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Appunti Istologia

Appunti di istologia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del professor Miragliotta dell’università degli Studi di Pisa - Unipi, facoltà di Medicina veterinaria, Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istologia docente Prof. G. MIragliotta

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TESSUTO EPITELIALE

EPITELIO DI RIVESTIMENTO

Sono tessuti con funzione di protezione, trasporto, secrezione, assorbimento e recezione sensoriale.

Caratterizzato da cellule a mutuo contatto con scarsa sostanza extracellulare, non vascolarizzato e ricco di

strutture di giunzione.

La derivazione embrionale è da tutti i foglietti:

-Ectoderma: epitelio corneale, epidermide e ghiandole annesse;

-Mesoderma: appartato urogenitale e ghiandole annesse tranne la vescica e la midollare del surrene;

-Endoderma: epitelio del canale digerente e respiratorio con le ghiandole annesse e la vescica;

Classificazione:

In base agli strati tra il lume e la membrana basale

-Semplice e spseudostratificato: singolo strato;

-Stratificato e di transizione: più strati di cellule;

In base alla forma delle cellule più superficiali:

-Pavimentoso

-Cubico

-Cilindrico

Presenza di specializzazioni apicali:

-Microvilli

-Ciglia

-Stereociglia

Epitelio pavimentoso semplice: singolo strato di

cellule appiattite

-Alveoli polmonari

-Foglietto parietale della capsula del Bowman

sottili dell’ansa di Henle

-Segmenti

-Endotelio dei vasi sanguigni linfatici

Epitelio cubico semplice: singolo strato di cellule cuboidali

-Epitelio follicoli tiroidei

-Superficie ovaio

-Plessi corioidei

-Capsula del cristallino

-Strato pigmentato della retina

-Dotti escretori di molte ghiandole

Epitelio cilindrico semplice: singolo strato di cellule oblunghe con asse maggiore perpendicolare alla mb

digerente dal cardias all’ano

-Tubo

-Dotti escretori maggiori di alcune ghiandole

-Utero e ovaie (ciliato)

-Bronchi e seni paranasali (ciliato)

-Canale centrale midollo spinale (ciliato)

Epitelio pavimentoso stratificato: cellule appiattite superficiali su più strati di cellule poliedriche

-Epidermide

-Epiglottide

-Esofago

-Cavità orale

-Congiuntiva e cornea

-Vagina 3

distale dell’uretra

-Tratto

Epitelio cubico/cilindrico stratificato: più strati di cellule cubiche e cilindriche

-Fornice della congiuntiva

-Uretra cavernosa

-Faringe

-Piccole aree della mucosa anale

-Dotti escretori maggiori di alcune ghiandole

Epitelio pseudostratificato: singolo strato di cellule cilindriche delle quali solo una parte raggiunge la

superficie libera quindi i nuclei non appaiono allineati dando l’impressione che ci siano più strati

-Uretra maschile

-Dotto escretore della parotide

-Epididimo (stereociliato)

-Trachea e bronchi (ciliato)

Epitelio di transizione o urotelio: cellule superficiali a cupola che si stirano in caso di distensione

dell’organo

calici renali all’uretra

-Dai è l’interfaccia fra il tessuto epiteliale e il connettivo. È formata da:

La membrana basale

elaborata dall’epitelio con funzione di supporto trofico al

-Lamina basale, connettivo composta da:

Lamina lucida: elettron-trasparente formata da laminina, entactina, integrina e distroglicani;

Lamina densa: elettron-densa formata da col.IV, perlacani e fibronectina;

-Lamina reticolare, elaborata dal connettivo, contiene col.I e III

La polarità epiteliale è il concetto per la quale le cellule possiedono una differenziazione strutturale e

funzionale che ci permette di distinguere 2 domini: un polo apicale e uno baso-laterale.

Dominio apicale:

-Microvilli: estroflessioni di membrana fatte da 25/35 filamenti di actina finalizzate ad aumentare la

superficie di assorbimento di 15/30 volte. Appaiono al microscopio ottico come un orletto striato o a

spazzola.

-Stereociglia: estroflessioni di membrana con stessa struttura dei microvilli ma più lunghe. Localizzate

principalmente dell’epididimo con funzione assorbente.

-Ciglia: lunghe strutture mobili composte da assonema (2x9 micortubuli periferici più due centrali) con

funzione di spostamento del muco.

-Flagello: unico esempio nello spermatozoo, struttura uguale alle ciglia con funzione motoria.

Dominio baso-laterale:

occludente o zonula occludens: contornano il perimetro fra il lato e l’apice della cellula formando

-Giunzione

una cucitura impermeabile che tutela le cellule dal rimescolamento.

-Giunzione aderente o zonula adhaerens: giunzione meccanica sotto la zonula occludens

-Desmosomi o macula adhaerens: non formano una banda continua e uniscono i citoscheletri di due cellule

adiacenti.

-Giunzioni comunicanti o gap junction: dotate di strutture proteiche a 6 unità, chiamate connessioni che

permettono il passaggio di molecole.

-Emidesmosomi e giunzioni focali

EPITELIO GHIANDOLARE

Cellule specializzate nella secrezione. La loro origine embrionale dipende dall’epitelio alla quale sono

annesse. Si dividono in base a:

Azione del secreto:

-Autocrine: il secreto influenza la ghiandola secernente stessa;

-Paracrine: il secreto agisce sulle cellule nelle vicinanze;

-Esocrine: il secreto, in questo caso chiamato ormone, agisce su organi bersaglio anche molto lontani;

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Meccanismi di rilascio:

-Merocrine: il secreto è rilasciato per esocitosi, la cellula rimane integra. Tipico delle ghiandole a secreto

proteico come la parotide;

il secreto è rilasciato all’interno della porzione apicale della cellula che viene persa.

-Apocrine: Tipico delle

ghiandole a secrezione mista come la mammaria;

l’intera cellula matura e diventa insieme ai granuli essa stessa il secreto. Tipico delle ghiandole a

-Olocrine:

secrezione lipidica come le sebacee;

Le ghiandole esocrine si dividono in:

-Unicellulari, come le mucipare o caliciformi, cellule intraepiteliali con porzione apicale a forma di teca e

di stelo (come un calice). Producono mucinogeno che a contatto con l’acqua diventa

porzione basale a forma

muco.

- Pluricellulari, gruppi di cellule che si comportano come un unico organo secernente. Sono formate da un

adenomero che può essere tubulare, acinoso, tubulo-acinoso, alveolare e da un dotto che può essere semplice

o composto. In caso di adenomero composto e dotto unico la ghiandola è chiamata ramificata.

Il secreto può essere:

-Sieroso, a prevalenza proteica (parotide e pancreas);

-Mucoso, a prevalenza glucidica (gh. Sublinguale);

-Misto, di natura sia proteica che glucidica. Gli adenomeri sono mucosi con una semiluna sierosa che secerne

all’interno del loro lume (gh. sottomandibolare);

Le ghiandole endocrine producono secreti che prendono il nome di ormoni di natura o steroidea o proteica,

gli ormoni sono veri e propri messaggeri chimici e per funzionare devono raggiungere organi bersaglio dotati

di recettori specifici per quel determinato ormone.

Le ghiandole si classificano in:

-Follicolari

Tiroide: formata da follicoli di epitelio cubico contenenti la colloide, composta da T3 e T4, ormoni

che stimolano l’espressione di geni responsabili del metabolismo. Secerne anche calcitonina, ormone

che inibisce gli osteoclasti abbassando la calcemia

-Cordonali

Paratiroide: secerne paratormone, antagonista della calcitonina che aumenta la calcemia.

Placenta

Pancreas endocrino

Ovaie

Testicoli

Ipofisi

Epifisi

Surrene: si divide in corticale (mesoderma) che secerne glucocorticoidi, mineralcorticoidi e

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androgeni e midollare (creste neurali) che secerne catecolammine.

EPITELI SENSORIALI

Cellule epiteliali specializzate nella recezione di timoli meccanici e chimici, nella loro trasformazione in

stimoli elettrici trasportabili tramite fibre nervose al SNC.

-Cellule gustative: bottoni gustativi situati a livello della lingua, capaci di ricevere stimoli chimici tramite le

cellule apicali (ciuffo di microvilli) e trasmetterli tramite il polo basale a una vera e propria sinapsi con fibre

nervose afferenti; situate a livello della macula del sacculo e dell’utricolo ricevono stimoli provenienti dalla

-Cellule capellute:

membrana otolitica e inviano segnali al SNC a proposito dell’equilibrio statico e dinamico del corpo nello

spazio; si trovano nell’organo del Corti,

-Cellule acustiche: quelle esterne ricevono stimoli dalla membrana tectoria,

quelle interne dall’endolinfa. Entrambe le sollecitazioni sono connesse alla vibrazione del timpano;

EPITELI ALTAMENTE DIFFERENZIATI

nell’organismo,

-Smalto: sostanza più dura presente è secreto dagli ameloblasti (adamantoblasti) composto

d’idrossiapatite

al 99% da Sali di calcio sotto forma e la restante parte da matrice organica.

-Cristallino: lente trasparente biconcava dotata di una capsula altamente rifrangente. La sua origine è

ectodermica, non è innervata e neanche vascolarizzata.

Citomorfosi cornea

Processo di cheratinizzazione che inizia nello strato basale con la fase germinativa, procede nello strato

spinoso e granuloso con la fase sintetica. Nel processo le cellule sono spinte verso la parte superficiale. Nello

strato lucido avviene la fase degenerativa che termina nello strato corneo in cui le cellule sono prive di tutti

gli organuli, lamellari e piene di cheratina.

Melanogenesi

Processo ad opera dei melanociti, cellule dendritiche residenti in simbiosi con i cheratinociti (1 melanocita

all’interno dei melanociti producono la melanina che viene trasferita

ogni 10/20 cheratinociti). I melanosomi d’idrogeno

tramite i dendriti ai cheratinociti. La sintesi delle melanine porta alla formazione di perossido

(H2O2) e intermedi dei chinoni, sostanze molto pericolose per la cellula per questo il processo è confinato

all’interno dei melanosomi dotati di una doppia membrana.

La melanina ha funzione foto-protettiva, si dispone, infatti, come uno scudo davanti al nucleo per difendere il

DNA dagli effetti mutageni dei raggi UV.

alterazioni principali della pigmentazione sono l’ipomelanosi melanocitopenica diffusa, nota come

Le

sindrome di Wardenburg e l’ipomelanosi melanocitopenica circoscritta nota come vitiligo.

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TESSUTO CONETTIVO

PROPRIAMENTE DETTO

E’ composto da:

-Matrice extracellulare:

Sostanza amorfa:

Gag, polimeri di disaccaridi carichi negativamente capaci di attrarre ioni sodio e acqua;

Proteoglicani, composti da un asse proteico legato covalentemente a Gag;

Glicoproteine adesive;

Fibre: Collagene: composto da sub unità di tropo collagene, costituisce il 20% delle proteine del

corpo, sono bianche all’osservazione macroscopica, rosa alla colorazione ematossilina-

eosina e celeste alla colorazione tricromia di Mallory, In base alla sequenza aa del tropo

collagene il collagene si divide in 15 classi. Viene sintetizzato del RER ed esocitato

dall’apparato del Golgi. Sono fibre resistenti alla trazione;

Elastiche: composte da un asse centrale di elastina e una guaina di fibrillina, sono capaci di

stendersi di una volta e mezzo la loro lunghezza;

-Componente cellulare:

Cellule fisse:

Fibroblasti: sintetizzano la matrice extracellulare. Possono essere attivi, associati a fibre

collagene, possiedono abbondante RER e Golgi e sono in attiva sintesi, oppure a riposo, più

piccoli e scarso RER;

Adipociti: cellule completamente differenziate e incapaci di dividersi. Si dividono in

uniloculari, contenente una singola goccia di lipidi che schiaccia il nucleo alla periferia

(cellula castonata) o multiloculari, contenenti numerose gocce più piccole, nucleo eccentrico

ma non adeso alla parete;

Mastociti: cellule ovoidali coinvolte nella risposta infiammatoria. Contengono granuli di

eparina e istamina inoltre sono capaci di sintetizzare mediatori secondari come i tromboxani,

i fattori chemio tattici degli eosinofili, prostaglandine e fattori attivatori delle piastrine;

Macrofagi: cellule fagocitarie derivanti dai monociti sanguigni che compiono una

migrazione intraepiteliale fino al connettivo. Fagocitano detriti cellulari e materiale estraneo

e possono essere oltre che residenti anche evocati. In base al tessuto in cui si differenziano

prendono il nome di cellule del Kupffer nel fegato, cellule di Langherans nella pelle,

nell’osso e microglia nel tessuto nervoso;

osteoclasti

Cellule mobili:

Plasmacellule: derivano dai linfociti B, producono anticorpi e sono facilmente riconoscibili

grazie alla cromatina a ruota di carro e la porzione chiara perinucleare corrispondente al

Golgi;

Linfociti: si trovano in quantità variabile e sono richiamati nei processi infiammatori;

Neutrofili, eosinofili e basofili:

Monociti

Macrofagi 7

Il tessuto connettivo propriamente detto si divide in:

-Embrionale:

Mesenchimale: cellule mesenchimali pluripotenti immerse in un gel lasso di sostanza amorfa;

Mucoso maturo: chiamata anche gelatina di Wharton, maggiormente rappresentata nel cordone

ombelicale, è un tessuto altamente idratato e evita lo schiacciamento e l’occlusione dei vasi che

passano al suo interno. Nell’adulto lo ritroviamo nella polpa del dente e nella cresta del gallo;

-Lasso: la componente prevalente è la matrice è la matrice extracellulare e lo ritroviamo in punti in cui non è

richiesta una resistenza meccanica come la cavità peritoneale e pleurica e intorno ai muscoli;

-Denso: la matrice extracellulare è in quantità minore rispetto al lasso.

Regolare: grossi fasci di fibre collagene disposti in modo regolare. Va a formare tendini, legamenti,

aponeurosi e la cornea;

Irregolare: va a formare le capsule degli organi, circonda i nervi, i tendini e nel periostio;

-Reticolare: composto da col.III e va a formare gli organi parenchimatosi, circonda gli adipociti e costituisce

l’endomisio e l’endonevrio. La colorazione d’elezione di questo tessuto sono i sali d’argento;

-Adiposo: composto da adipociti, cellule altamente differenziate incapaci di dividersi e caratterizzate da un

inclusione cospicua di lipidi:

composto da adipociti uniloculari in cui l’inclusione di grasso

Bianco: è costituita da una singola

goccia che spinge il nucleo alla periferia. Compone la maggior parte del tessuto adiposo corporeo;

Bruno: composto da adipociti multiloculari in cui le inclusioni sono molteplici e il nucleo è centrale.

regioni come l’interscapolare e intorno all’aorta e ha una funzione di

Lo troviamo in poche

produzione di calore;

Specializzato

-Cartilagine: tessuto costituito da condrociti, sostanza amorfa e fibre. Non è vascolarizzata ne innervata e trae

nutrimento dal connettivo che lo circonda (pericondrio) o dal liquido sinoviale delle articolazioni.

Nei tessuti eletti a diventare cartilagine le cellule mesenchimali ritirano i propri prolungamenti e formano i

centri di condrificazione. Si differenziano i condroblasti che secernono sostanza amorfa e si differenziano in

condrociti. Le mitosi dei condrociti provocano la crescita per apposizione, la secrezione di sostanza amorfa

divide le lacune formando i gruppi isogeni, la cartilagine aumenta di volume e questa viene chiamata crescita

interstiziale.

La matrice secreta dai condrociti è composta da col.II, proteoglicani legati a cheratan-solfato e condroitin-

solfato e da ioni carbossile e solfato, questi ioni sono carichi negativamente e si auto respingono evitando lo

schiacciamento totale del tessuto. Al microscopio ottico la matrice extracellulare appare più intensamente

colorata nelle lacune e prende il nome di matrice territoriale, quella meno colorata fra le lacune è chiamata

interterritoriale.

Ialina: nella laringe, negli anelli tracheali, nelle superfici articolari e nei processi delle coste. Si

riconosce dai gruppi isogeni di 4/6 condrociti;

nell’orecchio interno ed esterno e nell’epiglottide. Si riconosce dai gruppi isogeni 2/4

Elastica:

condrociti;

Fibrosa: o fibrocartilagine, è molto simile al tessuto connettivo denso regolare, la troviamo in

continuità con quest’ultimo e nei dischi intervertebrali intorno al nucleo polposo;

8 un’impalcatura

-Osso: tessuto costituito da cellule e matrice extracellulare calcificata. Oltre a costituire di

supporto e protezione, offre attacco ai muscoli, costituisce un deposito mobilizzabile di calcio e contiene il

tessuto ematopoietico.

Acellulare: unico esempio è la dentina prodotta dagli odontoblasti, cellule dotate di polarità che

secernono la dentina solo in direzione dello smalto.

Cellulare che si divide in:

Lamellare: va a costituire le ossa e può essere compatto o spugnoso. Le ossa lunghe sono composte

da una diafisi, un cilindro cavo con parete di osso compatto e cavità interna dove alloggia il midollo

osseo e due epifisi, circondate da una sottile corteccia di osso compatto e una prevalenza di osso

Nell’animale in crescita epifisi e diafisi le troviamo separate da un disco epifisario

spugnoso.

cartilagineo che nell’adulto non troviamo e che lascia quindi in comunicazione epifisi e diafisi. Le

ossa piatte invece sono composte da due tavolati di osso compatto che racchiudono uno strato di osso

spugnoso chiamato diploe. Il connettivo che va a circondare il tessuto osseo è detto endostio se si

trova a rivestire la cavità midollare, periostio se riveste l’osso, Quest’ultimo non lo troviamo nelle

d’intersezione

ossa sesamoidee, nelle aree a contatto con le cartilagini e nei punti di tendini e

legamenti. I connettivi del tessuto osseo sono caratterizzati dall’avere una capacità osteogenica

“dormiente”che si va ad attivare in caso di fratture.

Nel tessuto osseo riconosciamo 3 sistemi:

Sistema di Havers o osteone: in sezione trasversale

appare come una serie di anelli concentrici costituiti da

4/20 lamelle, disposte in direzioni tutte diverse che

circondano un canale chiamato di Havers. Questo canale è

costituito da tes. connettivo in cui decorrono vasi

sanguigni. I canali di Havers si trovano connessi fra loro

tramite canali vascolari trasversali e obliqui chiamati di

Volkmann;

Sistema interstiziale o breccia: porzioni angolari di osso

lamellare appartenente a generazioni passate di osteoni. Il

loro perimetro è costituito dalle linee cementanti;

Sistema circonferenziale esterno e interno: il primo si trova sotto il periostio e il secondo

sull’endostio;

La matrice ossea risulta al 65% inorganica, composta da sali di fosfato di calcio e al 35% organica,

con fibre collagene di tipo I e sostanza amorfa ricca in condroitin-solfato e cheratan-solfato. La

componente cellulare prevede cellule osteoprogenitrici, osteoblasti, osteociti e osteoclasti.

Quest’ultime sono cellule fagocitarie derivanti dai macrofagi, capaci di rimodellare l’osso sotto

l’influenza di paratormone. Sono alloggiati una depressione chiamata lacuna di Howship, prodotta

dall’azione erosiva degli osteoclasti stessi. Riconosciamo 4 regioni chiamate: zona basale, bordo a

spazzola, zona chiara e zona vescicolare.

L’osso si sviluppa sempre a partire da un connettivo pre-esistente che può essere connettivo

primitivo o cartilagine.

Ossificazione intramembranosa da connettivo primitivo

1. Condensazione del mesenchima embrionale in lamina riccamente vascolarizzata con fibre

collagene in tutte le direzioni e cellule unite tra di loro da lunghi processi affusolati;

2. Deposizione di matrice ramificata in posizione equidistante dai vasi che formano una rete le

cellule si differenziano in osteoblasti;

L’osso primitivo viene definito intrecciato in quanto le

3. fibre sono orientate in modo casuale

successiva trasformazione in osso lamellare;

4. Gli osteoblasti vengono sequestrati dalla matrice ma rimangono dei canalicoli attraverso i quali

passano i processi cellulari;

Ossificazione encondrale da cartilagine

1. Ipertrofia dei condrociti della zona centrale del modello cartilagineo (diafisi);

2. Accumulo di glicogeno e vacuolizzazione;

3. Vascolarizzazione a partire da pericondrio con differenziazione delle cellule condrogeniche in

cellule oste progenitrici, il pericondrio diventa periostio;

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4. Formazione intramembranosa di tessuto osseo subperiostale a formare un manicotto che impedisce

la diffusione verso i condrociti ipertrofici che degenerano;

Non lamellare: che può essere a fibre intrecciate, lo ritroviamo a livello delle suture dopo le fratture

ossee, nelle inserzioni legamentose e tendinee e nel cemento dei denti, oppure a fibre parallele.

uniformemente a tutto l’organismo, l’equilibrio

-Sangue: Distribuito mantiene biologico e la stabilità

dell’ambiente interno. È costituito da una porzione extracellulare detta plasma e una componente cellulare

detta anche corpuscolare che rappresenta circa il 32-45% del volume (ematocrito). La sua origine è

mesodermica, più precisamente dalla splancnopleura. Le funzioni di questo speciale connettivo sono il

trasporto di O2 e CO2, la termoregolazione, il trasporto di substrati energetici e ormoni, inoltre è coinvolta

nelle difese specifiche e aspecifiche.

La componente cellulare comprende:

Globuli rossi o eritrociti: si formano dai processi di eritropoiesi a partire da un proeritroblasto che

diventa eritroblasto basofilo, questo accumula ferritina e diventa eritroblasto policromatico che

immagazzina emoglobina e diventa normoblasto poi proeritrocita che perde gli organuli e il nucleo e

diventa eritrocita. Gli eritrociti sono cellule tonde a lente biconcava prive di nucleo (salvo che in

uccelli, anfibi, rettili e pesci), sono ovali nel cammello mentre nella capra assistiamo a poichilocitosi

fisiologica cioè globuli rossi di forme poliedriche tutte diverse. Nel citoplasma dei globuli rossi

l’emoglobina. È composta da 4 subunità e

troviamo una particolare proteina metallo-coniugata, un

eme contenente ferro. L’emoglobina è il pigmento responsabile del colore rosso del sangue

gruppo

ma soprattutto il trasportatore dei gas respiratori.

Globuli bianchi o leucociti: comprendono granulociti e agranulociti. I primi originano dal processo

di granulocitopoiesi che parte da un mieloblasto che diventa pro mielocita con granuli azzurro fili

che diventeranno poi neutrofili, eosinofili e basofili in base alla differenziazione della cellula. I

secondi invece sono linfociti e monociti. I linfociti sono i più numerosi fra gli agranulociti, sono

responsabili della risposta immunitaria e acquisiscono l’immunocompetenza negli organi linfoidi

(linf. T-timo, linf. B-borsa di Fabrizio). I monociti invece sono cellule precursore dei macrofagi.

Piastrine: originano dalla trombocitopoiesi che parte da promegacariociti (8n) che diventano

megacariociti che generano propaggini destinate a rammentarsi e a formare le piastrine.

Gli organi linfatici si dividono in:

Primari:

Midollo osseo: tessuto emoreticolare composto da col.III, fibroblasti, cellule adipose,

macrofagi e sinusoidi. Compie attività ematopoietica;

Timo, organo linfoepiteliale composto da corticale e midollare che conferisce

immunocompetenza ai linfociti T;

Secondari:

MALT; 10


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fra.b4

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DETTAGLI
Esame: Istologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fra.b4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof MIragliotta Giuseppe.

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