Estratto del documento

Sintesi ed appunti di SUNTOTutti

Tutti gli appunti delle lezioni integrati con iFinanza per sostenere l’esame della prof M.G.manuali Pazienza. Questa sintesi contiene tutti e tre i pubblimoduli trattati durante tutto il corso; presenti anche tutte le illustrazioni grafiche e le spiegazioni degli esercizi. Inoltre a fine documento sono allegati alcuni compiti scritti delle scorse sessioni.

Finanza pubblica

Appunti integrati

Finanza Pubblica

Informazioni generali

Prof: Pazienza Maria Grazia

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I modulo: Tema disuguaglianza e povertà

Distribuzione del reddito non equa. Giudizi di valore. Tasse, legge di bilancio, teoria ottima tassazione, Digital Taxation. Autori: Piketty/Milanovic

II modulo: Analisi costi benefici

III modulo: Bilancio italiano ed il coordinamento fiscale europeo

Riferimenti per l’esame: Baldini Toso, Diseguaglianza, povertà e politiche pubbliche.

Modalità di esame

  • Esame scritto: è composto da 9 domande e bisogna sceglierne 6 (chi ha 9 CFU). Prova intermedia a Novembre.
  • È prevista una presentazione in classe, articoli scientifici, bisogna sceglierli dalla mail-list.
  • Se presentate in classe non andrà fatta nell’esame.
  • Lavoro o da solo (PowerPoint) oppure lavoro di gruppo, con il quale va creato un poster, con un tema specifico, cosa schematica da appendere.
  • Presentazione in italiano o in inglese.
  • Con la prova si guadagnano 1-2 punti.
  • Discussione su un articolo o legge specifica per chi ha la materia da 9 CFU.
  • È possibile effettuare un esame orale per migliorare il voto.
  • Durante il corso ci sono dei test di autovalutazione. Se positivi, possono aiutare con la valutazione finale.

Riassumendo

  • Prova intermedia
  • Prova scritta
  • Test non obbligatori
  • Presentazione singolo o di gruppo (poster di analisi): attribuisce uno o due punti in più sul voto finale

Propedeuticità: Microeconomia e Macroeconomia

I parte del corso

1. Lezione introduttiva

  • Parole rilevanti per il nostro corso:
  • Iva, clausola di salvaguardia, sterilizzazione
  • Sovranità
  • Ambiente: new green deal
  • Dazi-Tairf
  • Paradiso Fiscale
  • Aging e Deficit di lungo periodo
  • Tobin tax FTT
  • Saldo e stralcio (condono fiscale)

Sterilizzazione dell’IVA, con il governo Monti, introduzione della aliquota crescente del 2% - europea ha bisogno dell’unanimità per modificare trattati fondamentali, leggi fiscali. La commissione fiscale. Carbon-tax fermata dalla, mancanza di unanimità, principalmente a causa della Polonia. Guerra commerciale cento, rimedio di “flessibilizzazione” due problemi: - Quota Il primo sulla sua durata - Saldo e stralcio, rottamazione delle cartelle. Rinunciare ai soldi, quando si trattava di importi bassi e cercare di ottenere maggiore gettito.

Cuneo fiscale: differenza da ciò che paga un’impresa per un singolo lavoratore e ciò che riceve un dipendente (IRPEF, contributi sulle pensioni, contributi sugli infortuni), ovvero il suo stipendio. Tobin-tax: contrastare la fame nel mondo. Prendiamo una piccola percentuale sui tassi di cambio e si è ripresa con l’introduzione della FTT (Financial Transaction Tax).

Grafici

Grafico dell’elefante:

  • A: Paesi Africani
  • B: Crescita di paesi situati nella zona asiatica (Singapore, Vietnam)
  • C: Paesi Europei (parte povera)
  • D: Paesi Europei (parte ricca)

2. Le distribuzioni

Il fenomeno della diseguaglianza è infatti un fenomeno complesso, che dipende da numerosi fattori, a loro volta non comprimibili in un unico schema teorico. Al termine disuguaglianza è ricollegabile il termine “distribuzione del reddito”.

La distribuzione si divide in: distribuzione primaria e distribuzione secondaria.

La distribuzione primaria (o funzionale) riguarda la ripartizione del prodotto tre fattori produttivi (lavoro, capitale, terra) che contribuiscono alla sua realizzazione. Le componenti sono i redditi da lavoro dipendente, i profitti, le rendite interessi. La distribuzione funzionale mette in evidenza la scarsità dei fattori lavoro e capitale, rilevandolo come fattore fondamentale, che influenza direttamente la determinazione del loro prezzo (tasso di salario e di profitto)

La distribuzione secondaria (personale) riguarda invece la ripartizione del reddito (un flusso) ed eventualmente della ricchezza (uno stock) con riferimento ai soggetti che fanno parte di una società. Centro dell’interesse non sono più le categorie funzionali reddito, bensì individui o forme di aggregazione degli stessi in comunità (la famiglia, la convivenza) tipiche del modo in cui si svolge la nostra vita associata. I concetti distribuzione primaria distribuzione secondaria non sono coincidenti tra loro. Il collegamento tra distribuzione primaria e secondaria non è facile, i motivi di ciò possono essere i seguenti:

  • a) Vi sono sostanzialmente differenze non solo tra i diversi tipi di redditi, ma anche di una stessa categoria. Ad esempio tra i redditi da lavoro dipendente il salario di un dirigente superiore a quello di un operaio. L’investimento in capitale umano (istruzione) e a questo riguardo essenziale: da tutte le indagini empiriche emerge chiaramente che il reddito personale aumenta all’aumentare del grado di istruzione, un elemento di cui le teorie della distribuzione primaria non tengono conto. In Italia ad esempio questo è il principale motivo per cui l’istruzione pubblica.
  • b) Ogni individuo riceve tipicamente diversi tipi di reddito (un lavoratore dipendente oltre al salario può ad esempio percepire parte del profitto generato da una società di cui è azionista.
  • c) Esistono numerose istituzioni che si frappongono tra la distribuzione primaria e quella secondaria, ad esempio la società di capitali attraverso la politica di distribuzione dei profitti, o i fondi di pensione o di investimento. La più importante di queste istituzioni dello Stato, che attraverso le sue attività tassazione e spesa si che la distribuzione effettiva delle risorse tra le famiglie sia molto diversa da quella originariamente prodotta. La trasmissione delle risorse attraverso trasferimenti tra vivi o eredità è un’importante canale di formazione di diseguaglianze che non transita per il mercato.
  • d) Alla formazione delle diseguaglianze tra individui contribuiscono in modo cruciale anche le differenze negli ambienti familiare sociale in cui esse si formano.

Le imposte servono a dare un finanziamento alla spesa pubblica, ma questo non può andare bene nel risultato, in base a dove e come si investono. Ovviamente la riduzione delle imposte comporta una riduzione delle spesa pubblica. Se i soldi li prendo con l’iva ad esempio, è più facile che questo influenzi l’inflazione.

Una divisione delle decisioni sull’intervento pubblico, serve a migliorare:

  • Allocazione (fornitura dei beni, completezza di mercato)
  • Redistribuzione (meno concentrazione dei redditi, lotta alla povertà)
  • Stabilizzazione (lotta alla disoccupazione)
  • Beni di mercato/cognitive Bias

Questioni di metodo

Prima di come sia, la diseguaglianza di come siamo ruolo su di essa esercita il bilancio pubblico, occorre affrontare una serie di questioni metodologiche:

  1. Quale variabili economiche meglio in grado di rappresentare il benessere dei soggetti: il reddito, il consumo, o altre grandezze?
  2. Quale unità di tempo impiegare: la settimana, l’anno, l’intero ciclo vitale?
  3. Qual è l’unità di riferimento più appropriata per la valutazione del benessere: l’individuo o la famiglia?
  4. Come rendere omogeneo il confronto tra nuclei familiari con diverse caratteristiche socio-demografiche?

1. Variabili di riferimento

  • Il reddito: il reddito, in prima approssimazione, può essere definito come il flusso che deriva, in un certo intervallo temporale, da uno stock di ricchezza. A sua volta, la ricchezza può assumere diverse forme:
    • a) Capitale reale, ossia case, terreni, beni durevoli (automobili, quadri ad esempio)
    • b) Capitale finanziario, ossia azioni, obbligazioni, depositi bancari eccetera
    • c) Capitale umano, ossia l’insieme delle conoscenze incorporate in un individuo: al loro interno ritroviamo due fonti, il talento naturale (le abilità innate), e l’istruzione e l’addestramento ricevuti
  • Ogni tipo di capitale produce un flusso di reddito:
    • a) Il capitale reale può produrre reddito sia sotto forma non monetario (ad esempio il reddito figurativo che deriva dal possesso di una casa), che sotto forma monetaria (ad esempio l’affitto)
    • b) Il capitale finanziario produce reddito monetario (interessi, dividendi, plusvalenze)
    • c) Il capitale umano produce sia reddito monetario (il reddito da lavoro) sia reddito non monetario (il benessere che deriva dall’uso del tempo libero)
  • Definizioni ridotte generale, reddito entrata (simons): il reddito può essere definito come la somma di: valore di mercato di diritti esercitati nel consumo, la variazione del valore dei diritti di proprietà all’inizio la fine del periodo. Questo calcolo per essere più completo bisognerebbe che tenesse conto anche di: guadagni e perdite in conto capitale, fringe benefits, rendite imputate, lavoro non pagato, trasferimenti pubblici in natura, sanità, istruzione, edilizia pubblica
  • Il consumo
  • Il patrimonio
  • Functionings e capabilities
  • Economia della felicità

2. Unità di tempo

Bisogna stabilire la propria analisi, quale unità di tempo utilizzare ad esempio un’analisi che utilizza unità di tempo mensile o annuale, trascura il fatto che gli individui di un campione si trovino in fasi diverse della loro vita, e quindi gli esiti ottenuti dall’indagine non sono del tutto veritieri. Sostanzialmente l’indicatore che viene sempre preso è quello annuale. Così facendo, perdiamo ai possibili situazioni, ad esempio un anno ho una situazione economica negativa, mentre l’anno successivo una situazione molto positiva.

L’unità di riferimento per la valutazione del benessere

È necessario stabilire come unità di riferimento per le proprie teorie normative, l’individuo o pure la famiglia. È necessario in questo caso chiarire la distinzione tra famiglia anagrafica e famiglia in senso esteso. Si intende un nucleo familiare composto da marito e moglie e figli a carico, mentre per famiglie se stesso è l’insieme dei membri sopra citati, aggiungendo però, anche coloro che vivono nella stessa abitazione (nonni, figli maggiorenni a carico e non), eventualmente percento il reddito. Se viene scelta la famiglia, bisogna scegliere se tenere conto delle famiglie ecc… o meno di variabili più specifiche all’interno.

Coloro che devono fare l’analisi, preferiscono i nuclei familiari per diversi motivi:

  • Ruolo essenziale della famiglia nelle fasi iniziali e finali del ciclo di vita; assenza di reddito nelle fasi iniziali
  • Realizzazione di economie di scala all’interno del nucleo familiare

4. Come rendere omogeneo il confronto

Sorge il problema di come rendere comparabili i redditi relativi ai nuclei di diversa numerosità e composizione, al crescere, infatti, del numero dei componenti il reddito totale tende in genere ad aumentare, ma questo incremento non è possibile attribuire automaticamente un significato di maggior benessere, dal momento che è aumentata anche l’ampiezza, e quindi il fabbisogno economico, del nucleo familiare. Inoltre a parità di reddito complessivo è altrettanto evidente che due famiglie, ad esempio, una costituita da un individuo che vive solo nell’altro da una coppia con tre figli, godono di un livello di benessere materiale molto diverso tra loro: il reddito monetario complessivo della famiglia non può essere quindi considerato un indicatore adeguato per il benessere della famiglia medesima.

È per questo che intervengono le Scale di equivalenze, ovvero un insieme di coefficienti che associano un numero a ogni possibile componente del nucleo familiare. Le scale sono usate per rendere confrontabile il reddito (o consumi), rispetto a ogni differente tipologia familiare. La scala vuol dire, associare ad ogni componente familiare, essenzialmente, un numero. Queste scale di equivalenza tengono conto delle economie di scala familiari.

3. Le scale di equivalenza

Scale di equivalenza, ovvero un insieme di coefficienti che associano un numero, ad ogni possibile componente del nucleo. Le scale sono usate per rendere confrontabile il reddito (o consumi), rispetto a ogni differente tipologia familiare. La divisione del reddito familiare per il coefficiente della scala determina il reddito equivalente, una misura che non dipende dalle caratteristiche demografiche della famiglia.

Definizione del libro: una scala di equivalenza è un vettore di coefficienti che standardizzate le eterogeneità demografiche associando ciascuna tipologia familiare un numero di componenti equivalenti.

Bisogna scegliere attentamente quale scala di equivalenza utilizzare, esse si dividono in diverse categorie:

  1. Scale econometriche;
  2. Scale soggettive;
  3. Scale desunte da minimi nutrizionali;
  4. Scale pragmatiche;
  5. Scale implicite nei programmi di assistenza sociale.

Le scale di equivalenza econometriche

Si tratta di scale stimate su dati campionari, sulla base di modelli teorici fondata sulla teoria microeconomica del consumatore. L’ipotesi di base è che le scale possono essere costruite sulla base del comportamento di un consumo osservato. Esse si dividono in tre categorie, utilizzando come criterio questo assunto, ovvero, due famiglie di diversa composizione che presentano lo stesso tenore di vita se:

  • Spendono un ugual quota di spesa totale nell’acquisto di generi alimentari (Engel).
  • Spendono una eguale importo nell’acquisto di beni consumati tipicamente dagli adulti (Rothbarth).
  • Raggiungono con le loro spese una eguale livello di utilità sulla base di una pr specificata funzione di utilità.

La scala di equivalenza di Engel

Il metodo più semplice è sicuramente più diffuso per la costruzione di una scala di equivalenza a partire dai dati di consumo osservati, è quella di Engel, esso osservò che la quota della spesa destinata a generi alimentari:

  • Decresce all’aumentare del reddito della famiglia (a parità di composizione familiare)
  • Aumenta al crescere del numero dei componenti (a parità di reddito monetario)

Tale quota può quindi costituire un indicatore indiretto del tenore di vita, nel senso che due famiglie con la stessa quota di spesa in alimenti hanno livelli di benessere approssimativamente uguali.

Le legge di Engel rileva che la quota di spesa per beni alimentari (A) aumenta al crescere dei componenti della famiglia (N) e decresce al crescere della spesa totale (Y).

Se ho un single che guadagna 500€, 4/5 del suo reddito verrà speso solo per mangiare, mentre se improvvisamente il suo reddito dovesse aumentare vertiginosamente, il rapporto non sarebbe più di 4/5.

La quota (s=A/Y) può essere indicatore indiretto del tenore di vita: 2 famiglie di diversa composizione che presentano lo stesso rapporto s hanno approssimativamente lo stesso tenore di vita, dunque redditi equivalenti;

La scala di Rothbarth

Molto simile al metodo di Engel è quello di Rothbarth secondo il quale: due famiglie di composizione diversa godono dello stesso livello di benessere se sono caratterizzate da un identico livello assoluto di spesa in uno o più beni tipicamente consumati solo dagli adulti (adult goods).

L’idea di base di questo criterio è che, in seguito alla nascita di un figlio, è necessario un reddito familiare maggiore per poter continuare a consumare la stessa quantità di tali beni. Fisso un budget per andare al cinema e poi lo applico al mio caso.

Una valutazione molto simile si basa sull’osservazione che i beni non necessari consumati dai soli adulti (sigarette, cinema) si riducono all’aumentare del numero di componenti e dunque all’aumentare delle necessità di spesa.

Il problema di queste scale di equivalenza è che esse non sono complete, soprattutto perché non considerano i beni che si introducono in un determinato anno o periodo, nel paese. A causa di ciò, entrano in gioco le scale pragmatiche, che sono alla base dell’analisi economica e statistica. Sono scale di estrema trasparenza. Sono le più semplici perché fissano direttamente i parametri (Scala OCSE) o una funzione matematica esplicitando l’assunzione sulle economie di scala.

Peso diverso attribuito ai bambini con la formula: θS= (N +0,7N )a b

Scale di equivalenza desunte da minimi nutrizionali

Si tratta di scale costruite sulla base di specifici panieri di beni di consumo, costruiti da esperti, che mettono famiglie di diversa composizione in modo di conseguire lo stesso benessere.

Scala di equivalenza pragmatiche

Si tratta di scale costruite secondo semplici sistemi di calcolo, usate soprattutto in sede di confronto tre livelli diseguaglianze o povertà tra paesi diversi. Esempio

Dall’esigenza di rendere le scale più comprensibili e applicabili a comparazioni tra scenari differenti, si fa riferimento a quelle che sono chiamate scale pragmatiche. La scala pragmatica fissa direttamente i parametri matematici esplicitando direttamente l’assunzione sulle economie di scala.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angelo.mangiapane di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pazienza Maria Grazia.
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