Lezione 1: Introduzione alla geografia
La geografia è lo studio del territorio che a sua volta è la base dello studio di ogni attività economica, perché la circolazione di merci, persone e capitali avviene sempre su un territorio. La geografia nasce come una scienza di sintesi di pura descrizione di un luogo che avviene attraverso l'osservazione. Prima l'osservazione veniva fatta in assenza di banca dati: i geografi dovevano recarsi lungo i percorsi stradali e censire ciò che vedevano a livello di attività economiche. Oggi le banche dati mediante i censimenti come l'ISTAT ci danno i dati per la conoscenza e l'osservazione di un territorio.
Geografia = descrizione del luogo.
Geografia economica
La geografia economica è quella scienza che va a descrivere tutte le attività economiche rappresentate dal settore primario (agricoltura, allevamento, pesca), secondario (industria), terziario (servizi per l'uomo che realizza le attività economiche e i trasporti necessari per lo sviluppo del settore primario e secondario) e quaternario (servizi più avanzati). La geografia economica studia la localizzazione delle attività economiche delle regioni.
La geografia economica tradizionale osserva e conosce il fenomeno o la problematica di un'attività economica in un certo luogo. Si passa dalla descrizione all'analisi perché il territorio è un organismo complesso di alta vitalità costituito da tanti elementi da analizzare dopo averli descritti e osservati. All'analisi segue l'interpretazione degli impatti ambientali, paesaggistici e socioeconomici dell'ubicazione di un'impresa, ad esempio, in un certo luogo.
La geografia economica cerca di trovare una soluzione a questi problemi:
- Sovrapopolamento.
- Gestione, accessibilità e uso delle risorse naturali economiche e culturali.
- Identificazione degli attori sociali e della loro partecipazione ai processi decisionali.
Interazione tra uomo e territorio
Dietro l'impresa c'è la mente dell'imprenditore: al centro della geografia c'è una visione antropocentrica cioè l'uomo è al centro di tutto perché è lui che agisce. Dall'interazione dello spazio, inteso come luogo geografico, e la società, intesa come insieme di attori socioeconomici, si determina il territorio che è proprio l'oggetto della geografia. Le differenze di sviluppo del territorio dipendono da questa diversa interazione che può venirsi a creare. La geografia quindi studia l'esito dell'azione sociale sullo spazio naturale.
Luogo: unità elementare di base dell'oggetto di studio. È una parte piccola della superficie terrestre in cui ci sono caratteri fisici geografici.
Ubicazione: attività che si insedia in un posto.
Localizzazione: processo di ubicazione di fenomeni economici e sociali su un punto della superficie terrestre.
Localismo: riconoscimento e valorizzazione dei valori e delle specificità locali.
Spazio: entità illimitata e indefinita.
Spazio geografico: ha caratteristiche fisiche e di popolamento.
Spazio economico: campo di azione di soggetti economici (come la borsa di New York).
Territorio: complesso dei rapporti orizzontali e verticali presenti in diversi luoghi.
Territorializzazione: processi di trasformazione e integrazione di tutte le componenti territoriali tali che rafforzano la coesione degli stessi componenti. È un processo di appropriazione di un territorio.
Competitività territoriale: capacità di aumentare il livello gerarchico del territorio alle diverse scale geografiche. Ad esempio Roma è gerarchicamente più importante di Salerno perché Roma ha determinate funzioni urbane il cui raggio di azione e di attrazione è più lungo di quello di Salerno.
Vulnerabilità: livelli di rischio tecnologico, organizzativo e territoriale che deprimono le capacità competitive di un paese. (vulnerabilità sono gli scontri sociali, i disservizi)
Step dello studio della geografia economica
Osservazione - Analisi - Interpretazione - Soluzione
Territorio: relazioni orizzontali e verticali
Relazioni verticali: il luogo a livello geografico ha delle caratteristiche per cui determina la scelta di localizzazione. Ad esempio la presenza di un'insenatura lungo la costa di Salerno ha consentito la presenza di un porto. La relazione orizzontale giustifica la scelta di un servizio o attività economica rispetto alla caratteristica geografica del territorio. Con la presenza di uno sbocco in una valle permette l'insediamento di un mercato. La relazione tra le attività che si insediano in un certo luogo e le caratteristiche del luogo si chiamano relazioni verticali.
Le attività che si insediano su questo luogo vanno a interrelarsi perché se c'è un porto non può non esserci uno scalo merci, la ferrovia, ecc. Ci sono interrelazioni tra le attività economiche, che si chiamano relazioni orizzontali. Sommando le verticali alle orizzontali otteniamo la costituzione di territorio.
Lezione 2: La carta geografica e le relazioni territoriali
Una carta geografica rappresenta uno spazio geografico, non un territorio perché mostra solo le relazioni verticali infatti vedrò che nella presenza dell'insenatura ci sarà un porto, che ha dato vita a una città e edifici industriali ma non si vedono le relazioni orizzontali che esistono tra di loro. Dopo aver indagato lo spazio geografico prima con la geografia fisica (montagne, presenza del mare, risorse, ecc.) poi con le carte economiche (popolazione, istruzione, ecc.), posso intuire l'esistenza di relazioni orizzontali in presenza di una città perché la città è sede di relazioni orizzontali, perciò è l'esempio classico di territorio: le funzioni primarie, secondarie, terziarie e quaternarie si sviluppano se vi sono relazioni tra i soggetti.
Organizzazione territoriale
È l'ordine complessivo delle relazioni su un territorio. La geografia economica studia i vari tipi di organizzazione territoriale che incidono sulle attività economiche.
Presenza di una mano invisibile. La geografia economica non si occupa di oggetti presi isolatamente ma delle relazioni che legano tra di loro tali oggetti sulla superficie terrestre. L'insieme delle relazioni che legano tra loro oggetti e soggetti localizzati sulla superficie terrestre costituisce lo spazio geografico. Se in questo spazio geografico isoliamo le relazioni che riguardano l'economia otteniamo lo spazio geoeconomico. Se le relazioni le tipizziamo in orizzontale e verticale parliamo di costruzione del territorio.
Gli atti di territorializzazione intensificano le relazioni. La complessificazione dell'organizzazione territoriale con la sovrapposizione degli atti territorializzanti nasce da una forte interazione antropica con lo spazio geografico: uomo e ambiente. L'attore che genera la modifica dell'ambiente è l'uomo infatti dall'interazione uomo ambiente scaturiscono le relazioni verticali con la connessione tra i gruppi umani e le caratteristiche dei luoghi e la relazione orizzontale con scambi e comunicazioni tra i diversi soggetti economici.
Importante il rapporto uomo ambiente nella progressione della geografia. Il processo di territorializzazione che dà origine al territorio è determinato da due processi:
- Processo di umanizzazione: Nel corso del tempo le relazioni verticali dinamiche che si instaurano su uno spazio geografico determinano il processo di umanizzazione.
- Processo di spazializzazione: le relazioni orizzontali attivano un processo di spazializzazione, perché spaziano e si appropriano di un determinato luogo geografico.
Dall'intersezione di questi processi nasce il territorio: l'uomo interagisce con l'ambiente e determina il territorio.
Processi di intervento sul territorio: popolamento, appropriazione del suolo, gestione del territorio (territorio = paniere di risorse materiali e non, rinnovabili e non, da gestire in modo razionale), utilizzazione del suolo, creazione di reti di relazione. Se l'utilizzo di queste risorse è fatto in modo razionale si arriva alla gestione razionale: ma questo si può fare solo se appartengo al territorio (appropriazione).
Nuovo capitolo: Tipologie di regione geografica
A seconda se gli elementi prevalenti sono quelli fisico-geografici o umani noi abbiamo delle tipologie diverse di regione geografica:
- Dagli spazi naturali ai sistemi territoriali: Lo spazio naturale è l'ambiente costituito da risorse naturali.
- Sistemi territoriali: insieme di elementi fisici e umani interconnessi da relazioni esogene e endogene.
Regione: sistema spaziale composto da elementi fisici e umani.
Regionalizzazione: processo di individuazione della regione.
Regione naturale: regione con determinate caratteristiche fisiche - tutto era determinato e sembrava non modificabile. Determinismo: le condizioni naturali determinavano lo sviluppo.
Regione omogenea: nel corso degli anni abbiamo una regione omogenea, data dal possibilismo. Gli studiosi focalizzano l'attenzione sulla possibilità che qualche intervento potesse essere realizzato infatti è individuata dal complesso di flussi, reti e sistemi insediativi, che contraddistinguono la città dalla campagna, per le differenze di genere di vita e di paesaggio. Un esempio di regione omogenea è la Riviera Romagnola, perché l'attività prevalente è il turismo, dal punto di vista naturale ha le medesime caratteristiche. Anche la Pianura Padana è una regione omogenea perché è una realtà agricola-industriale pianeggiante in cui le stratificazioni storiche dell'attività umana fanno individuare che nella pianura padana ci sono attività agricole industriali e quindi è una regione omogenea.
Regione funzionale: dove i centri vengono analizzati attraverso i fenomeni di gravitazione e polarizzazione, cioè capace di attrarre i flussi. Ad esempio il nord est dell'Italia: la cosiddetta terza Italia. Le funzioni sono distribuite tra i centri che costituiscono la regione: una parte della regione funziona per l'altra parte.
Regione sistemica: ci sono relazioni endogene e esogene ed è individuata da meccanismi di trasformazione che si esprimono sistemicamente e reagiscono a stimoli che provengono dall'esterno. Vi sono relazioni endogene così forti e funziona così bene questa regione sistemica che anche le relazioni che stabilisce con l'esterno (esogene) sono tali che portano vantaggio ma non portano impatti negativi perché la regione sistemica ha una forte capacità di resilienza cioè sopportare gli impatti esterni, avere la capacità di reagire trovando nuovi equilibri che portino allo sviluppo piuttosto che alla decrescita. Un esempio di regione sistemica è l'Emilia Romagna.
La regione amministrativa è sempre geografica ma è amministrativa perché rispecchia confini amministrativi in base allo Statuto. Tutti questi tipi di regione sono regioni geografiche.
Regione geografica: è costituita da luoghi contigui che hanno qualche caratteristica comune o qualche relazione preferenziale tra loro. Essi si differenziano rispetto ai luoghi circostanti che presentano caratteristiche e connessioni tra loro diverse e che quindi appartengono ad altre regioni.
Paradigma sistemico
L'evoluzione è una conseguenza delle relazioni tra l'oggetto e l'ambiente esterno però un sistema deve avere sempre un concetto di obiettivo. L'obiettivo di una regione sistemica è lo sviluppo, la crescita, sostenibilità. Il piano ci dà l'obiettivo del territorio. Le politiche sono linee direttive che ci dicono solo cosa fare.
Presenza di:
- Tavoli di concertazione
- Elevati livelli di governo e di una buona classe politica
- Formazione della classe politica
Capacità autopoietica e autoreferenziale = consapevolezza di recuperare i gap, di autoriprodurre tutti gli elementi composti per il raggiungimento dell'equilibrio di sviluppo fino a giungere a un livello di organizzazione territoriale adeguato per mantenere e perseguire il progetto predeterminato che rientra nel concetto di obiettivo.
Dobbiamo immaginare che la razionalità e l'adeguatezza della preparazione dei governatori vadano su questi progetti: crescita, sviluppo e sviluppo sostenibile.
Capitolo 2: Crescita, sviluppo e sviluppo sostenibile
Crescita: incremento del PIL che misura la produzione di beni e servizi valutati ai prezzi di mercato.
Sviluppo:
Sviluppo sostenibile: sviluppo che impiegando e valorizzando le risorse attuali riesce a generare benefici alle attuali generazioni e a quelle successive. Sfruttare le risorse: usarle più della misura adeguata. Il PIL è sempre crescita, perché incrementa la produzione, ma non è un indicatore qualitativo del benessere della collettività perché nel PIL rientrano anche le armi, la produzione di sigarette ecc..
Lezione 3: Economia e ambiente
Le risorse e sviluppo sostenibile
Il problema legato alla popolazione è la sua distribuzione: l'idea che la popolazione sia troppa è perché il luogo geografico viene sovraccaricato perché c'è troppa popolazione ma se il luogo geografico fosse dotato delle risorse necessarie per accogliere quel numero di popolazione non lo valuteremmo più come sovrapopolazione. La popolazione rappresenta quindi un problema rispetto a tutta la vita che un uomo può condurre perché per essere sostenibile dovremmo essere tutti in uno stato di benessere.
Affinché il sistema sia sostenibile (uso razionale delle risorse) la popolazione deve essere soddisfatta, ma la popolazione è soddisfatta se garantisco la crescita economica e lo sviluppo. Tuttavia la crescita economica e lo sviluppo si possono garantire solo se parto da una gestione razionale delle risorse e dell'energia. Le risorse devono essere gestite nel mondo in cui l'ambiente non venga deturpato: sono necessarie tecnologie per portare gli scarichi a mare fuori dalle nostre insenature. Occorrono però denari per investire in queste tecnologie e realizzare gli studi. Bisogna garantire la democrazia e la tutela dei diritti umani, attraverso una buona politica del territorio che permette di gestire la qualità dell'ambiente, le risorse, garantisce la crescita economica e lo sviluppo, però se l'uomo non ha conoscenza non è in grado di fare un'adeguata politica del territorio.
Per avere una buona politica del territorio si pensa agli investimenti nella formazione, ma per fare gli investimenti abbiamo bisogno del PIL e quindi ritorniamo al concetto di crescita economica e sviluppo. Questo ci fa capire che il punto di avvio per la soluzione e l'integrazione di economia, ambiente, crescita, sviluppo e sviluppo sostenibile è un problema integrato, cioè non c'è nessun punto per la soluzione perché si tratta di una soluzione integrata.
Problema = scelta delle priorità -> politica del territorio.
Soluzione = realizzare una politica del territorio, cioè un manifesto di lavoro che venga declinato in obiettivi affinché qualunque persona che abita su quel territorio sappia che se oggi risolviamo il problema degli agricoltori, domani ci sarà quello della sanità perché tutto deve chiudersi in maniera integrata ma devono esserci scelte di priorità. Il problema dello sviluppo sostenibile (economico, ambientale, sociale) è un problema integrato, cioè tale sviluppo si può avere solo con una buona integrazione di obiettivi, piani, programmi, e quindi una politica del territorio.
Problemi ambientali e la loro reversibilità
Il primo approccio allo sviluppo sostenibile è stato di tipo ambientalista, quindi con le risorse ambientali. Questo perché ci si rese conto che la popolazione mondiale cresceva a ritmi molto più elevati rispetto alla riproducibilità delle risorse. Tra i problemi ambientali ci sono: buco dell'ozono, piogge acide, degrado del suolo, distruzione dei paesaggi, inquinamenti, estinzioni delle specie.
Ci sono alcuni problemi ambientali che sono irreversibili e senza soluzioni: il problema principale era quello del cambiamento climatico cioè un problema di atmosfera.
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