Capitolo 1: Forze e campi elettrici
L’equazione che determina la forza di interazione tra cariche puntiformi prende il nome di legge di Coulomb:
| | | | | |1 | 2 | = | 2 |
Dove si chiama costante di Coulomb 8,9876 ⋅ 109 ⋅ Nm2/C2 = 8,8542 ⋅ 10-12 C2/Nm2
Campo elettrico
Ogni carica genera un campo la cui equazione è:
⃗⃗⃗⃗ ⃗ ⃗= ̂
Sostituendo con la legge di Coulomb si ottiene che
Per un insieme di sorgenti otteniamo che:
⃗ = ∑ ̂ 2
Quando abbiamo un oggetto con distribuzione di più cariche:
⃗ ⃗ = ̂ → ≈ ∑ ̂
Ovviamente più la differenza di q è piccola più è preciso il conto, quindi si può dire che:
⃗ = ∑ ̂ = ∫ ̂ 2 →0
Per svolgere gli esercizi, per capire come si distribuisce la carica utilizziamo la densità di carica:
- Per volume (per volumi):
- Superficiale (per superfici):
- Lineare (per linee e fili):
Ovviamente le forze rispondono alla legge di Newton quindi si può calcolare la massa e la velocità della carica in un campo elettrico:
⃗⃗⃗⃗ ⃗ = = → =
Il flusso elettrico
Corrisponde alle linee di campo che attraversano un’area.
= ⋅ ⋅ → =
Discorso analogo per la distribuzione di carica:
⃗⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗ = ∑ = ∫ ⋅ per superfici chiuse: →0⃗ = ∮ = ∮ in cui rappresenta la componente del campo normale alla superficie.
Teorema di Gauss
Partendo dal presupposto che consideriamo una carica positiva/negativa posta al centro di una sfera, si può affermare che:
⃗ = = per tutti i punti: di conseguenza possiamo risolvere la formula del flusso, scritta precedentemente, in questo modo:
= ∮ = ∮ = ∮ =
Specificando i valori delle variabili otteniamo che:
2 (4 ) = = ( ) = 4 2 1 = sappiamo che e otteniamo quindi che: 4 0 = 0
Estendiamoci al caso generale di più cariche puntiformi presenti:
⃗ ⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗∮ = ∮ ( + + ⋯ ) ⋅ 1 2
Il teorema di Gauss è una generalizzazione del discorso e afferma che il flusso di una qualsiasi superficie chiusa è data da:
⃗ = ∮ = 0⃗ dove rappresenta la carica totale interna alla superficie e rappresenta il campo elettrico in ogni punto della superficie.
Conduttori in equilibrio elettrostatico
Può essere di fondamentale utilizzo l’uso delle formule sulla densità:
= ∮ = = = = in quanto 0 0
Si può quindi dare una definizione di E: = 0
Capitolo 2: Potenziale elettrico e capacità
Introduciamo il concetto di energia potenziale pure per quanto riguarda l’elettricità. Il lavoro effettuato dal sistema carica campo è il seguente:
⃗⃗⃗ ⃗ = = 0
Dal momento che il lavoro è effettuato dal campo, l’energia del sistema carica-campo è cambiata di una
⃗ = − = − quantità per uno spostamento finito dal punto A al punto B. 0 = −
La variazione di energia potenziale è quindi e più nello specifico:
⃗ = − ∫ 0
Dividendo l’energia potenziale per la carica di prova otteniamo una nuova grandezza fisica chiamata potenziale elettrico (V): = 0= −
Ancora più importante è la differenza di potenziale ( ) che ovviamente ha la seguente formula:
⃗ = = − ∫ 0 =
Sappiamo dai primi capitoli di fisica meccanica che quindi possiamo affermare che:
1J = ricordo che (1V = )C = elettronvolt: −19 −191 = 1,602 ⋅ 10 ⋅ = 1,602 ⋅ 10
Differenza di potenziale in un campo elettrico uniforme
Movimento parallelo alle linee di campo:
⃗ ( 0) = − ∫ = − ∫ = − ∫
Poiché E è costante può essere tirato fuori dal segno di integrale ottenendo:
= − = −∫ dove d è la distanza percorsa.
Possiamo anche ricavare la differenza di energia potenziale sapendo che:
= = − 0 0
Ovviamente queste equazioni sono nel caso specifico di movimento parallelo al campo E (quindi Cos = 0). Nel caso generale bisognerà considerare il valore di
Equazioni generali
⃗ −⃗ = − ∫ ⋅ = ⋅ 1) ⃗ = = − ⋅ 2) 0 0
Potenziale elettrico e energia potenziale di cariche puntiformi
Il campo elettrico di una carica puntiforme abbiamo visto essere
⃗ = ̂ 2 ⃗ = ̂ ⋅ Quindi 2̂ ̂ ⋅ =
Poiché il modulo di ̂ è 1: dove ̂ è l’angolo tra e ̂
Inoltre, è la proiezione di lungo cosicché = . Quindi ogni spostamento dal punto a al punto b produce una variazione nel modulo di
Con queste sostituzioni si ottiene che:
⃗ = ( ) 2
L’equazione della differenza di potenziale diventa quindi:
2 1 1 = [ − ]
Quindi:
Da qua capiamo che: = per una carica puntiforme.
= ∑ per un sistema di cariche puntiformi.
Seguendo queste formule appena dette:
1 2 = → = 1 1,2
Dall’equazione si può notare che se le cariche sono di segno uguale U è positiva.
Ricavare il valore del campo elettrico dal potenziale elettrico
−⃗ = ⋅ Sappiamo che
Se il campo ha una sola direzione (componente) per esempio lungo l’asse delle X allora ⃗ ⋅ = = −
L’equazione diventa quindi e di conseguenza il valore del campo elettrico altro non è che la derivata cambiata in segno del potenziale elettrico rispetto alla coordinata x. = −
Se il campo ha simmetria sferica:
ⅆ⃗ ⋅ = → = − = −
quindi ⅆ
Se la dimensione non è una sola bisogna applicare le derivate parziali:
= − = − = −
Potenziale elettrico dovute a distribuzioni di carica continue
= → = ∫
Potenziale elettrico di un conduttore carico
⃗ = − ∫ ⋅ = 0 Ovvero ogni punto sulla superficie si trova a stesso potenziale
La capacità
Iniziamo a studiare il comportamento dei circuiti, il primo oggetto che vediamo è il condensatore. Il condensatore immagazzina delle cariche fondamentalmente tramite due armature che generano una differenza di potenziale.
= =
La capacità di un condensatore è definita da: e si misura in Farad (F), è una grandezza sempre positiva.
Con un po' di sostituzioni arriviamo alla seguente formula:
= = = = 4 0 = 4 0
Condensatore piano
Un condensatore con armature piane (piatte) genera un campo elettrico come abbiamo già visto di questo tipo:
= = 0 0
ⅆ = = Il campo è uniforme quindi: dove d è la distanza fra le armature. 0
Sostituendo alla formula sulla capacità del condensatore otteniamo:
= = ∕ 0 0=
Condensatore cilindrico
Utilizzare l’immagine come riferimento per capire le formule: ⃗ = − ∫ ⋅
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