LEGISLAZIONE
ALIMENTARE
Professore: Andrea Vitale
corso di laure in Scienze e tecnologie alimentari (G29)
–
Facoltà di Agraria Università degli studi di Milano
Aggiornato 2020/21
LA LEGISLAZIONE ALIMENTARE:
“Il riconoscimento di un diritto all’alimentazione e ad un’alimentazione sana per ogni uomo e
fondamento dell’azione della comunità internazionale per debellare
donna deve essere il lo
È difficile affermare l’esistenza degli altri diritti
spettro della fame. umani senza riconoscere
l’esistenza di questo, che è il cuore di tutti i diritti. Sino a che non sarà garantito il diritto
all’alimentazione come diritto alla vira, come si potranno rivendicare i diritti politici, economici,
sociali, culturali e ambientali?”
Se il diritto all’alimentazione, inteso come diritto a disporre di una quantità di cibo sufficiente
ad assicurare la sopravvivenza, è un diritto umano fondamentale, saldamente fondato sul diritto
internazionale, occorre evidenziare che la Costituzione Italiana non afferma in maniera diretta
l’esistenza di un tale principio; tuttavia esso viene comunemente annoverato, in base ad un
interpretazione “estensiva” dell’art. 32 (secondo il quale la “Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”) nell’ambito più ampio, del
diritto alla salute.
La nostra Costituzione definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo” e come
“interesse della collettività” (art.32 1°comma), delineando due aspetti, quello del diritto e quello
dell’interesse, distinti ma coordinati. Lo “stato di salute” non riguarda solo il singolo ma si
riflette sulla collettività, per cui la relativa tutela non si esaurisce solo in situazioni attive di
pretesa ma implica e comprende il dovere di non ledere né porre a rischio, con il proprio
comportamento, la salute altrui. Secondo la più recente giurisprudenza costituzionale, il bene
della salute viene pertanto garantito sia come interesse della collettività che, soprattutto, come
diritto fondamentale dell’individuo, quindi primario ed assoluto, ed in quanto tale, pienamente e
direttamente operante nei rapporti tra privati e definibile come posizione soggettiva direttamente
protetta dalla Costituzione.
“L’alimentazione” così come individuata nella Carta Costituzionale, dovrebbe pertanto intendersi,
come comprendente tutte quelle norme che attengono all’igiene ed al controllo dei prodotti
alimentari (compresi prodotti dietetici ed i prodotti destinati ad un’alimentazione particolare) che
si riferiscono a varie fasi della “vita” dei prodotti alimentare: la produzione, la preparazione,
confezione, l’imballaggio, la vendita. Non è sempre chiaro, se la funzione di indirizzo e di
coordinamento del Governo debba ancora esercitarsi, anche se, sembrerebbe, che lo stato, possa
legiferare in tale ambito fino a quando le Regioni non abbiano disciplinato compiutamente tale
settore. Allo Stato spetterebbe ancora il compito di sopprimere alla mancanza di attività regionale
dell’ottemperare agli obblighi internazionali e comunitari.
ha l’obbiettivo e il compito di tutela dei consumatori, con
La legislazione alimentare, dunque,
particolare attenzione alla sicurezza alimentare.
Le fonti in materia di legislazione alimentare sono:
❖ l’Art 32 sul diritto
Costituzione Italiana: come alla salute comprendente anche alimentazione.
L’Art. 117 prevede che la potestà legislativa in materia sia esercitata dallo Stato e dalle
Regioni, indicando solo le materie riservate esclusivamente allo Stato, mentre sussiste la
competenza esclusiva delle regioni su tutto quanto non espressamente ricompreso
nell’elencazione della norma.
❖ 1934: tratta del diritto all’alimentazione e al diritto
Regio decreto 27 luglio alla salute, inteso
come diritto alla salubrità degli alimenti. Tale decreto prevede il controllo da parte delle
autorità sanitarie, al fine di assicurare la tutela della sanità pubblica. Il Prefetto poteva
disporre la chiusura, temporanea od addirittura permanente, degli esercizi commerciali presso
vendita sostanze destinate all’alimentazione,
i quali venissero poste in in qualsiasi modo
pericolose per la salute pubblica. Inoltre, è la prima legge quadro repressiva che disciplina gli
alimenti
❖ Legge 283/1962: disciplina igiene della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e
delle bevande. Ha portata generale e riguarda in maniera generica tutti gli illeciti in materia
l’igiene e
alimentare; mira a tutelare la genuinità degli alimenti, la salute dei consumatori e la
lealtà commerciale
❖ 1997 Libro verde: della commissione europea sui principi generali della legislazione
alimentare nell’Ue, avvia la riflessione sulle norme vigenti e sui suoi possibili miglioramenti in modo
quadro giuridico comprenda l’intera catena alimentare, secondo principio dal “campo
da far sì che il il
alla tavola o to farm to fork”. Il Libro Verde pubblicato dunque con l’obbiettivo principale di avviare
una consultazione sulla futura evoluzione della legislazione comunitaria in materia alimentare,
definisce gli obbiettivi della stessa, insistendo sulla necessità di adottare un approccio di
regolamentazione che interessi l’intera catena alimentare al fine di:
o Garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica e della sicurezza dei
consumatori
libera circolazione delle merci all’interno del mercato
o Garantire la unico
o Basare la legislazione su prove scientifiche e sulla valutazione del rischio
o Attribuire la responsabilità principale della sicurezza dei prodotti alimentari ai
produttori e ai fornitori
Vi sono 3 strumenti per garantire la sicurezza alimentare:
dei
o L’analisi rischi
o I pareri scientifici
o I controlli e le ispezioni
❖ D.Lgs n 155/97 introduzione del sistema HACCP poi abrogato con D.Lgs 193/2007 ma di
fatto mantenuto il modello di sicurezza alimentare basato sul sistema di HACCP e sulla
prevenzione
❖ Libro bianco nel 2000: sulla sicurezza alimentare, sottolinea la necessità di informare
chiaramente i cittadini circa qualità, rischi e composizione degli alimenti. Si evidenzia anche
l’intenzione di elaborare un quadro giuridico che regolamenti l’intera catena alimentare.
Nel Libro bianco vengono evidenziate quelle caratteristiche atte a trasformare la politica alimentare
dell’UE in uno strumento in grado di assicurare un elevato livello di tutela della salute e della
protezione dei consumatori.
del Libro bianco si dichiara di assicurare all’UE degli standard il piu elevati
Inoltre, con l’emanazione
possibili di sicurezza alimentare.
Sempre nel 2000 viene emanata la Direttiva 2000/13/CE relativa ad etichettatura, presentazione e
pubblicità dei prodotti alimentari in commercio.
❖ Reg. n 178/2002 testo fondatore della nuova legislazione in materia di sicurezza alimentare.
Istituzione dell’autorità europea per sicurezza alimentare, cita l’obbligo
la della
basi all’aggiornamento dei regolamenti di igiene
rintracciabilità degli alimenti e pone le
comunitari.
❖ Pacchetto di igiene: formato dai reg. 852, 852, 854 e 882 del 2004: relativo a regole
comunitarie sull’igiene ed controllo ufficiale degli alimenti. L’obbiettivo fondamentale delle
il
norme contenute nel regolamento è quello di garantire un elevato livello di tutela dei
consumatori con riguardo alla sicurezza degli alimenti e ciò a partire dal luogo di produzione
primaria fino al punto di commercializzazione o esportazione. Ogni operatore del settore
alimentare (OSA) lungo tutta la catena è responsabile e deve garantire che tale sicurezza non
venga compromessa. Queste norme si applicano solo alle imprese che manipolano gli alimenti.
In particolare: sull’igiene dei prodotti
o 852/2004: stabilisce norme specifiche in materia d’igiene per gli alimenti di
o 853/2004: origine
animale che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui
o 854/2004:
prodotti di origine animale destinati al consumo umano
o 882/2004: relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla
normativa in materia di mangimi e di alimenti
❖ Reg. 2073/2005: Il regolamento fissa criteri microbiologici per l’accettabilità dei processi
nonché criteri microbiologici di sicurezza dei prodotti alimentari che determinino la soglia oltre
la quale un alimento sia da considerarsi contaminato in modo inaccettabile dai microrganismi
cui tali criteri si riferiscono.
❖ D.Lgs 193/2007: abrogazione 155/97. Inoltre cambia profondamente il sistema sanzionatorio,
infatti se per molte inosservanze alle regole igienico sanitarie, le norme in vigore prima del 24
novembre del 2007 prevedevano che l’autorità di controllo, ASL, procedesse a prescrivere la
rimozione delle non conformità entro un termine stabilito e che la sanzione venisse comminata
all’impresa solo quando questa non provvedeva alla soluzione dei problemi riscontrati in fase di
base alle nuove norme, invece, l’autorità di controllo
sopralluogo entro i termini stabiliti, in
provvederà immediatamente all’applicazione della sanzione ridotta prevista dal nuovo decreto.
❖ regolamento per gli allergeni, è relativo all’obbligo di fornire
Reg. 1169/2011: conosciuto come
corrette informazioni ai consumatori sugli ingredienti comprensivo dell’identificazione degli
allergeni. Si ricorda inoltre che gli allergeni sono 14, mentre le cross-contamination sono piu di 180
❖ Le circolari o le ordinanze del ministero della salute
❖ Norme regionali in particolare quelle delle regioni autonome
❖ Direttive e regolamenti dell’UE in generale
❖ Il Codex Alimentarius: la commissione del codex alimentarius è una conferenza permanente per
disciplinare le caratteristiche degli alimenti, con sede a Roma e Ginevra, nasce nel 1961 dalla
collaborazione tra la FAO e la WHO (world health organization), il fine è quello di elaborare
standards e linee guida nella produzione degli alimenti per regolarne la commercializzazione ed
assicurare al consumatore una sicurezza indipendente dal luogo di provenienza della merce. Le
norme del codex alimentarius perseguono le finalità di facilitare gli scambi internazionali, di
assicurare transazioni commerciali leali e di garantire ai consumatori un prodotto sano e
igienico, non adulterato oltre che correttamente presentato
La definizione di direttiva è la seguente: la direttiva obbliga gli stati membri a un determinato
risultato; il legislatore nazionale sceglierà i mezzi per ottenerlo. La direttiva non può essere
applicata parzialmente: essa è vincolante solo per quanto riguarda gli obiettivi da conseguire.
Essa si differenzia dal regolamento perché quest'ultimo si applica direttamente agli stati membri,
mentre la direttiva deve essere prima recepita. Il recepimento consiste nell'adozione di misure di
portata nazionale che consentono di conformarsi ai risultati previsti dalla direttiva.
La definizione di regolamento è il seguente: il regolamento dell'Unione europea è un atto
legislativo dell'Unione europea possiede portata generale ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi
e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri
LA QUALITA DEGLI ALIMENTI: DA SISTEMA NORMATIVO REPRESSIVO A
SISTEMA DI TIPO PREVENTIVO
La normativa n 283 del 1962 nel suo disegno originale, si prefiggeva l’obbiettivo di garantire
invece l’accento
la salubrità del prodotto alimentare, successivamente il reg. 852/04 pone
sull’importante ruolo preventivo, assegnato alle aziende alimentari, attraverso il nuovo strumento
obbligatorio dell’autocontrollo. L’evoluzione normativa ha, quindi, seguito un percorso, che
vede una fase in cui era prevalente il fine “repressivo” fino ad una legislazione in cui la
costrizione cede il passo alla prevenzione. Il tutto con l’intento dichiarato, di mutare il ruolo,
tradizionalmente assegnato all’Organo Pubblico ovvero da quello di mero “accertatore” delle
di “collaboratore” dei destinatari dei controlli, per il raggiungimento di un
violazioni, a quello
piu elevato livello di sicurezza igienica degli alimenti.
Legge n. 283/1962
Accanto alle disposizioni contenute nel Codice Penale, esistono anche le previsioni della
legislazione speciale, il cui testo piu importante è tuttora la legge 30 aprile 1962, n 283, inerente
la disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.
Essa ha portata generale e riguarda, genericamente, tutti gli illeciti in materia alimentare. Essa
mira a tutelare l’igiene e la genuinità degli alimenti, la salute dei consumatori e, sebbene in
misura minore, la lealtà commerciale. L’obbiettivo che la normativa in parola mira a raggiungere,
è quello di accertare e punire situazioni di pericolo presunto, al fine di prevenire piu gravi ipotesi
di attentato alla salute pubblica: essa persegue, cioè, quelle condotte che possano condurre alla
produzione ovvero alla vendita di prodotti alimentari insalubri. Proprio per tale caratteristica, la
prova delle diverse fattispecie, contemplate della legge n 283/62, non deve necessariamente
ricercarsi attraverso analisi di laboratorio o perizie, potendosi invece desumere da altri elementi
quali, ad esempio, l’ispezione condotta dagli organi di vigilanza, con un esame visivo, teso ad
evidenziare, fra l’altro, l’alterazione o la cattiva conservazione del prodotto o l’invasione del
La finalità “repressiva” della normativa, appare con tutta evidenza,
medesimo da parassiti.
laddove, secondo il testo originario della legge 283/62, costituiva illecito penale ed il
contravventore soggiaceva alla pena dell’arresto o dell’ammenda. La legge definisce che è
sufficiente che sia provata la conservazione in condizioni tali da non escludere la possibilità del
deperimento; quindi, non è necessaria l’avvenuta alterazione delle sostanze alimentari. Inoltre,
vieta e punisce:
❖ Qualsiasi frode commerciale o sanitaria
❖ L’inadeguata conservazione degli alimenti
❖ La detenzione, l’uso, la vendita e la somministrazione di qualsiasi sostanza alimentare con
cariche microbiche superiori ai limiti stabiliti
❖ La detenzione, l’uso, la vendita e la somministrazione di qualsiasi sostanza alimentare
insudiciata
❖ L’utilizzo di coadiuvanti o additivi non autorizzati al loro impiego.
Infine, questo regolamento stabilisce le indicazioni da riportare sulle confezioni o sulle etichette
dei prodotti alimentari nonché le presentazioni e le pubblicità improprie o ingannevoli.
Reg. CE n. 852/2004
L’obbiettivo fondamentale delle norme contenute in questo regolamento è quello di garantire un
elevato livello di tutela dei consumatori con riguardo alla sicurezza degli alimenti e ciò a partire
dal luogo di produzione primaria sino al punto di commercializzazione o esportazione. In breve,
ogni operatore del settore alimentare lungo tutta la catena è responsabile e deve garantire che tale
sicurezza non sia compromessa.
legislazione nazionale deve stabilire i requisiti d’igiene minimi, la verifica dell’osservanza
La
degli stessi, da parte degli operatori del settore alimentare deve esser demandata ai controlli
ufficiali e gli operatori devono elaborare e realizzare programmi e procedure per la sicurezza
HACCP che deve costituire esclusivamente un sistema di autoregolamentazione e non deve
sostituire i controlli ufficiali.
La registrazione degli stabilimenti e la cooperazione degli operatori del settore alimentare sono;
dunque, ritenute essenziali per consentire alle competenti autorità nazionali di effettuare i
controlli ufficiali i quali costituiscono l’unico strumento per la verifica del comportamento degli
operatori e per l’applicazione delle eventuali misure sanzionatorie nei loro confronti, ove
vengano riscontrate inadempienze ai predetti principi e disposizioni.
Il regolamento ribadisce inoltre, l’essenzialità del rispetto delle norme e delle procedure di cui
al Reg. 178/2002 in merito alla rintracciabilità degli alimenti e dei relativi ingredienti lungo
tutta la catena alimentare e ciò, sia per i prodotti importati, che esportati dalla comunità
europea.
Il Regolamento 852/2004 stabilisce norme generali in materia di igiene di qualunque prodotto
alimentare ed è quindi rivolto a tutti gli OSA, a prescindere dall’alimento che producono o dal
l’adozione del sistema HACCP
loro ruolo nella filiera alimentare. La normativa rende obbligatoria
ovvero un metodo di autocontrollo che mira ad identificare ed analizzare i rischi possibili durante
la produzione di un alimento, a definire i mezzi necessari per neutralizzarli e ad assicurare che
questi mezzi siano messi in atto in modo efficiente ed efficace. Mediante questo strumento, tutti i
produttori di alimenti sono obbligati ad effettuare un controllo continuo della propria attività e
quindi al rispetto degli standard igienico-sanitari. Soltanto i produttori primari sono dispensati
dall’applicazione dell’HACCP ma devono in ogni modo intraprendere precauzioni di carattere
igienico nell’esecuzione della loro attività produttiva.
Tutti gli operatori devono inoltre attuare un sistema di rintracciabilità ovvero la possibilità di
conoscere in qualsiasi momento le sostanze che sono state utilizzate per la produzione di un
prodotto ottenuto. In tale modo, nel caso l’alimento
determinato alimento e a chi è stato fornito il
si riveli rischioso per la salute umana, è possibile mettere in atto delle misure di precauzione per
evitare eventuali effe
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