Teatro moderno: da 1500 a fine 1800
1500: La commedia dell’arte. Teatro come professione.
1600: Secolo di Francia, Inghilterra e Spagna (Molière, Calderón de la Barca, Shakespeare).
1700: Carlo Goldoni e la riforma del teatro.
1800: La nascita del dramma borghese. In Europa nasce la regia.
Teatro contemporaneo: 1900
Nasce in Italia il teatro di regia e la drammaturgia contemporanea. Nasce il teatro di sperimentazione.
Il teatro è il primo mezzo di comunicazione di massa. Non è un genere letterario, ma è una pratica scenica, che parte da un testo scritto, completando la drammaturgia con un’arte cinetica e visiva. Il testo ha bisogno di essere agito.
La peculiarità del teatro sta nel fatto che è dal vivo, c’è quindi un rapporto tra chi agisce e chi guarda. Tra attore e spettatore vi è quindi una relazione senza mediazione. L’evento del teatro è infatti irripetibile, è effimero, è un’opera d’arte che non è a sé (es. gli spettatori cambiano...). Vi sono anche elementi immutabili, come scenografia, attori, trucco e costumi...
Teatro: unica arte non ripetibile. Il termine TEATRO comprende spettacolo, luogo scenico, drammaturgia.
Teatro all’italiana: strutturato anche in verticale. Goldoni: è il più grande commediografo italiano (veneziano), riforma il teatro.
Il teatro non accade solo nel teatro, non è solo teatro di prosa, ma è un macrogenere ascrivibile a una pratica scenica che può contenere danza, circo, teatro di strada, opera...
La tecnologia non può sopperire al rapporto spettatore-attore. Il teatro è anche un atto fiduciario nei confronti dello spettacolo da parte dello spettatore, il teatro prevede infatti una momentanea sospensione volontaria dell’incredulità (lo spettatore deve credere a ciò che accade sul palco, ma dall’altro lato sa che è finzione, è un’opera d’arte fittizia).
Il teatro oggi non è più un mezzo di comunicazione di massa, cessa di esserlo nell’800 con l’avvento del cinema. Al contrario oggi è un mezzo di comunicazione di nicchia: oggi i teatri sono piccoli, producono opere d’arte per un pubblico ridotto, per questa ragione però la qualità è aumentata, lo spettatore è più colto. Tuttavia il teatro non può competere con il cinema, per cui è andato in una direzione opposta, è andato riducendosi, puntando sulle emozioni piuttosto che sulla scena. Non cerca di riproporre la realtà, perché altri mezzi lo fanno meglio (es. cinema, video..), ma lavora sulle sensazioni, vuole coinvolgere ed emozionare, investe tutto sulle relazioni.
L’opera e il melodramma ancora oggi non vanno in una direzione minimalista.
Nel nostro immaginario il teatro
Nel nostro immaginario il teatro ha una definizione marginale. Per molti il teatro è un genere letterario. Ma in realtà NON è così perché esistono molte forme di teatro (es. danza, mimo ecc.) quindi non significa che il testo non esiste ma può essere posto in vari modi. Il teatro è una pratica scenica (ha un regista).
Peter Brook dice: “Il teatro è la possibilità data all’uomo di accrescere le proprie percezioni”.
Comunicazione: riuscire ad abbinare a un prodotto delle emozioni. Rispetto al passato nel teatro la comunicazione delle emozioni avviene molto meno. Il teatro è un’arte cinetico-visiva ovvero un quadro in movimento.
Il testo teatrale è una componente del teatro ma bisogna fare delle divisioni tra i testi:
- Testo in prosa
- Testo musicale
Dunque il teatro è un macro-genere perché non è unitario ed è poco omogeneo.
Un’altra componente del teatro è il luogo scenico: il teatro nasce come luogo di un rito.
Qual è lo specifico teatrale?
Lo specifico teatrale sta nella relazione tra l’attore e lo spettatore. È una relazione unica e irripetibile: relazione che si vive dall’inizio alla fine dello spettacolo. Relazione che si vive solo in quel momento né prima né dopo. Questo avviene perché noi siamo uomini e da uomini viviamo della relazione con gli spettatori i quali sono tra loro diversi.
Replica: Lo spettacolo che si replica sera dopo sera è uguale a se stesso.
Ripresa: Dopo un certo numero di anni riprendo uno spettacolo e lo modifico in alcune parti significative (es: cambio cast).
Il teatro non è più quello che è stato nei secoli passati
Il teatro era un mezzo di comunicazione di massa. Questo tipo di comunicazione è stata sostituita da altri tipi quali la radio, il cinema, la TV. È rimasto un mezzo di comunicazione ma di tipo elitario. Il teatro ad oggi lavora sulle emozioni attraverso i simboli. Il teatro non ha filtri o diaframma. È irripetibile con elementi assolutamente ripetibili (costumi, scenografia...)
Un altro elemento del teatro è la simultaneità, cioè tutto accade nel medesimo momento. Questa caratteristica non è presente nel cinema o nella tv perché tutto viene registrato e si può rivedere.
Sospensione volontaria dell’incredulità
Per essere emozionato devo credere a ciò che accade in palcoscenico, ma nel limite. Io credo ma, contemporaneamente, non ci credo. Continua sensazione di oscillazione tra l’essere dentro e l’essere fuori.
Il teatro è pluri-codice (usa diversi codici): parola, corpo, scenografia, trucco, luce, costume. L’essere pluri-codice è fondamentale per leggere lo spettacolo teatrale.
Il ruolo dello spettatore ha tre responsabilità:
- Stimolo: la platea attenta
- Conferma: io spettatore sono influenzato dalla sala
- Integrazione: io con la sala posso influenzare ciò che accade nel palcoscenico
Il teatro è una relazione.
Teatro di regia, sperimentazione e terzo teatro
Il teatro è un macrogenere, ma tutti i generi possono essere incasellati in 3 categorie:
- Teatro di regia: Presuppone come autore dello spettacolo la figura principe del regista che si esercita su un testo drammaturgico per proporlo a degli spettatori in una sua personale chiave interpretativa. Testo drammaturgico letto alla luce dell’epoca in cui il regista vive ecc.. (copione: testo dell’autore rivisto dal regista). Il regista inserisce un messaggio e diventa responsabile dell’omogeneità dei codici: scena, luci, musiche... coordinate dal regista. La regia esiste in Italia solo a partire dal 1934, mentre in Europa esiste già dagli anni 30 dell’800. Prima esisteva il teatro di allestimento. Prima del teatro di regia vi era la figura del “grande attore” o la figura del capocomico, l’organizzatore. Il pubblico andava a teatro per vedere il grande attore (es. Eleonora Duse). Con il teatro di regia diminuisce il potere del “grande attore” e aumenta quello del regista. Diminuisce così il potere mattatoriale (mattatore: colui che tiene la scena da solo). La regia è la chiave interpretativa.
- Teatro di sperimentazione: Negli anni 60 del ‘900 (anni di contestazione generale) il teatro di regia viene contestato da gruppi di ricerca che propongono una nuova modalità di teatro. Il regista non può più permettersi di essere il demiurgo dello spettacolo. I gruppi abbattono il concetto di regista a favore di un lavoro di gruppo; abbattono il testo drammaturgico, il testo nasce dal basso e non è più fondamentale; abbattono l’idea del luogo scenico (es. teatro in strada, nelle fabbriche, nelle piazze, nelle vie, nei luoghi urbani...), il teatro è dove accade; creano un nuovo rapporto attore-spettatore: gli attori chiamano gli spettatori a partecipare fisicamente. Il teatro si apriva alla società. Addirittura sfida fuori dai teatri ufficiali. Temi sociali molto forti, provocatori. Anche il teatro di sperimentazione aveva delle guide, dei leader, anche se celati. Il testo non partiva da un testo drammaturgico, ma lo scriveva il gruppo, nasceva dal basso. Il Teatro di Sperimentazione è un teatro di gruppi come il “Living Theatre” (Beck e Malina, fondatori) e il “Bread and Puppets” (uso di maschere). Questi gruppi non sono sopravvissuti, la sperimentazione oggi si può dire fallita. Alcune forme di sperimentazione sono state inglobate nel teatro di regia (es.: regista che si apre al gruppo... workshop...). Es.: regista Ronconi: svolge teatri di regia itineranti, fuori dal luogo di teatro ufficiale; regista Massimo Costi che prendeva gruppi di spettatori e li inseriva tra gli attori.
- Terzo teatro: Forma di teatro che pone al centro dell’agire il processo teatrale compiuto da chi fa teatro al fine non di creare un prodotto spettacolare, ma solo di trarre beneficio dal processo teatrale stesso. Esperienza utile per l’essere umano a prescindere dal risultato estetico. Avviene in ambiti socio-formativi, in ambiti terapeutici (es. clownterapia), in ambiti socio-culturali (luoghi marginali come carceri, centri di accoglienza ecc.). Il centro del terzo teatro è il processo, non il risultato. Il terzo teatro si apre al “quarto teatro”, tutto ciò che nella quotidianità ha bisogno di essere teatralizzato es. politica, discorso di manager aziendali...
Nascita del teatro moderno
1500: Nascita del teatro moderno. Inizio del fare teatro con consapevolezza economica. 1545 fondazione prima compagnia teatrale in Italia. Anticipo concettuale di ciò che riguarda il prima del 1545: ”breve storia del teatro per immagini”.
Teatro greco: Teatro per molti (teatro di Dioniso), luogo immenso. Tutti i ceti andavano a teatro, servi compresi. Teatro nasce come evento rituale, momento sacro in cui la comunità si ritrova. Percorso di purificazione personale: percorso catartico. Concetto di bellezza (panorama in prospettiva). Vivere esperienza di purificazione, che parte dal bello. Teatri greci con scorci sulla natura.
Nascita del teatro nella storia
Breve storia del teatro per le immagini
- Teatro classico dell’antica Grecia: Nasce in Grecia come evento per molti. Un luogo immenso che noi potremmo paragonare a uno stadio dal punto di vista del richiamo del pubblico. Tutti i ceti, servi compresi, andavano a teatro. Questo perché il teatro nasce come evento rituale. Rito: momento sacro in cui una comunità si ritrova. Valore umano e spirituale. Attraverso la visione delle storie, delle divinità, degli eroi vai in contro a un percorso di purificazione personale. Oltre ad avere il rito ha il concetto di bellezza. Questa esperienza rituale, quindi, nasce dal bello. Il luogo dello spettacolo, il ruolo del rito doveva avere uno sfondo naturale quindi fuori dal contesto urbano. Questi due concetti, rito e bellezza, devono esistere ed esistono ancora oggi. Dall’antica Grecia noi ci portiamo il concetto di rito e il concetto di massa. Questo poi lo perderemo con l’introduzione dei nuovi media.
- Teatro latino: Ha origine in Italia. Di evidente rispetto al teatro greco è la scenografia. Dal punto di vista della struttura prende tantissimo dal teatro greco a livello di forme. Dal teatro latino abbiamo preso il passaggio di consegna che c’è stato dalla grecità alla romanità. Non è più un rito catartico. È un teatro che c’entra tutto sul gioco. È un teatro ludico. Questa forma di teatro era uno strumento di divertimento del popolo. Il tema dello spettacolo è legato al divertimento (divertire dal latino: di-vertere: andare da un’altra parte rispetto ad una linea retta). Quindi lo spettacolo viene utilizzato come distrazione dalle condizioni politiche e sociali del Paese. Il motto di Roma, del Teatro Latino era “panem et circenses”, dare al pubblico pane e circensi per imbonirlo. La commedia ha la meglio sulla tragedia. (Quelle poche tragedie latine erano scritte per essere lette e non per essere messe in scena es. Seneca). Il Colosseo (Anfiteatro Flavio) con la forma di anfiteatro (nasce e si diffonde dalla romanità) è un doppio teatro. Ciò che i romani mutano dall’antica Grecia è il concetto di luogo. Viene trasformato in luogo di divertimento/ di gioco.
- Teatro medievale: Dopo l’impero romano c’è il Medioevo. Con il Medioevo finisce la concezione di teatro come forma d’arte professionale. Il Medioevo è caratterizzato da una sospensione della concezione di teatro ufficiale. Non avendo più un luogo, il teatro invade gli spazi della quotidianità quindi la città, invade le chiese. Il teatro medievale ha una duplice anima in questi 1000 anni: sacra e profana. Quella sacra si svolge all’interno dei luoghi di culto. Ma non è che il teatro entra in chiesa. Sono le figure del rito che entrano (la messa nel Medioevo veniva vista come una sorta di “teatro”). Il luogo scenico di questo spettacolo “inconsapevole” diventa lo spazio della chiesa. Mentre quella profana è un teatralizzare, sempre con un fondo di educativo, degli eventi della vita civile/sociale. La morte, la punizione viene teatratizzata (es. nelle piazze). Queste forme di teatralità sono delle forme di spettacolo. Il teatro medievale si basa sui simboli. Questi ultimi sono elementi che servono per rappresentare qualcosa di ampio. Il rito religioso, che avviene all’interno della chiesa, sceglie degli elementi per semplificare dei concetti. Il Medioevo si può definire epoca del simbolico. Gli spettacoli greci e latini sono forme di spettacolo di tipo professionale che si interrompe con il Medioevo. Il Medioevo finisce con la scoperta dell’America (1492). Quell’ultima frangia del Medioevo corrisponde con l’Umanesimo.
- Umanesimo: Il teatro qui viene visto come forma di intrattenimento. È caratterizzato da forme teatrali inconsapevoli. Sale polivalenti di grandi corti che venivano utilizzate per banchetti, feste. Sale dove potevano accadere danza, intrattenimenti svolti da giullari. Anche qui il teatro non era professionale ma veniva considerata come forma di intrattenimento. Il teatro però essendo un bisogno dell’uomo non veniva solamente all’interno delle grandi corti. Anche perché il teatro viene nuovamente visto come lavoro, occasione lavorativa.
- Teatro rinascimentale (moderno): Nasce nel 1500. Consapevolezza a livello economico. 1545 nascita della prima compagnia in Italia da parte di un gruppo padovano. Per formare questa compagnia gli attori si sono rivolti dal notaio per formare una compagnia: Fraternal Compagnia. Fatta per tutti a pagamento da professionisti. Qui si sviluppa la commedia dell’arte. Commedia: primo perché l’unico riferimento testuale di genere è la commedia latina; secondo perché se voglio guadagnare devo saper far divertire). Arte: (intesa come mestiere, rivendicare questo lavoro, e come bravura, del talento perché se voglio guadagnare, in un mondo competitivo, devo essere bravo). I nuovi attori e professionisti che animano questi gruppi hanno un livello di professionalità altissima. Commedia della bravura poiché gli spettatori pagavano alla fine degli spettacoli. La commedia dell’arte ha delle regole molto precise.
1500: La commedia dell'arte
Il più antico documento pervenutoci a testimonianza della costituzione di una compagnia di comici professionisti è un atto notarile, stipulato in Padova nel 1545. Si tratta di un contratto in cui si fissavano le norme per regolare la vita della costituita società. Ser Maffio capo della compagnia a cui tutti i soci dovevano ubbidire. Guadagni raccolti in una cassa comune e spartiti alla scadenza del contratto. Come si può notare, il documento non toccava questioni relative al repertorio e all’organizzazione artistica della compagnia, bensì insisteva sulla dimensione commerciale dell’impresa cui si dava avvio. La nascita del professionismo attorale aveva come protagonisti i borghesi. Il fenomeno mostra di porsi in una condizione di assoluta alterità rispetto ai canoni della cultura ufficiale: nell’arco di tre secoli di storia, esso viene respinto o confutato, poiché vi si riconosce contaminazione, profanazione degli ideali sublimi e squallido mercato contrapposto all’otium.
Non rispondendo ai caratteri di ufficialità giudicati propri dalla cultura dominante, i comici dell’arte patiscono la considerazione di gente sordida, che risponde a intenti mercenari. Secondo Benedetto Croce: «Arte» in italiano antico significava «mestiere», «professione»: «commedia dell’arte» significherebbe, dunque, commedia prodotta da chi appartiene alla professione, al mestiere. Secondo lo storico del teatro inglese Allardyce Nicoll la parola «arte» Nicoll aveva il significato di «abilità speciale», di «talento», sostenendo che per «commedia dell’arte» occorresse intendere «commedia della bravura». Il carattere specifico della commedia dell’arte consiste proprio nella possibilità di produrre teatro senza ridurre il momento scenico a pura trasposizione verbale della pagina drammaturgica, e di sospingere il teatro verso finalità venali, di vendita, senza rinunziare alla sua dimensione espressiva.
Nella commedia dell’arte l’attore, dunque, diveniva l’autentico e unico compositore dello spettacolo. La grande tecnica dell’Improvvisa – come all’epoca fu anche definita la commedia dell’arte – era in realtà il risultato di una straordinaria sapienza scenica che consentiva di dare agli spettatori l’impressione di naturalezza e spontaneità. Tutt’altro che libero e estemporaneo, il lavoro dell’attore richiedeva un dominio assoluto del proprio ruolo, un senso straordinario del ritmo, una prontezza disinvolta e sicura per assicurare il perfetto funzionamento di un complesso gioco di squadra.
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