Appunti 20/11/2019
lunedì 16 dicembre 2019 21.22
Il recitato va ad essere associato al cantato, andremo a vederli bene possiamo dire
che abbiamo li belli affissi i nostri ludi che andremo a sviscerare per bene, accanto
ai ludi abbiamo già detto esiste tutta una compagine di generi detti italici, e
soprattutto si tratta di generi comici cioè esiste tutta una stilistica, una
drammaturgia che i romani non inventano, non creano ma trovano più o meno
matura nell'ambito del sud d'Italia e del centro, andiamo a dire che parliamo
dell'atellana ad esempio, l'atellana che prende proprio il suo nome da Atella, quindi
una città che si trovava proprio nella magna Grecia, che aveva sviluppato questo
genere comico molto forte, legato soprattutto all'impiego della maschera, la
maschera non è sempre usata nel teatro romano, non è un elemento così scontato
e molto simile alla farsa, alla cosiddetta farsa italica con elementi molto forti, molto
volgari legati all'antica forma giambica, quindi delle composizione invettive
giambiche e legata anche all'improvvisazione vediamo già in che ambito ci troviamo,
l'atellana come la farsa mette in scena dei dialoghi serrati, generalmente tra due
personaggi in conflitto tra loro, il duo comico classico che poi diventerà la coppia di
clown per capirci in ambito più contemporaneo, quindi lazzi, battute ripetute
comiche motteggi quindi di sicuro siamo nell'ambito comico, che nasce però da
rituali agresti, cioè questi sono generi molto antichi legati a dei momenti di ritualità
religiosa, momenti legati all'intervento anche della divinità in particolare a
proposito della farsa sappiamo da una fonte che è quella di Tito Livio che ci dice che
un po' in generale queste opere chiamate farse, nascono intorno al 365 a.C., e
precisamente nascono e si svilupperanno poi con il nome di satura da cui deriverà la
satira e nascono perché sostanzialmente i romani colpiti da una grande epidemia,
decidono fare secondo questo racconto di Tito Livio di placare le divinità inscenando
uno spettacolo, una specie di agone tra professionisti etruschi comici che
mettevano in scena danze e canti volti a placare l'ira degli dei con il nome di sature.
Quindi c'è questo racconto un po' favolistico, più o meno qui la storia è sempre un
po' favoleggiata dato da Tito Livio che ci riporta questa origine tutta divina,
comunque sia anche se comica delle farse delle atellane più in generale delle
cosiddette sature, che si svilupperanno poi in satire.
Quindi cosa capiamo da questo discorso? Che c'è tutto un teatro che grosso modo
alto di ispirazione romana legato ai ludi scenici, che si riferisce al mondo greco
Plauto che guarda al modello greco come sempre ogni tanto lo ricordiamo
ovviamente date le nostre fonti questo è il nostro inciso che viene ricordato quanto
ci è arrivato, invece tutto il teatro più basso quello più popolare molto comico è di
derivazione locale precisamente etrusca, questo per quanto riguarda la cosiddetta
drammaturgia scenica, non stiamo parlando di ludi circenses e via dicendo e per
teatro greco intendiamo il teatro ellenistico con l'aggiunta di tutta quella nuova
importanza che viene data all'attore, un teatro per l'attore possiamo dire e un
teatro che perde tutto il suo significato spirituale.
Un po' per quanto possiamo dire in generale della tragedia diremo poco, ci è già
stato anticipato del nome principale che è quello di Seneca, Seneca siamo nell'età
imperiale più o meno nel II secolo d.C. di lui ci restano pochissime opere integre
circa 9 e hanno la caratteristica di avere lunghe tirate, il dialogo è ridotto al minimo
ciò che fa pensare che non dovessero essere inscenate ma più che altro lette,
all'interno di circoli eletari, intellettuali infatti Seneca faceva parte del circolo degli
Scipioni, gli Scipioni e noi conosciamo questo circolo che contribuiva gli intellettuali
e i politici pure più importanti dell'epoca, c'è una componente filosofica molto forte
e noi sappiamo che Seneca è stato uno dei maggiori esponenti di una corrente
filosofica che è tra le principali correnti filosofiche in ambito latino, quindi la
tragedia va esclusa da tutto questo mondo che andremo poi a definire meglio, altri
generi che stanno dalla parte del comico sono il mimo e il pantomimo, che sono i
due generi di punta oltre tutti i ludi circenses, detto fra noi entro i ludi scenici quei
generi che hanno più peso e che piacciono di più sono il mimo e il pantomimo,
anche qui cosa dobbiamo dire rapidamente il mimo ha una derivazione greca, il
mimo già esisteva tramite i greci, presenta una forma semplice, quindi una trama
molto breva è una scenetta di solito, un atto unico breve da momenti di vita
quotidiana, i romani amano molto questo genere che prevede anche talvolta
l'assenza della maschera quindi è molto libero dell'attore soprattutto in ambito
romano e in via inedita prevede la presenza di attrici per la prima volta le attrici
possono salire sulla scena e se lo fanno badiamo bene in queste scene dei mimi, per
mettere in scena delle parti erotiche che ha la natura erotica danze con pochi veli,
insomma una gestualità tutta erotica quindi vediamo che se la donna entra in scena
ha questo valore e solo nel mimo, la pantomima invece è più che altro di natura
romana etrusca tra i maggiori attori di pantomime abbiamo attori etruschi la
pantomima reca due grandi differenze rispetto al mimo la prima che preve
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