Politica ambientale
Inizialmente non c’erano norme per una politica ambientale comune, ma episodi di inquinamento che non conosce barriere
geografiche e diverse politiche ambientali danneggiavano l’ambiente e compromettevano il buon funzionamento del mercato. È
stato indispensabile adottare delle linee comuni in materia ambientale per salvaguardare il pianeta: 1973 I Programma d’azione
delle comunità europee in materia ambientale.
Obiettivi del programma: prevenire, ridurre o sopprimere l’inquinamento; cercare di mantenere un equilibrio ecologico;
controllare la buona gestione ed evitare sfruttamenti; orientare lo sviluppo; considerare maggiormente gli aspetti ambientali.
Vennero definiti dei principi:
-principio di precauzione si deve intervenire anche in assenza di piena certezza scientifica e prove sufficienti a dimostrare
l’esistenza di un nesso tra emissioni ed effetti dannosi sull’ambiente
-valutazione dell’impatto ambientaleper ridurre e prevenire il danno ambientale
-chi inquina paga non si sa se considerarlo un modo per internalizzare i costi o per risarcire.
Successivamente vengono introdotti degli articoli che precisano ancora di più le linee guida da seguire:
-principio di sussidiarietàle norme comunitarie valgono se sono più restrittive di quelle del paese in causa
-principio di azione preventiva e correzione a carico dell’inquinatore
-principio di interazione della politica ambientalele norme di salvaguardia ambientale devono essere implicite all’interno
delle altre politiche comunitarie.
Le aziende hanno avviato programmi di gestione anche per le pressioni esercitate da: direttive e regolamenti che prevedono il
principio ‘chi inquina, paga’; consumatori/rivenditori/distributori che condizionano le loro scelte; pressioni da
banche/azionisti/assicurazioni che concedono crediti se vengono effettuati studi sugli impatti ambientali
Green management
network ambientale che coinvolge più attori e affianca la variabile ecologica alle altre variabili strategiche d’impresa. Gli attori
del network ambientale sono:
- Regolatori pubblici: che devono essere in possesso delle informazioni relative alle imprese (possibile asimmetria
informativa, necessità di trovare un punto di equilibrio)
- Amministrazioni pubbliche: Lo stato ha funzioni di indirizzo e coordinamento generale, definisce i limiti di emissione delle
sostanze inquinanti e di immissione nell’ambiente. L’amministrazione centrale realizza programmi e opere pubbliche per la
salvaguardia dell’ambiente. Le regioni forniscono direttamente alcuni servizi ecologici. Province e comuni hanno compiti
autorizzativi e gestionali
- Mercato: la variabile ambientale permette all’azienda che la introduce per prima, di decidere lo standard. Il consumatore
generalmente non è consapevole, tende a menzionare alcuni semplici miglioramenti, ma se gli viene mostrato nel dettaglio
il miglioramento ambientale, capisce in che direzione andare.
- Gruppi ambientalisti: ruolo di controllo e di informazione nei confronti del sistema economico e produttivo. Molte proposte
di miglioramento derivano dai gruppi ambientalisti. Ruolo di stimolazione della domanda per le soluzioni ambientali che
siano di stimolazione all’innovazione nelle imprese.
- Personale: il comportamento può essere influenzato in vari livelli (creando un’atmosfera di lavoro sensibile all’ambiente,
integrando concetti di management ambientale, incoraggiando discussioni per i miglioramenti ambientali. Importante è
l’introduzione graduale dei concetti per evitare un bombardamento di nuove idee.
- Sistema finanziario: si avvicina alle problematiche ambientali per il timore di responsabilità di rischi derivanti da danni
ambientali. Per la crescita di una coscienza etica e per lo sviluppo di un mercato di permessi di inquinamento. Le banche e le
società garantiscono ritorni superiori a chi soddisfa determinati principi ambientali
- Sistema assicurativo: richiede una valutazione del risk management ambientale. Le sanzioni e le multe che le imprese
devono pagare sono un segnale di come molte imprese considerano il problema ambientale come un vincolo allo sviluppo.
L’assicurazione svolge due funzioni: indennizzo per i danni connessi all’attività produttiva e promuove una migliore
prevenzione e maggiori controlli.
Fasi della registrazione EMAS esaminazione
1)effettuare un’analisi ambientale di tutti gli impatti ambientali delle attività svolte
sulla
2)dotarsi di un sistema di gestione ambientale base dei risultati dell’AA, bisogna creare un sistema di gestione che punti
a realizzare la politica definita dalla dirigenza.
valutazione
3)effettuare un audit ambientale del sistema di gestione creato e delle prestazioni ambientali della politica
dell’organizzazione in base alle norme vigenti
4)fornire una dichiarazione ambientaleper identificare i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi fissati, da qui si capisce come
l’organizzazione pensa di migliorare continuamente le proprie prestazioni ambientali
5)ottenere una verifica da un verificatore EMASil verificatore accreditato dall’organismo di accreditamento esamina e verifica
gli step precedenti
6)registrazione presso l’organismo competentela dichiarazione ambientale convalidata viene inviata all’organismo EMAS per
la registrazione, viene messa a disposizione al pubblico
Tipologie di management ambientale
anni
FASE I ‘60
Inquinamento= costo inevitabile da pagare per conseguire uno sviluppo economico. Gli effetti esterni non sono un problema di
cui le imprese devono occuparsi, bisogna confrontare benefici e scelte produttive e i processi produttivi non possono
internalizzare problemi ambientali. Non si considerano gli effetti sul lungo periodo e non si considera la distribuzione degli effetti
positivi e negativi dello sviluppo economico.
anni
FASE II ‘70
Normativa sempre più rigida e puntuale. Ci si concentra sulle valutazioni di convenienza, per il manager ha importanza la
produzione fisica di beni, ma anche la produzione di valore di scambio che può mantenere un equilibrio sul lungo periodo. I
manager agiscono per individuare uno spazio per attività economicamente convenienti nel settore ambientale. La normativa
percorre due linee: imposizione di vincoli di produzione e proposizione di incentivi. I manager sfruttano gli incentivi cercando di
applicare la normativa ai livelli minimi accettabili. Si sono sviluppati comportamenti diversi.
anni
FASE III ‘80
Aumento del numero di imprese in cui i manager effettuano scelte considerando gli effetti sul sistema al quale appartiene.
L’ambiente fisico contribuisce a determinare la qualità della vita delle persone. La variabile ambientale costituisce
un’opportunità e genera un aumento del valore dei beni.
Modelli gestionali d’impresa
resiste
Modello passivo ai cambiamenti, interviene il minimo possibile solo per rispettare la normativa (intervento=vincolo
da rispettare e costo da sostenere).
Obiettivo= minimizzare i costi nel breve periodo
Soluzioni= end-of-pipe (aumentano gli scarichi inquinanti ->si allarga il bacino o si aumenta il prodotto depuratore)
Livello di sensibilità ambientale= scarso
Apertura nelle informazioni verso l’esterno= si comunica solo ciò che è strettamente richiesto
Responsabile ambientale interno= assente
Modello adattivo interviene per rispettare la normativa e la pressione pubblica
Obiettivo= minimizzare i costi e gestire il cambiamento perché le attività ne possano beneficiare
Soluzioni= end-of-pipe e revisione delle tecnologie riguardanti il processo
Livello di sensibilità ambientale= bassa
Apertura nelle informazioni verso l’esterno= limitata alle informazioni che possano migliorare l’immagine
Responsabile ambientale interno= presenti in produzione
segue
Modello reattivo attentamente la regolamentazione, l’opinione pubblica e le richieste di mercato
Obiettivi ambientali= studiati in gruppo. Azioni= obbligo imposto
Soluzioni= si interviene a monte e si perfezionano le tecnologie di depurazione a valle
Livello di sensibilità ambientale= medio-basso
Responsabile ambientale interno= presente
eccellenza
Modello proattivo e punto di riferimento per le altre imprese. Collaborazione con le autorità
Obiettivo= migliorare complessivamente l’impatto ambientale.
Soluzioni= si studia il prodotto dalla culla alla tomba.
L’ambiente è un fattore chiave e non è subordinato a nessun altro fattore.
Livello di sensibilità ambientale= alto a tutti i livelli
Apertura nelle informazioni verso l’esterno= si comunica tutto
Responsabile ambientale interno= presente in più settori
Vantaggi dell’adozione di un modello di gestione avanzato:
-minori costi per rispettare le normative, per lo smaltimento e per eventuali incidenti ambientali
-migliore immagine e migliori rapporti con gli stakeholders
- maggiori possibilità di ottenere agevolazioni finanziarie
La variabile ambientale è un fattore rilevante sia in termini competitivi, sia di legittimazione dell’attività d’impresa presso gli
interlocutori sociali.
Le imprese con una migliore performance ambientale non presentano una minore redditività, adottano strategie manageriali
che permettono di tradurre la gestione delle problematiche ambientali in uno strumento competitivo.
Sustainability accounting and reporting
Si può definire come il costo da contabilizzare a fine periodo amministrativo per riportare la terra e la biosfera alle condizioni
iniziali. Questo costo sostenibile dovrebbe essere dedotto dal profitto d’impresa.
Il limite della teoria consiste nel fatto che non tiene conto di tutte e tre le dimensioni della sostenibilità.
La redazione di un sustainability report presuppone un modello di reporting triple bottom line caratterizzato dall’integrazione, in
un unico report, della dimensione economica, sociale e ambientale d’impresa. Un importante riferimento in materia di reporting
di sostenibilità è oggi, a livello internazionale, costituito dalle linee guida redatte dal Global Reporting Initiative (GRI)
riferisce all’obbligo di comunicare all’esterno le proprie decisioni ed essere responsabili dei
Accountabilitysi
risultati conseguiti. Si applica a soggetti che hanno una responsabilità verso la collettività che ha diritto di essere
Riconducibile alla logica dell’accountability è il
informata in modo trasparente, criticare decisioni e ricevere risposte.
principio dell’ ‘inclusività’ che si riferisce alla necessità di identificare i propri stakeholders e di spiegare come il report
abbia risposto alle loro aspettative. sulla fornitura di relazioni contabili ed analisi ad altre aree dell’organizzazione
Accountingcontabilità focalizzata
fornendo dati e registrazioni affidabili, veritiere, accurate e in tempi brevi in modo che sia garantito il rispetto di tutti i
requisiti normativi.
Accountability
La tradizionale contabilità generale d’impresa prende a riferimento solo fatti gestionali con manifestazioni finanziarie nel corso
dell’esercizio per assestare il sistema di valori già rilevati contabilmente ed inserirne di nuovi che non si sono ancora manifestati.
La contabilità analitica d’impresa considera eventi-operazioni di carattere economico ed inerenti i costi e l’attività produttiva.
È necessario che ai procedimenti che usano il conto come strumento di rilevazione contabile, si accostino procedimenti di
rilevazione di dati in tabelle/schede fuori dal conto (rilevazioni extra-contabili)
L’internalizzazione della variabile ambientale richiede la rilevazione e l’elaborazione di dati quantitativi monetari e fisici ed
origina l’environmental accounting.
Il termine social accounting fa riferimento a tutte quelle forme di contabilizzazione differenti alla contabilità generale e dalla
contabilità direzionale. L’environmental accounting è una forma di social accounting.
Ne consegue che le informazioni generate sono diverse: la contabilità generale produce informazioni riguardo aspetti economici
e finanziari, la contabilità sociale utilizza quei dati relativamente alle operazioni socio-ambientali e produce dati qualitativi.
Concetto di accountability due responsabilità: intraprendere certe azioni (o astenersi) e fornire un resoconto di quelle azioni.
Il concetto si lega a quello dell’etica e della definizione delle regole morali che ispirano l’impresa.
L’accountability è strettamente legato alla responsabilità morale di spiegare agli interlocutori quanto si sta facendo per
soddisfare le loro richieste
Il social accounting gestisce le relazioni tra l’impresa e la società e riflette l’impegno tra queste.
Il corporate social reporting collega la responsabilità sociale d’impresa e l’accountability modificandosi in relazione ai principi
etici, ai conseguenti rapporti tra le imprese e il contesto sociale e all’ampiezza dell’informazione da rendere agli interlocutori.
L’environmental accounting e reporting si occupa degli effetti generati dalle questioni ambientali sulla performance
economico-financiaria dell’impresa e degli impatti generati sull’ambiente.
si
L’ecological accounting propone di fornire informazioni di supporto alle decisioni di diversi stakeholders.
Corporate social accounting
Scopo del Social Accounting è di valutare in che modo l’impresa adempie la suo social contract. Deve cioè far emergere se
l’impresa con la sua operatività adempie al suo contratto sociale (implicito o esplicito) dalla cui osservanza deriva la
sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa. In termini generici il Social Accounting fa riferimento a tutte quelle forme di contabilità
diverse dalla contabilità strettamente economico-finanziaria. Caratteristiche del Corporate social accounting:
1. Si tratta di formal accounts;
2. È redatta da parte di un’organizzazione a fini interni o, meno frequentemente, per la comunicazione esterna;
3. Rileva gli aspetti sociali e ambientali di un’organizzazione;
4. È costruita con l’intento di fornire dati per la rendicontazione ai «partecipanti» interni ed esterni alle attività dell’impresa.
Corporate social reporting svolge la funzione di collegare la responsabilità sociale d’impresa con l’accountability.
Corporate social accounting dati quali-quantitativi monetari e non sulle attività dell’impresa con riferimento all’ambiente, ai
dipendenti, alla comunità locale, ai clienti, ecc.
Dati
Financial accounting economico-finanaziari utili a interlocutori privilegiati come: soci, investitori, creditori.
Si evidenzia così il rapporto tra corporate social accounting e reporting:
Il primo raccoglie le informazioni quali-quantitative circa gli effetti socio ambientali dell’impresa;
Processo
Il secondo li comunica. Si giunge così a definire il corporate social reporting di comunicazione degli effetti sociali ed
ambientali delle azioni economiche di un’impresa.
L’Environmental Accounting trova differenti utilizzi:
Nel financial accounting (contabilità generale): si riferisce alla stima e al reporting delle passività ambientali e dei costi
ambientali rilevanti per l’impresa.
Nel management accounting (contabilità direzionale): riguarda l’impiego delle informazioni sui costi e sulla performance
ambientale nelle operazioni e nelle decisioni d’impresa.
Strumenti di politica ambientale
-strumenti amministrativi: sono strumenti di comando e controllo, cioè un’ampia classe di strumenti, sotto forma di norme,
emanati dall’amministrazione pubblica per garantire standard di qualità dei singoli fattori ecologici ed ambientali e verificarne il
rispetto. In mancanza di osservanza, si è sottoposti a precise sanzioni giudiziarie o pecuniarie a scopo correttivo. Gli standard
fissati si riferiscono principalmente a emissioni, prodotti, processi produttivi e qualità dei corpi ricettori. – regolamentazione
diretta norme zero (livello di inquinamento pari a zero)
-strumenti economici: mirano all’internalizzazione dei costi ambientali attraverso tasse, sussidi, depositi cauzionali,
assicurazioni, incentivi e creazione di mercati di permessi di emissione trasferibili
-strumenti volontari: sono strumenti di autoregolmentazione volontaria o di accordo negoziato. Hanno come scopo la
diminuzione delle esternalità negative senza definire a priori standard uniformi o il miglioramento della gestione dei problemi
ambientali promuovendo e incentivando strategie di cambiamento attivo da parte delle imprese. Le motivazioni che inducono le
imprese a partecipare sono diverse: evitare una nuova regolamentazione restrittiva, ottenere risparmi sui costi, procurarsi
benefici d’immagine. Hanno favorito il passaggio da un modello aziendale passivo ad un modello proattivo.
Programma volontario= necessità di un approccio creativo e non burocratico, riduzione della possibilità di sanzioni formali e
regolamentazioni più severe.
È possibile identificare degli elementi comuni:
- Il carattere preventivo rispetto ai fenomeni inquinanti
- Responsabilizzazione dei partecipanti molto elevata
- Flessibilità dei meccanismi nella loro applicazione – rafforzano la volontarietà e responsabilità
- Trasparenza informativa nei confronti di clienti e cittadini in generale – maggiore cooperazione e fiducia tra imprese
- Esistenza di accreditamento o certificazione
Problemafree-raiders: imprese che non partecipano ad un programma, ma evitano ogni regolazione penalizzante grazie
all’adesione di altre imprese.
L’obiettivo del report di sostenibilità è quello di fornire la rappresentazione della performance sociale, economica ed
ambientale dell’impresa. La misura della performance economica, ambientale e sociale &