INTRODUZIONE
Etica sociale: l'etica ha a che fare con i criteri del giusto, del buono. Viceversa ci sono altri criteri, l'economia
ha a che fare con il criterio dell'utile e dell'efficienza. L'etica si domanda cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Il primo bene economico è la vita.
Di solito si pensa all'etica individuale (es. rubare non è etico), ora invece si stanno valutando sotto il profilo
morale le istituzioni che condizionano gli individui. L'oggetto dell'etica sociale è una riflessione morale sulle
istituzioni (es. impresa, mercato, proprietà privata).
Ci sono dei valori non negoziabili, ad esempio ci si può domandare se la maggioranza con cui opera il
parlamento può decidere su tutto.
Punto di partenza dell'etica, diverse concezioni
Il punto di partenza dell'etica sociale è la concezione di uomo, meglio dire uomo in società.
[Robinson Crusoe su un'isola deserta non ha problemi di etica sociale, nemmeno il furto. Potrebbe avere
problemi di etica individuale, come ad esempio la bestemmia].
[Un missionario va in Africa e nota la poligamia. Potrebbe proporre che anche le donne possano avere più
mariti, oppure sponsorizzare la monogamia. Questo è un problema di etica sociale].
[La proprietà privata in Italia è un principio universalmente recepito. La proprietà privata rende una persona
responsabile di un bene e lo rende libero di usarlo. In Africa invece c'è l'idea della terra in comune, la terra
viene lavorata in comune. In questo caso è un principio etico lo stesso].
Ci sono tre filoni di etica sociale:
• liberale: ci sono tante figure di liberalismo. In questo caso, per esasperare i concetti in modo da chiarirli e
contrapporli, si prende in considerazione il liberalismo estremo, inteso come individualismo. Questa è una
maniera di concepire l'uomo e l'uomo in società. Il punto di partenza originario è l'individuo. Si può notare
una certa fatica a giustificare poi la società, questo perché il punto di partenza è l'individuo. Per chi ha
questa posizione è difficile spiegare i propri doveri verso un altro. I doveri verso un'altra persona sono
doveri di reciproco interesse. Le relazioni nascono da una decisione reciproca, non costitutiva. In una
posizione così rigorosa non si può descrivere la società come una forma di fratellanza. [c'è anche una
forma di liberalismo cattolico].
• socialista: ci sono diverse forme di socialismo, si prende in considerazione il caso estremo. Si oppone al
filone precedente. Il principio generatore è il collettivo. In questo caso si fa fatica a giustificare il singolo. Si
fa fatica a giustificare la libertà del singolo perché tutto viene visto nella prospettiva del collettivo. In una
certa prospettiva socialista la libertà data al soggetto è vista come generatrice di ingiustizia.
[Cosa fa differenza tra Germania e Italia: nel '58 la cittadina termale di Bad Godessberg il partito socialista
tedesco ha deciso di abbandonare i dogmi del Marxismo, quando nei paesi latini invece erano forti i paesi
comunismi. L'abbandono dei dogmi del marxismo da parte di un paese socialista ha implicato la
scomparsa della lotta di classe. Significa che l'obiettivo del partito non era distruggere la proprietà privata
e arrivare alla rivolta. C'è una prospettiva di cooperazione e non di lotta. Le relazioni sindacali, in
Germania, hanno avuto un andamento meno conflittuale rispetto al resto dell'Europa. In Germania, nel
consiglio di amministrazione, siedono i rappresentanti dei lavoratori. Il capitale in Germania è nell'impresa,
non nella persona. Quando nel dopo guerra la CISL voleva portare in Italia la teoria della partecipazione
più che della lotta di classe, ha trovato contrari sia gli imprenditori che il sindacato comunista. Per il
sindacato questa concezione non andava bene perché toglieva forza alla lotta, per gli imprenditori non
andava bene perché vincolava le decisioni.].
• cristiano: il principio generatore è la persona. Persona non è sinonimo di individuo. Persona è un
soggetto in relazione, dove la relazione è costitutiva, non è successiva ad una decisione di interesse
reciproco.
[In stazione c'è chi chiede la carità. Per la prospettiva individualista non fa nessun torto. In realtà non è
vero perché egli riceve dalla società in quanto è andato a scuola non usando i suoi soldi. C'è il dovere di
concorrere al bene comune. Chi non paga le tasse manca di solidarietà, però manca di solidarietà anche
chi passa la vita a mendicare non lavorando. Questo perché la persona nella concezione cristiana è un
soggetto in relazione. Questa esemplificazione può spiegare anche il perché un individuo non ha il diritto
di drogarsi. Questo perché la decisione di drogarsi non riguarda solo l'individuo ma anche gli altri.
Ulteriore esempio sono gli studenti che stanno molti anni fuori corso, essi mancano di solidarietà alla
società perché non pagano tutto quello che ricevono. Interviene anche lo Stato con una percentuale. Lo
studente fuori corso riceve più di quanto sarebbe necessario].
D'ora in poi, quando si parlerà di etica sociale cristiana cattolica, si userà indifferentemente il termine di
"etica sociale cattolica" e quello di "dottrina sociale della chiesa". Dal punto di vista dei contenuti questi due
termini coincidono, però si differenziano del punto di vista di chi espone quei contenuti. Il termine dottrina fa
riferimento ad un'autorità che ha il potere di insegnare.
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[Papa Benedetto: se prima di diventare Papa scrive un libro sul lavoro quello sarà un libro di etica sociale
cattolica, la sua è una privata responsabilità. Se, una volta diventato Papa, inserisce il libro in un'enciclica
allora il libro diventa un libro di dottrina sociale della chiesa].
Compendio della dottrina sociale della chiesa
Sulle tematiche riguardanti la società la chiesa, che vive nel mondo, prende posizione. Si prende come
primo documento su questa materia l'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII. Non è vero che la dottrina
sociale della chiesa comincia con questo documento ma viene preso come convenzione. Da quel momento i
Papi hanno continuato ad esprimere il loro parere fino a Benedetto XVI con l'enciclica Caritas Veritates.
Leone XIII divenne Papa dopo Pio IX che ebbe un pontificato molto lungo, circa 32 anni. Muore dopo che ha
pregato per i suoi persecutori: Cavour e Vittorio Emanuele II. Dopo un pontificato così lungo i cardinali
cercavano un Papa di transizione, infatti Leone XIII aveva già 65 anni. In realtà visse fino a dopo i 90 anni.
Nel 2004 è stato scritto il Compendio della dottrina sociale della chiesa, che sintetizza ogni tematica
estrapolando i passi dalle varie encicliche.
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La preoccupazione etica è presente anche negli operatori dell'economia. L'economia si basa su degli
algoritmi matematici e prescinde dai sentimenti morali? C'è una discussione tra gli economisti riguardo il
fatto che l'economia sia una scienza esatta o una scienza umanistica. Contro l'etica non si può costruire
un'economia duratura. "Too big to fail" è un principio di irresponsabilità, che comprende considerazioni
etiche. La fiducia degli operatori è un'elemento importante per l'economia.
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La dottrina sociale nell'economia e nel dibattito pubblico
La dottrina sociale si occupa di una riflessione critica sulle istituzioni politiche ed economiche. Il principio
generatore è la persona. Questa dottrina arriva dal magistero della chiesa, quindi è valida solo per i cattolici?
Si ha un'economia cattolica che solo i cattolici potrebbero capire e per gli altri non è valida? Non è così.
Oggetto del magistero della chiesa sono anche l'economia e la politica, insieme ad altre questioni.
Le encicliche che hanno un contenuto sociale, da Papa Giovanni XXIII in poi, sono indirizzate a tutti gli
uomini di buona volontà e non solo ai fedeli, questo significa che l'argomento e il modo di argomentare può
essere compreso anche da chi non condivide la stessa fede. La dottrina sociale propone una buona società
che può essere compresa e attuata anche da chi non ha fede cristiana, sia per il tipo di problemi sia per la
maniera in cui vengono argomentati.
La prova è che, anche fuori dal recinto dei fedeli cattolici, ci sono uomini di cultura e di buona volontà che
comprendono e condividono questo insegnamento pur non avendo la fede.
[Giuliano Ferrara si definisce un "ateo devoto", pur non avendo la fede ha condiviso molte battaglie in
sincronia con i principi della dottrina sociale. Soprattutto riguardo la bioetica].
Hegel ha riconosciuto che il principio portante della persona è stato introdotto dal cristianesimo per spiegare
la trinità. La Bibbia non viene utilizzata come un testo di autorità quando si parla di argomenti attinenti la
società.
26-27-28-29 Enciclica di Benedetto XVI "Deus Caritas est"
L'enciclica tratta i temi della carità e dell'amore. Ai numeri 26-27-28-29 dice chi può utilizzare la dottrina
sociale e chi la può capire.
Carità-Giustizia 26-27
•
Che rapporto c'è tra la carità e la giustizia? Lo Stato, la società politica, di cosa si deve occupare? Qual è
l'obiettivo che deve raggiungere? L'obiettivo da raggiungere è la giustizia, questo come istituzioni. Il concetto
di giustizia è diverso se si parte dalla concezione individualista, o da quella collettivista o da quella
personalista. La giustizia, nel concetto di carità, ha la sua rilevanza. Il Papa accoglie una critica dal
Marxismo che, preoccupato per la giustizia (infatti considerava ogni disuguaglianza sinonimo di ingiustizia),
diceva che la carità diventa un pericolo per la giustizia. Secondo la chiesa la carità è sempre necessaria e
all'interno della carità si trova la giustizia.
[Se le ragazze erano sfruttate in fabbrica la chiesa creava un convitto dove si prendevano cura di loro. Però
la critica Marxista diceva che, invece che far scoppiare l'ingiustizia, la moderava. Ovvero la chiesa faceva
opere di carità senza combattere la battaglia, si rimediava all'ingiustizia con la carità, senza combattere la
battaglia e quindi senza eliminare le radici dell'ingiustizia].
Papa Benedetto rievoca questa critica che proviene dal Marxismo, la chiesa ritiene che la giustizia sia
doverosa.
[Nel catechismo di Pio X ci si chiedeva quali sono i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Si tratta
dell'omicidio volontario, del peccato impuro contro natura e frodare la giusta mercede all'operaio].
Dottrina sociale 28
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Si deve introdurre un'altra questione collegata. Quando la chiesa fa un pronunciamento di dottrina sociale ci
si deve chiedere qual è l'ampiezza dell'orizzonte religioso, questo perché viene criticato alla chiesa di
occuparsi di questioni che non la riguardano. L'orizzonte della dottrina sociale è tutto ciò che riguarda
l'uomo. L'obiezione alla dottrina sociale viene fatta sia da fuori che, a volte, anche dall'interno dei fedeli.
La chiesa non fa politica, un conto è avere una dottrina sociale e un conto è farla valere. Solo le forze
politiche la fanno valere. La dottrina sociale propone i suoi concetti e i politici possono decidere se attingere
da essa oppure meno. L'azione politica non spetta alla chiesa, anche se in passato non è sempre stato così.
C'è una frase che è ispiratrice di questa distinzione che a volte non è stata rispettata ma è sempre stata
nella coscienza del cristianesimo. La frase è questa: "C'è Cesare e c'è Dio", "date a Cesare quel che è di
Cesare e a Dio quel che è di Dio".
La chiesa non sarà mai un partito, non c'è nemmeno un partito di Cattolici delegato dalla chiesa. Avere una
dottrina sociale non significa che la chiesa ha la pretesa di fare politica o si ingerisce.
"Il giusto ordine della società e dello stato è compito della politica. Uno stato che non fosse retto secondo
giustizia si ridurrebbe ad una banda di ladri"(28). Dire che la politica non si confonde con la religione non
significa che non deve avere la giustizia come obiettivo e sottomettersi all'etica.
"Lo Stato non può imporre la religione, ma deve garantire la sua libertà e la pace per gli aderenti alle diverse
religioni. La chiesa, come espressione sociale del cristianesimo, ha la sua indipendenza e basa sulla fede la
sua forma comunitaria che lo Stato deve rispettare. Le due sfere sono distinte ma sempre in relazione
reciproca"(28). La chiesa e lo Stato si mescolano sempre. Si ha distinzione, ma non opposizione.
"La giustizia è lo scopo, e quindi anche la misura intrinseca, di ogni politica". Non si può fare una buona
società se si prescinde da sensibilità e valori etici. La politica non può essere neutrale nei confronti della
giustizia. Il senso della giustizia significa avere un certo distacco anche da se, nel senso che non si devono
analizzare le situazioni solo nel proprio interesse.
[Monsignor Guzzetti: "per la padrona di casa la serva mangia sempre troppo e la figlia mangia sempre
troppo poco". Questo testimonia che non è facile non vedere le cose nel proprio interesse].
"La sua origine e il suo scopo si trovano nella giustizia, e questo ha natura etica. Lo Stato si trova davanti
all'interrogativo: come realizzare la giustizia qui e ora?. Ma questa domanda presuppone un'altra domanda:
che cos'è la giustizia?"
Siccome la politica ha a che fare con la giustizia ci si chiede cosa sia la giustizia e come si fa ad individuarla.
In un giudizio si deve riuscire a prescindere da sé per essere giusti. Il discorso della giustizia è complicato e
molti problemi si risolvono solo se c'è una coscienza ben formata. Molti problemi nascono perché ciascuno
vede il proprio interesse e questo interesse diventa un diritto. La fede ha l'ambizione di aiutare la ragione a
purificarsi, ad essere il più obiettiva possibile.
"La fede è una forza purificatrice per la ragione", la fede non sostituisce la ragione nel far politica, la educa.
"Partendo dalla prospettiva di Dio la libera dai suoi accecamenti e le permette di essere maggiormente se
stessa"; quindi la fede è un aiuto non un sostituto. "È qui che si colloca la dottrina sociale cattolica", la
dottrina sociale non vuole conferire alla chiesa un potere sullo Stato, neppure vuole imporre a coloro che
non condividono la fede prospettive e modi di comportamento che appartengono a questa. Vuole
semplicemente contribuire alla purificazione della ragione e far si che ciò che è giusto possa essere
riconosciuto e poi relativizzato. Una ragione non è educata vede poco ed è anche debole nell'attuare.
La dottrina sociale della chiesa argomenta a partire dalla ragione e dal diritto naturale, cioè a partire da ciò
che è conforme alla natura di ogni essere umano. L'esperienza cristiana costituisce un orizzonte, ma poi
quando si argomenta lo si fa utilizzando gli argomenti della ragione.
"Sa che non è compito della chiesa far essa stessa valer politicamente questa dottrina, questo significa che
la costruzione di un giusto ordinamento statale in cui a ognuno viene dato ciò che gli spetta, è un compito
fondamentale che ogni generazione deve nuovamente apportare". Sono problemi che non sono risolti per
sempre e cambiano anche in base ai cambiamenti del mondo ed in base al contesto. "Trattandosi di un
compito politico, questo non può essere incarico immediato della chiesa", questa dottrina viene enunciata a
tutti. I fedeli dovrebbero esserne vincolati, per gli altri vale solo la bontà dell'argomento. Chi è d'accordo la
userà come base di un programma politico, ma questo va oltre il compito della dottrina della chiesa.
"La chiesa non può e non deve mettersi al posto dello stato", questa sembra un'affermazione ovvia ma in
altre culture no. Una legge religiosa viene fatta coincidere con la legge dello Stato, ma in Italia no.
La dottrina sociale è un'idea, una proposta di una buona società con buone istituzioni economiche e
politiche. Chi vuole fa sua questa proposta ed elabora dei programmi. Si possono unire delle persone con
origini culturali diverse e fedi diverse, ma che convengono con questa idea di società.
I cattolici, in quanto cittadini, si danno da fare nell'ambito della politica. Però non lo fanno in nome della
chiesa, lo fanno da cittadini. Se invece i cattolici fanno i genitori, allora educano i loro figli in nome della
chiesa, così concorrono alla costruzione della chiesa. Quando fanno politica lo fanno in nome della società e
così costruiscono la società. 3 di 61
Dalla stessa idea di società possono discendere diversi programmi politici. Non è detto che dalla stessa idea
di società venga lo stesso programma.
[Nel compendio ci si può riconoscere, poi si tratta di stabilire che tipo di politica fare. Qui interviene il
principio che interagisce con l'esperienza. Allora possono risultare dei programmi diversi. In tema di pace la
dottrina sociale della chiesa non presuppone la bellicosità. Però fin dove si deve contenere l'ingiustizia? Sul
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