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Teatro 1° Lezione

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3 Aspetti della storia del teatro: Luogo Scenico, Drammaturgia (testi, autori, messa in scena),

• Generi di Spettacolo.

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TEATRO: macrogenere (spettacolo di prosa, danza, circo, melodramma, opera, mimo, tragedia,

commedia…). Noi ci occuperemo del Teatro di Regia.

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ETA’ MODERNA

1500: Il teatro come professione (Attoriale) con la Fraternal Compagnia : la commedia

• dell’arte —> ciò che viene pagato diventa professionistico.

1600: Il gran secolo di Francia, Spagna ed Inghilterra —> Shakespeare, Molière, Calderòn De

• La Barca.

1700: Carlo Goldoni e la Riforma del Teatro

• 1800: La nascita del Dramma Borghese e la nascita della Regia in Europa

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IL TEATRO CONTEMPORANEO

La grande drammaturgia contemporanea

• Teatro di regia in Italia

• Teatro di sperimentazione

! 2° Lezione

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I PRINCIPI DELLA TEATRALITA’

Cos’è il teatro? E’ stato un genere di comunicazione per quasi 2000 anni, dall’antica Grecia fino

• a metà ‘800.

- Il teatro oggi entra nella vita di moltissimi, non sempre per volontà o aspirazione

professionale, ma non è più un mass media.

!! Il teatro è un genere letterario? No —> si compone di vari elementi, tra cui il testo

drammaturgico, il drammaturgo, ma non è solo Testo Drammaturgico, perché il teatro non

necessariamente ha come base un testo/genere letterario scritto.

—> La specificità del TEATRO sta in una RELAZIONE: tra ATTORE e SPETTATORE che si

compie attraverso una PRATICA SCENICA nel momento in cui accade e non è ripetibile.

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! Si compie su un palco ed ha una serie di codici

! Al teatro si può togliere tutto tranne attore e spettatore.

• Lo spettacolo teatrale non è mai uguale, perché anche lo stesso spettacolo non viene mai

• presentato in maniera identica perché è in diretta ed è fatto da esseri umani (a differenza di

film, musica ecc.). Vi sono quindi continue modifiche dell’attore ma anche del tipo di pubblico

(più o meno interessato ecc.) che influenza gli attori.

Il teatro è fatto da molti codici:

TESTO: verbale o non verbale. Anche senza testo verbale la drammaturgia permane. Noi ci

occuperemo del Teatro di Regia che mette al centro del proprio interesse il testo drammaturgico.

ARTE CINETICO/VISIVA: perché ha componenti visive forti come scenografia (che può essere

anche solo un palco vuoto), e illuministica (che è un’arte). E’ un’arte cinetica perché è fatta dal

movimento di esseri umani.

MUSICHE E COSTUMI

Tutti questi codici lavorano insieme per formare il prodotto finale: Il teatro.

La nostra quotidianità è fatta di teatralità costante. Il teatro è ovunque, perché?

• Gli spettacolo non sono tangibili perché difficilmente ripetuti negli anni.

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Barbara Somma

Teatro

Replica: è lo stesso spettacolo che vive un giorno dopo l’altro con un pubblico diverso

Ripresa: lo spettacolo storico di un determinato anno, in una versione nuova rivisitata, ripresa

dallo stesso regista o i suoi postumi.

La ripresa, rispetto alla replica, è uno spettacolo riconfezionato con elementi fondamentali mutati

(attori, parte del testo, scenografia ecc.) . Ciò che rimane invariato negli anni, è l’interpretazione

registica. Anche quando il regista muore, rimane la stessa.

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GENERI TEATRALI

Cos’è un genere teatrale? (Danza, mimo, cabaret, tragico)

Noi ci occuperemo di Teatro di prosa. Il teatro è un macro-genere, e non deve essere

necessariamente identificato con un Edificio Teatrale.

Tra attore e spettatore la relazione non è mediata come nella Tv, Radio, Musica (tranne i

• concerti, che sono anch’essi teatro), non vi è diaframma.

Quali sono invece gli elementi uguali di uno spettacolo? Gli elementi statici, ovvero luci,

• scenografie e costumi.

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!! Il teatro è un’arte assolutamente simultanea. E’ l’unica forma d’arte contemporaneamente

simultanea e non mediata (La tv può essere simultanea ma rimane mediata).

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SOSPENSIONE VOLONTARIA DELL’INCREDULITA’

Lo spettatore, decide di credere a quello che sta vedendo, perché altrimenti non si

emozionerebbe. La sua è una forma di credulità volontaria, perché da un altro lato, non crede a

ciò che vede, nel senso che è consapevole della finzione in corso (altrimenti per es. interverrebbe

se c’è un omicidio). E’ un doppio binario del nostro cervello che si attiva quando guardiamo uno

spettacolo.

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IL RUOLO DEL PUBBLICO

E’ un ruolo fondamentale nello spettacolo teatrale:

Funzione di stimolo: nella platea stessa, lo spettatore trova conferma delle proprie reazioni

✴ negli altri spettatori.

Integrazione: ho una relazione con il mio intervenire o meno, con il palcoscenico (incoraggio,

✴ fischio ecc.) e per questo condiziono la performance dell’attore.

! 3° Lezione

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TEATRO DI REGIA

E’ una forma di spettacolo teatrale che vede il regista come autore di uno spettacolo fondato su

un testo drammaturgico, interpretato dal regista mediante una sua personale chiave di lettura,

usando una serie di codici: scenografia, luci, costumi, recitazione, musica…

Primi del ‘900: Regista e drammaturgo erano la stessa persona (es. Pirandello)

• Oggi: il regista è l’autore dello spettacolo mentre il drammaturgo è l’autore dei testi

Il regista è responsabile dell’omogeneità dei codici, che devono essere armonici. I collaboratori

fanno riferimento al regista da metà ‘800 quando nasce il Teatro di Regia.

Prima del Teatro di Regia, vi era il Teatro Amatoriale del grande interprete:

semplice trasposizione del teatro sul palcoscenico con gli elementi di cui una singola compagnia

ed i suoi attori disponevano, senza alcuna chiave interpretativa. (es. Eleonora Duse).

Il Teatro Amatoriale, era del tutto incentrato sull’attore, che comandava incontrastato anche

• sulla scelta degli interpreti minore, in funzione auto celebrativa.

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ITALIA 2

Barbara Somma

Teatro

Regia = coordinamento artistico, e a teatro o cinema, anche chiave interpretativa. La regia può

declinare in 1000 modi lo stesso testo. Se nel tempo un testo riesce ancora ad

appassionare, è merito della regia.

1934 # Bruno Migliorini scrive “regista” dal francese “Regisseur”, ovvero colui che regge le sorti

dello spettacolo. Questa figura nasce già a metà ‘800 in Italia ma si diffonde solo più

tardi; il ritardo è dovuto alla tradizione dei grandi attori, i più grandi della storia

(tradizione attoriale fortissima dal 1550: Tacconi, Duse, Ristori), che impediva ad un

autore di spettacolo di prevalere sul valore dell’attore, con una grande rivalità tutt’ora

comune tra queste due figure.

Non c’era un regista, ma un impresario o capo comico che faceva un po’ da tutto fare.

In europa mancando i grandi attori italiani e sviluppandosi prima l’idea di lavoro di gruppo, ciò

non avviene.

Il testo drammaturgico, essendo parte dei codici dello spettacolo, può subire l’intervento del

• regista (traduzione, tagli, modifiche alla luce del suo progetto interpretativo).

La drammaturgia contemporanea è scarsa, sopratutto perché i bravi drammaturgi scrivono per

• media più redditizi (cinema, tv). Un tempo si scriveva molto più per il teatro (Shakespeare,

Goldoni), e questi drammaturghi erano chiamati anche “poeti del teatro”, che avevano una

committenza.

Tema del contestare: diffuso in Europa negli anni ’60, periodo di contestazione generale, e

• anche del Teatro di Regia, nato appena da 20 anni o poco più. I contestatari sono molti artisti

(attore, registi, drammaturghi) che propongono un nuovo modo di fare teatro, ovvero il teatro

di sperimentazione che non riconosce la figura del regista. Uno dei gruppi americani che lo

creano è il Living Theatre , fondato da Julian Beck e Judith Malina, da cui nasce poi il teatro di

Broadway. Noi non ci occuperemo di questo teatro perché è ormai decaduto.

La differenza tra teatro di regia e teatro di sperimentazione non sta solo nei contenuti e nei temi,

ma sopratutto nella FORMA (dato che anche il teatro di regia può riguardare problemi sociali):

1) Non si riconosce la figura del regista, abbattendo la figura del regista demiurgo (che impone

le sue scelte a tutte le altre figure).

2) Non pone centralmente il testo drammaturgico, preferendo una drammaturgia nata dal basso

del lavoro del gruppo, su temi che il gruppo di dà, costruendo il testo insieme in forma

laboratoriale. Mentre la regia parte da un testo drammaturgico e non riconosce la

sperimentazione, la costruisce.

3) Si critica il luogo teatrale ufficiale, abbattendo l’idea di separazione tra attore e spettatore,

usando come palcoscenico il mondo. Lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente allo

spettacolo.

Questo cosiddetto “Nuovo Teatro” (o 2° teatro, teatro di sperimentazione), vive in tutto il mondo

per qualche decennio ma ne rimangono pochi focolai, anche perché la sua carica di denuncia, è

stata assorbita da altri media.

Il 3° Teatro, è stato coniato da Eugenio Barba e non punta a creare uno spettacolo teatrale vero

• e proprio, ma ha più finalità didattica come scuola e carceri.

Es. “La compagnia della fortezza”, una compagnia di detenuti a Volterra, che ha fatto loro bene

da molti punti di vista. Non si punta a proporre uno spettacolo, ma a far vivere un’esperienza a

qualcuno che ne trarrà benefici non professionali. Questo esempio è stato sdoganato al cinema

con “Cesare deve morire”.

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IL TEATRO GRECO

Il luogo scenico ha modificato nei secoli i generi teatrali (es. Teatro greco a Taormina, Arena di

Verona).

Il teatro greco ha una certa struttura ed è unico nel mondo ed è molto ambito dagli spettatori, in

cui al contesto corrisponde un certo genere spettacolare (es. Aida di Verdi).

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Esso ha due caratteristiche fondamentali: 3

Barbara Somma

Teatro

1) Una scenografia naturale e non costruita per il teatro all’aperto, sfruttando il contesto

naturale

2) Lo spettacolo teatrale si sviluppa in due fronti: la platea (gradoni) e spazio circolare per

l’orchestra (con scenografie che si svolgevano lì) da un fronte, e lo skemé ovvero la scena vera

e propria centrale, da un altro fronte.

Questi teatri pullulavano nelle città mentre ora ne restano pochi. Il teatro greco rappresenta

l’orgine del teatro:

Nasce in Grecia nel V secolo a.c. come rito religioso a cui partecipava tutta la popolazione (con la

catarsi/purificazione dell’anima).

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IL TEATRO LATINO

Se il teatro greco è rimasto come struttura, il Teatro latino vi si ispira, ma è contestualizzato in

città. Per i romani il teatro è una forma di intrattenimento e come tale non ha valore religioso, ma

politico con i ludi (es. Gladiatori), si gioca.

Il teatro latino è enormemente sproporzionato per una città di quei tempi, per via di puri giochi

• politici che proponevano i giochi come panacea di tutti i mali, per tenere buono il popolo

mentre si sperperavano soldi e vite. Più l’immagine dell’imperatore decadeva, più venivano

costruiti teatri.

Oltre al Colosseo ed agli anfiteatri, come l’Arena di Verona, tutti i teatri erano temporanei e le

• loro pietre erano riutilizzate per costruire case.

Se non come meta turistica, il teatro latino non ha avuto ragione di arrivare fino a noi,

• perdendo la sua dimensione rituale. Oggi si paga per vedere uno spettacolo.

Fino al ‘500 non si sono più costruiti teatri perché dal crollo dell’Impero è stato un

• intrattenimento riservato alle corti e non aperto al pubblico.

! 4° Lezione

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TEATRO DELLE ORIGINI

Il teatro, nasce con scopi religiosi, dove lo spettatore, partecipandovi, si immergeva in un rito di

purificazione.

Dopo la caduta dell’Impero Romano (IV sec d.c.), ci sono lunghi anni del Medioevo dove di

spettacolo teatrali non si parlerà più, un lungo buco nero. Non esisterà come professione, per lo

meno; il teatro greco.romano aveva una forma moderna, con spettatori paganti un biglietto,

mentre nel Medioevo invece era tutto più evanescente, con balli e giullari che intrattenevano

nelle corti.

Vi era una forte presenza di teatralità all’interno della Chiesa, dove il rito viene spettacolarizzato.

Nel Medioevo, le esecuzioni capitali erano molto teatralizzate e avvenivano in piazza.

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TEATRO RINASCIMENTALE

Nel 1545 il teatro incomincia nuovamente ad essere la forma di spettacolo moderna com’è oggi e

com’era nell’antichità.

Sappiamo che la data è il 1545 in quanto c’è un atto notarile custodito a Padova:

In quest’atto si sancisce l’unione di uomini d’arte in una primitiva compagnia teatrale , e dunque

viene legittimato il ruolo dell’attore in quanto professionista e nasce così la Commedia dell’arte.

Gli spettacoli però venivano fatti di piazza in piazza, perché non c’erano ancora sale teatrali che

potessero resistere in città così piccole.

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COMMEDIA DELL’ARTE 4

Barbara Somma

Teatro

La commedia dell’arte è un genere che nasce in Italia (e poi si diffonderà anche in Europa) nel

1500, e che si diffonderà come un virus in tutte le piazze; è in questo periodo che nasceranno le

compagnie di comici dell’arte più famose e richieste in Europa.

Nella Commedia dell’arte, c’erano delle regole ferree:

Contratti regolari con atti notarili

• Gerarchi familiare interna al gruppo (si nasceva figli d’arte)

• Figura del Capocomico che durerà per secoli

• Gli attori avevano sempre ruoli fissi, fondamentali per potersi specializzare dato che non

• esistevano copioni (ora solo nel circo c’è questa struttura)

Non esiste il testo drammaturgico, ma solo Canovacci che contenevano informazioni sommarie

• , erano per lo più soggetti teatrali

La commedia è costituita da un concatenarsi di Lazzi, ovvero scene (col tempo, questi

• diventeranno sempre più specifici, fino a creare dei testi)

Non c’erano teatri o sale teatrali (almeno fino al 1580, anno di restaurazione del Teatro

• Olimpico di Vicenza), ma solo Stanzoni, ovvero sale di intrattenimento

I comici d’arte che recitano ruoli “bassi” (servitù), fa uso delle Maschere, mentre coloro che

• recitano ruoli “alti” (cavalieri, dame ecc.) non le indossa.

! 5°Lezione

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PROFESSIONISMO ATTORIALE

Il bisogno economico di vendita alla base della commedia dell’arte, fa si che gli attori si

specializzino al punto tale da essere chiamati in tutta Italia e anche Europa.

L’attore specializzato interpreta sempre lo stesso ruolo e gli stessi sketch, i lazzi.

Le raccolte di Canovacci si chiamano Zibaldoni, e spesso venivano persi, ma poi si è iniziato a

• mettere per iscritto non solo i personaggi, ma anche le loro battute

La ricostruzione della storia del teatro avviene grazie a qualche quadro e i testi descritti sopra.

I personaggi, venivano divisi in:

- Alti : dovevano recitare in Italiano ed avere una certa prestanza fisica

- Bassi : recitavano in dialetto, di solito la parte di servi

Nella commedia dell’arte, i personaggi sono stereotipi, non hanno connotazione psicologica

come invece nel teatro drammaturgico.

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LA MASCHERA

Nel teatro greco, essa serviva:

1) per fare da cassa di risonanza per la voce

2) come simbolo di separazione dell’attore da un mondo reale e per separarsi da se stesso,

abbracciando un modo fittizio

[Video di Dario Fo]: La bassa corte indossa la maschera molto spesso con maschere animali,

invece l’alta corte non la indossa affatto perché rappresenta la borghesia. La maschera prende

significato in base ai movimenti del corpo. Essa crea ansia a molti attori perché quando la si toglie

si ha la sensazione di strapparsi la faccia. Moretti è stato il più grande Arlecchino fin quando

viene identificato direttamente al personaggio che rappresenta. Dopo la sua morte, lo interpreta

Ferruccio Soleri.

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RICETTA DELLA COMMEDIA DELL’ARTE

La comprensione dello spettacolo dipende dal linguaggio del corpo e non da quello verbale,

spesso dialettale e dunque incomprensibile.

Zanni = archetipo del servo, è il primo per definizione. Dicono che il nome derivi dal nome

Giovanni. Ha tantissimi elementi del teatro latino, ed è per definizione buffo. E’ povero

ed affamato di cibo, di soldi, amore, relazioni. Tutte le sue scene hanno sempre al centro

il tema della fame e la sua ricerca spasmodica di qualcosa che provoca i pasticci. 5

Barbara Somma

Teatro

[Video “Il lazzo della Polenta” di Dario Fo]: Lo Zanni ha così fame che vede cibo ovunque, al

punto che crede di essersi abbuffato e si sente sazio, ma ha mangiato solo cibo immaginario. Tutta

la rappresentazione è in dialetto, eppure si capisce il senso. La mimica facciale è fondamentale. Il

dialetto usato qui, e in generale, è un misto tra il bergamasco e il veneziano.

La commedia dell’arte MUORE nel 1700. Perché:

dopo 200 anni il repertorio è esaurito

• le compagnie anche si esauriscono

• la nuova borghesia ha altre richieste

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L’ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI (1947) - Giorgio Strehler

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mariabros di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di teatro moderno e contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Garavaglia Valentina.
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