Che materia stai cercando?

Etica sociale, appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di etica sociale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Riva dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, dell'Interfacoltà, del Corso di laurea in linguaggi dei media. Scarica il file in formato PDF

Esame di Etica sociale docente Prof. F. Riva

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

mai io sono capace di dirti una bella parola? Non necessariamente vengano da me, è

grazie a te che io le uso.

Quindi o parole che mi ritrovo o parole che proprio tu mi suggerisci. Anche la parola mi

propone stesso problema: parlare strumentale. Contrapposizione tra ciò che è stato detto

e dall'altra il dire. Alternativa di fondo, noi siamo sempre di fronte a questa alternativa, se

continuare a dire cose già dette . l'origine della parola è dire a qualcuno. La parola che

usiamo di più nel quotidiano è il saluto. La parola morta, detta è una parola che viene detta

a nessuno, mentre la parola viva il DIRE è diversa . la parola autentica non è quella che

butto addosso agli altri , non è quella che io parlo ma è quella con cui io rispondo agli altri.

Quando io saluto te, quando rispondo a te, quando capisci che è te che volevo salutare.

La parola quando passa dal detto al dire è un'esperienza di distrazione. Parlare come un

rispondere a qualcuno.

Ma c'è una prima parola? Levinas che recupera matrice biblica, la prima parola è quella

della risposta o comando o legge . la prima parola è "tu non ucciderai", si può uccidere

anche con le parole. È una parola di risposta , parola sono tutte quelle parole dette che

non fanno violenza.

Allora a che vale dire parlare visto che l'infinito non si lascia tematizzare, le cose belle

sono difficili da dire? Bisogna provare lo stesso, siamo costretti a parlare. Abbiamo

obbligo di dire quelle cose perché non siano morte. Noi abbiamo il compito di dire ma

anche disdire le cose dette male. Non è soltanto un dire e ridire, ma anche contestare,

dire meglio, dire perfezionando.

EROS non c'è scritto amore, ma eros. Eros è luogo dell'amore. Come si spiega che la

mano accarezza? Carezza non è toccare, come non è un dire cose, come non è leggere

cose. La carezza è ll'equivalente del parlare autentica, della lettura autentica. Ma siccome

è diverso dal toccare , è diversa dal toccare toccare è un toccare in un punto. La

carezza non cerca cose, tocca ma non sa quel che cerca. È un modo stranissimo con il

quale io riesco a dire te, che non sei una cosa. Riesco a dirti che non sei una cosa anche

se siamo in un attimo, perché può diventare un toccare violenza. La carezza non sa

quel che cerca , la carezza è un disordine fondamentale.è uno stare vicini alternativo.

lunedì 31 ottobre 2016

il perdono è difficile altrimenti non è perdono: perche lotta.

il perdono è invisibile. non deve essere interessato e contraccambiato.

le parole del perdono sono o mai o sempre.

parliamo del perdono con i numeri perche è difficle.

anche con i numeri è difficile perche i numeri sono ambivalenti.

sonja nonostante tutto ama il duplice omicida.

troppe guerre nel mondo-> male concreto.

numero 1 non c’entra niente. gli unici numeri del perdono sono 0 o 7, perche o si perdona

o non si perdona.

0 e 7 sono numeri del perdono, sono combinabili, anche i loro multipli.

ma lo zero è più forte.

dio che condanna il male, chi ucciderà caino subirà la vendetta 7 volte-> come si punisce

un omicida con la stessa pena? con la pena di morte. 7 vuol dire la vendetta. ma caino

anche se è un omicida non va messo a morte perche se no diventiamo anche noi omicida.

il male non si punisce con il male.

7 è sia vendetta che violenza.

quante volte devo perdonare mio fratello? 70 volte 7-> allora vuol dire fine della violenza->

il 7 è AMBIGUO, è UN SEMPRE, VALE PER TUTTO E PER IL CONTRARIO DI TUTTO.

LO ZERO è IL NUMERO CHIAVE DEL PERDONO-> il mio corpo è il punto zero, il mondo

per me esiste a partire dal mio corpo, dalla mia prospettiva. ognuno di noi coincide con il

punto zero che è il mio corpo. 9

HUSSERL-> NULLPUNKT, null è zero e a partire da qui si ha la chiave, è il numero

chiave. zero è prima dei numeri, è un numero che non è ancora un numero, assomiglia al

perdono. lo zero permette i numeri. cè anche un altro motivo-> quando si ha a che fare

con il perdono qualcosa è stato fatto, c’è gia una morte, una ferita, un tradimento.. allora

che cos’è il perdono? ricominciare? HOBBES e ARENDT secondo loro il perdono SERVE

PER CANCELLARE E RICOMINCIARE DA CAPO, il perdono è utile. se non

cancellassimo andremo avanti a vendicarci uno dell’altro. il perdono è utile, conviene

perdonare pe non continuare a vendicarci e a fare la guerra. allora se fosse utile il perdono

non sarebbe difficile, allora perdoniamo tutti.-> questa faccenda del perdono utile non ci

convince almeno come punto principale. inc questo modo si diventa complice del male

perche è utile.

lo zero è il punto zero di tutti i numeri. in quanti modi significa questo zero? un conto è dire

ch non è possibile perdonare e un altro è dire che non c’è proprio nulla da perdonare.

senza perdono: inesistente, il problema del perdono non c’è. zero vuol dire anche

annullare, o l’impossibile (non posso perdonarlo)-> è disperato. come faccio a violare la

violenza senza fare violenza?

in quanti modi può significare zero?

1 inesistente-> zero, non c’è materia, non esiste, non se ne parla. ex encomio di elena,

Gorgia, elena donna magnifica, sposa del re di sparta che tradisce e va a troia con paride

-> discussione sulla colpa di elena davanti al tribunale della polis, lei ha tradito la sua città.

ma allora perche elena è esente dalla sua colpa? lei non ha colpa e quindi zero perdono. s

elena non ha colpe non c’è bisogno di perdono-> zero come non c’è niente da perodnare,

il probelmadel perdono non si pone. RAGIONAMENTO: in fondo elena quando si è

innamorata di paride figlio del re di troia era stata presa da un raptus, si è invaghita, un

demone ha preso possesso di lei, quindi chi ha fatto il male non è la stessa persona di

elena, non era lei che faceva il male, era un’altra persona. lo zero non è rivolto al perdono

ma è proprio ZERO PERDONO, IL PERDONO NON C’è PERCHE A FARE IL MALE NON

ERA LEI. oppure perche c’è solo la violenza e dalla violenza non si può scappare, la

guerra (polemos) è padre di tutte le cose. in entrambi i casi (non c’è colpa oppure ce solo

la violenza) il perdono non esiste. non c’è neanche la coscienza del perdono.

2 una smentita, perdonare dimenticando tutto, o una giustizia senza perdono

(all’assassino-> pena di morte)

3 come azzerare: l’ingenuo del proverbio cinese che perdona tutto e dimentica tutto.

vuol dire conviene, ci serve per andare avanti.

perdonare senza reciproco, perche quando io ti perdono è grtis. non ci si può scambiare il

perdono perche il male è stato fatto. non si perdona per interessa affinché l’altro cambi->

prevale un calcolo e un interesse.

4 come impossibile: PERDONO IMPOSSIBILE lo dice qualcuno che sa di avere fatto un

male irreparabile e che quindi sa di non poter essere perdonato. -> caino “troppo grande è

la mia colpa per ottenere il perdono”: troppo grande per te che sei l’assassino o per tuo

fratello che non ti può perdonare? abele è morto e allora chi ha il diritto di perdonare

caino? al di fuori della persona a cui è stato fatto del male?

5 come possibilità 10

2/11/16

Eros, il mistero (riferimento capitolo 5)

I codici dell’eros sono i seguenti:

- sfuggenza

- non possesso

- alterità

L’eros è il più misterioso tra le esperienze che permettono la distrazione da sè, più della

parola, più della lettura. Parliamo qui non di amore, ma di eros.

Tutto il corpo è una carezza. Quotidianamente abbiamo a che fare con le mani e con la

bocca. Con la bocca parliamo, mangiamo… Ma come è possibile che da una mano o da

una bocca, la stessa che mangia e parla, nasca una carezza o un bacio?

L’unico modo per definire una carezza è dire cosa non è.

1. La carezza è diversa dal toccare, essa non sa quel che cerca. Questa è l’ambiguità di

eros. La carezza è autorizzata solo quando non sa cosa cerca. La carezza non sapendo

cosa cerca, non ha fine.

2. La carezza è diversa dal sapere. La carezza non è mettere in ordine le cose, prendere

le misure. L’eros non è ordine, è un disordine fondamentale. Non sono più io che tocco te,

ma sono io che voglio essere dove sei tu.

3. La carezza è diversa dal possesso, non è la mano che afferra. La carezza non riduce a

cosa. Eros diverte, gioca. Forse è per questo che è stato spesso rappresentato come un

bambino. Gioco per non vuol dire perdita di tempo, è un altro tempo.

4. Il tempo dell’amore è un tempo sempre a venire, sempre a riprendere.

Cosa mi dice Eros?

Eros è nel quotidiano, più del quotidiano stesso. È un’esperienza quotidiana come tutte le

altre, ma mi appartiene più di tutte le altre. È un rasserenamento fondamentale nei

confronti della nostra eroticità. Al tempo stesso c’è una responsabilità fondamentale per

l’altro che mi permette di avvicinarmi a lui. Eros sembra scontato, ma non lo è.

Eros ancora di più mi decentra. L’amore è l’io che si decentra da sé.

lunedì 7 novembre 2016

c’è anche uno zero positivo che interrompe

ESIODO

mette da una parte le interiora e dall’altra le ossa e le parti di scarto e le ricopre con il

grasso. gli dei scelgono di mangiare il grasso e quando si accorgono che sono ossa

bramano una vendetta allo stesso tempo bellissima e terribile: Pandora-> donna a cui gli

uomini non potranno mai resistere. e infonde una parola nel suo spirito: spirito di cagna.

umanità rovinata perche la donna ha scoperchiato il vaso e sono uscite tutte le malvagità

del mondo. 11

noi siamo travolti da un destino di violenza e di male e non abbiamo alternative. non esiste

perdono.

non ce neanche l’idea del perdono.

alternativa: uno zero come smentita-> noi parliamo di perdono ma dall’altra parte parliamo

anche di giustizia. che possibilità di rapporto c’è? se c’è il perdono non c’è la giustizia->

altro significato dello zero.

il perdono è privato, ma coma fa uno stato a comandare a tutti di perdonare? non si può

vietare ma non si può neanche comandare.

la colpa c’è ma allora lo zero che cosa riguarda? se c’è il perdono zero giustizia, se c’è

giustizia zero perdono.

io che diritto ho d perdonarti il male che hai fatto? il perdono per essere vero deve

condannare, quasi come la giustizia.

una bella storia dove un ss morente chiede ad un ebreo di perdonarlo per aver ucciso

moltissimi ebrei in una casa bruciante.

visenthal (cerca ss scappati) -> e chiede a diversi filosofi se sarebbero stati in grado di

perdonare questo delitto.

NICE, zarathustra-> cosa vuol dire fare giustizia? uccidere qualcuno perche ha ucciso una

persona?

la giustizia non guarda in faccia a nessuno, il perdono invece si.

altro simginificato dello zero-> PERDONO IMPOSSIBILE= MAI, 0 come impossibile.

chi dice impossibile? perche è impossibile? abele è morto chi è che deve perdonare

caino?

il perdono è morto nei campi della morte Jenkelevitch-> volti che sono tutti uno zero, morti

dopo auschwitz.

J dice: cosa vogliamo parlare id perdono dopo aver ucciso 6 milioni di ebrei?

il perdono è morto nella morta, nell’idea di distruggere fino a noi.

IL GIRASOLE: wiesanthal prima di diventare cacciatore di nazisti: siamo nel 1944 nel sud

della russia, lui era deportato in un campo di internamento insieme ad altri ebrei. ogni

giorno uscivano per lavorare (manodopera gratuita)-> e dio dov’era? dio è in vacanza.

un giorno in un ospedale: c’è un tedesco morente che vorrebbe parlare con un ebreo. io

ero cattolico ma poi la guerra uccide, wisenthal sta andando via ma il tedesco vuole morire

in pace ma W se ne va. per due o tre giorni è un po’ strano e alla fine comincia il dibattito e

si lascia andare raccontando tutto. ma che diritto avevi di perdonare al posto delle persone

che sono morte solo perche lui voleva morire in pace?

ma W non sa se ha fatto bene o male a non perdonarlo. non si da pace.

la mamma non si da pace e dice che lui era un bravo ragazzo cattolico che andava

all’oratorio. perdono in punto di morte è una menzogna, cosi al volo non si può perdonare.

W rivolge la domanda a diversi filosofi (lei al mio posto che cosa avrebbe fatto?): non tutti

rispondono allo stesso modo.

-Heschel: neppure dio perdona le colpe contro gli altri.

e Heschel dice che nessuno può perdonare un delitto che sia stato compiuto contro altri

uomini-> assurdo che un uomo possa perdonare le sofferenze di 6 milioni di ebrei. chi ha il

diritto di perdonare?

dio stesso può perdonare solo le colpe commesse contro di lui e non commesse contro gli

uomini. -> se davvero ognuno di noi potrebbe perdonare le colpe anche se non sono

contro di lui il perdono diventa una farsa.

-olocausto: male imperdonabile, impossibile.

-Wiesenthal: esce in silenzio e non da il perdono ma a distanza si chiede se ha fatto bene,

si interroga e interroga gli amici. 12

-Marcuse: se perdono vuol dire cancellare allora il crimine perpetua.

-Marcel: si diventa complici del male a perdonare cosi

-Primo Levi: egoismo che scarica le proprie colpe negli altri.

prima posizione: perdono sempre e comunque -> la legge del perdono è inderogabile.

ma se uno è pentito io sono in grado di perdonarlo? ma pentito quando? in punto di

morte? poi non è un assassino. si cerca di rispondere ad un atto di carità quasi

sovrumano. qualcuno chiama in causa la carità e qualcuno la misericordia. in fondo non

c’è un uomo innocente

altro estremo: non esiste una risposta mercoledì 9 novembre 2016

EROS, IL MISTERO

mi trovo spiazzato e il motivo di questo spiazzamento sei tu

CAREZZA

nel momento in cui tu tocchi altro sapendo quel che cerchi l’altro è ridotto all’oggetto, è a

violenza.

è grave disprezzare eros e banalizzarlo.

l’eros è più quotidiano del quotidiano stesso, mi abita più di me stesso.

eros mi annuncia che vivere non è dire IO è stare come stella doppia in cielo (herman

hesse)-> stare con gli altri

eros non sopporta che tutto sia cosi chiaro, diretto ed evidente.

eros è opacità intima, fuori dal riconoscimento

lo scopo di eros non è quella di diventare uno ma di completarsi.

non facciamo altro che lottare con eros ( o uno decide tutto, o altro è condizionato

dall’altro-> non è questo amore)

eros sta fuori, è come unione e differenza

il maschile e femminile non sono due determinazioni biologiche-> i generi attraversano

eros ma la differenza di genere attraversa qualcuno (levinas) altrimenti sarebbe

impossibile stare come stella doppia in cielo.

l’altro è gia li prima-> perche quando ti innamori ma come e finora dov’ero? ti sembra di

non vivere fino a quel momento.

non c’è amore senza sofferenza ma perche soffro di te.

FENOMENOLOGIA DI EROS

non è possesso, se vuoi tenerti vicino una persona non devi possederla-> esperienza di

uno spossessamento.

tema della differenza sessuale

affetti di eros-> se tutto fosse cosi banale. eros porta sempre con te un po di pudore.

EROS, IL FEMMINILE

eros non conosce fino in fondo quello che cerca.

eros è alterità, c’è qualcosa che sfugge.

eros è un’esperienza diafana-> pudore fisiologico all’amor, è il pudore ch ti dice che non

sei di fronte ad una cosa, che non puoiconoscere tutto, che ti fa aver paura.

l’amore è un gioco che ha sempre bisogno di ripetersi.

l’alterità è un mistero che mi viene annunciato e restituito dal corpo stesso.

NIETZSCHE-> IL FEMMINile: cosi parlò zarathustra

“discorso delle donnette vecchie e giovani”

cose volgari: in una donna tutto s olve con metterla incinta.

i ris

tutto nella donna è enigma e soluzioni non ne ha.

la donna è qualcosa che ancora non esiste-> dici che è un giocattolo e poi non esiste? 13

il femminile è l’annuncio di un’alterità che non è riducibile ad una differenza biolgoica->

unica garanzia e divieto alla violenza.

EROS IL FIGLIO

Il figlio è ancora più misterioso perché è sangue del mio sangue. viene da me eppure

anche il figlio che discende dai genitori non è i genitori. 14/11/2016

Il perdono si misura con uno zero. Zero come perdono che non esiste. Elena non ha fatto

niente. Socrate dice se uno sa non sbaglia: ma è vero che tutti gli errori che ho fatto era

perché non sapevo? Il problema del male è che spesso sappiamo esattamente che quello

è il male. Il perdono è morto nei campi della morte. È impossibile perdonare perché è

troppo grande la mia colpa . dal punto di vista del colpevole o vittima? Aveva diritto il

nazista morente di chiedere perdono per gli ebrei che aveva ucciso?

che cosa rimane? Forse c'è un altro significato dello zero.

"Il perdono serve a distruggere i gesti del passato" NELLA LORO IRREVERSIBILITA'.

Arendt. Lei fa un discorso che però un po’ copia da Hobbes . se volessimo ddare un altro

nome a questo zero, zero come distruggere. Ognuno di noi nella vita agisce e fa delle

scelte però nessuno di noi è perfetto, allora siamo imperfetti, pensiamo di fare scelta

giusta ma non lo è.

Quindi arendt ragiona in questo modo: il perdono serve per recuperare quello che è

andato a male, è utile per ricominciare. Premessa: bello del vivere è agire liberi. Agire

originale. Perdonare perché facciamo delle scelte ma siamo limitati. Il perdono è utile

perché se io mi guardo intorno dopo un po’ non ho più voglia di fare nulla, tante sono le

cose sbagliate che ho fatto. Scelte belle ma le cose non sono mai come speriamo. Il

perdono serve a distruggere i gesti del passato nella loro irreversibilità. Perché altrimenti

non faresti più niente. Per ridarti la voglia di essere uomini, quidni serve a quello.

Il perdono serve a distruggere: come posso distruggere? Vuol dire che il male non c'è? C'è

ma posso cancellarlo? Il male è fatto, posso distruggerlo? È un bel problema. Ogni tanto

è utile perdonare. Già la questione del distruggere non convince perché il male esiste. Ma

poi l'idea dell'utilità, ma se il perdono è utile non ha più niente di perdono. Non è più mai,

né più 7, né più 70 volte 7. Il perdono per essere possibile , non posso partire dall'utilità. Il

perdono NON serve. Se serve possiamo sostituirlo con qualsiasi altra cosa.

Se il perdono vuol dire cancellare tutto, te lo tieni nel cuore. Perdono e giustizia vicini,

perché giustizia non è condanna né deve essere disumana. Allo stesso modo perdono,

perdona ma non dimentica. Anche il perdono condanna. Tu non perdoni il male, ma la

persona. Il male è condannato. Se non lo è, il perdono non ha senso.

In arendt c'è qualcosa che non convince . il perdono serve per distruggere: Il perdono per

arendt è in bilico. Il perdono è agire originale, ma lei dice che è solo una reazione, non gli

concede dignità di una scelta. Però , anche se tutto sommato non è così imprevisto.

Motivo che non si risolve: serve per distruggere, è conveniente. Però non si capisce cosa

sia questo perdono, non ha dignità. Non è una scelta, alternativa. Non si risolve : da un

lato lo avvicina all'agire originale, dall'altro è soltanto una reazione. Ma forse c'è un altro

significato del perdono: zero impossibile distruggere, però allora perché metti zero nel

perdono possibile?

Tolstoj "come non si può asciugare l'acqua con l'acqua, non si può spegnere fuoco con

fuoco, così non si può struggere il male con il male."è un problema perché T ci fa venire

un'idea: io come faccio a distruggere il male senza fare male? 14

mercoledì 16 novembre 2016

EROS, IL FEMMINILE

il disprezzo di nice dove da una parte dice che è mistero dell'altra pretende di risolvere in

qualche modo.

EROS, IL FIGLIO

figura ancora più misteriosa.

in termini biologici tutto il nostro DNA è trasferito al figlio ma il figlio non è solo questo. ma

io cosa so di che cos’è un figlio?

il figlio non è un alter ego dei genitori, un altro dei genitori ma è radicalmente altro.

il figlio non è proprietà dei genitori e neanche possesso.

NICE-> IL FIGLIO

devi creare un corpo più nubile, un movimento originario, una ruota che gira da se (non un

cagnolino da tenere al guinzaglio, da comandare o ricattare) -> devi creare un creatore

( uno che pensa con la sua testa, che fa le sue scelte).

matrimonio: volontà dei due di creare quell’uno che è PIU’ dei due che l’hanno creato. ciò

che tu generi non sei tu, è altro , non è in tuo possesso.

misterp: è stesso sangue e stessa carne ma è un alterità

EROS, LA PETERNITA

un figlio è un io, una persona. la paternità non è un rinnovamento del padre nel figlio-> il

figlio è altro. il fatto di generare figli non si chiama paternità-> esistere pluralista.

paradossalmente tra paternità biologica e umana non c’è coincidenza.

= come con chi si diventa fratelli?

il segreto di eros è questo esistere pluralista

erso è dire e disdire, uscita dalla solitudine dell’essere, in esistere pluralista. levinas finito

di parlare di eros è come se tensione si sciogliesse e tira fuori la faccenda del sociale.

parlare dlle cose per come distrarsi( lettura, parola, come, eros) è il verso pensiero ed è la

vera etica-> di fronte all’altro so veramente cos’è responsabilità. nel distrarmi conosco

l’altro, conosco me e imparo a vivere veramente.

il sociale è-> LETTERA RUBATA perche c’è un breve racconto che significa la lettera

rubata di edgar allampaux-> non si trova la lettera ma poi era sotto gli occhi di tutti

-> il sociale è esattamente questo, quello che è sotto gli occhi ma che nessuno

vede. lunedì 21 novembre 2016

(abbiamo fatto blocco sul male, blocco sul perdono e ora tema del viaggio)

FILOSOFIA DEL VIAGGIO-> c’è il senso di tutto e ci aiuta a vedere bene la prima parte

- viaggio comunità, e racconto

- analisi contemporanea-> accoglienza denaro e insicurezza

- viaggio e unicità

- otto regole per viaggiare

- ulisse e Abramo

- il nuovo altro, geografie dell’umano

- viaggio e logos (non è da fare)

prima parte: viviamo in un mondo cosi globale ma che paradossalmente ti spinge dove

vuole lui e ti mette delle barriere.

8 regole per viaggiare: 8 regole ma in realtà è 7+1 e l’ultima è, mandare via tutte le regole,

non seguirle. 15

viviamo in un mondo dove il viaggio è ridotto a consumo, non vedo niente di piu. tutto

quello che ho comprato è quello che mi viene garantito. il consumo inoltre è uno dei motivi

per viaggiare, del viaggio. è solo dislocazione, è solo consumo. tutti con gli stessi telefoni,

computer, tutti sono uguali e parlano delle stesse cose.

il viaggio è tutto tranne che viaggiare.

Prima regola -> viaggiare è lasciarsi incontrare dall’altro.

non è cosa mi devo portare dietro io. viaggiando imparare, viaggiando conosco,

viaggiando cresco. accorgerti che ci sono degli altri. il discorso va rovesciato.

Buber disse: il viaggio è cominciare da se stessi ma non finire con se stessi, prendersi

come punto di partenza ma non come meta, conoscersi ma non preoccuparsi per se.

come faccio a dire che viaggiare fa bene? ma il punto è che il viaggio se c’è e quando ce

io ci sono un po di meno e forse mi metto anche in discussione.

quando si parte veramente? se comincio con me stesso e finisco con me stesso non ho

neanche cominciato il viaggio-> viaggiare e lasciarsi scuotere. viaggiare vuol dire

permettere al mondo di entrare dentro noi stessi e non conoscere il mondo.

dal viaggio non si comprende nulla senza il rapporto con l’altro da se.

ercole viaggia per tornare con la medaglia del vincitore.

ulisse-> non ha in mente viaggio, per lui è una sofferenza. è il riferimento continuo al

tornare a casa-> viaggio non voluto.

del viaggio non comprendi niente se non incontri l’altro-> il viaggio non è fatto a mia

immagine e somiglianza, non è li a mia disposizione. nel viaggio non si comprende niente

se non lasciamo il punto di partenza.

Blanchot: “infinito intrattenimento, scritti all’insensato gioco di scrivere” -> ci sono luoghi

che non sono luoghi e viaggi che non sono viaggi.

esodo e esilio: perche queste parole? hanno la stessa radice della parola esistenza che

dice FUORI, è la radice della vita, tutte immagini di viaggio, la vita è un viaggio devi pero

partire sul serio e trovarti in un momento di rottura, di crisi!-> se non rischi non vivi, se non

scegli non vivi.

il contrario del viaggio è assimilare tutto quanto a se stessi.

IL GIOCO DELLE METAFORE : le parole del viaggio valgono per la vita, per la

democrazia. il viaggio ti mette di fronte ad una domanda, sei partita o no? cioè la tua vita è

iniziata o no? tutte le parole del viaggio ti dicono che viaggiare non è assimilare->

ESODO, ESILIO, LASCIARE, STAR FUORI, NAUFRAGIO, CAMMINO -> viaggio e vita

la democrazia inizia quando capisci che siamo più di uno.

Seconda regola: di fronte all’altro, nella meraviglia, nell’infinito, nella crisi, sta la

vera partenza di un viaggio

tanti viaggi non sono viaggi, sono viaggi che fisicamente si fanno, ma non sono viaggi. il

viaggio invece rivoluziona, destabilizza. ma tutto questo è possibile di fronte all’altro. nella

meraviglia, nell’infinito, nella crisi sta la vera partenza di un viaggio. se mancano questi

elementi non c’è viaggio, qualcosa deve succedere.

la vita è rischiare è paura, è esodo, esistenza.

l’infinito è chiaro, non è prendere se stessi per meta, è apertura. il non ritorno al punto di

partenza.

la parola meraviglia è anche la parola della filosofia perche l’uomo comincia a pensare

davanti alla meraviglia, alla crisi e all’infiito-> ecco la vera partenza del viaggio.

meraviglia e fascino-> ci si sente affascinati nell’andare e più si va più si ha meraviglia.

ci affascina sempre qualcosa che ci affascina, che ci meraviglia. senza meraviglia non c’è

viaggio. 16

ma la meraviglia può essere equivoca, perche un conto è il meraviglioso dove si trova il

senso dell’altro e un conto è l’esotico dove ci sono solo io.

la meraviglia mi porta all’altro mentre l’esotico mi riporta su me stesso, rimango io al

centro.

quale’è l’inizio del viaggio? la meraviglia di fronte all’altro.

tutti viaggiamo, ma spesso non viaggiamo mai. inizio del viaggio non coincide con il

movimento. l’inizio del viaggio è quando capita qualcosa-> è una rottura, è l’incontro

dell’alterità. l’inizio ce’è solo quando c’è l’altro in quanto altro, quando c’qualcosa di

irriducibile a me e misteriosamente mi attrae.

nella meraviglia (senso dell’altro) inizia la parola, il dialogo.

DE MAISTRE: “viaggio intorno alla mia camere”-> il viaggio è possibile anche sotto casa

non ha a che fare solo con cose in grande.

MARCO POLO: classico del viaggio in Cina, parla dell’oriente, del suo oriente.

marco polo in questo viaggio vede cose meravigliose e quasi infinite : paesi e città (come

italo calvino nelle “citta invisibili”: città che non sono mai come sembrano) ma soprattuto le

persone e i loro dialoghi, il parlare con le persone. persone e meraviglia si intrecciano nel

viaggio.

crisi: devo andare in crisi per distaccarsi da se. il viaggio deve cambiare.

la crisi ci permette di mettere in forma logica e narrativa il viaggio.

devo tornare diverso-> distacco da se, crisi.

se non mi distacco da me stesso non capisci che il mondo finge di essere in ordine ma

non lo è e che non è tutto nelle tue mani. il mondo è ordine quando discutiamo l’ordine.

il viaggio ha la stessa struttura del racconto che prevede queste tre situazioni:

1 situazione iniziale

2 situazione intermedia (crisi)

3 situazione finale

il racconto c’è soltanto se c’è la situazione intermedia, non importa se c’è la fine. la cosa

certa è che se non c’è una crisi non comincia un racconto, non ho niente da raccontare,

non comincio un viaggio.

non c’è viaggio senza meraviglia, senza infinito e senza crisi.

terza regola: viaggiare è stare in viaggio

non importa se finisce, ne se si arriva, ma lo stare in viaggio che è avere coraggio-> on the

road.

viaggio circolare è di ulisse -> inizia da un punto e finisce ritornando allo stesso giorno.

viaggiare è stare in viaggio e il viaggio finisce stando in viaggio.

viaggio lineare è di abramo -> 23/11/2016

Il sociale non lo vediamo perché è lì, c'è sempre. Non capito. È un partecipare , come un

dire autentico. L'infinito, la trascendenza, dio, accade nel quotidiano. Il luogo dove appare

l'infinito è qui, in questo senso ha senso nominare dio, a parte che dio non ti rinchiuda

nella solitudine.

Io parlo perché tu sei davanti a me, l'origine della parola è il tu a cui io rivolgo la parola. Il

sociale : uno / molti, le parole con cui noi parliamo di noi sono le stesse dell'etica e della

filosofia. Noi anche il problema di capire qual è la vera unità, se l'origine è plurale ( padre è

esistere pluralista ) ma allora qual è la vera unit? Habermas dice il famoso motto tutti per

uno, uno per tutti, era scritto nelle colonie tedeschi per gli svastici. Siamo plurali. Filosofia

17


PAGINE

22

PESO

186.07 KB

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia96gallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Riva Franco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in linguaggi dei media (facoltà di lettere e filosofia e di sociologia) (milano)

Riassunto esame Questioni di Teologia Speculativa e Dogmatica, prof. Maggioni, libro consigliato Un Tesoro in Vasi di Coccio, Maggioni
Appunto
Lezioni di Storia e comunicazione del tempo presente semestre 2
Appunto
Lezioni di Storia e comunicazione del tempo presente semestre 1
Appunto
Retorica 2 semestre
Appunto