Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nel teatro medievale, venuto meno il teatro antico, sia dal punto di vista delle presentazioni sia

dell'uso dello spazio delle rappresentazioni teatrali, di cui si è disperso il valore e l'interesse di

questi spazi, ci si è trovati davanti a due fenomeni: quello professionistico è quello dilettantesco.

Quello professionistico è formato dai giullari, con competenze legate all'intrattenimento e al

piacere. Questi attori lavorano in piccoli gruppi o soli, lavorano ferialmente, operano dove trovano

uno spazio per l'esibizione e dove c'è un possibile pubblico, sono loro che cercano pubblico e non

il contrario. Questi attori sono invisi e malvisti sia dalle municipalità sia dalla chiesa ma che,

nonostante i numerosi tentativi di arginare un'attività che si considerava una dispersione di energie

positive e una corruzione di pensieri dell'anima, continuano ad operare e operano in torno al basso

medioevo nelle corti. La loro è una competenza legata alla capacità di rappresentare attraverso le

abilità del corpo e della voce.

Il teatro dilettante invece è formato da un nucleo originante dall'esperienza drammatica all'interno

della liturgia cristiana, che nasce e si forma dentro le comunità benedettine in assenza di fedeli, è

un nucleo fortemente legato alla liturgia, temi e soggetti di tipo religioso che pescano dal nuovo e

vecchio testamento. Accanto a queste realtà si nota uno sviluppo spaziale all'interno della chiesa,

nel quale si articola una azione drammatica più complessa di segno fortemente simbolico,

rappresentato da quelli definiti luoghi deputati ovvero luoghi distinti e disposti in maniera

paratattica (svolgimento lineare dell'azione) queste stesse caratteristiche si mantengono in azioni

teatrali ulteriori e posteriori anche al di fuori delle chiese dove però abbiamo individuato un

passaggio cruciale, il rilevamento dei documenti di quei momenti. Queste rappresentazioni

diventano pubbliche destinate alla popolazione, in primo luogo dai fedeli che diventano spettatori,

che fanno di queste un tipo di istruzione.

Si allarga molto anche il panorama dei soggetti, gli interpreti di questo tipo di teatro non sono più

clerici ma sono laici, fanno parte della comunità civile che in occasione di questi eventi si prestano

per recitare. Questi eventi non avvengono tutto l'anno ma in giorni ben specifici, in date religiose.

Queste presentazioni sono uniche, non venivano replicate. Qui si nota un grande impegno e

investimento di competenze per qualcosa che si rivela e configura come una cosa molto effimera.

Dal punto di vista della periodizzazione non si può considerare il 15 sec. Come la conclusione del

Medioevo in tutta Europa ma si ha una sfrangiatura dei tempi.

L'Italia per esempio non ha testimonianza altamente significativa di teatro di tipo medievale nella

stessa consistenza di altri paesi, ci sono attivitá analoghe soprattutto nel Piemontese e in altre

zone. C'è però nella tradizione italiana una svolta di tipo intellettuale che si configura come una

vera e propria svolta soprattutto perché getta le fondamenta per una nuova concezione del teatro

che recupera i canoni antichi e che diventerà modello di tutto il teatro europeo a venire. Si ha un

recupero di qualcosa che era andato completamente disperso, cioè i testi drammatici degli autori

classici. Questi documenti erano stati trascritti, altri documenti derivano dall'area greca: si tratta

della drammaturgia antica.

Da questo punto di vista si comincia a ragionare sulla possibilità di realizzare grandi edifici,

imponenti e significativi in ambito urbano che rappresentino la civiltà nuova. Questi edifici devono

essere i teatri, concepiti ancora una volta sul modello antico.

Bisogna avere una invenzione scientifica, perfettamente moderna della prospettiva rinascimentale.

Questa si sviluppa e si interseca e si sovrappone nell'ambito delle arti figurative (scultura) e nel

teatro. Questo perchè sia in ambito pittorico che scultorico si ha la stessa esigenza.

Si hanno testi drammaturgici, commedie antiche, la riflessione teorica sul teatro antico, si ha anche

un lavoro archeologico nel rilevare i reperti antichi (statue, dipinti, ecc.) e c'è in fine un laboratorio

scientifico che in ambito pittorico e teatrale che lavora in ambito teatrale che è appunto lo studio

della prospettiva.

L'Italia in quest'epoca non è un Paese unito politicamente e amministrativamente parlando infatti è

formato da stati, diretti dai signori facenti parti delle corti. Le corti sono una struttura di tipo

fortemente gerarchico alla quale al centro c'è il principe e la sua famiglia, c'è un principio dinastico

che consente il susseguirsi della corte, simile alla monarchia, è un sistema che gode un insieme di

competenze al loro interno: diplomatiche, economiche.

All'interno delle corti italiane si verifica un sistema cerimoniale rituale che ha grande importanza in

teatro: la festa. È il principe che vuole che si compia una attività festiva, queste attività venivano

progettate e realizzate da degli specialisti di vario tipo, quasi sempre degli artisti di professione

(pittori, scultori, architetti) ma anche artisti non di professione (letterati, come ad esempio Ludovico

Ariosto nella corte di Ferrara). La festa è una manifestazione pubblica che prevede in primo luogo

una netta separazione fra il popolo e con ciò le persone che si mettono in scena pubblicamente. Le

feste, a differenza da prima, celebrano eventi che riguardano la corte e il principe in particolare

(nascite, morti, arrivo di un principe amico, una pace, una vittoria, ecc.) e non più ad un calendario

fisso liturgico. Si hanno una serie di tempi forti dell'anno che hanno molte feste durante quel

periodo, esempio il periodo di carnevale, viene festeggiato molto nelle corti. Ciò che si celebra non

ha la partecipazione del popolo attiva e fattiva, ma vede il popolo solo in veste di spettatori passivi,

spettatori della magnificenza del principe. Il tratto fondamentale della festa ė il fasto, la sontuosità

e il potere. Queste feste sono il laboratorio del nuovo tratto perché all'interno della corte si formano

questi laboratori di esperienza . Il teatro all'interno delle iniziative festive è solo un segmento, non è

tutto, ma non è nemmeno separato dalla festa.

La poetica di Aristotele: è un riferimento per la comprensione della tragedia antica. Nella poetica di

Aristotele, gli umanisti individuano degli elementi che diventano importantissimi per l'invenzione

del teatro moderno, che però non sono realmente all'interno nella poetica di Aristotele. Un esempio

le tre unità aristoteliche: tempo, spazio e luogo. Spazio: l'azione deve essere eseguita in un solo

spazio, come è unitaria nel tempo: l'azione deve essere eseguita in un tempo massimo di 24h,

spazio-luogo: bisogna avere solo una trama, non ci devono essere trame parallele.

Diventa canonica la divisione in 5 atti, si introduce ai fini dell'unità di luogo uno spazio di

riferimento che è la città.

Vennero ritrovate e rielaborate le tele di Plauto e Terenzio, ma mettendo in scena ci furono delle

modifiche, si tradusse in lingua popolare e volgare, si aggiunsero 5 atti, vennero inseriti quattro

intermezzi completamente estranei alla trama, ed è un vero e proprio intrattenimento degli

spettatori.

Il giovane Ariosto, figlio di un funzionario della corte, assiste a queste rielaborazioni. Nel 1492 lo

stesso Ariosto è membro di una compagnia di attori di corte che realizza delle realizzazione

teatrali. Al centro delle commedie di Ludovico Ariosto c'è la città.

La cassaria: non viene allestita in un teatro ma in una sala del palazzo.

Le commedie terenziane sono basate dai tentativi di punto di vista prospettico.

Il 1945 ha inizio il concilio di trento 09/12/14

RINASCIMENTO

Nel rinascimento si torna alla realizzazione dei testi scritti, che però non erano destinati a durare.

Teoria di dramma moderno con la realizzazione dei testi antichi, che diventa un canone fisso,

immobile, veniva tramandato.

I dilettanti erano coloro che avevano in mano il sistema della cultura, come ad esempio i filosofi,

uomini di corte, ecc.

Nell'Europa, i paesi che più hanno elaborato testi scritti durevoli e duraturi furono la Spagna,

Inghilterra e la Francia, questi testi costituiscono il più grande patrimonio testuale.

Il più macroscopico teatro del tempo è il teatro inglese che va contro l'avvento politico dei puritani

guidato da Oliver Cromwell. Con la restaurazione si inizia a costruire i teatri, ad usare il sistema

prospettico, ecc. In Inghilterra sussiste nel 500 una pratica teatrale legata a dei luoghi teatrali,

adibiti temporaneamente a teatro.

Nel 1576 viene costruito il primo teatro, il primo edificio permanente a Londra destinato

unicamente alle rappresentazioni teatrali.

In Inghilterra ci si trova in una non ricezione e accettazione del modello di teatro all'italiana. Questo

perché non c'è interesse a recepire questo tipo di introduzione. Tutti gli stati europei si

lamentavano che l'Inghilterra non introducesse il teatro all'italiana.

In Spagna ci troviamo in una modalità propria nel l'assetto della modalità teatrale. C'è una fioritura

di testi drammatici, di molti drammaturghi come calderon, lope e tirso, ... Questi drammaturghi

lavorano fra il 500 e il 600, creano dei repertori immensi concepiti per essere allestiti. In Spagna

come in Inghilterra e diversamente dall'Italia, questi autori scrivono testi di genere molto diversi tra

loro che non rispettano la tripartizione della tragedia, commedia e satira.

Queste opere e questa stagione del teatro spagnolo si qualifica anche per l'affermazione coeva di

Madrid capitale, e la corte di Madrid alimenta molto l'attività teatrale e si va a insediare quello che

si suol dire "El siglo de oro" perchè c'è una fioritura di tutte le arti e il consolidamento della capitale

spagnola. Si verifica anche la composizione drammatica denominata auto sacramental, si fa

riferimento al sacramento dell'eucarestia. Gli autos sacramentales erano dei misteri formati da un

atto unico in versi, dotato di parti musicali che progressivamente nel tempo si svincola dalle

originarie tematiche religiose per andarsi a definire con delle grandi allegorie della vita. Di calderon

è celebre l'auto sacramental "la vita è sogno" diretto in due forme, ad alta caricatura simbolica.

I temi agiografici vanno a definire in Spagna un genere teatrale a parte: comedia de santos, che

era una espressione felice, come la commedia. Sono delle vicende costruite secondo il modello

della perfezione cristiana, sono delle rappresentazioni che comportano un sistema sia costumistico

sia scenografico importante, molto consistente dove il costume stesso diventa il segno di una

trasformazione dalla vita profana alla vita religiosa.

Anche in ambito spagnolo le tre unità aristoteliche non vengono accolte o comunque non si

sfruttano per arrivare al prodotto drammaturgico.

Il palcoscenico dispone solitamente di tre disponibili aree: area di proscenio, vicino agli spettatori,

un'area posteriore al proscenio chiusa che rivela luoghi di azione ulteriori e una parte superiore

che permette di stabilire le condizioni simboliche fra l'altro e il basso, fra dio e il cielo e il

movimento di ascensione del santo.

C'è un considerevole uso di macchinari scenici.

Autosacramental ha una impostazione post medievale, si rappresentava su dei carri mobili ovvero

un carro trasportato lungo le strade quindi a sua volta il pubblico si muove liberamente e implica la

libertà di azione da parte dello spettatore. Questi carri sono generalmente tripartiti in piattaforme

anche su piattaforme diverse dove si possono svolgere fino a otto fuochi d'azione.

Teatri all'italiana non ci sono, ma a corte ci sono delle sale quadrangolari di cui una porzione è

destinata alla scena; questo discorso vale anche per la Francia.

In Spagna ci si trova in una tipologia propriamente spagnola del sistema urbanistico, il "corral"

ovvero il cortile.

Anche in Francia ci si trova difronte a una centralizzazione della attività teatrale più importante su

Parigi, la capitale del regno e del fulcro delle attività teatrali di maggior cimento. In franca sussiste

nel corso del 500 una situazione sfaccettata: un permanere di pratiche teatrali di tipo professionali

che vedono la forte affermazione della farsa (etimologia incerta tipica francese) e vedono

L'impegno professionale di molte persone, che rispetto ad altre forme di comicità ha un forte

collegamento con la realtà. Si formano una serie di associazioni nelle quali il teatro ha uno spazio

rilevante dal punto di vista ricreativo dell'intrattenimento e sono delle associazioni che realizzano

forme teatrali di derivazione medievale: miracoli, misteri.

Ci sono poi studenti universitari che mettono nella loro attività anche le forme di commedia e

ispirazione umanistica italiana.

Viene inserita l'oratoria nel teatro e col tempo divenne quasi imperante.

Ci si trova davanti ad una istituzione che ha sede a Parigi che prende il nome di "hotel de

bourgogne" che deteneva una sorta di monopolio dello spettacolo nella metà del 500. È solo dopo

il venire a meno di questa associazione che si aprono una serie di spazi teatrali (non di possono

chiamare teatri per non confonderli con i teatri all'italiana), quelli che comunemente venivano

chiamati jeux de paume. Questi spazi, rettangolari, hanno i vantaggi di uno spazio chiuso, quindi

sono spazi che possono essere opportunamente impiegati negli orari della sera. Il pubblico si

colloca in piedi davanti al palcoscenico e li si realizzano azioni drammatiche di varia entità.

Con la distribuzione delle maggiori compagnie all'interno dei jeux de pomee e nella corte in

Francia inizia una forte competizione fra le diverse compagnie di attori che si collocano più o meno

stabilmente all'interno di uno spazio e i rispettivi autori drammatici che scrivevano per una

compagina.

Nel 1634 uno dei jeux de paume, viene riadattato come un teatro fisso all'Italiana e prende il nome

teatrè dux Marê questa iniziativa ha una precisa volontà di risollevare le sorti del teatro francese.

Si ha una maggiore frontalità e scenografie di segno prospettico che però non erano ancora

collegate alle tre unità artistotrliche. Si crea un'accademia francese, e gli accademici decidono

delle norme che devono governare le scene: sono norme linguistiche e espressive. La lingua viene

riformata e qui il francese acquista una sua precisa configurazione che lo farà passare al Francese

classico, che tollera un numero di vocaboli limitato. Inoltre la lingua ha una considerevole

limitazione di accostamenti fra aggettivi, nomi e sostantivi. C'è una supremazia assoluta del

linguaggio che proviene dal linguaggio della corte. Nella lingua francese quello che domina è la

metafora di ispirazione preziosa. Si crea un verso alessandrino, che è formato da un verso formato

da 12 sillabe, c'è una rima esterna e una rima interna. Ci si ritrova inoltre in senso teatrale stretto a

una rigorosissima applicazione delle tre unità. Vengono introdotte nel bonton regole

comportamentali non scritte, ad esempio non si possono rappresentare omicidi, adulteri e

faccende sconvenienti.

Queste regole determinano una serie di stili di recitazione diversi, e ci propongono in Francia tre

diversi e famosi drammaturghi: corneile, MOLIERE,

CORNEILE:

Non risponde a tutte le norme imposte, e in un suo famosissimo testo introduce delle doppie

azioni, ma soprattutto non rispetta le tre unità. Questo scatena delle discussioni pubbliche che

resterà celebre per la querelle de cid.

MOLIERE:

Moliere era un pessimo attore tragico, per questo si allontanò dal centro di Parigi, trasferendosi in

periferia finché non capì la sua vocazione. Moliere nei suoi primi anni riscosse un particolare

insuccesso. Va a recitare poi a palazzo reale con la sua troupe. MOLIERE stabilisce un rapporto

importante con luigi XIV.

Gli attori erano quasi mal visti perché sono così distanti da ciò che caratterizza il legame fra un

individuo e la società che non venivano mai sepolti in terra consacrata e venivano gettato nelle

fosse comuni, moliere però fu un caso a parte grazie ad un'autorizzazione speciale del vescovo.

Alla fine della vicenda molieriana vi è la fusione fra troupe di moliere e di racine, con il nome di

comedì frances. Questa compagnia ha dei soci cooperativi, i pansionere che sono attori

stipendiati. Gli spettacoli venivano fatti regolarmente e non come prima che erano solamente per

alcuni eventi importanti.

LA COMMEDIA DELL'ARTE:


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

9

PESO

76.22 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea Triennale in Scienze della Comunicazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filipix95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di teatro e spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Majorana Bernadette.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fondamenti di teatro e spettacolo

Storia del teatro
Appunto
Riassunto esame Storia della lingua italiana, prof Venier, libro consigliato Manuale di linguistica italiana
Appunto
Riassunto esame della Storia della radio e della televisione, prof. Villani, libro consigliato Breve storia della radio e della televisione italiana
Appunto
Storia della Radio e della Televisione
Appunto