Introduzione: cosa studia la geografia?
Geo: terra
Grafia: scrittura
Geografia: scrittura della terra. Le carte geografiche sono ad esempio un modo per rappresentare la terra e la superficie terrestre. Nessuna presentazione, però, riproduce esattamente la realtà della superficie terrestre perché l'autore delle rappresentazioni compie delle scelte.
In senso metaforico la parola grafia (scrittura) ci dà almeno 3 significati, molto collegati tra loro:
- Rappresentazione: che può essere grafica (carta, disegno, foto), testo (discorso o racconto);
- Conoscenza: se pensiamo alla grafia come auto-grafia, cioè costruzione di una nostra conoscenza sulla superficie terrestre attraverso la rappresentazione ad esempio.
- Trasformazione: scrittura in senso materiale della superficie terrestre, significa proprio imprimere nella terra le tracce dell'uomo.
Queste 3 forme corrispondono a dei bisogni dell'uomo di fare geografia; l’uomo sin dagli albori ha sempre avuto il bisogno di conoscere il contesto in cui viveva, in particolare le aree, le risorse (animali, caccia, vegetazione) e i vincoli di un territorio.
Origini della geografia
La geografia nasce nella storia dell’uomo come conoscenza ed esplorazione del mondo e lo rimane almeno fino all’800. La geografia come ne parliamo oggi è diversa, che nasce tra la fine del 700 e l’inizio dell’800 quando iniziano a consolidarsi le varie scienze, in particolare le scienze sociali. È un’epoca che va dall’illuminismo al positivismo, in cui le conoscenze vengono sistematizzate, le varie scienze iniziano a differenziarsi tra loro; in questo clima si consolida un sapere scientifico di tipo geografico. Comincia questo nuovo tipo di geografia come sapere scientifico che si occupa di mettere insieme e cercare collegamenti tra le informazioni che vengono dalla superficie terrestre.
I primi “geografi” furono Tolomeo (che fece una delle prime cartografie) ed Erodoto, ma erano anche altre figure contemporaneamente, perché non c’era una netta divisione tra le varie discipline. Il primo geografo che si è adattato a questa sistematizzazione è Alexander von Humboldt (1769-1859). Alexander era un grande viaggiatore e andò fino in America, nell'attuale Ecuador, per ricavare una rappresentazione di sintesi circa l'organizzazione sociale, aspetti geografici, morfologici e sulla vegetazione.
Egli inizia ad operare da un lato la sistematizzazione della conoscenza, dall’altro le mette insieme attraverso i legami che ci sono tra società ed ambiente. Uno dei suoi prodotti più importanti è la carta delle isoterme, in cui sono rappresentati tutti i punti che mostrano la stessa temperatura media durante l'anno. A partire da queste carte si possono produrre interpretazioni sui tipi di vegetazione, società che si erano sviluppate in una determinata area con determinate caratteristiche geografiche e sociali. Si comincia a costruire una visione più sistematica della disciplina.
Tre tipi di geografie
- Come “conoscenza del mondo”;
- Come “esplorazione” che tutti noi pratichiamo nel corso della nostra vita;
- Come “sapere che è dato dall’insieme dei metodi e degli strumenti scientifico”, utilizziamo per produrre conoscenza.
Altri aspetti della geografia
Ma possiamo anche dire che la geografia è (in relazioni con quanto detto ma amplificato):
1. Conoscenza critica della realtà contemporanea
Un fenomeno sul quale è posta particolare attenzione recentemente è quello migratorio, del quale la maggior parte delle persone ha una visione un po’ distorta. Alcuni tipi di carte ad esempio ci consentono di avere una visione critica della contemporaneità. Attraverso la comparazione la geografia ci permette di assumere consapevolezza su temi nei quali le nostre preconoscenze non sono sufficienti. La geografia critica decentra il nostro sguardo, ci aiuta a pensare in modo distaccato dalla nostra visione della realtà contemporanea.
Esercizio: Metti in ordine decrescente questi paesi europei per quantità di popolazione straniera sulla popolazione totale residente indicandone il peso percentuale. Norvegia (14,4%); Germania (14,45%); Francia (6%); Italia (9,5%); Grecia (11,2%)
Esercizio: Quale è la popolazione straniera più popolosa in Italia? Romania.
2. Studio delle relazioni tra sistemi umani e ambientali
Questo viene identificato come il campo di pratica per eccellenza della geografia. Il rapporto uomo-ambiente è uno dei temi caratteristici della disciplina; perché all’inizio dell’800 la geografia si trova ad occuparsi di due grandi ambiti: da un lato la geografia fisica (crosta terrestre, paesaggio naturale, idrografia ecc.), dall’altro lato le società umane (popolazione, demografia, organizzazione sociale, economia ecc.).
Le scienze sociali, così come le scienze naturali, hanno cercato di stabilire delle regole/leggi sempre valide per organizzare e classificare le scienze della terra. Inizialmente lo studio delle relazioni si basava sul determinismo geografico o ambientale, secondo cui l'ambiente determina l'uomo; cioè le condizioni fisiche della terra determinano il tipo di organizzazione sociale che in quel territorio può nascere.
La legge prevede che ad un ambiente corrisponda un tipo di organizzazione sociale; ma anche di spiritualità, di indole delle persone, di carattere, di organizzazione politica. Ad esempio, Montesquieu riteneva che agli ambienti di pianura corrispondesse la democrazia e alla montagna la dittatura. Molte forme di determinismo ambientale sono diventate degli stereotipi, dei modi di pensare a determinati luoghi. Il determinismo voleva che queste differenze fossero sancite, da un lato per dare autorevolezza alla disciplina, dall’altro per legittimare il colonialismo e l’imperialismo. Il determinismo voleva definire delle leggi sulle relazioni di causa effetto che poi si sono rivelate false.
Ad esempio, secondo Roberto Almagià (uno dei fondatori della geografia italiana), la geografia determina quali tipi di società sono superiori e inferiori (quelle delle zone tropicali). Un geografo francese invece diceva che i territori montuosi producessero gente chiusa. Ellen Churchill Semple sosteneva che “l’uomo è un prodotto della terra”, nelle valli fluviali c’è un orizzonte limitato, nei luoghi più aperti l’orizzonte è vasto. Dopo la 2GM si è abbandonato questo pensiero e siamo passati al possibilismo geografico, il quale al contrario sostiene che l'ambiente non vincola ma dispone; cioè l’ambiente offre delle possibilità, che possono essere accettate o meno. È un approccio molto più razionale. La città di Dubai è la prova che il determinismo aveva torto.
Ad esempio, Lucio Gambi sosteneva che l’uomo non trova nell’ambiente delle condizioni che rappresentano un destino inequivocabile, ma delle possibilità che alcune società sfruttano in un modo ed altre addirittura non sfruttano.
3. Pratica dello spazio
Élisée Reclus sosteneva che la geografia non si facesse con le idee astratte ma osservando da vicino i luoghi, praticando lo spazio. Ognuno di noi fa geografia quando si muove per gli spazi geografici e li utilizza quotidianamente. Quindi la geografia è lo studio di queste pratiche. Le pratiche spaziali sono un modo di fare geografia; significa dare un senso diverso ad un luogo.
4. Un insieme di metafore e di rappresentazioni per capire il mondo, i suoi cambiamenti e per riflettervi criticamente
Le rappresentazioni sono metafore della realtà, non sono mai oggettive. Giuseppe de Matteis nel 1985 ha scritto un testo intitolato “Le metafore della terra”; la geografia deve saper raccontare il mondo attraverso delle metafore. La distopia (ciò che non vogliamo accada) è un esempio di metafora.
La geografia come metodo
Ci sono 4 metodi:
- La geografia spazializza: la geografia opera attraverso opere di spazializzazione, il metodo principale per la spazializzazione è osservare la distribuzione di un determinato fenomeno nel pianeta. Es. (distribuzione delle piogge). La carta è un metodo principale per spazializzare, cioè riportare certe informazioni nello spazio. Grazie alle specializzazioni si possono dedurre determinate caratteristiche di un luogo.
- La geografia connette: la geografia osserva come diversi fenomeni sono interconnessi tra loro, sia tra luoghi diversi, che nello stesso luogo. La geografia studia le relazioni verticali e orizzontali. Le verticali sono relazioni nello stesso luogo, le quali possono essere materiali (un certo tipo di pioggia favorisce un certo tipo di vegetazione) o immateriali (riconoscere un certo valore culturale ad un paesaggio come i patrimoni dell’umanità). Le relazioni orizzontali si occupano di come due luoghi sono connessi tra loro; ad esempio la mappa delle connessioni di amicizie Facebook è una relazione orizzontale immateriale. Dietro alle relazioni immateriali ci sono sempre dietro relazioni materiali, cioè una struttura tangibile.
- La geografia regionalizza: la regionalizzazione è uno dei principali strumenti/dispositivi che usa la geografia. Regionalizzare significa raggruppare determinati fenomeni nello spazio; cioè cercare dei criteri per raggrupparli in modo omogeneo. Crea una differenziazione regionale che mi permette di osservare le diversità con un metodo diverso dalla spazializzazione.
- La geografia è multi-scalare o trans-scalare: cioè tiene insieme e interconnette fenomeni che avvengono a scale geografiche differenti. Quello che succede ad una scala globale determina quello che succede in una scala locale; così come ciò che accade in una scala locale è in grado di provocare cambiamenti in altri luoghi della superficie terrestre. Significa considerare più scale contemporaneamente in maniera trasversale.
Esempio: rintracciare nel locale il globale (come il commercio multietnico). Friedrich Ratzel (uno dei padri della geografia umana e uno dei primi autori di geografia politica) riteneva l’insegnamento della geografia a scuola una delle discipline più strategiche per il consolidamento di un’identità nazionale. Lui ha vissuto ai primi del 900, quando c’era la necessità di formare le identità nazionali, oggi invece c’è la necessità per ognuno di noi di trovare il nostro spazio nel mondo.
Scala cartografica e scala geografica
Quando si ragiona in termini di scala cartografica ci si riferisce a spazi molto grandi, viceversa facendo riferimento alla scala geografica ci si riferisce a piccole misure.
- Scala cartografica: rappresenta una risorsa mentale, non più uno strumento tecnico. È un sistema di soglie con cui noi pensiamo il mondo. Una risorsa della nostra intelligenza spaziale (Gardner) con cui concepire la sfera terrestre. Soglie tra oggetti geografici posti in una relazione di scala:
- La casa rispetto al quartiere
- Il quartiere rispetto alla città
- La città rispetto alla regione
- La regione rispetto allo stato
- Scala numerica o grafica: è quello strumento che utilizziamo per poter rappresentare la superficie terrestre su carta. È quel rapporto di riduzione numerico per cui ad una data distanza misurata nella realtà corrisponde una distanza misurata nella carta. Distinguiamo carta numerica (es. il rapporto 1:10.000) e carta grafica (es. rappresentazione della scala che viene fatta in un angolo delle carte). Esistono 4 tipi di scale:
- Grandissima scala (fino a 1:10.000), planimetrie (piante e mappe).
- Grande scala (1:10.000-1:200.000), carte topografiche.
- Scala media (1:200.000-1:1.000.000), carte corografiche.
- Piccola scala (oltre 1.000.000), carte generali o geografiche.
Lo spazio geografico
Nei primi anni di età il nostro spazio geografico è uno spazio su piccola scala, e man mano che si cresce si aumenta la scala. La geografia come scienza spaziale ha come campo di ricerca lo spazio geografico e la sua organizzazione. Il concetto di spazio geografico può essere definito in molti modi differenti. Ad esempio, sono spazi geografici: l’Italia, la Toscana, il “sistema mondo”, il mio quartiere ecc. Il significato assunto da questi spazi cambia a seconda degli strumenti con cui osserviamo la realtà.
Ci sono due tipologie di modi di pensare lo spazio geografico:
- Metrica topografica: Le metriche topografiche ci fanno pensare lo spazio come pieno di attributi. Un esempio di mappa topografica è la carta di “Google Maps”, che rappresenta lo spazio in modo pieno, indicando edifici, strade ecc. La carta topografica quindi cerca di rappresentare al suo interno quante più informazioni possibili.
- Metrica topologica: La metrica topologica corrisponde ad una modalità di pensare come un insieme di nodi, linee e punti, quindi vuoto come una rete. Un esempio è la carta della metropolitana, che è una carta molto spoglia e semplice, una sorta di “scheletro”.
Esempio: passeggiare a piedi significa pensare in una logica topografica, muoversi in metropolitana significa pensare in una logica topologica.
Henri Lefebvre in un suo famoso testo “La produzione dello spazio” introduce questa tripartizione dello spazio tra assoluto, relativo e relazionale.
1. Spazio assoluto
Tradizionalmente, la geografia è una scienza della “localizzazione spaziale”, su una mappa/carta, degli oggetti, dei fenomeni “geografici”, sulla base di:
- Coordinate geografiche
- Distanza geometrica
- Scala geografica
Lo spazio geografico è concepibile come una griglia di punti geografici. È quell’idea di spazio più immediata, l’idea che lo spazio sia dato dall’insieme degli elementi che hanno una loro localizzazione geografica (cioè le loro coordinate geografiche). È lo spazio convenzionale, che serve per la localizzazione dei vari punti della superficie terrestre, rappresentato attraverso coordinate geografiche, scala e distanza.
Esempio: l’intrecciarsi della latitudine e la longitudine, che ci consente di creare una griglia di coordinate geografiche che rappresenta la migliore rappresentazione di spazio assoluto.
- Latitudine: distanza angolare da un punto sulla superficie terrestre e l’equatore. Si prende come riferimento.
- Longitudine: è la coordinata che indica l'arco di equatore compreso fra il Meridiano di Greenwich e il meridiano dell'osservatore.
- Distanza angolare: è l'angolo formato tra l'equatore (o Greenwich) e il piano passante per il centro della terra e per il punto considerato.
2. Spazio relativo
Lo spazio geografico dipende da quali fenomeni si osservano e come questi fenomeni sono in relazione tra loro. Lo spazio relativo è il risultato delle relazioni tra diversi fenomeni nello spazio. Non è uno spazio misurabile come quello assoluto. La definizione di spazio relativo è collegata ai fenomeni.
Esempio: modi di misurare la distanza. Cagliari e Tunisi sono più vicine (in termini di distanza geometrica) rispetto a Cagliari Roma. Ma sono più lontane in termini di distanza relativa (tempo e costo) e di distanza relazionale (culturale, linguistica ecc.)
Lo spazio relativo è dato da diverse tipologie di distanza:
- Distanza fisica
- Distanza costo
- Distanza tempo
3. Spazio relazionale
Nell’analisi geografica, non è importante soltanto la localizzazione degli oggetti o la loro distribuzione nello spazio; ma è importante considerare anche la dimensione relazionale, come i valori simbolici, esperienziali e culturali (soggettivi e collettivi) dai quali uno spazio è investito.
Lo spazio relazionale è quello spazio determinato dal rapporto tra i soggetti e spazio geografico. È messo in risalto dalle mappe mentali.
Soggetti: sia singoli che collettivi, perché noi instauriamo relazioni con lo spazio sia in quanto individui, sia in quanto membri di una società.
Esempio (Henri Lefebvre): In che modo cambia lo spazio dell’aula a seconda delle tipologie di spazio.
- Assoluto: misure dell’aula, in che piano, in che edificio, indirizzo ecc.
- Relativo: ognuno ha la sua distanza da casa all’aula (distanza in termini di tempo)
- Relazionale: il mio rapporto con l’aula cambia a seconda di cosa vengo a fare dentro l’aula (esame o lezione).
Spazio ed educazione geografica
Il rapporto con lo spazio cambia con il progredire dell’età e rappresenta uno dei primi ambienti di apprendimento. Le indicazioni nazionali (per il primo ciclo) fanno riferimento al tema dello spazio, e delle attività nello spazio: l’orientamento (lo sviluppo della capacità di rappresentazione e mobilità nello spazio geografico).
La relazione con lo spazio aiuta a:
- Costruire l’identità personale, familiare e sociale: lo spazio è organizzato secondo i nomi, le funzioni e i simboli che corrispondono al “controllo” individuale, familiare e sociale. Es: la mia cameretta, la casa e la scuola.
- Costruire l’esperienza emozionale e della conoscenza emotiva: processi affettivi, attaccamento identitario, memoria individuale e collettiva.
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