Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

combinarsi specificatamente con l'antigene.

risposta cellulo-mediata = è la stimolazione della proliferazione dei linfociti che sono capaci

✔ di riconoscere l'antigene tramite dei recettori di superficie e di secernere numerosi mediatori

chiamati linfochine.

immunità congenita = è anche detta refrattarietà. Non è specifica contro i patogeni, si ha in

✔ assenza di anticorpi e dipende sia dall'individuo che alla specie a cui esso appartiene. Alcuni

esempi sono la cute, le mucose, il pH, le difese cellulari non specifiche.

immunità acquisita = è specifica contro i patogeni e dipende dalla presenza degli anticorpi.

✔ Essa può essere

naturale attiva ovvero si ha la produzione di anticorpi nei confronti di un antigene in seguito

ad un infezione data dal patogeno possessore di tale antigene;

naturale passiva ovvero la si ha in presenza di anticorpi materni in grado di difendere

l'organismo che non è ancora in grado di produrli da sé;

artificiale attiva ovvero che è indotta attraverso la somministrazione di un vaccino che

scatena la produzione di anticorpi e la conseguente risposta immunitaria, senza che si

sviluppi la malattia;

artificiale passiva che si ha quando si somministrano o immunoglobuline già costituite

oppure sieri immuni.

Profilassi generale delle malattie infettive

per profilassi si intende una procedura medico sanitaria il cui scopo è quello di prevenire

l'insorgenza delle malattie e questo termine si usa soprattutto nel caso di malattie infettive. Essa si

può applicare a tre diversi elementi che partecipano all'insorgenza e allo sviluppo della malattia:

la sorgente di infezione = per gli individui malati è necessario che venga effettuato un

➔ accertamento diagnostico in modo da conoscere con certezza il loro stato di salute.

Successivamente è obbligatorio notificare l'accertamento alle autorità e procedere con

l'isolamento e la terapia. Per i conviventi e i contatti degli individui malati bisogna attuare

una sorveglianza sanitaria, e nel caso, una chemioprofilassi.

Per i portatori momentanei è importante l'isolamento e la bonifica, per quelli cronici e quelli

sani la consapevolezza e l'educazione sanitaria in modo che non propaghino l'infezione a

loro volta. Nel caso in cui la sorgente dell'infezione sia un animale, se non è possibile

trattare la malattia con una terapia efficace, si deve procedere con l'abbattimento

dell'animale.

l'ambiente mediatore tra ospite e patogeno = i provvedimenti presi nei confronti

➔ dell'ambiente circostante la sorgente di infezione e il sano recettivo sono il risanamento

(riduzione della carica microbica totale), la sterilizzazione (eliminazione di ogni forma di

vita), la disinfezione (eliminazione dei patogeni) e la disinfestazione (eliminazione di

microparassiti e vettori).

soggetto sano recettivo = è possibile potenziare le difese immunitarie in modo che il

➔ soggetto sano recettivo non si infetti nonostante l'esposizione con l'agente eziologico oppure

attuare la immunoprofilassi e la chemioprofilassi.

Accertamento diretto = in generale lo scopo dell'accertamento è quello di identificare l'agente

eziologico causante la malattia. In questo caso si deve studiare la microscopia e fare l'analisi

chimico fisica del materiale patologico. In seguito deve essere isolato l'agente patogeno e si può

procedere con le analisi diagnostiche microbiologiche. Questo tipo di accertamento funziona bene

nelle fasi acute della malattia.

Accertamento indiretto = con questo accertamento si studiano dei parametri non riscontrabili

tramite studio diretto del campione patologico e che sono studiabili con particolari reazioni. Si

possono eseguire delle indagini sierologiche (agglutinazione, precipitazione, immunofluorescenza,

saggi immunoenzimatici), prove di ipersensibilità ed intradermoreazioni. Questo accertamento

funziona bene nella fase post-malattia.

→ ad esempio nel caso di Bacillus tubercolosis si ha lo sviluppo di una reazione di ipersensibilità se

si inietta tubercolina. Essa determina un arrossamento ed ingrossamento della zona in cui è

avvenuta l'iniezione.

Requisiti delle indagini diagnostiche di laboratori

-specificità = è la capacità di una determinata tecnica di dare risultati falsi positivi. Si calcola

facendo il rapporto tra i soggetti non malati negativi al test e la somma di tutti i soggetti non malati

(sia positivi che negativi al test). Affinché sia alta i falsi positivi dovrebbero essere assenti o pochi.

-sensibilità = è la capacità di una determinata tecnica di evidenziare tutti i positivi senza ottenere

falsi negativi. Si calcola facendo il rapporto tra i soggetti malati individuati con i test (veri positivi)

e la somma di tutti i soggetti malati. Affinché questo valore sia alto i falsi negativi dovrebbero

essere assenti o pochi.

-praticabilità =è la proprietà che indica la difficoltà nella realizzazione di una determinata tecnica.

Essa dipende da moltissimi fattori come il tempo di esecuzione o la reperibilità degli antigeni

specifici.

-valore predittivo = prende in considerazione unicamente i soggetti risultati positivi al test e si

calcola facendo il rapporto tra i soggetti malati individuati con il test e la somma di tutti quelli

risultati positivi (sia i veri che i falsi positivi).

STERILIZZAZIONE E DISINFEZIONE

1)sterilizzazione = è l'eliminazione di ogni forma di vita in ambienti e materiali. Sono importanti il

fattore determinante l'uccisione del microrganismo e il fattore tempo. Quest'ultimo è importante

poiché se il processo dura troppo a lungo senza efficacia si rischia di causare uno stress al

microrganismo che lo potrebbe rendere più pericoloso.

Esistono delle modalità di controllo dell'avvenuta sterilizzazione che consistono nell'utilizzo di

avvisatori acustici, termometri a massima, indicatori basati sul viraggio di colore di gruppi

cromofori o fialette con filo di seta imbevuta di Bacillus thermophilis.

Esse si può attuare attraverso:

Mezzi fisici = fiamma diretta, calore secco (stufa Pasteur 160 °C x 2 ore o 180 °C x 1 ora),

➔ calore umido (ebollizione, pentola di Koch, autoclave), radiazioni UV e ionizzanti.

mezzi meccanici = filtrazione divisa a sua volta in

➔ microfiltrazione : > 0,1 μg batteri, pigmenti e polveri

ultrafiltrazione : >0,01 μg virus, albumina, gelatina

nanofiltrazione : >0,001 μg pesticidi, zuccheri

iperfiltrazione : <0,001 μg ioni metallici, acqua salata, atomi

mezzi chimici = ossido di etilene, formaldeide, glutaraldeide

→autoclave = è un apparecchio che sfrutta come agente sterilizzante il vapore sotto pressione (1

atm X 121 °C X 30 minuti o 1,5atm X 128 °C X 20 minuti). I vantaggi che offre questa macchina

riguardano il fatto che il vapore riesce a penetrare molto velocemente all'interno dei materiali, si ha

la distruzione dei microrganismi in poco tempo, si può controllare facilmente l'efficacia del

processo ed inoltre è economico ed atossico. Allo stesso tempo però non lo si può usare con

materiali plastici perché si degradano e quelli metallici vengono corrosi. Inoltre non si possono

rimuovere i grassi e le polveri anidre.

2)Disinfezione= è l'eliminazione di ogni patogeni in ambienti e materiali. Essa può essere

classificata in base alla frequenza con cui può essere applicata:

-continua = il processo è svolto giornalmente e può essere effettuato anche non approfonditamente

-terminale = alla fine di un esperimento o quando un malato viene dismesso e la sua stanza di

ricovero deve essere ripristinata

-estemporanea = ad esempio se cade una provetta in laboratorio è necessario fare una disinfezione

in loco non programmata e periodica.

Mezzi naturali = raggi UV, essiccamento, pH, temperatura, concorrenza vitale, diluizione,

batteriofagia.

mezzi chimici = disinfettanti con vari meccanismi di azione ed efficacia. L'efficacia di un

disinfettante dipende da molti fattori:

concentrazione e stabilità del disinfettante

➔ tempo di contatto tra disinfettante e materiale da disinfettare

➔ temperatura

➔ pH

➔ umidità

➔ materiale

➔ suscettibilità/resistenza e carica microbica del microrganismo

fra i disinfettanti più noti si ha aldeidi (lisoformio), fenoli, tensioattivi (ad azione batteriostatica,

disinfettano e schiumano), essenze (di origine naturale, usate in associazione con altri disinfettanti

per migliorarne l'odore), derivati guanidimici (es. clorexidina, amuchina), ossidanti (reagiscono con

molecole organiche producendo radicali liberi e dando effetto mutageno, ad esempio ozono e acqua

ossigenata), alogeni (caratterizzati da cattivi odori, stesso meccanismo di azione degli ossidanti, ad

esempio a base di cloro (esempio varichina), bromo e iodio (es. tintura di iodio)), sali di metalli

pesanti (il più usato è il cloruro di mercurio che si complessa con le proteine facendole precipitare e

quindi uccidendo la cellula), acidi ed alcali (riduzione o aumento di pH grazie ed acidi e basi forti,

es. acido muriatico, acido cloridico, acido solforico, idrossido di sodio).

LOG REDUCTION

questo termine si riferisce all'efficacia del disinfettante sulla carica microbica. La carica micorbica

diminuisce in maniera logaritmica se sottoposta ad un disinfettante.

VACCINAZIONI

Vaccinazione = è un provvedimento di prevenzione primaria per le malattie infettive.

Specificatamente è un'immunoprofilassi attiva che viene effettuata con la somministrazione di un

preparato immunogeno (ovvero la soluzione con l'agente estraneo o i suoi antigeni) che è capace di

provocare una risposta immunitaria contro uno specifico agente eziologico senza riprodurre il

quadro patologico ad esso correlato.

La vaccinazione deve essere intesa sia come un provvedimento individuale, perché comunque viene

somministrata ad un singolo individuo, sia come provvedimento di massa, perché se più individui si

vaccinano allora l'effetto risulta essere più estensivo.

In ogni caso non tutte le vaccinazioni sono indicate a tutti gli individui della popolazione: spesso c'è

una certa selettività nella somministrazione legata, ad esempio, alla professione, alla classe di età,

all'attività sportiva o alle abitudini di vita.

Lo scopo ultimo di questa attività, oltre alla protezione individuale e di gruppo a rischio, è la

protezione universale contro un determinato agente eziologico o, meglio ancora, la sua totale

eradicazione.

→prima vaccinazione = 1776 da Edward Jenner contro il vaiolo.

Fattori influenti sulla percezione del rischio vaccinale

per decidere se è indicato o meno assumere un vaccino è necessario confrontare sia tutte le

caratteristiche della malattia (frequenza dei casi, gravità, durata, complicazioni e decessi) sia la

frequenza degli eventi avversi e la loro gravità nel caso di vaccinazione. In sintesi si deve fare uno

studio del rapporto tra benefici e rischi.

In realtà poi l'adesione non è sempre direttamente proporzionale alla gravità e alla frequenza della

malattia stessa ma è per lo più determinata dalla coscienza individuale.

I fattori individuali influenti sulla risposta vaccinale sono : l'età (a cui corrisponde la maturazione

del sistema immunitario, presenza di anticorpi materni), caratteristiche genetiche, deficit

immunitari, alimentazione, patologie concomitanti.

Vaccini

sono preparati costituiti dai microrganismi, tossine o costituenti microbici modificati in modo tale

che la loro introduzione in un organismo provochi l'immunità, ovvero la produzione di anticorpi

specifici, senza che però insorga la malattia.

Esistono tre classi di vaccini distinte in base alla natura del patogeno:

antibatterici (ad esempio meningite)

➔ antivirali (influenza)

➔ antitossici (tetano)

inoltre i vaccini si possono classificare in base al loro contenuto:

di I generazione. Al suo interno si possono trovare o microrganismi inattivati o uccisi o

➔ altrimenti microrganismi vivi attenuati. Nel primo caso l'inattivazione è ottenuta mediante

agenti fisici o chimici che non alterano l'integrità antigenica del microrganismo. Dato che in

questo caso si somministrano microrganismi non propriamente al pieno delle forze è

necessario anche somministrare un'elevata carica antigenica che però conferirà una minore

durata della protezione. Sempre per questo motivo, ad eccezione dei vaccini di natura

polisaccaridica, i vaccini inattivati richiedono somministrazioni multiple per indurre una

risposta efficace. La somministrazione è parenterale, alto costo, necessitano di adiuvanti,

non sono labili al calore, danno occasionali effetti collaterali al braccio, è assente una

reversione allo stato virulento.

Nel secondo caso invece, quando si parla di microrganismi vivi attenuati, si parla di

microrganismi in grado di replicarsi dato che sono vivi. Essi determinano così un aumento

autonomo della carica antigenica in grado di stimolare il sistema immunitario dell'ospite e

quindi, con un'unica somministrazione, danno una protezione più a lungo termine. Sono

controindicati in caso di immunodeficienze o di neoplasie perché sono comunque organismi

vivi. La somministrazione è di solito orale, ha un basso costo, non necessitano di adiuvanti,

sono labili al calore, danno lievi ed occasionali sintomi come effetti collaterali e si ha

raramente la reversione allo stato virulento.

Vaccini di II generazione = sono preparati con l'impiego di carrier, tecniche di ingegneria

➔ genetica o di ricombinazione del DNA. Si possono identificare:

→vaccini con anatossine modificate = un esempio è il vaccino per la pertosse. Il batterio

mutato per il gene che codifica per la tossina ne produce una che ha perso totalmente la sua

tossicità mantenendo però l'antigenicità. Nel caso del vaccino per la difterite invece la

tossina ricombinante CRM197 possiede un gluatammato sostituito ad un'originaria glicina

che causa la perdita di tossicità.

→ vaccini coniugati =un esempio sono il vaccino antipneumococco, quello anti-influenza e

quello antimeningococco. Sono basati su antigeni polisaccaridici della capsula che da soli

non sono immunogeni e perciò devono essere associati a una molecola carrier per

funzionare.

→vaccini peptidici o sintetici = sono peptidi identici a quelli patogeni realizzati con sintesi

chimica partendo dalla sequenza di aa conosciuta degli epitopi o determinanti antigenici. Per

funzionare devono essere legati ad un carrier.

→vaccini a subunità = es. vaccino dell'epatite B. una volta che la proteina di interesse

immunologico è identificata è possibile isolarne il gene ed inserirlo in un plasmide

ricombinate, il quale agisce da vettore per l'inserzione nella cellula.

→vaccini a DNA nudo = il gene di interesse viene introdotto in un plasmide batterico che si

amplifica nelle cellule procariotiche. In seguito viene purificato con l'utilizzo di apposite

colonne per affinità. Le copie possono quindi essere inserite nel vaccino.

→vaccini vivi ricombinanti = sono ottenuti a partire da microrganismi vivi attenuati che

vengono usati come vettori che trasportano geni codificanti per antigeni. Uno dei vettori più

utilizzato è Vaccinia- virus.

Adiuvanti = sono agenti che stimolano il sistema immunitario potenziando la risposta umorale e

cellulo-mediata contro il vaccino con cui vengono immessi nell'individuo.

La loro azione può essere svolta attraverso tre diversi meccanismi:

1. l'effetto deposito = consiste in una graduale e continua liberazione dell'antigene nel sito

della vaccinazione che permette una protezione a più lunga durata e la possibilità di uno

sviluppo completo di anticorpi specifici per quel determinato antigene;

2. la mitogenicità = facilita l'incontro dell'antigene con le cellule APC, con conseguente

fagocitosi e attivazione non specifica dei linfociti.

3. la modulazione = consente semplicemente un aumento della risposta immunitaria indotta

dall'antigene.

Esempi di adiuvanti sono : il fosfato e l'idrossido di alluminio (formano dei fiocchetti con l'antigene

e ne aumentano il riconoscimento da parte degli anticorpi), liposomi (sono vescicole artificiali di

membrane fosfolipidiche che possono esporre gli antigeni di interesse sulla superficie esterna),

costituenti strutturali microbici (lipide A, muramilpeptide, subunità B della tossina colerica),

citochine sono mediatori polipeptidici, non

polimeri a rilascio controllato e citochine (Le

antigene-specifici, che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema

immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti. Le citochine prodotte da cellule del

sistema immunitario sono dette linfochine o interleuchine. )

somministrazione del vaccino

è necessario tener conto della dose, del numero di dosi, della distanza tra una dose e l'altra (se la

seconda somministrazione avviene durante il picco della risposta immunitaria indotta dalla prima,

essa risulterà più efficace e potente). Bisogna poi tener di conto della via di somministrazione

(orale, intranasale, intradermica, sottocutanea o intramuscolare), della possibilità di somministrare

più vaccini insieme:

vaccini combinati= contenente diversi antigeni nella stessa dose: es vaccino tetravalente per

• la meningite.

Vaccini associati = è la somministrazione di vaccini diversi nella stessa seduta

Per questi motivi vengono redatti dei calendari vaccinali che sono pianificazioni con l'obiettivo di

terminare le somministrazioni dei vaccini entro la fine della scuola dell'obbligo per poter avere un

miglior controllo sui vaccinati e richiedere il minimo numero di visite vaccinali-ambulatoriali.

Quando il calendario viene redatto si tiene conto dei fattori

-epidemiologici: immunizzazione pre esposizione al fattore casuale, efficacia protettiva del vaccino,

copertura vaccinale, immunizzazione estensiva della popolazione;

-immunologici: maturità del sistema immunitario, interferenza con anticorpi di origine materna,

numero di dosi e relativi intervalli richiesti per conseguire la protezione, disponibilità di vaccini

associati;

-pratici: numero di vaccini da inserire nel calendario, disponibilità di vaccini combinati e

conservabilità del vaccino.

→Effetti collaterali dei vaccini :

reazioni locali lievi (dolore, rossore, edema, impotenza funzionale)

✔ reazioni locali gravi (rossore esteso, edema esteso, contrattura muscolare, lesioni del tronco

✔ nervoso, ascessi batterici o sterili, emorragie intramuscolari, ulcere, necrosi tissutale).

Reazioni generali lievi: febbre inferiore a 39 °C, anoressia, cefalea, vomito, diarrea,

✔ esantemi, tumefazione dei linfonodi, pallore e irritabilità.

reazioni generali gravi: collasso, paralisi flaccida, ipersensibilità generalizzata.

Requisiti dei vaccini = un vaccino dovrebbe essere innocuo, pratico, a basso costo ed efficace.

EF = (%MNV-%MV)/%MNV dove EV sta per efficacia del vaccino, MNV per malati non vaccinati

e MV per malati vaccinati.

Risposta immunitaria ai vaccini

la risposta può essere timo indipendente nel caso in cui l'antigene stimoli direttamente le cellule B

(linfociti) a produrre anticorpi oppure può essere timo dipendente se la produzione di anticorpi è

stimolata da cellule T helper ed assicura la mobilizzazione di una maggiore quota di cellule della

memoria.

Nella fase iniziale della risposta ai vaccini avviene la produzione di Immunoglobuline IgM (a bassa

affinità per l'antigene) e solo dopo due settimane si ha la produzione di IgG (più affini ed efficaci).

Il picco della risposta immunitaria è raggiunto quindi tra la seconda e la quarta settimana

dall'introduzione dell'antigene.

Dopo la seconda esposizione all'antigene si verifica la risposta anamnestica che consiste in uan

rapida risposta umorale/cellulo-mediata (aumento del titolo di IgG) sin dai primi 4-5 giorni e

dipende dalla memoria immunologica del sistema in seguito alla prima esposizione. Essa indica

anche che l'immunità è persistita.

→ESEMPI DI VACCINAZIONI:

vaccino antitetanico = il costituente principale è l'anatossina tetanica oppure un tossoide

✗ ottenuto usando la formaldeide ed il calore. Esso è obbligatorio in Italia dal 1968 e viene

somministrato insieme all'antidifterico e all'antipertussico in 4 dosi (3° mese, 5°mese,

11°/12° mese e 6°anno). Il richiamo deve essere fatto 5 anni dopo la prima

somministrazione, la rivaccinazione ogni 10 anni. Non esiste un'immunità naturale contro il

tetano.

vaccino antidifterico = al fine di una sicura protezione immunitaria, il livello anticorpale di

✗ anatossina difterica dovrebbe essere > 0,1 UI/ml o meglio ancora >1 UI/ml per una

protezione a lungo termine. È obbligatorio in Italia dagli anni '40.

vaccino antinfluenzale = viene offerto principalmente per delle categorie a rischio come

✗ soggetti di età pari o superiore a 65 anni, soggetti in età infantile ed adulta affetti da malattie

croniche a carico dell'apparato respiratorio, circolatorio ed uropoietico, diabete e altre

malattie del metabolismo, fibrosi cistica e immonodepressioni, soggetti che la possono

trasmettere ad altri più a rischio. Inoltre viene somministrato agli addetti ai servizi che si

trovano a diretto contatto con il pubblico e anche a coloro a contatto con animali che

potrebbero essere la sorgente di infezione da virus influenzali.

vaccino antipneumococcico = è raccomandato per soggetti in età adulta, pari età o superiore

✗ a 65 anni, soggetti asplenici, soggetti HIV positivi o sofferenti di malattie croniche a carico

dell'apparato respiratorio, circolatorio ed uropoietico.

vaccino antimeningococcico =le categorie più a rischio sono i contatti dei casi di meningite,

✗ i militari, i viaggiatori diretti in zone endemiche, il personale di laboratorio addetto alla

manipolazione di campioni biologici e i soggetti asplenici.

vaccino antitubercolare = è obbligatorio per gli studenti di medicina e di infermeria,

✗ personale sanitario e militari dal 1970. Nei paesi dove si ha questa malattia l'OMS

raccomanda la vaccinazione anche nei soggetti affetti da HIV asintomatici allo scopo di

prevenire forme disseminate della malattia.

vaccino antitifico = è obbligatorio per gli addetti alla manipolazione del cibo, alla

✗ disinfezione degli ospedali, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, per i militari e i

viaggiatori in zone endemiche. Sono disponibili due vaccini con due diverse forme di

somministrazione (parenterale e orale). La durata della protezione è intorno ai 3 anni.

vaccino antiepatite A = è formato dai virus inattivati ad elevata immunogenicità, si

✗ somministra in due dosi a 6-12 mesi di distanza. È efficace come profilassi post esposizione

per i conviventi o i familiari di malati di epatite A. La durata della protezione è intorno ai 25

anni.

vaccino anticolerico = sono disponibili tre vaccini con tre diverse vie di somministrazione

✗ (un parenterale e due orali).

Immunoprofilassi passiva

è la somministrazione di anticorpi già costituiti derivanti da un altro individuo sotto forma di

immunoglobuline purificate o di sieri immuni. Essa conferisce una protezione temporanea e a breve

termine contro uno specifico antigene infettivo(4-6 settimane per le immunoglobuline purificate, 2

settimane per i sieri). Deve essere considerata una misura di emergenza.

Le immunoglobuline vengono purificate dal plasma grazie ad un frazionamento a freddo con

etanolo e possono essere divise in normali ed iperimmuni se derivanti dal plasma di soggetti con

elevato titolo anticorpale contro un certo microrganismo dovuto a recente malattia o vaccinazione.

I sieri invece hanno un elevato titolo anticorpale e possono essere distinti in eterologhi o omologhi a

seconda se la specie da cui vengono ricavati è diversa o la stessa di quella ricevente. Quelli da usare

nell'uomo sono eterologhi di solito e derivano dal cavallo.

chemioprofilassi primaria

è la somministrazione di farmaci chemioterapici o antibiotici a soggetti recentemente esposti ad un

rischio di contagio, con lo scopo di bloccare lo sviluppo del processo infettivo. Di solito la

protezione ha la durata del trattamento.

Chemioprofilassi secondaria

è la somministrazione di farmaci chemioterapici o antibiotici a soggetti con processo infettvo già in

atto in cui la malattia è ancora asintomatica. Malattie come AIDS, carbonchio, difterite e la

congiuntivite gonococcica possono essere prevenute in seguito ad un'attenta chemioprofilassi.

MALATTIE CRONIO-DEGENARATIVE

è una categoria che riunisce le patologie caratterizzate da patologie caratterizzate da una patogenesi

su base degenerativa, da un'evoluzione cronica (questi due motivi spiegano la maggiore incidenza

sugli anziani), da un'eziologia multifattoriale e da una certa importanza a livello sociale per gravità,

diffusione e costi.

Alcuni esempi sono: le malattie cardiocircolatorie, i tumori, il diabete, le bronco-pneumatie

ostruttive e la cirrosi epatica.

A differenza delle malattie infettive queste derivano da molteplici fattori di rischio, aspecifici e non

necessari né sufficienti all'insorgenza della malattia, non sono trasmissibili, hanno un periodo di

latenza piuttosto lungo ed un esordio lento con manifestazione dei sintomi solitamente graduale.

Inoltre hanno come esito la stabilizzazione o un progressivo miglioramento della malattia e i

trattamenti terapeutici non possono curarle ma solo allungare il più possibile il loro decorso.

Fattori di rischio delle cardiopatie ischemiche = queste sono un esempio di malattie cronico

degenerative a carico dell'apparato circolatorio e causano una mancanza di afflusso di sangue e

ossigeno al miocardio, dovuta spesso ad ostruzione dei vasi. I fattori di rischio prevalentemente

sono le alterazioni del metabolismo lipidico, l'ipertensione arteriosa, il fumo, l'età, il sesso,

ereditarietà, sedentarietà, stress psichici, concomitanza con altre patologie e alimentazione. Questa

malattia ha un'incidenza diversa tra i due sessi: i maschi vengono colpiti di più perché si curano

meno della propria salute, fumano di più e hanno una vita sedentaria.

Fattori di rischio dei tumori = i fattori dipendono dalla localizzazione del tumore. Tra i maggiori

troviamo il fumo, l'alcool, l'alimentazione, le radiazioni ionizzanti e UV, l'inquinamento ambientale

e atmosferico, i fattori occupazionali, i fattori iatrogeni, i virus e altri fattori infettivi, gli ormoni

endogeni e le abitudini sessuali e l'ereditarietà.

Prevenzione delle malattie cronico degenerative

la prevenzione primaria è difficile da attuare in questo caso poiché spesso implicherebbe cambiare

le abitudini di vita o i contesti ambientali che non sono facili da cambiare. La prevenzione

secondaria, invece, è facilmente attuabile tramite diagnosi precoci e campagne di screening per le

persone considerate a rischio per un determinata patologia. I fattori da considerare in una campagna

di screening sono:

l'aumento significativo della durata e della qualità della vita, la sensibilità, la specificità ed il valore

predittivo del test, i problemi psicologici legati alla falsa positività, il costo dei test e del personale

impiegato e della conferma diagnostica, le modalità e le tecniche di esecuzione del test, l'invasitività

e la dannosità del test.

Cancerogenicità delle carni rosse e processate

le carni rosse sono le carni di bovino, equino, suini ed ovini,

le carni processate sono quelle che subiscono una lavoratura (salatura, affumicatura e stagionatura).

Nel 2014 sono state valutate dall'AIRC come probabile cancerogeno (gruppo 2A).

AMBIENTE E INQUINAMENTO AMBIENTALE

→ambiente = in ambito igienico sanitario l'ambiente è tutto ciò che si trova intorno all'uomo.

Dal punto di vista ecologico è l'insieme delle componenti biotiche e abiotiche.

In generale le componenti ambientali sono strettamente correlate tra loro e con l'uomo e infatti

questo si vede anche dalle malattie che per circa il 30 % sono imputabili a fattori ambientali.

Proprietà pericolose delle sostanze chimiche= le proprietà che potrebbero essere dannose per l'uomo

sono: la reattività (infiammabilità, corrositività, esplositività e radioattività) e la tossicità

(cancerogenicità, mutagenicità, teratogenicità, risposta allergica, infettività e effetti sul

metabolismo).

Effetti nocivi delle sostanze tossiche = disturbi dell'accrescimento, modificazioni cliniche delle

malattie, variazioni del tasso di mortalità, alterazioni biochimiche e fisiologiche, danni a organi o

tessuti, influenze negative sulla riproduzione, effetti teratogeni, embriotossici, cancerogeni e

genotossici.

Dose giornaliera accettabile o ADI = se si volesse valutare la tossicità di una sostanza non è

necessario calcolare la DL50 o la dose minima in grado di provocare danni all'organismo perché è

più importante sapere quale è la dose massima in relazione alla quale questi danni sono provocati.

Si valuta quindi una dose giornaliera accettabile ADI ovvero la dose massima che può essere

accettata da un uomo senza che comporti la tossicità di alcun tipo.

In base alle conoscenze scientifiche si possono distinguere tre tipi di ADI:

-definitiva

-condizionata

-temporanea

Per conoscere quella definitiva bisogna conoscere il NELL (livetime no effect level) ovvero la

quantità che somministrata per almeno due anni ad un organismo non causa alcun effetto nocivo. Se

non la si può conoscere si può arrivare al massimo alla ADI condizionata o temporanea grazie alla

NEL (90 days no effect level).

90

Nota bene: la NEL non è utilizzabile per le sostanze cancerogene.

NELL

ADI DEFINITIVA = 100 NEL 90) DL50)

( (

ADI CONDIZIONATA e/o TEMPORANEA = oppure

1000 100000

Modalità di definizione delle concentrazioni massime accettabili di sostanze tossiche e/o dannose

nelle matrici ambientali

1) determinazione della distribuzione % della sostanza di interesse nella matrice (acqua, suolo,

alimenti);

2) suddivisione del valore di ADI nelle diverse matrici in proporzione ai differenti coefficienti

di ripartizione delle sostanze in esse;

3) calcolo del valore limite ammesso partendo dal peso corporeo e dall'assunzione giornaliera

di acqua e alimenti;

4) eventuali variazioni di tossicità della sostanza in funzione delle diverse vie di introduzione

nell'organismo.

ACQUA ED INQUINAMENTO IDRICO

acqua = solo il 3% dell'acqua presente sulla terra è acqua dolce e la disponibilità idrica è di molto

inferiore. È stata notata una relazione tra la disponibilità di acqua buona e la salute umana,

soprattutto in quelle popolazioni dove non è facile avere acqua potabile.

Fonti utilizzabili per uso umano :

acque meteoriche = comprendono tutte le acque delle precipitazioni atmosferiche che in

➔ generale sono molto pure, a meno che non si contaminino durante la loro discesa quando

entrano in contatto con l'atmosfera inquinata.

acque superficiali = sono acque spesso contaminate perché a più stretto contatto con la

➔ superficie terrestre e con tutti gli inquinanti ad essa relativa.

acque marine = a meno che non venga distillata non è potabile.

➔ acque sotterranee = possono trovarsi all'interno di falde acquifere o di vene rocciose. Le

➔ falde si formano naturalmente e sono abbastanza pure dato che l'acqua è costretta a passare

diversi filtri formati dagli strati del terreno. Se due falde si trovano una sopra l'altra quella

più in alto avrà acqua più inquinata e si chiama falda freatica.

Le vene rocciose invece sono canali che conducono a serbatoi naturali e possono essere di

natura calcarea o silicea. Nel caso di rocce calcaree l'acqua sarà molto dura a causa del

calcio derivante dallo scioglimento del carbonato di calcio se l'acqua ha un pH basso.

Acque nuove = sono acque che devono essere esaminate per la prima volta e per questo occorrono i

rilievi del maggior numero possibile di caratteri e indagini nel tempo al fine di poter stabilire la

costanza o meno dei vari parametri.

Acque conosciute = gli esami sono esami di routine con i quali si controllano pochi caratteri.

Principali inquinanti nell'acqua = batteri, virus, elminti e protozoi causano numerose malattie

infettive e parassitarie e sono diffuse poi per via oro fecale. Poi possiamo avere dei metalli pesanti

come piombo, nichel, zinco ecc e solventi organici alogenati che hanno effetti tossici e/o

cancerogeni.

I nitrati invece possono causare metaemoglobinemia cioè un accumulo di metaemoglobina nel

sangue. I fluoruri sono responsabili di lesioni dentarie, lo iodio è la principale fonte del gozzo

tiroideo ed infine i pesticidi, il petrolio, i fenoli e le sostanze radioattive sono inquinanti tossici,

cancerogeni ed in alcuni casi possono anche provocare danni genetici.

Requisiti di potabilità

sono stati stabiliti dal decreto legislativo 31 del 2001 il quale prevede il rispetto di oltre 60

parametri fisico-chimici e microbiologici. Disciplina le acque trattate e non per uso potabile e che

sono destinate al consumo umano.

I concetti più importanti riguardano la concentrazione massima ammissibile per un determinata

sostanza presente nell'acqua e i valori guida. Il giudizio di potabilità deriva poi anche da ispezioni

idrogeologiche del luogo che determinano o meno la presenza di fattori di inquinanti.

I parametri per tale giudizio sono:

parametri organolettici: deve esser incolore. I metodi di rilevamento sono ad esempio l'uso

➔ del colorimetro al platino-cobalto. Poi deve essere insapore e inodore. I metodi di

rilevamento in questo caso sono annusazioni a 12°C e a 25°C per apprezzare meglio i

diversi odori a diverse diluizioni.

parametri fisici: deve essere ad una certa temperatura con un optimum compreso tra 9°C e

➔ 12 °C. Si rileva con termometri a bicchiere. Inoltre deve essere limpida, in particolare se ne

rileva, in realtà, la torbidità. Si distinguono

una torbidità permanente: causata da sospensione di argilla allo stato colliodale o da

precipitazioni di sali di ferro, calcio o manganese.

una torbidità transitoria: causata da repentine variazioni di temperatura e di portata spesso in

correlazione a piogge intense.

una falsa torbidità: causata dalla presenza di bollicine di gas. Inoltre tra questi parametri

abbiamo anche la conducibilità elettrica che dipende dal contenuto salino e che ha un

optimum intorno ai 400 μS a 20°C. Si rileva con un conduttimetro con cella ad elettrodi

platinati.

parametri chimici: deve avere un pH neutro o lievemente acido se vi è disciolta CO2 e co un

➔ corretto residuo fisso ovvero contenuto salino. Esso ha un optimum tra 100 e 500 mg/L. Le

acque con un residuo fisso <100 sono dette oligominerali, sono fortemente diuretiche e

possono causare forti nausee se assunte per un periodo prolungato. Le acque con >500 sono

definite fortemente mineralizzate e sono difficili da digerire.

La durezza di un'acqua inveceè la misura dei sali alcalino terrosi, soprattutto calcio e

magnesio e in base ad essa si possono distinguere:

durezza viene generalmente espressa in gradi francesi (°f, da

-acque molli: <14°f (La

non confondere con °F, che sono i gradi Fahrenheit), dove un grado rappresenta 10

mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro di acqua (1 °f = 10 mg/l = 10 ppm). )

-acque di media durezza: 14-28 °f

-acque dure: >28 °f

inoltre sono presenti anche dei parametri per le sostanze tossiche come arsenico, selenio,

cromo, mercurio, composti organoclorurati e trialometani (questi 2 derivano da processi di

disinfezione delle acque con il cloro).

Per le sostanze indesiderate invece si stilano gli indici di inquinamento organico ovvero si

valuta il contenuto di sostanze ossidabili (COD) e dei prodotti derivanti dalla loro

degradazione.

parametri microbiologici: l'acqua potabile deve essere completamente priva di

➔ microrganismi ovvero deve essere microbiologicamente pura. Si deve perciò fare il calcolo

della carica microbica totale. La ricerca è resa difficile dalla presenza della flora

contaminante accessoria e quindi non si ricerca direttamente la loro presenza ma si cercano

degli indicatori della loro presenza.

È necessario che l'indicatore sia sempre presente quando lo è il patogeno, che esista una

relazione tra questi due e che ovviamente sia più facile cercare l'indicatore che il patogeno.

Indicatori di contaminazioni:

→coliformi = sono bacilli gram negativi che appartengono alle enterobatteriacee e sono

capaci di fermentare il lattosio con produzione di gas e acido. Ora non si usano più e si

cercano sono i Coli.

→streptococchi fecali = sono cocchi gram positivi appartenenti alla flora batterica

intestinale e sono capaci di crescere in presenza di sodio. La loro presenza è correlabile con

certezza a una contaminazione fecale.

→clostridi solfito-riduttori = sono bacilli gram positivi anaerobi obbligati in grado di ridurre

i solfiti in solfuri. Le spore da essi prodotti possono essere usate per studiare la storia di

contaminazione di una determinata acqua. Il loro numero nelle feci è inferiore a quello di

coliformi e streptococchi fecali.

→salmonelle = sono bacilli gram negativi appartengono alle enterobatteriacee e sono in

grado di fermentare il glucosio e produrre idrogeno solforato. La loro presenza nell'ambiente

indica una sicura contaminazione fecale. Sono poco resistenti e quindi se si trovano

nell'acqua sono sinonimo di contaminazione recente e massiccia.

→Pseudomonas aeruginosa = è un bacillo gram negativo diffuso nel suolo, nell'acqua,

nell'aria ma anche nelle feci e la sua presenza indica inefficaci trattamenti di

potabilizzazione delle acque.

→Staphylococcus aureus = cocco gram positivo appartenente alla famiglia delle

micrococcaceae e la sua presenza significa che siamo in scarse condizioni igieniche

dell'ambiente di produzione e degli impianti e può essere causa di contaminazione degli

alimenti.

Controllo delle acque = vengono controllate dal relativo ente in relazione al numero di abitanti

serviti e quindi ne vengono effettuati di più se servono più persone.

500 abitanti = a discrezione

tra 500 e 5000 = controlli minimi sei volte l'anno

tra 5000 e 10000 = controlli minimi 12 volte l'anno

tra 10000 e 50000 = controlli minimi 60 volte l'anno

tra 50000 e 100000 = controlli minimi 120 volte l'anno

tra 100000 e 150000 = controlli minimi 180 volte l'anno

olte i 150000 controlli giornalieri più o meno approfonditi

trattamenti di potebilizzazione

chiarificazione = si usano filtri a sabbia, a granulometria decrescente verso il basso in grado

➔ di eliminare la torbidità. In superficie si può formare un biofilm costituito da protozoi, alghe

e batteri che aumenta la capacità filtrativa.

flocculazione = le particelle più piccole vengono associate a fiocchi più grandi e sono quindi

➔ filtrabili. Tra i flocculanti più usati si ha l'alluminio e l'idrossido di alluminio.

filtrazione su carbone attivo = la polvere di carbonio attivo è capace di assorbire le sostanze

➔ organiche permettendo un'ottima filtrazione.

Deferrizzazione = serve per ridurre la concentrazione di ferro nell'acqua. L'ossido ferroso

➔ che è nell'acqua può reagire o con la CO2 o con O2 e diventare ossido ferrico il quale

precipita e può essere raccolto.

addolcimento = processo utile per ridurre la durezza dell'acqua tramite sedimentazione

➔ sopratutto di calcio e magnesio. Per separare il calcio si usa il bicarbonato di calcio oppure

se è presente come solfati si usa il carbonato di sodio. Oppure si possono usare le resine a

scambio ionico che sono in grado di accettare ioni magnesio o calcio scambiando sodio. Si

ottengono così una resina complessata (per essere riusata deve essere rigenerata) e un sale.

Trattamenti per l'acqua di mare=

distillazione : può essere distillata in un recipiente o in una serie di recipienti collegati

➔ sfruttando la normale proprietà di evaporazione. Il vapore condensato costituirà il distillato e

si separerà dalla fase solida. Poi l'acqua deve essere mineralizzata e gassata.

osmosi inversa : consiste nel togliere ioni esercitando una pressione meccanica dalla parte

➔ della soluzione maggiormente concentrata in modo da stimolare il passaggio del solvente

attraverso una membrana semipermeabile verso una soluzione meno concentrata. Una sua

variante è l'elettrodialisi che sfrutta un campo elettrico e la capacità degli ioni carichi di

muoversi a seconda della polarità.

Trattamenti di disinfezione

clorazione = è un sistema di disinfezione, è il più usato e si basa sull'azione ossidante del

➔ cloro sui patogeni.

disinfezione con cloro gassoso = si forma acido ipocloroso (cloro attivo libero), sempre ad

➔ azione ossidante sui patogeni.

cloarammine = cloro attivo combinato, sono composti azotati nati nella reazione tra acido

➔ ipocloroso e ammoniaca e con forte attività disinfettante. Possono essere mono di o tri

clorammine. Sono poco costose, efficaci contro i batteri e hanno un potere disinfettante

residuo. Si formano però dei cloroderivati, si deve monitorare continuamente il pH e serve

personale specializzato.

disinfezione con biossido di cloro = è efficace verso spore, batteri e alghe, non provoca

➔ odori e sapori spiacevoli e forma pochi cloroderivati. È instabile, può dare cloriti, clorati e

composti organici clorurati tossici.

disinfezione con ozono = ampio spettro d'azione, elevata efficacia, non si formano

➔ trialometani e porta a un miglioramento delle caratteristiche organolettiche. È anche costoso,

instabile e produce aldeidi e acidi carbossilici aromatici.

disinfezione con raggi UV = non altera la composizione chimica e le caratteristiche

➔ organolettiche dell'acqua. È efficace contro batteri e virus, non è influenzato dal pH, assenza

di composti derivati. È costoso, ha un basso potere penetrante, manca di un potere

disinfettante residuo, ha difficoltà nell'uniformare le lunghezze d'onda e i tempi di

esposizione per le varie specie microbiche.

Clorazione al breakpoint = le clorammine e i composti organici del clro sono tossici e mutageni,

quindi è necessario che vengano eliminati. Ciò lo si fa con un'ulteriore aggiunta di cloro il quale va

a ossidare anche il cloro combinato. Dal momento del break point ovvero il punto oltre il quale il

cloro non lega più la sostanza organica ma quello combinato. Questo comincia a essere distrutto e

quindi mano a mano si aggiunge il cloro si aumenta il residuo libero che non è più necessario per la

disinfezione che è terminata.

acque di balneazione =sono quelle che comprendono sia le acque trattate (come le piscine) che

quelle non trattate (mari, laghi e fiumi) e sono tutte disciplinate dalla normativa europea 2006/7/CE.

I parametri microbiologici analizzati sono quelli di E. Coli e degli enterococchi intestinali. Queste

acque vengono valutate in base al monitoraggio di un eventuale inquinamento di breve durata e in

base ai valori percentili delle analisi microbiche. Sono così classificate in acque di qualità scarsa,

sufficiente, buona ed eccellente.

acque reflue = i reflui possono essere

→civili, e quindi hanno composizione costante in quanto derivano dagli scarichi degli edifici non


ACQUISTATO

6 volte

PAGINE

27

PESO

289.50 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Igiene
Corso di laurea: corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulylencio.95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Carducci Annalaura.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Igiene

Igiene - studio su come conservare la salute e prevenire le malattie
Appunto
Igiene - studio su come conservare la salute e prevenire le malattie
Appunto
introduzione all'immunologia
Appunto