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Il teatro romano: recitato e cantato

Il recitato va ad essere associato al cantato, andremo a vederli bene possiamo dire che abbiamo li belli affissi i nostri ludi che andremo a sviscerare per bene. Accanto ai ludi abbiamo già detto esiste tutta una compagine di generi detti italici, e soprattutto si tratta di generi comici cioè esiste tutta una stilistica, una drammaturgia che i romani non inventano, non creano ma trovano più o meno matura nell'ambito del sud d'Italia e del centro. Andiamo a dire che parliamo dell'atellana ad esempio, l'atellana che prende proprio il suo nome da Atella, quindi una città che si trovava proprio nella Magna Grecia, che aveva sviluppato questo genere comico molto forte, legato soprattutto all'impiego della maschera. La maschera non è sempre usata nel teatro romano, non è un elemento così scontato e molto simile alla farsa, alla cosiddetta farsa italica con elementi molto forti, molto volgari legati all'antica forma giambica, quindi delle composizione invettive giambiche e legata anche all'improvvisazione.

Vediamo già in che ambito ci troviamo, l'atellana come la farsa mette in scena dei dialoghi serrati, generalmente tra due personaggi in conflitto tra loro, il duo comico classico che poi diventerà la coppia di clown per capirci in ambito più contemporaneo, quindi lazzi, battute ripetute, comiche motteggi quindi di sicuro siamo nell'ambito comico, che nasce però da rituali agresti, cioè questi sono generi molto antichi legati a dei momenti di ritualità religiosa, momenti legati all'intervento anche della divinità. In particolare a proposito della farsa sappiamo da una fonte che è quella di Tito Livio che ci dice che un po' in generale queste opere chiamate farse, nascono intorno al 365 a.C., e precisamente nascono e si svilupperanno poi con il nome di satura da cui deriverà la satira e nascono perché sostanzialmente i romani colpiti da una grande epidemia, decidono fare secondo questo racconto di Tito Livio di placare le divinità inscenando uno spettacolo, una specie di agone tra professionisti etruschi comici che mettevano in scena danze e canti volti a placare l'ira degli dei con il nome di sature. Quindi c'è questo racconto un po' favolistico, più o meno qui la storia è sempre un po' favoleggiata data da Tito Livio che ci riporta questa origine tutta divina, comunque sia anche se comica delle farse delle atellane più in generale delle cosiddette sature, che si svilupperanno poi in satire.

Generi teatrali e influenze culturali

Quindi cosa capiamo da questo discorso? Che c'è tutto un teatro che grosso modo alto di ispirazione romana legato ai ludi scenici, che si riferisce al mondo greco. Plauto che guarda al modello greco come sempre ogni tanto lo ricordiamo ovviamente date le nostre fonti questo è il nostro inciso che viene ricordato quanto ci è arrivato. Invece tutto il teatro più basso quello più popolare molto comico è di derivazione locale precisamente etrusca, questo per quanto riguarda la cosiddetta drammaturgia scenica, non stiamo parlando di ludi circenses e via dicendo e per teatro greco intendiamo il teatro ellenistico con l'aggiunta di tutta quella nuova importanza che viene data all'attore, un teatro per l'attore possiamo dire e un teatro che perde tutto il suo significato spirituale.

La tragedia e Seneca

Un po' per quanto possiamo dire in generale della tragedia diremo poco, ci è già stato anticipato del nome principale che è quello di Seneca. Seneca siamo nell'età imperiale più o meno nel II secolo d.C. di lui ci restano pochissime opere integre circa 9 e hanno la caratteristica di avere lunghe tirate, il dialogo è ridotto al minimo. Ciò che fa pensare che non dovessero essere inscenate ma più che altro lette, all'interno di circoli elettari, intellettuali. Infatti Seneca faceva parte del circolo degli Scipioni, gli Scipioni e noi conosciamo questo circolo che contribuiva gli intellettuali e i politici pure più importanti dell'epoca, c'è una componente filosofica molto forte e noi sappiamo che Seneca è stato uno dei maggiori esponenti di una corrente filosofica che è tra le principali correnti filosofiche in ambito latino, quindi la tragedia va esclusa da tutto questo mondo che andremo poi a definire meglio.

Altri generi comici: mimo e pantomimo

Altri generi che stanno dalla parte del comico sono il mimo e il pantomimo, che sono i due generi di punta oltre tutti i ludi circenses. Detto fra noi entro i ludi scenici quei generi che hanno più peso e che piacciono di più sono il mimo e il pantomimo. Anche qui cosa dobbiamo dire rapidamente, il mimo ha una derivazione greca, il mimo già esisteva tramite i greci, presenta una forma semplice, quindi una trama molto breve è una scenetta di solito, un atto unico breve da momenti di vita quotidiana. I romani amano molto questo genere che prevede anche talvolta l'assenza della maschera quindi è molto libero dell'attore soprattutto in ambito romano e in via inedita prevede la presenza di attrici per la prima volta le attrici possono salire sulla scena e se lo fanno badiamo bene in queste scene dei mimi, per mettere in scena delle parti erotiche che ha la natura erotica danze con pochi veli, insomma una gestualità tutta erotica quindi vediamo che se la donna entra in scena ha questo valore e solo nel mimo.

La pantomima invece è più che altro di natura romana etrusca tra i maggiori attori di pantomime abbiamo attori etruschi. La pantomima reca due grandi differenze rispetto al mimo: la prima che prevede.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SorliniGia97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e tecnica della messinscena e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Mazzoleni Elena.
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