Lezione 1 – 7 ottobre 2021
One belt one road – La nuova via della seta
La cartina mostra la nuova via della seta. Creazione da parte della Cina di un percorso via mare e via terra per portare i propri prodotti e accrescere la propria presenza nel resto del mondo, in particolare in Africa e in Europa. Questa via della seta arriva dalla Cina via terra e passa per l’interno dei continenti.
Perché viene così chiamata anche se la seta non è il prodotto principale esportato dalla Cina?
Perché Marco Polo andò verso la Cina per acquistare prodotti pregiati, che si trovavano in Oriente, quali la seta e spezie. La seta nasce infatti come prodotto in Cina, arriverà anche in Europa e l'Italia sarà una grandissima produttrice di seta, ma per molti anni, sia via terra che via mare, la seta è stata uno dei prodotti molto importanti esportati dall’Asia in Europa. Viene chiamata nuova via della seta come operazione di marketing, hanno preso un termine noto a tutti; è un nome tranquillizzante e non sospetto, nonostante un certo timore nell’espansione al di fuori della Cina ci sia. Si ripercorrono strade secolari.
Il commercio mondiale tra il 1500 e il 1650
All’inizio del XVI secolo nasce il COMERCIO MONDIALE in seguito alle scoperte geografiche: Cristoforo Colombo e l’America 1492, Vasco Da Gama 1497 oltrepassa il capo di Buona Speranza, la spedizione di Ferdinando Magellano circumnaviga la terra 1522 (partì cercando un passaggio per arrivare direttamente in Asia passando per l’America, ma questo passaggio non c’è), in poco tempo (circa 30 anni) si circumnaviga il globo e si cerca di scoprire come è fatto.
Da dove partono la maggior parte di queste spedizioni? Portogallo e Spagna. Perché il Portogallo? È un paese piccolo che ha bisogno di espandersi, quindi investe per espandersi.
In particolare, si cercava l’espansione verso oriente per commerciare le spezie, la più importante tra queste era il pepe.
Chi è che faceva questo percorso dai paesi orientali fino all’Europa?
Era Venezia. I veneziani avevano già fatto dei viaggi via terra come quelli di Marco Polo, ma la situazione in Asia centrale era diventata complicata, c'erano conflitti e popolazioni agguerrite che non consentivano i traffici; quindi, Venezia arriva con le sue navi nei porti della Turchia e dell’Egitto e da lì acquista le merci provenienti dell’Asia, ma commerciate dai mercati arabi e orientali. Era quindi un commercio che funzionava tramite intermediari, avevano quindi un prezzo maggiore. L’obiettivo, quindi, era quello di arrivare direttamente ad acquistare le merci dal luogo di produzione.
Uno dei motivi per cui i portoghesi fanno questo è quello di voler far concorrenza a Venezia, che aveva sostanzialmente il monopolio di questo tipo di commerci e di arrivare direttamente sul mercato. Gli europei avevano la volontà di controllare o conquistare alcuni posti, i luoghi in cui poi avrebbero commerciato; quindi, queste scoperte sono accompagnate da azioni militari e di conquista, in un momento in cui anche in Europa non mancano i conflitti.
Uno dei motivi che portava a cercare nuove vie commerciali, nuove materie prime e prodotti, ma soprattutto nuove fonti di oro e argento era il fatto che gli stati europei stavano crescendo in popolazione e ricchezza, in generale si registra una fase espansiva (Lungo Cinquecento - dal 1500 al 1630), quindi c’era un gruppo di persone facoltose che potevano permettersi una serie di beni di lusso. Ciò che chiude questo periodo (1630), è l’avvento della peste, che colpisce gran parte degli stati europei. In Italia questo periodo corrisponde con il Rinascimento (periodo di grande espansione e ricchezza, la quale consentirà di investire in cultura, edifici, chiese). Parte della ricchezza sarà impiegata per la costruzione di edifici e implementazione della cultura, in parte invece andrà a finanziare la guerra e le spedizioni.
L’Italia nel Rinascimento è il paese leader, culturalmente più avanzato e dove c’è maggior benessere di tutta Europa. Debolezza: è frazionato. L’Europa si guarda intorno per cercare risorse, per sostenere e aumentare la propria ricchezza che andrà ad essere investita in nuove iniziative economiche, in parte in cultura e edifici, in parte servirà per finanziare le guerre e le spedizioni che servono per girare il mondo.
Le popolazioni europee, nella fase espansiva, avevano un vantaggio “tecnologico”, erano la popolazione che aveva cambiato il modo di fare la guerra. Si attuano notevoli cambiamenti nel modo di combattere, indicati come «rivoluzione militare». Si comincia a combattere con i cannoni, i fucili, eserciti sempre più grandi (non più duelli), per finanziare gli eserciti servivano risorse. Molte delle altre popolazioni con cui si verranno a confrontare gli europei non possedevano le stesse dotazioni militari. I cinesi, che avevano inventato la polvere da sparo, non la usavano per le armi, ma per fuochi d’artificio: parecchie popolazioni orientali, pur avendo determinate tecnologie, non le usavano con gli stessi intenti → superiorità militare europea nei confronti delle altre potenze.
Tutte queste iniziative, guerre e spedizioni, il fatto che gli stati si stavano ingrandendo (la Francia si stava espandendo; guerre di religione perché vi era stata la scissione nell’ambito della religione cristiana tra cattolici e protestanti e ciò creava conflitti) portavano all’esigenza di avere ricchezza. Gli stati dovevano possedere ricchezza per poter essere superiori agli altri e vincere durante le guerre, ciò portava alla ricerca di nuovi introiti, che si ottenevano anche attraverso queste spedizioni con saccheggio, cercando di creare dei monopoli commerciali -reti commerciali che escludevano i concorrenti-, facendo pagare delle imposizioni fiscali a chi voleva commerciare in una determinata zona, sfruttando le popolazioni indigene perché producessero le cose che interessassero gli europei, sfruttando i contadini e attraverso degli strumenti finanziari (innovazione finanziaria). Gli stati crescevano sia come popolazione che come ricchezza e quindi potevano permettersi anche dei beni di lusso.
Il Portogallo, l’Atlantico e l’oceano Indiano
Il Portogallo confina con la Spagna, la quale nel 1494 si unifica (era divisa in due Regni, di Castiglia e d'Aragona, con il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona si ha l’unione della Spagna che diventa un unico stato grande e potente, che nel 1492 riesce a cacciare l’ultima enclave di arabi che l’avevano conquistata nei secoli precedenti). Il Portogallo non poteva pensare di espandersi in Europa, ma voleva crescere; andava quindi alla ricerca di metalli preziosi, perché le monete più pregiate -che servivano per i commerci internazionali- erano d’oro e d’argento. Il Portogallo era convinto che avrebbe potuto trovare l’oro in Guinea.
Il Portogallo è il paese promotore delle scoperte geografiche dal ‘400, Enrico detto il Navigatore e il re Giovanni II sostengono studi e viaggi in Africa sia per mare che via terra, per vari motivi:
- Impossibilità di espansione sul continente → investe per espandersi in altri continenti, l’impossibilità è data dall’espansione sempre più vasta della Spagna, che nel 1492 riesce a cacciare gli ultimi arabi che l’avevano conquistata precedentemente. Non poteva quindi espandersi in Europa
- Ricerca dell’oro (per la produzione delle monete) della regione della Guinea. Si cerca di trovare delle alternative, nuove strade, per ampliare i possedimenti e trovare fonti di ricchezza prima mancanti. Queste scoperte vengono promosse in particolare dal sovrano, Enrico, che investe e che inizia a programmare, studiare e portare avanti sistemi che favorivano la navigazione, i calcoli su latitudine e longitudine, tecniche affinate rispetto a quelle in uso tra i navigatori. Giovanni II porta avanti il progetto, ed arriva ad una soluzione molto positiva.
- Zelo religioso contro l’Islam, i portoghesi erano cattolici e volevano continuare a combattere l’islam: I portoghesi fanno delle spedizioni da una parte lungo la costa, favoriscono la scoperta, la penetrazione e la conoscenza delle coste africane, sotto l'equatore, in maniera tale da avere una chiara conoscenza quelli che potevano essere i tragitti da percorrere per poter scoprire nuove terre. Questo, per esempio, lo fanno dando concessioni di monopoli ai mercanti, i quali hanno il monopolio del traffico di determinate merci, che possono acquistare liberamente in Africa, ma si impegnano anche a scoprire terre nuove. Non è quindi una cosa estemporanea, ma la preparazione per arrivare ad un obiettivo.
- Profitto commerciale ai danni di Egitto e di Venezia (commercio delle spezie)
Lezione 2 – 8 ottobre
Profitto commerciale ai danni di Egitto e di Venezia (commercio delle spezie)
Questa era la spinta principale. I sovrani si impegnano molto in questo senso, creando una scuola di geografia per studiare la strada migliore. Questo centro di studi aveva analizzato tutte le possibilità, avevano preso in considerazione anche l’attraversare l’Africa, ma pare chiaro che la scelta del mare fosse l’unica effettivamente percorribile. Fino al capo di Buona Speranza, Diaz ha navigato lungo la costa, infatti allontanandosi dalla costa la navigazione diventa più difficile (navigazione di cabotaggio contatti frequenti con la costa).
La navigazione di cabotaggio era la più frequente, quella di Colombo risulta rivoluzionaria. L’emisfero meridionale si trovava in una condizione differente di venti ed una realtà diversa rispetto al mediterraneo e l’oceano Atlantico del Nord. Ciò che era più complicato era capire cosa c’era oltre il Capo di Buona Speranza. Quindi i Portoghesi fecero uno spionaggio commerciale, ovvero dei mercanti portoghesi che conoscevano l’arabo si univano ai commercianti arabi arrivando fino in India. Arrivati in India riuscirono ad ottenere una serie di informazioni per indirizzare quella che sarà la seconda parte del viaggio, che si compirà nel 1449 con Vasco Da Gama.
Di questi mercanti uno morirà, l’altro tornando dall'India passando dall'Etiopia venne accolto dal sovrano con attenzioni e onori, che lo tratterrà presso di sé. Riuscirà però a comunicare attraverso una serie di missive inviate di nascosto le informazioni per poter navigare nell’Oceano Indiano ai portoghesi. (L’Oceano Indiano è caratterizzato da eventi monsonici che hanno un andamento particolare e in alcuni periodi sono sfavorevoli alla navigazione).
Oltre a questi aspetti abbiamo anche le innovazioni tecnologiche introdotte nelle navi con l'adozione di vele latine triangolari, oltre alle quadre romane (tradizionali). L’unione di questi due tipi di vele consente di poter sfruttare meglio i venti e di migliorare la qualità della navigazione. Inoltre, nascono diversi tipi di imbarcazioni:
- Caracche: che arrivano anche a carichi di 600 tonnellate, avevano una maggiore portata. Più adatte al commercio
- Caravelle: più piccole, agili e robuste. Adatte ad un viaggio di scoperta
L’utilizzo contemporaneo di più imbarcazioni consentiva di migliorare le prestazioni nei viaggi. Quando parliamo di queste epoche dobbiamo considerare che non c’erano frigoriferi, di conseguenza era anche difficile la conservazione del cibo e dell’acqua; quindi, era necessario avere dei punti di appoggio per rifornirsi del necessario. Spesso portavano dietro animali vivi poi macellati durante la navigazione.
Il commercio in India
Quando i portoghesi arrivano in India, non si trovano davanti a delle realtà piccole, arretrate e modeste, ma a porti, grandi empori, in cui si commerciavano prodotti estremamente diversi. Il prodotto di punta in Europa sono le spezie, ma qui in India si trovano molti prodotti diversi. In India trovano una civiltà avanzata, tanto quanto quella europea, trovano le spezie.
I porti indiani erano empori in cui si commerciavano i prodotti più disparati:
- Dalle spezie (pepe, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano) il pepe era la spezia più conosciuta, le altre spezie erano più raffinate. Le spezie erano beni che solo le persone facoltose potevano permettersi. Ci sono diverse teorie riguardo alle spezie. È facile leggere che utilizzassero le spezie per coprire il sapore dei cibi che non erano ben conservati. Che la cucina indiana sia una cucina estremamente speziata e forte di saperi è un dato di fatto, ma può essere che per la popolazione più povera indiana la scarsa conservazione fosse il motivo per cui si utilizzassero le spezie, ma in Europa no, perché chi poteva permettersi le spezie poteva permettersi un cibo di alta qualità; quindi, le spezie erano utilizzate per arricchire.
- Alle sete e ai tappeti persiani
- Ai diamanti
- Ai cavalli
- Agli elefanti
- Ai tessuti di cotone. Cotone usato solo in piccola parte in Europa, perché la produzione europea di cotone era ridotta, in quanto la pianta del cotone richiedeva un clima molto più caldo. Spesso il cotone era lavorato con altri tipi di tessuto, come la canapa o il lino, che erano prodotti in Europa.
- Fino al riso destinato alla popolazione locale. La popolazione europea si cibava prevalentemente di altri cereali: frumento, mais, patate e avena, lino, orzo ecc.
I commerci erano favoriti con dazi leggeri, non grandi carichi fiscali sulle merci e c’era il concetto di sostanziale libertà nei mari. (l’idea che il mare non dovesse appartenere a nessuno. I sovrani orientali partivano dal concetto di un mare libero, non imponevano divieti al commercio marittimo). Quindi commerciare nei porti indiani era favorevole. La regione era divisa in varie entità statali, con un sistema tipo feudale, c’era un sovrano al di sopra di tutti e al di sotto molti signori locali, che avevano una notevole autonomia. Queste entità statali più piccole non avevano tutte la stessa religione, alcune erano rette da sovrani musulmani altre da sovrani indù. Sia per motivi di prestigio che religiosi, spesso questi stati erano in conflitto tra loro. C’era una situazione politica che non era stabile, ma si viveva bene. Tenore di vita paragonabile a quella dell’Europa. (stessa cosa in Cina, Giappone e Persia)
Oggi la situazione vede alcuni paesi occidentali molto più ricchi e i paesi BRICS che stanno crescendo più o meno velocemente, e stanno recuperando un grande distacco che si è creato dopo la rivoluzione industriale inglese. Dopo che l’Europa ha iniziato a produrre utilizzando il sistema di fabbrica. Questo modo di produrre e il fatto che l’Europa e l’America avanzavano da un punto di vista produttivo enormemente, ha messo in crisi la situazione degli altri paesi del mondo, che si sono impoveriti e ridotti a fornire prevalentemente materie prime. Negli ultimi decenni questi paesi che erano più arretrati stanno recuperando. Quindi si parlava di grande divergenza e ora di convergenza. Gli europei che arrivavano in oriente non si trovavano di fronte a popolazioni arretrate e primitive, ma analoga all’Europa.
Peraltro, ci sono due teorie che affrontano il tema della grande divergenza: chi sottolinea che è stata la rivoluzione industriale ad aver fatto la differenza o altri che sostengono che non sia stata solo la rivoluzione industriale. Bisogna tener conto di come gli europei sono penetrati a partire dal 500 nel resto del mondo, e quindi questa progressiva incidenza degli europei sia stata importante e abbia portato alla fine all’impoverimento di quei paesi.
Estado da India: elementi a favore e limiti
Come i portoghesi sono riusciti a creare il loro Estado da India? È stata un’impresa molto importante, che però presenta dei limiti. A livello di regione indiana, c'erano conflitti tra i vari paesi, e di questa situazione approfittano i portoghesi per cercare di espandersi. C'è una serie di circostanze favorevoli e contrarie alla penetrazione portoghese in Oriente.
Aspetti a favore:
- La rivalità tra i regnanti indù e quelli musulmani favoriva l’espansione portoghese
- L’impiego delle armi da fuoco avvantaggiava gli europei soprattutto in mare, i regnanti orientali davano più importanza al dominio territoriale (ritenevano che il mare fosse di tutti, e il fatto che i portoghesi fossero proiettati verso il controllo del mare rispetto a quelli dei territori non li preoccupava molto), alcune popolazioni erano poco propense al loro uso. Inoltre, i portoghesi non avevano la forza di dominare grandi territori. Il Portogallo non era uno stato grande, quindi aveva una popolazione limitata. Il loro intento non era quello di acquisire grandi territori, ma solo il controllo di alcuni punti, dove poter esercitare il commercio, rifornirsi di tutto ciò di cui avevano bisogno e avere quindi delle basi commerciali.
Limiti della potenza portoghese:
- Popolazione scarsa, quindi poche persone che potessero controllare gli sbocchi commerciali. Uno degli obiettivi dei regnanti portoghesi era quello di cercare di imporre una tassazione sulle merci che venivano commercializzate nei loro diversi approdi commerciali. Per fare questo bisognava avere una forza commerciale che controllasse, e il Portogallo riesce fino ad un certo punto. Quindi il Portogallo impone una tassa ai mercanti (Cartaz) ai mercanti arabi, i quali non erano contenti di essere sottoposti a queste imposizioni. I tentativi di applicare controlli militari più rigidi e pressanti sui commerci non furono sempre efficaci.
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Appunti integrati allo studio di slide dell'esame Psicologia della percezione
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Appunti di Storia del commercio internazionale
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Appunti di Storia contemporanea
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Appunti Microeconomia