MITOSI E MEIOSI (Cap.2 pag.36-40)
Le cellule non sono obbligate a dividersi, possono rimanere in uno stato quiescente
chiamato G0, come ad esempio i neuroni.
Quando c’è l’input a proliferare, si assiste alla divisione della cellula.
Si assiste a una fase di accrescimento S in cui si ha la duplicazione del DNA,
l’accrescimento delle dimensioni della cellula, la duplicazione degli organelli. I
cromosomi sono schematizzabili come filamenti abbastanza lassi, legati da una
porzione centromerica (fase G1).
Nella fase G2 i cromosomi sono ancora nella fase rilassata, si completa la fase S e c’è
un controllo per verificare che il procedimento sia avvenuto correttamente. Se così non
è, la cellula va incontro ad apoptosi.
Se la duplicazione del DNA è avvenuta correttamente, la cellula va incontro a divisione
mitotica.
ploidia
La si riferisce al numero n, dove si intende quanti sono i cromosomi nel loro set
aploide. Negli umani sono 23, quindi la nostra ploidia è 2n con 46 cromosomi totali
(diploidia).
Le cellule in divisione sono sempre diploidi, la differenza sta nel contenuto di DNA.
Nella fase G2 abbiamo un contenuto doppio di DNA dovuto alla duplicazione della fase
S, che poi si dimezza dopo la mitosi.
interfase
Per si intendono la fase G1, S, G2, ovvero tutte le fase eccetto la mitosi.
La mitosi si suddivide in vari stadi:
-Profase: i cromosomi cominciano a condensarsi, la membrana nucleare comincia a
disgregarsi e si forma il fuso mitotico
-Metafase: i cromosomi si allineano lungo la piastra equatoriale, i centromeri sono
legati dal fuso
-Anafase: i cromosomi migrano verso i poli opposti dalla cellula, tirati dal fuso
-Telofase: si ha la divisione della cellula, la formazione della membrana nucleare, il
rilassamento della cromatina
Per quanto riguarda la meiosi, questa è costituita da due divisioni successive (divisione
riduzionale).
Nella meiosi I presenta un momento critico durante la profase I, quando i cromosomi
cominciano a condensare e a diventare visibili come filamenti. A questo stadio avviene
un processo di ricombinazione.
La profase I si suddivide in sottofasi:
-Leptotene: cromosomi visibili in filamenti
-Zigotene: i due cromosomi omologhi si appaiano (non sono identici, ma si somigliano
molto). I cromatidi fratelli vengono appaiati ad altri due cromatidi fratelli formando un
sinaptonemale, tetrade.
complesso di 4 cromatidi detto complesso definita anche
Verifica che la procedura avvenga correttamente. Si formano le cosiddette sinapsi
-Pachitene: la cromatina si compatta ulteriormente, i cromosomi omologhi tendono a
scollarsi in alcuni punti
-Diplotene: la cromatina è condensata, si ha una desinapsi. I due cromosomi
omologhi sono tenuti insieme tramite chiasmi, dove avviene una ricombinazione tra i
crossing-over.
due cromosomi omologhi mediante un processo definito Non abbiamo
più i cromatidi fratelli, ma i cromatidi omologhi/ricombinati. Non è cambiato l’ordine
dei geni. Genera variabilità.
Abbiamo a questo punto la metafase I, dove i cromatidi si allineano lungo la piastra
equatoriale.
Durante l’anafase I, si separano i cromosomi omologhi (costituiti da due cromatidi) e
migrano verso i poli della cellula. Durante la telofase I si ha la divisione della cellula,
una parziale de-condensazione della cromatina (rilassamento).
Si ha l’inizio della seconda divisione, a partire dall’interfase II.
Durante la metafase II, i centromeri delle coppie di cromatidi si allineano lungo la
piastra equatoriale di ciascuna cellula figlia. Durante l’anafase II i cromatidi si
separano perché vengono tirati ai poli opposti della cellula. A causa del crossing over e
del riassortimento indipendente, ogni nuova cellula avrà un suo peculiare corredo
genetico. La quantità di DNA è a questo punto dimezzata e i cromosomi sono 23, e
rimane dimezzata fino al momento della fecondazione quando la quantità di DNA torna
ad essere normale e i cromosomi sono 46. Si ha quindi la telofase II in cui la cellula si
separa.
Alla fine della meiosi si hanno quindi quattro cellule figlie con 23 cromosomi (n) e una
quantità di DNA dimezzata rispetto al solito. Nelle femmine, 3 di queste 4 cellule
(oociti) vanno incontro ad apoptosi, mentre nei maschi sono 4 cellule (spermatozoi)
perfettamente funzionanti.
Cosa succede, come e perché avviene la ricombinazione fra i cromatidi? Esistono tanti
modelli che sono stati proposti. Un modello cerca di spiegare dei fatti.
La ricombinazione è un processo voluto dagli organismi, è indirizzato e regolato da
proteine ed enzimi che sono coinvolti attivamente in questo processo.
La prima cosa che succede nel chiasma, è la rottura di una delle due eliche del DNA. I
due lembi dei cromosomi omologhi vengono incrociati e rilegati. Le due emieliche
vengono fatte scorrere per un certo tratto (20-200 nucleotidi circa), il DNA ricombinato
DNA eteroduplex
in questo modo non è perfettamente appaiato e prende il nome di
(viene considerato come una mutazione genica e si cerca di eliminare o di cambiare la
conversione genica).
base scorretta e sostituita con la base corretta, definito La
struttura di Holliday.
struttura a croce prende il nome di
Il DNA eteroduplex si forma in tante circostanze nelle varie fasi dei cicli cellulari. E’
fenomeno tipico della meiosi. Le due emieliche che formano il DNA eteroduplex non
sono perfettamente complementari, infatti si ha un mismatch delle basi azotate,
ovvero degli disappaiamenti: due regioni appaiate per via della loro omologia, non
perfettamente complementari. Si può avere un cromatidio ricombinante completo
oppure un cromatidio con un pezzo ricombinato. La cellula si porta dietro il DNA
eteroduplex per un certo periodo di tempo non molto lungo. Ci sono i sistemi di
riparazione di DNA che vigilano sulla fedeltà delle replicazioni che la cellula fa,
soprattutto durante la fase S, che fanno in modo che il DNA eteroduplex venga
conversione genica.
riparato. Questo processo prende il nome di
ALLELE: va di pari passo con gene. Un locus è una determinata posizione all’interno
del cromosoma. Un locus può essere un punto, una regione. Un gene è una porzione
del DNA che codifica per una proteina. Un allele è una sequenza del gene di DNA che
specifica per una data proteina.
Il materiale genetico deve avere un contenuto di informazione, deve avere delle
proprietà strutturali che consentano una replicazione fedele da cellula a cellule e,
inoltre, deve essere molto stabile con le generazioni.
STRUTTURA DEL DNA.
Il DNA è una molecola costituita da una base azotata (adenina, guanina, citosina,
timina), da un gruppo fosfato e da uno zucchero (deossiribosio).
pirimidine,
Citosina e Timina costituiscono una classe definita presentano un anello
eterociclico. purine,
Adenina e Guanina costituiscono una classe definita presentano un doppio
anello condensato.
Quando la base è legata al deossiribosio costituisce un deossinucleoside, prende un
nome diverso: deossiadenosina, deossiguanosina, deossicitidina e deossitimidina.
Se al complesso è legato anche il fosfato si ha un deossinucleotide: deossiadenosina
monofosfato, difosfato, trifosfato a seconda del numero di fosfati presenti.
Regola di Chargaff: in tutti gli organismi, esistono delle regole sempre mantenute. La
quantità molecolare di A e T è la stessa, così come per C e G.
Adenina si appaia con Timina, Citosina si appaia con Guanina. Il rapporto tra purine e
pirimidine è 1.
Nel 1953, Watson e Crick spiegarono la struttura a doppia elica del DNA.
L’ossatura della struttura a doppia elica è costituita dallo zucchero e dal fosfato,
mentre i pioli sono costituiti dalle interazioni delle basi azotate. Adenina e Timina
presentano un doppio legame a idrogeno, mentre Citosina e Guanina presentano un
triplo legame a idrogeno. I due filamenti di DNA hanno una testa e una coda (5’ e 3’), e
sono tra loro antiparalleli (testa-coda).
Il DNA, quando deve essere aperto per replicazione, si dice che viene denaturato. La
denaturazione avviene a livello del doppio legame tra Adenina e Timina (più facile
rispetto al triplo tra Citosina e Guanina) mediando l’uso di calore superiore ai 95 gradi,
oppure mediante delle soluzioni basiche a pH 10. La cellula, per aprire il DNA, utilizza
degli enzimi, ovvero dei catalizzatori proteici.
REPLICAZIONE PROCARIOTA
Il cromosoma batterico è circolare e vi è un unico sito di inizio per la replicazione.
DnaA box: sono sequenze del DNA e fornisce il sito di riconoscimento per proteine che
innescano tutto il processo di replicazione.
Vi sono particolari proteine che riconoscono regione ricche in A-T.
Le Single Strand Binding Proteins aprono la regione di DNA che deve essere replicato,
seguito dall’azione dell’enzima elicasi che aprono la struttura del DNA ulteriormente.
Il filamento di DNA ha una testa e una coda. La testa è 5’ e il senso di allungamento va
dal 5’ al 3’. Il gruppo fosfato forma la testa, poi abbiamo il deossiribosio con l’OH
legato al C3’ che crea un legame covalente con il nuove deossinucleotide che sta
entrando. Il nuovo ha tre P, due fosfati (pirofosfato) vengono rimossi. Reazione
irreversibile. La DNA pol allunga il filamento vero il 3’ ma scorre dal 3’ verso il 5’. E’ la
principale responsabile della fedeltà della replicazione.
DNA pol. I (processività 20bs/sec). Ha attività esonucleasica 5’>3’ e 3’>5’.
DNA pol. II
DNA pol. III, la più importante. Ha una processività di 1000bs/sec. Ha attività
esonucleasica 3’>5’.
DNA pol. IV
DNA pol. V
Tutte hanno un’attività di correzione di bozze (proof reading): sono in grado di
accorgersi di un errore e tornare indietro idrolizzando il legame covalente e ripartire in
modo tale da aggiungere le basi corrette.
Le esonucleasi sono enzimi che idrolizzano ed eliminano i nucleotidi partendo dalla
testa o dalla coda. Le endonucleasi, invece, sono come delle forbici che tagliano
nettamente i nucleotidi. Agiscono tutte sul filamento in costruzione, ovvero sul
templato.
Esiste un fenomeno detto tautomeria: lo stesso composto, per una breve frazione della
propria vita, presenta una struttura leggermente modificata dovuta allo spostamento
di legami o atomi all’interno della molecola. Il tutto ritorna al normale poi. E’ il caso
della citosina, che può presentarsi nella sua forma imminica, forma più instabile
rispetto alla forma base. Nel caso della timina, essa può assumere una forma enolica
per un breve periodo di tempo dovuta allo spostamento di un atomo di idrogeno.
Queste sono fonti di errore della DNA polimerasi, possono comportare delle mutazioni.
DNA Mismatch repair: corregge gli errori dopo la replicazione del DNA.
Filamento stampo costituito dalle due emieliche antiparallele. La replicazione è
semiconservativa. Un filamento parte con il 5’ e l’altro con il 3’. L’enzima elicasi
permette di aprire piano piano tutti i legami idrogeno che ci sono all’interno della
molecola di DNA grazie anche alle Single Strand Binding Proteins. La DNA pol che il
replisoma contiene è in grado di polimeralizzare in direzione 5’>3’ e lo legge in
direzione 3’>5’. Uno dei due filamenti (leading strand) non ha problemi di replicazione
perché via via che si apre la forca di replicazione è agevolato, la DNA pol può
sintetizzare il filamento nascente nella direzione giusta. Il problema si presenta per
l’altro filamento, la DNA polimerasi va nella direzione opposta. La direzione di questo
filamento (lagging strand) fa si che questo venga replicato in maniera discontinua, c’è
bisogno tutte le volte di ripartire. La DNA pol deve trovare un innesco perché non può
iniziare da sola la replicazione, ha bisogno di un OH a cui agganciarsi. La RNA primasi
produce un primer di RNA, ovvero un pezzetto di RNA che è in grado di fornire
quell’ossidrile al 3’ su cui può agganciarsi la DNA polimerasi. E’ poco fedele ma è
piuttosto rapida, non presenta attività di correzione. Si crea un pezzetto di ibrido DNA-
RNA di 20-25 nucleotidi che da l’innesco per la replicazione fedele. L’RNA primasi è
attaccata alla primasi. SI creano dei frammenti di DNA, detti frammenti di Okazaki, che
vengono cuciti in seguito. La DNA pol I ha una bassa processività ma ha attività
esonucleasica in avanti; rimuove 20-30 paia di basi di RNA. Subentra DNA ligasi che
con una molecola di ATP spesa come energia, riesce a fare si che si crei un legame
covalente fra le basi.
I due filamenti procedono alla stessa velocità ed il processo è coordinato.
La fedeltà di errori delle DNA pol, attraverso la correzione di bozze e le DNA Mismatch
Repair, è di circa 10(-10).
REPLISOMA EUCARIOTA: nucleosomi struttura del DNA (Cap.12 pag. 439-444)
Un filamento di DNA svolto può arrivare a 2m.
Un virus può arrivare a 100nm, un batterio a 1um, una cellula animale a 10um, una
cellula vegetale a 100um.
Il nucleosoma è l’unità di base della cromatina, la cromatina è l’assemblaggio del DNA
con le sue proteine. Negli eucarioti, il DNA è sempre accompagnato da proteine,
diversamente da ciò che accade nei procarioti. Il DNA è arrotolato intorno a 8 proteine,
e il sistema è tenuto insieme da un’altra proteina detta H1. Queste proteine si
chiamano istoni. Gli istoni sono, in totale, 9. Le altre proteine sono uguali a due a due.
C’è una forte interazione ionica tra il DNA (polianione perché i P sono carichi
negativamente) e le lisine e le arginine delle proteine. Le proteine istoniche sono tra le
più conservate tra quelle conosciute; è stimato che la frequenza di mutazione è
veramente molto bassa.
La collana di perle è la base della cromatina. La compattazione forma la fibra di DNA di
circa 30 nm, è avvolta in un solenoide. Lo spessore del nucleosoma è di 10 nm.
Quando viene arricciolato, lo spessore diventa di 30 nm (si trova in una cellula
interfasica). La cromatina viene compattata in maniera ordinata. Subentrano le
proteine dello scaffold, un’ossatura proteica che tiene la cromatina in posizione. Lo
scaffold viene spiralizzato per compattare e condensare ulteriormente la cromatina.
Forma delle anse di circa 300nm. Lo scaffold viene più volte spiralizzato su sé stesso
arrivando a uno spessore di 700nm (durante la metafase di vedono bene).
Il nucleosoma prevede 1 e ¾ di giro della cromatina intorno alle proteine istoniche. Ci
sono 146 paia di base dentro il nucleosoma. Quando la cellula decide di andare
incontro a condensazione estrema è perché entra in metafase e deve poi dividersi.
REPLICAZIONE EUCARIOTA
Vi sono delle differenze. Il cromosoma è lineare e non circolare, la quantità di DNA da
replicare è dell’ordine dei 3 miliardi, il DNA non è libero ma deve essere svolto. Vi è la
presenza di enzimi che allontanano il DNA dagli istoni e poi di legarli nuovamente
dopo che la forca replicativa ha svolto il suo lavoro.
Come avviene la divisione degli istoni? La replicazione del DNA è semiconservativa,
abbiamo due templati che formano una doppia elica figlia identica. Alla cellula
eucariotica non basta replicare fedelmente il DNA, ma anche le informazioni
epigenetiche che facciano rimanere la cellula nello stato di differenziamento in cui si
trova. Es. gli eritroblasti che poi maturano in eritrociti. Per mantenere questo livello di
specializzazione è garantito da segnali epigenetici. L’informazione epigenetica è
un’info che mette dei segnali chimici sopra la sequenza di DNA in modo tale che certi
geni debbano essere spenti ed altri debbano essere espressi. Si aggiungono gruppi
chimici sul DNA e anche sulle proteine istoniche. Se un locus deve essere letto ed
espresso per creare dei geni, bisogna che sia in una cromatina lassa. Quello che viene
aggiunto sul DNA viene letto dai macchinari cellulari specifici, quello sugli istoni
definisce se la cromatina è più o meno condensata. La capacità di trasmettere queste
informazioni fedelmente durante le replicazioni è fondamentale. L’ottamero istonico è
formato da proteine identiche a due a due. Subisce modificazioni chimiche che
trasmettono l’informazione di restare chiusi. 4 proteine vanno su una cellula figlia e le
altre 4 sull’altra cellula figlia. Arrivano 4 nuove proteine istoniche “vergini” che
vengono istruiti. Appositi macchinari enzimatici leggono l’istruzione chimica che c’è e
la riproducono sugli istoni vergini, pertanto si perpetua anche l’informazione di tipo
epigenetico. PCNA (Proliferating Cell Nuclear Antigen) ha vari ruoli e si trova
deregolato nei tumori, vi sono proteine che porgono istoni di nuova sintesi al replisoma
come CAF-1.
L’origine di replicazione vera e propria non è molto diversa rispetto ai procarioti. Vi è
una regione ricca in AT e una o più sequenze consensus. La proteina ORC è in grado di
riconoscere il sito d’inizio (sequenza d’origine) e reclutare il replisoma. Si forma così la
bolla replicativa e la replicazione può avvenire. Vi sono tante bolle di replicazione
lungo il cromosoma che cominciano coordinate e, a volte, si fondo. Complessità del
replisoma, presenza del nucleosoma, numerosità delle bolle di replicazione sono le
principali differenze tra le replicazioni procariote ed eucariote.
TELOMERI
Porzioni terminali dei cromosomi. L’RNA primasi inserisce un pezzetto, DNA pol I
rimuove i filamenti di RNA e procede con la loro chiusura. C’è sempre un filamento che
fuoriesce in seguito a una replicazione, in fondo non si riesce a replicare l’ultimo
pezzetto. Ad ogni ciclo cellulare, il DNA di una cellula figlia è des
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