I generi del teatro greco
Ci siamo lasciati parlando di Euripide in particolare della tragedia e delle innovazioni cosiddette euripidee. La tragedia è un genere fisso proprio dal punto di vista strutturale e tematico, cioè i temi ruotano attorno al destino, ad un destino che in qualche misura resta incompiuto per volere del protagonista. Un protagonista che sempre paga di solito con la vita una scelta sbagliata. Questo induce qualsiasi trama di qualsiasi tragedia. Per quanto riguarda Sofocle ed Eschilo, queste sono le tematiche. Con Euripide il personaggio protagonista è diciamo psicologicamente indagato, è un personaggio a tutto tondo, che ha delle colpe però l'autore in parte parteggia anche per questo personaggio. Le tematiche portate all'attenzione sono un po' meno politiche, un po' meno morali e più etiche ed individuali, cioè il tema non è più quello del ruolo dell'individuo dentro la società, che per seguire i propri desideri e le proprie passioni soverchia lo schema, soverchia il proprio destino. È un personaggio che è preda delle passioni, ma non considerato da un punto di vista della società. Cioè emerge in modo considerevole il personaggio come autonomo, le passioni in tutti i sensi le passioni di un personaggio non per forza si scontrano con i doveri sociali, e quand'anche si scontrano l'autore sembra lasciarci liberi eventualmente di giudicare.
Anche nel trattamento del linguaggio, Euripide si dimostra più innovativo, vengono veicolati pensieri dei personaggi, il loro carattere, sono meno piatti dei personaggi di Eschilo e Sofocle. Possiamo dire ben poco: rappresentano quasi delle categorie, sono personaggi molto simili a dei tipi fissi della commedia dell'arte, più a delle maschere con delle caratteristiche immutabili. Oltre al linguaggio anche la drammaturgia è rinnovata, perché al personaggio viene data più voce, ma realmente, cioè l'attore può contare su maggiori tirate, quasi dei monologhi molto più lunghi in cui si dà al pubblico. Ancora sempre nella tragedia euripidea abbiamo molto più spazio lasciato a degli intermezzi, quindi a dei momenti che costituiscono delle pause dentro la narrazione e l'azione e sono di natura puramente spettacolare. Possono essere dei momenti di canto, di danza o brevi scenette che non solo esulano dall'azione ma anche dal genere, possono essere magari non comiche ma simili a una tragedia a lieto fine, diciamo drammatiche se non tragiche.
Tragedie di Eschilo
Quali sono queste tragedie? Perché le tragedie è stato raccontato tutto questo sulla base di alcuni titoli, sono pochi, cioè il corpus tragico greco si riduce a qualche frammento e a poche opere intime integre sempre e solo di Eschilo, Sofocle e Euripide. Il resto è sparito. A noi oggi sono giunte sei tragedie di Eschilo, pensiamo che stiamo parlando di una porzione probabilmente ridotta, non solo relativamente all'autore ma immaginiamo a tutto il mondo greco. 6 che sono I persiani di cui si è già detto qualcosa. Il titolo già ci accompagna, il tema è politico dalla parte dei vinti, cioè il tema è quello che riguarda le guerre in Peloponneso che hanno visto coinvolta Atene con altre città del Peloponneso. Quello che importa è che in questo caso Eschilo riporta il pensiero dei vinti, quindi ragioniamo sulla novità, diciamo sul punto di vista che propone Eschilo.
Poi abbiamo Sette contro Tebe, ancora una volta i sette contro Tebe sono le città contro Tebe. Ancora una volta il tema è politico, il tema è la polis. Dai titoli già capiamo, sono le guerre che investono questa civitas, questa polis tutta assieme. L'individuo qui vediamo che non ha spazio, ci sono dei titoli legati a delle città o a dei popoli. Poi già abbiamo Le Supplici, Agamennone e chi è Agamennone? È il re di Micene ma è un guerriero, è un re, quindi chiamato all'attenzione, portato all'attenzione in quanto capo guerriero. Poi, sempre di Eschilo, Eumenidi (la pronuncia sarebbe Coefore), questo anche è il nome di un personaggio ma sempre legato ad attività belliche. Un'altra di dubbia paternità forse di Eschilo ma siamo incerti, che è il Prometeo incatenato. Il Prometeo è un personaggio mitico che ha rubato il fuoco agli dei per darlo ai mortali.
Due cose vediamo: il mito, le tematiche sono mitiche in tutti i sensi. Secondariamente, questo è un mito molto noto per noi moderni, perché quel mito di Prometeo è stato più volte evocato da Nietzsche ad esempio, cioè Prometeo è per eccellenza l'uomo moderno. Questa è una rivisitazione postuma, letto in chiave di potere, cioè è l'uomo che vuole diventare potente e ruba il fuoco agli dei per portarlo dalla propria parte, per servirsene per il progresso. Prometeo è per eccellenza quel mito che viene evocato spesso alla fine del '800 inizio '900 in letteratura e teatro per indicare la rivoluzione legata al progresso di fine '800. Come sempre i miti sono inesauribili.
Tragedie di Sofocle
Poi abbiamo 7 tragedie di Sofocle, colui che ha introdotto un ulteriore attore. Aiace, poi il famosissimo Edipo Re, Antigone di cui parleremo e questa &
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Appunti: La macchina del volo; introduzione ai generi e la tragedia del teatro greco
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