le arti delle muse.

530 a.C/ 550 a.C  tirannia di Pisistrato, collocavano la prima stesura dei poemi di Omero.

Gli antichi distinguevano 2 grandi generi poetici:

1. Epica  poesia recitata. Accompagnata da suono di cetra, lira, barbiton, etc. Il cantore

(aedo = cantore o rapsodo = cucitore > prende canti diversi e li combina insieme. I termini

vengono usati come sinonimi) epico canta storie mitologiche, eroiche in esecuzioni

pubbliche. Spesso lo scrittore recita anche ciò che scrive. Particolare metro  esametro il

quale diventa tradizionale e ripreso in tradizione romana.

2. Lirica (melica= melos = canto)  poesia cantata. Accompagnata da strumenti a corda e da

strumenti a fiato (principale aulos = flauto lungo doppio tipo). Poesia di vario genere. Si

distingueva per la forma di esecuzione che era il canto.

Opera può essere monodica (solista) e corale (distinzione moderna) oppure entrambi

assieme. Veniva fatta anche con balli fatti dal coro = danzare dal greco chòros.

Canti per le feste di matrimonio, funerali, feste private (simposio = dove ci si riuniva per

bere dopo aver mangiato). Feste religiose, canti per le divinità fatta da un coro: esempio

peana per Apollo oppure ditirambi per Dioniso.

Tutta la poesia greca nell’epoca di Omero è poesia d’occasione. Pensata per essere eseguita in

particolari circostanze.

Lo stesso Omero ci svela che questa era una usanza antica. Dentro l’Odissea sono presenti due

figure di cantori: 3 di 14

- Femio  cantore di corte del regno dei Feaci dove Ulisse arriva alla fine. Egli canta le

vicende della guerra di Troia alla quale Ulisse aveva partecipato. È interessante come

Ulisse si metta a piangere nel sentire le vicende. Il re chiede di cantarne un altro vista la

reazione;

- Demodoco  canta per i Proci. Al ritorno Ulisse lo vuole uccidere, ma sia il figlio che il

cantore stesso si giustifica dicendo che egli stesse cantando ciò che gli altri avevano

chiesto.

Il poeta e soprattutto il cantore epico è posto sotto la protezione delle muse  questo rapporto lo

isola e lo rende diverso dagli altri  sorta di possessione (poeta posseduto dalle muse).

“Ione” = Dialogo di Platone  Socrate fa domande a Ione (= rapsodo) il quale partecipa alla

narrazione vivacemente con entusiasmo e trasporto, commovendosi.

All'interno del poema sono presenti delle espressioni che si ripetono più volte (formule).

Solitamente:

- nome + epiteto spesso ritornano occupando sempre la stessa posizione all’interno del

verso. La formula esprime un idea fissa (secondo Perry). Questo aiuta il poeta a ricordare e

completare il verso;

- scene tipiche come la scena del sonno o la vestizione del guerriero.

Perry  da interpretazione dell’opera di Omero  trasmesso in modo orale.

Negli anni 50 del 1900 si leggeva omero solo attraverso Perry. Solo che in questi anni venne

inventata la televisione e si inizia a sperimentare un nuovo tipo di oralità che condiziona e

influenza ed è anche autorevole. Viene anche concepito meglio il ruolo dell’oralità e le

interpretazioni di Perry.

Havelock Odissea come un enciclopedia

Serie di cose nel poema che hanno considerato Odissea come unione di nuclei originari messi

insieme. In realtà ha una costruzione molto ben studiata.

Vincenzo di Benedetto -> libro che è una reazione alle teorie oraliste. “nel laboratorio di Omero”

Oggi noi sappiamo che per anni era stata trasmessa in modo orale. 4 di 14

Odissea  struttura tripartita:

- libri/canti - I-IV  Telemachia

- X-XII  Nostos = ritorno di Ulisse (parte in flashback e parte in diretta)

- XIII- XXIV  Mnesterofonia = uccisione pretendenti

Primi 10 versi del primo libro  natura proemiale  parla in prima persona il poeta e invoca la

Musa:

- custode della memoria e del passato, conosce tutto il passato dell’ umanità e lo infonde ai

poeti che sono i prediletti

- Poeta intrattiene un rapporto personale e diretto.

Esempio: per l‘Odissea “Raccontami musa, l’uomo (uomo al centro dell’azione)”

Per l’ Iliade “Canta o dea la fura, la rabbia, l’ira di Achille”.

Nei poemi  centralità dell’uomo di cui si racconta la storia e il carattere.

ODISSEA: Storia di un uomo, un eroe, che subito viene definito con un aggettivo: polytropos 

traduzione non letterale = ricco d’astuzie.

Letteralmente: poly = molto; tropos, trèpo = girare  eroe che sa girarsi molto, che sa prendere la

posizione giusta a seconda delle circostanze. Indica innanzitutto la capacità di adattamento e la

mutevolezza di Ulisse (eroe che cambia in base alla circostanza.).

Conosciamo lo stato d’animo del personaggio  Ulisse ha dolori e sofferenze, ha patito molto.

Aggettivo formulare che accompagna Ulisse è polytlas = colui che ha molto sofferto, ma anche

sopportato per riuscire a sopravvivere.

L’obiettivo d Ulisse è il ritorno a casa e salvare la sua vita.

Deve cercare di far ritornare anche i suoi compagni perché è un comandante (ha combattuto nella

guerra di Troia), ma non è la “missione” principale. I suoi compagni non riusciranno a tornare.

M. Lavagetto  Ulisse è il viaggiatore senza testimoni  tutto il racconto e le sue imprese non hanno

testimoni per smentirlo e/o confermare.

Altro tema tipico  poema della casa, degli affetti famigliari e del rapporto tra uomo e donna. Le

figure femminili sono importanti: Atena, Penelope (moglie di Ulisse) Euriclea (la nutrice, riconosce

Odisseo prima della moglie, grazie alla ferita sulla gamba).

Un autore famoso dice che Omero ha composto l’Iliade per gli uomini e l’Odissea per le donne.

Figura di Penelope specie di Ulisse al femminile  molto furba, crea inganni (come tela) ed è

astuta.

Calipso impedisce il ritorno di Ulisse.

Poseidone non vuole il ritorno  ira vagamente giustificata (gli ha accecato il figlio Polifemo) che gli

impedisce il ritorno.

NB: spesso gli dei viaggiano verso i loro popoli preferiti (esempio: Apollo ama i popoli del nord;

Poseidone quelli del sud). In assenza di Poseidone gli dei ne approfittano per aiutare Odisseo, in

particolare Atena (= figlia prediletta di Zeus perché rispetto agli altri gli dà meno pensieri). 5 di 14


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra_Fra_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Ieranò Giorgio.

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