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Geografia: alla ricerca di una definizione di città

La definizione di città non è semplice; coloro che ne hanno dato una definizione hanno fatto riferimento ad aspetti legati alla fisicità dell'insediamento, alle attività presenti e al ruolo che la città ha nell'organizzazione del territorio.

Significati della città

Significato immediato: materialità del costruito, Città come Urbs.

Significato mediato: struttura socio-economica e politica. Città come Civitas.

Si può definire la città attraverso indici: di concrezione e di dimensione.

Indici di concrezione

  • Alta densità relativa a: aree edificate, popolazione residente, posti di lavoro.

Indici di dimensione

  • Superamento di una soglia minima di popolazione e/o di occupazione (variabile a seconda del paese).

Definizioni basate su criteri unici: demografico, amministrativo. Definizioni basate sulle combinazione di criteri: demografici, economici, amministrativi.

Mega-città e livelli di urbanizzazione

Modello di transizione urbana: secondo questo modello (de Vries, 1995) il cambiamento nella ripartizione spaziale della popolazione è universale, ovvero c'è sempre il passaggio da un livello debole di urbanizzazione ad uno elevato. Il processo di urbanizzazione attraversa diverse tappe: crescita lenta, accelerazione esponenziale, crescita rallentata logaritmica, crescita quasi nulla. Ad ogni tappa corrispondono contributi differenti dall'esodo rurale (immigrazione) e dalla crescita naturale della popolazione urbana.

Gigantismo urbano: quali ragioni?

Il gigantismo urbano è associato a 3 gruppi di condizioni variamente presenti nei diversi paesi:

  • Caratteristiche demografiche complessive (alta densità e/o alti tassi di crescita).
  • Livello di sviluppo economico.
  • Antichità del popolamento e della civiltà urbana.

Queste tre condizioni agiscono in Europa e in Giappone. In India, Cina e in generale in America Latina si ha una combinazione della prima e della terza condizione. Nell'America del nord prevale la seconda. L'Africa, escludendo l'Egitto, non presenta queste condizioni perché è il continente meno urbanizzato.

Secondo Luis Wirth ciò che definisce la città è lo stile di vita dei suoi abitanti, che deriva dalla combinazione di tre caratteristiche: dimensione demografica (Size), densità (Density), varietà (Heterogeneity).

Dalla città municipale alla città estesa

Ieri (città municipale): alta densità, concentrazione insediata, centro e limiti chiaramente riconoscibili, monocentrismo, netta distinzione fra spazio urbano e rurale, plurispecializzazione.

Oggi (città estesa): bassa densità, dispersione insediata, perdita di confini riconoscibili, multipolarità, difficoltà a distinguere l'urbano dal rurale (rururbano), specializzazione e separazione.

Sviluppo industriale e crescita della città

Sviluppo economico (industriale) alla fine dell'800 → Crescita demografica → Rottura dei consolidati limiti amministrativi e nuova forma urbana diversa dalla città nucleare o municipale. Per una volta la città diventa più grande del confine amministrativo. P.Gaddes, riferendosi a Londra, ricorre alla metafora del polipo e del banco di corallo e definisce la conurbazione il nuovo ordine spaziale. La conurbazione si forma per coalescenza territoriale di più centri urbani prossimi. Un esempio italiano è l'asse del Sempione (Legnano- Busto Arsizio- Gallaratese).

Definizione di conurbazione

È un'area urbana che si forma in seguito all'espansione e reciproca fusione di centri urbani in precedenza separati. Anche se il processo è chiaro, non è semplice definirne i limiti.

Cambiamento della forma urbana (1)

Città nucleare: centro urbano denso e compatto. Netta separazione città/campagna.

Città estesa: conurbazione più città si fondono in un'area edificata continua, pur mantenendo la loro autonomia amministrativa.

Città estesa: agglomerazione un centro principale (spesso sottodimensionato dal punto di vista amministrativo: es. Milano o Mantova) ingloba centri minori; si formano fasce periferiche compatte e continue, con un raggio di alcuni Km.

Tre rivoluzioni

In Italia nel 1970 si chiude la fase di sviluppo polarizzato: con il decentramento demografico e produttivo, la città si dilata ulteriormente grazie all'introduzione della motorizzazione privata. Questa nuova introduzione trasforma il rapporto di città/campagna e le relazioni fra le città. Calafati parla di coalescenza territoriale, ovvero si rendono contigui insediamenti che precedentemente erano lontani. Città che si dilata: mobilità + trasformazioni economiche + trasformazioni demografiche.

Il passaggio da città municipale a città estesa è composto da due macrofasi dello sviluppo economico: crescita polarizzata (fine 800 - 1960) decentramento (anni '70).

Le molteplici definizioni date per città estesa fanno riferimento a parametri differenti: conurbazione, agglomerazione, area metropolitana, città diffusa (periurbanizzazione), mega-city region → fanno riferimento a fattore di aspetti fisici, quali l'estensione, continuità, aree edificate, densità. Area metropolitana, città diffusa (periurbanizzazione), mega-city region → fanno anche riferimento a fattori relativi agli aspetti relazionali, quali: legami funzionali fra città, spostamenti casa/lavoro.

Il cambiamento della forma urbana (2)

Città estesa: area metropolitana → sistema urbano formato da una grande città e da una serie di centri minori collegati da fitte relazioni (pendolarismo). Organizzazione gerarchica.

Città estesa: periurbanizzazione, sprawl, città diffusa → dispersione a bassa densità di residenze, attività produttive e terziarie lungo le direttrici della mobilità. Lo spazio aperto diventa campagna urbana.

Città estesa: mega-city region → sistema di sistemi urbani. Ampia estensione. Ruolo fondamentale delle infrastrutture. Organizzazione policentrica.

Area metropolitana

Le aree metropolitane possono essere definite come sistema urbano costituito da numerose municipalità connesse da forti legami funzionali (pendolarismo casa/lavoro). Dunque assumono maggiore importanza le relazioni che legano le città e non più la forma fisica. I criteri per delimitare le aree metropolitane sono:

  • Criteri di omogeneità: si raggruppano comuni con carattere simili per dimensione, densità, indicatori socio-economici.
  • Criteri di interdipendenza: si raggruppano comuni o aree legati da scambi di persone, beni o flussi.
  • Criteri morfologici: si raggruppano comuni o aree appartenenti allo stesso sistema geografico o orografico.

La prima definizione di area metropolitana è stata data negli Stati Uniti negli anni '50. L'unità di base è la contea. Standard Metropolitan Areas (SMAs, 1950): una o più contee centrali con almeno 50.000 abitanti con l'aggiunta di contee contigue.

Italia: lo studio Cafiero-Busca (1)

È uno dei più importanti studi in Italia sul fenomeno metropolitano che consente confronti temporali. Considera i flussi di pendolarismo come essenziali per delimitare il campo di forza delle città.

Italia: lo studio Cafiero-Busca (2)

Cartina dell'Italia che rappresenta la configurazione delle aree metropolitane al 1989: Da osservare, oltre alla diffusione del fenomeno metropolitano, la presenza di aree metropolitane estese e circoscritte, isolati o tendenti ad una saldatura i sistemi urbani di ordine superiore, differenti livelli di densità demografica.

Le aree metropolitane nel 2007

La mappa delle aree metropolitane del CRESME (Centro ricerche economiche, sociali e di mercato) è molto simile a quella di Cafiero-Busca.

Le aree metropolitane dell'OECD

L'OECD (2012) definisce l'area metropolitana come un'unità economica funzionale caratterizzata da un nucleo urbano densamente abitato e da un hinterland con un mercato del lavoro fortemente integrato con il nucleo. Queste aree vengono classificate, in base alla popolazione residente in:

  • Grandi aree metropolitane (più di 1.500.000 abitanti).
  • Aree metropolitane (500.000-1.500.000 abitanti).
  • Aree urbane di media dimensione (200.000-500.000 abitanti).
  • Aree urbane piccole (fino a 200.000 abitanti).

In Italia ci sono solo 4 grandi aree metropolitane: Milano, Roma, Napoli e Torino. Altre 7 rientrano nelle aree metropolitane minori: Palermo, Bologna, Firenze, Genova, Catania, Bari e Venezia. In totale in Europa esistono 111 aree metropolitane. Le aree metropolitane sono nodi di concentrazione della popolazione ma soprattutto sono le principali polarità dello sviluppo economico di un paese.

La legge 56/2014 Delrio individua 10 città metropolitane in regioni a statuto ordinario, una con ordinamento a se stante, 5 in regioni a statuto speciale.

Tipologie di province metropolitane

Le differenze fra immagini geografiche e politiche delle aree metropolitane sono chiaramente evidenti nello studio Anci-Cittadella (2009) che considera 15 province metropolitane, per valutare il grado di integrazione fra città centrale (core) e comuni circostanti (ring), sulla base del gradiente relativo ai seguenti 3 fattori:

  • Processi insediativi: misurati attraverso la densità abitativa e i tassi migratori.
  • Relazioni funzionali: misurata attraverso i flussi di spostamento casa/lavoro.
  • Performance economiche: misurata attraverso la distribuzione del reddito pro-capite.

È possibile individuare diverse modalità di distribuzione spaziale (gradienti) che consentono di definire tipologie di aree metropolitane:

  • Aree metropolitane ristrette: rapida diminuzione della integrazione al crescere della distanza.
  • Aree metropolitane allargate: lenta diminuzione della integrazione al crescere della distanza.
  • Aree metropolitane integrate: integrazioni inizialmente crescenti al crescere della distanza.
  • Aree metropolitane estese: integrazione costante al crescere della distanza.

Con i loro comportamenti localizzativi, le imprese e la popolazione delineano un sistema di interdipendenze che definisce campi territoriali propri, non coincidenti con quelli definiti dalle autorità che governano il territorio.

Verso la mega-city region

Conurbazione e area metropolitana: la città cresce per prossimità, rispetto all'organizzazione della mobilità, con il primato della città-centrale che attrae (flussi di pendolarismo). Mega-city region: più sistemi urbani autonomi si saldano in un sistema urbano di ordine superiore; ruolo decisivo delle infrastrutture; organizzazione marcatamente policentrica (rete di cittadini complementari).

Le megalopoli di Jean Gottman

Secondo la sua definizione del 1961, la megalopoli è un insieme urbano formato da numerosi grandi sistemi urbani, fra loro vicini e collegati da relazioni (materiali e immateriali) particolarmente intense. Caratteri essenziali della megalopoli: insieme territoriale vasto, struttura interna polinucleare, fitta trama di relazioni, varietà degli usi del suolo (nebulosa urbana porosa).

Nel 2000 Turri mette in evidenza una particolarità della megalopoli padana attraverso una cartina, ovvero la sua indipendenza dal tracciato del Po e il ruolo dei tracciati viali di origine romana come trama fondamentale di costruzione del territorio.

I processi demografici ed economici trasformano il Nord Italia in una città infinita, in un'unica estesa città-regione con una complessa organizzazione interna. La globalizzazione esalta la centralità di queste piattaforme territoriali.

Caratteri a confronto

Area metropolitana

  • Taglia: extra-large.
  • Organizzazione insediativa: corpo centrale con molte braccia più inizio dello sprawl, crescita per grandi insiemi, crescita in verticale (Centro) e in orizzontale (periferia).
  • Infrastrutture: comunicazioni veloci centro/periferia, ferrovie strade veloci, ponti, tunnel.
  • Base economica: terziario (nucleo), industria (corona).

Megalopoli, mega-city region

  • Taglia: extra-extra-large.
  • Organizzazione insediativa: nebulosa urbana a bassa densità, crescita per dispersione in forma di recinti, atopie e non luoghi, centralizzazione/decentralizzazione.
  • Infrastrutture: non più per condurre al centro ma a punti centrali (centri commerciali…).
  • Base economica: quaternario e cultura (centro), commercio e industria (periferie).

La città diffusa

Quindi la città rompe confini e si espande nel territorio. Il decentramento delle attività produttive e di servizio genera un processo di metropolizzazione del territorio, rendendo fra loro integrati e interdipendenti centri urbani, anche a grande distanza. Si crea una nuova condizione urbana che nella tradizione urbana perde la densità ma non è la funzionalità e l'intensità relazionale. I caratteri specifici di questa nuova organizzazione del territorio sono: diffusione, densificazione, specializzazione articolata, multipolarità di eccellenza, integrazione. La condizione urbana si scinde dalla morfologia urbana. La città diffusa è esito di processi di auto-organizzazione di individui e imprese: una grande sfida per la pianificazione territoriale.

Le fasi del processo di metropolizzazione

A partire dalla struttura urbana policentrica, il processo di metropolizzazione del territorio si realizza in 5 fasi:

  • Diffusione: espansione urbana per salti che coinvolge in modo estensivo il territorio, favorita dalla spinta mobilità.
  • Densificazione: progressiva saldatura fra parti urbane.
  • Specializzazione: creazioni di poli diversamente specializzati (esempio: Centro commerciale, aree produttive, centri logistici).
  • Integrazione: le polarità diversamente specializzate formano un reticolo interdipendente.
  • Infrastrutturazione: la rete delle mobilità (potenziata) consolida i processi di integrazione.

Il risultato è un arcipelago metropolitano, fatto da entità separate ma fortemente integrate che esprimono nel loro insieme livelli di una metropoli.

Postmetropolis

La postmetropolis è vista come punto di svolta, una tradizione dalla metropoli fordista alla costruzione di una nuova forma urbana non propriamente determinata. I caratteri sono:

  • Appiattimento del gradiente di densità urbana.
  • Progressiva erosione del confine tra urbano ed extraurbano.
  • Emergere di una nuova forma urbana polinucleare e ad alta densità relazionale.
  • Omogeneizzazione del paesaggio urbano ma anche crescente differenziazione specializzazione della periferia (città frattale).
  • Scomparsa di significative differenze di stili di vita.
  • Combinazione di forme di decentramento e ricentralizzazione.
  • Emerge di una nuova questione urbana (giustizia spaziale).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher essedema di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia urbana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Clerici Maria Antonietta.
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