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La geografia: un approccio interdisciplinare

La geografia non è solamente quella di fiumi, laghi, affluenti, ecc., ma è qualcosa di molto più vasto e comprensivo, perché la prima priorità della geografia è quella di riuscire a ricomprendere al proprio interno altre discipline.

Approccio critico

Che significa approccio critico? Adottare un approccio critico significa riuscire a contemperare tutte le condizioni che hanno determinato l'elaborazione, ad esempio, di una certa carta geografica; significa contestualizzare. La contestualizzazione rispetto a uno scenario politico, economico e sociale ci aiuta a comprendere in modo più approfondito gli elementi che compongono quella rappresentazione cartografica. La geografia stessa richiede questo tipo di approccio.

Differenze tra cartografia occidentale e orientale

La cartografia occidentale europea è radicalmente differente da quella orientale: quella orientale contiene elementi di vita quotidiana, cioè non rappresenta il mondo in quanto tale ma è una rappresentazione del mondo che ricomprende anche elementi della vita quotidiana delle persone.

Approccio di tipo diacronico

Cosa significa approccio di tipo diacronico? Significa che non ci focalizzeremo su questioni della geo-politica (es. stato Islamico) ma cercheremo di comprendere le ragioni più profonde del perché ci troviamo oggi in questa condizione così caotica dal punto di vista geo-politico e andremo a ricercarle nella primissima età moderna.

Approccio interdisciplinare

Proprietà della geografia è mettere insieme più prospettive disciplinari.

Geografia: significato e rappresentazione

Che cos'è la geografia? È lo studio, la rappresentazione, grafia della Terra = geo=ghe(?)= scrittura della terra. Ma è qualcosa di più complesso, include anche l'elemento rappresentativo, che ritroviamo nel suo primo strumento, la cartografia; ma per comprendere quella scrittura della Terra dobbiamo comprendere gli elementi culturali e sociali che hanno prodotto quella scrittura, e soprattutto saperla leggere.

La geografia secondo un'ottica classica è lo studio della relazione che sussiste tra l'uomo e il proprio ambiente di riferimento.

Società Geografica Italiana

La Società Geografica Italiana è un'istituzione culturale nata nel 1867, subito dopo l'unità d'Italia, e fu inizialmente l'organo fondamentale per l'Italia per le conoscenze geografiche relative al mondo; conoscenze che però molto spesso avevano anche l'obiettivo secondario di conquista, di colonizzazione e in tutto questo la cartografia svolse un ruolo fondamentale.

Rappresentazione e potere

Che tipo di rappresentazione è la geografia? È una rappresentazione ordinata della realtà (def. data da una geografa di Bergamo, Emanuela Cardi). Questo aggettivo ci fa pensare a una molteplicità di caratteristiche della geografia relative alla sua capacità di scrittura del mondo. La scrittura ordinata implica che ci sia un obiettivo di fondo che ci rimanda a un ambito politico; essendo una rappresentazione ordinata implica il geografo ad attuare una scelta: testuale (geo. descrittiva) e rappresentativa (cartografia); per far questo fa riferimento a un sistema semiotico che rappresenta il corpus del linguaggio geografico, ed imporre quest'ordine descrittivo, narrativo o rappresentativo, il cartografo parte sempre dalla propria cultura di base (tempo e spazio in cui agisce).

Potere

  • Politico
  • Economico (principali)
  • Religioso

L'espressione di potere deriva sempre da un tipo di contesto culturale e sociale. Segue delle logiche che sono di un tempo, di una forma mentis.

Economia e politica

Economia: dal greco oikos "casa" e nos "legge": legge che disciplina le regole della casa. Gestione dei flussi economici.

Politica: Polis, Politeia, Polemos. Questi tre aggettivi che descrivono la politica sono tre categorie fondamentali che ci descrivono perfettamente il concetto di politica. Furono messi in luce da Aristotele e ripresi da un grande pensatore del '900, Casmith.

  • Polis: città stato, intesa non propriamente come l'organizzazione politica dell'antica Grecia, ma intesa in maniera più estesa come la forma politica dello stato. Perché per un geografo è importante sottolineare il concetto di polis? Perché si riferisce a un territorio ben definito, si fa riferimento a dei confini.
  • Politeia: intesa come forma politica di aggregazione secondo certe norme che valgono all'interno di un confine.
  • Polemos: si intende la guerra, e per guerra s'intende quando si deve difendere il proprio territorio. Si entra in guerra quando non si hanno più possibilità di dialogo con una controparte, soprattutto quando si deve difendere il proprio confine.

Rappresentazione e cartografia

Rappresentazione: è l'elemento che coniuga bene i due concetti appena detti: potere e geografia. La cartografia è lo strumento primo in mano al geografo e si lega indubbiamente al potere politico. Dietro la cartografia c'è sempre uno scopo. Il cartografo parte sempre dalla propria cultura di base e parte sempre da un contesto socio-culturale, e questo ci fa capire che la cartografia è soggettiva e non oggettiva. Essendo soggettiva, la carta mente sempre, non è mai veritiera sia per questioni tecniche sia per questioni politiche. Nella cartografia non esiste neutralità, perché usando una grafia racconta delle storie, è una forma narrativa, grafica, attraverso i propri segni e si lega quasi sempre al potere, sia politico che economico.

Esempio di elemento politico: rappresentazione del mondo. L'Europa al centro. Viene fornita una prospettiva di tipo eurocentrico.

Evoluzione della cartografia

Tra il 2004 e il 2007 c'è stato un allargamento dell'Unione Europea. In questa moneta si può notare la mancanza dei paesi dell'est Europa, sono rappresentati solamente i paesi che hanno aderito all'Euro. Dopo il 2007 vengono rappresentati così dove si può vedere l'ingresso dei nuovi paesi. Tutto questo però non era presente nella vecchia moneta: la Lira, perché c'era una perfetta cognizione della propria appartenenza. Tutto questo ci fa comprendere come la cartografia sia l'espressione più visibile di un potere politico, ma anche che persegue sempre l'ordine, e che cambia a seconda delle modificazioni politiche, economiche di una società. La cartografia è sempre dinamica e non statica perché cambia sempre nel corso del tempo.

La carta: dinamica e conflitti

Perché la carta è dinamica? La carta è dinamica in senso politico e fisico. Politico perché gli stati delle istituzioni nazionali cambiano continuamente. Fisico perché soggetto a cambiamenti fisici e morfologici.

Conflitto dell'Ucraina

Questa mappa ci mostra una sostanziale suddivisione all'interno del territorio ucraino tra due parti: Occidentale da parte della Ucraina e la parte Orientale esplicitamente della Russia.

Libia

Si presenta con una composizione di tre macro regioni: Tripolitania, la Cirenaica e il Fezzan. La situazione libica da quando è emerso il caos della guerra civile interna che ha portato a un certo momento alla copresenza di due governi, uno riconosciuto internazionalmente e l'altro senza nessun riconoscimento dalla comunità internazionale, ha determinato delle ripercussioni non solo nelle relazioni dell'Africa ma anche per il nostro continente. Almeno fino allo scorso anno poteva essere considerato uno stato semi-fallito. Il fallimento di uno stato si determina principalmente nel momento in cui lo stato perde gli organi centrali e perdendo il controllo del territorio. Questo caos si ripercuote oltre alla Libia anche sull'Europa e sul nostro paese, nei termini di una mancanza di filtro alle frontiere per permettere il controllo di afflusso dei migranti. Fino al 2011 la Libia aveva posto questo filtro. Per far sì che questi filtri funzionassero fu creato un Trattato d'Amicizia nell'agosto del 2008 tra l'Italia e la Libia e prevedeva degli accordi; prevedeva degli investimenti da parte italiana in Libia in termini infrastrutturali, e a fronte di tutto ciò la Libia si impegnava a garantire un controllo delle proprie frontiere. Dopo la morte di Gheddafi nel 2011 la situazione cambia con la perdita dei controlli.

Iraq

Guardando questa mappa si nota un cambiamento continuo derivante da una situazione notevole, che si è determinata per una auto proclamazione non riconosciuta dalla comunità internazionale e questo fa sì che non si può parlare di Stato vero e proprio. Questo continuo cambiamento crea imbarazzo tra i cartografi nel registrare i cambiamenti derivanti anche dalla situazione bellica. Ma in tutto questo la carta serve anche per informare.

Distorsione della cartografia

La carta può essere anche distorta per due ragioni: per ottenere un obiettivo propagandistico secondo due principali prospettive (per il contenuto e quello che realmente quella carta comunica) e grazie alle tecniche che la cartografia consente (segni e simboli che possono essere apposti sulla carta); per la collocazione dove viene appesa una carta geografica.

Elementi della carta geografica

La carta geografica rispecchia tre punti:

  • Approssimazione
  • Riduzione
  • Simbolizzazione

In tutto questo il cartografo deve fare delle scelte, perché la carta è approssimata nel senso che non può raffigurare tutto il mondo e deve approssimarlo su carta facendo delle scelte di volta in volta. La riduzione perché deve chiaramente ridurre ciò che è reale e riprodurlo sulla carta, usando una scala di riduzione. La simbolizzazione perché deve far riferimento a quello che abbiamo definito sistema semiotico che è rappresentato dai segni di confine, dai colori e elementi grafici, ecc.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariacarmenpetrolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia, rappresentazione e potere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Ricci Alessandro.
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