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Origine e sviluppo dei caratteri tipografici

Il carattere mobile fu introdotto da Gutenberg, anche se lo usavano già i cinesi, solo che per loro era inutile perché avevano migliaia di simboli. Nel 1400, con il Rinascimento, si abbandonano i caratteri gotici per quelli della lettera antica, con forme più aperte. Molti dei caratteri in uso oggi, come Bembo, Garamond e Palatino, sono rivisitazioni dei caratteri di quel periodo adeguati ai tempi odierni. Anche le lettere corsive furono introdotte in Italia in quel periodo. Si usava il corsivo perché economizzava lo spazio. Aldo Manunzio produsse il corsivo per i libri economici che vendeva.

Nel 1500 si ricercava uno standard proporzionale nel corpo umano idealizzato, mentre durante l’Illuminismo si usò un approccio meno interessato al corpo. Nel 1600 furono creati dei caratteri in piombo ricavati da incisioni su rame in bulino. Tipografici come Calson e Baskerville risalgono al 1700. Nel 1800, sulla base del Baskerville, Bodoni e Didot crearono i caratteri omonimi, dall’asse verticale e netto contrasto tra aste spesse e sottili, con grazie precise e sottilissime.

Nuove tecnologie e caratteri tipografici

Con l’industrializzazione e la pubblicità e la società di massa, la comunicazione aveva bisogno di nuovi caratteri. Il piombo era troppo dolce per troppe tirature, mentre il legno permetteva solo caratteri grandi. Così fu inventato il fresa pantografo, che permetteva di generare da un unico disegno originale, varianti di differenti proporzioni e peso. La distorsione dell’alfabeto come nell’inizio dell’epoca industriale. E quindi i nuovi tipografi, ricercarono nuove forme eleganti ed essenziali. Eduard Johnston si rifece al Rinascimento e Medioevo.

Gli esponenti del De Stijl ridussero l’alfabeto ad elementi perpendicolari, quelli del Bauhaus invece usavano forme geometriche. Con l’avvento dei monitor, Win Crowell creò un alfabeto che doveva essere facilmente leggibile a video. Con le moderne tecnologie e nuove risoluzioni degli schermi, i typedesigner sono liberi di sbizzarrirsi nella creazione di font, ormai utilizzati soprattutto su supporti digitali e video.

Caratteri moderni e uso digitale

Helvetica (Svizzera 1957) è usato sul PC, ma è stato pensato per la stampa. Verdana è un lineare appositamente disegnato per i monitor. Times New Roman, è enormemente usato nei siti web perché carattere presente in tutti i PC. Georgia è un carattere serif, destinato all’uso video.

Misura e tipologia dei caratteri

I punti anglosassoni servono per misurare l’altezza delle lettere e la distanza tra le righe. Un punto equivale a 1/72 di pollice, cioè 0.35 mm. I font Bitmap sono costituiti da pixel, mentre i Post Script sono vettorializzazioni, quindi sono ridimensionabili e stampabili. Sono però difficili da leggere.

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