Estratto del documento

-finisce il 31 ottobre con provetta il 7 novembre--->ultima lezione una prova scritta sulla parte che

ha spiegato lui in classe

-ven 15 e 22 no lezione

-inizia alle 5 in punto il martedi

-no libro di testo, solo appunti

-no firme

-50% del voto viene dalla presentazione (individuale o a gruppi, circa di 15 minuti)

-presentazioni: prendere delle convenzioni dell'OIL (organizzazione internazionale del lavoro) e

presentare gli standard internazionali alla classe

-30 h lezione frontali

-8/9h di presentazioni

Contenuti: rapporto tra globalizzazione e diritto del lavoro sul versante internazionale-->diritto

internazionale del lavoro.

12 Settembre 2017

La globalizzazione non ha determinato solo una serie di effetti economici ma anche lavoristici, sia

riguardo ai Paesi sviluppati sia ai Paesi in via di sviluppo-->la rete ha avuto grandi ripercussioni sui

mercati internazionali-->Paesi in via di sviluppo hanno cominciato a poter commerciare nei mercati

internazionali grazie ai loro prodotti a basso costo, i quali derivano da standard lavoristici e tutele

inferiori rispetto a quelli dei Paesi sviluppati.Tuttavia effetti negativi si sono avuti anche nei Paesi

Occidentali: delocalizzazione di molte imprese e conseguente perdita di posti di lavoro-->

RACE TO THE BOTTOM=corsa verso il basso=competizione che taglia il più possibile i diritti dei

lavoratori per primeggiare sugli altri.L'unico soggetto che potrebbe essere in grado di contrastare gli

effetti negativi della globalizzazione non può essere che un organismo altrettanto internazionale

come l'OIL (mentre gli Stati o gli organismi regionali non avrebbero speranza).

In realtà anche l'OIL ha subito pesanti conseguenze con la globalizzazione, anche perchè si tratta di

un organismo fondato nel 1919 con il Trattato di Versailles (trattati di pace 1GM)=IL TRATTATO

FONDATIVO DELL'OIL PRENDE IL NOME DI COSTITUZIONE--->si presenta dunque ormai

lenta, impreparata ed obsoleta (infatti è impensabile modificare i trattati istitutivi, ci vorrebbero

maggioranze irraggiungibili).

Allora in che modo l'OIL ha comunque cercato di rispondere alla globalizzazione?

Perchè comunque ci ha provato, una serie di tentativi sono stati fatti-->ad esempio in origine l'OIL

operava mediante atti normativi che poi dovevano essere ratificati dagli Stati per essere resi diritto

domestico; ora invece opera attraverso atti di soft law in modo da dimezzare i tempi, cercando

quindi di superare la crisi dovuta alla globalizzazione.Tuttavia l'OIL conta 187 Paesi membri, e

quindi vi è spesso il problema di raggiungere la maggioranza (es.i Paesi in via di sviluppo

difficilmente approverebbero un innalzamento degli standard lavorativi che produrrebbe poi un

inevitabile aumento del prezzo dei loro prodotti) oppure quello che riguarda la ratifica delle

convenzioni, le quali spesso non c'è da parte di tutti i Paesi membri.

L'OIL ha risposto alla globalizzazione economica con la globalizzazione dei diritti dei lavoratori,

in particolare mediante 2 strumenti:

ha adottato una Dichiarazione circa i CORE LABOUR STANDARDS=DIRITTI SOCIALI

FONDAMENTALI--->un minimo di diritti talmente basilare che dovrebbero essere riconosciuti

ovunque:

-libertà sindacale e diritto di contrattazione collettiva

-lotta al lavoro infantile

-lotta alle discriminazione

-lotta al lavoro forzato

ha dato vita ad un'evoluzione riguardo la politica dei core labour standards adottando una

Dichiarazione sul DECENT WORK=LAVORO DIGNITOSO, LAVORO DECENTE-->questa

politica, oltre a rafforzare i core labour standards, cerca di predisporre contesti dove le convezioni

possano poi essere davvero attuate e non solo formalmente ratificate (es.che efficacia può avere

ratificare convenzioni che prevedono determinati standard se poi non vi è alcun sistema ispettivo

riguardo il loro rispetto?)

Bisogna poi dire che l'OIL non ha alcun tribunale (l'art 37 non è stato implementato)--> per il

monitorare l'implementazione delle convenzioni dispone allora di un sistema molto strano, per così

dire quasi giurisprudenziale: una commissione di tecnici (professori, giudici...) che fa un'analisi

dell'implementazioni delle convenzioni OIL nei diversi Paesi, e mentre questi fanno l'analisi non

fanno altro che interpretare le convenzioni che i Paesi dovrebbero attuare= è una quasi

giurisprudenza (es.la commissione può interpretare come impliciti alcuni diritti che non compaiono

testualmente per iscritto nelle convenzioni)-->inoltre le decisioni di questa COMMISSIONI DI

ESPERTI cominciano ad essere utilizzate da varie corti ed istituzioni, nazionali ed internazionali.

14 Settembre 2017

Evoluzione storica dei diritti dei lavoratori a livello internazionale=analizzare la situazione che

precede la globalizzazione, cioè prima della metà degli anni '90.

Origini del diritto internazionale del lavoro-

Innanzitutto perchè in Italia tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 è nato il diritto del lavoro?

E perchè si è pian piano reso autonomo dal diritto civile? Per un'esigenza di TUTELA: nel contratto

di lavoro tra le parti contrattuali (datore di lavoro e lavoratore) non c'è quella parità ed egualianza

che invece troviamo negli altri contratti tradizionali= pur di lavorare, si potrebbe creare una

deleteria race to the bottom circa retribuzione e diritti a causa della posizione privilegiata e

sovraordinata del datore di lavoro.Questo accade non solo in Italia ma un po' in tutta Europa, però

con diritti del lavoro nazionali diversificati tra di loro.Comincia allora a farsi strada un movimento

che propone, accanto ai diritti nazionali, LA CREAZIONE DI DETERMINATI STANDARDS

MINIMI DI TUTELA SEMPRE IN MATERIA DI DIRITTO DEL LAVORO MA VALIDI A

LIVELLO INTERNAZIONALE-->negli stessi anni vengono poi fissati gli standards giuslavoristici

internazionali, i quali si affiancano alla nascita dei diritti del lavoro nazionali; ma tutto questo

avviene per ragioni molto diverse, praticamente opposte-->diritto internazionale del lavoro quale

una sorta di reazione a quelli che sono i diritti nazionali del lavoro.

Infatti questi standards hanno un'incidenza economica importante (es.costo del lavoro basso

derivante dalla mancanza di limiti di orario di lavoro o di un età minima per l'accesso al

lavoro=prodotti venduti a basso prezzo-->maggiore guadagno).

SE I DIRITTI NAZIONALI DEL LAVORO SORGONO PER ESIGENZE DI TUTELA, IL

DIRITTO INTERNAZIONALE DEL LAVORO NASCE PER ESIGENZE PRETTAMENTE

ECONOMICO-CONCORRENZIALI: METTERE IN CAMPO DEGLI STANDARDS

INTERNAZIONALI, OVE POSSIBILE VALIDI PER TUTTI I PAESI, AL FINE DI EVITARE

CHE DETERMINATI STATI DOTATI STANDARDS DI LAVORO PIÙ BASSI FINISCANO PER

FARE CONCORRERNZA SLEALE NEI CONFRONTI DI QUELLI CHE HANNO

STANDARDS DI LAVORO PIU ALTI--->si cerca un livellamento verso l'alto, in modo da

costringere i Paesi con gli standards più bassi ad applicare invece quelli propri dei Paesi con gli

standards più alti, riportando quindi alla parità i vari Stati riguardo ai costi di produzione.

QUINDI IL DIRITTO DEL LAVORO INTERNAZIONALE IN ORIGINE NON NASCE

ASSOLUTAMENTE PER UN IDEALE ROMANTICO DI MAGGIOR TUTELA DEL

LAVORATORE BENSI' SOLO PER NECESSESSITA' PURAMENTE ECONOMICHE

(=combattere il dumping sociale e quindi la concorrenza sleale).

Tutto questo accade a cavallo del 1800 e del 1900-->vi sono una serie di studiosi nonchè

imprenditori che cominciano a proporre determinati standards giuslavoristici validi a livello

internazionale ai loro governi (uno su tutti l'inglese Robert Owens in Inghilterra);

dopo una prima fase di attivismo di singole persone, a livelllo europoeo si organizzano allora le

prime conferenze intergovernative che cominciano a ragionare sulla possibilità di creare trattati e

convenzioni contenenti standards in materia di lavoro (ma in questo momento nessuno propone

ancora la creazione di un'organizzazione internazionale

Dopo vari tentativi finiti nel nulla (vedi la Conferenza di Berlino del 1890), ad un certo punto

arrivano i primi risultati: CONFERENZA DI BERNA (non a caso l'OIL ha sede a Ginevra), di

durata biennale (1905-1906), in occasione della quale vengono adottati i primissimi due trattati

internazionali in materia di lavoro:

-TRATTATO CHE VIETA L'USO DI FOSFORO BIANCO NELLA PRODUZIONE DI

FIAMMIFERI (all'epoca vi era una grande produzione di fiammiferi)-->c'è quindi il divieto di una

sostanza=non è banale che la prima convezione di diritto internazionale del lavoro riguardi la

tematica della sicurezza e della salubrità degli ambienti di lavoro.

Si tratta infatti di standards che nascono per esigenze economico-concorrenziali=

trattato internazionale come strumento che incide sulla produzione delle imprese a livello

internazionale-->è una scelta che ha sicuramente un costo alto costo poichè fissare certi minimi di

sicurezza e salute in materia di lavoro innalza di molto i costi di produzione delle imprese.

Non a caso il fatto di non aver inserito la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro tra i Core Labour

Standards, sebbene vi è stata un'ampia produzione di documenti OIL in materia, è proprio dovuto al

fatto che fissare delle garanzie minime in questo ambito ha costi d'implementazione altissimi=se

inserite tra Core Labour Standards, ci sarebbe stato il rischio che molti Paesi in via di sviluppo non

li avrebbero poi ratificati o comunque non li avrebbero attuati nel concreto.

-TRATTATO SUL LAVORO NOTTURNO FEMMINILE-->non a caso i diritti del lavoro nazionali

agli albori cercavano di tutelare i piu deboli tra i deboli (donne e bambini); tuttavia i soggetti da

tutelare non erano sempre selezionati per ragioni umanitarie e filantrope bensì economiche

(es.tutelare i bambini per assicurare i posti di lavoro degli adulti).

Con la 1GM questa evoluzione ha tuttavia un freno; terminato il conflitto, essa riprende ed è proprio

con i Trattati di Pace del 1919 che nasce finalmente l'idea di dar vita ad una vera e propria

istituzione internazionale, comunque diversa dalla Società delle Nazioni Unite, che si occupi di temi

giuslavoratistici (mentre prima d'allora i vari governi si erano concentrati solo sull'adozione di

trattati e convenzioni isolati per fissare standards minimi di lavoro che poi ciascuno avrebbe cercato

di garantire all'interno della propria nazione); durante le trattative viene allora creata una

commissione che fa proposte in materia-->LA 13MA PARTE DEL TRATTATO DI PACE DI

VERSAILLES DEL 1919 NON E' CHE LA COSTITUZIONE (OIL CONSTITUTION)=

IL TRATTATO ISTITUTIVO DELL'OIL

(Organizzazione Internazionale del Lavoro-->ILO in inglese).

Dunque DAL 1919 ABBIAMO UNA SPECIFICA ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE

CHE SI OCCUPA DELLE TEMATICHE DEL LAVORO, e pur sempre AUTONOMA DA LLA

SOCIETA' NAZIONI (e quindi poi AUTONOMA DALL'ONU, sebbene IN SEGUITO

DIVENTERÀ UNA SUA AGENZIA SPECIALIZZATA).

Per quanto il Trattato OIL sia stato più volte modificato, soprattutto nei primi anni, oggi è molto

difficile emendarlo a causa delle alte magioranze richieste (dovute al sempre più elevato numero di

Paesi membri)-->dunque è sempre più difficile rispondere alle nuove esigenze che si presentano

nella società globale= è divenuta un'organizzazione perlopiù lenta ed obsoleta.

Perchè la 13ma parte del Trattato di Versailles è chiamata costituzione? Infatti, essendo un trattato d

diritto internazionale, non rispecchia affatto i caratteri tipici delle costituzioni nazionali tradizionali.

NELLA VERSIONE ORIGINARIA (in quanto emendata alla fine della 2GM ), NELLA

COSTITUZIONE OIL NON TROVIAMO NE' PRINCIPI, NE' OBIETTIVI E NEPPURE DIRITTI

(come invece ci si potrebbe aspettare da una costituzione); vi troviamo piuttosto un PREAMBOLO

(ART 427 DEL TRATTATO DI VERSAILLES) in cui si dice che l'OILè chiamata a legiferare in

materia di diritto del lavoro con riguardo a determinate tematiche; vi è poi una sorta di elenco di

temi ma inserito dolo a scopo meramente esemplificativo-->rimane però il fatto che la costituzione

OIL non contemplava alcun principio o diritto fondamentale.

Se il diritto internazionale del lavoro nasce come reazione nei confronti dei diritti nazionali del

lavoro, non fissare con precisione alcun obiettivo o diritto è come lasciare le mani libere all'OIL=

è come darsi la possibilità di vedere prima cosa fanno i singoli Stati per poi rispondere di

conseguenza.

Ecco che allora abbiamo UN TRATTATO CHE AL 99% RIGUARDA SOLO QUESTIONI

ORGANIZZATIVE (organi, fonti, sistema sanzionatorio)=la Costituzione OIL in versione

originaria si occupa praticamente del solo strumentario che poi andrà a produrre standards in certe

tematiche lavoristiche, alcune delle quali lì elencate a titolo meramente esemplificativo.

A questa mancanza nel 1998 l'organo assembleare dell'OIL cercherà di sopperire fissando alcuni

obiettivi e principi dell'organizzazione, ma comunque non riuscendovi in maniera soddisfacente.

COSTITUZIONE DELL'OIL-->3 ASPETTI FONDAMENTALI CONTEMPLATI

FONTI-->in particolare l'ART 19 (norma lunghissima) fa riferimanto alle FONTI TIPICHE.

L'OIL come unicum nel suo genere in quanto fin dal 1919 prevede all'interno della propria

Costituzione PREVEDE DA UN LATO CONVENZIONI INTERNAZIONALI IN MATERIA DI

LAVORO E DALL'ALTRO RACCOMANDAZIONI INTERNAZIONALI IN MATERIA DI

LAVORO.

Di fatti la disposizione si presenta suddivisa in due parti: una parte dedicata alle convenzioni ed una

parte dedicata alle raccomandazioni-->unicum perche in da subito accanto alla conv

internzion,strumento di hard law giuridicamente vincolante, prevede anche la racocmandazione,

strumento di soft law giuridicamente nn vincolante.

Se quindi si adotta una cnvenzione intern in una determinata materia giuslavoristica (convenzioni

oil di solito molto stringate, si limtiano ad indicare principi,diritti e d obiettivi) dopo si affianca

quasi sempre anche una raccomandazione (che invece spiega agli stati memebircome attuare ed

implementare principi e gli obiettivi li contenuti—raccomanda metein capoi a mo' di linee guida

per la convenzione)--->ovviamente solo le convenzioni sono strumenti di hard law=giuridicamente

vincolanti.Tuttavia questo non significa che le convenzioni adottate dall'OIL siano direttamente ed

immediatamente applicabili all'interno dei Paesi membri (cioè in maniera automatica come fosse

regolamento UE) nei vari Paesi membri (ciò è sicuramente uno dei tanti fattori che portano alla crisi

dell'OIL)-->un conto adottare tante belle convenzioni, le quali però nel concreto molto spesso

vengono ratificate o comunque implementate solo da una minima parte dei Paesi membri. Non c'è

dubbio che la ratifica sia il minimo, il presupposto fondamentale dell'implementazione nonchè del

sistema sanzonatorio-->infatti il sistema di monitoraggio nonchè il sistema sanzionatorio

(complaints-reclami) sia di monitoraggio si possono adottare solo se è intervenuta la ratificanei

confronti di quei Paesi che hanno almeno ratificato la convenzione presa in considerazione (=non

sanzionabile il mancato rispetto di una convenzione non ratificata).

TRIPARTITISMO-->il contesto giuridico-istituzionale dell'OIL è caratterizzato da questo elemento

che lo rende un organismo unico nel suo genere: se al punto di vista tecnico-giuridico rimane pur

sempre un'organizzazione intergovernativa di Stati, dall'altro è comunque

UN' ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE TRIPARTITA=IN SENO AI SUOI ORGANI

PRINCIPALI NON SONO RAPPRESENTATI SOLO DELEGATI DEL GOVERNO, MA ANCHE

DELEGATI DELLE PARTI SOCIALI DEI SINDCATI LAVORATORI(=organizzazioni sindacali

rappresentative dei lavoratori) NONCHÈ DELEGATI DEI SINDACATI DATORI DEL LAVORO

(=organizzazioni datoriali (=sindacati, parti sociali).

Il tripartitismo è un elemento rilevantissimo in quanto I DUE PRINCIPALI ORGANI DELL'OIL

SONO ENTRAMBI ORGANI TRIPARTITI:

-LA CONFERENZA INTERNAZIONALE DEL LAVORO=organo assembleare

-LA CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE=organo di governo dell'OIL

Significa quindi che questi due organi sono composti per metà dai rappresentanti governativi e per

l'altra metà dai rappresentanti delle parti sociali (ogni Stato membro individua 4 rappresentanti-->2

delegati del governo, 2 delegati delle parti sociali, 1 dei sindacati dei lavoratori e 1 delle

organizzazioni datoriali) lo stesso per il CDA

Questa scelta fin dalle origine è legata all'essenza stessa del dititto del lavoroQuindi il contributo

delle organizzazioni sindacali alla creazione di standards giuslavoristici internazionali è pari a

quella governativa-->in primis perchè hanno avuto un ruolo primario e d'impulso anche nei diritti

nazionali del lavoro fenomeno sindacale, e poi anche perchè se le norme internazionali vengono

create a livello tripartito è piu facile che in seguito la loro implementazione a livello nazionale

(dove il diritto del lavoro è sempre tripartito) sia facilitata e quindi più garantita (=si cerca di

ricreare le condizioni nazionali a livello internazionale).

Oggi tuttavia, a causa di decolonizzazione e globalizzazione, il principio del tripartismo si è un po'

scolorito.

Dopo FONTI e TRIPARTITISMO, la Costituzione OIL si occupa degli ORGANI:

Art 3= CONFERENZA INTERNAZIONALE DEL LAVORO=ORGANO ASSEMBLEARE-->

organo tripartito che viene costituito sulla base dei rappresentanti che ogni Stato membro, nel

numero fisso di 4 (2 rappresentanti governativi, 2 rappresentanti delle parti sociali), decide di

inviare.

Dunque la composizione della conferenza, la quale assomiglia ad un Parlamento, dipende dal

numero dei Paesi che hanno aderito all'OIL: se in origine ne facevano parte 30-40 Paesi, oggi con

187 Paesi membri abbiamo una conferenza di oltre 800 persone= difficoltà di funzionamento e di

coordinamento.Questa analizza le proposte di nuovi provvedimenti normativi, le discu

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.baisi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Borzaga Matteo.
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