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C 10

APITOLO

Non è possibile dare una defnizione della moneta in termini oggettivi, ma la si può

inquadrare sulla base dei ruoli che ricopre. Le 3 funzioni che vengono comunemente

attribuite alla moneta sono:

misura dei valori, poiché rappresenta l’unità di misura dei valori economici e lo

 strumento per comparare beni diversi; si tratta di un’unità di misura del tutto

anomala, in quanto non possiede un referente oggettivo che consenta di stabilire

in termini assoluti la quantità di valore che la moneta esprime; il fattore temporale

incide sulla capacità della moneta di misurare i valori poiché il suo potere

d’acquisto varia nel tempo (solitamente diminuendo);

strumento di risparmio, poiché permette di accumulare e accantonare ricchezza

 non consumata;

mezzo di pagamento, poiché è universalmente accettata in cambio di ogni altro

 bene; è altresì lo strumento che permette di estinguere debiti pecuniari.

La moneta fa eccezione anche per quanto riguarda il diritto di proprietà, poiché

l’unico modo di goderne è disporne: è un bene la cui utilità si esaurisce nella

disposizione.

Altro aspetto caratteristico della moneta è il ruolo occupato dal tempo: esso

determina l’insorgere di interessi in quanto costo del godimento anticipato o del

mancato godimento della stessa in un dato periodo.

Esistono inoltre 2 tipologie di moneta:

legale, rappresentata dalla parte materiale della stessa;

 scritturale, rappresentata dalle annotazioni delle variazioni della stessa nei conti

 correnti.

La diferenza sostanziale tra le suddette tipologie risiede nel fatto che nel primo caso

se ne dispone consegnandola, mentre nel secondo scrivendola.

La banca è al contempo creatrice e trasformatrice di moneta, in quanto capace di

distribuirla tra il pubblico e farla passare da legale a scritturale o viceversa.

C 11

APITOLO

Il Codice Civile è diventato una fonte del tutto inadeguata a disciplinare i rapporti

banca-cliente: solo negli ultimi anni si è notato un crescente numero di disposizioni

normative che incidono direttamente su tale rapporto. Ciò è avvenuto a causa

dell’esigenza di proteggere sia l’interesse del privato al corretto svolgimento del

rapporto bancario, sia l’interesse pubblico alla stabilità e all’efcienza del sistema

fnanziario nel suo complesso.

Non esiste una sola tipologia di cliente, bensì è possibile distinguere:

clienti che pongono in essere solo rapporti contrattuali rientranti nello specifco

 ambito dell’attività bancaria;

clienti-consumatori, che pongono in essere una gamma di rapporti più

 circoscritto rispetto ai primi, in quanto non interessati all’attività imprenditoriale;

clienti-investitori, che invece si rivolgono alla banca per usufruire dei servizi di

 investimento.

La libera contrattazione dovrebbe essere protetta in un mercato di libera concorrenza

(o concorrenza perfetta), che però rappresenta solo un’ipotesi utile a individuare e

analizzare eventuali “fallimenti del mercato”. Proprio a causa della costante presenza di

fallimenti, il legislatore è costretto a intervenire sulla disciplina del contenuto del

contratto, allo scopo di uniformarlo favorendo il corretto e libero operare della

concorrenza.

Sia le disposizioni che cercano di indurre il cliente ad assumere decisioni consapevoli

che quelle che mirano a ridurre i costi di contrattazione sono fnalizzati a favorire la

competizione nel settore bancario.

A partire dagli anni ‘90 sono state introdotte alcune novità:

l’Ombudsman bancario, organismo a tutela del cliente cui solo questi può

 rivolgersi, ma solo per controversie di valore inferiore ai 10,000€; chi vi ricorre

conserva la facoltà di accedere alle ordinarie vie giudiziarie;

il Conciliatore Bancario, che ha lo scopo di portare banca e cliente a un accordo

 prima di ricorrere in giudizio;

l’Arbitro Bancario Finanziario, che costituisce un sistema di risoluzione

 alternativa, rapida ed economica delle controversie che possono sorgere tra

banche e clienti per valori inferiori ai 500’000€;

le Associazioni dei Consumatori, alle quali è attribuito il potere di segnalare alle

 autorità competenti eventuali abusi delle banche, sono legittimate a promuovere

azioni giudiziali e a partecipare in funzione consultiva alla defnizione di politiche

pubbliche a tutela del consumatore.

Molto importante è anche la legge sull’usura, secondo la quale non possono essere

applicati ai fnanziamenti dei tassi di interesse troppo elevati (defniti quindi usurai),

pena l’adeguamento dell’indice al livello della soglia massima consentita o la nullità

del contratto. Un tasso è ritenuto usuraio qualora superi della metà la media dei tassi

di tutte le altre banche del Paese.

Il sistema dei tassi massimi può provocare un efetto di razionamento dei crediti

perché il costo del fnanziamento è determinato dall’afdabilità e dalla rischiosità del

progetto da fnanziare. Pertanto, imponendo un limite massimo al tasso di interesse,

si può provocare una riduzione della disponibilità a concedere credito a soggetti e

iniziative che risultano più rischiosi.

Per porre rimedio allo squilibrio tra banca e cliente risulta spesso opportuno, da un

lato, favorire la concorrenza tra le banche e, dall’altro, assicurarsi dell’efettiva

osservanza da parte delle stesse degli obblighi di informazione e correttezza nei

confronti dei clienti. C 12

APITOLO

La raccolta del risparmio è, assieme all’esercizio del credito, una componente

fondamentale dell’attività bancaria.

Il deposito bancario, che rappresenta una forma di raccolta del risparmio, non

esaurisce le forme contrattuali che permettono alla banca di acquisire fondi con

obbligo di rimborso.

Il Codice Civile dispone che “nei depositi di una somma di denaro presso una banca,

questa ne acquisisca la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria

alla scadenza del termine convenuto (deposito a tempo) o a richiesta del depositante

(deposito a vista)”.

Nel tempo sono stati fatti numerosi tentativi per cercare di ricondurre il deposito

bancario a uno degli schemi giuridici tradizionali, purtroppo con scarsi risultati.

All’inquadramento del deposito bancario nel mutuo si oppone la circostanza in cui, a

diferenza di quest’ultimo, le somme depositate possono essere esigibili a vista e non

solo alla scadenza.

Se nel deposito il depositario (banca) a riceve un compenso (qualora il deposito sia

oneroso), nel deposito bancario è la banca stessa a dover corrispondere al

depositante (cliente) una somma di denaro (interessi).

Neppure il deposito irregolare può essere accostato al deposito bancario, in quanto in

esso la proprietà del bene depositato passa dal depositante al depositario per volontà

del primo, e non per volontà della legge.

In sostanza, il deposito bancario è un contratto reale che si perfeziona solo con la

consegna del denaro alla banca. Da quel momento il cliente non è più tenuto ad

adempimenti ulteriori, mentre la banca è tenuta non solo a restituire la somma

pattuita, ma anche a porre la propria diligenza nell’identifcazione dell’avente diritto al

rimborso: se essa infatti restituisse la somma a un soggetto che per dolo o colpa

grave non avesse idoneamente identifcato, non sarebbe liberata dal proprio obbligo

di restituzione.

A questa fattispecie non possono attribuirsi in via diretta né la disciplina del mutuo né

quella del deposito in regole, tranne nei casi di lacune della stessa che richiedono di

essere colmate per analogia.

Si tratta di un contratto oneroso, in quanto la banca corrisponde al cliente gli interessi

sulla cifra depositata. Salvo eccezioni, il contratto deve essere redatto per iscritto.

La banca ha la possibilità, se espressamente prevista, di variare in senso sfavorevole

al cliente il tasso di interesse e ogni altro prezzo o condizione.

Il Codice Civile prevede che versamenti e prelevamenti siano eseguiti “alla sede (o

succursale) della banca presso la quale è stato costituito il rapporto”, salvo patto

contrario. Con ciò non si intende che le suddette operazioni debbano avvenire

necessariamente presso la banca, bensì è sufciente che avvenga con essa.

Un particolare problema è quello della prescrizione del credito del depositante per la

restituzione della somma depositata e dei relativi interessi: la normativa stabilisce che

la prescrizione è decennale per il capitale e quinquennale per gli interessi. Il dibattito

sorge sul momento dal quale iniziare il decorso del periodo di prescrizione e in

proposito si fronteggiano 2 opinioni:

la prima sostiene che tale momento coinciderebbe con quello in cui, nei depositi a

 vista, il depositante poteva far valere il diritto alle restituzione della somma (giorno

della costituzione del rapporto o dell’ultima operazione);

la seconda sostiene invece che la prescrizione inizia a decorrere dal momento

 della richiesta di restituzione del depositante con successivo rifuto della banca.

Gli atti con cui la banca riconosce il diritto del depositante o quelli che presuppongono

i diritti di quest’ultimo alla restituzione sono idonei a interrompere il decorso del

periodo di prescrizione.

Vi sono diversi tipi di depositi bancari:

depositi ordinari, ormai molto rari, costituiti da un unico versamento iniziale ed

 estinti con un’unica restituzione (non sono consentiti versamenti aggiuntivi né

prelevamenti parziali);

depositi in conto corrente, schema ormai desueto assorbito dal conto corrente

 bancario, caratterizzato dalla disponibilità, in ogni momento, del saldo risultante a

carico del depositante come diferenza tra saldi attivi e passivi tra questi e la

banca;

depositi a risparmio, caratterizzato dal rilascio, da parte della banca, di un libretto

 sul quale devono essere annotati tutti i versamenti e i prelevamenti (la banca è

liberata da ogni responsabilità nel caso in cui la somma sia restituita al possessore

del libretto anche se questi non ne è il legittimo proprietario); i libretti in questione

possono essere:

al portatore ;

◦ al portatore intestato al nome di una determinata persona ;

◦ nominativo ;

◦ nominativo con clausola pagabile al portatore .

Un altro tipo di operazione di risparmio è la cosiddetta pronti contro termine, nella

quale una parte vende a pronti una certa quantità di titoli e contestualmente si

impegna ad acquistare a termine un pari quantitativo di titoli della stessa specie a un

prezzo pari o superiore. Permette di conciliare le esigenze di chi necessita di rendere

liquidi i propri titoli nell’immediato e chi vuole invece investire denaro liquido per

avere un rendimento nel breve periodo.

C 13

APITOLO

Con il termine fdo bancario si indica generalmente il credito che la banca concede al

cliente. Ciò potrebbe signifcare che si tratti di un sinonimo di credito bancario, ma i

due termini non combaciano: inizialmente, il fdo coincideva con un limitato segmento

del credito bancario (credito di cassa); successivamente, si è passati a un’equiparazione

quasi totale dei due termini; oggi, invece, ci si riferisce a una qualsiasi attività di rischio

posta in essere dalla banca nei suoi rapporti con il cliente.

Il fdo bancario, e quindi l’attività di esercizio del credito, si articola in 3 fasi:

decisione di concedere o meno il fdo, molto importante in quanto le attività

1. della banca incidono sulla collettività e sui risparmiatori; per questa ragione questa

scelta è minuziosamente ponderata e si suddivide a sua volta in 3 tappe:

domanda di afdamento del cliente , contenente le caratteristiche essenziali del

I. soggetto, l’importo e la durata del credito, le modalità contrattuali richieste,

nonché ogni altro elemento utile per la valutazione della banca;

istruttoria di fido , che consiste in un’indagine accurata della banca al fne di

II. verifcare l’attuabilità della concessione del credito, che può avvenire anche

mediante la consultazione della centrale rischi ; in contropartita al

fnanziamento, possono essere richieste delle garanzie;

deliberazione di concedere o meno il fido , che consiste nella decisione fnale della

III. banca, che può essere positiva, negativa o parzialmente positiva; in

quest’ultimo caso, è necessario apportare delle modifche al fne di correggere

eventuali problemi presenti nella domanda di afdamento;

attuazione, che avviene solo in caso di esito positivo del punto precedente e che

2. consiste nel perfezionamento del rapporto contrattuale di credito;

utilizzo, che rappresenta il godimento della somma di denaro da parte del cliente

3. richiedente. C 14

APITOLO

“L’apertura del credito bancario è il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a

disposizione dell’altra parte una somma di denaro per un dato periodo di tempo o a

tempo indeterminato”.

La funzione economica del contratto è quella di consentire all’afdato di poter contare

su di una determinata somma di denaro e di poterla liberamente utilizzare nel

momento dell’efettivo bisogno. È la disponibilità stessa del denaro il vero oggetto del

contratto, a prescindere dalla sua efettiva utilizzazione.

Esistono 2 diferenti tipi di apertura di credito:

semplice, in cui il contratto riconosce all’afdato il diritto di utilizzare una sola

 volta la somma che la banca si è obbligata a tenergli a disposizione, con l’obbligo di

restituzione di quanto utilizzato;

in conto corrente, in cui il contratto riconosce all’afdato tanto il diritto di

 utilizzare la somma in una o più riprese, quanto di ripristinare con successivi

versamenti l’originaria disponibilità.

Nella prassi, l’apertura di credito è sempre collegata al conto corrente di riferimento e

ha un costo per il cliente. Quest’ultimo è costituito dagli interessi che il soggetto è

tenuto a pagare sulle somme efettivamente utilizzate per tutto il tempo dell’utilizzo e,

distintamente, dalla commissione di massimo scoperto, come corrispettivo per la

disponibilità che la banca assicura nel tempo all’afdato, indipendentemente da suo

efettivo utilizzo.

Il Codice Civile disponeva che “salvo patto contrario, la banca non può recedere dal

contratto prima della scadenza del termine, se non per giusta causa”. Inoltre, precisa che

nel caso di crediti a tempo determinato “il recesso sospende immediatamente

l’utilizzazione del credito, ma la banca deve concedere un termine di almeno 15 giorni per

la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi accessori”. Infne, specifca che

nell’ipotesi di crediti a tempo indeterminato “entrambe le parti hanno diritto di recedere

liberamente dal contratto, mediante preavviso, nel termine stabilito dallo stesso o, in

mancanza, in quello di 15 giorni”.

L’impianto normativo è stato profondamente modifcato dalle Norme Bancarie

Uniformi e dalle Condizioni Generali relative al rapporto banca-cliente, sicché oggi

l’apertura del credito a tempo indeterminato viene equiparata con quella a tempo

determinato, con conseguente possibilità della banca di recedere sempre, e senza

alcuna motivazione, con un termine di preavviso di pochissimi giorni (talvolta soltanto

uno). Si è quindi di fronte a una normativa fnalizzata a consentire alla banca di

interrompere immediatamente l’esercizio del credito qualora lo ritenga opportuno.

Sarà poi il giudice a stabilire e quantifcare l’eventuale responsabilità della banca per i

danni provocati al cliente (o ai suoi creditori) dal recesso stesso.

C 15

APITOLO

L’anticipazione bancaria è il contratto con cui la banca eroga una certa somma di

denaro per un determinato periodo in favore di un cliente, il quale, a garanzia

dell’adempimento del proprio obbligo di restituzione, garantisce in pegno beni di

particolare natura a favore della banca. La restituzione della somma anticipata dalla

banca avviene mediante pagamenti (anche tramite conto corrente bancario) che

consentono di svincolare, proporzionalmente a quanto versato, i beni dati in pegno.

Si tratta di una delle forme di esercizio del credito che la banca può compiere nello

svolgimento della propria attività.

Il contratto ha natura reale e si perfeziona al momento della consegna dei beni

costituiti in garanzia.

Il pegno in questione si distingue da quello ordinario in quanto i beni dati in garanzia

risultano sempre essere proporzionali al valore residuo del debito a fronte del quale il

pegno è stato costituito. Ciò vale in favore del cliente, in quanto la garanzia deve

essergli proporzionalmente resa in funzione dei versamenti restitutori efettuati, e in

favore della banca, poiché se il valore della garanzia diminuisce di 1/10 rispetto a

quello avuto al momento della stipula del contratto, il cliente è tenuto a

incrementarla.

Poiché le norme che regolano l’anticipazione bancaria non forniscono una nozione del

contratto, si è cercato di afancarlo ad altre fattispecie già disciplinate.

Il primo tentativo è stato quello di ricondurla all’apertura di credito, con la particolarità

di essere garantita da un pegno. Questa ricostruzione trovava però un ostacolo, in

quanto nell’apertura di credito la garanzia prestata non si estingue se non alla fne del

rapporto, a prescindere dall’ammontare residuo verso la banca.

Discorso analogo vale per il secondo tentativo, nel quale si è cercato di ricondurre

l’anticipazione bancaria allo schema del mutuo. Anche nel caso di mutuo garantito da

pegno, i beni che ne costituiscono l’oggetto devono garantire il credito fnché questo

non viene integralmente soddisfatto, anche se il debito o il bene dato in pegno sono

divisibili. Inoltre, al mutuatario non è concesso di efettuare in qualsiasi momento dei

versamenti di parziale restituzione, dovendo invece rispettare le scadenze indicate nel

contratto.

La soluzione preferibile è quindi quella che vede nell’anticipazione bancaria

un’operazione complessa costituita da due distinti rapporti: da un lato il contratto di

credito, dall’altro il contratto di garanzia.

È possibile poi distinguere tra anticipazione bancaria propria o anticipazione bancaria

impropria, a seconda che l’oggetto della garanzia rimanga di proprietà del cliente o

diventi di proprietà della banca, con il conseguente diritto di disporne.

C 16

APITOLO

“Lo sconto bancario è il contratto con il quale la banca, previa deduzione dell’interesse,

anticipa al cliente l’importo del credito verso terzi non ancora scaduto, mediante la

cessione, salvo buon fine, del credito stesso”. Lo sconto bancario è quindi un contratto

tramite il quale la banca esercita l’attività di erogazione del credito.

Se nel contratto è assente la clausola “salvo buon fine” non si può parlare di sconto

bancario. Allo stesso modo, è essenziale la “prededuzione degli interessi”: qualora la

banca accreditasse un assegno al cliente, salvo buon fne, e consentisse l’immediata

disponibilità dell’intera somma portata in assegno, non tratterebbe di uno sconto

bancario, bensì di un’operazione allo scoperto. Se il credito ceduto è inesistente, allora

anche il contratto di sconto è nullo per assenza di causa.

L’estinzione del contratto di sconto avviene col pagamento del ceduto; afnché la

banca possa retrocedere il credito e agire nei confronti del proprio cliente è

sufciente che essa richieda il pagamento al ceduto nelle forme dovute. La banca può

anche non retrocedere e quindi agire direttamente contro il ceduto, qualora lo

ritenesse più afdabile del cedente (cliente).

Il legislatore non fornisce una disciplina di carattere generale della fattispecie, per cui

sono stati efettuati diversi tentativi per cercare di ricondurre lo sconto bancario a uno

degli schemi giuridici tradizionali.

Inizialmente si è cercato di identifcarlo come una compravendita del credito verso

terzi con assunzione di garanzia per l’adempimento del ceduto. La garanzia della

solvenza del debitore risultava però eventuale, e non tipica come nello sconto

bancario. Inoltre, in caso di mancato pagamento del debitore ceduto, la banca deve

agire prima contro questi e solo poi può rivolgersi al cedente (cliente), mentre nello

sconto bancario è possibile agire direttamente contro quest’ultimo. Infne, la garanzia

del cedente è limitata alla somma da lui ricevuta come corrispettivo, mentre nello

sconto la banca ha diritto a ottenere l’intera somma che ha acquistato, e non la

minore somma che ha efettivamente versato al cliente.

Successivamente si è cercato di riportare la fgura dello sconto bancario all’interno di

quella del mutuo, nel quale però un soggetto ottiene la disponibilità di una somma di

denaro (bene presente) salvo poi doverla restituire (bene futuro). Nello sconto, invece,

il cliente ha già il diritto a ottenere il denaro (bene futuro), poiché è già in possesso di

un credito; ciò che non possiede è la moneta attuale (bene presente), ed è tramite lo

sconto bancario che converte il bene futuro con quello presente. Inoltre, in entrambi i

casi il cliente può dover restituire alla banca quanto da essa ricevuto, ma mentre nel

mutuo tale situazione risulta fsiologica, nello sconto bancario si tratta di

un’eventualità. C 17

APITOLO

Il credito fondiario è un fnanziamento bancario a medio-lungo termine,

contraddistinto quindi da un periodo di rimborso superiore ai 18 mesi.

Chi fa ricorso a un credito fondiario, solitamente, ha necessità di un ingente capitale

per il perseguimento di uno scopo straordinario che non produrrà i suoi frutti

nell’immediato.

La banca, stipulando il mutuo, oltre a consentire al cliente di far fronte ai propri

impegni diluendoli nel tempo, si assicura il rendimento del capitale mutuato grazie a

un tasso di interesse superiore a quello con cui ha precedentemente raccolto il

risparmio tra il pubblico. È molto importante che tale risparmio sia anch’esso a medio-

lungo termine, in quanto la banca deve cercare di coordinare le proprie operazioni

attive e passive al fne di evitare il rischio di “mismatching”.

Il Testo Unico Bancario identifca il credito fondiario come quel credito “che ha per

oggetto la concessione, da parte delle banche, di finanziamenti a medio-lungo termine

garantiti da ipoteca di primo grado su immobili”. Il comma 2 precisa che la Banca d’Italia

determina l’ammontare massimo dei fnanziamenti, individuandolo in rapporto al

valore dei beni ipotecati, nonché le ipotesi in cui la presenza di precedenti iscrizioni

ipotecarie non impedisca la concessione dei fnanziamenti.

Il credito fondiario è un’attività riservata esclusivamente alle banche, anche se è

comunque consentito agli intermediari fnanziari non bancari di raccogliere a termine,

con l’unico divieto di raccolta a vista.

Alle banche è consentito erogare fnanziamenti fondiari per un ammontare massimo

pari al 80% del valore degli immobili ipotecati, limite però incrementabile fno al 100%

in presenza di garanzie integrative che possano coprire eventuali perdite dovute

all’inadempienza del cliente.

Prima del Testo Unico Bancario erano consentite 2 diverse tecniche contrattuali per

concludere un contratto di credito fondiario:

stipula di un unico atto con erogazione immediata del mutuo;

 stipula di un doppio contratto, consistente in un primo mutuo condizionato

 all’iscrizione dell’ipoteca, al quale seguono l’erogazione della somma e la stipula del

secondo atto, avente valore di quietanza dell’avvenuta erogazione.

Il Testo Unico Bancario ha confermato tale impostazione, specifcando inoltre che

quando si stipulano due atti separati la banca può rinviare la fssazione del tasso

d’interesse del mutuo al momento dell’efettiva erogazione della somma, al fne di

allineare il costo dell’erogazione del credito a quello della raccolta del risparmio

basandosi sulle attuali condizioni del mercato.

Il credito di cui la banca gode per mutui a tasso variabile resta sempre interamente

garantito dall’ipoteca, che si estende o si riduce in relazione alle variazioni del tasso.

Il cliente, in caso di estinzione di 1/5 del debito originario, ha diritto a una

proporzionale riduzione della somma per cui è iscritta l’ipoteca. Sia al mutuatario che

all’eventuale terzo acquirente del bene è attribuito il diritto al frazionamento

dell’ipoteca.

Il Testo Unico Bancario prevede espressamente che i debitori abbiano la facoltà di

estinguere anticipatamente, in tutto o in parte, il proprio debito, corrispondendo alla

banca esclusivamente “un compenso onnicomprensivo per l’estinzione stabilito

contrattualmente”.

L’altra forma di scioglimento del contratto di mutuo fondiario regolata nel Testo Unico

Bancario è la risoluzione, che può essere invocata dalla banca quando si sia verifcato

un ritardato pagamento da parte del cliente per almeno 7 volte, anche non

consecutive. Qualora il ritardo si protragga oltre il 180° giorno si avrà inadempimento.

C 18

APITOLO

Nella concessione del credito, la banca tende ad acquisire delle garanzie che possano

consentirle di recuperare, in tutto o in parte, le somme prestate, anche nel caso in cui

il debitore non dovesse adempiere puntualmente ai suoi obblighi contrattuali. In

questo senso, le garanzie non hanno solo lo scopo di agevolare il recupero del credito

da parte della banca, ma anche la funzione di facilitare la concessione stessa del

credito al cliente.

I contratti di garanzia vanno inoltre distinti dai contratti utilizzati dalle banche per la

copertura dei rischi della loro attività, detti “contratti derivati”. Questi contratti si

distinguono dalle garanzie perché con essi la banca non tende a ridurre il rischio

derivante da una determinata attività, ma intende trasferire il rischio stesso a un

intermediario fnanziario interessato ad acquistarlo.

La disciplina delle garanzie bancarie si discosta in maniera signifcativa dai modelli

contrattuali di garanzia personale e reale delineati nel codice civile.

Le garanzie più comuni che si accompagnano ai contratti di fnanziamento sono la

fdeiussione e il pegno.

Nella fideiussione a garanzia di operazioni bancarie, il fdeiussore garantisce

l’adempimento di obbligazioni dipendenti da operazioni bancarie poste in essere da

un soggetto debitore della banca. In alcuni casi può essere la banca a ricoprire il ruolo

di fdeiussore di un proprio cliente, dando origine alla cosiddetta “fideiussione

bancaria”.

Il Codice Civile stabilisce che i contratti di fdeiussione bancaria debbano fssare il

limite massimo di importo garantito. Inoltre, la banca non può continuare a erogare

credito a un soggetto senza considerare la sua situazione fnanziaria, facendo invece

esclusivo afdamento sulla capacità patrimoniale del fdeiussore, poiché violerebbe i

principi di buona fede del contratto di fdeiussione.

Le eccezioni al pagamento opponibili dal fdeiussore alla banca prevedono che il

primo sia obbligato a pagare immediatamente alla seconda quanto dovuto dal

debitore, senza la necessità per la banca di agire in via preventiva contro quest’ultimo;

a questo punto, il fdeiussore può, dopo aver adempiuto al pagamento, opporre alla

banca le eccezioni che il debitore principale avrebbe potuto contestare al pagamento.

Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) ha incluso le garanzie

ricevute dalla banca tra le operazioni e i servizi a cui si applica la disciplina della

trasparenza bancaria, che obbliga questa a fornire informazioni complete e

tempestive al garante riguardo l’andamento del rapporto creditizio.

Le Condizioni Generali relative al rapporto banca-cliente prevedono che la banca, in

garanzia di qualunque suo credito, abbia diritto di pegno e ritenzione sui titoli o valori

di pertinenza del cliente detenuti dalla stessa o che le pervengano successivamente,

in misura proporzionale al credito vantato.

Si dicono “rotative” le garanzie riconosciute in favore della banca su beni che possono

essere sostituiti nel corso del rapporto con altri di uguale valore, solo se non creano

pregiudizio agli altri creditori. C 19

APITOLO

La moneta non assolve, al contrario dei beni tradizionali, alla duplice funzione di

godimento e di disposizione, ma solo a quest’ultima. Ne discende che, per risultare

utile, debba circolare. Se la moneta legale circola grazie alla consegna fsica di mano in

mano, la moneta scritturale circola attraverso diferenti sistemi di pagamento.

L’esigenza di creare modalità di circolazione monetaria alternative a quella puramente

fsica è nata sia per problemi di sicurezza che per motivi di praticità.

Il più noto e antico sistema di pagamento tuttora in uso è l’assegno, un titolo di

credito con funzione di pagamento. Esistono 2 tipi di assegno:

assegno bancario, che consiste in un ordine di pagamento, pagabile a vista, che il

 cliente impartisce alla banca afnché soddisf un suo creditore; il trattario deve

necessariamente essere una banca; afnché l’operazione vada a buon fne è

necessario che il cliente disponga, presso la banca trattaria, di fondi sufcienti a

consentire il pagamento del titolo; il prenditore non ha la possibilità di agire

direttamente verso il trattario ove questo non paghi, in quanto manterrà

esclusivamente l’azione di regresso nei confronti del traente; post-datare l’assegno

comporta un’irregolarità del titolo; per essere compilato validamente, è necessario

che l’assegno contenga alcuni requisiti essenziali:

data e luogo di emissione;

◦ importo da pagare;

◦ frma del traente;

◦ denominazione di assegno bancario.

assegno circolare, che consiste in una promessa di pagamento che la banca,

 previa ricezione dal richiedente della somma oggetto del titolo, concede nei

confronti di un terzo soggetto; per essere considerato valido, è necessario che

contenga alcuni requisiti essenziali:

denominazione di assegno circolare;

◦ nome del benefciario;

◦ data e luogo di emissione;

◦ sottoscrizione della banca emittente.

Un altro sistema di pagamento è il bonifco bancario, che consiste in un ordine,

impartito dal cliente alla banca, di trasferire una somma di denaro dal proprio conto a

quello di un terzo benefciario. Il trasferimento avviene senza la cooperazione

materiale di quest’ultimo, che è tenuto solo a indicare i propri estremi bancari al fne

dell’efettuazione del pagamento.

Un’altra forma trasmissiva di moneta scritturale è la carta di credito, sotto la cui

denominazione è possibile identifcare 3 diverse tipologie di contratto:

carte bilaterali, emesse da un esercizio commerciale per consentire ai propri

 clienti di pagare i loro acquisti con denaro non contante, allo scopo di fdelizzarli;

carte trilaterali, che si diferenziano dalle precedenti per la presenza di un terzo

 soggetto nel rapporto; in questo caso il cliente delega l’emittente della carta di

pagare il rivenditore, il quale si obbliga nei confronti dell’emittente ad accettare la

carta di credito;

Point Of Sale (POS), che costituisce un sistema di pagamento efettuato con carta

 bancaria mediante digitazione di un codice segreto (PIN) che consente al cliente di

ordinare alla banca l’erogazione di una determinata somma di denaro in favore di

un terzo soggetto; l’addebito sul conto avviene in tempo reale e ciò costituisce un

duplice vantaggio per colui che riceve questo tipo di pagamento, in quanto ottiene

l’accredito diretto sul suo conto corrente e un risparmio sulle commissioni dovute

all’emittente.


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Tuscia - Unitus
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicogiordano1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tuscia - Unitus o del prof De Sario Michele Salvatore.

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Diritto commerciale - lezioni complete
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