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Legislazione bancaria 1 - appunti parte I Appunti scolastici Premium

Appunti di Legislazione bancaria, parte 1, per l’esame del professor Urbani. Insieme alle altre parti presenti nello store sono sufficienti per superare l'esame orale. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Legislazione bancaria, Testo Unico Bancario, Notevole processo di internazionalizzazione, vigilanza home country control:, mutuo riconoscimento.

Esame di Legislazione bancaria docente Prof. A. Urbani

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ESTRATTO DOCUMENTO

171/2006 d.lgs. Parafrasi della norma costituzionale.

Principi di fondo del TUB:

I. la banca è un'impresa (a tutti gli effetti: economicità, scopo di lucro o mutualistico, ecc.);

II. despecializzazione:

istituzionale: ogni banca aveva specifiche normative. Con il Tub le banche sono tutte

• sullo stesso piano con una piccola eccezione per le banche cooperative;

temporale: assicurare liquidità ed equilibrio. C'era differenza tra aziende di credito (b/t) e

• istituti di credito (m/l). Con il Tub le banche possono raccogliere e prestare sia a breve

che a m/l;

operativa: prima banche per settori;

III. competitività tra le banche. Può esserci connubio tra concorrenza e stabilità ma nel lungo

termine. Efficienza-stabilità;

IV. nuova vigilanza: da strutturale a prudenziale. 8 febbraio 2013

La vigilanza era strutturale. Controlli sulla struttura del mercato del credito. Sin dall'ingresso nel

mercato bancario fino alla gestione delle crisi.

La Banca d'Italia può determinare: operatori sia in ingresso che in uscita, decidere numero e collo-

cazione di sportelli, condizioni economiche di alcuni servizi.

Legge bancaria fortemente elastica e generica. Incidere su struttura del sistema bancario.

Ora è prudenziale. Riconoscimento della natura imprenditoriale. Il banchiere è un'impresa. L'ordi-

namento fissa preventivamente regole tecniche proprie del bravo banchiere. Rispettare le regole tec-

niche in autonomia imprenditoriale. Regole tecniche determinate in range prudenziali. Patrimonio

calcolato prudenzialmente.

Tenere conto del patrimonio di vigilanza. Coefficiente di stabilità. Una volta rispettato la banca può

muoversi liberamente. Alle autorità creditizie non importa come la banca raggiunge il parametro

minimo.

Patrimonio calcolato in base ai rischi che assume la banca.

Regole minime di prudenza rispettate le quali la banca può muoversi liberamente.

Nel tempo le cose sono cambiate. Quando il Tub è entrato in vigore le norme di vig. ruotavano at-

torno al primo accordo di basilea.

Con basilea 2 si è cercato di fare un passo in avanti. “ chi meglio di una banca conosce il proprio

cliente?”. Responsabilizzare le banche. Consentito agli stessi intermediari di fissarsi prima le regole

prudenziali. Entro certi limiti le banche possono comunicare alle autorità creditizie (che devono poi

approvare) il proprio modello di vigilanza prudenziale.

Il rischio maggiore per una banca è il rischio creditizio.

I clienti non sono tutti sullo stesso piano ma vengono ponderati in relazione al presumibile grado di

rischio.

Diversificazione delle banche, regole prudenziali diverse da banca a banca.

Vigilanza “post prudenziale”.

In buona parte è ancora attuale.

La crisi in atto ha dimostrato che questo sistema pone grossi problemi.

I nuovi modelli di vigilanza sono indirizzati verso una progressiva ripartizione dei ruoli ed elimina-

zione delle promisquità.

Sana e prudente gestione della banca.

Esame del Testo Unico Bancario

Articolo 1

Cos'è una banca?

b) «banca» indica l'impresa autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria.

Nel Tub l'accento non è posto sul soggetto ma sull'attività. Prestare attenzione alla definizione di at-

tività bancaria. Si sottolinea l'essere impresa della banca.

L'attività bancaria non è libera, per poterla esercitare occorre essere autorizzati. Se un soggetto svol-

ge attività bancaria senza essere autorizzato non è una banca! Se non ha l'autorizzazione sarà qual-

cos'altro.

Linguaggio Tub: preciso ma semplice.

Sedi delle banche:

2. Nel presente decreto legislativo si intendono per:

a) «banca italiana»: la banca avente sede legale in Italia;

b) «banca comunitaria»: la banca avente sede legale e amministrazione centrale in un medesimo Stato comu-

nitario diverso dall'Italia;

c) «banca extracomunitaria»: la banca avente sede legale in uno Stato extracomunitario.

Per il Tub una banca italiana non è una banca comunitaria. Per circoscrivere le banche dei paesi co-

munitari che operano in Italia e distinguerle da quelle comunitarie.

d) «banche autorizzate in Italia»: le banche italiane e le succursali in Italia di banche extracomunitarie;

e) «succursale»: una sede che costituisce parte, sprovvista di personalità giuridica, di una banca e che effettua

direttamente, in tutto o in parte, l'attività della banca;

f) «attività ammesse al mutuo riconoscimento»

Titolo I

Articolo 2, 3 e 4

Autorità creditizie: Cicr, ministro dell'economia e Banca d'Italia.

Non sono variate con il Tub.

Si valuta la convenienza di affidare un modello di vigilanza ad un'unica istituzione. Alcuni paesi

esteri simili al modello italiano, altri hanno un'unica istituzione.

(GB crisi bancaria così rilevante che spinse l'unione europea a emanare direttive per risolvere il

caso “CCI”. Hanno adottato un modello di vigilanza incentrato su un'unica autorità FSE nelle quali

sono confluite tutte le altre autorità.)

In Italia si discute sulla possibilità di passare ad un modello di vigilanza di un'unica autorità. Se si

guarda l'esperienza il modello inglese non si è rivelato migliore degli altri paesi europei. Infatti in

GB si sta pensando di “fare un passo indietro”.

Contano molto le tradizioni dei singoli paesi. Il modo di fare vigilanza della BdI è molto diverso da

quello della Consob o dell'Isvap. Approccio completamente diverso. Sembrano parlare linguaggi di-

versi.

Vari disegni di legge tendenti a semplificare il quadro delle autorità. Prima metà degli anni 2000 di-

segno di legge che voleva ridurre le autorità di vigilanza (adottando modello dualistico BDI e Con-

sob). Non è andato in porto. serie di scandali finanziari (cirio, parmalat, ecc.) hanno por-

Legge per la tutela del risparmio 2005:

tato ad una rapida approvazione. Tutt'oggi scandalo antoniana (Tremonti vs Fazio).

Si ritiene che sia uno dei peggiori esempi di tecnica legislativa degli ultimi 50 anni. “collezione di

svarioni”.

Non ci sono norme efficaci per evitare il riproporsi di scandali finanziari. Non si sono semplificati

gli organi di vigilanza ma si ridimensionano i poteri della BdI. Cambiano le modalità di nomina del

Governatore della BdI (cosa centra con la tutela del risparmio???).

Soppresso l'Ufficio Italiano dei Cambi.

Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio.

Alta vigilanza in materia di credito e risparmio vuol dire che determina le coordinate essenziali di

vigilanza. I ministri sono sia organi politici che amministrativi. Natura un po' ibrida perché il CICR

è sia amministrativo che politico in tema di governo del credito.

Alle sedute partecipa il Governatore della BdI ma non ne è un membro.

Il presidente può invitare altri ministri e presidenti di altre autorità ma a fini consultivi (cioè non vo-

tano).

Possono essere invitati quindi presidenti di altre autorità (è una novità).

Il direttore generale del tesoro svolge funzioni di segretario.

Per l'esercizio delle proprie funzioni il CICR si avvale della BdI. Il CICR non ha quindi proprio per-

sonale.

articolo 9 reclamo al CICR contro provvedimenti della BdI per questioni di vigilanza è

→ → →

ammesso il reclamo. Resta comunque la possibilità di rivolgersi al Tar.

Ministro dell'Economia.

Poteri fortemente ridimensionati rispetto al passato. Passando da vigilanza strutturale a prudenziale

conta di più la vigilanza di tipo tecnico.

Potere di determinare i requisiti di onorabilità e professionalità dei partecipanti di capitale delle ban-

che e gli esponenti delle stesse.

Potere di gestione delle crisi: liquidazione coatta amministrativa (proposta dalla BdI) avviene trami-

te decreto ministeriale.

In caso di urgenza il ministro sostituisce il CICR. Ciò si verifica frequentemente. Deve essere ap-

provato dal CICR entro 30 giorni.

Banca d'Italia.

Nata come banca commerciale, trasformata poi come ente pubblico. Capitale sociale formato da

azioni.

Adotta una struttura simile a quella della Spa pur essendo un ente pubblico. 13 febbraio 2013

Assemblea dei partecipanti per la Banca d'Italia. Svolge funzioni di approvazione bilancio. Non no-

mina organi societari (come invece fa nelle Spa).

I partecipanti al capitale hanno dei requisiti specifici. In passato erano a loro volta banche, soprat-

tutto pubbliche. Con la privatizzazione del sistema bancario si pose il problema se assegnare la par-

tecipazione direttamente alle banche o alle fondazioni.

I “soci” della BdI sono le banche stesse o chi controlla le banche.

C'è un organo amministrativo e si chiama consiglio superiore. Composto da consiglieri superiori in-

dividuati anche in base a criteri geografici. Scelti tra esponenti di rilievo in materia economica o ac-

cademici esperti nel settore.

Il consiglio superiore non ha le competenze proprie del consiglio di amministrazione, o meglio ne

ha solo alcune.

Decisioni sul personale: consiglio superiore.

Direttorio: simile al comitato esecutivo. Gruppo ristretto che assumeva decisioni rilevanti. Notevoli

differenze con il comitato esecutivo. Formato dal governatore, dal direttore generale e dai tre vice

direttori generali.

Governatore: può assomigliare al presidente di una Spa. Prima del Tub il governatore aveva funzio-

ni sue proprie, oggi non ne ha più. I poteri che ha gli spettano come vertice della banca.

Uffici: servizi, ecc.

Rete territoriale: filiali della BdI. C'era l'obbligo istituzionale di essere presente in tutti i capoluoghi

di provincia. Perché svolge per conto dello stato il servizio di tesoreria (curare incassi e pagamenti

per conto dello Stato). necessaria presenza in tutti i capoluoghi. Successivamente chiese ed ot-

tenne il permesso di non dover più presenziare in tutti i capoluoghi.

Sparita la distinzione tra sedi e filiali, diminuite. Sono rimaste sedi o filiali nei capoluoghi di regio-

ne e in alcuni capoluoghi di provincia importanti con numerose banche nel territorio.

In altri casi si sono trasformate le filiali in sedi specializzate (ad esempio specializzate nel contante,

ritiro e re-immissione). Filiali specializzate in vigilanza (ad esempio Vicenza). Altre specializzate in

servizi a utenza (ad esempio Treviso) cioè offrono servizi inerenti alla centrale dei rischi e alla mes-

sa a disposizione di documenti.

Le banche divise in 2 grandi categorie dal punto di vista della vigilanza:

accentrate: notevoli dimensioni vengono vigilate dalla amministrazione centrale della Banca

• d'Italia;

decentrate: piccole dimensioni vengono vigilate dalla filiale competente per territorio in

• base alla sede legale.

Modifica dell'ordinamento bancario dopo gravi scandali finanziari: legge per la tutela del risparmio

262/2005 (nasce dopo scandali cirio e parmalat ma anche da attriti tra governatore della BdI e mini-

stro dell'economia es. antoniana). Introduce un articolo (art. 19) che riforma la governance della

banca centrale.

I comma: La banca d'Italia è parte integrante del SEBC, non è più organo autonomo ma deve muo-

versi in un contesto europeo.

II comma: La BdI è un istituto di diritto pubblico, a tutti gli effetti.

III comma: Le norme nazionali devono assicurare alla BdI l'indipendenza piena. La banca di emis-

sione ha poteri in tema di governo della moneta.

IV comma: principio di trasparenza che regola l'indipendenza sui poteri di vigilanza. Assicurare in-

dipendenza alla banca d'Italia anche per profili specifici di vigilanza purché si operi in trasparenza

amministrativa (art.7 Tub). Relazione ogni 6 mesi.

V comma: atti amministrativi devono avere forma scritta. Tutte le autorità creditizie hanno sempre

fatto ricorso alla “moral suasion”. Ora non dovrebbe esserci più ma in realtà viene ancora utilizzata

anche se fortemente ridimensionata.

VI comma: il governatore può delegare il direttorio ad adottare provvedimenti di rilevanza esterna.

Il direttorio diventa organo esecutivo e non più consultivo.

VII comma: prima il governatore non aveva scadenza di mandato (come il Papa). Con questa legge

la carica dura sei anni con possibilità di un solo rinnovo del mandato. Stessa cosa per i membri del

direttorio.

VIII comma: la nomina del governatore è disposta con D.P.R. Su proposta del Presidente del Consi-

glio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio su-

periore della BdI.

Il governatore ha una nomina dall'esterno ma tutti gli altri quattro membri del direttorio sono nomi-

nati dall'interno.

X comma: rimasta inattuata. Prevede il trasferimento delle quote allo Stato. Ma il vero potere del-

l'assemblea, cioè la votazione degli organi societari, non c'è nell'assemblea dei partecipanti. Non ha

senso dire quindi che la BdI è condizionata dalle banche che ne detengono il capitale perché i suoi

organi sono eletti con altri metodi e non dall'assemblea.

La legge di tutela del risparmio ha sottratto alla Banca d'Italia tutti i provvedimenti in materia anti-

trust.

Quali sono oggi le competenze della Banca d'Italia? Che poteri ha?

Sicuramente è il nostro istituto d'emissione, cioè è l'unico soggetto che ha l'autorizzazione a

• battere moneta (decidere la quantità di moneta, a livello europeo).

È un operatore del mercato monetario ma dopo l'avvento dell'euro è una funzione del SEBC

• e la BdI si delinea come braccio operativo.

Prestatrice di ultima istanza, è la banca delle banche, può prestare denaro alle banche in con-

• testi particolari.

BdI è il tesoriere dello stato: funzione tipica dell'ordinamento italiano. Il Ministero dell'Eco-

• nomia ha presso la BdI ha un c/c che si chiama c/c di tesoreria. Può andare in rosso. Cosa

succede? Per decenni è avvenuto, è un modo per finanziare il bilancio pubblico. Se la BdI

presta denaro allo stato prende un interesse dell'1%. Lo Stato preferiva questo canale di fi-

nanziamento piuttosto che emettere titoli al 20%.

Divorzio tra BdI e Tesoro. 1993 d'ora in avanti il c/c di tesoreria dovrà avere sempre un sal-

do positivo. Se i soldi non ci sono la BdI non effettuerà più pagamenti.

Tus: Tasso Ufficiale di Sconto, ovvero il tasso che applica la BdI per i finanziamenti di ulti-

• ma istanza. Usato come strumento per il controllo dei tassi. Deciso dal Ministro dell'econo-

mia. Dal '93 può solo il Governatore. Una volta entrati nell'euro è sparito e c'è il tasso Bce.

14 febbraio 2013

Articolo IV TUB

Il Testo Unico Bancario si occupa della BdI riguardo i suoi compiti di vigilanza. Riferimenti esplici-

ti alle funzioni di vigilanza. Non si parla di BdI come istituto d'emissione o tesoreria.

Gli atti secondari della BdI venivano nominati istruzioni di vigilanza. Si sono affiancate anche le di-

sposizioni di vigilanza. Il Tub parla soltanto di istruzioni. Hanno uguale importanza recettiva.

Le istruzioni riguardano soltanto il rapporto tra BdI e banche vigilate. Quando queste norme posso-

no avere riflessi su terzi si applicano disposizioni. In questa fase non trova corrispondenza nei fatti,

vi sono istruzioni che contengono disposizioni generali e istruzioni specifiche per le banche. È pro-

babilmente un percorso in atto.

Adesso si ha istruzioni a cui si affiancano le disposizioni e in più la BdI anticipa le norme con circo-

lari “in mora alla disposizione di... si dispone che:....”.

C'è una circolare apposita che dice quali norme delle istruzioni devono essere abrogate. Sarebbe

meglio toglierle direttamente.

Sono comunque provvedimenti di carattere generale. Quando la BdI emana delle disposizioni lo

deve fare nei confronti di tutte le banche. Possono esserci deroghe ma di tipo tecnico.

La BdI può dettare delle norme nei confronti di singole banche di carattere particolare sulla base di

presupposti specifici.

La BdI in quanto ente pubblico è sottoposta alle norme di trasparenza amministrativa.

Stabilisce entro quale termine adotterà un determinato atto.

Individua il responsabile del procedimento.

Indica i motivi delle decisioni (obbligo di motivazione).

Obbligata a predisporre una relazione riguardo l'attività svolta. Non tutta la disciplina

Si applicano in quanto compatibili le disposizioni della legge 7 agosto 1990.

di trasparenza amministrativa si applica alla BdI.

La BdI può disporre delle ispezioni presso le banche. Se si applicasse la norma di trasparenza am-

ministrativa bisognerebbe comunicarlo prima ai soggetti interessati. Per questo tipo di caso non è

compatibile.

Prima dell'euro la BdI era sia istituto d'emissione sia organo di vigilanza. L'unione europea fa una

scelta diametralmente opposta.

Le funzioni di banca centrale e governo della moneta vengono accentrate nella BCE (art.127 del

trattato) mentre le funzioni di vigilanza restano in capo alle singole banche nazionali.

C'è un nesso con la vigilanza. Il SEBC contribuisce ad una buona conduzione delle politiche di vigi-

lanza delle autorità dei singoli stati membri.

Doppio canale: vigilanza macro prudenziale (a livello di sistema) e vigilanza micro prudenziale.

Micro prudenziale da vita a 3 autorità distinte:

1. Eva autorità che riguarda le banche;

2. autorità che riguarda intermediari finanziari e mercati;

3. autorità che riguarda comparto assicurativo e dei fondi pensione.

Sono soltanto degli organi tecnici che elaborano regole comuni che i singoli stati membri devono

fare proprie.

L'obiettivo è che le piccole banche vengano vigilate a livello nazionale mentre le grandi banche a li-

vello europeo con collaborazione delle autorità nazionali.

Articolo V Tub definito la norma più importante finalità e destinatari della vigilanza

→ →

Non ha corrispondenti nella vecchia legge bancaria, è una norma nuova. Orienta i poteri delle auto-

rità creditizie.

Primo comma. Che contenuto dare alle singole finalità?

Sana e prudente gestione: deriva dalla IIª direttiva banche. Riguarda i partecipanti al capitale delle

banche. Per essere soci della banca occorre che siano rispettati dei canoni di sana e prudente gestio-

ne (partecipazione rilevante di un gruppo industriale o un mafioso=non sana e prudente).

In Italia è stato assunto come principio di carattere generale e non solo per le partecipazioni al capi-

tale.

Sano si riferisce allo stato di salute della banca, quando rispetta le regole proprie del bravo banchie-

re.

La prudenza si basa sul profilo di rischio, che va governato rispettando determinati criteri.

Sana e prudente gestione dei soggetti vigilati. Si riferisce alla singola banca. Ottica micro.

Stabilità complessiva: riferita al sistema nel suo insieme. Macro vigilanza. Non la stabilità del sin-

golo perché c'è concorrenza. L'operatore non efficiente deve uscire dal mercato.

Efficienza e competitività: concorrenza.

Osservanza delle disposizioni in materia creditizia: verificare che le banche e gli altri soggetti vigi-

lati rispettino le norme di settore.

L'ispettore non può intervenire in questioni fiscali ove possono intervenire solo agenzia delle entrate

e guardia di finanza poiché non facenti parte delle disposizioni in materia creditizia.

Se facciamo il confronto fra l'articolo 5 e la corrispondente norma del Tuf (art. 5) troviamo una dif-

ferenza importante. Nel Tuf c'è una finalità in più: la tutela dell'investitore e la correttezza.

Si vede come il Tub sia 5 anni più vecchio del Tuf, dove si fortifica la tutela dell'investitore.

Nel 2010 è stata rivista la normativa riguardante il credito ai consumatori (ex credito al consumo).

Successivamente è stato modificato anche l'articolo 127 del Tub sulla trasparenza.

Non è che la trasparenza non sia un obiettivo per le banche, è semplicemente specificata nell'artico-

lo 127 e non nel 5. Sarebbe tutto più semplice se la parte di trasparenza presente nel 127 venisse ac-

corpata all'articolo 5.

Osservazione sull'ordine delle finalità: binomio stabilità ed efficienza. In che ordine sono messe le

varie finalità?

Prima tesi: sono tutte sullo stesso piano (separate da virgole).

Seconda tesi: in ordine di importanza (non plausibile).

Terza tesi: sono tutte sullo stesso piano salvo l'ultima (per il nonché).

La prima tesi è l'interpretazione più corretta. Sono da considerarsi TUTTE sullo stesso piano.

Comma 3. Si sottolinea che le autorità creditizie hanno anche altri poteri oltre a quelli di vigilanza


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pietro Paolo Piccoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Urbani Alberto.

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