Il teatro medievale
Nel teatro medievale il teatro si verifica, ha luogo dentro il momento festivo, quindi una qualunque festa che sia scenica o religiosa, ha luogo il teatro. Può avere luogo questo momento ed è attivato, portato avanti da un cosiddetto attore. Mi raccomando, nell'ambito medievale l'attore non è mai un professionista ma è sempre un dilettante, quindi è qualcuno che o fa teatro per passione, o fa teatro in modo estemporaneo. Non è una professione, quindi l'attore stesso è colui che già per questo elemento si ritrova ad essere svalutato, l'essere attore non è un mestiere e tra l'altro avremo modo di vedere che l'essere attore significa essere ai margini della società. Questo è vero in particolar modo nella figura del giullare per questa tipologia di attore, di performer.
Quindi il teatro va sempre di più a coincidere con feste che già esistono, che già sono calendarizzate, dunque il teatro diventa sempre più un fenomeno antropologico, diciamo a confondersi con la festa civica. Tende sempre di più la dimensione festiva che in fondo già aveva in ambito romano quando si parla di otium, e questa idea di un teatro, che si fa in un momento libero e che occupa un momento che non è dell'attività professionale del negotium, viene dalla cultura latina.
Teatralità diffusa
Deve essere chiaro il concetto di teatralità diffusa che venga dall'antichità latina, cioè come già si sia innestata un'idea che purtroppo va a svalutare il teatro come istituzione e l'attore come professione. Quindi si dice teatralità diffusa proprio perché il teatro si verifica in momenti vari, in vari luoghi ed è agito da varie persone senza un ruolo specifico. Lo vedremo che il più delle volte il teatro medievale è agito dai cittadini della comunità, o da chierici all'interno della chiesa.
Il teatro come attività improduttiva
Quello che è importante, e questo è un altro punto, è che il teatro si inserisce in occasioni festive. Che siano banchetti, che siano matrimoni, che siano feste religiose o civiche, e in questo senso va sempre più configurandosi come un'attività improduttiva, che si fa per passare il tempo durante la festa. Perché se ci ricordiamo, nel mondo greco la situazione non era assolutamente tale; andare a teatro era parte dell'attività, non era concepito come un otium.
Perdita di significato del teatro
Si dice che il teatro perde di significato e non possiamo chiamarlo teatro ma teatralità proprio per questa ragione, perché si inserisce nelle feste, non ha più un'autonomia, non esistono più dei luoghi deputati ad essere teatri. Si fa teatro in luoghi che hanno anche altre valenze, altre funzioni come la chiesa oppure la piazza. Chiesa e piazza, e abbiamo le due dimensioni fondamentali, e capiamo bene che in una piazza, in una chiesa non troviamo un luogo apposito architettonico ma un luogo versatile e lì si fa teatro con varie funzioni.
Teatralità e cultura cristiana
Quindi all'atto pratico c'è una perdita di valore istituzionale da parte del teatro, perciò parliamo di teatralità e in particolare di teatralità diffusa. Esiste in seno alla cultura cristiana, che è la dominante lungo tutto il medioevo, una critica molto forte nei confronti del teatro. Mi raccomando, non tanto nei suoi contenuti, il problema non sono tanto i contenuti, ma la forma che il teatro ha. Le condanne vengono dai padri della chiesa: Tertulliano in primis con il suo De Spectaculis, Lattanzio, Agostino è come sempre più mediato, è come sempre più ragionato, propone una critica più verso gli spettacoli con elemento visivo forte.
Quindi, Agostino è l'unico a fare una distinzione tra spettacolo e drammaturgia, tra un teatro scritto ad un teatro che comunque va riconosciuto al mondo classico, vedi Plauto, Terenzio, Seneca e tutti gli altri grandi autori greci e quel teatro dei ludi circenses. Anche si S. Girolamo a sua parte comunque vediamo che esiste una cultura che è quella dominante che contrasta il teatro, quindi accuse che vanno contro ogni genere teatrale, il teatro tu cur perché in prima istanza idolatria.
Sì, perché come dicevamo il teatro in realtà è veicolo di culti pagani, andare contro il teatro significa poter finalmente andare contro la religione, quindi la politica del mondo antico che tanto ha contrastato il mondo cristiano. Quindi il problema sarebbe proprio questo, il teatro è il luogo di Dioniso, è il luogo di Venere tra l'altro queste divinità poi velatamente c'è la questione legata al corpo dell'attore e quindi badiamo bene che l'attore non può essere che una figura ai margini, non può che essere paragonato alla prostituta ma certo perché l'attore vende il corpo, lo propone e tramite il corpo seduce.
Corpo e teatralità
Corpo inteso come voce, gesto, con il corpo induce delle emozioni, degradato secondo i padri della chiesa del corpo. Altra questione, tutto quest'uso del corpo va ad avere un effetto sugli occhi, cioè l'effetto è diretto, si seduce attraverso gli occhi e non attraverso la lettura, quindi l'impatto è visivo, emotivo, non è razionale.
Quindi il teatro non viene dal nulla, ma così come arriviamo proprio nel medioevo, arriviamo con quello che resta del teatro romano e qualcosa viene ereditato, qualcosa viene rifiutato. Abbiamo visto la questione del pubblico, ci servirà molto per capire i miracoli e i misteri, l'abbiamo detto nel teatro classico c'è la netta separazione tra pubblico e scena, cosa che va assolutamente ad annullarsi nel medioevo.
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