Appunti psicologia della percezione
Lezione 1. 09/11
Per poter percepire il mondo intorno a noi dobbiamo già avere dentro di noi qualcosa che ci consenta questa percezione. Non sono necessarie memorie pregresse per vedere ad esempio un oggetto (secondo gli autori della percezione diretta).
La scena percettiva e la sensazione
Gli attori: i nostri sensi
Ma sono sufficienti le sensazioni a determinare la "scena percettiva"?
Una prima risposta potrebbe essere che le sensazioni sono necessarie, ma non sufficienti. La percezione implica un'organizzazione e un'elaborazione dei dati sensoriali.
Sinestesia: fatto sensoriale e percettivo
Conosciamo i nostri sensi
I sensi sono più di cinque come si dice di solito:
- Vista
- Udito
- Tatto
- Gusto
- Olfatto
- Propriocezione o kinestesia - Consapevolezza della posizione del corpo e delle sue membra in relazione allo spazio esterno e agli altri membri, grazie alla presenza di appositi recettori di posizione nelle membra.
- Equilibrio
Una definizione di sensazione
Sensazioni: impressioni soggettive corrispondenti a stimoli fisici di una data intensità. Sono eventi privati e soggettivi, tra realtà esterna e realtà psicologica. La possibilità di misurare queste impressioni soggettive ha dato luogo al modello psicofisico che ha contribuito non poco alla nascita della psicologia come scienza. La soggettività della sensazione ha permesso di attuare una distinzione fondamentale tra mondo fisico e mondo fenomenico.
Soglie della sensazione
Categorie di riferimento, distinguiamo fra:
- Soglia assoluta:
- Iniziale (stimoli infraliminari)
- Terminale (stimoli sovraliminari)
- Soglia differenziale:
- Differenza appena rilevabile
Percezione catena psicofisica
La percezione è un processo che arriva ben oltre gli stimoli (stimolo distale), li elabora in unità significative (percetto), permette di segmentare le spinte sensoriali (stimolo prossimale) in eventi dotati di senso. È un insieme concatenato di processi di raccolta, elaborazione e organizzazione di tutte quelle informazioni disponibili sia nell’ambiente in cui viviamo, sia all’interno di ognuno di noi.
Stimolo esterno (stimolo distale) → Sensazione (stimolo prossimale) → Percetto
Realtà fisica → Realtà fenomenica (la differenza sta alla base della percezione)
La percezione non è una fedele riproduzione della realtà circostante, come non lo è l’osservazione. Riflessione sul concetto di fotografia…
La catena psicofisica dalla sensazione alla percezione
La catena psicotica:
- Permette di notare lo scarto tra la realtà fisica e fenomenica.
- Ciò comporta il superamento di ogni forma di realismo ingenuo (il mondo si presenta a noi così come esso è e vi è una coincidenza fra la realtà fisica e la realtà percettiva o fenomenica).
Assenza di corrispondenza tra oggetto fenomenico e oggetto fisico
Ci sono situazioni in cui si percepisce più rispetto allo stimolo fisico:
- Prima situazione:
- Non c’è corrispondenza tra oggetto fenomenico (percepito) e oggetto fisico
- Casi in cui si percepisce più di quanto ci sia nello stimolo fisico (es. triangolo di Kanizsa).
- + v. altri esempi (figure impossibili, tridente, Belvedere di Escher, l’elefante impossibile, ecc.)
- Seconda situazione:
- Casi in cui vediamo meno di quanto c’è nello stimolo: es. immagine con candelabro o volti umani, Cubo di Necker, Mascheramento
- Terza situazione:
- Casi in cui vediamo in maniera distorta ciò che è fisicamente presente nello stimolo: es. esperimenti di Zöllner, Müller-Lyer
Lezione 2. 10/11
Una delle illusioni percettive più impegnative è quella della mano di gomma.
Differenza tra osservazione e percezione
Perché studiare l’osservazione?
- Osservazione e metodo scientifico
- Osservazione e rapporti con:
- Meccanismi attentavi
- Meccanismi percettivi
- Processi di memorizzazione
Definiamo l'osservazione
Prendiamo il vocabolario della Treccani, Osservare v. tr. [dal lat. observare, comp. di ob- e servare «serbare, custodire, considerare»]. Viene definita in due sensi:
- Guardare, esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizi e considerazioni di varia natura: osservare un quadro; osservare i movimenti di un insetto; osservare il funzionamento di un motore; osservare le stelle a occhio nudo, col telescopio; osservare al microscopio, col cannocchiale. Talora fa riferimento più all’attenzione della mente che a quella dell’occhio: osservare gli effetti di una reazione chimica; osservare l’andamento di un fenomeno.
- Più genericamente, posare attentamente lo sguardo su qualche cosa o su persone, sia per semplice curiosità, sia con intenzione critica, per notare difetti, per cogliere altri in fallo e simili: camminando, osservava a destra e a sinistra; osservare la vetrina di un negozio; seduto sul marciapiede osservo la strada vuota, le case a schiera, le macchine parcheggiate (Giuseppe Culicchia); è un ragazzo che osserva tutto, al cui sguardo e alla cui attenzione nulla sfugge; ogni sua mossa era osservata; prima di entrare, si guardò intorno per assicurarsi che nessuno l’osservasse; sentendosi osservata, arrossì leggermente; comportati bene, perché tutti ti osservano; con uso assoluto, ti osservano, vi osservano, come avvertimento e invito a controllare il proprio contegno.
Osservazione come atto cognitivo
Vedere: non intenzionale, non sistematico
Guardare: intenzionale, non sistematico
Osservare: intenzionale, sistematico
C’è un piccolo passaggio dalla sensazione alla percezione, che corrisponde al vedere quest’ultima. Quando arriva l’attenzione passiamo al guardare perché implica un’attenzione selettiva, cioè la mia attenzione è stata chiamata da qualcosa di esterno, ma questa non basta per passare all’osservazione, perché in questa noi capiamo che questa attenzione deve essere tenuta costante nel tempo, comporta una vigilanza, osservo tipo quali sono le reazioni in un determinato momento. Man mano che noi passiamo dalla sensazione all’osservazione i processi di memoria sono via via più complicati.
Attenzione e osservazione
L’attenzione non riguarda un solo concetto unitario, bensì un insieme multidimensionale e diversificato. È una funzione multi-componenziale che svolge un ruolo di regolatore dei processi mentali, filtrando ed organizzando le informazioni provenienti dall’ambiente per consentire di mettere in atto un comportamento idoneo; è vista come un sistema di regolazione e selezione, un filtro delle informazioni da analizzare.
Attenzione selettiva
La percezione consapevole è sempre selettiva. In un’osservazione concentriamo la nostra attenzione su aspetti specifici del mondo che ci circonda. ES Effetto Arma Psi. Testimonianza.
Attenzione sostenuta e vigilanza
Nello svolgersi di un’osservazione siamo tenuti a mantenere attenzione costante e prolungata verso elementi e fenomeni che ci siamo proposti di osservare.
Osservazione come atto cognitivo
Osservare: intenzionale, sistematico
L’osservazione presuppone un atto di codifica dell’informazione in esplicita-intenzionale in termini di processi mnestici.
Osservazione sistematica
Non è una registrazione fedele e diretta della realtà
Non è guardare ma si basa su un’ipotesi di lavoro o su una curiosità
Non è interpretare, ma piuttosto un momento intermedio tra la percezione del fenomeno e la sua interpretazione
L’atto di osservare è comunque un atto mentale umano, pertanto anch’esso introduce sistematicamente dei bias (errori sistematici: es. effetto alone, psicologizzazione).
Osservazione ingenua vs osservazione sistematica
L’osservazione si colloca fra i metodi scientifici se è caratterizzata da sistematicità. Quindi l’osservazione ha un luogo specifico all’interno del contesto scientifico, perché è legata a quelle che sono delle ipotesi di lavoro da verificare, cioè io vedo qualcosa del mondo esterno e faccio delle ipotesi che può collegare il comportamento che ho davanti agli occhi in termini di causa ed effetto. Non do un’interpretazione, faccio delle ipotesi, che poi devono essere messe sotto verifica, solo dopo posso fare delle interpretazioni. L’osservazione è ciò che io colgo della realtà, può essere giusto o errata, deve essere interpretata.
Alcuni modelli teorici del metodo osservativo in psicologia
Ci sono diversi tipi di osservazione:
- Osservazione etologica, fatta nello stesso luogo del soggetto, es. anche l’osservazione di una classe scolastica.
- Osservazione piagetiana, è legata a quelli che sono i progressi che si possono trovare nelle singole persone, un’evoluzione della persona umana.
- Osservazione psicoanalitica, legata al rapporto tra paziente e terapeuta, un rapporto che risente di alcuni aspetti come l’empatia, la comunicazione delle emozioni, però c’è una particolarità legata all’osservazione: lo psicoanalista deve osservare il paziente e cercare di capire quelli che sono i suoi problemi, ma c’è qualcosa di più si basa anche sul fatto che il paziente grazie al terapeuta può essere messo in grado di osservare se stesso.
Osservazione partecipe
La tecnica dell’osservazione partecipe, nata nell’ambito della psicoterapia infantile, ben si adatta alla situazione delle artiterapie. In questo contesto, infatti, bisogna comprendere ciò che il paziente o i pazienti vogliono comunicare attraverso le loro attività espressive. È necessaria, quindi, un’osservazione accurata e valutare bene quanto ogni intervento del terapeuta possa essere compreso e recepito. Inoltre, mediante l’osservazione è possibile capire a quale tipo di materiale o produzione artistica un paziente può rivelarsi più sensibile ed interessato e possa costituire, in definitiva, un valido canale di comunicazione con il terapeuta; a questo proposito, ad esempio, si possono ricordare per la musicoterapia le “schede di musicoterapia” che sono dei veri e propri protocolli di rilevazione in cui si evidenziano i gusti e l’ambiente sonoro del paziente, i suoni graditi e quelli sgraditi; protocolli simili possono essere redatti anche in relazione ad altre attività espressive.
Bisogna comprendere ciò che il paziente o i pazienti vogliono comunicare attraverso le loro attività espressive.
È importante anche nelle altre terapie, perché lo scopo del terapeuta nelle altre non è essere un artista e far vedere che è bravo ma lo scopo è di capire quelli che sono i bisogni del paziente, che si possono rilevare come lui si comporta con del materiale espressivo e il terapeuta cerca di cogliere degli indizi e di potere costruire una sorta di dialogo tramite essi, un dialogo non sulla parola ma non verbale, attraverso suoni, disegni, danza, quindi lo scopo di questa osservazione partecipe, attraverso l’osservazione, di costruire un dialogo.
Analogie tra osservazione partecipe e modelli psicoterapeutici
- Osservazione madre bambino una volta alla settimana per circa due anni.
- Stesura dell’osservazione in resoconti tendenti ad evidenziare il vissuto emotivo dell’osservatore in relazione agli eventi osservati.
- Discussione in piccoli gruppi del materiale osservato.
L’osservazione partecipe è un’osservazione che è legata a definire quelle che sono le reazioni emotivi, i vissuti emotivi, passati e provati dal soggetto.
- L’osservazione riproduce la falsa riga di una seduta psicoterapeutica.
- Il rapporto tra osservatore e osservato è analogo a quello tra paziente e terapeuta, bisogna trovare la distanza giusta con cui relazionarsi (né troppo coinvolto, né troppo distaccato). Distanza emotiva.
- La discussione in piccoli gruppi è analoga ai momenti di supervisione.
In altre parole, attraverso l’osservazione l’osservatore impara ad osservare le emozioni altrui e proprie (come nel training psicoterapeutico).
Gli strumenti dell’osservazione sono in relazione alla strutturazione dell’osservazione…
Strumenti dell'osservazione
Questi strumenti sono in funzione della strutturazione dell’osservazione, se l’osservazione cioè presenta un numero di linee guida a cui attenersi anche le scale usate saranno più puntuali…
Ci sono tre livelli di strutturazione della tecnica:
- Osservazione strutturata (check-list; scale di valutazione; schemi di codifica)
- Osservazione semistrutturata (griglie di osservazione semplici; osservazione tramite Specimen; osservazione Episodi Anedottici)
- Osservazione a bassa strutturazione (diario; diario di bordo; videocamera*, note sul campo)
Sistemi Chiusi: Più sale la strutturazione più si ha un sistema chiuso e le categorie.
Sistemi Esperienziale con categorie implicite.
Si applica attraverso una check list un'osservazione strutturata. Es. osservazione di classe. (copiare dalle slide). Sono tutte variabili trovabili attraverso una check list e stabilite dentro un item preciso.
Può anche essere meno netta di questa, quindi fatta con una scala di valutazione (ti tipo likert). (copiare dalle slide).
Osservazione strutturata
Tecnica: osservazione strutturata tramite schema di codifica, check list
Strumento: schema e foglio di codifica
Negli schemi di codifica abbiamo una lista chiusa e determinata di comportamenti, e a ciascuno di essi è attribuito un codice. L’osservatore deve attribuire il codice corrispondente al comportamento ogni volta che questo si verifica. Ciò rende più semplice la rivelazione di comportamenti complessi. In base ai comportamenti semplici che li costituiscono.
Ci sono delle categorie che sono codificate e poi ci sono delle risposte a questa singole categorie e possono esserci risposte sia secche che con una scala di valutazione.
Tecnica: osservazione strutturata tramite schema di codifica
Strumento: Schema e Foglia di codifica
Osservazione semi-strutturata (griglie semplici)
Griglia di osservazione.
Lista di comportamenti su cui focalizzare la propria attenzione, ma il ricercatore-osservatore non è vincolato a dare una risposta chiusa, ha uno spazio a disposizione sulle quale annotare le sue impressioni.
Strumenti a bassa strutturazione
Strumenti: diario, diario di bordo, videocamera
Avviene principalmente nella psicoterapia.
È il più semplice metodo di registrazione dei dati, nel senso che l’osservatore, o durante, o “immediatamente” dopo descrive accuratamente tutto ciò che è avvenuto. I limiti di questo metodo sono moltissimi, il metodo ruota interno all’osservatore, e alla sua capacità di ricordare e di non deformare la realtà, ma è anche vero che in tutti i tipi di osservazione partecipare (e quindi in molti ambiti clinici) il modo in cui l'osservatore vede e registra la realtà fa parte del metodo stesso.
È pertanto opportuno utilizzare alcuni sistemi per ricordare meglio: è possibile ad esempio prendere brevi appunti, segnare le zone della stanza in cui si svolgono le azioni, annotare alcuni eventi fondamentali. Sarà bene ricordare che se la descrizione permette di cogliere bene l’azione nel suo contesto sfuggono molti comportamenti veloci.
Gli strumenti a bassa strutturazione sono legati ad analizzare il rapporto tra osservatore e osservato, cioè che sono quella che è l’espressività. All’interno dell’osservazione ci sono i diari e i diari di bordo.
- I diari consentono un’osservazione narrativa con un linguaggio semplice e ordinario. Non prevedono necessariamente un oggetto di osservazione stabilito in precedenza.
- I diari di bordo sono più descritti e ampi dei diari. Vi si devono annotare i comportamenti, le attività svolte, quelle in corso, e le attività previste. Devono essere incluse anche informazioni riguardanti la situazione, le circostanze, le interazioni fra i soggetti, quelle fra i soggetti e l’osservatore, nonché gli oggetti di tali interazioni. Devono esservi incluse tutte le informazioni che si ritengono utili.
Strumenti: Appunti-Note
Si distinguono diverse tipologie di appunti/note:
- Field Notes: descrivono letteralmente gli episodi e i fenomeno osservati, non contengono interpretazioni (*Jotted Notes-Mental Notes). Appunti descrittivi.
- Personal Notes: riguardano i sentimenti e le reazioni che l’osservatore ha avvertito durante l’osservazione. Appunti personali.
- Methodological Notes: riguardano gli aspetti metodologici dell’osservatore, quindi la scelta degli strumenti, della procedura e la collocazione dell’osservatore.
- Theorethical Notes: riguardano le riflessioni e le interpretazioni circa quanto si è osservato, ed eventuali ipotesi future di osservazione. Appunti interpretativi.
Tutto questo è un po' legato alla scrittura come capacità di poter descrivere le proprie emozioni, di poterle sistemare in un contesto più sicuro.
Strumenti di auto osservazione
- I resoconti delle singole sedute, gli aspetti transferali e controtransfertali del terapeuta…
- I resoconti possono essere nelle forma del diario o fare riferimento a delle linee guida che orientano verso una maggiore strutturazione.
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Appunti dell'esame integrati allo studio del libro
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Appunti integrati allo studio delle slide Storia del commercio
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Appunti pedagogia
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Appunti di psicologia della percezione