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Funzione primaria della geografia

La geografia è una disciplina in grado di esprimere il mondo, ovvero una "descrizione della Terra". Per secoli ha divulgato l'immagine del mondo conosciuto dagli uomini e da essi abitato (ecumene); tale immagine è andata via via implementandosi. Viaggi ed esplorazioni hanno prodotto dati che sono stati elaborati e che hanno dato una descrizione del mondo proposta attraverso linguaggi descrittivi e cartografici (rappresentazione visuale, fina dall’Antica Grecia).

I dati delle scoperte sono stati quindi sistematizzati in questo linguaggio cartografico, che tuttavia è un linguaggio molto soggettivo: la carta non è mai una rappresentazione fedele della realtà, perché implica sempre la scelta di un punto di vista. Sono stati posti in evidenza alcuni elementi ed accantonati altri, perché non tutto può essere riportato; avviene sempre una selezione di informazioni.

Ad esempio, la scelta di orientare le carte con il nord in alto è un punto di vista. In epoca medievale, nelle rappresentazioni cartografiche si poneva l’est in alto, poiché era il punto in cui sorgeva il sole.

Le "Mappae Mundi"

Le "Mappae Mundi" si proponevano di rappresentare tutto il mondo; erano compilate dai monaci nei monasteri, quindi riportavano sia elementi geografici che religiosi. La scelta degli elementi geografici era in funzione religiosa, necessariamente in base a ciò che si conosceva del mondo in epoca medievale.

Descrizione e interazioni

La geografia è "scrittura e descrizione della Terra", ma si fonda su più che sulla semplice enumerazione di fenomeni considerati isolatamente. Si basa soprattutto sull'analisi e identificazione delle relazioni e interazioni che connettono i fenomeni reciprocamente nello spazio della superficie terrestre.

Attualmente la mera funzione descrittiva è un po’ terminata, perché è finita l’era delle scoperte geografiche. Il processo di riconoscimento dei luoghi passa anche attraverso la toponomastica dei luoghi stessi (dare un nome ai posti man mano che si scoprono). Tuttavia, il compito del geografo non è limitato alla conoscenza dei luoghi lontani.

La possibilità attuale di conoscenza del mondo è estremamente dilatata; la mobilità individuale si è espansa, non solo attraverso il turismo ed il lavoro ma anche mediante i mezzi di comunicazione.

L'allargamento dell'orizzonte delle esperienze spaziali ha incrinato il monopolio a lungo detenuto dalla geografia come produttrice di immagini del mondo. Tuttavia, questo allargamento ha reso ancora più necessaria la presenza di strumenti critici per comprendere quella realtà. Ciò che la geografia fa ora è fornire le capacità di analizzare gli elementi spaziali lontani rispetto alle relazioni ed interazioni che connettono reciprocamente i fenomeni sullo spazio terrestre.

Strumenti interpretativi della geografia

La geografia viene concepita come strumento interpretativo relativo alla connessione di fenomeni agenti sulla superficie terrestre. Non basta elencare fenomeni e fatti naturali che avvengono in quei luoghi, perché ognuno presenta caratteri irripetibili di origine naturale e antropica collegati tra loro da relazioni spaziali che la geografia deve cogliere e mettere in evidenza.

Le reti di relazione nella società contemporanea sono molto più complesse di quelle che erano presenti nelle società tradizionali del passato. Le reti di relazioni fra luoghi sono diventate così complesse da richiedere una geografia che dia delle spiegazioni sul loro funzionamento.

Geografia e società contemporanea

In passato le interazioni avvenivano all’interno di scale spaziali circoscritte, in spazi di cui si aveva conoscenza diretta e nei quali si consumavano la maggior parte delle relazioni sociali. L’ampliamento dei mezzi di comunicazione e l’esperienza indiretta di luoghi lontani rendono più difficile la situazione di apprendimento spaziale.

Nella società attuale è cambiata la percezione degli spazi che sappiamo collocare e raggiungere, i quali non necessariamente fanno parte della propria prossimità spaziale. In questa situazione, occorre rivitalizzare un’intelligenza spaziale ormai un po’ atrofizzata; la geografia cerca di rispondervi con nuove definizioni analitiche ed identificative.

Le società geografiche

  • Società Geografica Italiana: Ha sede a Roma, catalizza i vari dati e divulga informazioni e ricerche in ambito geografico (anche mediante il Bollettino della Società Geografica Italiana).
  • AGEI (Associazione dei Geografi Italiani): Struttura il proprio operato attraverso gruppi di lavoro cui partecipano geografi da tutta Italia.
  • AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia)
  • CISGE (Centro Italiano per gli Studi storico-geografici)

Queste sono associazioni non accademiche. In Italia il sapere geografico è recepito in maniera molto meno intensa rispetto agli altri Paesi europei. Soprattutto in Inghilterra e nei paesi anglofoni, il "fare geografia" è considerato un mestiere a tutti gli effetti; in Italia ciò stenta ad avvenire.

Questa formazione carente in Italia porta a visibili conseguenze territoriali negative. A gestire il sapere geografico in Italia sono soprattutto gli architetti ed i geologi.

Riviste geografiche

  • Geotema: Rivista monografica per temi, ogni numero è dedicato ad un argomento.
  • Rivista Geografica Italiana
  • Bollettino della Società Geografica Italiana
  • Ambiente, società e territorio: Più divulgativa e meno specialistica.
  • L’Universo: Pubblicata dall’Istituto Geografico Militare.

Che cos'è la geografia?

La geografia è la scienza che studia i rapporti tra uomo e natura, quindi tra società e ambiente. È la scienza che studia le relazioni fra i fenomeni naturali e quelli antropici entro lo spazio della superficie terrestre. Studia perciò i nessi tra questi due mondi, quali sono e come essi si manifestano.

L’oggetto della ricerca geografica è il territorio come prodotto dell’interazione tra società e ambiente. Il territorio è il risultato dell’interazione tra l’ambiente e la società che vi opera (la quale, di conseguenza, produce incessantemente un territorio).

Geografia nel sistema di conoscenza

Come si colloca la geografia, tra le altre scienze, nel sistema di conoscenza? Essa si distingue dalla prospettiva adottata dalle scienze naturali e da quelle sociali, che indagano fenomeni in maniera isolata indipendentemente dai rapporti che essi hanno con la superficie terrestre.

Ad esempio, la demografia non è la geografia della popolazione. La geografia comunque ha continui scambi con queste discipline scientifiche.

Le "anime" della geografia

  • Biogeografia: Studio della distribuzione degli organismi viventi nel tempo e nello spazio. Insieme alla geografia fisica, studia i quadri ambientali (la distribuzione e la localizzazione sono aspetti importanti da analizzare).
  • Geografia agraria: Localizzazione e distribuzione dei fenomeni agrari sulla superficie terrestre.
  • Geografia delle attività industriali: Insieme a quella agraria, studia anche le varie attività economiche.
  • Geografia urbana: Studia l’insediamento.
  • Geografia politica, amministrativa, regionale: Si occupano dell’ordinamento spaziale della società.
  • Geografia della popolazione: Studia il popolamento e l’assetto demografico.
  • Geografia storica, del paesaggio, culturale: Analizzano i valori storico-culturali.

Geografia generale o sistematica

Queste varie anime della geografia trovano la propria unione nella geografia generale o sistematica: area d’integrazione delle geografie specializzate nell’analisi di tutte le componenti che interagiscono nel rapporto società-natura.

Da fine ‘800 a metà ‘900 vi era una specializzazione disciplinare e l’utilizzo di strumenti d’indagine diversi per i vari campi specifici. Vi era perciò unità nell’oggetto dell’analisi (condivisione del campo d’indagine), ma non negli strumenti e nel metodo impiegati.

Obiettivo della geografia generale

L’obiettivo generale d’interesse della geografia generale è la generalizzazione e spiegazione, per la dimensione spaziale, dei fenomeni naturali e antropici (non elencazione e descrizione di tali fenomeni, MAI lo studio del fenomeno in sé); ovvero attenzione ai fatti di:

  • Localizzazione
  • Distribuzione
  • Organizzazione ed interrelazione nello spazio

La geografia perciò è la scienza che analizza i nessi logici che legano nello spazio fenomeni, spazi, strutture. La geografia indaga due tipi di relazioni:

  • Relazioni verticali (o ecologiche) che si instaurano tra un gruppo umano e l’ambiente da esso occupato. Avvengono in una determinata e riconoscibile porzione di spazio, in cui queste relazioni connettono i caratteri specifici di quel luogo tra loro. È un tipo di relazione costantemente indagato dalla geografia.
    • Ex: attività agricola come modalità di attivazione e sfruttamento di risorse naturali.
  • Relazioni orizzontali che si instaurano tra diversi soggetti e/o gruppi e/o elementi territoriali situati in luoghi diversi della superficie terrestre. Sono relazioni che comportano scambi e flussi di persone.
    • Ex: flussi turistici, di beni o oggetti, scambi commerciali, reti sociali e informatiche. Esempi di flussi sono anche i fenomeni di pendolarismo o l’influenza culturale ed economica della città sulla campagna (invisibile ma determinante).

Le relazioni possono essere sia materiali che immateriali. Quelle ecologiche sono di tipo materiale; anche i flussi di persone (orizzontali) sono materiali. Di tipo immateriale sono i flussi di energia e le informazioni veicolate da reti infrastrutturali (materiali o immateriali) che agiscono a distanza, costruendo una rete invisibile che avvolge l’intera superficie terrestre. Tale rete non è uniforme e presenta addensamenti e discontinuità.

Compiti della geografia

Compito della geografia è indagare la rete di relazioni, rintracciare i flussi e capirne l’andamento spaziale. Le relazioni dei flussi cambiano nel tempo, quindi ci si deve adeguare con nuove rappresentazioni scientifiche dello spazio. Il modo in cui le relazioni si costruiscono nello spazio non è mai casuale; avviene tramite modalità territoriali che sono frutto di scelte precise.

Territorio = sistema di relazioni orizzontali e verticali. La geografia è lo strumento dell’analisi territoriale. Le relazioni orizzontali e verticali danno vita a strutture territoriali (più localizzazioni legate da relazioni orizzontali e poggianti su condizioni ambientali) che costituiscono l’organizzazione territoriale (più strutture territoriali connesse da relazioni orizzontali).

  • Ex: miniera centro siderurgico (relazione verticale)
  • Centro siderurgico porto (relazione orizzontale)
  • Porto mare (relazione verticale)

Approccio geografico e interrogativi fondamentali

L’approccio geografico si fonda su alcuni interrogativi fondamentali:

  1. Dove? Localizzazione dei fenomeni nello spazio in termini di:
    • Spazio
    • Posizione
    • Paesaggio
    • Luogo
    • Territorio

    Tutti questi termini non sono sinonimi.

Concetti chiave

Spazio = estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite a priori. È un’area che può estendersi dallo spazio locale all’intera superficie terrestre. È distinto dal geografo in spazio assoluto e spazio relativo.

Lo spazio assoluto è un’entità geometrica le cui dimensioni, pur variabili, possono essere misurate con precisione. È essenzialmente lo spazio delle carte geografiche. Di esso si possono conoscere dimensioni, confini e contenuto. Lo spazio assoluto è individuabile al suo interno in termini di posizione tramite la griglia di riferimento del reticolato geografico (latitudine e longitudine), che serve dunque a localizzare un punto terrestre in termini assoluti. La latitudine e la longitudine però non dicono nulla dei caratteri specifici di quel luogo.

La posizione assoluta quindi è data dalle coordinate geografiche e designa un punto della superficie terrestre nello spazio geografico.

Lo spazio relativo non è dato e immutabile. È uno spazio le cui proprietà variano a seconda dei contenuti e dei fenomeni che vi si svolgono all’interno. Non è necessariamente misurabile in termini di continuità spaziale; non ha confini facilmente individuabili.

Ex: lo spazio del commercio è relativo perché viene definito, ad esempio, dagli accordi tra due Paesi. La posizione relativa è la posizione di un elemento in un più ampio contesto di relazioni spaziali che connettono quel punto con altri elementi ed altri luoghi.

Luogo = designa un particolare punto della superficie terrestre con riferimento a località e posizione specifica. È contraddistinto da specifiche caratteristiche fisiche, culturali e sociali.

Distribuzione spaziale e diffusione

La distribuzione spaziale dei vari fenomeni si può ricavare a partire dalla localizzazione mediante analisi geografica. Si possono formulare ipotesi sull’interazione e sull’organizzazione dei fenomeni nello spazio.

Diffusione: il movimento e la variabile tempo sono dimensioni essenziali. L’analisi di questo concetto permette di rispondere al perché certi fenomeni si diffondono tra persone e luoghi.

Questo tema ha occupato un posto centrale soprattutto nell’ambito della geografia culturale (ex: studi americani sulla diffusione dell’agricoltura a partire dai luoghi da cui essa è nata). Se n’è occupata anche la geografia quantitativa attraverso modalità statistiche.

Alla geografia quantitativa si deve il tentativo di individuare condizioni e modalità generali (cioè di individuare un modello, un sistema generalizzato) secondo cui si manifesterebbero i fenomeni di diffusione spaziale. Qualsiasi distribuzione spaziale che avviene nel tempo ha uno specifico “pattern di diffusione”. Numerosi fenomeni di contatto e scambio tra le varie regioni vengono studiati dai geografi sotto forma di processo di diffusione: sviluppo socio-economico ed innovazioni, tecnologie, epidemie, cultura…

Tipi di diffusione

Nello spazio la diffusione può avvenire per:

  • Spostamento (o riallocazione o rilocalizzazione). Ciò che diffonde viene meno nel luogo d’origine
    • Ex: migrazioni.
  • Espansione. Ciò che diffonde persiste anche nel luogo d’origine. Può avvenire in due varianti:
    • Per via gerarchica. Propagazione di un’innovazione che procede dall’alto verso il basso (a cascata) all’interno di una gerarchia secondo una successione ordinata.
      • Ex: una scoperta scientifica avviene in un gruppo di ricercatori che la condividono prima con altri ricercatori della stessa disciplina, poi con ricercatori di discipline affini ed infine con il grande pubblico. Possono esistere anche successioni gerarchiche dal basso verso l’alto, ma sono quantitativamente minori (ex: mode). La prossimità spaziale non è un elemento necessariamente rilevante in questo tipo di diffusione, perché dipende da com’è organizzata la gerarchia cui si riferisce.
  • Per contatto (o contagio). In questo caso il processo tende ad assumere un andamento spaziale regolare in cui la distanza è inversamente proporzionale alle probabilità di contatto, definendo così il campo di contatto. Dipende perciò dal contatto diretto.
    • Ex: malattie infettive.
  • Diffusione per stimolo. Quando la diffusione di un’idea contribuisce a generare e a diffondere una nuova idea, che deriva da quella di partenza. Influenza soprattutto la produzione e la commercializzazione.

Spesso la diffusione spaziale è composta da una combinazione dei vari tipi di diffusione. Nel tempo i processi diffusivi tendono a strutturarsi come successive ondate di diffusione. Tanto maggiore è la lontananza temporale dal momento di avvio del processo, tanto più diminuiscono le probabilità di contatto.

Stadi del processo diffusivo

I. Stadio primario. È quello che precede l’inizio del processo diffusivo vero e proprio. Ci possono essere forti contrasti regionali nella distribuzione di ciò che si diffonde.

II. Diffusione vera e propria. I contrasti regionali si attenuano fino ad arrivare al terzo stadio.

III. Consolidamento. I contrasti regionali si riducono fortemente.

IV. Saturazione. Si esaurisce la prima ondata di diffusione del fenomeno. Si raggiunge l’omogeneità regionale. I livelli di accettazione dell’informazione calano e rendono possibile la diffusione di un nuovo messaggio innovativo.

Nella realtà la diffusione avviene attraverso modalità complesse che rendono difficile individuare un pattern a priori, anche per via del vasto numero di soggetti coinvolti e la casualità dei contatti tra loro.

Modello di simulazione di Hagerstrand

Il modello di simulazione di Hagerstrand fu elaborato negli anni ’70 per provare a prevedere un pattern di diffusione generalizzabile a tutti i fenomeni; pare però che funzioni limitatamente ad uno spazio omogeneo, con contatto omogeneo e riguardo a fenomeni di breve durata.

Territorio e organizzazione spaziale

Il territorio è il prodotto dell’interazione tra società e ambiente. È l’oggetto stesso della ricerca geografica. È la struttura spaziale dell’organizzazione dello spazio geografico. È lo spazio delle interazioni fra soggetti correlato con l’insieme delle interazioni tra quegli stessi soggetti e l’ambiente in cui sono presenti.

Si fa quindi riferimento non a caratteri di tipo naturale, ma ad un prodotto storico-sociale fabbricato dagli uomini: il prodotto dell’attività di un gruppo umano che si insedia in un determinato spazio, lo delimita e organizza al suo interno una rete di relazioni sfruttando i caratteri ambientali specifici di quel luogo, ma anche i caratteri artificiali passati.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Isaboh96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pressenda Paola.
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