Appunti di legislazione bancaria I
Diritto bancario
Diritto bancario: materia privatistica che studia strumenti bancari, contratti, trasparenza, antiriciclaggio ed antiusura. Legislazione bancaria: si considera la banca uguale ad un'impresa ma con interessi anche pubblici. Non è un'impresa libera. Disciplina dunque allo stesso tempo privatistica e pubblicistica. Si può definire diritto dell'economia.
Testo unico bancario
Testo Unico Bancario: segue il ciclo di vita di una banca, dalla "nascita" alla "morte". È stato approvato nel settembre 1993 ed è in vigore dal 1/1/1994. Non si occupa solo di banche ma anche di intermediari non bancari.
Evoluzione legislativa
Come si è arrivati al TUB? Nasce da un contesto in evoluzione... Notevole processo di internazionalizzazione (anni '80 e '90). Ingresso CEE e inizio di traffici con i mercati extraeuropei. Se c'è una crescente internazionalizzazione c'è anche una crescita di concorrenza e dei prodotti offerti. Prima le banche offrivano pochissimi servizi ora iniziano a espandersi diffondendo anche il leasing e factoring. Agli inizi degli anni '90 si comincia a fare le prime cartolarizzazioni.
Despecializzazione e informatizzazione
Le banche si despecializzano iniziando a offrire un'ampia gamma di prodotti, anche appartenenti a settori nuovi per le banche. Inoltre, avviene l'informatizzazione, l'informatica fa pesantemente il suo ingresso nell'attività bancaria. Nasce la concorrenza non solo tra banche ma anche tra ordinamenti bancari.
Situazione italiana
Le banche italiane erano tante e piccole, fortemente specializzate. Ogni banca aveva la sua fetta di mercato in base alla sua tipologia. Pochi sportelli e con servizi antiquati. C'era una forte presenza di banche pubbliche (90% negli anni '90) che causava problemi nelle nomine pubbliche. Tuttavia, la vigilanza in Italia si dimostra di livello eccellente e molto restrittiva, più degli altri paesi europei.
Leggi bancarie
- 1926: prima legge bancaria.
- 1936/1938: seconda legge bancaria, ha disciplinato la materia fino al '94. Legge fortemente elastica con ampi margini di autonomia della autorità. Norme molto generiche.
- 1974: legge sulle società quotate.
- Anni '90: legge sulle SIM.
Mercato comune europeo
Mercato comune Europeo e trattato di Roma:
- Libertà di stabilimento: un'impresa ha diritto di aprire succursali in tutti gli altri paesi della comunità.
- Libera prestazione di servizi: pur non insediandosi quella impresa può vendere i propri prodotti in tutto il territorio comunitario.
Direttive europee
- 1973 73/133: prima direttiva in materia bancaria. Soppressione di restrizioni. Eliminare differenze macroscopiche tra stati membri. In Italia si abrogò pochissimo. Armonizzazione.
- Direttive di coordinamento. 1977: prima direttiva banche. La direttiva è innovativa perché impone agli stati di rilasciare le autorizzazioni sulla base di presupposti oggettivi. Recepita soltanto nel 1985, dopo una condanna da parte della comunità europea, tramite DPR.
- 89/646 1989: seconda direttiva banche. 3 pilastri:
- Mutuo riconoscimento: gli stati membri si impegnano a riconoscersi reciprocamente le autorizzazioni rilasciate.
- Armonizzazione minima (per scongiurare la concorrenza tra ordinamenti).
- Vigilanza home country control: vigilanza affidata al paese di origine. Eccezione sul vincolo di liquidità dove è il contrario. Eccezione per esigenze di tutela del cliente (trasparenza) o motivi di ordine pubblico (antiriciclaggio e antiusura).
Recepite nel Tub.
Direttive successive
Direttiva 2000/12 di semplificazione. 2006 direttiva 2006/48 altra semplificazione: disciplina la nostra materia bancaria a livello comunitario. In Italia ci fu un problema nel recepire la seconda direttiva banche. Si dovette ricorrere alle leggi comunitarie che vengono approvate dal parlamento. Una sessione parlamentare all'anno si occupa solo di leggi comunitarie. Si delega il governo ad emettere decreti legislativi per recepire le direttive.
IIª direttiva
Il parlamento diede al governo due deleghe:
- Recepire la seconda direttiva banche d.lgs. 481/92 dicembre.
- Abrogare le leggi e i decreti precedenti e adottare un Testo Unico.
385 TUB in vigore dal 1/1/'94. Decreto legislativo 1° settembre 1993.
Articolo 161 TUB
Norme abrogate con 3 tecniche:
- Abrogazione immediata.
- Abrogati ma in vigore fino a provvedimento di autorità creditizie.
- Abrogazione differita.
Articolo 47 della costituzione
Tutela il risparmio in tutte le sue forme. Consapevole (investimenti) inconsapevole (correntisti) ma è solo prassi. La disciplina coordina e controlla il credito.
Articolo 41
Libertà di iniziativa economica (libertà di impresa):
- Libera.
- Contrasto diritto sociale.
- Fini sociali.
41-47: la legge speciale prevale su quella generale (in materia bancaria si applica il 47). 41 riserva di legge. Ci sono principi comunitari che prevalgono.
Articolo 117
Norma sul federalismo fatta malissimo. Lo stato ha parità esclusiva in materia di legislazione bancaria. Le leggi regionali su casse di risparmio, casse rurali, ecc. ma principio comunitario di parità. Le casse di risparmio sono diventate crediti cooperativi.
Principi di fondo del TUB
- La banca è un'impresa (a tutti gli effetti: economicità, scopo di lucro o mutualistico, ecc.).
- Despecializzazione:
- Istituzionale: ogni banca aveva specifiche normative. Con il Tub le banche sono tutte sullo stesso piano con una piccola eccezione per le banche cooperative.
- Temporale: assicurare liquidità ed equilibrio. C'era differenza tra aziende di credito (b/t) e istituti di credito (m/l). Con il Tub le banche possono raccogliere e prestare sia a breve che a m/l.
- Operativa: prima banche per settori.
- Competitività tra le banche. Può esserci connubio tra concorrenza e stabilità ma nel lungo termine. Efficienza-stabilità.
- Nuova vigilanza: da strutturale a prudenziale.
Vigilanza bancaria
La vigilanza era strutturale. Controlli sulla struttura del mercato del credito. Sin dall'ingresso nel mercato bancario fino alla gestione delle crisi. La Banca d'Italia può determinare: operatori sia in ingresso che in uscita, decidere numero e collocazione di sportelli, condizioni economiche di alcuni servizi. Legge bancaria fortemente elastica e generica. Incidere su struttura del sistema bancario.
Vigilanza prudenziale
Riconoscimento della natura imprenditoriale. Il banchiere è un'impresa. L'ordinamento fissa preventivamente regole tecniche proprie del bravo banchiere. Rispettare le regole tecniche in autonomia imprenditoriale. Regole tecniche determinate in range prudenziali. Patrimonio calcolato prudenzialmente. Tenere conto del patrimonio di vigilanza. Coefficiente di stabilità. Una volta rispettato la banca può muoversi liberamente. Alle autorità creditizie non importa come la banca raggiunge il parametro minimo. Patrimonio calcolato in base ai rischi che assume la banca. Regole minime di prudenza rispettate le quali la banca può muoversi liberamente.
Basilea e vigilanza
Nel tempo le cose sono cambiate. Quando il Tub è entrato in vigore le norme di vigilanza ruotavano attorno al primo accordo di Basilea. Con Basilea 2 si è cercato di fare un passo in avanti. "Chi meglio di una banca conosce il proprio cliente?". Responsabilizzare le banche. Consentito agli stessi intermediari di fissarsi prima le regole prudenziali. Entro certi limiti le banche possono comunicare alle autorità creditizie (che devono poi approvare) il proprio modello di vigilanza prudenziale. Il rischio maggiore per una banca è il rischio creditizio. I clienti non sono tutti sullo stesso piano ma vengono ponderati in relazione al presumibile grado di rischio. Diversificazione delle banche, regole prudenziali diverse da banca a banca. Vigilanza "post prudenziale". In buona parte è ancora attuale. La crisi in atto ha dimostrato che questo sistema pone grossi problemi. I nuovi modelli di vigilanza sono indirizzati verso una progressiva ripartizione dei ruoli ed eliminazione delle promiscuità. Sana e prudente gestione della banca.
Esame del Testo Unico Bancario
Articolo 1
Cos'è una banca?
b) «banca» indica l'impresa autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria. Nel Tub l'accento non è posto sul soggetto ma sull'attività. Prestare attenzione alla definizione di attività bancaria. Si sottolinea l'essere impresa della banca. L'attività bancaria non è libera, per poterla esercitare occorre essere autorizzati. Se un soggetto svolge attività bancaria senza essere autorizzato non è una banca! Se non ha l'autorizzazione sarà qualcos'altro. Linguaggio Tub: preciso ma semplice.
Sedi delle banche
2. Nel presente decreto legislativo si intendono per:
- «banca italiana»: la banca avente sede legale in Italia;
- «banca comunitaria»: la banca avente sede legale e amministrazione centrale in un medesimo Stato comunitario diverso dall'Italia;
- «banca extracomunitaria»: la banca avente sede legale in uno Stato extracomunitario.
Per il Tub una banca italiana non è una banca comunitaria. Per circoscrivere le banche dei paesi comunitari che operano in Italia e distinguerle da quelle comunitarie.
- «banche autorizzate in Italia»: le banche italiane e le succursali in Italia di banche extracomunitarie;
- «succursale»: una sede che costituisce parte, sprovvista di personalità giuridica, di una banca e che effettua direttamente, in tutto o in parte, l'attività della banca;
- «attività ammesse al mutuo riconoscimento».
Titolo I
Articolo 2, 3 e 4 Autorità creditizie: CICR, ministro dell'economia e Banca d'Italia. Non sono variate con il Tub. Si valuta la convenienza di affidare un modello di vigilanza ad un'unica istituzione. Alcuni paesi esteri simili al modello italiano, altri hanno un'unica istituzione. (GB crisi bancaria così rilevante che spinse l'unione europea a emanare direttive per risolvere il caso "CCI". Hanno adottato un modello di vigilanza incentrato su un'unica autorità FSE nelle quali sono confluite tutte le altre autorità.) In Italia si discute sulla possibilità di passare ad un modello di vigilanza di un'unica autorità. Se si guarda l'esperienza il modello inglese non si è rivelato migliore degli altri paesi europei. Infatti in GB si sta pensando di "fare un passo indietro". Contano molto le tradizioni dei singoli paesi. Il modo di fare vigilanza della BdI è molto diverso da quello della Consob o dell'Isvap. Approccio completamente diverso. Sembrano parlare linguaggi diversi. Vari disegni di legge tendenti a semplificare il quadro delle autorità. Prima metà degli anni 2000 disegno di legge che voleva ridurre le autorità di vigilanza (adottando modello dualistico BDI e Consob). Non è andato in porto. Serie di scandali finanziari (Cirio, Parmalat, ecc.) hanno portato ad una rapida approvazione. Tutt'oggi scandalo Antoniana (Tremonti vs Fazio). Si ritiene che sia uno dei peggiori esempi di tecnica legislativa degli ultimi 50 anni. "Collezione di svarioni". Non ci sono norme efficaci per evitare il riproporsi di scandali finanziari. Non si sono semplificati gli organi di vigilanza ma si ridimensionano i poteri della BdI. Cambiano le modalità di nomina del Governatore della BdI (cosa centra con la tutela del risparmio???). Soppresso l'Ufficio Italiano dei Cambi. Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio. Alta vigilanza in materia di credito e risparmio vuol dire che determina le coordinate essenziali di vigilanza. I ministri sono sia organi politici che amministrativi.
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Legislazione bancaria 1 - Appunti parte II
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