La diseredazione dei discendenti
Abbiamo visto precedentemente l'esistenza di un formalismo esterno (il fatto che il testamento deve essere fatto in presenza di testimoni, con cerimonie e frasi solenni ben precise, la capacità della persone ecc..) che doveva essere “attuato” per far sì che il testamento risultasse valido.
Formalismo interno
Ora vediamo che esiste anche un “formalismo interno”. Ciò consiste nel fatto che il discendente, se legato all'ascendente da un vincolo potestativo, non può essere preterito (ignorato) all'interno del testamento. Questa è una sorta di obbligo che cade in capo al testatore. Il testatore o istituisce eredi i suoi discendenti o li deve diseredare nominativamente, altrimenti il testamento risulterà invalido.
Questa obbligazione non era presente nell'epoca più antica; essa nasce per cercare di tutelare i familiari del testatore da un'eventuale istituzione di erede ad un estraneo al nucleo familiare. Non potevano essere preteriti coloro che erano i figli, i parenti in linea maschile e la moglie con manum.
L'ignorare queste persone all'interno del testamento provocava l'annullamento di quest'ultimo; come già detto, esse dovevano essere, se non costituite eredi, diseredate. A seconda del sesso del figlio cambiava la forma con la quale essi venivano diseredati: per il figlio maschio doveva essere “Tizio mio figlio sia diseredato”; per le figlie o tutti gli altri parenti poteva essere anche una dichiarazione in massa “tutti gli altri siano diseredati”.
Sottolineiamo che per far sì che il testamento risultasse valido non solo i figli nati dovevano essere diseredati (sempre se non istituiti come eredi chiaramente) ma anche quelli nati postumi alla morte del pater o alla redazione del testamento. In questo caso, per il figlio maschio la formula era “qualunque figlio maschio nascerà sia diseredato”, per quanto riguarda le figlie femmine si poteva utilizzare una forma di “massa” simile a quella vista prima. In quest'ultimo caso, dei figli nati postumi, il pater tendeva a lasciarli in eredità qualche bene tramite un legato, proprio per sottolineare il fatto che non sono stati preteriti.
Modifiche di Giustiniano
Giustiniano apportò diverse modifiche a questa materia: innanzitutto abolì la differenza tra i sessi; ciò vuol dire che la diseredazione era valida anche se la formula fosse stata uguale sia per il maschio sia per la femmina. Inoltre limita il potere del pater di diseredare il discendente. Giustiniano crea infatti dei specifici motivi per la quale il discendente possa essere diseredato.
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